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Microcogenerazione a stormo: sulle orme di un vecchio progetto, il Totem Fiat, abbandonato a inizio anni ’80 ( Econota 105 )

marzo 9, 2013

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La microcogenerazione a stormo e quel Totem dimenticato ( fonte: QualEnergia.it )

Nell’era della smart grid la microcogenerazione potrebbe giocare un ruolo nuovo: lo mostra il progetto ‘Schwarmstrom’ di Volkswagen e LichtBlick. Una sorta di centrale a gas virtuale e diffusa, con 100mila microimpianti casalinghi che producono assieme calore ed elettricità. Come il vecchio Totem Fiat, abbandonato a inizio anni ’80.

Giulio Meneghello con nota finale di Paolo Broglio

clip_image002Metti un centinaio di migliaia di micro-centrali a gas, o ancor meglio a biogas, capaci di dare assieme calore ed elettricità in maniera super-efficiente. Collocale nelle cantine di altrettante case e condomini e rendile capaci di essere gestite in remoto, coordinandosi nella rete intelligente per dare energia in maniera flessibile, sostituendo la produzione centralizzata dei vecchi impianti e compensando la non programmabilità di eolico e fotovoltaico. Aggiungi che questi micro-cogeneratori sono progettati a partire da motori d’automobili e che vengono dunque realizzati da un’industria, quella dell’auto che ha urgente bisogno di reinventarsi.

Sembrerebbe una buona idea: dispiace che a realizzarla saranno i tedeschi di Volkswagen, mentre Fiat, che negli anni ’70 era diversi passi avanti a tutti riguardo alla costruzione di micro-cogeneratori, sembra aver chiuso il futuro in un cassetto. Infatti, di fronte a un mercato dell’auto in flessione di oltre il 20%, Fiat risponde (oltre che con l’erosione dei diritti dei lavoratori) puntando ancora ostinatamente sull’auto e nemmeno nelle sue motorizzazioni più innovative come l’ibrido e l’elettrico, ma – come dichiarato recentemente dall’ad Marchionne – scommettendo sui veicoli di lusso.

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La buona idea di cui stiamo parlando è quella che Volkswagen e l’operatore energetico LichtBlick hanno iniziato a mettere in pratica dal 2009 e che ora sta iniziando a entrare in una nuova fase: i ‘ZuhauseKraftwerke’ (“centrale elettrica a casa”), micro-cogeneratori a gas (che possono essere alimentati a biogas) basati sui motori del Caddy e della Touran, che si vogliono installare ad Amburgo in grandi quantità (100mila) per creare una sorta di centrale virtuale diffusa da 2.000 MW. Il futuro che la Fiat ha dimenticato nel cassetto è invece il ‘Totem’, il micro-cogeneratore basato sul motore 900 cc della 127 del quale Fiat, da metà anni ’70 all’ ’85, ha prodotto circa 5mila esemplari, quasi tutti ancora in funzione. Una macchina da 15 kW ideale per essere alimentata anche con biogas e che trasformava il combustibile in energia e calore con un’efficienza altissima: del 92-93%.

Chissà se quando hanno abbandonato il progetto Totem, nel 1982, i vertici Fiat immaginavano che 30 anni dopo Volkswagen lo avrebbe ripreso in mano. Il ZuhauseKraftwerke infatti “è stato integralmente copiato dal nostro motore”, spiega a QualEnergia.it l’ingegner Francesco Paolo Ausiello, che ai tempi dirigeva il progetto Totem in Fiat. E ci elenca le innovazioni che lo sviluppo del cogeneratore aveva introdotto a fine anni ’70, dalla prima accensione elettronica, a un inverter fatto realizzare appositamente all’MIT, fino ad un nuovo sistema di protezione in parallelo con la rete.

Ai tempi, ci racconta Ausiello, il Totem aveva avuto un discreto successo applicato nel settore ospedaliero e alberghiero e in paesi come Olanda e Germania (ma, va detto, si produsse molto meno rispetto a quanto previsto). In generale, ci spiega, un microcogeneratore è conveniente da installare dove c’è un fabbisogno di calore abbastanza alto e costante, ma trova una applicazione ideale anche in aziende agricole in cui ci sia produzione di biogas.

