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Tanta frutta al giorno toglie il medico di torno ( Famiglie d’Italia Salute News )

luglio 10, 2013

 

Foto:©Photoxpress.com/.Shock
Scorrendo fra le infinità di notizie racchiuse nel web, un ottimo consiglio ha attirato la mia attenzione ispirandomi di condividere con voi le sensazioni positive ottenute dalla lettura del post che vi ripropongo con gioia ed interesse. Fatene tesoro e buone vacanze a chi ne sta già usufruendo.

Salute

09/07/2013 – la dieta che fa bene alla salute e allunga la vita

Mangiare tanta frutta allunga la vita

( fonte: SaluteLa Stampa )

Una dieta che comprenda buone quantità di frutta e verdura, oltre a far bene alla salute pare possa allungare la vita.
Cinque porzioni di frutta al giorno sembra siano in grado di aumentare l’aspettativa di vita quasi tre anni.
Una mela al giorno toglie il medico di torno, dicevano i nostri nonni. A quanto pare, invece, tutta la frutta aiuta a stare meglio; ma non solo: secondo recenti studi infatti allungherebbe persino la vita di circa tre anni. Certo, non dona l’immortalità ma possiamo accontentarci.

A parlarci delle benefiche proprietà della frutta – ma anche della verdura – è stato un team di ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma che ha preso seguito oltre settantamila volontari di entrambi i sessi, e per ben tredici anni.
Tra le persone – aventi una fascia di età compresa fra i 45 e gli 83 anni – che hanno aderito allo studio, si sono dimostrate più longeve di circa tre anni quelle che consumavano ingenti quantità di frutta e verdura. Chi invece non ne consumava affatto moriva addirittura prima – mediamente di circa un anno e mezzo – rispetto a chi consumava quantitativi minimi di frutta.

Ci sarebbe quindi da chiedersi qual è la dose giusta da consumare ogni giorno per star meglio e allungare la nostra vita. Ovviamente questa è una stima non facile da fare, considerando il fatto che ogni individuo potrebbe aver bisogno di dosaggi differenti a seconda dello stile di vita che conduce. In ogni caso è bene dire che nei tredici anni di follow-up dello studio in questione, ci sono stati più di 11mila decessi, tutti riguardanti persone che consumavano meno di cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. E’ quindi evidente che almeno tali razioni dovrebbero essere consumate al fine di mantenere un buono stato di benessere fisico e mentale.

E’ tuttavia probabile che nei momenti di maggior stress potrebbe esserci una richiesta maggiore da parte dell’organismo. Purtroppo, però, lo studio sembra non fornici dati in merito, così come pare non offrire informazioni riguardanti l’eventuale differenza tra frutta biologica e non, maturata sulla pianta o meno. Dettagli che potrebbero emergere nei prossimi studi.
Lo studio, guidato dal dottor Andrea Bellavia dell’Istituto di Medicina Ambientale (IMM), è stato recentemente pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition.

SaluteLa Stampa

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Non sempre la pasta ingrassa ( Famiglie d’ Italia News )

giugno 13, 2013
pastaCarboidrati pasta, sì ma se cotta al dente ( fonte: Tgcom24 )
Meglio del pane per avere ebergia e restare snelli
Quando viene il momento di rimettersi in linea, la prima cosa che si fa di solito è eliminare i carboidrati dalla tavola. Ma gli esperti ammoniscono:
evitarli completamente è sbagliato: l’importante è semmai scegliere quelli giusti per garantire al nostro fisico la “benzina” necessaria alle attività quotidiane. Sono alleati del nostro benessere quelli che vengono assimilati lentamente: la pasta, ad esempio, è perfetta per lo scopo, purché sua di grano duro e sia cotta al dente, decisamente da preferire al pane bianco.  
L’indicazione arriva dai massimi esperti mondali di alimentazione, i quali hanno stilato il primo “Documento di Consenso” internazionale sull’Indice Glicemico (IG) dei carboidrati. L’indice misura la rapidità con cui sale il valore della glicemia nel sangue dopo aver mangiato un alimento contenente 50 grammi di carboidrati e confrontando questo valore con quello che si registra dopo l’assunzione di glucosio, al quale è attribuito convenzionalmente il valore di 100. Vengono considerati carboidrati ad alto Indice Glicemico (IG), quelli dal 70 in su, quelli a medio IG stanno fra 56 e 69 e quelli a basso IG sono inferiori a 56.
Spiega Andrea Poli, direttore scientifico di Nutrition Foundation of Italy: “Per una dieta sana non basta tener conto dei grassi, ma anche dei carboidrati, della loro quantità ma soprattutto della qualità. Da questo punto di vista, il carboidrato che ne esce meglio è la nostra pasta che, se è di grano duro e cotta ‘al dente’ ha un IG di 45, preferibile al pane bianco (70). Ma se la pasta è troppo cotta l’IG sale. Così come sale l’IG dei riso e di tutti i carboidrati contenenti amido se la cottura viene prolungata”.
Le patate si comportano in modo curioso. Se vengono cotte al microonde valgono 117, al vapore 93, bollite 77, se le mangiamo subito dopo la cottura. L’IG scende però sensibilmente se le mangiamo fredde di frigorifero, magari condite con un filo di olio extravergine e prezzemolo.
Il riso, invece, ha un indice altissimo, pari a 104: Va molto meglio il riso basmati (53) o il parboiled (69), sempre che siano cotti al dente.
Aggiunge Livia Augustin del St. Michael’s Hospital di Toronto che l’IG può essere ridotto anche da alti contenuti di fibre: per questo è bene che nella dieta siano presenti cereali non raffinati e legumi come fagioli (21-32), ceci (22-34) e lenticchie (42).

