Posts Tagged ‘Econote’

Il riccio di mare chiave per catturare il CO2 dall’atmosfera ( Econota 104 )

marzo 1, 2013

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Carbone pulito, l’insegnamento dei ricci di mare

La scoperta che i ricci di mare utilizzano particelle di nichel per impiegare l’anidride carbonica dal mare potrebbe essere la chiave per catturare in maniera efficiente tonnellate di CO2 dall’atmosfera

( Rinnovabili.it) – Migliorare l’efficienza delle tecnologie di sequestro dell’anidride carbonica potrebbe essere un compito da riccio di mare. E’ proprio a questa specie marina che si sono affidati i ricercatori dell’Università di Newcastle, nel Regno Unito, per sintetizzare un catalizzatore efficiente per la reazione che converte la CO2 in innocuo carbonato di calcio. Gli scienziati hanno studiato il meccanismo con cui alcuni organismi acquatici risulta in grado di costruirsi un esoscheletro a partire dall’anidride carbonica disciolta in mare.

“Abbiamo cercato di capire in dettaglio la reazione dell’acido carbonico – che è ciò che otteniamo quando il biossido di carbonio reagisce con l’acqua – e avevamo bisogno di un catalizzatore per accelerare il processo”, spiega Lidija Siller, fisico presso l’ateneo britannico ed autrice della scoperta. “Quando abbiamo analizzato la superficie delle larve di riccio abbiamo trovato un’alta concentrazione di nichel sul loro esoscheletro”. Gli scienziati hanno impiegato pertanto nanoparticelle di questo metallo aggiungendole al test sull’acido carbonico. “Il risultato è stato la completa eliminazione della CO2”, aggiunge la ricercatrice.

Attualmente, gli studi pilota sulla cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) propongono sistemi di pompaggio che iniettano il gas nel sottosuolo, processo costoso e non esente da un certo rischio. Una soluzione alternativa è quella di convertire la CO2 in calcio o carbonato di magnesio. “E un modo per farlo è quello di utilizzare un enzima chiamato anidrasi carbonica, che tuttavia è inattivo in condizioni acide”, spiega Gaurav Bhaduri, autore principale dello studio. Al contrario il catalizzatore in nichel continua a funzionare indipendentemente dal pH e grazie alle sue proprietà magnetiche può essere riutilizzato più e più volte. “E’ anche molto economico – 1.000 volte meno rispetto all’anidrasi”. La scoperta rappresenta una vera opportunità per le industrie quali centrali elettriche e impianti di trasformazione chimica di catturare tutte le loro emissioni di CO2 prima che raggiungano l’atmosfera.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Ecobarometro 2013: l’ambiente tra le priorità degli italiani

Secondo la ricerca pubblicata da Legambiente, per i cittadini italiani le preoccupazioni ambientali sono seconde solo a quelle su lavoro e occupazioneambiente,

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(Rinnovabili.it) – Agli italiani l’ambiente sta a cuore ed è un tema la cui priorità viene dopo solo ai problemi legati al lavoro e all’occupazione. Secondo i dati emersi dall’Ecobarometro di Legambiente, infatti, la ricerca realizzata in collaborazione con l’istituto Lorien Consulting, il 48,2% dei cittadini è preoccupato per le condizioni ambientali del nostro Paese e il 78,2% sarebbe disponibile ad appoggiare tagli “governativi” piuttosto di vedere crescere le rinnovabili.

Preoccupati per l’inquinamento (il 41% del campione) e per lo spreco di risorse (34,8%), gli italiani si sono dichiarati favorevoli anche a una legge sulla bellezza, proposta da Legambiente proprio in queste settimane ai candidati politici e agli amministratori locali: “Una proposta di disegno di legge – così la presenta Legambiente – che punta a coniugare lavoro e ambiente risanando le città, valorizzando le risorse del territorio, fermando il consumo di suolo e le grandi opere inutili e sostenendo le rinnovabili”. Una prospettiva, ha spiegato il Presidente Vittorio Cogliati Dezza, in cui serviranno meno energia, materie prime e chilometri: «Un processo – ha detto Cogliati Dezza – che ha bisogno di una diversa politica fiscale, che sposti il prelievo dal lavoro e dall’impresa al consumo di risorse, utilizzando una patrimoniale verde per colpire i consumi che incidono sulle emissioni di CO2». L’edizione 2013 dell’Ecobarometro è stata pubblicata oggi sulla Nuova Ecologia.