Oggi le potenzialità di un prodotto come il Totem sarebbero certo maggiori per una serie di motivi: le tecnologie impiegate per realizzarlo – ad esempio le centraline elettroniche e inverter – sono crollate di prezzo e migliorate in qualità, la liberalizzazione del mercato elettrico ha rimosso una serie di ostacoli che complicavano l’installazione e la vendita in rete dell’elettricità, sono stati introdotti incentivi all’elettricità prodotta da biogas e, infine, l’informatica e lo sviluppo di sistemi di gestione intelligente della rete e dell’energia ne consentono un uso ancora più efficiente.

Ed è proprio l’applicazione della microcogenerazione alla smart grid la parte innovativa del progetto di Volkswagen e LichtBlick: il loro ZuhauseKraftwerke è predisposto per essere integrato in una rete informatica e di recente hanno presentato un software, SchwarmDirigent, in grado di coordinare migliaia di micro-cogeneratori in base ai bisogni della rete e delle utenze domestiche presso cui sono installati. “Il software usa dati dai nostri sistemi di trading dell’elettricità, dal mercato elettrico spot e dal sistema di accumulo di calore di ogni singola unità per ottimizzare la produzione di energia”, spiega a QualEnergia.it, Ralph Kampwirth, portavoce di LichtBlick.

Al momento ci sono 700 microcogeneratori coordinati tramite il software, che controlla anche alcuni impianti eolici. Il progetto, battezzato SchwarmStrom, (cioè “energia dello stormo”) è di coordinare 100mila ZuhauseKraftwerke, creando in pratica una centrale a gas virtuale e diffusa da 2.000 MW di potenza.

Come si concretizzerà l’esperimento SchwarmStrom resta da vedere. Per ora si sono installati meno impianti del previsto ed è già cambiato il modello di business: inizialmente si prevedeva una sorta di leasing per cui, a fronte di un contributo per l’installazione di 5mila euro, LichtBlick si occupava di tutto e continuava a fornire energia al cliente, ora invece, ci spiega Kampwirth, si è passati a un modello di vendita normale, con un costo per unità di circa 28mila euro, forse un po’ caro anche se la macchina, adatta al fabbisogno di un condominio o di una grande casa, fa risparmiare circa il 40% della spesa per luce e gas.

In ogni caso, è chiaro che nell’era della smart grid e della generazione diffusa la cogenerazione potrebbe giocare un ruolo nuovo. Avrebbe senso se anche la nostra Fiat riprendesse in mano il vecchio Totem, ovviamente aggiornato? Ausiello ne è convinto, l’azienda, interpellata ripetutamente, invece non ci ha risposto.

Presso l’Università degli Studi di Milano – Facoltà di Agraria – lo spin-off ESAE srl. sta accarezzando l’idea di rendere autonome le piccole aziende o addirittura i condomini aggiungendo un piccolo digestore anaerobico in grado di produrre biogas e quindi alimentare il TOTEM o apparecchiatura similare coniugando la “ trasformazione della frazione organica “ con l’ottenimento di un ottimo combustibile in grado di alimentare il motore endotermico. Se si arrivasse ad una produzione di massa di tali sistemi l’effetto sarebbe sconvolgente : basta scarichi civili e fognature, basta depuratori, risparmio della bolletta energetica del 40-60 % e perdita di potere delle ex Aziende Municipalizzate Multiulilities. Ce lo lasceranno fare ?

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Prof. Giovanni Bianucci : è scomparso un Maestro, un grande divulgatore scientifico ed un ricercatore di sistemi di depurazione di acque usate civili ed industriali innovativi

E’ con grande dolore che apprendo, con grande e colpevole ritardo, la scomparsa di Giovanni Bianucci avvenuta lo scorso anno (21/2/2012 ). Ultraottantenne ha sempre seguito le ultime novità tecnologiche del settore della depurazione delle acque usate. I suoi numerosissimi libri e manuali

( editati per i tipi di Hoepli ), elaborati sempre con la moglie Esther Ribaldone-Bianucci, lasciano un incancellabile e importante segno in questo particolare settore che abbraccia la biologia, la chimica e l’ingegneria.