Persino i dolci, se consumati con moderazione, hanno un indice non altissimo, perché in genere sono confezionati con fruttosio (18-22), mentre il saccarosio è a 65, sempre meno del glucosio.

Famiglie  d’Italia

Meno grassi e più moto, la dieta migliore ( Famiglie d’Italia Salute News )

aprile 13, 2012

Passata la festa aumentata la pancetta… oddio, come fare? E via a consultare specialisti o pagine web sull’argomento. Ebbene, denaro e tempo persi: la dieta migliore sta nel nostro buon senso e nel sapersi adattare a qualche piccolo sacrificio, come si deduce leggendo il post che oggi vi propongo, pubblicato da  Salute 24

Il modo migliore per dimagrire: mangiare meno grassi e fare un po’ di moto

Limitare il consumo di grassi e aumentare il movimento fisico: due regole, semplici da capire e non troppo difficili da applicare, per dimagrire davvero e, tutto sommato, senza grandi sacrifici. È il risultato di uno studio pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine da un team di studiosi guidati da Jacinda Nicklas, ricercatrice del Beth Israel Deaconess Medical Center e dell’Harvard Medical School (Usa), che hanno messo a confronto i risultati di diverse tipologie di diete su un totale di oltre quattromila soggetti obesi (indice di massa corporea superiore o uguale a 30) dai venti anni di età in su.

“Il metodo più efficace per dimagrire – spiega Nicklas – è quello meno complicato: mangiare meno grassi e svolgere una regolare attività fisica. Questa è la modalità che porta i migliori risultati rispetto a diete popolari o alla moda, alle pillole per dimagrire e ai prodotti dietetici”. Dallo studio è emerso che oltre il 40% del campione impegnato con il regime dietetico consigliato dai ricercatori ha perso più del 5% del proprio peso in un anno. “Questa è un’ottima notizia perché gli studi hanno dimostrato che anche una riduzione del 5% del peso può portare al miglioramento della salute – conclude Nicklas -. È interessante notare che il metodo migliore per dimagrire sia anche quello più economico e alla portata di tutti”.

fonte: Salute 24

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Con una dieta equilibrata… longevità assicurata

settembre 7, 2011

Allungare la vita è il sogno dell’uomo da sempre. Essendo noi ciò che mangiamo, ecco che appare evidente che una sana alimentazione possa sicuramente contribuire ad assicurare l’agognata longevità abbinata ad un’esistenza migliore con meno malattie. Barilla Center for Food & Nutrition si sta adoperando per mettere in piedi uno studio per meglio  analizzare e proporre soluzioni per affrontare le sfide alimentari del prossimo futuro, anche perché l’80% delle persone di età superiori ai 65 anni soffre di almeno una malattia cronica con un costo per la Sanità italiana di oltre 40 miliardi di euro all’anno… e se poi ci aggiungiamo che per il 2050 si prevedono sul nostro pianeta oltre 2 miliardi di  ” anziani “, ecco che il problema non è solo nostro ma  di caratura mondiale. Per meglio informarvi sull’argomento vi pubblico un interessante e recentissimo comunicato Ansa.

ANSA > Salute e Benessere > Stili di vita > Salute: nel 2050 2 mld di anziani, 80% con malattia cronica

Salute. nel 2050 2 mld di anziani, 80% con malattia cronica

Barilla Center Food, da buona tavola piu’ longevita e meno costi

05 settembre, 15:49

(ANSA) – ROMA, 5 SET – Nel 2050 saranno 2 miliardi le persone di eta’ over 65, categoria che nell’80% dei casi oggi soffre di almeno una malattia cronica, e cio’ comporta solo in Italia una spesa sostenuta ogni anno in terapie e cure per patologie cardiovascolari, diabete e tumori di 40 miliardi di euro. E’ quanto sottolinea lo studio del Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn) che al rapporto tra longevita’, costi sociali correlati, e benessere dedica un webinar aperto a tutti l’8 settembre, in diretta sul sito http://www.barillacfn.com.

In 35 anni l’aspettativa di vita alla nascita nei Paesi sviluppati e’ aumentata di circa otto anni. Oggi e’ compresa tra i 77 e gli 83 anni, mentre era tra i 72 e 75 anni nel 1974. Ma la longevita’ media ”puo’ aumentare fino a 3 anni grazie a uno stile di vita sano e all’alimentazione equilibrata; uno stile alimentare ipocalorico, con piu’ frutta e legumi, puo’ contribuire ad estendere la longevita’, in salute e a proteggere i ‘marcatempo’ dei cromosomi, i telomeri.

