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La Notte della Consapevolezza e della Prevenzione, venerdì 5 giugno in tutte le discoteche d’Italia

maggio 27, 2015

La Notte

( Luciano Zanchi,Carlo Tessari, Umberto Napolitano, Gabriele Alfonzetti e Alberto Moroni: FOTOLIVE )

Notte della prevenzione Brescia lancia la sfida

Prima tappa venerdì 5 giugno all’Art di Desenzano: poi ogni settimana per un anno in tutte le «disco» d’Italia per dire sì alla vita e no allo sballo.

Le forze dell’ordine presidiano i cancelli delle discoteche. Ma le corse cieche nel buio delle notti del sabato non smettono di mietere vittime. Qualcosa non quadra. «C’è qualcosa che non quadra, c’è una strana situazione/tra drogati e alcolizzati, più bastardi che imbranati/troppe lacrime versate sulle spalle di un amico/nei silenzi di un asfalto che un ragazzo si è inghiottito», canta Umberto Napolitano bresciano per caso, cantautore nato con il vinile degli anni sessanta, scomparso per 20 anni dalle scene e tornato per cantare la protesta del nuovo secolo.
QUELLE PAROLE, la sua canzone che si chiama «E non permettere più», stanno per diventare l’inno della «Notte della consapevolezza e della prevenzione», notte del divertimento e dell’allegria, della baraonda e dell’euforia per dire ai ragazzi che le porte della vita sono ancora aperte. La repressione non basta e si vede. I sociologismi sulle famiglie assenti e i vuoti di valori riempiti dall’alcol sanno di stantio. I messaggi da colpo allo stomaco sortiscono gli stessi effetti delle minacce sui tabacchi.E allora, allegria, quella bella e sana, che non ha bisogno di fumi alcolici né di alterazioni tossiche.
Sarà venerdì 5 giugno, la prima «Notte». E scatterà all’una del mattino all’Art Club di Desenzano. Negli stadi si chiede un minuto di silenzio per una vita persa? Nella «Art» ci sarà il primo minuto di baldoria lucida e senza freni per far vibrare le pareti di uno scatenato inno alla gioia di vivere. Sarà lo start di un lungo cammino. Oggi venerdì alla stessa ora toccherà a un’altra discoteca. Si parte in tour da Brescia e si arriva in tutta Italia, finchè tutte le «disco» si scateneranno in contemporanea. E il primo venerdì di giugno dell’anno prossimo sarà la prima vera «Notte della consapevolezza e della prevenzione». Notte intera in tutti i locali del disco e del divertimento. Allora sì, l’inno sarà lungo e corale, si ripeterà di anno in anno, e magari varcherà pure il confini del Belpaese.
Parrebbe fantasia, ma le condizioni per farla realtà ci sono. Ci sono l’energia di Umberto Napolitano tornato a cantare dopo 20 anni passati a fare altro e gli interessi dei proprietari delle discoteche, stanchi di essere additati artefici dello sballo e della morte. C’è la tenacia dell’Associazione vittime incidenti stradali di Domenico Musicco. Ieri mattina, per spiegare a tutti che si fa sul serio, nella sede del nostro giornale sono arrivati Napolitano, il presidente nazionale di Assointrattenimento Confindustria Luciano Zanchi, il patron dell’Art Club Carlo Tessari meglio noto come Madame Sisi, il regista Alberto Moroni e Gabriele Alfonsetti in sostituzione di Musicco, chiamato a Civitavecchia per la riapertura del processo per un incidente, in cui il giudice aveva inflitto condanne per lesioni gravi ma si era dimenticato di punire l’omicidio colposo.
Dicono che molte discoteche hanno già aderito, e loro sono pronti a girare tutte le 1.800 peninsulari, una settimana dopo l’altra. Sono certi che la «Notte» sarà contagiosa come l’allegria che scatenerà. Si parte dal desenzanese «Art» in onore dalla drag queen Madame Sisi, che tutte le sere lancia messaggi di irriverente divertimento per far capire a chi guida che per tornare a ballare c’è bisogno delle gambe ed è meglio non giocarsele alla roulette dell’asfalto. Per l’esordio ha già pronto il video che scatenerà la baraonda, e altri lo faranno per tutti i venerdì a venire. E nella lunga «Notte» del primo weekend di giugno 2016, il migliore sarà premiato.
«Siamo autorizzati a vendere divertimento, non alcol e droghe, ed è proprio questo che vogliamo fare», scandisce Zanchi. E se c’è qualche gestore che ancora non l’ha capito, prima o poi dovrà metterselo in testa. Si prova a rompere un cerchio durato troppo a lungo. E gli inventori della «Notte» chiamano anche le Forze dell’ordine a collaborare, con una presenza visibile e maggiori controlli, soprattutto dove servono.

Mimmo Varone

( Fonte : Brescia Oggi del 27/05/2015 )