Posts Tagged ‘fumo’

Fumare è inutile! ( Famiglie d’Italia Salute News )

febbraio 12, 2015

fumoChe il fumo faccia male al corpo è ormai risaputo: apparato respiratorio e cuore ne sono le prime vittime. Ma che causasse anche danni reversibili al nostro cervello arriva forse come una notizia aggiuntiva da essere presa in considerazione da chi abbia ancora qualche dubbio in proposito. Allo Stato poco importa della nostra salute. Stupidamente pensa all’uovo di oggi, cioè ai congrui introiti fiscali generati dal fumo e non considera la gallina di domani, rappresentata da quanto risparmierebbe con dei cittadini in salute migliore. Ma se la nostra salute migliorasse, ci rimetterebbero le grandi case farmaceutiche e tutti gli intrallazzi che ne deriverebbero a livello mediazioni e bustarelle varie. Siamo in un vortice dal quale è difficile uscire contando su aiuti esterni: deve aiutarci la nostra intelligenza. Per capire che sia meglio smettere di fumare non servono ne scritte allarmanti ne rimedi palliativi: bastano la nostra fermezza e un po’ di buona volontà. Il fumo dà solo un assuefazione psicologica e non fisica, ma questi in pochi ve lo dicono. Io lo affermo per esperienza diretta, dato che ho smesso di fumare tanti anni fa con un pacchetto di sigarette posato sul comodino accanto al mio letto. Ho considerato che il fumo dipendesse da un atto soprattutto visivo, dato che la notte, al buio, non sentivo il bisogno di svegliarmi ed accendermi una sigaretta. Mi è bastato passare due giorni al buio, un sabato e una domenica, chiuso in casa mia per non accendere senza fatica nemmeno un mozzicone. Il lunedì sono andato a lavorare e non soffrivo di nessuna crisi di astinenza fisica: era l’atto che mi mancava! Ma ho tenuto duro solo per un paio di giorni e poi … non ci ho pensato più, e di anni da allora ne sono passati parecchi!

In merito alle nuove scoperte scientifiche, vi propongo un post pubblicato da FocusTECH.it – Social Media Manager. Buona lettura in merito!

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Il fumo della sigaretta provoca danni reversibili al cervello

Che il fumo della sigaretta non faccia bene alla nostra salute ne alla salute di chi ci circonda non è di certo una novità, ma ciò che vi stiamo per annunciarvi forse lo è.

Secondo uno studio condotto da un gruppo di studiosi e pubblicato poi sul Nature Journal Molecular Psychiatry il fumo provocherebbe danni reversibili al nostro cervello. Tra i tanti effetti negativi del fumo ci sarebbe anche l’assottigliamento dello strato più esterno della materia grigia cerebrale, che anche nel caso in cui si smetta di fumare per poterlo recuperare si impiegheranno diversi anni. Lo studio è stato condotto su oltre 500 persone di età superiore ai 70 anni, dei quali almeno 36 erano fumatori, 223 ex fumatori ed il resto non fumatori.

Tutti i soggetti interessati si sono sottoposti ad una risonanza magnetica dalla quale è emerso che i parametri cerebrali come ad esempio la memoria e la flessibilità cognitiva presentavano delle enormi differenze tra coloro che non avevano mai fumato in vita loro ed i fumatori abituali. Per quelli che invece avevano smesso di fumare nel corso della loro esistenza, il loro cervello aveva impiegato circa 25 anni per recuperare. «L’analisi degli esami ha rivelato che i fumatori hanno in generale una corteccia più sottile di chi non ha mai fumato.Per chi ha smesso invece, che in media aveva fumato un pacchetto al giorno per 30 anni, sono serviti almeno 25 anni per annullare le differenze in spessore con chi non ha mai fumato» hanno dichiarato gli autori della ricerca.

Fonte: FocusTECH.it – Social Media Manager

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

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Fumare: eutanasia lenta e legalizzata

ottobre 13, 2013

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( l’eutanasia è attiva diretta quando il decesso è provocato tramite la somministrazione di farmaci che inducono la morte, per esempio sostanze tossiche. Nell’argomento di oggi il tabacco viene paragonato al farmaco in quanto trattasi sempre di sostanze tossiche ingerite o aspirate).