All’origine delle diverse patologie non trasmissibili ci sarebbero infatti alcuni fattori comuni: stati di infiammazione cellulare progressivi che poi sfociano in patologie conclamate.

Questi livelli di infiammazione attivano nell’organismo delle “azioni di riparazione” in cui i telomeri, veri e propri orologi biologici, rivestono un ruolo primario. La loro funzione protettiva nei confronti dei cromosomi li rende un marcatore di invecchiamento cellulare: i telomeri infatti si accorciano progressivamente durante i processi riparativi, fino a quando non riescono piu’ a esplicare la loro funzione.

Tra i vari benefici derivanti dalla restrizione calorica fino al 40% vi e’, sottolinea lo studio Bcfn, l’aumento dell’abilita’ dell’organismo di riparare i danni cellulari, la riduzione dell’impatto dei radicali liberi nell’organismo, l’aumento di alcune proteine ad azione protettiva e di riparazione, coinvolte nella reazione allo stress, una maggiore efficienza del metabolismo del glucosio e un rallentamento del declino immunologico che si manifesta naturalmente con l’invecchiamento.

Inoltre, la restrizione calorica e’ anche un efficace metodo di prevenzione dei tumori, per quanto questo rappresenti solamente un effetto collaterale e non un impatto diretto sulla longevita’. ANSA.it

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Giornata mondiale per l’ipertensione arteriosa ( Famiglie d’Italia news )

maggio 17, 2011

Una buona salute è alla base di un’esistenza più attiva e serena. Questo blog è molto sensibile alle notizie che contribuiscono a migliorare la qualità della vita… pesca qua e là nel web e vi fornisce informazioni utili come quelle di oggi dedicate alla Giornata mondiale per l’ipertensione arteriosa, con due post interessanti proposti da www.newnotizie.it e CORRIERE DELLA SERA.it: concedete loro l’attenzione dovuta e non dimenticate mai che la prima cura di ogni malattia nasce dalla prevenzione.

 

17 maggio, Giornata mondiale per l’ipertensione arteriosa (more…)

L’Happy Hour… nemico della dieta? ( Famiglie d’Italia news )

maggio 3, 2011

Notizia interessante per chi vorrebbe ritrovarsi un fisico ” decente ” in prossimità della stagione calda. ( Fonte: Newsfood.com )

Il nemico n. 1 della dieta? L’Happy Hour 

Cibi sfiziosi e compagnia hanno la meglio sui buoni propositi

Un bicchier di vino, olive e salatini, risate. Questo è l’Happy Hour, divertente, sociale, ma peggior nemico della dieta. Questo il risultato di una ricerca, condotta dal sito Melarossa in collaborazione con la SISA, Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione. Gli esperti hanno coinvolto i frequentatori del sito tramite un sondaggio sui peggiori nemici della dieta, in vista dell’estate e della classica prova costume. E’ così emersa la difficoltà dell’Happy Hour. Per il 25% del campione, è proprio il tempo di salatini, vino (o birra) il punto di rottura, quando voglia di compagnia e desiderio di “buon tempo” sconfiggono i buoni propositi. Altro momento critico è la visione della televisione, specie quando sullo schermo passa il programma preferito. Come ammette il 18% degli utenti intervenuti, tale visione spinge irresistibilmente al consumo di qualcosa, spesso goloso (dolci o snack) quasi sempre calorico. Per quanto fastidiosi, gli sgarri alla dieta non sono per forza negativi. Questa la (consolante) tesi del dottor Luca Piretta, membro SISA e coinvolto nel sondaggio. Per Piretta, lo sgarro, oltreché momento di alimentazione piacevole, è segno concreto di personalità e diritto all’autodeterminazione alimentare. Tuttavia, attenzione: ci sono confini da non superare. Tali limiti sono particolarmente rigidi per chi segue un regime dettato da problemi di salute, come i diabetici ed i celiaci. Più in generale, le trasgressioni sono buone (o quantomeno accettabili) quando rimangono tali, cioè momenti isolati in un’alimentazione generale che rimane controllata. Infine, sul sito http://www.melarossa.it rimane attivo il sondaggio sui nemici della dieta: gli interessati possono così partecipare ed esprimere la loro opinione.

Matteo Clerici  ( Newsfood.com )

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.

Newsfood.com

Ritorna la mucca pazza… ma i pazzi siamo noi

luglio 22, 2010

E’ da ieri che si riparla di mucca pazza: i tg, i giornali in prima pagina, ma perché?… Perché incombe nuovamente il pericolo e si preoccupano per noi?… Pia illusione, perché per qualche motivo qualcuno in questo momento o ha spazi ” notizie stressanti ” da coprire, in modo da tenere sempre alta la nostra tensione, o per sviarci da altre tematiche per ora a noi ancora poco chiare. (more…)