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Retromarcia Rai sui pc… però c’ha provato!

febbraio 22, 2012

Qui c’è qualcuno nelle alte sfere che si è fatta l’idea che noi, popolo italiano ( brava gente, spaghetti e mandolini ) siamo proprio dei c…. con dei portafogli senza fondo, a cui basta un colpo di bacchetta per riempirli e renderli pronti per essere spremuti allegramente e senza ritegno. Il governo permette che i petrolieri aumentino il costo dei carburanti a loro piacimento senza preoccuparsi di ideare interventi calmieranti per evitare che tutta l’economia si sfasci definitivamente per overdose di costi… ed in cambio ci offre un debito pubblico abnorme, perdita di posti di lavoro cronica e servizi pubblici sempre più inefficienti, o meglio, non all’altezza delle esigenze derivanti dai tempi in cui viviamo ( vedi Ospedale Umberto I di Roma ). La Rai, dal canto suo, prova a far la furba ed a trasformare un servizio pubblico spesso inadeguato, nell’ennesimo pozzo di San Patrizio nel quale far convergere denaro sottratto ai già stremati cittadini da usare poi, il più delle volte, per uso personale di ideologie o interessi vari di chi in grado di poter manovrare a suo piacimento nella cabina dei bottoni della programmazione… ed i cambio offre prodotti spesso di livello mediocre e che costano cifre esorbitanti, come l’ultimo Festival di Sanremo, e si lamenta se a volte altri colossi della sua stazza ( la Fiat per esempio ) gliela facciano pagare pretendendo in cambio risarcimenti adeguati alle ” cazzate ” permesse di andare in onda.

Noi cittadini siamo stanchi di tutto ciò, ma non ci vogliamo più limitare a lamentarci o a creare disordini per protestare. Molti di noi hanno capito che è arrivato il momento di spremere i nostri ” cervellini ” ( come tali vengono considerati da coloro che ci vessano ) ed a cominciare a trovarci soluzioni alternative da soli, sempre nel pieno rispetto delle leggi dello Stato. Famiglie d’Italia è una fucina in piena attività e presto offrirà le proprie proposte, non con la pretesa di  erigersi a salvatrice della Patria e del’Europa come quelle del governo Monti, ma almeno… delle nostre tasche.

Umberto Napolitano

Retromarcia Rai, niente canone sui pc

Dopo la denuncia del Giornale la Rai si arrende e si rimangia la gabella del ” canone speciale “, quello destinato alle imprese, a prescindere dal possesso di un tv in ufficio. viale Mazzini leva pure la clausola per lasciare a casa le collaboratrici incinte. L’emittente dovrà pagare sette milioni alla Fiat per un servizio mandato in onda da Anno Zero

di

 
Roma – La Rai si arrende e si rimangia la gabella del «canone speciale», quello destinato alle imprese, a prescindere dal possesso di un tv in ufficio. Dopo un incontro al ministero dello Sviluppo Economico la tv pubblica una nota con cui smentisce se stessa, precisando di non aver richiesto «il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone», ma solo «nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage)».
 
 Lorenza Lei

In realtà nelle lettere spedite a migliaia di aziende italiane si legge che è obbligato al pagamento del canone speciale Rai «chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive al di fuori dall’ambito famigliare, compresi i pc collegati in rete», ma anche le semplici radioline, gli I-Pad, i telefoni con collegamento web e molti altri tipi di apparecchi («indipendentemente dall’uso al quale vengano adibiti come per esempio la visione di filmati, dvd, filmati di aggiornamento ecc…»). Dunque il comunicato Rai è una retromarcia vera e propria dopo la rivolta contro il «canone sui pc», scoppiata in rete ma non solo, anche tra le associazioni d’imprese (da Confartigianato a Confindustria) e dei consumatori, e poi nei partiti. Una retromarcia che fa il paio con quella sulla clausola anti-gravidanza, discriminatoria, che ora il dg Lorenza Lei promette di eliminare: «Nessun contratto Rai è mai stato risolto per gravidanza, ma onde evitare inutili strumentalizzazioni la direzione generale non ha alcuna difficoltà a toglierla dai contratti».

Ma tornando al balzello per le aziende, chi dovrà dunque pagare quella tassa, secondo la Rai? La risposta di Viale Mazzini è che lo devono fare solo i negozi, le aziende o le società che usano il pc come televisore, oltre a quelli che hanno uno o più televisori. Sarà, ma è anche meno chiara, perché non si capisce ancora chi è escluso e chi no (Caparini della Lega e Vita del Pd chiedono a Passera un elenco definitivo e univoco sugli apparecchi che comportano il pagamento del canone). Solo i pc che possono essere usati come televisori? Ma qualunque pc può esserlo, poiché i canali Rai sono visibili in streaming gratuita sul sito della Rai. Quindi? È la stessa Rai a dichiarare l’ambiguità della norma quando, in fondo alla nota, aggiunge «ciò in attesa di una più puntuale definizione del quadro normativo-regolatorio». La legge in effetti è vecchiotta, risale al 1938, e adattarla allo scenario tecnologico di oggi sembra una «assurda forzatura giuridica e un’iniziativa fuori dal tempo» a Stefano Parisi, presidente di Confindustria digitale.

Nell’attesa, però, la Direzione abbonamenti ha mandato a pioggia le richieste di pagamento, senza sapere di quali apparecchi fossero dotate le aziende a cui ha chiesto il canone (con importi da 200 euro fino a 6mila euro). E tra l’altro, cosa faranno quelle società che hanno pagato già il canone speciale anche se, alla luce della nota Rai, non erano obbligate a farlo? Verranno rimborsate? E quando? Insomma, un pasticcio, finito con un dietrofront della Rai.

E non è certo l’unica grana per Viale Mazzini. Un’altra, che vale 7 milioni di euro, è la condanna per diffamazione (insieme al giornalista Corrado Formigli) ai danni della Fiat per un servizio andato in onda durante una puntata di Annozero di due anni fa. Viale Mazzini ha annunciato che impungnerà la sentenza del Tribunale di Torino, mentre Formigli parla di «una cifra devastante» che lo costringerà a «lavorare gratis per la Rai tutta la vita». Ora tocca agli avvocati della Rai. E qui non basta una marcia indietro.

di Paolo Bracalini  ( fonte: IlGiornale.it )

 

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 
 
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Il New York Times accusa… l’Italia sotto assedio

marzo 26, 2010

Prima l’Inghilterra contro Berlusconi, ora gli Stati Uniti contro Benedetto XVI… l’Italia è oggetto da tempo di una serie infinita di attacchi, che ne stanno minando credibilità e posizionamento a livello mondiale. Siamo ormai considerati definitivamente un Paese di furbetti governato da un Premier-boss, sempre meno affidabili, razzisti e, dulcis in fundo, ora anche protettori… di preti pedofili. Anche se quest’ultima accusa riguarda solo il Vaticano, io la considero ugualmente visto che, in fin dei conti, lo Stato Pontificio sorge proprio nel cuore della nostra  Roma capitale.

Cosa significa tutto ciò? Come mai, improvvisamente, siamo diventati la pecora nera dell’intero mondo occidentale?… Diamo fastidio a qualcuno, o siamo diventati davvero il pericolo numero uno di un sistema che si è scoperto allergico a tutto ciò che riguardi il nostro Bel Paese?… (more…)