Libero Docente di Chimica delle Acque la sua gentilezza e la sua fermezza nell’esporre i suoi punti di vista sono rimasti scolpiti nella mente di amici e discenti. Tantissimi sono i ricercatori e “ gli addetti ai lavori “ che gli devono molto in termini di conoscenza dei processi depurativi che per così tanto tempo ha coltivato sia in proprio che con collaborazioni con ditte private, Enti e Università.

Giovanni un grande abbraccio ed una Ecopillola solo per te !

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

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Collaborazione fra le associazioni nell’ambito dello sviluppo del progetto e-commerce ecosolidale

ottobre 23, 2012

 

Dal convegno “ Dall’Agricoltura le risorse per salvare l’economia ” del 12 ottobre scorso tenutosi nell’Aula Magna di Agraria dell’Università di Milano by Federico F. Pincione Esq., presidente dell’associazione di giovani imprenditori Arcadia.

Collaborazione fra le associazioni nell’ambito dellosviluppo del progetto e-commerce eco solidale

Cari Amici, Spettabili Autorità, Egregi Signori e Gentili Signore,

colgo l’ occasione per rivolgere il mio personale ringraziamento a Banca Mediolanum, Esae srl, Famiglie d’ Italia onlus, ACR,  FederFauna, Consorzio Wilford ed alla Università degli Studi di Milano (che, pur per un breve periodo di tempo, ho avuto il piacere di frequentare nelle vesti di studente di Giurisprudenza e della quale conservo splendide memorie) oltre a tutte le persone che si sono adoperate per la perfetta riuscita di questo interessantissimo evento.

          E’ veramente un piacere ed un privilegio per me essere qui con Voi, oggi, ad ascoltare le autorevoli opinioni dei nostri oratori su un tema così attuale e rilevante. Rilevante dal punto di vista economico, certamente, a causa della grave crisi con la quale ci troviamo a convivere, giorno per giorno, oramai da diversi anni, ma anche dal punto di vita umano, sociale e culturale, vista la profonda correlazione che si instaura tra l’ Italiano, produttore o consumatore, indipendentemente dalla sua “denominazione origine e provenienza” e i prodotti della sua terra.

Per infinite ragioni, infatti, non si può pensare di valorizzare pienamente lo “strumento Agricoltura” e di utilizzarlo efficacemente quale sostegno al difficile stato in cui versa la nostra economia, senza valutare attentamente il “fattore” umano e culturale che circonda le nostre produzioni, il nostro territorio, la nostra Gente, da un lato, e le produzioni, il territorio e le Genti dei Paesi nei quali le nostre aziende, grazie al “mezzo” internet, sceglieranno di proporre prodotti nostrani. Se è vero infatti che in un mondo in crisi sempre più globalizzato, internet, offre una irrinunciabile possibilità di esplorare nuovi mercati e mettere in contatto con il proprio prodotto un numero infinitamente maggiore di possibili acquirenti rispetto ai metodi tradizionali, è anche vero che non è detto che essi siano “capaci” di apprezzare, o comprendere ciò che gli viene offerto.

Un esempio lampante che ho vissuto di prima persona è stato quello di vedere in un supermercato del Nord Europa del “pane in cassetta” molto vecchio, ovvero, particolarmente “nostalgico” (visto che, sull’ intera parte superiore della confezione era finemente rappresentato l’ Italico stivale colorato del rosso, del bianco e del verde, senza la Sardegna -per ragioni di spazio o di stampa, chissà- ma, dettaglio ben più preoccupante, con l’ Istria, Fiume, e un pezzetto di Dalmazia) e spacciato per pane fresco Italiano.

Ma c’è di più, la globalizzazione va al di là della mera contraffazione.

In alcune grandi città industriali del Messico ho trovato la più vasta scelta di squisiti “sushi rolls” che mi sia capitato di vedere in un menù, ciò non è sconvolgente se si pensa alla incredibile varietà di ingredienti che compone la cucina Messicana, ma diventa rilevante se si considera che, in realtà il “roll” non sono tradizionale cibo giapponese, ma una “mutazione” (che personalmente ritengo molto positiva) tanto che i veri ristoranti tradizionali non li propongono.

