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Accademia delle Imprese Europea, una intelligente azione di marketing territoriale per creare una grande e solida Rete a livello nazionale ed internazionale di piccole e medie imprese del Made in Italy

gennaio 31, 2015

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E’ con vero piacere e con un pizzico di orgoglio che riporto l’articolo, scritto da Alessandra Giulivo, che mi vede protagonista, non tanto per la mia carriera di artista della musica leggera, quanto per l’impegno con il quale da anni mi sto adoperando per evidenziare l’importanza, specialmente nell’agroalimentare, di tutte le piccole e medie imprese italiane che, anche se con fatica ed enormi sacrifici, continuano a produrre ed a proporsi con chiarezza e qualità sul mercato nazionale ed internazionale. Sono il fiore all’occhiello del nostro Made in Italy e l’idea di vederle compattarsi in un’azione comune e penetrante, grazie alle iniziative dell’Accademia delle Imprese Europea e del suo presidente e ideatore Giuseppe Ariobazzani, mi gratifica e mi fa ben sperare per il futuro.

Umberto Napolitano nuovo testimonial dell’Accademia Delle Imprese Europea ( fonte: – Il Dispaccio )

Umberto Napolitano, il grande cantante italiano è il nuovo testimonial delle Imprese Europea. Protagonista degli anni ’60, ’70 e ’80, grazie a molti successi, tra i quali Ora il disco va, Oggi settembre 26 (Gondola d’oro di Venezia 76) Con te ci sto (Sanremo 1977), Come ti chiami, Hey Musino, Amiamoci (Festival bar 1978), Bimba mia (Sanremo 1979), Cantando e fischiettando (1980), Mille volte ti amo (Sanremo 1981) e Un’estate d’amore (1983), ha scritto anche per molti artisti come Antoine, Rita Pavone, Loredana Bertè, Mia Martini, Wess, Doriy Ghezzi, i Nomadi, i Ricchi e Poveri, i Nuovi Angeli. Una storia artistica ricca di successi ma anche di grandi battaglie all’insegna della coerenza e della sua innata voglia di esprimersi sempre in modo libero ed al di sopra di ogni compromesso politico. <<Sono onorato ed entusiasta di essere stato insignito di questa prestigiosa nomina da parte dell’Accademia delle Imprese Europea, – dichiara Umberto Napolitano – anche perché le mie idee sono in perfetta sintonia con il pensiero del suo presidente Giuseppe Ariobazzani, il cui obiettivo è diffondere le eccellenze locali e nazionali ad un target sempre più vasto di consumatori ed imprenditori, i quali, condividendo lo stesso senso di appartenenza territoriale, diventano, a loro volta, promotori del Made in Italy. Un grande progetto di sinergia che condivido pienamente e che consiste nella messa in Rete di Enti, piccole e medie Imprese, in grado di dar vita ad una rinnovata ed efficace azione di marketing territoriale e valorizzazione delle risorse locali. Comunicare e promuovere i “luoghi” e le proprie identità, con una mirata azione di animazione territoriale, che ne consenta l’apertura all’esterno dei propri confini, rap­presenta una consistente forma di Marketing Territoriale>>. Una nomina, quella di Testimonial, che giunge visto e considerato l’importante ruolo svolto in questo campo, negli anni, dal cantante. A fine anni ’80, infatti, Umberto Napolitano ha abbandonato la musica e cominciato a girare il mondo incamerando esperienze varie e specializzandosi nel marketing. Ha collaborato con importanti aziende nazionali ed internazionali ottenendo successi gratificanti, finché ha deciso di intraprendere un progetto personale per valorizzare e portare nel mondo il meglio del Made in Italy. Crea, così, un blog ed un’associazione dal nome “Famiglie d’Italia” e lancia i suoi messaggi “acculturanti” con una serie di iniziative, tra cui la creazione del marchio “PerComprareItaliano” per mezzo del quale proporre le “Eccellenze d’Italia”. <<Sono un cantautore imprenditore non di me stesso ma impegnato socialmente – sottolinea Napolitano. Ho deciso di ripropormi, anche, come cantante, per meglio appoggiare e promuovere il mio progetto imprenditoriale, riprendendo la vena sociale che aveva caratterizzato i miei esordi e ripresentandomi con due nuovi brani: “Volerò” e “E non permettere più”. “Volerò” sarà l’inno dell’Accademia delle imprese Europea. E’ una canzone piena di amore e di speranza, rivolta a tutti coloro che negli anni ’60 inseguivano sogni di grandi cambiamenti>>. Umberto Napolitano, il cantante imprenditore ma ancor di più uno spirito libero, per il quale la vita non comincia né a 40 né a 60 anni, bensì in qualsiasi momento tu decida se lucidità ed energia te lo consentono.