Cari amici, oggi vogliamo ritornare su un argomento molto delicato e sempre in primo piano nella nostra vita quotidiana: il fumo! Le sue conseguenze sulla nostra salute sono ” distruttive “, ma gli interessi cui ruotano intorno fanno sì che il tutto vada sempre considerato in secondo piano, benché gli stupidi ed illusori tentativi da parte di qualche furbo di sciacquarsi la coscienza con immagini e scritte deterrenti evidenziate sui pacchetti delle sigarette. Lo Stato ci prende pure in giro: tu sei libero di decidere della tua salute, io ti avverto e, nel frattempo, tu muori ed io ingrasso. E poi, è un ingrassare da stolti: infatti, essendo il fumo una delle cause principali della maggior parte delle malattie della popolazione, quanto incassato dalle accise sul tabacco viene distribuito con gli interessi alle grandi lobby farmaceutiche. Quindi, produttori di tabacco e di farmaci camminano a braccetto con lo Stato complice in quanto consenziente. 

Se i politicanti che amministrano lo Stato ci tenessero veramente alla nostra salute vieterebbero  completamente la vendita dei tabacchi cercando di favorire e non ostruire l’avvento di prodotti alternativi come quello delle sigarette elettroniche, per esempio. Invece hanno permesso che queste ultime venissero demonizzate ” a prescindere ” , paragonate in peggio alle stesse sigarette e, di conseguenza, supertassate tanto per mettere immediatamente i puntini sulle ” i “:

Uscire da soli dalla schiavitù del fumo non è facile, ma chi ci riesce, come il sottoscritto ormai da più di vent’anni, ne ottiene dei profitti immediati, in primis il risvegliarsi al mattino con un alito che per una volta tanto sappia di ” salubre dormita ” e non di marcio catramale.

Vi allego un post molto interessante pescato dal web.

Con il fumo si muore prima, anche fumare poche sigarette fa male. Nuova ricerca

Pubblicato 12 Ottobre 2013
Di Antonio Luzi ( fonte :VitadiDonna Community )

Quando si discute di ricerca e prevenzione e di come queste due attività possono essere importanti per diminuire i rischi di tumore, si parla quasi sempre del fumo, di come non ci sia concordanza assoluta sui numeri dei fumatori, sull’incidenza del tumore fra i fumatori, se tale incidenza abbia una diretta relazione con la quantità di sigarette fumate.

Una delle poche cose che rimangono oramai assodate e certe è che il fumo è il fattore che maggiormente incide sulle patologie che interessano il sistema respiratorio.

Al momento in molti concordavano che il rapporto tra fumo e decessi conseguenti era di circa il 50% mentre adesso uno studio effettuato dalla National Australian University alza questa asticella portandola a  oltre il 75%.

Il gruppo di ricerca ha verificato i dati risultanti dal registro delle nascite e decessi ed, anche escludendo chi già soffriva di patologie respiratorie, ha potuto accertare che la percentuale di incidenza aumentava notevolmente anche per i cosiddetti fumatori leggeri, quelli cioè che fumano circa 10 sigarette al giorno, concludendo che anche se tardi è in ogni modo meglio smettere.

Per questo è necessario aumentare il lavoro di prevenzione, in particolare tra i giovani.

Il paradosso oggi è che di cancro c’è sempre più probabilità di guarire, ma al tempo stesso di cancro si muore più di prima ed, entro breve tempo, diverrà nel nostro Paese la prima causa di morte sorpassando le malattie cardiovascolari, per le quali la battaglia per prevenirle sta diventando sempre più pressante ed efficace.

Dove invece funziona meno è proprio nella prevenzione del fumo soprattutto nei giovani.

Nonostante il divieto di legge in tutti i locali pubblici, la vendita solo a maggiorenni, le campagne di prevenzione, poche ma che vengono ancora fatte, dopo un breve periodo in cui il numero di fumatori era calato, ora tra i giovani il numero di quelli che fumano è di nuovo in aumento, magari fumando le sigarette che si fanno da soli comperando cartine e tabacco.

In più c’è da aggiungere che il numero di donne o ragazze che fumano ha nettamente sorpassato quello dei maschi.

A dire la verità bisogna aggiungere che l’informazione è non molto adeguata ed in ogni caso non raggiunge gli obiettivi prefissati.
Infatti un italiano su due non sa cosa significa avere uno stile di vita che gli permetta di diminuire i rischi di cancro o di malattie cardiache.

Personalmente poi non vedo una grande azione che sia sponsorizzata e spinta dallo Stato e non vorrei sembrare malizioso quando penso che di fronte ad una entrata di milioni di euro derivante da tasse sulle sigarette sia difficile per lo Stato rinunciare a queste entrate.