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Naturale/Artificiale, scontro di due sistemi incompatibili? ( Econota 88 )

luglio 5, 2012

Esiste il contrasto Naturale/Artificiale?

Ignazio Lippolis ( Villaggio Globale )

Il punto ora è che stiamo assistendo allo scontro di due sistemi incompatibili. Il naturale e l’artificiale. Il responsabile di tale scontro è l’uomo. E non sappiamo se l’uomo si stia staccando dal naturale o, per ipotesi puramente teorica, non abbia mai fatto parte del mondo naturale

Eresia, ricerca, fanta-scienza… tutto e il contrario di tutto. In questo numero di giugno di «Villaggio Globale» si confrontano i ricercatori e la scienza applicata su un dibattito antico eppur sempre nuovo a cui l’uomo apporta il suo instancabile contributo, negativo o positivo. Questo che proponiamo è l’Editoriale. La rivista è on line nella parte destra del portale.

Se dobbiamo prendere per buone le segnalazioni che vengono dal mondo della prima infanzia, quando i bimbi concettualizzano quello che vedono ed elaborano le prime considerazioni, dobbiamo concludere che la forbice fra quello che è naturale e quello che è artificiale si allarga sempre di più.

Piuttosto che sorridere alle loro espressioni o, peggio, trasformarle in pubblicità, faremmo bene a riflettere.

La cruda realtà è che ci stiamo allontanando da una visione empatica con la natura, né le radicalizzazioni aiutano. Non si tratta di parteggiare per il creazionismo o per la scienza; non si tratta di diventare musulmani, induisti, buddisti; non ci sono libri da bruciare o guerre da combattere.

Tutta la storia dell’umanità, dalle origini ad oggi, è una triste, insensata, inutile storia di guerre e morti. Eppure, è proprio nell’impasto tra dolore e gioia, come in un eterno divenire, creare e ricreare, che nel bene o nel male, siamo arrivati ad oggi.

La risposta è proprio nell’intrinseco ricercare la felicità, proprio di ogni essere vivente (e non ho detto uomo…).

Ma chi decide qual è il bene?

Consideriamo la catena alimentare. Ogni sistema, pur soggetto all’ordine superiore, ha un suo equilibrio, quindi una sua felicità. Quell’equilibrio, visto da un osservatore estraneo al sistema, è fatto di vita e di morte, di gioie e dolori.

Quando si rompe l’equilibrio allora le conseguenze sono imprevedibili per tutti fino a quando non si stabilisce un altro equilibrio. Ed essendo venuto meno un sistema, non è detto che il nuovo equilibrio sia in realtà tale o non sia l’inizio della rottura di tutta la catena.

Il punto ora è che stiamo assistendo allo scontro di due sistemi incompatibili. Il naturale e l’artificiale. Il responsabile di tale scontro è l’uomo. E non sappiamo se l’uomo si stia staccando dal naturale o, per ipotesi puramente teorica, non abbia mai fatto parte del mondo naturale.

Non sto sragionando. Sto semplicemente mettendo insieme le conoscenze storiche, filosofiche, religiose, archeologiche che tutti noi possediamo e alle quali abbiamo possibilità di accedere e alle quali rimando per non trasformare questo breve articolo in un trattato.

Qui mi preme spingere, con qualche provocazione, alla riflessione, perché il lungo cammino che dall’alchimia alla chimica, dalla tecnologia alla nanotecnologia, dalla biologia all’ingegneria genetica ci ha portato fino ad oggi, proprio ci dice che lo scontro continua, è in atto e prosegue, anzi galoppa.

Quante sono le sostanze non naturali che abbiamo inserito nella natura fino ad ora? In atmosfera, nella terra, nel corpo umano, nel mare?

E con quali conseguenze? Occorre proprio una laurea in Catastrofismo per prevedere quello che è sotto gli occhi di tutti? Stiamo correndo da anni in interventi successivi di risanamento senza arrivare al punto. Dal buco nello strato di ozono alla plastica nell’oceano.

E mentre scopriamo ancora oggi, sostanze chimiche che da anni circolano in natura e che non sono metabolizzate né da noi né dall’ambiente, e che ci hanno resi cavie viventi ecco che già nuovi fronti si aprono: dagli Ogm alle nanotecnologie.

E che interpretazione si può dare di quest’uomo che nonostante abbia lasciato sulla sua strada morti e feriti, continua imperterrito e incurante delle conseguenze di questo suo procedere?

