Posts Tagged ‘gas serra’

Dalla pipì le cellule cerebrali ( Econota 101 )

gennaio 10, 2013

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Gli scienziati hanno creato cellule cerebrali dalla pipì

da Lori Zimmer

Urina è una sostanza abbastanza sorprendente : essa è in grado di alimentare propulsori al plasma nello spazio. Ma il potere della pipì non è limitato alla generazione di energia; una nuova ricerca dimostra che possiamo, realmente, riprodurre cellule del cervello umano dall’ urina. Gli scienziati in Cina hanno cominciato a sperimentare riproducendo i neuroni che sono stati derivati da cellule presenti nell’urina umana. Tale scoperta  potrebbe avere alcune importanti implicazioni per il futuro della ricerca sulle cellule staminali.

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I ricercatori non hanno trasformando la pipì in cellule del cervello ma  isolando e stimolando le cellule epiteliali del rene che sono presenti nelle urine di tutti. Utilizzando le cellule epiteliali del rene, come base, gli scienziati le hanno lentamente convertite in cellule staminali pluripotenti che possono essere coltivate in qualsiasi tessuto umano.

Di solito sono necessarie circa tre settimane per far crescere le cellule staminali in laboratorio utilizzando biopsie di tessuto o campioni di sangue, ma queste nuove cellule contenute nella  pipì prendono solo dodici giorni per crescere a cellule pluripotenti. Il progetto, sotto la guida di Duanqing Pei e la Guangzhou Istituto di Biomedicina e Sanità, è stato in grado di coltivare cellule staminali stabili da urina; una prodezza non raggiunta in passato. In quattro settimane la squadra è riuscita ad arrivare a neuroni funzionanti.

Le cellule staminali provenienti dalla pipì erano molto più stabili rispetto a quelle create dal sangue e biopsie e sono cresciute nella metà del tempo. Se queste cellule si dimostreranno efficaci si potrebbe avere un enorme passo avanti nella ricerca sulle cellule staminali.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Vancouver diventa la prima città a spianare le strade con plastica riciclata

da Kristine Lofgren

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Foto da Shutterstock

La città di Vancouver ha impostato il nobile obiettivo di diventare la città più verde del mondo entro il 2020 e, a giudicare dalla loro ultima innovazione verde, essi sono molto impegnati per arrivarci. Per aumentare la loro “quota verde “  Vancouver ha iniziato asfaltando le sue strade con plastica riciclata. La città si è alleata con la società  con GreenMantra di Toronto per fondere insieme la plastica vecchia con asfalto per creare una miscela per pavimentazione che è molto meglio per l’ambiente di asfalto tradizionale.

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L’ asfalto tradizionale richiede temperature molto elevate per permettere di scorrere facilmente, ma mescolandola con plastica riciclata i flussi di asfalto vengono deposti ad molto una temperatura inferiore utilizzando fino a 20 per cento meno di combustibile. L’ Ingegnere Peter Judd stima che ciò potrebbe tradursi in una riduzione di 300 tonnellate di gas serra all’anno. Utilizzando il legante plastico si riducono anche la quantità di vapori rilasciati nell’aria quando l’asfalto si raffredda.

Il processo costa circa 1 – 3% di più rispetto a tradizionale di asfaltatura mai vantaggi ripagherebbero l’aumento. La pavimentazione ecologica non ha un aspetto diverso dalla pavimentazione tradizionale; Vancouver sta attualmente testando la miscela prima di distribuirla in tutta la città.

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Il deserto dopo il mais ( Econota 71 )

dicembre 2, 2011

Duemila litri d’acqua per un litro di carburante ,e, per un pieno della nostra auto… l’equivalente per nutrire una persona per un anno intero. Da uno studio dei ricercatori Università del Minnesota.

Il deserto dopo il mais per… carburanti

L’eccessivo uso di fertilizzanti e fitofarmaci chimici per le monocolture di mais sta salinizzando i terreni e in alcuni casi li sta avviando verso la completa sterilità. Per produrre un litro di biocombustibile possono servire oltre 2.000 litri di acqua

Da anni il Brasile, ma da qualche tempo anche gli Stati Uniti, hanno sottratto alla produzione di alimenti per l’uomo, migliaia e migliaia di ettari di terre fertili per produrre la cosiddetta benzina verde dal mais. Ora si scopre che l’eccessivo uso di fertilizzanti e fitofarmaci chimici per le monocolture di mais sta salinizzando i terreni e in alcuni casi li sta avviando verso la completa sterilità.