La lotta che lo Stato ha intrapreso contro le sigarette elettroniche non era, a mio avviso, dovuta solo alla pericolosità per la salute ma anche e soprattutto al fatto che la diffusione delle sigarette elettroniche aveva fatto diminuire l’incasso derivante dalla accise sul tabacco.

L’indagine DOXA “Il Fumo in Italia, 2011” eseguita dall’Istituto Superiore di Sanità ha rivelato che in Italia nell’anno 2011 ci sono stati circa 11,8 milioni di fumatori, in media 1 persona su 4, più uomini che donne.

I dati rivelano inoltre la preoccupante situazione giovanile, infatti è emerso che nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni, fuma il 15,9% dei maschi e addirittura il 21,8% delle femmine.

by Antonio Luzi ( fonte :VitadiDonna Community )

IN ARGOMENTO:

Perché smettere di fumare

Fumare da giovani riduce di 10 anni l’aspettativa di vita

Le donne che smettono di fumare vivono 10 anni in più

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Acqua all’arsenico e zucchero raffinato tossico… Achtung! ( Estate Ecologica News )

luglio 29, 2012

Acqua all’arsenico ancora in 112 comuni italiani

Non sempre l’acqua del rubinetto in Italia è sicura: borio, fluoruri e soprattutto arsenico, in concentrazioni superiori ai valori stabiliti dalla legge, rischiano di danneggiare seriamente la salute dei cittadini. Ed è colpa delle inadempienze, delle omissioni, dei ritardi sugli acquedotti, ma soprattutto delle deroghe.

Questa la denuncia del dossier “Acque in deroga“, realizzato da Legambiente e Cittadinanzattiva, che ricostruisce proprio la questione delle deroghe richieste e concesse ai Comuni italiani dal 2003 ad oggi, facendo il punto sui territori coinvolti e sugli interventi attuati o in programma. Ad un anno dal referendum che ha decretato l’acqua bene comune, rimangono ancora molti i nodi da sciogliere. Scopriamo, così, che nel 2012 sono circa un milione i cittadini di 112 Comuni italiani (90 nel Lazio, 21 in Toscana e 1 in Campania) che non hanno acqua potabile di qualità e conforme alla legge, perché sono ancora in vigore nuove deroghe che consentono di prendere tempo e ripristinare i valori al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge.

Il problema – spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – è che in Italia lo strumento della deroga, entrato in vigore nel 2001 e inizialmente previsto solo come misura transitoria per dare tempo alle autorità competenti di realizzare i giusti interventi necessari, è stato in realtà adottato con leggerezza, trasformandosi in un espediente per prendere tempo ed alzare i limiti di legge rispetto ad alcune sostanze fuori parametro“.

Il dossier si apre con l’analisi delle deroghe chieste dal 2003 al 2010. Ogni deroga ha una durata di tre anni con possibilità di essere rinnovata al massimo per altre due volte: le prime due vengono decise dal Ministero della Salute mentre la terza deve avere il via libera della Commissione europea. In Italia il “pasticcio delle deroghe” è iniziato nel 2003, primo anno in cui ne viene fatta richiesta. Da allora fino al 2009 sono state 13 le regioni che ne hanno fatto richiesta (Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto) e su un totale di 13 parametri (arsenico, boro, cloriti, cloruri, fluoro, magnesio, nichel, nitrati, selenio, solfato, trialometani, tricloroetilene, vanadio).

Dopo sei anni, alcune regioni (Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e Umbria), non avendo ancora ripristinato i valori della qualità della dell’acqua al di sotto dei limiti consentiti, hanno chiesto una terza deroga per arsenico, boro e fluoruri. Nel 2010 laCommissione Europea ne ha concesse alcune, respingendone altre. Una parte dei provvedimenti è scaduta a dicembre 2011, e Lombardia, Umbria e Campania, insieme alle Provincie autonome di Bolzano e Trento hanno completato gli interventi e riportato la qualità dell’acqua al di sotto dei limiti di legge.

Nel frattempo, però, sono scadute anche le deroghe in Sicilia per il vanadio nei Comuni etnei, in Toscana per i trialometani (in 3 comuni) e nel Lazio per vanadio e trialometani (14 e 2 comuni rispettivamente). Ad oggi, quindi, rimangono in vigore deroghe nel Lazio (arsenico, fluoruri), Toscana (arsenico e boro) e in un comune della Campania per il fluoruro.  “Per assicurare la tutela della salute dei cittadini, ai sindaci interessati chiediamo un’operazione di trasparenza per quanto riguarda i dati di qualità dell’acqua, e di garantire una costante informazione alla cittadinanza“, ha concluso Antonio Gaudioso, neo segretario generale di Cittadinanzattiva.