by Alessandra Giulivo

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Enzo Marascio e il suo ” Muscolo di Grano “, la carne vegetale proteica e priva di colesterolo ( Eccellenze d’Italia 3 )

agosto 29, 2013

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Continua il mio viaggio fra le ” Eccellenze d’Italia“: ma quella di oggi è proprio un’eccellenza speciale, ” over the top “, come si usa ormai dire per qualcosa di veramente eccezionale… Ieri sera, in una cena speciale da me organizzata per degli amici appena conosciuti, ho fatto vivere loro un’esperienza nuova e speciale. Li ho fatti toccare con mano, o meglio ancora, gustare col palato, lasciandoli sbalorditi e fidelizzandoli a vita, un prodotto del quale a voi racconto da tempo e in modo sempre più che positivo. Un cibo innovativo, che ogni volta che gusto, e da anni ormai, trovo ogni volta sempre più incredibile e unico: il  ” Muscolo di Grano “, creato molti anni fa dal ” genio ” italico di una persona diventata ormai per me un amico carissimo ed insostituibile, Enzo Marascio ( nella foto mentre affetta la sua ” creatura ” ). Io posso anticiparvi ed assicurarvi che questo ” magico ” prodotto, ormai riconosciuto nel mondo come ” eccellenza ” d’Italia, contiene tutte le proteine della carne, ma… a differenza della carne, essendo a base vegetale, è totalmente privo di grassi saturi, ovvero il famigerato colesterolo. Ma per meglio entrare nel mondo di questa prelibatezza e saperne qualcosa di più  consiglio, come sempre, di cliccare su www.muscolodigrano.biz , sito dal quale ho estratto quanto andrete a leggere di seguito.

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Né carne, né prosciutto A tavola c’è muscolo di grano

Bistecche, roast-beef, spezzatino, cotolette, melanzane ripiene, polpettine,prosciutti.
Una tavola imbandita come tante. Certo l’aspetto è dei migliori e il primo, classico istinto è quello di prendere forchetta e coltello e sedersi a mangiare.

Ma è lo stesso padrone di casa a svelare ciò che si nasconde dietro le apparenze: è tutto a base di frumento.

Si stenta a credere ai propri occhi, ma sono anni ormai che Enzo Marascio, calabrese di Isca sullo Ionio, 50 anni, sposato e padre di due figli, ha sostituito la carne con i suoi prodotti a base di grano.

Il protagonista di questa storia non è un agronomo o un chimico. In passato aveva un piccolo laboratorio per la lavorazione delle pelli e oggi si occupa d’intermediazioni immobiliari. Ma c’è qualcosa che ha “cambiato” la sua vita. L’ipertensione e il diabete lo hanno costretto da una quindicina d’anni a una dieta vegetariana.

“Ora però – dice – mi ritengo fortunato, perché dopo molti tentativi il mio muscolo di grano non ha niente da invidiare alla carne, ai prosciutti, alle mortadelle né dal punto di vista nutrizionale, né per quanto riguarda il gusto”.

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Provare per credere

Il segreto sta tutto qui: nel muscolo di grano. Così Enzo Marascio  ha chiamato il suo impasto a base di farina di frumento, farina di legumi o di soia, acqua e olio con l’aggiunta di spezie. Una miscela dalla quale riesce a trarre i suoi prodotti. Ma è possibile – viene da chiedersi – che da un impasto di farine nascano alimenti simili alla carne per aspetto, consistenza e gusto? Per quanto possa sembrare strano è proprio così.

Sulla bistecchiera, la fettina di muscolo di grano è praticamente uguale a quella tradizionale. Certo inizialmente, durante la cottura, il colore non è il rosso tipico della carne al sangue, ma un giallo opaco. Messa nel piatto, però, ha le sembianze della classica bistecca. Ciò che l’occhio non vede, non sfugge comunque all’olfatto e al palato. Qui si entra nel campo dei giudizi soggettivi.

L’odore richiama leggermente quello del pane appena uscito dal forno. Al primo boccone si ha la sensazione di assaggiare qualcosa dal sapore molto simile a quello del fegato o carne miscelata a funghi, con un retrogusto particolare, dato anche dal peperoncino di cui si scorgono i pezzetti. Colpisce la consistenza: il prodotto non è per nulla gommoso, anche se il taglio con il coltello rivela una morbidezza che per forza di cose è maggiore rispetto a quella di una bistecca.