 

Pochi sanno, poi, che un piatto famoso in tutti gli Stati Uniti è nato nella città di Buffalo in un ristorante Italianissimo (  Anchor Bar ) che espone con orgoglio delle bellissime Moto Guzzi in sala. Le pietanze non sono, però, così “Italianissime”. La versione romanzata di questa storia, infatti, racconta di due passanti che fermatisi affamati a chiedere qualcosa di caldo ben oltre l’ orario di chiusura si sentirono rispondere che “non c’era trippa per gatti” e nemmeno molto altro a dire la verità. Solo dopo avere sopportato la molta insistenza dei due soggetti per vario tempo il cuoco si arrese e si inventò un piatto nuovo con gli scarti che stava per buttare via e che poi sarebbe diventato un vero”must” della cucina americana (specialmente allo stadio con una bella birra gelata!) ovvero le famose “Buffalo wings”. Personalmente dubito che in Italia qualcuno lotterebbe per gli scarti e, se anche fosse, dubito che l’ oste lo tramuterebbe in leggenda a rischio di perdere tutta la clientela a vita!

 Mi ha fatto grande piacere, quindi, sentire parlare in mattinata di  “Globalizzazione del made in Italy” e notare, scorrendo gli interventi descritti in locandina, quello sulla “Cultura del made in Italy” che seguirà a breve. Questi sono, a mio parere, i concetti cardine da tenere a mente per un approccio utile e concreto ad una commercializzazione sensata del made in Italy, perché, come nell’ esempio del “pane italiano”, prodotti ed atteggiamenti che costituiscono assiomi basilari nella nostra vita quotidiana possono non esserlo, e anzi, spesso non lo sono, nelle terre lontane alle quali intendiamo rivolgerci; addirittura, come nell’ esempio del sushi, (e come dimostrano enfatizzandone i risvolti più negativi alcuni sedicenti re delle torte in TV) essi possono essere reinventati o fraintesi rendendo difficile la commercializzazione della qualità.

Sugli atteggiamenti, sulla condivisione di informazioni corrette, sulla crescita delle comunità possono operare con successo a supporto dell’ attività di commercializzazione, le associazioni quali insieme di persone riunite, organizzate ed operanti per uno scopo comune.

In questo caso parlando di Arcadia aggiungerei anche [..] “un insieme di persone” [..] motivate, cresciute con una mentalità aperta, estroversa e volenterosa tesa ad operare per creare interazione ed un terreno fertile perché tutto quello che abbiamo di buono, che è così tanto, possa essere pienamente apprezzato da tutti.

Il Presidente di Arcadia

Federico F. Pincione Esq.

Famiglie                        d’Italia

Dall’Agricoltura le risorse per salvare l’ Economia: il perché di questo convegno

ottobre 12, 2012

 Dall’Agricoltura le risorse per salvare l’ Economia

Oggi, venerdì 12 ottobre 2012

dalle ore 10:00 alle ore 18:00

Aula Magna Facoltà di Agraria – Università di Milano, via Mangiagalli 25.

presentato da

 ESAE srl Spin-off dell’Università di Milano e FAMIGLIE D’ITALIA onlus

Dall’Agricoltura le risorse per salvare l’ Economia: il perché di questo convegno

L’associazione Famiglie d’Italia onlus nasce dal bisogno di una famiglia di affermarsi e ritrovarsi nella riconoscenza e nell’orgoglio della propria appartenenza ad un’identità cristiana ed italiana e di cooperare in perfetta armonia e rispetto con altre famiglie, anche di etnia e religioni diverse, allo scopo di giungere insieme a risposte certe da contrapporre alle problematiche quotidiane, onde evitare alla famiglia stessa il proprio decadimento morale, psichico e materiale. Nella cultura occidentale, una famiglia viene definita come “ un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei o legali, come il matrimonio o l’adozione “, la cui funzione primaria è quella di riprodurre la società sia da un punto di vista biologico sia da un punto di vista socio culturale. La Costituzione italiana, riconoscendo e definendo la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, ne riconosce altresì i diritti. Ma la famiglia non è soltanto un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei e legali… è molto di più! E’ un insieme di anime e di cuori, di energie pensanti ed agenti, di amore e di spiritualità, che sono il motore di una Nazione, se vista in proiezione di un Continente e del Mondo intero.