Né può essere sufficiente considerare la collocazione dell’uomo nella natura per dedurre che ogni sua espressione, anche quella tecnologica, sia naturale. È qui la differenza che ci richiama la capacità peculiare dell’uomo di produrre ex novo. Né può essere sufficiente porre il discrimine sulla sostenibilità di un’azione. È nella complessità delle scelte di vita che si crea il discrimine e che producono comportamenti antropocentrici o no. La responsabilità umana è enorme tanto da comprendere l’uomo non da escluderlo, il che la dice lunga sul reale posto occupato dagli umani.

È vero, c’è un convitato di pietra che ogni qual volta si fanno queste riflessioni, qualcuno evidenzia: il business. Sì, ma c’è anche lo spirito di conservazione al quale rispondono pure coloro che manovrano l’economia globale. Può essere lo spirito di conservazione meno forte dello spirito di arricchimento?

La prima risposta che viene è che non importa niente a nessuno. E come mai? Semplice, l’uomo, «quest’uomo moderno», non è di queste parti…

Ignazio LippolisVillaggio Globale )

 

 La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

Un giacimento nascosto che non sappiamo sfruttare ( fonte: Il Sole 24 Ore )

E’ arrivata l’ora dell’efficienza energetica, la fonte di energia più abbondante e a buon mercato che abbiamo a disposizione.

Un primo accenno l’abbiamo avuto dal Quinto Conto Energia: incentiva il fotovoltaico, ma obbligherà tutti gli impianti costruiti su edifici a presentare una certificazione energetica con le indicazioni precise degli interventi da fare per migliorare la prestazione dell’immobile. Poi è arrivata la Strategia Energetica Nazionale, tratteggiata per la prima volta dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera in Senato. Qui l’efficienza energetica sta al primo punto fra i cinque elencati dal ministro come prioritari per il governo. Un segnale inequivocabile che qualcosa si sta muovendo. Sull’efficienza, ha detto Passera, “possiamo e vogliamo perseguire una vera leadership industriale nel settore”. Come? Passera indica quattro linee d’intervento: le normative ad hoc per migliorare gli standard di edifici e apparecchiature; l’enforcement delle norme; la sensibilizzazione dei consumatori e la revisione degli incentivi. Ad oggi, l’unico incentivo che stimola l’efficienza energetica è la detrazione fiscale del 55% sulle riqualificazioni. E dall’anno prossimo non è più sicuro nemmeno quello. Per la modernizzazione del sistema, dice Passera, servirà una strategia energetica “chiara, coerente e condivisa”, che “inizieremo a discutere con tutti gli attori rilevanti in estate”. Non è mai troppo tardi.

Sull’efficienza in edilizia, siamo già stati messi in mora da Bruxelles: a fine aprile la Commissione ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia Ue per non essersi pienamente conformata alla direttiva del 2002 sul rendimento energetico nell’edilizia. Il procedimento d’infrazione contro l’Italia è partito nel 2006, con lettere e pareri motivati al nostro Paese, che non si è conformato “alle disposizioni relative agli attestati di rendimento energetico”. Le distorsioni del mercato italiano, del resto, sono sotto gli occhi di tutti. E’ vero, infatti, che dal primo gennaio è obbligatorio per chi vende o affitta un immobile dichiarare la classe energetica di appartenenza, ma è anche vero che dilagano gli attestati offerti da sedicenti certificatori senza neanche vedere l’immobile, via email e a prezzi stracciati. Un obbligo rispettato così, ovviamente non serve a nulla.

In un Paese dove la maggior parte degli immobili sono in classe G, con un dispendio energetico di oltre 160 kilowattora per metro quadro per anno, si sta perdendo un’occasione preziosa di metter mano al problema. E una grande opportunità di business, visto che la riqualificazione degli immobili è l’unico segmento dell’edilizia che mostra ancora qualche segnale di vita. In base agli ultimi dati diffusi dal Cresme, nel 2011 gli investimenti destinati alle nuove costruzioni non hanno superato i 60 miliardi, mentre la manutenzione ne ha messi a segno 108, quasi il doppio, divisi tra manutenzione ordinaria (30 miliardi) e straordinaria (78,2 miliardi). Tradotto in percentuali, significa che gli investimenti nelle nuove costruzioni contano ormai solo per il 37% del mercato (e ancora di meno, al 31%, se si tolgono le realizzazioni per il fotovoltaico). La sostenibilità ambientale, dunque, se coltivata con normative mirate e incentivi efficaci, potrebbe diventare una miniera d’oro per l’edilizia in crisi e far decollare un settore, quello dell’impiantistica, oggi dominato dai tedeschi. Non a caso l’efficienza energetica, che in Germania si prende sul serio, lassù ha ricadute importanti anche sul mercato immobiliare, con un immobile di classe A che vale il 30% in più di uno di classe G.

L’International Energy Agency definisce l’efficienza energetica “il combustibile nascosto del futuro” e sostiene che potrebbe avere un peso determinante nella lotta globale alle emissioni climalteranti: se sfruttata a fondo, potrebbe abbatterle del 71% da qui al 2020, contro appena il 18% attribuito alle fonti rinnovabili. Perla Commissione, con l’efficienza energetica potremmo ridurre del 40% i consumi di energia in Europa. Confindustria, da parte sua, ha stimato un impatto economico complessivo di quasi 15 miliardi di euro da qui al 2020, valutato considerando sia l’onere sullo Stato a seguito di politiche di incentivazione, sia la valorizzazione dell’energia risparmiata. In pratica, adottando iniziative che tendano a stimolare il mercato verso l’efficienza energetica nei vari ambiti (industria, terziario, residenziale e trasporti), si potrebbero muovere 130 miliardi di euro di investimenti e creare 1,6 milioni di posti di lavoro, con un risparmio complessivo di 20 milioni di tonnellate di petrolio. Come dire togliere 23 milioni di automobili dalle strade italiane.

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

MAI… la casetta innovativa che costa solo 960 dollari ( Econota 64 )

settembre 5, 2011

Con la fine delle vacanze, riprende la fortunata rubrica delle Econote, curate dal prof. Paolo Broglio, con un interessante post firmato da Tania Talamo che ci informa di una intelligente novità ” italiana ” nel campo dell’edilizia innovativa a basso impatto ambientele  e a costo veramente irrisorio.

La casa MAI by Econote.it

Il “Modulo abitativo” progettato dall’istituto Ivalsa del Cnr è una piccola abitazione in legno realizzata con materiali ecocompatibili e dotata di tecnologie per ottimizzare l’efficienza energetica

Si chiama “MAI” (Modulo abitativo Ivalsa) ed è una casetta di legno amica dell’ambiente, frutto di un progetto interamente made in Italy. A progettarla sono stati i ricercatori dell’istituto Ivalsa (Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree) del Consiglio nazionale delle ricerche Cnr, in collaborazione con il Centro europeo di impresa e innovazione del Trentino (Ceii) e Habitech-Dttn (Distretto tecnologico trentino per l’energia e l’ambiente), mentre della realizzazione la realizzazione pratica è stata possibile grazie a un consorzio di 13 aziende dell’artigianato trentino.

Mai è un piccolo edificio fatto di legno, con due stanze da letto, un bagno, una cucina e un soggiorno. Il tutto in appena 33 metri quadri (più altri 16 per le due terrazze), organizzati in 5 moduli prefabbricati e trasportabili. Una sorta di “abitazione componibile”, che ha già inclusi al suo interno tutti i rivestimenti, gli impianti e i materiali necessari per vivere, inclusi i pavimenti. Un sistema estremamente semplice e versatile, che, affiancando più moduli, consente di costruire edifici più grandi e di qualsiasi forma.

Oltre alla massima versatilità, Mai si contraddistingue per l’elevato grado di efficienza energetica ed eco-compatibilità, a partire dal materiale – riciclabile – impiegato per la sua realizzazione: legno proveniente da foreste del Trentino gestite in maniera sostenibile e, per le fondamenta, pannelli X-Lam antisismici. Le strutture delle stanze, inoltre, sono progettate seguendo i criteri delle case passive, che non necessitano, cioè, di impianti di riscaldamento. Presentano infatti, oltre a un rivestimento interno che funge anche da protezione contro gli incendi, una facciata ventilata di tavole di legno e una guaina traspirante impermeabile che proteggono la casa dalla pioggia e dai raggi solari. Anche la copertura dell’edificio è studiata per offrire la massima efficienza ed è provvista di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda. Gli arredi, infine, sono realizzati in legno naturale o placcato con materiali ottenuti a partire da carta riciclata e privi di derivati del petrolio.