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Non solo bistecche

Sulla tavola, non ci sono solo bistecche e arrosti. Campeggia un piatto di spezzatino di muscolo di grano ai funghi: due sapori che si sposano bene. Ma c’è qualcosa che richiama subito l’attenzione: gli affettati. Hanno un colore particolare, rossastro. “Nessun colorante – precisa Enzo Marascio – perché per dare questo aspetto, aggiungo al muscolo di grano semplicemente della salsa di pomodoro”. Ciò che si ha di fronte sembra quindi del prosciutto cotto, anche se con un sapore diverso e magari più intenso. Fa anche un certo effetto provarlo nei toast. Viene da dire: tutto qui? Eppure si parla di alimenti prodotti con il grano. Meglio quindi fare un passo indietro.

Spero di aver positivamente incuriosito al punto giusto chi ancora non conosce Muscolo di Grano. L’incontro con questa eccellenza italiana lo deciderete voi, quello che io posso consigliarvi e di accelerane l’avvento al massimo: ne riceverà un beneficio la vostra salute.

rubrica a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

La Grotta delle Ninfe a Cerchiara di Calabria ( Eccellenze d’Italia)

agosto 24, 2013

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Con la grotta delle Ninfe di Cerchiara di Calabria si apre una nuova pagina dal nome  Eccellenze d’Italia “, che sarà dedicata alle varie Eccellenze che il nostro patrio suolo si vanta di possedere, col compito di informare il mondo e, soprattutto, ricordare a noi stessi che l’Italia è un Paese unico che, grazie alla sua Storia, alle sue Coste e alle sue Montagne, all’Ingegno del suo Popolo, cocktail ineguagliabile di Arte, Cultura e Tradizioni, può vantarsi di essere autosufficiente al 95%. per cui, l’Europa è un grande sogno e una gran realtà… ma che nessuno  dimentichi che senza Italia l’Europa rischia, ma  senza Europa l’Italia vive..

Oggi presentiamo un piccolo comune calabrese, Cerchiara di Calabria, poco distante da Sibari e quasi accanto a Trebisacce, da tanti soprannominata la ” città dell’amore “. Siamo di fronte alla realtà miracolosa di una fonte termale dalle acque e fanghi curativi che sgorga nel cratere di un vulcano spento da milioni di anni e contornato da un mix di mistero, storia e leggende di un angolo magico riconducibile all’antica Magna Grecia: la Grotta delle Ninfe di Cerchiara di Calabria.

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Terme di Cerchiara
” Le sorgenti termali calabresi vantano un’antica tradizione che si perde in curiose leggende e miti ancestrali tutti da scoprire.

Una delle sorgenti più interessanti da questo punto di vista è quella che nasce nella Grotta delle Ninfe, situata alle pendici del Monte Pollino, a Cerchiara di Calabria. Secondo la leggenda, la Grotta delle Ninfe Lusiadi era un antro segreto che nascondeva agli occhi dei mortali l’alcova della Ninfa Calipso. Altre leggende raccontano che la stessa caverna fosse la dimora delle Ninfe Lusiadi, che custodivano gelosamente il loro segreto di bellezza eterna, legato all’utilizzo delle acque sulfuree che nascono da questa sorgente termale.

Si tratta di un incantevole antro che, in alto, si apre in una fessura dalla caratteristica forma di mezzaluna, da cui di giorno si insinua la luce del sole. All’interno della suggestiva grotta calcarea, si è creata una piscina di acqua termale che si mantiene costantemente sui 30 gradi centigradi e da cui fuoriesce un ruscello che corre verso il mare, portandosi dietro il suo caratteristico odore sgradevole.. Si tratta infatti di acque sulfuree che, seppure notoriamente non dotate di un buon odore, erano già note agli antichi Sibariti per la cura delle malattie della pelle e di quelle reumatiche.

Le mitiche acque sulfuree alimentano l’omonimo complesso termale, costruito intorno alla grotta, senza intaccare la bellezza naturale del luogo.
Poche piscine ed un ampio spiazzo in cui godere dei raggi del sole, soprattutto in estate, e soprattutto dei fanghi di cui si può liberamente usufruire.

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Grotta delle ninfe
Di grande importanza sono anche le sorgenti della Grotta delle Ninfe, le cui acque sulfuree alimentano l’omonimo complesso termale.

Nella suggestiva grotta, le cui pareti di roccia calcarea si aprono, in alcuni punti, verso il cielo, si è creata una piscina di acqua calda (30 °C), già nota agli antichi Sibariti.

Qui si formano fanghi dalle proprietà terapeutiche. Secondo l’antica leggenda, la Grotta delle Ninfe Lusiadi era l’antro nascosto che custodiva il talamo della mitica Calipso.

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia