Posts Tagged ‘Famiglie d’Italia’

Quando Famiglie d’Italia tace, forse c’è da preoccuparsi

settembre 18, 2015
E’ dall’inizio dell’estate che non aggiungo un articolo … sarà per pigrizia o per mancanza d’ispirazione? … Peggio, per la tristezza nel rendermi conto che tutto ormai è stato detto e nulla più c’è da aggiungere, perché nulla cambia e le parole si sprecano. Mi sono reso conto che i blog ormai servono solo per sfogarsi e ti lasciano sfogare, così ti scarichi e per un po’ ” non rompi ” e sei meno pericoloso. Ma per fortuna l’autunno è prossimo e, di solito, con l’autunno si fanno progetti nuovi. Ci dicono che l’Italia si sta riprendendo e che i posti di lavoro crescono … sarà, ma io vedo ancora intorno a me tanta gente che si muove senza rotta e non ha la certezza nemmeno di quello che accadrà loro fra un’ora. Non voglio cadere nel pessimismo, perché non è nella mia natura … ma almeno ostentare un po’ di perplessità, penso che questo mi sia consentito. Mi consola solo un fatto: noi italiani siamo forti dentro e difficilmente da abbattere. Abbiamo un’infinità di risorse abbinate ad una genialità che ci ha sempre contraddistinto nei secoli, nei millenni … per cui nessuno pensi perché sembriamo assopiti di averci battuti e sottomessi, sarebbe un’errore gravissimo! Molti, come me, stanno solo ” riposando e meditando ” e presto offriranno le loro risposte che, stranamente, come al solito, saranno positive e innovative, perché … L’ITALIA E’ UNO STIVALE CHE SA QUELLO CHE VALE, GRIDIAMOLO A NOI E AL MONDO INTERO!

famigli d'italia

Umberto Napolitano

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Mangiare troppa carne non fa certo bene ( Famiglie d’Italia News )

febbraio 26, 2014

Muscolo-di-Grano-011

Quest’oggi l’attenzione di Famiglie d’Italia si sofferma su due post del giorno che, a seguito di ricerche e studi approfonditi sul tema, consigliano di non abusare del consumo di carne animale per non mettere a rischio la propria salute. Alternativa, prodotti al Seitan o, meglio ancora,  Muscolo di Grano, foto in alto, la carne vegetale che vediamo mentre viene affettata dal suo inventore Enzo Marascio, ( cliccare sul link per meglio comprendere ) aiutano a risolvere i dubbi e… a stare meglio.

vegetariani

analisi su 258 studi dagli anni ‘50 ad oggi

La dieta vegetariana abbassa la pressione

Chi non mangia carne ha una massima di 7 mmHg più bassa e una minima di 5 mmHg inferiore

( fonte: CORRIERE DELLA SERA.it ) Rinunciare alla carne a mangiare vegetariano potrebbe aiutare gli ipertesi ad abbassare la pressione del sangue. Lo dimostra una corposa analisi su 258 ricerche che hanno studiato vegetariani e onnivori dagli anni ‘50 ad oggi (inclusi 32 studi osservazionali e sette trial controllati), diretta dai ricercatori giapponesi delle Università di Osaka e Tokyo insieme a colleghi di Washington e Pittsburgh. L’analisi è stata pubblicata su Jama Internal Medicine.

I NUMERI – Gli studi osservazionali hanno mostrato che i vegetariani avevano una pressione sistolica (massima) di 7 mmHg più bassa rispetto ai mangiatori di carne e una pressione diastolica (minima) di 5 mmHg inferiore. I partecipanti vegetariani ai trial clinici avevano invece, rispettivamente, una pressione di 5 e 2 mmHg inferiore rispetto ai non vegetariani.

FIBRE E POTASSIO – «Consumare frutta, verdura, cereali e legumi significa aumentare il contenuto di fibre e di potassio, elementi in grado di ridurre i valori sistolici e diastolici – scrivono gli autori -. Per alcune persone correggere l’alimentazione può bastare a mantenere la pressione nella norma senza ricorrere ai farmaci».

CORRIERE DELLA SERA.it

LA CARNE COTTA FAVORISCE L’ALZHEIMER

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25/02/2014 | a cura di Matteo Testa

 ( fonte: Data Manager Online )

Secondo una ricerca USA, mangiare carne di animali alimentati con AGEs può portare a lungo termine all’insorgenza di Alzhaimer e malattie degenerative del cervello

Arrivano brutte notizie per gli amanti della carne. Secondo i ricercatori dell’Icahn School of Medicine di Mount Sinai, l’assunzione di bistecche e simili favorirebbe l’insorgenza della demenza e dell’Alzheimer, una delle malattie simbolo del 21esimo secolo. La causa di questa problematica è legata agli AGEs, una sostanza che si crea quando le proteine e i grassi reagiscono con lo zucchero.
La carne è nemica del cervello

Dallo studio dei ricercatori statunitensi è emerso che gli animali nutriti con alimenti ad alto contenuto di AGEs registravano un aumento allarmante delle proteine marcatrici dell’Alzheimer nel cervello e mostravano dei primi sintomi della demenza. “Ingeriamo queste tossine in enormi quantità nel corso della nostra vita. – ha spiegato Helen Vlassara, il primo fra gli autori della ricerca – Il problema principale non è tanto l’assunzione di queste sostanze, ma l’accumulo, che con il tempo e l’età può promuovere l’infiammazione cronica nel corpo”.

Gli esperti non vogliono certo spingere verso l’adozione di una dieta vegetariana, che comunque ha effetti benefici comprovati, ma consigliano comunque di aumentare le dosi di frutta e verdura nella propria dieta. Per quanto riguarda la cura per l’Alzheimer, che pare sia favorito anche da elevati livelli di stress, i ricercatori hanno sperimentato con un discreto successo l’uso del resveratrolo, una sostanza contenuta nella buccia dell’uva.

Data Manager Online

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

FederFauna festeggia primo maggio con Famiglie d’Italia ( Famiglie d’Italia news )

aprile 28, 2012

 

FederFauna – Ufficio Stampa

Sara’ sottoscritto martedi’ a Bologna un protocollo d’intesa tra la Confederazione Sindacale di allevatori, commercianti e detentori di animali e l’Associazione delle Famiglie d’Italia presieduta dal cantautore Umberto Napolitano.

Un lavoro duro quello con gli animali, che non conosce domeniche ne’ ferie, e che oggi risente non solo della crisi che investe tutti i settori, ma anche degli attacchi di potenti lobby che fanno i propri interessi raccontando di fare quelli degli animali.   

Ma il primo maggio e’ la festa del Lavoro, e FederFauna la onorera’ con slancio propositivo, con un’alleanza tra famiglie: quelle di chi con gli animali offre beni e servizi e quelle di chi ne fruisce.

“La famiglia non e’ soltanto un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei e legali, e’ molto di piu’! E’ un insieme di anime e di cuori, di energie pensanti ed agenti, di amore e di spiritualita’, che sono il motore di una Nazione, in proiezione di un Continente e del Mondo intero”, ha scritto il cantautore Umberto Napolitano, fondatore della Onlus che si chiama appunto “Famiglie d’Italia”.

Spiega Napolitano: “In un momento storico in cui lo Stato e’ debole, la Societa’ e’ confusa, quasi spenta e rassegnata dall’impellenza dei problemi, la famiglia deve reagire, crearsi delle alternative, dei servizi reciproci che consentano il riproporsi delle condizioni atte a facilitare l’opera di risalita propria e dello Stato stesso. E se non e’ in grado con le proprie forze, cercare alleanze ed unita’ di intenti con altri gruppi familiari.”

Famiglie  d’Italia


” La Bufala incontra il Radicchio” ( comunicato stampa )

marzo 21, 2012

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Sabato 24 marzo

RADICCHIO ROSSO E BUFALA CAMPANA 

FUSIONE DI SAPORI E TERRITORI

Al ristorante “19 Al Paradiso” di Mirano va in scena il primo “Incontro culturale tra Regioni”. Un’occasione per scoprire ricette inedite che sposano i due prodotti, preparate dallo chef Michele Potenza e pronte a essere presentate nel programma “La Prova del Cuoco”.

Radicchio Rosso di Treviso Igp e Mozzarella di Bufala Campana Dop insieme per creare una fusione di sapori di eccellenza. La pregiata mozzarella campana e il “fiore d’inverno” per antonomasia si incontreranno sabato 24 marzo a Mirano, presso il ristorante “19 Al Paradiso” di via Luneo 37, per svelare nuove intrecci e sinergie tra due prodotti simbolo della tradizione culinaria italiana di qualità.

Un appuntamento che vuole essere molto più che gastronomico: all’evento sono stati invitati i governatori di entrambe le Regioni coinvolte, Luca Zaia e Stefano Caldoro.

La manifestazione “La Bufala incontra il Radicchio”, organizzata dal ristoratore Vincenzo Fusco, inizierà alle ore 10 con l’esposizione di una selezione di Radicchio Rosso Tardivo Igp e una dimostrazione dei maestri caseari campani. Subito dopo, sarà la volta di Michele Potenza, chef ufficiale della trasmissione televisiva di Rai1 “La prova del cuoco”. Sarà la fantasia di Michele Potenza a dare origine, dal vivo, a piatti inediti e a nuovi ed originali abbinamenti che vedranno protagonisti proprio il Radicchio Rosso Igp e la Bufala Campana Dop. Un momento di creatività culinaria che però non andrà perduto: alcuni dei piatti realizzati durante la giornata andranno a formare un menu  che sarà poi proposto proprio nel corso di una delle future puntate della Prova del Cuoco.

Gli spunti nati in cucina dall’unione tra Bufala Campana e Radicchio Rosso di Treviso Igp animeranno anche la conferenza stampa “Incontri culinari tra regioni”, con la presentazione dell’eurodeputato Sergio Berlato, pronto a spiegare l’importanza di questo sodalizio gastronomico e le prospettive future della manifestazione. 

“Ancora una volta il Radicchio si conferma prodotto di eccellenza, dal gusto particolarissimo e al tempo stesso versatile”, commenta Paolo Manzan, presidente del Consorzio di Tutela. “Questo incontro è molto importante perché consente di esaltare due emblemi del made in Italy. Inoltre, questi nuovi spiragli di sperimentazione gastronomica possono un domani aprire nuove collaborazioni culturali e produttive, con ricadute economiche positive sui territori di entrambe le Regioni”.

L’evento si concluderà con la premiazione del 1° evento nazionale “Incontri culturali tra regioni” e con un pranzo offerto dalla trattoria, a base di ricette inedite dove svettano i sapori del Radicchio e della Bufala.

Tra i patrocinatori del progetto, il Parlamento europeo, la Fondazione per la cultura rurale  – onlus, l’associazione Famiglie d’Italia, il Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco Igp, il caseificio Salicella – Mozzarella di Bufala Campana e Federfauna.

 

Treviso, 16 marzo 2012

Famiglie  d’Italia

Sogno di Natale ( I racconti di Natale di Famiglie d’Italia )

dicembre 24, 2011

SOGNO DI NATALE
brano di Luigi Pirandello

Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia come l’impressione d’una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione. Ma l’anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza, dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento, non tanto però che bastasse al bisogno che provavo di rivivere, fors’anche per un minuto, la vita come immaginavo si dovesse in quel punto svolgere in essi.

Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù; innanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena; eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori… E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella, per godere della raccolta festa degli altri; mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo:

– Buon Natale – e sparivo…

Ero già entrato così, inavvertitamente, nel sonno e sognavo. E nel sogno, per quelle vie deserte, mi parve a un tratto d’incontrar Gesù errante in quella stessa notte, in cui il mondo per uso festeggia ancora il suo natale. Egli andava quasi furtivo, pallido, raccolto in sé, con una mano chiusa sul mento e gli occhi profondi e chiari intenti nel vuoto: pareva pieno d’un cordoglio intenso, in preda a una tristezza infinita.

Mi misi per la stessa via; ma a poco a poco l’immagine di lui m’attrasse così, da assorbirmi in sé; e allora mi parve di far con lui una persona sola. A un certo punto però ebbi sgomento della leggerezza con cui erravo per quelle vie, quasi sorvolando, e istintivamente m’arrestai. Subito allora Gesù si sdoppiò da me, e proseguì da solo anche più leggero di prima, quasi una piuma spinta da un soffio; ed io, rimasto per terra come una macchia nera, divenni la sua ombra e lo seguii.

Sparirono a un tratto le vie della città: Gesù, come un fantasma bianco splendente d’una luce interiore, sorvolava su un’alta siepe di rovi, che s’allungava dritta infinitamente, in mezzo a una nera, sterminata pianura. E dietro, su la siepe, egli si portava agevolmente me disteso per lungo quant’egli era alto, via via tra le spine che mi trapungevano tutto, pur senza darmi uno strappo.
Dall’irta siepe saltai alla fine per poco su la morbida sabbia d’una stretta spiaggia: innanzi era il mare; e, su le nere acque palpitanti, una via luminosa, che correva restringendosi fino a un punto nell’immenso arco dell’orizzonte. Si mise Gesù per quella via tracciata dal riflesso lunare, e io dietro a lui, come un barchetto nero tra i guizzi di luce su le acque gelide.
A un tratto, la luce interiore di Gesù si spense: traversavamo di nuovo le vie deserte d’una grande città. Egli adesso a quando a quando sostava a origliare alle porte delle case più umili, ove il Natale, non per sincera divozione, ma per manco di denari non dava pretesto a gozzoviglie.

– Non dormono… – mormorava Gesù, e sorprendendo alcune rauche parole d’odio e d’invidia pronunziate nell’interno, si stringeva in sé come per acuto spasimo, e mentre l’impronta delle unghie restavagli sul dorso delle pure mani intrecciate, gemeva: – Anche per costoro io son morto…

Andammo così, fermandoci di tanto in tanto, per un lungo tratto, finché Gesù innanzi a una chiesa, rivolto a me, ch’ero la sua ombra per terra, non mi disse:

– Alzati, e accoglimi in te. Voglio entrare in questa chiesa e vedere.

Era una chiesa magnifica, un’immensa basilica a tre navate, ricca di splendidi marmi e d’oro alla volta, piena d’una turba di fedeli intenti alla funzione, che si rappresentava su l’altar maggiore pomposamente parato, con gli officianti tra una nuvola d’incenso. Al caldo lume dei cento candelieri d’argento splendevano a ogni gesto le brusche d’oro delle pianete tra la spuma dei preziosi merletti del mensale.

– E per costoro – disse Gesù entro di me – sarei contento, se per la prima volta io nascessi veramente questa notte.

Uscimmo dalla chiesa, e Gesù, ritornato innanzi a me come prima posandomi una mano sul petto riprese:

– Cerco un’anima, in cui rivivere. Tu vedi ch’ìo son morto per questo mondo, che pure ha il coraggio di festeggiare ancora la notte della mia nascita. Non sarebbe forse troppo angusta per me l’anima tua, se non fosse ingombra di tante cose, che dovresti buttar via. Otterresti da me cento volte quel che perderai, seguendomi e abbandonando quel che falsamente stimi necessario a te e ai tuoi: questa città, i tuoi sogni, i comodi con cui invano cerchi allettare il tuo stolto soffrire per il mondo… Cerco un’anima, in cui rivivere: potrebbe esser la tua come quella d’ogn’altro di buona volontà.

– La città, Gesù? – io risposi sgomento. – E la casa e i miei cari e i miei sogni?
– Otterresti da me cento volte quel che perderai – ripeté Egli levando la mano dal mio petto e guardandomi fisso con quegli occhi profondi e chiari.
– Ah! io non posso, Gesù… – feci, dopo un momento di perplessità, vergognoso e avvilito, lasciandomi cader le braccia sulla persona.

Come se la mano, di cui sentivo in principio del sogno l’impressione sul mio capo inchinato, m’avesse dato una forte spinta contro il duro legno del tavolino, mi destai in quella di balzo, stropicciandomi la fronte indolenzita. E qui, è qui, Gesù, il mio tormento! Qui, senza requie e senza posa, debbo da mane a sera rompermi la testa.

(Racconto di Natale di Luigi Pirandello)

Famiglie  d’Italia

Buon weekend a tutti dalla neonata Associazione Famiglie d’Italia Onlus

novembre 19, 2011

Carissimi amici, quando nacque tre anni fa il progetto, quattro amici si ritrovarono davanti ad un commercialista per dar vita ad una Associazione privata dal nome Famiglie d’Italia. Le idee e la voglia di contribuire positivamente al miglioramento dello status familiare erano tante e molte di esse sono state messe nel frattempo in atto, altre saranno ora facilitate dalla crescita dell’Associazione e dalla sua trasformazione in Onlus mediante atto pubblico. Nell’ultimo post ho pubblicato uno stralcio dello Statuto evidenziandone lo scopo sociale, in quello di oggi pubblico un altro passaggio dove riassume i motivi per cui l’Associazione è nata, ovvero:

” Essa intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale nell’osservanza di quanto indicato all’articolo 10, comma 2 del D.lgs. n°460/1997.

Scopo dell’Associazione è lo svolgimento di attività nel settore di promozione della assistenza sociale e promozione della cultura.

A tal fine, l’Associazione si propone di promuovere e divulgare, facendo leva sull’opinione pubblica e sulla coscienza morale e civile di ogni singolo soggetto, l’armonia della famiglia sulla base di cinque punti essenziali:

–          unione nell’italianità, ma integrazione nel resto del mondo;

–          riconoscenza dell’appartenenza alla cultura cristiana, ma rispetto del pensiero e della religiosità altrui;

–          apertura al confronto ed all’aggregazione multietnica costruttiva;

–          disponibilità alla prestazione di servizi di utilità reciproca e di mutuo soccorso,  favorendo se del caso la visibilità di altri enti che abbiano nello scopo sociale finalità  contraddistinte dall’identico spirito costruttivo;

–          presenza, critica e trasversale nella partecipazione alle attività e alle politiche dello Stato, per il miglioramento della vita sociale, di cui l’Associazione si riconosce parte integrante al di là delle singole appartenenze politiche, anche mediante la partecipazione a centri di dialogo su temi di vitale importanza, quali la cultura, l’informazione, l’ambiente, la difesa ed i rapporti internazionali. “

Ringraziandovi per l’attenzione che da anni offrite a questo blog, vi auguro un buon weekend, il primo apparentemente sereno dopo tanto tempo e augurandoci che non sia l’ultimo, senza quella continua, assidua e isterica violenza psicologica da parte di quattro politici inadeguati ai tempi, che hanno avuto il bisogno di un soccorso tecnico esterno da parte di una fetta di  “ cittadini colti “, per poter attuare quelle correzioni dolorose che nessuno di loro aveva il coraggio di porre in essere in modo bipartisan per paura di perdere elettorato. Forse quest’ultimo non lo perderanno, ma la faccia e la credibilità… quella l’hanno persa ormai da lungo tempo. Speriamo, visto che nessuno Stato può prescindere dalla Politica, che le nuove leve in materia migliorino evitando gli sbagli dei propri predecessori.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Famiglie d’Italia diventa Associazione Onlus

novembre 17, 2011

Ieri pomeriggio alle ore 16 a Milano, presso lo studio notarile Rescio, Famiglie d’Italia si è costituita per atto pubblico come Associazione Onlus. Ricordandovi quanto preannunciato nel post   dell’11 gennaio 2011, il progetto accelera e si appresta a passare dalla fase filosofica a quella attiva del proporre e dell’agire. Ringraziando di cuore tutti gli amici che hanno partecipato alla costituzione e che saranno anima e corpo dell’ Associazione, pubblico uno stralcio dello Statuto ieri approvato e relativo allo scopo sociale:

” Per il raggiungimento dei suoi fini l’Associazione intende promuovere varie attività, in particolare:

–          facilitare lo scambio di informazione tra i soci, realizzare aggregazione tra i soci stessi con lo sviluppo di servizi di utilità reciproca e consulenza gratuita o convenzionata in Italia;

–          proporre la realizzazione di strutture, provvedimenti e politiche che facilitino ed incentivino l’apertura di nuovi luoghi o punti di ritrovo per le famiglie italiane

–          organizzare convegni, eventi, mostre, corsi, attività di formazione, attività culturali nelle scuole, progetti educativi scolastici ed extra–scolastici, produrre audiovisivi e multimediali o quanto altro sia utile per favorire l’approfondimento o divulgare la conoscenza ad un più vasto pubblico di tutti gli argomenti relativi alle finalità dell’Associazione;

–          favorire i propri soci e quelli delle Associazioni collegate nello scambio e acquisto di materiali e beni di consumo, promozionando e facilitando anche metodi alternativi, quali il baratto in forma tradizionale o moderna in modo che possa offrire ulteriori opportunità di compiere operazioni, anche commerciali, dando la possibilità agli associati di migliorare il proprio status economico in maniera etica e costruttiva;

–          rapportarsi ed aprire un filo diretto e trasversale con lo Stato e i suoi rappresentanti politici per suggerire le necessità fisiche, psichiche e morali più urgenti, affermando e confermando che la famiglia non è soltanto un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei e legali, ma anche un insieme di anime e di cuori, di energie pensanti ed agenti, di amore e di spiritualità che sono il motore della Nazione Italia ed in proiezione del Continente Europa e del Mondo intero;

–          promuovere e pubblicare la rivista “ Famiglie d’Italia “ e altre pubblicazioni periodiche e non, utili e necessarie al fine di divulgare in maniera massiva il pensiero e l’attività dell’Associazione;

–          promuovere, con la stessa motivazione sopra espressa, il portale internet http://www.famiglieditalia.it, il forum, il blog e ogni altro strumento multimediale collegato presente e futuro e ad esso collegare quanto  di interessante e formativo venga ritenuto in “ linea “ con gli stessi principi del presente Statuto;

–          Promuovere altre attività connesse o diverse che rispettino gli scopi associativi, per cui l’Associazione può anche gestire attività di carattere sociale, culturale, ed economico coerenti con gli obiettivi associativi, anche in collaborazione con altre Associazioni, Enti nazionali e esteri, gruppi di lavoro, Istituti ed Università che svolgano attività analoghe o accessorie all’attività sociale. “

E’ con orgoglio e gioia che vi ho annunciato quanto sopra, confermandovi che è solo un evento di ulteriore  ” partenza ” che mi sprona ad intensificare d’ora in avanti mpegno e dedizione per il raggiungimento e l’ampiamento dei fini prefissati.

Il Presidente

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Post di fine anno 2010

dicembre 31, 2010

Quando qualcuno esclama disperato… “ vivo in un Paese nel quale non mi riconosco più! “… non esprime esattamente ciò che sente dentro. L’espressione più corretta è …  ” vivo in un Pese bellissimo e pieno di opportunità dove alcuni cercano di rendere il tutto più complicato, e nei quali non mi riconosco più! “…

Ecco, questa deve essere la nostra convinzione ed esclamazione di fine anno, dalla quale partire per offrire al 2011 la giusta spinta per nascere e crescere. Ormai è chiaro a tutti che gli interessi dei nostri rappresentanti politici non sempre coincidono con quelli di noi cittadini e, nostro malgrado, ci troviamo spesso coinvolti in contrasti ideologici che non ci appartengono, non nel senso che noi manchiamo di ideali, anzi… ma perché ci imbattiamo per lo più in battaglie per ideali che ci vengono affibbiati e nei quali, con la scusa che essi rappresentano gli interessi della collettività, il più delle volte, invece, non ci completiamo dato che si limitano a rappresentare solo quelli di una certa elite la quale, purtroppo, non vive, se non per sentito dire, la vera drammaticità delle difficoltà quotidiane in cui si dibatte la maggior parte di noi.

Anno nuovo, vita nuova! Anno nuovo… coscienza politica nuova! Destra o sinistra non importa, l’importante e non vivere più all’esterno di essa o demandare a pochi il fatto di istruirci, ma scendere personalmente nel campo della conoscenza e delle scelte: i nuovi rappresentanti politici, in gamba e meno stantii, esistono da una parte e dall’altra… ma hanno difficoltà ad emergere. Se non possiamo o non vogliamo prenderci responsabilità dirette nella vita politica della nostra Italia, almeno sforziamoci di saperne di più, acculturiamoci il necessario, e scegliamo con cognizione e non per amicizia, simpatia o per sentito dire.

Questo è un invito che spesso emerge da questo blog: l’informazione e la conoscenza sono alla base del nostro futuro.

Buona fine e buon principio d’anno a tutti!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

INTERVISTA ESCLUSIVA A: MARIALUCIA GALLI

settembre 15, 2009

I libri sono  il riassunto della vita e delle esperienze degli autori, scrittori; che prendono spunto dalle emozioni del vissuto, e le plasmano in prosa, regalando ai lettori il succo, pura essenza, di vita vissuta, o solamente immaginata. Nella cornice esclusiva di Cavallo2000, sono riuscito ad intervistare una amazzone, che oserei definire “platoniana”, un succo di amore e conoscenza dell’uomo e del cavallo. Sarà che amo leggere, e ho la curiosità di voler capire, approfondire, conoscere; ma credo di non essere molto diverso da altri cavalieri. Ho avuto il privilegio di conoscere questa donna, dottoressa, proprietaria della conoscenza di due materie diverse e complesse, nelle quali è laureata: psicologia e filosofia. Un emblema ed una risorsa per tutti, cavalieri e non.

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Adottiamo una famiglia in difficoltà: parte ufficialmente la campagna

luglio 21, 2009

Da oggi parte ufficialmente da Famiglie d’Italia questa iniziativa  che non ha lo scopo di creare un conto corrente dove inviare soldi, ma solo il fine di risvegliare in ognuno di noi il sentimento  di solidarietà nei confronti di amici o conoscenti che stimiamo e che attraversano solo un momento di difficoltà. Quanto andrete a leggere sotto sarà, ogni giorno, aggiunto in calce a qualsiasi articolo pubblicato. Chi può, in base alle possibilità, contribuisca nell’agire e nel diffondere il messaggio.

{img_a}Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito. (more…)

Considerazioni d’inizio estate

giugno 23, 2009

fuochiEravamo in pieno autunno 2008 quando questo blog annunciava timidamente la sua nascita unitamente a quella della nostra Associazione. A distanza di meno di otto mesi ha percorso, grazie a voi che ci venite a trovare spesso e con costanza, un lungo cammino raggiungendo numeri di contatti inimmaginabili all’inizio. I fuochi di artificio salutano la nuova estate ed il consolidamento della nostra avventura. (more…)

Buona Domenica 26 aprile 2009

aprile 26, 2009

Oggi il blog fa festa insieme a voi: vi auguriamo una domenica di riposo e di serenità con i vostri cari e le cose che più vi appassionano. A chi ha del tempo da dedicare alla lettura, consigliamo di leggere gli articoli da noi editati durante la settimana. Le rubriche dedicate alle news riprenderanno da domani. Famiglie d’Italia

Oggi è il 25 aprile…che sia di tutti!

aprile 25, 2009

Da Famiglie d’Italia a chiunque ci legge.

Oggi è il 25 aprile, una data importante per tutti noi, la data che dovrebbe veramente rappresentare l’inizio di una nuova storia, di una riconciliazione totale…basta con lo stare  ognuno  sulle proprie posizioni, giudicare dall’alto, criticare e  chiudere ad ogni possibilità di dialogo. (more…)

Il paese dei manganelli…e delle parole, no?

aprile 24, 2009

L’opposizione in parlamento non esiste, e di questo, purtroppo, ce ne siamo resi conto tutti. L’opposizione attraverso i media…meno che mai! Trasmissioni, come quella di ieri sera, che intitolano ” Il paese dei manganelli “… e che continuano a dire e a sputare quello che vogliono, non sulle politiche di chi governa, ma su come questi sia arrivato a governare, ormai interessano solo per curiosità.  (more…)

Famiglie d’Italia cresce

aprile 21, 2009

La foto del Palazzo Ducale di Modena, sta a confermare che il progetto Famiglie d’Italia continua nella sua naturale espansione. Ieri sera, accompagnato dall’amico Alberto Moroni, nella mia veste di Presidente, ho incontrato proprio a Modena un ragazzo giovane, intraprendente e pieno di entusiasmo, che per ora mi limito a chiamare solo col suo nome di Battesimo: Mirko. E’ rimasto affascinato dalla nostra filosofia e dai nostri intenti; è un fresco sposo, ma già maturo, riflessivo e conscio delle responsabilità assunte nei confronti della sua dolce compagna e dei figli che un giorno allieteranno la loro unione. Probabilmente, ed io lo spero di cuore, egli potrebbe rappresentare la nostra Associazione nella sua città. Se ciò avverrà, un altro piccolo mattone sarà stato posato per la grande casa di Famiglie d’Italia.

Umberto Napolitano

Notizie flash: Espedito De Marino con Katia Ricciarelli

aprile 19, 2009

Espedito De Marino è uno dei grandi della musica napoletana, per anni accompagnatore e coadiuvatore di Roberto Murolo. Oggi si dedica con la stessa professionalità e coerenza alla vita politica. Di lui preparerò al più presto un profilo.Oggi pubblico un suo comunicato. (more…)

Guida alla solidarietà Terremoto in Abruzzo

aprile 8, 2009

S.O.S. AQUILA

Iniziativa a cui ha aderito Famiglie d’Italia

Kataweb – Consumi » Archivi » Terremoto in Abruzzo, solidarietà e ...

Tutte le iniziative e numeri telefonici per come meglio scegliere ed indirizzare il proprio contributo di solidarietà.

P.S. Le rubriche News scelte per voi riprenderanno da domani.

Le feste di Famiglie d’Italia

marzo 19, 2009

E’ con una gioia immensa che mi accingo a scrivere informandovi della prima grande festa organizzata da Famiglie d’Italia, nellà città di Desio (Mi), per annunciare la nascita della sezione locale. (more…)

Genitori a scuola: la via del cuore

marzo 18, 2009

Come promesso, oggi vi farò un resoconto dettagliato di una lezione della dott.sa Takipirina ( Nice Bonomi ), ideatrice del corso, nonché massimo rappresentante della clownterapia, tra le allieve predilette del caposcuola  Patch Adams,  lezione tenuta ieri sera alle 20 e trenta  presso l’Istituto Pasquale Agazzi di Brescia. (more…)

ATTENZIONE!!! AVVOLTOI IN AUTOSTRADA – GRAZIE UOMINI DELL’AUTOSTRADA

febbraio 12, 2009

Questa è una nuova rubrica che abbiamo chiamato Area di Servizio, contiene tutti i racconti di disavventure sulle autostrade e strade italiane, scritte da voi. Con le varie possibili soluzioni o risposte.

Area di Servizio Monte Baldo Ovest A4 – ATTENZIONE AVVOLTOI IN AUTOSTRADA

area-di-servizio-cartelloMercoledì 11 febbraio 2009, autostrada A4, direzione Milano, fermata obbligatoria per rabbocco carburante, Area Sosta Monte Baldo Ovest, sono le ore 19:45.
Il veicolo si ferma, le persone scendono, chi pensa al rifornimento, chi fuma una sigaretta, chi si reca ai servizi igienici.
Serata fredda, un po’ ventosa, sentiamo il rumore degli pneumatici che rotolano sull’asfalto, alla nostra sinistra, che proseguono il loro viaggio in direzione Milano.
Siamo stanchi, provati dal viaggio, non ci manca molto per arrivare a meta, sentiamo già il profumo di casa, di un buon caffé, delle coperte calde.
Paghiamo, le portiere si chiudono sbattendo, la spia arancione delle candelette diesel si spegne, giro di chiave, e il motore singhiozza, non parte, la batteria non ha spunto sufficiente per accendere il motore.
Scendiamo, e chiediamo all’uomo del distributore se può aiutarci. Cominciano le prime domande e gli sguardi d’intesa con gli altri colleghi, che come avvoltoi sostano sull’ingresso del negozio, dove di solito si va a pagare.
<<e come facciamo ad aiutarvi? Non abbiamo niente per aiutarvi>> chiediamo gentilmente se qualcuno può avvicinare un veicolo, in quanto abbiamo i cavi da collegare alla batteria. In un primo momento sembra esserci collaborazione, poi dopo vari sguardi d’intesa con i colleghi, <<no non si puo’, e poi a chi possiamo chiedere, non possiamo fermare le macchine che vanno all’autogrill>> I loro sguardi mi rendono estremamente nervoso, ma sto al gioco, voglio vedere dove vogliono arrivare. Prendo il marsupio, e prendo in mano il portafoglio in bella vista, mentre mi dirigo verso il negozio. Gli occhi dei tre condor che sostavano all’ingresso si trasformano, sembrano il gatto e la volpe di Pinocchio. <<non può lasciare lì il veicolo, deve spostarlo>> Chiedo se i lor signori abbiano un sistema per far partire un’autovettura con la batteria un po’ scarica, di norma è capitato altre volte di vedere macchine ferme al distributore, che venivano fatte ripartire con sistemi molto semplici, chiamati booster. <<no noi non abbiamo niente per fa ripartire le autovetture>> Sto per entrare e varcare la soglia, e mi cade l’occhio sul pavimento, sono stoccate circa quaranta batterie una sull’altra che ingombrano letteralmente l’ingresso. Chiedo se è possibile acquistarne una, la più piccola, in quanto la mia batteria non ha lo spunto, ma funziona. <<per il suo veicolo deve montare questa batteria>> guardo la batteria, è metà della mia come grandezza, e anche come amperaggio, ma sto al gioco: quanto mi costa? Dopo aver armeggiato con la batteria, alzato e ribassato i coperchi dei contatti, verificato che non ci siano cartellini dei prezzi, arriva la sparata:<<duecentotrenta euro>>. Chiedo anche il prezzo della più piccola batteria che c’è, sembra quella di una moto, ma a noi sarebbe bastata. Dopo lo stesso rituale con le mani, alza e abbassa i coperchi, guarda sotto, <<centodieci euro>> mi sta per scappare un: mi fa vedere il listino? Ma siamo nei guai, e devo stare zitto. I lor signori avvoltoi, hanno capito come fare il business, e lavorando di squadra come il gatto e la volpe, gira e rigira, essendo l’automobilista in difficoltà, trovano sempre il modo di guadagnare sulle disgrazie altrui. Ma noi a differenza dei normali consumatori, siamo anche profondi conoscitori dei raggiri, ed eccoti qua la mia risposta: mi costa meno chiamare l’ACI, che senso ha spendere duecentotrenta euro?
Disperazione nei loro volti, faccio per uscire e mi viene spiegato che i prezzi in autostrada sono quelli, non c’è nessun imbroglio, e il mio veicolo dev’essere spostato.
Come nelle migliori famiglie d’Italia, il diavolo fa le pentole e non i coperchi: vediamo all’ingresso dell’ Area di Servizio, luci lampeggianti arancioni, è il furgone della Società Autostrade, il furgone giallo fosforescente. Quando si affianca, apre il finestrino, e due persone sorridenti si sporgono chiedendo se avessimo bisogno d’aiuto. QUESTI SONO ITALIANI
Dopo una breve spiegazione, dopo che i quattro avvoltoi si sono piazzati fuori dal negozio, in attesa di poter saltare di nuovo sulla preda, i NOSTRI EROI, hanno girato il furgone, muso contro muso, e dopo aver attaccato i cavi, abbiamo girato la chiave e il rumore soave del motore ha zittito tutti i rapaci in zona, che immobili nella loro sporca coscienza, hanno perso la dignità, la bevuta offerta al bar, la mancia; ma soprattutto hanno subito i nostri sguardi ed il mezzo sorriso, oltre al finestrino, di soddisfazione, per essere riusciti con la solidarietà di quei due eroi, ad evitare le grinfie degli avvoltoi, che dureranno poco, in quanto non eravamo i primi ad avere bisogno, e ad essere capitati nel loro distributore.
ATTENZIONE A CHI SI FERMA SULL’AUTOSTRADA A4, ALL’AREA DI SERVIZIO MONTE BALDO OVEST, CI SONO AVVOLTOI IN AGUATO, SE VI CAPITA, SCRIVETECI COSA VI HANNO FATTO, E CI OCCUPEREMO DEL CASO.

Un GRAZIE di cuore agli eroi della Società Autostrade, perché se l’Italia va a rotoli, è per questi rintronati, che credono di essere furbi, ma che sembrano Mister Tarocò ricordate DriveIn? “sono mister tarocò con l’accento sulla Q, che l’esperimento lo cucchi questa volta, e non lo cucchi più” a proposito di Ezio Greggio, chissà se Striscia la Notizia vorrà approfondire la questione, lo saprete nei prossimi giorni.

A titolo informativo, la batteria doveva essere venduta ad €. 107,00 e stiamo parlando di quella più grande che c’era lì, la stessa che gli avvoltoi volevano rifilare a duecentotrenta euro.

Spero che questa comunicazione di servizio, serva per creare una nuova sezione, nella quale inseriremo tutti i disguidi sulle strade italiane, e soprattutto con certi AVVOLTOI, che a volte al posto di spennare, rimangono con il becco asciutto.

ANDREA BEN LEVA

Famiglie d’Italia news: scelte per voi

gennaio 15, 2009

Basta cliccare sul titolo per leggere la notiza alla fonteWorldwatch: è il caos climatico
La RepubblicaDiffuso lo “State of the World” del prestigioso istituto Usa. Conferma le previsioni più pessimistiche sulla situazione ambientale del pianeta. Cresce la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera. Rischia di raffreddarsi la Corrente del Golfo…L’immigrazione clandestina è reato
La Stampa 
Vince la Lega: niente carcere ma un’ammenda di diecimila euro. e l’italiano rischia il favoreggiamento Lo straniero che entra in Italia o vi soggiorna clandestinamente commette reato. Ma non rischia il carcere, bensì il pagamento di un’ammenda dai 5 ai

 

 

 

Famiglie d’Italia news: scelte per voi

gennaio 13, 2009

Basta cliccare sul titolo per leggere la notizia alla fonteVaticano: confessione in crisi
La Stampa
Allarme del Vaticano: «La confessione vive una preoccupante crisi». E’ in forte calo il sacramento della penitenza, al quale la Penitenzieria apostolica oggi e domani dedica un convegno con Ravasi, Stafford e Fisichella. «Il 30% dei fedeli non ritiene…

A Genova slogan atei sui bus
TGCOM –Dopo essere apparse sui bus di Londra e Washington, gli slogan pro-ateismo arriveranno il 4 febbraio su due autobus anche a Genova. A lanciare l’iniziativa in Italia è l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar) che ha coniato la frase:

Commento alle due news:

forse le confessioni diminuiscono perché è diminuita la fiducia nell’interlocutore che ci sta di fronte. Quando uno svela i propri peccati è come se mettesse la sua anima in una lavatrice nel cui ingranaggio scorrono il detersivo ed il candeggio migliori, in modo da ripresentarla pulita e risplendente fra le  ” mani del Signore “. Ma se il sangue ed i pensieri che scorrono nel cervello dei parroci che ci confessano appaiono ultimamente contagiati e confusi, ecco che il  ” fai da te” diventa l’alternativa più facile e sicura. Sta ai parroci trovare la soluzione a tale dilemma: dimostrateci il contrario rinnovando per primi la  fede in voi stessi; svestitevi della sofisticata prosopopea moderna e riproponeteci la fede  nel modo più semplice, sincero e ricevibile; riavvicinatevi a noi,   sembrate troppo distanti ! Solo così i confessionali ritorneranno a rifiorire di peccatori alla ricerca non solo di una penitenza, ma anche di una parola di conforto e di speranza. E a quel punto, ritrovati i ruoli e gli equilibri, tutti gli autobus del mondo potranno tranquillamente riempirsi di qualsiasi slogan pro-ateismo: la nostra unica reazione sarà quella di una preghiera e di un gran dispiacere per il vuoto evidente in coloro che le avranno scritte.

Il Signore del Terziere

gennaio 12, 2009

Prof. Loris Jacopo Bononi

Prof. Loris Jacopo Bononi

Mi sono sentito nudo. Svestito di tutto, anche dei pensieri che mi rendevano fiero di quello che pensavo di essere riuscito a diventare.
Ma come accade solo una volta nella vita, mi sono trovato seduto accanto ad un monumento vivente, ad una coscenza universale, ad un italiano tutto d’un pezzo; che nei suoi ottant’anni, è riuscito a salvare un paio di miliardi di vite umane. In tutto il mondo, di tutte le razze e tutte le età. Senza selezionare o decidere chi salvare, come se Dio gli avesse prestato un dito, ed egli questo dono meraviglioso lo ha donato a tutti. Ridando fede e futuro a generazioni di nuovi uomini, che camminano per strada, che forse sia io che voi avete incrociato camminando, e ne noi ne loro fino ad oggi, avevamo saputo che siamo vivi solo per la sua dedizione nello studio, e nella bontà d’animo; così generoso da determinare il destino.

Sarebbe troppo facile parlare di argomenti così importanti solo per fare scalpore, attirare voi a leggere, e magari proporvi un affare.
Chi ci legge, sa che siamo stati plasmati nella nostra unicità culturale, e che non cederemo mai nella provocazione.

La domanda che vi sarete posti adesso, in questo istante è: ma di chi sta parlando, e perchè?

Vi sto parlando di un uomo, un professore, che ha creato il più grande patrimonio culturale italiano, un uomo che parla di risorse intellettuali come Leopardi, Manzoni, Dante; con la dimestichezza e la dialettica al pari di un cronista di calcio che descrive una partita citando in cronaca i nomi, i giocatori, i termini più complessi, in un apoteosi di gusto classico e puro.
Non sto parlando di un cabarettista o un attore che legge e recita una parte, un ruolo, no, è lui stesso il ruolo.

Mi spiego meglio, quando parlo di purezza, intendo realtà filosofica, non letture o discorsi a braccio su copie di testi illustri in edizione economica.
Siamo stati invitati, un gruppo di amici ed io, all’interno di un castello medievale, in una zona d’Italia poco pubblicizzata: la Lunigiana. Uno spazio compreso tra Liguria e Toscana che segue il fiume Magra fino allo sbocco nel Mar Tirreno. Abbiamo varcato la soglia e siamo stati accolti calorosamente in una magnifica sala delle udienze, dove accanto ad un camino scoppiettante, e diverse opere d’arte, abbiamo ascoltato delle parole d’incanto, come quando da bambini si ascoltava la nonna che recitava la fiaba di cappuccetto rosso. Poi pendendo dalle labbra del Professor Loris Jacopo Bononi, siamo stati condotti in una sala dinnanzi a due armadi ricchi di storia. Sembrava che quei due mobili parlassero, tutte le cicatrici scolpite nel legno secolare, sembravano gridare: osservami, e aprezzami perchè sono più vecchio di te. Ma non era la storia, non era la bellezza di quelle due sculture d’arte a sciogliere il nostro ultimo bagliore di coscienza. Furono aperte le ante, e comparirono ben allineati migliaia di volumi, che portavano addosso il peso della conoscenza.
Erano tutte prime edizioni originali, dei testi letterari più noti, che hanno costruito l’Italia in cui noi oggi viviamo. La famosa leva di archimede che ha spostato ed elevato tutte le culture del mondo. Libri scritti in sanscrito, in greco, in italiano vulgare.
Ad un certo punto dalle mani tremanti di questo uomo meraviglioso, è comparso un volume, carta tagliata ancora a mano, dal titolo: I SEPOLCRI.
La prima edizione Originale di Ugo Foscolo. Non posso descrivervi la meraviglia, il brivido freddo che ognuno di noi ha provato. Pensavamo che fosse la quintessenza, il nirvana, il paradiso. Ma era solo un piccolo antipasto, una scheggia di una piramide formata da centocinquanta mila volumi.
Sono seguite le sapienti e sagge orazioni del Professor Bononi, che oltre ad attrarre la nostra attenzione, hanno trasmesso un messaggio al nostro cuore, inteso in amore per la cultura, amore per la storia, amore verso la nostra italianità, che hanno generato un senso di appartenenza tale da renderci custodi universali del patrimonio che questi incalcolabili capolavori, rappresentano per tutte le generazioni italiane, passate e future. L’importanza di queste opere per il nostro prossimo futuro è paragonabile ai volumi che erano contenuti nella biblioteca di alessandria d’Egitto, una volta bruciati, l’umanità ha riscoperto se stessa solo dopo che Armstrong ha toccato il cielo lunare, prima non esiste un salto culturale così lungo da rappresentare un ponte tra generazioni.
Perdonerete il mio essere prolisso, cosa che non oso fare mai, ma questa esperienza va al di là di ogni immaginabile esperienza che ognuno di voi penserebbe di poter fare. E’ stato come entrare in una nuova dimensione, un rileggere la storia con una chiave di lettura universale: il Professor Bononi appunto.
Il secondo tuffo al cuore è stato quando da questo scrigno magico è uscito un libro rilegato in verde, quasi anonimo, il diario privato di Alessandro Manzoni, che nella storia italiana, quando a scuola ci è stato raccontato il perchè dei Promessi Sposi, tutti indistintamente sappiamo che il Manzoni si reca a Firenze dove rinchiuso per tre mesi circa “sciacqua” il gergale italiano dialettale. Ebbene questo volume, inutile dire originale, contiene gli appunti scritti e corretti dei termini dialettali, con appuntate sotto le traduzioni ufficiali, che cambieranno la storia d’Italia, dando una definizione alla lingua italiana che oggi si parla in tutto il mondo.
Il terzo tuffo al cuore, è stato quando il Professor Bononi, come se fosse un prestigiatore, ha estratto una busta pergamenata, dalla quale sono uscite delle pagine ingiallite, senza significato.
Ohhh, ma avevano un significato internazionale, in calce alla stesura a pennino, c’era una firma inconfondibile: Giacomo Leopardi.
Mi sono sentito tremare le gambe, e così gli altri, e così dovreste fare voi, è stato come vedere la sindone, ovvero la storia che tanto abbiamo studiato, uscire dal semplice testo e materializzarsi, diventare chiara e leggibile, vicina e non più distante, vera ma talmente vera da incutere rimorso e misericordia dinanzi a uomini che rappresentano in tutto il mondo la cultura, l’evoluzione, l’intellettualità che si traduce in storia vera.
Una lettera che Giacomo Leopardi ha inviato ad un caro amico Carlo Pepoli, allegando le note biografiche.
Questa è l’Italia, questo è il patrimonio, le persone che l’hanno creata, plasmata, che si sono eruditi creandola, regalando all’umanità quella cultura che ci rende unici.
Penserete che questo castello sia irragiungibile, no, è in Italia, in Lunigiana, si chiama castello del Terziere, e prossimamente vi spiegheremo il perchè, ed è visitabile assieme a tutto il borgo medievale.

Devo fare una lode al Professor Bononi, che è riuscito a far commuovere il mio cuore, rendendomi ancora una volta piccolo ed umile, di fronte a tanta fiera cultura, che da una parte mi ha reso libero e consapevole, dall’altra mi ha reso servitore e fedele cavaliere del sapere, difensore ad oltranza di questo patrimonio culturale ed intellettuale per il quale bisogna battersi, affinchè continui ad essere parte integrante della cultura italiana, ma anche di tutti coloro che verserebbero sangue per far scrivere pennini ormai asciutti, di uomini importanti come Leopardi, Manzoni, Dante, affinchè i sacrifici che sono stati fatti per creare la cultura italiana, non vengano dispersi e rimangano solo cenere grigia e spenta, senza forza e senza fiamma, al punto che per riaccendere il fuoco serva fare un’ulteriore salto nel futuro, per generare generazioni nuove di uomini capaci così culturati da scrivere parole e libri in grado di creare una nazione che in coro faccia capire cosa vuol dire essere italiani.

Chiunque decida di diventare cavaliere difensore del patrimonio culturale del Terziere, ci scriva, io mi sento già difensore e cavaliere, ma anche bambino, che alla scoperta del mondo nel nostro comune e banale vivere alla giornata, ha scoperto un tesoro, di tale grandezza e prestigio, che non può più tenerlo segreto per se, ma lo deve trasmettere a tutte le generazioni italiane.

Nei prossimi giorni pubblicherò le foto che mi è stato concesso di fare alle lettere scritte da Giacomo Leopardi, affinche tutti possano sentirsi un po’ più italiani, e che se ne dica nel mondo, il nostro è il più bel paese, e con esso anche coloro che hanno contribuito a realizzarlo; e anche a voi giovani pilastri del futuro, affinchè possiate essere e sentirvi parte di una nazione che non aspetta altro che qualcuno di voi allunghi lo sguardo, e attraverso il cuore possa continuare il lavoro del Leopardi, del Manzoni, di Dante, e non ultimo Loris Jacopo Bononi.

                                                    Andrea Ben Leva

War is over: oggi no, ma domani…

gennaio 10, 2009

                                        

Ai primi di novembre dell’anno appena conclusosi ha cominciato a muovere i suoi primi passi questo blog, con l’intento di  raccontare e commentare fatti ed eventi che giornalmente contornano la nostra esistenza.  Non ha seguito una linea precisa, ma ha spaziato sfiorando tutti quegli argomenti che bene o male interessano la sfera familiare di ognuno. Famiglie d’Italia, la nostra associazione, sta cercando di crescere, di organizzarsi…di strutturarsi. Questo richiede del tempo, ma vi assicuro che il tutto procede addirittura meglio del previsto. Molte iniziative sono in embrione e piano piano cominciano a delineare la loro forma: naturalmente il tutto avviene in maniera discreta e decisa, ponendo le basi per una struttura pianificata a livello locale, nazionale ed internazionale, in modo da essere pensante, propositiva ed, al momento opportuno, operante  in  interventi ed iniziative a favore di tutte le famiglie italiane. Una spugna pronta ad assorbire ed incamerare  informazioni, consigli, richieste d’aiuto e capace di elaborare e restituire il tutto migliorato, ponendolo al servizio della collettività.

Nel frattempo il sottoscritto, in qualità di presidente, e, per fortuna assistito dagli amici che hanno deciso di affiancarlo in questo percorso iniziale ( li ricordo e li ringazio citandoli per nome…Enzo, Fabio, Andrea, Michael e Alberto ), si prende il piacevole onere  di tenere desta la vostra attenzione pubblicando giornalmente qualcosa  di facilmente leggibile ed assimilabile. La nostra presentazione ufficiale è prevista per primavera, nel frattempo vi propongo di “svernare” insieme , tenendoci serenamente compagnia.