La prova inconfutabile si trova già  nel Golfo del Messico dove molte aree prima fertili sono diventate deserto. Ma i ricercatori dell’Università del Minnesota, in un recente studio da loro pubblicato su Environmental Science and Technology, hanno anche fatto notare che la produzione di etanolo accelera il fenomeno dell’effetto serra per l’alta emissione di biossido di azoto, un gas serra rilasciato dai batteri che prosperano nelle coltivazioni forzate di mais molto ricche di azoto. Non solo, ma si è evidenziato un problema tenuto nascosto fino a poco fa ai mass media di tutto il mondo dagli industriali che producono la benzina verde: per produrre un litro di biocombustibile possono servire oltre 2.000 litri di acqua: una quantità tre volte maggiore del previsto, uno schiaffo morale e non solo al problema della carenza d’acqua nel pianeta. In conclusione i ricercatori del Minnesota hanno detto: «Il rischio è che, alla fine, l’energia generata dall’etanolo sia minore di quella necessaria per produrlo».

(Fonte Accademia Kronos )

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

Una tecnologia sorprendente : la levitazione quantistica potrebbe aprire la porta a veicoli galleggianti

by Molly Cotter

 Levitazione non è solo per il mago Houdini . Un team di ricercatori della Tel-Aviv University ha scoperto un modo per rendere gli oggetti fluttuanti a mezz’aria con un processo chiamato levitazione quantistica e pensano che la tecnologia potrebbe anche portare ad alternative galleggianti per i veicoli alimentati a gas tradizionali. La loro dimostrazione  comporta l’uso di un singolo wafer di zaffiro (come in anello principessa Kate !) rivestito con un sottile strato di un materiale chiamato  ossido di bario ittrio rame e recentemente ha entusiasmato le folle dell’Associazione Scienza-Technoloy Centers (ASTC) Conferenza annuale . L’azoto liquido utilizzato per congelare il disco diffonde fuori una nebbia fredda che rende l’esperimento ancora più scenografico.

 La scoperta si  basa sul rapporto tra  superconduttori e  magneti i quali “si odiano e si respingono” istantaneamente. Dal momento che il superconduttore particolare che hanno usato era estremamente sottile le onde magnetiche penetrano lo zaffiro attraverso punti dei deboli chiamati tubi di flusso . I tubi sono bloccati all’interno del superconduttore permettendo a questi di galleggiare, ruotare e anche muoversi a mezz’aria.

Questo tipo di tecnologia è nella sua fase iniziale ma diversi gruppi economici stanno già pensando a come applicarla. Potrebbe esserci un’auto galleggiante finalmente nel nostro prossimo futuro?

rubrica a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Per l’Ambiente è stato un 2010 di alti e bassi ( Econota 51 )

marzo 5, 2011

 2010. Per l’ambiente un anno di alti e bassi

Dal disastro Deep Water Horizon all’allarme biodiversità

Dal peggior disastro petrolifero della storia, all’allarme lanciato per l’anno mondiale della biodiversità, al caldo record in Russia, gli eventi, i fatti e i dati più importanti in campo ambientale nell’anno 2010.

Deepwater Horizon: il disastro da 40 milardi di dollari della piattaforma Bp è stata la più grande catastrofe petrolifera accidentale nella storia. (more…)

Diminuire il consumo di carne, lo chiedono cento scienziati

settembre 26, 2010

Sono mesi che il nostro blog sta portando avanti una politica di informazione sui pericoli derivanti da un aumento smisurato ed inarrestabile di consumo di carni animali, dal quale ne deriva di conseguenza  un allarmante espandersi degli allevamenti in proporzione alle richieste causate da un’offerta esagerata e senza scrupoli. Recentemente nei Paesi Bassi si è costituito un gruppo di cento scienziati che, dopo uno studio ed un’indagine accurati, hanno deciso di lanciare un disperato allarme: stop agli allevamenti zootecnici di tipo industriale! (more…)

