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La nascita del PdL, ma chi è Berlusconi?

marzo 31, 2009

La nascita del nuovo partito PdL. Per tre giorni non si è parlato d’altro: per commentare mi sono preso un giorno in più di riflessione. Mio dovere sarebbe stato quello di fornirvi un’analisi vista da un punto di vista dell’Associazione che  presiedo… ma, ad un certo punto, mi sono detto che forse era troppo presto per poter aggiungere qualcosa di interessante o di diverso ai fiumi di immagini e di commenti piovutici addosso, per cui mi è parso giusto, anche se rischioso, avventurarmi in qualche considerazione più personale che di rappresentanza.

Onestamente, all’inizio, non è che Berlusconi mi fosse troppo simpatico. Le mie ideologie politiche si erano spente con lo scandalo di tangentopoli e con la scomparsa di molti punti di riferimento, quali per me, per esempio, il PSI…quello di Bettino Craxi. Nel Partito di Craxi ero riuscito a far convivere i miei ideali di socialità e di diritti a pari opportunità per i meritevoli, con quelli di cristiano convinto per appartenenza e spiritualità interiore. Dopo tutto lo schifo emerso, con colpevoli di serie A e colpevoli di serie B, l’estinguersi di chi colto con le dita nella marmellata e il farla franca di chi la marmellata non aveva bisogno di rubarla riuscendo ad ottenerla di nascosto, la mia voglia di politica si era completamente esaurita. Quindi, l’arrivo di Berlusconi non mi aveva interessato più di tanto, anzi…addirittura mi pareva di intravedere nella forma delle sue orecchie un qualcosa di assomigliante al diavolo: ma con tutti i soldi che aveva cosa gli fregava entrare in politica?…forse davvero per difendere i propri interessi e giochi?… e tutte le accuse e gli attacchi che leggevo sui giornali mi convincevano della validità delle mie sensazioni. Però, stranamente…quando lui non era al governo e quindi, più vulnerabile, ecco che per magia tutti gli attacchi si placavano, i conflitti di interessi passavano in secondo piano. Mistero!… ancor più mistero il riaffiorare il tutto, ancora più violentemente, quando rivinceva le elezioni e ritornava alla Presidenza del Consiglio… E allora?… Ho cercato di cominciare ad osservarlo da un altra ottica; non più come cittadino che da lui si attende la luna, ma come essere umano che cerca di capire la cosa che più può favorevolmente  attrarti ed influenzarti positivamente di un individuo. Ed ho capito  ciò che di lui ha fatto centro nella fantasia degli italiani.

Berlusconi rappresenta per i più ciò che avrebbero voluto fare e non  sono riusciti a…fare. Creare un impero dal nulla, magari anche fra  intrallazzi ed azzardi, ma, in ogni caso, con maestria e capacità intuitive notevoli. Berlusconi rappresenta anche chi non si arrende e non si ferma davanti a qualsiasi avversità, ma si rimbocca le maniche, spreme le meningi e si rimette in moto. Oddio, Berlusconi rappresenta anche parecchi difetti, come quello di autostimarsi in maniera eccessiva e di sentirsi il verbo di verità inconfutabili, come nell’intimo credo della maggior parte di noi italiani… sì, …di noi italiani. Ecco, Berlusconi rappresenta proprio l’italiano per eccellenza nel mondo, scuro di capelli, non tanto alto ma piacevole ed intraprendente con le donne, deciso quanto basta, ma anche capace di schernirsi con l’autoironia del non prendersi troppo sul serio, amante della famiglia ma a volte birichino e bugiardello, ma sempre pronto a rimediare con una scusa… capace nell’aggregare e nel mettere tutti d’accordo nella propria compagnia, insomma… un capogruppo, un condottiero.

Ecco perché  Berlusconi funziona, perché è in grado di fare da collante fra aspirazioni e debolezze altrui. Ha creato Forza Italia, ha tirato dalla sua parte alleati vari, li ha affascinati, indottrinati, convinti…assimilati. Ed è nato, quasi per gioco, allegramente, con qualche piccola apprensione ed incomprensione subito fugate, un partito di una forza prorompente, perché ricco di componenti, molti dei quali giovani ed ambiziosi,entusiasti del progetto ed arrembanti come i giovani che escono dalle convention sollecitati dai grandi manager… Il PdL, il Partito della Liberta, è un partito nato da un progetto manageriale e come tale dà l’impressione di potersi affermare ed espandere ancor di più.

Per quanto riguarda il progetto che unisce i componenti della mia associazione, Famiglie d’Italia, ci auguriamo tutti che anche il Partito Democratico, col suo leader Franceschini, prenda esempio da tanto successo per analizzarsi, rinnovarsi e ripartire… Personalmente, però e in conclusione, mi sento di affermare che tanto contagioso ottimismo in fondo non mi spiace del tutto, anzi!… esssendo io uno dei primi ad affermare che quando ci si sveglia al mattino e ci si mette in moto per una nuova giornata, è preferibile farlo, dati i tempi, sentendosi almeno dentro… positivi… gioiosi…entusiasti!!!

Umberto Napolitano