 

                                        

Mentre scrivo, sullo schermo del mio televisore sintonizzato su Sky scorrono immagini di guerra e distruzione, bambini mutilati che soffrono e mamme  e vecchi che piangono i loro morti. Le note di Happy Christmas nell’interpretazione di John Lennon fanno da commento musicale e una frase di Mahatma Gandhi ne sentenzia la morale…la logica dell’occhio per occhio ci rendrà tutti ciechi!  Nella foto vediamo Lennon  e Yoko Ono con un cartello che annuncia, come nella canzone, che la guerra è finita ( War is over ). Ma dalle loro espressioni si deduce che ciò non è vero e forse mai succederà…perchè la guerra esiste da sempre, non solo nei campi di battaglia, ma nella vita e nelle azioni di ogni giorno. Quando il nostro papà, fin da piccoli, ci raccomanda al bidello a discapito degli altri compagni, quando nella nostra corsa di sopravvivenza non ci curiamo di chi ci cade accanto, ma al massimo ci scansiamo e proseguiamo verso la meta, quando la nostra donna ci chiede una carezza e noi ci addormentiamo stanchi. La guerra è nelle istituzioni che si proteggono e non ci proteggono, è in noi che pretendiamo solo, non diamo e non guardiamo oltre il nostro naso. La guerra è negli interessi che quasi mai coincidono. Ma, soprattutto, la guerra è nella sopraffazione dell’uno sull’altro. La guerra è nel non accorgersi di essere in mille a combattere da soli, cominciando in un cortile… per terminare in un campo di battaglia.

                                         

Famiglie d’Italia nasce con la volontà di aggregare, di fare gruppo, di costruire insieme, di gettare la basi per una generazione più preparata e più consapevole delle proprie potenzialità. Una generazione più serena , che sia in grado di recepire i nostri sforzi e la nostra buona volontà , farli propri, rigenerarli e trasmetterli, affinché non resti solo un sogno il poter affermare un giorno con un sorriso ampio e convinto :   WAR IS OVER !!!

Umberto Napolitano

Famiglie: news scelte per voi

gennaio 10, 2009
 

 

 

“Usa, stop al ricorso alla tortura”
La StampaBarack Obama ha messo mano all’intelligence, ridisegnando i vertici dei servizi segreti. Il presidente eletto ha scelto l’ammiraglio in congedo Dennis Blair quale zar di tutte le agenzie di intelligence. Blair sarà il coordinatore delle 16 agenzie

Quello che non vi diranno mai sulla guerra del gas tra Russia e
L’Occidentale
Le grandi celebrazioni del Natale ortodosso appaiono molto dimesse quest’anno in Russia. Quelle del 2008 avevano rappresentato l’apogeo del “putinismo”, con l’allora presidente pronto a passare il testimone a Medvedev ea continuare a governare la…

11.01.09 – OT – Un omaggio a Fabrizio De André
Associazione Polizia Locale Provincia di Bergamo 
By Paolo @ 0.01 :: 23 Views :: 0 Comments :: :: Notizie Generali Un piccolo omaggio in ricordo di un grandissimo artista. In occasione del decennale della scomparsa di Fabrizio De Andrè, avvenuta l’11 gennaio. Una raccolta di collegamenti a filmati

 

   

 

 

 

9 Gennaio: nasce Joan Baez

gennaio 9, 2009

                             

 

In un anno partorito tra guerre e recessione, mi fa piacere ricordare una cantautrice d’oltreoceano che oggi festeggia il suo sessantottesimo compleanno: Joan Baez. E’  un omaggio che mi sento di fare a colei che considero la madre di tutti i cantautori degli anni ’60/’70, italiani ed internazionali. Bob Dylan, naturalmente, è il padre. Non a caso furono uniti artisticamente e sentimentalmente.

Joan Chandos Baez ( New York 9 gennaio 1941 ), nota per il suo impegno politico, è una pacifista convinta fin da ragazzina nel battersi per i diritti civili, schierandosi contro l’intervento militare degli Stati Uniti in Vietnam, fino ad arrivare a sfidare apertamente il governo, detraendo dalle somme dovute al fisco il 6% destinato al finanziamento della guerra. Il suo acceso antimilitarismo lo ereditò dal padre Albert Vinicio Baez, fisico di origine messicana, che rifiutò posti di prestigio nel campo della difesa militare. Seguendo il padre nel suo lavoro, nel 1951 si ritrovò in Vicino Oriente ( regione geografica oggi per lo più arabofona che si estende dalla sponda orientale del Mar Mediterraneo all’Iraq e alla Penisola Arabica ), dove rimase molto colpita dalle misere condizioni di vita della popolazione di Bagdad.

                                        

           ( Joan Baez e Bob Dylan alla marcia dei diritti civili del 1963 )

La sua carriera artistica iniziò nel 1959 con il debutto al Newport Folk  Festival interpretando una ballata folk blues. Era l’alba di un’innumerevole serie di successi ed esibizioni, e il suo secondo album, Joan Baez Vol 2 del 1961, le fece conquistare il suo primo disco d’oro. La consacrazione definitiva avvenne due anni dopo con la sua storica interpretazione di We Shall Overcome alla marcia di Marti Luther King a Washington. Il suo impegno politico la portò ad intraprendere numerose bataglie sociali ed a viverne i pericoli esponendosi personalmente, come quella volta ad Hanoi che si ritrovò per 11 giorni sotto il bombardamento di Natale , ordinato dal presidente Richard Nixon nel 1972. Senza mai un attimo di incertezza o convenienti retromarce , distinguendosi dall’atteggiamento opposto tenuto dalla maggior parte dei cantautori nostrani, la carriera e l’impegno di Joan Baez sono continuati senza sosta fino ai giorni nostri: la ricordiamo in un suo  recente intervento del 22 luglio 2008, insieme a Vinicio Capossela, nell’evento Live for Emergency, in piazza San Marco a Venezia.

 Yoan Baez, un’artista coerente in una donna non di meno, alla quale oggi brindo alzando il calice con gioia e con rispetto, augurando: buon compleanno, Joan.

Umberto Napolitano

Famiglie: news, solo buone nuove

gennaio 9, 2009

Da oggi, con questa rubrica, Famiglie d’Italia si adopererà alla ricerca di solo notizie positive da consigliare alla vostra visione. Il nostro compito sarà quello di andare a scandagliare tra gli abissi della rete alla ricerca di solo buone nuove, sperando cosè di iniettare alcune dosi di ottimismo, fiducia e serenità. Non sarà un compito agevole, data la penuria,  ma tentar non nuoce. Chiaramente, si trata di un esperimento che sarà proposto solo di tanto in tanto, alternandolo a notizie di interesse nazionale e a fatti eclatanti. Ricordiamo che basta cliccare sui titoli per poter accedere alla lettura delle stesse direttamente alla fonte.

BESTIALITA’ Nevada, il cane è malato:
27enne decide di allattarlo
“Inizialmente era strano, ma poi mi sono abituata. E’ delicatissimo”, ha detto la donna alla Bild…

 

 

Kenya, Boniver: ”Suore rapite sono vive e stanno bene”
Adnkronos/IGN Nairobi, 8 gen. – (Adnkronos) – Le due suore italiane sequestrate in Kenya a novembre da rapitori somali ”sono vive e stanno bene”. Margherita Boniver (nella foto), inviata personale a Nairobi del ministro degli Esteri Frattini, per dare ”uno
 

  

Piazza Affari torna positiva
Corriere della Sera 
Rimbalzano Impregilo e Finmeccanica, tengono Eni e Fiat. Maglia nera dell’S&P/Mib per FonSai MILANO – In una giornata complessivamente negativa per le Borse europee, Piazza Affari è riuscita a rimanere a galla. Se, infatti, i listini europei sono…

Ecco, tutto qui!…Non è molto, ma è meglio di niente.

Famiglie: news scelte per voi

gennaio 8, 2009

Siamo  così bombardati costantemente da una miriade di news negative, preoccupanti, deprimenti, angoscianti, ecc.ecc., che, per esempio pescando a caso, veniamo a conoscenza che…

nel mondo…

* Dimezzate forniture russe di gas a Europa
Reuters Italia 
MOSCA/KIEV (Reuters) – La Russia ha sospeso oggi tutte le forniture di gas all’Europa attraverso l’Ucraina e ha detto che le ripristinerà soltanto dopo che Kiev avrà acconsentito a pagare i prezzi di mercato. Secondo quanto riferito dal Cremlino,

in italia…

Crisi: nel 2008 aumenta il ricorso alla cassa integrazione
La Repubblica 
(Teleborsa) – Roma, 7 gen – Si conferma sui livelli del 2007 il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, a raddoppiare, nel corso del 2008, sono state le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria (+96,84% è l’aumento medio nell’intero …

 
nell’economia…

Wall Street: sfiorano il 3% i ribassi a New York
Finanzaonline.com
Non sono riusciti a invertire la tendenza negativa odierna gli indici americani che chiudono molto vicini ai minimi di giornata. Al termine della seduta il Dow Jones ha ceduto il 2,72% a 8770 punti, lo S&P500 il 3,00% a 90,7 punti e il Nasdaq il 3,23%

perfino nello spettacolo…

Si punta su Amy Winehouse primo arresto vip per droga nel 2009
Affari Italiani –
Gli amanti del gossip possono fare un bel gruzzoletto nel 2009. Infatti sono aperte le puntate sulla prima celebrità che verrà arrestata nel 2009 per possesso di droga. Bersaglio preferito delle cronache in fatto di droga e alcolismo,

per non parlare dello sport…

“Mai parlato male di Gomorra quel libro ha fatto bene a Napoli”
La Repubblica 
ROMA – “Non ho detto mai detto che il film “Gomorra” possa ledere l’immagine dell’Italia all’estero”. Attraverso il suo sito ufficiale Fabio Cannavaro vuole chiarire in modo definitivo alcuni concetti che sono stati poi travisati dal giornalista di …

per cui a una poveretta non resta che…
 
  Disperata e senza soldi: “Vendo un rene
“Mi vendo un rene“. Silvia (nome di fantasia) ha 55 anni è sposata, vive alla periferia di Rovigo. Ieri mattina ha capito che non aveva alternative e ha
 
 
Cari amici e lettori, a volte ci sono anche delle notizie positive, ma queste vengono abilmente celate o passate in secondo piano: nel nostro piccolo cercheremo di andarle a scovare in qualche recondito nascondiglio per porgervele con un po’ amore e un  pochino  di speranza in più…
eccone una, per esempio, che vi abbiamo evidenziato ieri e che vi riproproniamo anche oggi perché sia di buon augurio per il proseguimento di questo anno, cominciato com’era finito…
 
 
Un piccolo tesoro nel portafogli “Restituiamolo al proprietario”
La Nazione 
Due studenti, Edoardo Carli e Alessandro Castagnini (nella foto con il luogotenente Giuseppe Alaimo), hanno trovato 4 mila euro per terra in via Veneto e li hanno portati alla caserma dei carabinieri. Il borsello era stato perduto da un industriale
 
 …non male, eh…
Famiglie d’Italia

Cara Letizia, non è così semplice!

gennaio 7, 2009

Letizia Moratti: «Basta moschee a Milano» – Il Sole 24 ORE  Torna alla home di Il Sole 24 Ore.com Letizia Moratti: «Basta moschee a …

 

Collegando gli ultimi fatti successi a Milano ( incendio di bandiere israeliane e americane  da parte di centinaia di manifestanti, per lo più musulmani, impedimento dell’accesso dei fedeli cristiani nel Duomo e preghiera islamica sul sagrato ) all’intervista rilasciata da Letizia Moratti, sindaco di Milano, al Giornale, sento il dovere di scriverle alcune considerazioni…

 

 

 

     Manifestanti che hanno partecipato a milano al corteo contro i bombardamenti israeliani a Gaza , inginocchiati in piazza Duomo, rivolti verso la Mecca (direzione Palazzo Reale) per pregare. (Ansa)

Cara Letizia Moratti

la sua posizione non è certo delle più facili, con la lega che incalza e la maggior parte dei cittadini che reclamano. Rileggendo la sua intervista, devo ammettere che aveva esordito molto bene – La questione «non va ridotta a moschee sì, moschee no», ma la Lega «pone un problema culturale di cui dobbiamo farci carico» – aveva proseguito ancora meglio  «dobbiamo rafforzare la consapevolezza della nostra identità, per poterci aprire al confronto e al dialogo con tutte le altre identità e culture», senza «dimenticare le radici cristiane dell’Europa» – per concludere in un modo apparentemente trionfale, ma piuttosto semplicistico se approfindito e meditato – «Milano ha già cinque luoghi di culto per i musulmani, mentre il rischio reale dell’oggi deriva da chi vuole togliere i presepi o si oppone alle politiche che valorizzano la famiglia e il sentimento religioso».