Roberta Ragni ( fonte: Informare Per Resistere )

Tratto da: Acqua all’arsenico ancora in 112 comuni italiani | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/07/28/acqua-allarsenico-ancora-in-112-comuni-italiani-2/#ixzz21zZV3kAY
– Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
 
 
Lo zucchero raffinato ha la medesima tossicità del fumo e dell’alcool

È calorico, fa aumentare la pressione, cambia il metabolismo, provoca problemi al fegato e fa’ gli stessi danni del fumo e dell’alcool: non stiamo parlando dell’ultimo menu lanciato nei fast food, ma – più semplicemente – dello zucchero!

A rivelare la nocività di questo ingrediente è un gruppo di esperti dell’università di San Francisco, che in un articolo pubblicato dalla rivista Nature dal titolo “Sanità pubblica: la verità sulla tossicità dello zucchero” ha messo in evidenza come i danni provocati da questo alimento siano molto simili a quelli dati dall’alcolismo.

“Lo zucchero è molto lontano dall’essere soltanto un fornitore di calorie – hanno spiegato Robert Lustig, Laura Schmidt e Claire Brindis – al livello consumato in occidente cambia il metabolismo, alza la pressione, altera i segnali ormonali e causa danni significativi al fegato. I pericoli per la salute sono largamente simili a quelli che si hanno bevendo troppo alcol, che non a caso deriva dalla distillazione dello zucchero”.

E c’è di più: secondo gli scienziati che hanno condotto lo studio questo ingrediente – così usato e diffuso in tutto il mondo – è uno dei principali responsabili dei 35 milioni di morti l’anno per malattie come il diabete o problemi cardiocircolatori. Naturalmente, come spesso accade, anche in questo caso a fare la differenza sono soprattutto le quantità; un caso su tutti: negli Stati Uniti l’apporto quotidiano di calorie date esclusivamente dallo zucchero è spesso pari o superiore alle 500 unità. Ciò vuol dire che più di un terzo delle calorie ingerite ogni giorno dagli americani deriva solo da questo ingrediente.

Il problema dunque è che nel mondo, e specie in alcuni Paesi ricchi come gli Usa, se ne assume troppo, tanto che negli ultimi 50 anni il consumo medio pro capite è addirittura triplicato. E questo può portare nel tempo a malattie anche gravi, che tendono ad “uccidere lentamente”.

“Non stiamo parlando di proibire lo zucchero – hanno concluso gli esperti – ma questa deve diventare una preoccupazione dei governi. Si dovrebbe rendere il consumo di zucchero meno conveniente, e allo stesso tempo far capire il messaggio alla popolazione”.

Oltre allo zucchero poi, ci sono una serie di altre “varianti” e derivati, come il fruttosio o l’aspartame, presenti comunemente in tanti cibi, che non sono meno pericolosi del classico zucchero. Come confermando gli studiosi, “una crescente mole di prove scientifiche mostra che il fruttosio può innescare processi tossici per il fegato e favorire molte altre malattie croniche”.

E allora come prevenire le pericolose malattie derivanti da un consumo eccessivo di questo ingrediente? Sicuramente limitandone il consumo – imparando a mangiare e bere cibi e bevande meno zuccherate – e cercando di optare comunque per i dolcificanti naturali, come la stevia, finalmente legale anche in Europa, o il miele, che a parità di quantità hanno un potere dolcificante superiore a quello dello zucchero!

Scritto da Wolfman   Martedì 28 Febbraio 2012 09:50  ( fonte: nocensura.com )

Estate Ecologica News

Rubrica a cura di Sabrina Parini

Famiglie                        d’Italia

Zucchero… come alcool e fumo ( Famiglie d’Italia Salute News )

febbraio 3, 2012

Oggi ci è parso utile dare spazio ad una notizia che, pur non ricevendo dai media il risalto dovutole, rivela studi e dati di una serietà fondamentale per la nostra salute. Le insidie spesso si nascondono perché celate in panni ammalianti ed apparentemente innocui: chi potrebbe pensare di paragonare i danni causati da un abuso di zucchero a quelli di fumo e di bevande alcoliche?… Sull’argomento offro alla vostra lettura un post pubblicato dal quotidiano online OGGI NOTIZIE

Zucchero pericoloso quanto l’alcool?

