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Domenica delle Palme ( Famiglie d’Italia Rewind )

marzo 24, 2013

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Domenica delle Palme… dagli onori al calvario

E’ la domenica in cui Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme in sella ad un asino e la folla, che lo attende festante, ha steso mantelli  e tagliato rami di ulivi per onorarlo e osannarlo… la stessa folla che una settimana dopo ne chiederà la morte per crocifissione preferendo Barabba a Lui. Questa è la vita, così è la vita! Nulla è certo, nulla ti è dovuto! Devi conquistarti ogni piccola o grande cosa con fatica e costanza… e a volte non basta. Perché l’animo umano è mutevole e facilmente condizionabile: oggi ti osanna e domani ti crocifigge!

Ma con questa riflessione non intendo mandare un messaggio negativo, al contrario! Perché se il tuo apporto alla società è sincero e buono, come il buon vino migliorerà invecchiando. Forse potranno pestarti, chiuderti in una botte e dimenticarti in una cantina  per lungo tempo, ma il tuo esempio ed il tuo operato, se sono buoni e genuini come l’anima che li accompagna nel corpo che li avvolge, non saranno stati sprecati e potranno essere ripristinati, risorgere… tornare alla luce ed offrirsi al mondo come un buon bicchiere di vino gratificante e terapeutico.

Gesù, per ognuno di noi, con la sua vita terrena completa in tutte le sue sfaccettature, è il modello a cui attaccarsi in ogni momento di sconforto: la sua parola ed il suo esempio a favore dei deboli e dell’amore si sono spenti su una croce tra mille sofferenze e rinchiusi in un sepolcro senza apparente via di ritorno: ma se il corpo muore, l’anima sopravvive e con essa tutto ciò che di buono ha seminato. Sono passati più di 2000 anni e  Gesù è ancora fra noi per parlare e proporsi a chiunque lo cerchi… nella gioia e nel dolore.

Per notizie più dettagliate sulla Domenica delle Palme vi invito ad approfondire le vostre ricerche su Google a cominciare da  Domenica delle Palme – Wikipedia

Umberto Napolitano

 
Famiglie  d’Italia

Trovata su Facebook… una bella storia

gennaio 19, 2013

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IN OSPEDALE 

Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale.
A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo.
Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza. L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra.
L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e dai colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto.
Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza.
Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall’altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena.
In un caldo pomeriggio l’uomo della finestra descrisse una parata che stava passando.
Sebbene l’altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla con gli occhi della sua mente così come l’uomo dalla finestra gliela descriveva.
Passarono i giorni e le settimane.
Un mattino l’infermiera del turno di giorno portò loro l’acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno.
L’infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo.
Non appena gli sembrò appropriato, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra.
L’infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.
Lentamente, dolorosamente, l’uomo si sollevò su un gomito per vedere il mondo esterno.
Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto.
Essa si affacciava su un muro bianco.
L’uomo chiese all’infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra.
L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro.

“Forse, voleva farle coraggio” disse.dolore,felicità

Vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione.
Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.
Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare oggi.
La vita è un DONO, è per questo motivo che si chiama PRESENTE!

Famiglie  d’Italia

Domenica delle Palme… dagli onori al calvario

aprile 17, 2011

E’ la domenica in cui Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme in sella ad un asino e la folla, che lo attende festante, ha steso mantelli  e tagliato rami di ulivi per onorarlo e osannarlo… la stessa folla che una settimana dopo ne chiederà la morte per crocifissione preferendo Barabba a Lui. Questa è la vita, così è la vita! Nulla è certo, nulla ti è dovuto! Devi conquistarti ogni piccola o grande cosa con fatica e costanza… e a volte non basta. Perché l’animo umano è mutevole e facilmente condizionabile: oggi ti osanna e domani ti crocifigge!

Ma con questa riflessione non intendo mandare un messaggio negativo, al contrario! (more…)