E’ proprio sul  già cinque luoghi di culto che mi sono soffermato. A Milano ci sono centinaia di chiese, per cui mi sembra un po’ limitativa l’affermazione sopra sottolineata. La popolazione musulmana, in un mondo multietnico ormai consolidato ed accettato, è sempre più in espansione per cui, in uno Stato di Diritto, è obbligo garantire  ad ogni cittadino la propria libertà di culto. Abbiamo già assistito alle code sui marciapiedi di viale Jenner ed alla preghiera di piazza Duomo…cosa mai potrà succedere in avvenire?…

Secondo me, noi non dobbiamo avere paura delle moschee, ma della nostra debolezza e della nostra fede vissuta spesso, al contrario di quella musulmana, in modo superficiale. Dentro di noi siamo tutti cristiani, ma all’esterno non siamo in grado di dimostrarlo e di farci rispettare. Siamo sempre più presi solo da problemi materiali che ci vestono e investono sempre più di egoismo e indifferenza. La nostra identità, la nostra cultura e le nostre radici cristiane dobbiamo cominciare a dimostrarle anche con i fatti e non solo con le parole. Come facciamo a parlare di orgoglio, quando le nostre autorità hanno permesso che i portoni del Duomo fossero sbarrati e il sagrato sgomberato, nell’indifferenza più assoluta? Solo per evitare incidenti ulteriori o per menefreghismo esasperato? Il tutto sarebbe stato un po’ più accetabile se qualcuno dei nostri politici o delle nostre autorità avesse lanciato, al termine della manifestazione, attraverso i media, un messaggio chiaro e preciso : ” Qui siete a casa nostra, se volete che diventi anche la vostra osservatene le regole al pari di noi! Rispettateci e sarete rispettati! ” E invece no! Quasi un silenzio assoluto. Alcune immagini in qualche Tg, quasi niente sui giornali, pochissime proteste illustri.

E’ in questi riscontri sconcertanti, cara Letizia, che noi cittadini ci perdiamo, ci confondiamo…ci scoraggiamo: le parole eccedono…i fatti latitano. Con rispetto,

Umberto Napolitano

Ps. Agli amici e concittadini musulmani vorrei ricordare che sul sagrato avete onorato e pregato lo stesso Dio che ci accomuna, anche se noi lo facciamo in modo diverso nel Duomo che ci avete negato durante la vostra preghiera. Come sarebbe stato più bello e più naturale se i due riti si fossero svolti contemporaneamente… Un’altra cosa, forse l’odio e la violenza, se proprio volevate  esternarli nel vostro diritto al dissenso, sarebbe stato meglio farlo in un altro posto e non in un luogo di preghiera, vostro come nostro.

 

Milanesi impotenti, ITALIA sotto scacco

gennaio 6, 2009

200807291004velo-islamPoco tempo fa intitolai un articolo: “Italia Campeggio d’Europa”, oggi mi viene da dire… non sono andato molto lontano, visti i fatti successi in Piazza del Duomo a Milano, dove un gruppo organizzato di fede musulmana, si è schierato militarmente e ha preso pieno possesso della Piazza, di fronte alla resa incondizionata di molti milanesi, e delle istituzioni che anche loro sono rimaste immobili a guardare. Sembra quasi di sentire delle paroline nelle orecchie: non disturbiamoli, perché dopo tutto Israele sta bombardando i loro concittadini. La domanda che segue la vocina è, sempre sottovoce per non disturbare la preghiera: ma se al posto di bruciare la stella di David, avessero deciso di impiccare qualcuno?  Chi li avrebbe fermati, forse Dio?

            Ricadiamo sempre negli stessi errori, sbagli che minano il futuro degli italiani come popolo e il futuro dei nostri figli. Atti come questo non rappresentano dimostrazioni di volontà di pace, io ho sfilato più volte avvolto da persone che come me ripudiano la guerra, e quel gusto amaro che rimane in bocca, dopo aver gridato al cielo, forse a Dio in seno di supplica: fateli smettere, fate la pace. Sempre senza mai inneggiare a gesti violenti, sempre nel rispetto della democrazia. Ma queste popolazioni basano la loro cultura sulla distruzione dell’avversario religioso, ed è inutile negarlo in quanto più e più volte si ripete la stessa storia.

Prendere il potere un giorno freddo d’inverno, in una Piazza, con un numero limitato di uomini, vuol significare anche per chi ha i paraocchi che: le istituzioni non sono in grado di fermarli, o quantomeno non rappresentano quel muro invalicabile che per il cittadino italiano è la sicurezza personale.

Ma è possibile che a nessuno fischino le orecchie? SVEGLIATEVI o sarà troppo tardi.

Qui si entra in Italia abusivamente, clandestinamente, non si riesce ad avere un lavoro, e quindi se non si diventa delinquenti, pur di mangiare si diventa membro di sette religiose che danno un comando al quale bisogna rispondere. Sembra un film, un momento perso nel tempo, ma siccome le catastrofi sono cicliche, tornano; e noi siamo qui immobili ad aspettare che succeda di nuovo.

Mi spiace scriverlo perché per me rappresenta la morte della democrazia, ma ho davanti gli occhi un quadro appeso al muro che me lo ricorda ogni giorno, due torri che crollano l’undici settembre, ho ancora negli occhi l’immagine delle persone che pur di non morire bruciate si sono lanciate nel vuoto; ho ancora negli occhi l’immagine dei vigili del fuoco che mentre tutti stavano scappando entravano negli edifici sapendo che non sarebbero tornati a casa ad abbracciare i loro figli.

E’ QUESTO CHE DOBBIAMO ASPETTARCI PER IL FUTURO? GOVERNO ISTITUZIONI DOVE SIETE? Noi siamo qui e vediamo tutto quello che vedete voi, ma allora? Mi chiedo se fossero stati degli italiani ad occupare la Piazza, le istituzioni e le forze dell’ordine avrebbero ascoltato la vocina che ripeteva ancora una volta: non disturbiamoli stanno pregando. Oppure sarebbero intervenuti con la forza?

            MA DOVE STIAMO ANDANDO? MA COSA RESTA DEL POPOLO ITALIANO DEI SUOI VALORI? DI QUANTO IN OGNUNO DI NOI E’ RIMASTO DEI NOSTRI NONNI CHE HANNO VISSUTO LA GUERRA, LA FAME, IL DOLORE.

Nessuno nega loro i diritti, nessuno nega loro di professare la loro religione, ma non a scapito dei diritti degli altri, in qualsiasi forma venissero negati.

 

Non posso che concludere questo sfogo con una perla di saggezza che mi risuona nella mente ogni volta che accadono queste drammatiche cose, proprio per non dimenticare:

 

Il potere esercitato giustamente deve essere leggero come un fiore; nessuno deve sentirne il peso
 
 

 

Mahatma Gandhi

 

 

                        Un bacio segno di pace a tutti

 

                                                           Andrea Ben Leva

Famiglie: news scelte per voi

gennaio 5, 2009

Dl Gelmini, il governo pone la fiducia
La Stampa
«Aspettiamo il voto del Parlamento, ma di certo il decreto rappresenta un passo importante. Si tratta di un provvedimento assolutamente utile e necessario» dice il ministro Gelmini. Il governo accelera, e mette la fiducia dl sull’Università, dl che,

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Luca era gay…e dov’é il problema!?!

gennaio 5, 2009
                                        

Povia minacciato di morte…ma non rinuncia a Sanremo e non sarà l’Arcigay a fermarlo…un eroe!

Franco Grillini ( Presidente onorario Arcigay ): un’operazione disgustosa per farsi pubblicità… l’omosessualità non è una malattia..giusto!

Una mamma : ma sarà vero?… quel cantante ha una faccia da così bravo ragazzo?

Un marito: io quel Grillini non è che lo capisca molto, e poi…ho altro da pensare, ho da far quadrare i conti, io!…

Una figlia: bah, a me di Sanremo frega poco…io ascolto Amy Winehouse

… e così di seguito…

Qualcuno si domanderà il perché oggi, Famiglie d’Italia, attraverso il sottoscritto, abbia deciso di affrontare un tema così delicato e  nel contempo così poco rilevante, se rapportato ai veri drammi dei giorni nostri… Intendo immediatamente puntualizzare che non voglio ne discriminare ne offendere nessuno, solo, che per me, il problema non esiste… e, come al solito, hanno tutti ragione e tutti torto.

Povia ha ragione di cantare quello che vuole, se c’è qualcuno che glielo permette. In questo caso un’ entità ha giudicato idonea la sua canzone e l’ha accettata, come in suo potere. Povia, secondo un mio ragionamento, ha, però, il torto di arrivare tardi. Essere diversi ora non è più ne una malattia ne un reato, è una realtà che è sempre esistita e che finalmente è stata accettata e tutelata. Io non conosco il testo, ma dal titolo si presume che uno da gay sia diventato eterosessuale, e allora? Quanti cambiano idea?…Solo che forse il titolo più adatto sarebbe stato “ Luca credeva di essere gay, ma, forse, era solo un po’ viziato “… Non sto criticando l’artista Povia, tra l’altro penso che una sua canzone, ” Quando i bambini fanno oh ” sia una delle più delicate pagine di poesia dedicata ai bambini che mai sia stata musicata, ma la superficialità dell’uomo che, probabilmente, si è infilato in un vespaio dal quale non sarà facile uscirne.

Franco Grillini ha ragione quando afferma che essere gay non è una malattia e che qualcuno cerca di specularci pubblicitariamente, però ha torto ad offendersi se un altro non lo sa o non è alla pari coi tempi, visto che siamo tutti uguali, soprattutto davanti a Dio, e io non mi offenderei mai se mi dessero dell’eterosessuale.

E allora, se tutti hanno torto e ragione in egual misura, ci sarà pur qualcuno o qualcosa per cui la bilancia penda un po’ più da una parte sola!?!

Io, come ex cantante ed autore, che ha partecipato a vari festival di Sanremo ( quelli quando si vendevano i dischi, l’ultimo nel 1981 ) una piccola teoria ce l’avrei, e, se me lo permettete…

” C’era una volta il Festival di Sanremo, il Festival della canzone italiana e non  quello degli ascolti televisivi e dello Show-busness. Le canzoni erano selezionate, specialmente negli anni ’60, da un’apposita giuria, che non guardava in faccia nessuno; ed io ne so qualcosa, quando nel 1967, essendo stata bocciata la canzone di Caterina Caselli, ella scelse quella scritta da me e che dovevo interpretare  in coppia con Sonny and Cher:  io mi accomodai in platea, o meglio, accanto al direttore d’orchestra ( avevo 20 anni, la canzone era ” Il Cammino di ogni speranza ” ). E la scelta era talmente attenta, che la maggior parte delle canzoni entrava nella storia ed incideva, in qualche modo, sulla vita di tutti i giorni, lasciandosi cantare  mesi e mesi a squarciagola.

                                                 

Adesso la scelta delle canzoni è a discrezione di pochi eletti, per lo più indirizzata da accordi discografici più o meno evidenti. I risultati sono quelli che sono, perché la qualità è quella che si deduce poi dalla  scarsa durata del successo dei brani. Un Festival, l’attenzione deve pur guadagnarsela in qualche modo e, essendo un po’ carente in quanto a partecipazioni di grandi interpreti, si difende con ospiti illustri e scoop o scandaletti abilmente ideati, affinché noi ci cadiamo, ci facciamo prendere dall’interesse, ci preoccupiamo, anche se, tutto sommato, alla fine non succede quasi niente e, il più delle volte, ci viene spontaneo affermare…

…e dov’è il problema!?! “

Umberto Napolitano

 

 

Famiglie: scelte per voi

gennaio 4, 2009

Usa/ Famiglia Obama a Washington, in albergo con fantasma
Virgilio Notizie 
Washington, 4 gen. (Apcom) – L’hotel Hay-Adams, che la famiglia del presidente americano eletto Barack Obama ha scelto come residenza temporanea prima di stabilirsi alla Casa Bianca (la moglie Michelle e le figlie sono già lì, lui le raggiungerà entro
 

 

 

 

 

Famiglia Leoni, ovvero amore per la vita.

gennaio 4, 2009

                                                 

Ieri ho avuto la gioia di ricevere la visita sul sito di Famiglie d’Italia di una ventata di felicità e positività. Mi sono trovato a leggere un commento su un nostro articolo che vi riporto fedelmente e  che diceva così…

La Famiglia Leoni

CHI SIAMO……

CHI SIAMO NOI, SIAMO UNA FAMIGLIA TOSCANA DI PRATO.
BABBO LUCA MAMMA ANNA MARIA,POI NOI CHIARA SARA NOEMI MARIA MARGHERITA MIRIAM LA FEMMINE,FRANCESCO DAMIANO PIETRO SIMONE I MASCHI.
TIFOSSSSISIMI DELLA FIORENTINA.
I NOSTRI HOBBY …….. IL COMPUTER IL TEATRO IL CALCIO.