Una famiglia, quindi, non può ritenersi soddisfatta di avere adempito ai propri compiti limitandosi a lamentarsi o a denunciare pericoli ormai sotto gli occhi di tutti, quali soprattutto la scarsità di lavoro e di denaro, da cui derivano incertezza totale nel futuro, ma deve reagire, crearsi le alternative, e, se non è in grado solo con le proprie forze, cercare alleanze ed unità di intenti con altri gruppi familiari… perché se lo Stato è debole in un momento della sua esistenza storica, la famiglia ha l’obbligo di intervenire con iniziative proprie tendenti alla creazione di “ servizi reciproci “ in modo da porre le premesse che consentano il riproporsi delle condizioni atte a facilitare l’opera di risalita propria e dello Stato stesso.

Attualmente, il panorama appare abbastanza preoccupante e depressivo per cui è inutile sottolineare ulteriormente una realtà che è sotto gli occhi di tutti: Famiglie d’Italia onlus, insieme ai suoi collaboratori, si adopera per studiare e  proporre indicazioni che offrano qualche possibilità di sbocco. Abbiamo creato una Nazione di dottori e avvocati, con tutto il rispetto dovuto alle nobili professioni, ma abbiamo completamente messo da parte una delle scienze che più hanno contribuito a formare ed a far crescere la nostra Italia, quella che noi definiamo ” la scienza  del lavoro manuale “… ebbene, alcune notizie positive stanno arrivando: molti italiani, specialmente i giovani, si stanno riappropriando, per necessità, di questa scienza che avevano dimenticato o lasciato troppo frettolosamente a disposizione soprattutto dei lavoratori extracomunitari. Noi siamo convinti che dal ritorno ai lavori manuali, specialmente quelli più vicini ai frutti che può darci madre terra, riprenderà il nostro cammino e la possibilità di ritornare a volare con le proprie ali, per cui stiamo preparando delle proposte con progetti abbinati, alcuni dei quali oggetto del convegno di oggi, ovverodall’ Agricoltura le risorse per salvare l’economia

 

in collaborazione con

 ACR Associazione per la difesa e la promozione della Cultura Rurale onlus,  FederFauna, Consorzio Wyldford

 viene inoltre presentato il progetto

 “ PERCOMPRAREITALIANO TM  IN UN E-COMMERCE ECOSOLIDALE ”

 nell’ambito della

 Qualità e Tracciabilità della filiera Agroalimentare Made in Italy

L’iniziativa evidenzia la grande potenzialità del settore agroalimentare italiano incanalato nell’ e-commerce che rappresenta la nuova sfida organizzativa per la valorizzazione dei prodotti made in Italy controllati e certificati. L’eccellenza di cibi e bevande italiane sono ben conosciute nel mondo e soggette spesso a imitazioni e adulterazioni che riteniamo doveroso contrastare con la nostra attività.

L’utilizzo e la diffusione dell’ ”e-commerce agroalimentare” opportunamente certificato favorirà lo sviluppo economico di piccole e medie aziende agricole, trasportatori e fornitori di servizi, contenendo i costi a pari qualità in un ambito di interscambio consociativo.

L’adesione all’iniziativa delle Associazioni di Categoria tra le più rappresentative garantiscono la validità del progetto e la sua diffusione.

Il progetto prende il via con la presentazione ufficiale dell’e-commerce dei prodotti della Regione Sicilia

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

 

Dall’Agricoltura le risorse per salvare l’ Economia ( Famiglie d’Italia News )

settembre 16, 2012

 

 Dall’Agricoltura le risorse per salvare l’ Economia

Venerdì 12 ottobre 2012

dalle ore 10:00 alle ore 18:00

Aula Magna Facoltà di Agraria – Università di Milano, via Mangiagalli 25.

 ESAE srl Spin-off dell’Università di Milano e FAMIGLIE D’ITALIA onlus

 in collaborazione con

 ACR Associazione per la difesa e la promozione della Cultura Rurale onlus e FederFauna

 presentano il progetto

 “ PERCOMPRAREITALIANO TM  IN UN E-COMMERCE ECOSOLIDALE ”

 nell’ambito della

 Qualità e Tracciabilità della filiera Agroalimentare Made in Italy

 

L’iniziativa evidenzia la grande potenzialità del settore agroalimentare italiano incanalato nell’ e-commerce che rappresenta la nuova sfida organizzativa per la valorizzazione dei prodotti made in Italy controllati e certificati. L’eccellenza di cibi e bevande italiane sono ben conosciute nel mondo e soggette spesso a imitazioni e adulterazioni che riteniamo doveroso contrastare con la nostra attività.