Caratteristiche innovative che hanno già consentito al Modulo abitativo Ivalsa di ottenere la certificazione Leed (Leadership in energy and environmental design), uno standard sviluppato dall’US green building council (Usgbc) per costruire edifici sostenibili sia dal punto di vista energetico che dal punto di vista del consumo di tutte le risorse ambientali coinvolte nel processo di realizzazione. Il marchio Leed è già applicato in oltre 100 Paesi, inclusa l’Italia, dove il Green building council nazionale ha elaborato degli standard studiati per le condizioni ambientali italiane. La casa Mai ha inoltre superato il cosiddetto bloower door test, una verifica sperimentale che permette di valutare scoprire le eventuali “perdite d’aria” di una struttura, e – fatto non trascurabile – è molto economica. La sua realizzazione, infatti, è costata appena 960 dollari.

Econote.it

by Tania Talamo

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

La foglia artificiale

Probabilmente tra qualche decennio, ogni casa avrà la propria centrale elettrica. È la speranza che viene data dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, con la creazione della Foglia artificiale. Non si pensi ad una foglia comune, ma ad una cella solare, capace di scindere le molecole d’acqua in cui è immersa nei loro elementi (ossigeno ed idrogeno), grazie alla luce. Gli elementi liberati, vengono inviati dopo in una cella a combustibile (si pensi ad esempio al motore ad idrogeno).

 

Il capo del gruppo di ricerca, Daniel Nocera, ha presentato il progetto 241esimo meeting nazionale dell’American Chemical Society ad Anaheim. Pare che la reazione produca un energia 10 volte maggiore alla normale reazione di fotosintesi e che una cella attuale sostenga la reazione per 45 h senza cali di prestazioni.

L’idea non è nuova. Già in passato John Turner, ricercatore dell’ U.S. National Renewable Energy Laboratory, creò la sua foglia artificiale. Questa però risultava molto costosa, a causa dei materiali usati, e poco performante.

La foglia del MIT, invece, è veramente a buon mercato: usa catalizzatori come Cobalto Nichel relativamente più economici.

Il progetto affascina e potrebbe un giorno esser parte integrante della nostra vita quotidiana, come ad esempio delle nostre case, che diventerebbero autonome dal punto di vista energetico.

 di Mattia Sansone

rubrica a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Miracolo in Samboja ( Econota 5 )

febbraio 6, 2010

A cura di Paolo Broglio

Se c’è un angolo di mondo dove le cose sono talmente gravi e disperate che si desidererebbe rinunciare a tentare di migliorarne l’habitat deturpato questo è l’isola del Borneo in Indonesia. A partire dagli anni cinquanta, lo sviluppo industriale e le attività illegali come il taglio degli alberi hanno degradato la foresta rendendola vulnerabile al fuoco e trasformandola in una prateria arida.

Nel 1998, quando l’esperto forestale indonesiano Willie Smits fece una prima visita sul luogo, l’area intorno a Samboja era diventata un deserto senza uccelli o insetti. Le scimmie Orangutan che avevano vissuto nella foresta per millenni erano del tuttospariti. Determinato a trasformare in meglio il territorio nel 2001 Willie Smits ha acquistato 5.000 ettari e con il suo team ( Fondazione per la Sopravvivenza del Borneo ) ha raccolto semi da 740 specie di albero seminandoli nel territorio acquistato con una speciale miscela formata da zucchero, escrementi, rifiuti alimentari e urina di vacca allo scopo di proteggere e incoraggiare la nascita delle piantine. (more…)

Microalghe nel nostro futuro… ( econota 2 )

gennaio 16, 2010

 Econote a cura di Paolo Broglio

Il Progetto Mare (Micro Algae Renewable Energy), il più importante progetto  di ricerca  e sviluppo industriale presentato al bando 2008 Efficienza Energetica di Industria 2015, vuole dimostrare la fattibilità industriale di un processo di produzione di biodiesel da microalghe di seconda generazione e sviluppare impianti che si adattino alle condizioni climatiche del territorio italiano, dalla Lombardia alla Sicilia, con l’utilizzo di tecnologie e materiali innovativi, aumentare la produttività e ottimizzare le fasi dell’intero processo in modo che il biodiesel non superi il costo industriale di 100 dollari al barile.   <<Le microalghe? spiega il dott. Mario Renna – sono in grado di realizzare il processo di fotosintesi con un’efficienza di conversione dell’energia solare superiore alle materie prime agricole tradizionali e sono caratterizzate da un alto contenuto di lipidi, fino al 60 per cento della biomassa, utilizzabili come biocarburante. (more…)