IL BABBO LAVORA IN UNA CASA FAMIGLIA
LA MAMMA E’ CASALINGA
CHIARA E’ SPOSATA CON STEFANO

FRANCESCO E DAMIANO SONO IN CERCA DI LAVORO
TUTTI GLI ALTRI STUDENTI.

NOI CREDIAMO CHE NELLA VITA ACCOGLIENZA E SOLIDARIETA’ SIANO LE COSE PIU’ IMPORTANTI DELLA VITA.
SERVIRE GLI ALTRI CON AMORE E’ IL CREDO CHE DIO CI HA DATO E CHE CON POVERTA’ PORTIAMO AVANTI….
LA VITA CI HA SEMPRE SORRISO E VEDIAMO IL BICCHIERE SEMPRE MEZZO PIENO.
QUESTO E’ LA FAMIGLIA LEONI UNA SPERANZA ,CHE LA VITA E’ BELLA…
E CHE IN TANTI CI SI DIVERTE…..

SARA ANCHE LEI IN UNA CASA FAMIGLIA

CIAO A TUTTI

ciao vedi questa famiglia http://it.youtube.com/watch?v=fLPoAMKZ7Q8

Ho cliccato curiosamente per andare a vedere, e  consiglio di farlo anche a voi: entrerete in un servizio televisivo dove scoprirete il significato della parola felicità, quando questa non significa possedere tutto, ma essere ricchi dentro…quando questa insegna ad accontentarsi e a non pretendere sempre…quando questa ti aiuta ad accettare un no adesso per una sicurezza domani. Insomma…

una lezione di vita e una ventata d’amore!

A babbo Luca, mamma Anna Maria, a Chiara & Stefano, Sara, Francesco, Damiano, Noemi,  Maria, Pietro, Simone, Margherita, Miriam…Leoni, un grazie di cuore da

 Umberto Napolitano per Famiglie d’Italia

Famiglie: news scelte per voi

gennaio 3, 2009
Pubblicità ingannevole? No, ingannata
Il Messaggero 
ROMA (3 gennaio) – E’ una brutta notizia scoprire che la liberalizzazione del mercato dell’energia, avvenuta operativamente nel luglio del 2007, invece che benefici abbia al contrario dato vita ad abusi ai danni dei consumatori, che poi sono la


Scatola di baci

gennaio 3, 2009

Anche oggi abbiamo deciso di riproporre una delle nostre prime pubblicazioni, per darle il valore e la collocazione che merita, e per invitare chi ci segue a soffermarsi sul significato della storia raccontata  e sui suggerimenti contenuti. Siamo all’inizio di un nuovo anno e, come si usa fare, i buoni propositi, se messi in atto, possono condizionare in meglio il passare dei giorni che si susseguiranno. Buona lettura.

Famiglie d’Italia

 

                            

 

   

SCATOLA DI BACI

La storia ha inizio tempo fa, quando un uomo punisce sua figlia di 5 anni  per la perdita di un oggetto di valore… Il denaro in quel periodo era poco.

Era il periodo di Natale e la mattina successiva la bambina portò un regalo dicendo “Papà è per te”.

Il padre era visibilmente imbarazzato ma la sua arrabbiatura aumentò quando, aprendo la scatola, vide che dentro non c’era nulla.

Disse in modo brusco: “Non lo sai che quando si fa un regalo, si presuppone che nella scatola ci sia qualcosa?”.

La bimba lo guardò dal basso verso l’alto e, con le lacrime agli occhi, disse: “Papà,… non è vuoto. Ho messo dentro tanti baci fino a riempirlo”

Il padre si sentì annientato. Si inginocchiò e mise le braccia al collo della sua bimba e le chiese perdono.

Passò del tempo e una disgrazia portò via la bambina.

Per tutto il resto della sua vita, il padre tenne sempre la scatola vicino al suo letto e quando si sentiva scoraggiato o in

difficoltà, la apriva e tirava fuori un bacio immaginario ricordando l’amore che la bambina ci aveva messo  dentro.

 

In poche parole, ognuno di noi ha una scatola piena di baci e amore incondizionato, dei nostri figli, degli amici e di Dio.

 

NON CI SONO COSE PIU’ IMPORTANTI CHE SI POSSANO POSSEDERE.

 

 

Approfondimento filosofico

dicembre 15, 2008

FAMIGLIE D’ITALIA

Approfondimento filosofico

L’associazione Famiglie d’Italia nasce dal bisogno di una famiglia di affermarsi e riconoscersi nell’orgoglio della propria appartenenza ad un’identità cristiana ed italiana e di cooperare in perfetta armonia e rispetto con altre famiglie, anche di etnia e religioni diverse, allo scopo di giungere insieme a risposte certe da contrapporre alle problematiche quotidiane, onde evitare alla famiglia stessa il proprio decadimento morale, psichico e materiale.

Famiglie d’Italia , quindi, si erge con l’intento entusiastico di creare una “ spinta romantica “ al concetto di famiglia, quale parte attiva e non subente, ma integrante dello Stato al quale essa appartiene, proponendosi e sottolineando il proprio carattere politico trasversale in un rapporto di complementarietà, che evidenzi in modo equo “ doveri e diritti “.

Se lo Stato è debole in un momento della sua esistenza storica,la famiglia ha l’obbligo di intervenire con iniziative proprie tendenti alla creazione di “ servizi reciproci “ in modo da porre le premesse che consentano il riproporsi delle condizioni atte a facilitare l’opera di risalita propria e dello Stato stesso.

In una società confusa, quasi spenta e rassegnata dall’impellere dei problemi, spetta alla famiglia il compito di fornire le prime risposte alle sempre più disperate voci di protesta..

Una famiglia non può ritenersi soddisfatta di avere adempito ai propri compiti limitandosi a denunciare pericoli sotto gli occhi di tutti ( alcool, droga,delinquenza, scarsità di lavoro e di denaro, incertezza nel futuro, etc. ), ma deve reagire, crearsi delle alternative, e, se non è in grado con le proprie forze, cercare alleanze ed unità di intenti con altri gruppi familiari.

E quali sono i mezzi più efficaci a disposizione di un arsenale familiare?

Il fatto concreto di essere alla base della vita e, quindi, della società e di far parte di un gruppo affine, un “ piccolo Stato nello Stato “, permette alla famiglia dapprima un confronto all’interno del proprio nucleo per poi estenderlo all’interno di altri nuclei, favorendo il vagliare di ciò che è giusto e di ciò che non lo è, di ciò che è ricevibile e di ciò che è doveroso crearsi. Il tutto, soprattutto, per ritrovare la validità di certi valori e concetti che si sono persi o troppo modificati nel tempo e per  riproporli, rinnovati, quale rampa di lancio per la rinascita propria e collettiva.

Quando vengono ripristinate e consolidate le fondamenta è più facile puntellare e richiudere le crepe delle pareti di un edificio che sta per crollare ed è ciò che intende promuovere con la sua azione Famiglie d’Italia, attraverso il confronto, l’aggregazione e la creazione di servizi di utilità reciproca.

Benvenuti,salite sull’Arca!

dicembre 11, 2008

arca

BENVENUTI,

SALITE SULL’ARCA DI

FAMIGLIE D’ITALIA!

Oggi, giovedì 11 dicembre 2008, è una data importante per l’associazione  Famiglie d’Italia e per il blog che la rappresenta: pur essendo ancora in una  fase iniziale del progetto, non certo per quanto riguarda la filosofia e le motivazioni, ben chiare e delineate fin dal primo minuto della  sua costituzione, si è deciso di dare a questa data l’ufficialità di una presentazione  agli amici che vorranno scoprirci ed accompagnarci nel tempo e nelle iniziative che man mano si prospetteranno.

Nel turbilio di pensieri negativi, di sogni svaniti e di interessi assopiti  o confusi tra ombre  minacciose che si intravvedono all’orizzonte, Famiglie d’Italia offre il suo blog come un’arca su cui salire, ripararsi e confrontarsi, trovare delle soluzioni insieme per crescere e migliorarsi e presentarsi pronti nel cogliere le opportunità che si riproporranno col tornare del sereno.

Umberto Napolitano e Andrea Benleva

Prima o poi doveva succedere…

novembre 26, 2008
 

Crocifisso Chiesa Cristo Risorto - Padova

Crocifisso Chiesa Cristo Risorto - Padova

PRIMA O POI DOVEVA SUCCEDERE…

 

 

 

 

 

 

E’ di un paio di giorni fa la notizia, passata quasi in sordina, sulla decisione di un giudice di Valladolid di far rimuovere tutti i crocefissi dalle aule di una scuola pubblica e sulle rimostranze del vescovo della città spagnola, denuncianti la “ Cristofobia “ e la dimenticanza di Dio.

Quanto è diverso questo atteggiamento spagnolo-europeo dal giustificato risentimento di un popolo arabo che, a suo tempo, reagì compatto, ritenendosi offeso per la manifestazione di mancato rispetto al proprio credo religioso a seguito della pubblicazione di “ certe “ vignette satiriche!…

In un caso, deprecando gli eccessi, si denota un’unità di pensiero e di sentimenti fra autorità politiche, religiose e cittadini, nell’altro si evidenziano la sopraffazione di un giudice all’insegna di un laicismo esasperato, la disperazione di un vescovo e…l’indifferenza di una società rassegnata.

Ormai ben poco riesce ad offenderci spiritualmente, proiettati come siamo verso un modello occidentale di consumismo e di materialismo sempre più accentuati. Riusciamo a terrorizzarci solo per catastrofismi annunciati ed abilmente guidati da speculatori internazionali.

La serenità si raggiunge quando spirito e materia si integrano in un rapporto di reciproca complementarietà: il sopraffare dell’uno sull’altro non giova ad alcuno.

Il nostro compito primario, quello mio, della nostra associazione e di chi ci legge…è quello di non sorvolare sulle notizie che si confondono nascondendosi dietro ad una facciata di normale routine, ma è quello di vigilare, di segnalare e di approfondire in modo da riappropriarci di una coscienza critica e propositiva, degna di chi si sente soggetto e non oggetto di un progetto sociale che lo veda protagonista in positivo. E’una condizione “ sine qua non “ se vogliamo cambiare il trend di un modo masochistico di comportamento, nel quale ci limitiamo a delegare agli altri il compito di decidere, lasciando a noi solo quello di lamentarsi e ad assistere impotenti al verificarsi di un evento che… “ prima o poi doveva succedere !”

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Immigrazione, dal punto di vista di un immigrato privilegiato

novembre 25, 2008

Barcone immigrati

Barcone immigrati

Articolo scritto per Famiglie d’Italia da Michael Gray

 

Il 1978 era un anno molto particolare per l’Italia. Era l’anno del rapimento e dell’ uccisione di Aldo Moro e, nello stesso anno, il Vaticano vedeva succedersi tre pontefici diversi. Ma era anche l’anno in cui l’Italia stava per fare un grande cambiamento economico-sociale.

Ho letto di questo grande cambiamento in un piccolo articolo, proprio quattro righe, su un giornale di Firenze, datato 1978. L’articolo riportava il fatto che il governo italiano aveva deciso di non incoraggiare più l’emigrazione italiana verso l’estero. Le radici di questa decisione stavano sicuramente nella consapevolezza del governo che il bacino di manodopera italiano rischiava di prosciugarsi. L’economia aveva bisogno di una forza lavoro qualificata ed era dispendioso istruire ragazzi per poi lasciarli andare via, com’era nella tradizione italiana, ormai da secoli. Forse, addirittura, era arrivato il momento di dare il via ad un fenomeno inverso, aprendo noi le porte all’ingresso di forze nuove. Era l’inizio di una nuova realtà, di una svolta radicale: non più l’Italia degli emigrati, ma l’Italia degli immigrati.

Anche nel mio paese natale, l’Australia, abbiamo ospitato tanti immigrati. Anzi, si può dire che l’Australia sia una nazione di immigrati (tranne che per il popolo aborigeno, che ha subito un quasi genocidio per opera dei primi colonialisti inglesi e di cui vi racconterò in un altro momento) provenienti da tutto il mondo, Italia inclusa.

Mi ricordo del primo italiano nella mia scuola, si chiamava Frank Moracci. Frank era figlio di un immigrato calabrese, se non erro. Erano gli anni ’60 e, anche se l’immigrazione italiana era già in atto da una quindicina di anni, appariva strano trovare un italiano come vicino di banco. Abitavo in una zona al nord di Sydney che, pur non essendo ricca, era sicuramente benestante. Gli immigrati italiani fino ad allora si erano raggruppati in comunità nel sud e nel west della città. Frank era una novità e… l’abbiamo preso in giro.