L’utilizzo e la diffusione dell’ ”e-commerce agroalimentare” opportunamente certificato favorirà lo sviluppo economico di piccole e medie aziende agricole, trasportatori e fornitori di servizi, contenendo i costi a pari qualità in un ambito di interscambio consociativo.

L’adesione all’iniziativa delle Associazioni di Categoria tra le più rappresentative garantiscono la validità del progetto e la sua diffusione.

Il progetto prende il via con la presentazione ufficiale dell’e-commerce dei prodotti della Regione Sicilia

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

Dalle alghe il biodiesel e la pulizia delle acque ( Econota 55 )

aprile 19, 2011

 

Ricercatori Usa e Italiani: alghe per il trattamento delle acque reflue e generare Biofuel

Le alghe sono molto di più che filamenti fastidiosi nel tuo acquario – i ricercatori del Rochester Institute of Technology stanno utilizzando le alghe coltivate in impianti di trattamento delle acque reflue per sintetizzare il biodiesel . Impianti di trattamento delle acque reflue utilizzano le alghe per rimuovere ammoniaca, nitrati e fosfati dalle acque di scarico prima di essere raccolte e utilizzate come fonte di carburante. (more…)

Trattamenti per l’Alcolemia: monitoraggio europeo ESAE & IES

settembre 16, 2010

Oggi, 16 settembre, alle ore 11 presso l’Aula Maggiore della Facoltà di Agraria  dell‘Università degli Studi di MIlano (more…)

A Copenaghen si è parlato, a Milano si fa!

gennaio 21, 2010

Come annunciato ieri,’oggi,dalle ore 14 alle 20, nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano, si svolge il dibattito dal titolo ” A Milano si Fa ! ” , il contributo delle Università allo sviluppo sostenibile: gli Spin-off… ovvero ricerca e sviluppo con applicazioni in vari settori dell’economia. Il programma è intenso e interessante ed è seguibile in web collegandosi con il sito www.esaesrl.com. Per chi fosse interessato per ulteriori informazioni può cliccare sul linc sotto pubblicato ” Milano-programma e scheda “.

MILANO – programma e scheda

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

ESAE srl, un salto nel futuro con i piedi nel presente

novembre 24, 2009

Mentre la nostra politica è impegnata nelle poco produttive dispute quotidiane, Famiglie d’Italia preferisce impegnare il proprio tempo alla ricerca ed alla presentazione di realtà nostrane che, in modo autonomo, si adoperano con  tecnologie  futuriste al soddisfacimento di esigenze nazionali da estendere in seguito a livello internazionale.  Oggi vi introduco nel mondo di ESAE srl, spin off dell’Università degli Studi di Milano, nato con l’obbiettivo di sviluppare prodotti e servizi nell’ambito delle Scienze agrarie e biologiche, Risparmio energetico, Cattura e conversione dell’anidride carbonica in materia organica, Produzione di energia mediante metodi alternativi all’uso di fonti non rinnovabili, mettendo insieme esperienze lavorative effettuate con soggetti differenti, società e privati, con i quali sviluppare tematiche di interesse particolare. Ma per permettervi di approfondire meglio mi avvalgo di una presentazione scritta per noi dal professor Antonio Cesare Sparacino, docente e ricercatore nonché promotore di ESAE. 

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L’isola che non c’è… ma che presto sorgerà a L’Aquila

novembre 17, 2009

L’ISOLA CHE NON C’E’ è il progetto di una scuola per bambini ed adulti autistici che presto sarà realizzato a L’Aquila, all’insegna delle tre regole essenziali dell’Architettura, di vetruviana memoria, e cioè… Utilitas ( utilità nella funzione ), Firmitas (solidità nella statica e materiali ), Venustas ( venustà, bellezza, estetica ), e con una articolata serie di interventi volti a realizzare un edificio eco-socio-sostenibile. Il tutto tenendo in ogni considerazione la peculiare funzione didattica e terapeutica, con applicazione di tecnologie innovative volte ad elevati standard di   Sicurezza Antisismica,  Efficienza e  Risparmio di Energie Primarie. (more…)