Legno rinnovabile ( Econota 11 )

marzo 20, 2010

 C’era una volta, come fonte di energia, il legno che il Solefabbrica” e reintegra continuamente, anno dopo anno, secolo dopo secolo. Per migliaia, anzi diecine di migliaia di anni il legno è stato il combustibile con cui i nostri antichi progenitori scaldavano le caverne; poi sempre col calore del legno, hanno imparato a cuocere e conservare gli alimenti; poi ancora più tardi hanno imparato a scaldare l’argilla per farne vasi, poi a trasformare i minerali in metalli. A mano a mano che si perfezionava la tecnologia, l’uso del legno come fonte di calore si è fatto sempre più intenso al punto che sono state tagliate intere foreste, lasciando al loro posto terre desolate, terreni esposti all’erosione e alle frane con conseguenti alluvioni, come denunciava, già nel Cinquecento, Giorgio Agricola (1494-1555), l’autore di un celebre trattato di tecnologia mineraria e metallurgica. (more…)

Il dolore della carne… ( Famiglie d’Italia news )

marzo 9, 2010

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Riprendiamo una rubrica tenuta in soffitta per qualche tempo. Periodicamente daremo risalto a quelle news che in qualche modo, pur essendo importanti, vengono ” dimenticate ” o non prese nella giusta considerazione. Il successo che stanno ottenendo su questo blog le ” econote ” di Paolo Broglio, mi confermano che la strada intrapresa, cioè quella di informarvi culturalmente su argomenti vitali ma a volte sottovalutati, sia la strada giusta. Per cui, tanto per battere il ferro quando è ancora caldo, pongo alla vostra attenzione un articolo di Marco Marcassola, pubblicato il 5 marzo dal Manifesto.it… Buona lettura, se ce la fate fino in fondo.  Umberto Napolitano

Il dolore della carne
Il dolore della carne. Racconti di ordinari stermini
05-03-2010 – Fonte: Il Manifesto.it

Il dolore DELLA CARNE 

RACCONTI DI ORDINARI STERMINI 

Oggetto spesso di sospetto e di ironia, i vegetariani trovano ora in Jonathan Safran Foer un autorevole e appassionato portavoce. Con il suo ultimo libro, «Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?», lo scrittore statunitense, sulla scia di Isaac Bashevis Singer e di J.M. Coetzee, denuncia gli orrori delle multinazionali dell’allevamento e del macello. (more…)

Da Uno Mattina…Se niente importa, perché mangiamo gli animali ?

marzo 6, 2010

Ieri, ogni telespettatore sintonizzandosi su Uno Mattina ha potuto godere dei privilegi che la Rai è capace di offrire quando svolge il proprio lavoro con attenzione e professionalità, fedele alla verità, indipendentemente dagli interessi che possono essere ” disturbati “. La foto a lato offre un primo piano di Jonathan Safran Foer, giovane scrittore statunitense autore di best seller, nonché l’ultimo e sconvolgente ” Se niente importa, perchè mangiamo gli animali? ” E’ stato ospite in diretta con un collegamento internazionale, durante il quale ha commentato la veridicità di un servizio appena andato in onda nel quale si vedevano animali di tutte le razze nati esclusivamente per il soddisfacimento nutrizionale del nostro corpo, tenuti in cattività in modo crudele e disumano, ammassati l’uno sull’altro, costretti a cibarsi dei propri escrementi o portati ad atti di cannibalismo verso loro simili, colti da crisi di pazzia incontrollabile… una vergogna indescrivibile. Il giovane autore ha spiegato come 55 miliardi di animali destinati al ” consumo ” occupino un terzo del pianeta e siano la causa di oltre il 50% per cento dei gas serra nel mondo ( vedi nostro post del 9 novembre 2009, dal titolo ”  ” ). (more…)

Non solo carne… per stare meglio

novembre 9, 2009

allevamentiGiorni fa è trapelata una notizia sulla quale, stranamente, l’interesse dei media ha sorvolato con sufficienza, per non dire disinteresse assoluto. E dire che l’importanza della rivelazione è epocale: oltre la metà  dei gas serra prodotti dall’uomo sono emessi dagli allevamenti industriali di bestiame. Non sono i fumi delle nostre auto o delle ciminiere delle grandi fabbriche, bensì galline, pecore e mucche cresciuti e macellati a milioni giornalmente per alimentarci e…avvelenarci. (more…)