Piccolino, con la carnagione scura mediterranea, Frank non parlava inglese e non aveva grandi possibilità. Noi eravamo figli bianchi di ex combattenti che avevano lottato nei deserti del Nord Africa contro i Tedeschi e gli Italiani, oppure nelle giungle della Nuova Guinea contro i Giapponesi. Frank era un figlio del nemico, un wog, un “ terrone “.

Il fatto che Frank non riuscisse a parlare inglese rappresentava già un grande limite alla sua istruzione. Per questo motivo Frank fu messo nell’ultima classe con i ragazzi che noi consideravamo delinquenti. Le possibilità di apprendimento a questo punto erano praticamente zero. C’erano atti di bullismo e mi ricordo gli insulti che gli veniva rivolti. E anche se io non ho partecipato direttamente a questi deplorevoli atti, oggi so di esserne ugualmente responsabile, perché non ho fatto niente per fermarli. Se io avessi dimostrato a Frank un attimo di amicizia, forse avrei portato un po’ di felicità nella sua vita. Anzi, se lo avessimo fatto insieme io e i miei compagni di classe, avremmo contribuito a cambiare o, almeno, a migliorare la sua vita.

La storia di Frank Moracci mette in risalto il fatto che il governo australiano di allora considerava l’immigrazione un fatto di pura pianificazione economica. Il fattore sociale, come l’inserimento nella società, non era per nulla preso in considerazione.

Oggi è tutto diverso. In Australia, al suo arrivo, ogni immigrato può partecipare ad un corso d’inglese di tre mesi a tempo pieno e riceve un sussidio di stato durante il periodo. In questo modo una persona o una famiglia ha un attimo di pace e di sicurezza per pianificare e per prepararsi ad un futuro decente nel paese di adozione.

L’immigrazione deve essere considerata una risorsa e, come qualsiasi risorsa, ha anche i suoi costi per la sua trasformazione in un ritorno utile, in questo caso manodopera produttiva e buoni cittadini. In tal senso, a volte, vedo la gestione dell’immigrazione da parte del Ministero degli Interni italiano un po’ contro produttiva: quando fa di tutta un erba un fascio e mette l’immigrazione quasi esclusivamente nel contesto di un’attività di polizia. Il Ministero degli Interni e i suoi funzionari hanno già un lavoro difficile da svolgere ed i compiti di controllo, spesso mirati eccessivamente in un certo senso, contrastano con il lavoro di assistenza necessario al completamento dell’inserimento sociale.

A parere mio, bisogna creare una struttura assestante per la gestione dell’immigrazione in tutti i suoi aspetti. Perché non guardiamo a cosa fanno le altre nazioni che hanno decine, se non centinaia di anni di esperienza a riguardo, e che hanno imparato dalle esperienze e dagli errori del passato? Certo le realtà americane o australiane saranno ben diverse da quella italiana, ma certe logiche rimangono costanti. Soprattutto se consideriamo che un immigrato, nella maggior parte dei casi, vuole migliorare la propria vita e quella della sua famiglia, cercando di inserirsi nel modo più pacifico e tranquillo possibile.

Immigrato non è un sinonimo di delinquente. Lo dimostrano gli statistici. Tra tutti i gruppi ‘etnici’ nella nostra penisola, compresi gli italiani, sono i Filippini quelli che hanno il più basso livello di carcerazione.

Allora sia dato il benvenuto ai Filippini e ad ogni uomo di buona volontà, da qualsiasi parte egli provenga, ma siano chiuse le porte a tutti gli altri che intendono solo approfittarne per degenerare, Italiani inclusi.

Michael Gray

IL MURO DELLA MEMORIA

novembre 19, 2008

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Quando

 

Nasce il 18 novembre 2008

Chi

Lo Staff di Famiglie d’Italia su richiesta di Andrea Ben Leva ha deciso di dare seguito al Progetto “MURO DELLA MEMORIA”

Cosa

 E’ un muro sul quale chiunque ha perso un parente, un amico, un familiare per un infortunio sul lavoro, può inserire il nome del proprio defunto da ricordare.

Dove

Sul Blog di Famiglie d’Italia nella categoria [MURO DELLA MEMORIA] verranno inseriti i nomi, le foto, la loro storia e il loro incidente, dei parenti defunti di cui riceveremo notizia.

Perché

 Affinchè si possa onorare la morte del defunto sul lavoro, nel ricordo di chi era, chi lo amava, cosa rappresentava, e come si chiamava. Questo per dare un ricordo perpetuo nel tempo del defunto, evitando che rimanga solo un numero statistico, e che poi lo si dimentichi nel tempo

Come

Dovete inviare una e-mail a info@famiglieditalia.it

inserendo nell’oggetto del messaggio MURO DELLA MEMORIA, nel testo il nome e cognome, una foto, la sua storia, e il suo incidente. Il nostro Staff tecnico penserà a pubblicare il vostro ricordo ed elogio sul MURO DELLA MEMORIA.

 

Good Morning Italia – è nato il MURO DELLA MEMORIA

novembre 19, 2008
Repubblica Italiana

Repubblica Italiana

scritto da: Andrea Ben Leva

Quasi, quasi mi da fastidio, mi trovo semre a dover ripetere le stesse cose. Un disco rotto, che gira, gira, e dice sempre la stessa cosa: è inutile parlare di infortuni sul lavoro SOLO QUANDO CI SONO “I MORTI” SUL LAVORO.

 

Good Morning Vietnam ! iniziava così Robin Williams, la trasmissione radiofonica dell’omonimo film datato 1987. Era un segnale, un motto, un incoraggiamento per tutti i giovani ragazzi che lasciate le famiglie negli states, entravano nella giungla per sparare, e forse ritornare vivi nella propria branda alla sera. Un sonno difficile sotto i colpi dei mortai e dei fucili di fabbricazione russa AK47.

Spiegazione dei simboli della Repubblica:

Ramo d’ulivo – Indica la volontà di pace della Nazione
Ramo di quercia – Indica la forza e la dignità del Popolo Italiano
Ruota dentata – Traduce l’art. 1 della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
Stella – Compare come attributo dell’Italia già dal Cinquecento

Good Morning Italia, sarà il nostro motto, il nostro slogan per ricordare a tutte leFamiglie Italiane, che i loro cari che al mattino si recano al lavoro potrebbero non fare ritorno. E’ brutto, crudo, e duro dire così, ma credete a uno che ha vissuto l’infortunio sulla propria pelle, è meglio tenerlo sempre presente.

Ogni giorno in Italia avvengono infortuni sul lavoro, che non destano notizia. Molti giovani padri di famiglia che cedono al mercato del lavoro pezzi del loro fisico. Poi a fine anno vegono inseriti in un grande piano statistico, e di loro si ricorderà solo il numero, il tipo di incidente, e la data.

Vi sembra giusto? io ritengo di no !
Possibile che l’Italia, le Famiglie Italiane accettino questo ormai diventato “status quo” dove si soprasiede agli incidenti che per effetto della ridondanza, non fanno più notizia. Bisogna fare qualcosa, ma da soli non è possibile farlo, c’è bisogno che tutti partecipino.

Oltre ad aver subito un infortunio, con tutto quello che ne segue, ho accettato di servire il mio paese, dare qualcosa senza ricevere niente in cambio. Sono diventato un promotore di un’ Associazione no-profit che porta il mio nome, che si occupa gratuitamente di giovani infortunati sul lavoro, per il ecupero cognitivo, per il reinserimento nel campo del lavoro, seminari sulla percezione dei rischi e sulla prevenzione.

Nei tempi si è detto e scritto che bisgna dare un senso alla morte, che bisogna ricordare, che non bisogna dimenticare. Da quello che vedo, i media, i giornali, le radio; tranne per qualche eccezione, trasmettono sempre con lo stesso format, in modo che tutti dimentichino presto. Noi di Famiglie d’Italia, NON VOGLIAMO DIMENTICARE !

Ed è per questo che vi propongo un progetto, di collaborazione, di impegno morale, anche di sacrificio. In America esiste un muro dove per ogni morto viene affissa una sella, e non rimane traccia del nome per proteggere la famiglia, o l’identità segreta. Qui invece vogliamo che i nomi dei nostri cari defunti per infortunio sul lavoro, rimangano scritti ed INDELEBILI nella memoria, pertanto vi invito a partecipare al progetto: “MURO DELLA MEMORIA”, dove ognuno di noi che ha perso un caro, un amico, un parente possa rendergli omaggio, inserendo il suo nome su Famiglie d’Italia.

Scrivete una e-mail a info@famiglieditalia.it scrivendo nell’oggetto del messaggio: MURO DELLA MEMORIA. E nel testo: il nome, il cognome, e come è successo l’infortunio sul lavoro che ha causato la morte, scrivete anche chi siete, e perchè volete aderire al progetto “MURO DELLA MEMORIA”

Sarà una testimonianza vera, che durerà nel tempo, un ricordo di chi non c’è più, e che forse un giorno vedrà un nostro futuro Presidente della Repubblica, inginocchiarsi davanti ad un monumento con tutti i nomi scritti, mentre depone una ghirlanda di fiori, in ricordo di chi è morto per il lavoro. Quel giorno, e soltanto quel giorno renderemo giustizia ai nostri defunti sul lavoro, abbattendo il nostro muro, così che tutti possano vedere, affinche rimanga traccia di loro anche dopo di noi.

                                                                               Andrea Ben Leva

Non piangere se non vedi il Sole, perchè le lacrime ti impediscono di vedere le stelle. Jim Morrison

Una voce fa un solista, tante voci fanno un coro.

novembre 11, 2008

coro_fel_005Scritta da: UMBERTO NAPOLITANO

 

Nella mia carriera di cantante, durata tra la metà degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’90, ho cantato  “l’impegno “ , finché ho potuto farlo in libertà, e poi “ l’amore “, quello antico, quello onesto, finché me l’ha permesso il tempo o il fare finta di non vedere responsabilità che, prima o poi, la vita mi avrebbe messo davanti agli occhi e consigliato di assumermi per intero: ho cantato, ho cantato… tutto quello che ogni giorno mi suggeriva il cuore.

E proprio un giorno, guardando mia moglie ed i figli che lei cresceva anche per me, essendo da molto tempo la mia figura più lontana che presente, confusa e persa fra tournée e sale d’incisioni, scoprii improvvisamente di avere una famiglia: la realtà più bella e più gratificante, più semplice e più importante di tutto ciò che fino allora mi aveva ammaliato e  circondato… sì, la mia famiglia!

E per lei smisi di cantare, avremmo potuto vivere decentemente anche se mi fossi dedicato ad attività meno remunerative, purché non mi portassero lontano e rafforzassero la nostra unità di intenti e di amore.

Così ho visto i figli diventare adulti; li ho spiati con discrezione protettiva, soffrendo per le loro ansie, ma riempiendomi di gioia per le loro affermazioni.

Io e mia moglie li abbiamo accompagnati nella costruzione del progetto del loro futuro, senza mai sopraffarli, lasciandogli quella libertà di scelta che ha permesso loro di crescere gradatamente.

Tutto ciò mi ha consentito di conoscere un mondo più reale: tanta gente “ comune “, ma incredibilmente “ grande “, almeno nella sua percentuale maggiore. Tanta gente che lavora “ e con fatica raggiunge le proprie “ mete “. Tanta gente che non “ recita “, che è “ protagonista

ogni giorno di una “ fiction “ non scritta, ma costruita personalmente, attimo dopo attimo, sacrificio dopo sacrificio.

 

Non permettiamo ad altri di scrivere la nostra storia secondo un copione che non ci convince !

Almeno, non permettiamo di scriverla senza la nostra approvazione e consulenza.

Siamo noi gli attori principali, non dimentichiamolo mai!

I nostri figli si fidano di noi, non ci è permesso deluderli: il loro futuro dipende dalle azioni che avremo intrapreso per garantirne lo sviluppo.

Abbattiamo la cortina che ci mostra i “ politici “ come dei prediletti, degli esseri privilegiati;

sono uomini come noi nei pregi e nei difetti: aiutiamoli a tirare fuori il meglio, mostrando tutto  il “ da farsi “ con l’ausilio della nostra voce.

 

Se ho smesso di cantare per la mia famiglia, cioè per il desiderio di stare vicino e crescere insieme, ora, a distanza di 20 anni, ho deciso di riprendere proprio per cantare la “ famiglia “ , le sue esigenze, le sue prospettive:

 

ho bisogno di un coro che mi accompagni, soli…si muore!

 

 

Umberto Napolitano