Washington (USA) – Lo zucchero provoca malattie e problemi alla salute quanto l’alcool. E’ un vero e proprio allarme quello lanciato negli Stati Uniti (e nel Mondo intero) da alcuni ricercatori sulla rivista britannica Nature. Secondo le ricerche scientifiche, infatti, il consumo di zucchero è cresciuto in modo smisurato in merica e, in genere, in tutto il mondo sviluppato e le conseguenze di questo abuso sono pari a quelle di alcool e tabacco.
Il consumo di elevate quantità di zuccheri (anche miscelati negli alimenti o nelle bevande gassate) provoca malattie non trasmissibili come ipertensione, diabete, malattie cardiache e cancro e, sempre secondo la ricerca pubblicata, sarebbe la causa di non meno di 35 milioni di decessi, ogni anno, più delle malattie infettive.
I ricercatori hanno dimostrato che il consumo di zucchero si è triplicato negli ultimi 50 anni e suggeriscono di non superare i 9 cucchiaini al giorno per gli uomini, e i 6 cucchiaini per le donne Una dose abbondantemente superata negli Stati Uniti dove il ​​consumo medio è stato stimato in 22 cucchiaini al giorno con un ingestione conseguente di oltre 600 calorie.
La ricerca suggerisce ai Governi di introdurre norme più restrittive sulle indicazioni nelle etichette del contenuto in zucchero e di avviare al più presto una seria campagna per la riduzione del consumo di cibo spazzatura e l’aumento del consumo di cibi sani e di verdure.
I ricercatori, forse più per attirare attenzione sul caso, hanno proposto di vietare la vendita di dolci fuori dall’orario scolastico e di ridurre al minimo il numero dei fast food nei quartieri più poveri e disagiati delle città. Là dove il consumo di “cibo spazzatura” è più alto e provoca più danni.

OGGI NOTIZIE

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Fumo e cattiva alimentazione causa della maggior parte dei tumori ( Famiglie d’Italia news )

aprile 12, 2011

Nessuno intende essere ne troppo puritano ne eccessivamente allarmista, però un po’ di prudenza ed attenzione nei nostri comportamenti quotidiani, evitando soprattutto gli eccessi in ogni campo, ci permettono di creare quel sano mix tra vizi e virtù che facilita il trascorrere di un’esistenza terrena più serena e, perché no, anche più lunga. Per cui, oggi mi pare di farvi cosa gradita nell’informarvi di quanto emerso in un recente meeting tra oncologici, riproponendovi un post pubblicato da Newsfood.com l’ 11/04/2011

I pareri degli esperti riuniti al meeting dello Swiss Medical Food

TUMORI, LA CATTIVA ALIMENTAZIONE DANNEGGIA COME IL FUMO (more…)

I media parlano troppo di ” fumo ” e poco di ” arrosto “

aprile 30, 2010

Oggi sarò breve, perché infinito è ovunque il dibattito ( fumo ) su quanto avviene all’interno dei partiti, nel Pdl particolarmente in questi giorni roventi, ma anche nel Pd con la sua bega fra i leader sull’opportunità  o no delle ” primarie ” in futuro. Anche stamattina sto scrivendo mentre su La7 sta andando in onda Omnibus con il solito ” Silvio ” ed il solito titolo accattivante, oggi, ” Silvio e Gianfranco: la musica è fini-ta, gli amici se ne vanno “. E gli ospiti, come d’abitudine, sono illustri per cui nessuno potrà mai dire, dato l’orario, che i nostri politici amino dormire fino a tardi, ma l’ ” arrosto “, come sempre, è assai carente… per non dire assente. E pare che nessuno se ne voglia proprio rendere conto, tranne ( per fortuna ) Savino Pezzotta che , a un certo punto, ha l’ardire di provare ad uscire dal tema facendo notare che la gente per strada, quando lo incontra, pretende da lui risposte su quesiti che riguardano fabbriche che chiudono e non alleanze o primarie che saltano. Ma il suo, se pur nobile, è un tentativo che dura il tempo di una breve riflessione e l’ ” arrosto ” viene avvolto immediatamente dal solito inutile ed acre ” fumo “, per occultarcelo definitivamente … agli occhi, al naso ed al palato.

Famiglie                       d’Italia

 
Umberto Napolitano