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Mangiare e dormire bene per tenersi in forma ( Famiglie d’Italia Interesting News )

settembre 24, 2012

Dormire bene: la cena perfetta

Certe cattive abitudini alimentari, l’assunzione di cibi molto dolci o molto proteici a cena, un eccessivo consumo di vino o di altri alcolici…Tutto ciò può provocare disturbi digestivi o circolatori che si manifestano, soprattutto in estate, con la difficoltà di addormentarsi. La prima regola è limitare la quantità di cibo e poi cercare di cenare entro le 21,00.

Ecco quali sono i cibi amici per dormire bene.

Albicocche Potassio e vitamine del gruppo B contrastano il nervosismo  e calmano favorendo un sonno profondo. Le albicocche sono efficaci anche se consumate secche.

Pesche

Oltre al potassio e alle vitamine del gruppo B le pesche favoriscono vitamina E e acido tartarico, che aumentano il rilassamento e sono superidratanti.

Avena Ricca di sali minerali e vitamine, nonchè di preziosi oligoelementi  come il cobalto e lo zinco, l’avena riequilibra il sistema linfatico e favorisce il sonno, rilassando i muscoli e ottimizzando la traspirazione cutanea. Va consumata lessa.

I cibi da evitare

Il sale Nemico numero uno del buon sonno favorisce la ritenzione dei liquidi, impedisce un buon rilassamento muscolare, interferisce con l’azione degli ormoni che regolano il ritmo sonno/veglia.

Frutta secca L’acido linoleico associato alle proteine fornisce energia lentamente. Questo meccanismo, molto utile durante il giorno, diventa problematico di sera.

Formaggi stagionatiProteine e grassi, vitamine liposolubili e tanto calcio immediatamente disponibile rallentano l’assorbimento del magnesimo. Meno magnesio si traduce in minor rilassamento muscolare, maggiore ansia e insonnia.

Fonte: Genius Food

La dieta antistress

Stanche, con nervi a fior di pelle e poco concentrate: capita spesso di sentirsi così e come prima reazione ci si coccola con il cibo. Secondo gli esperti è l’aumento di cortisolo, l’ormone dello stress, a determinare i chili di troppo e la fame nervosa, mentre la carenza di altre sostanze porta l’organismo ad abbassare la soglia dello stress e a rallentare le capacità di reazione. In entrambi i casi, il cibo riveste un ruolo determinante. Il cortisolo vien prodotto dall’organismo con un ritmo circadiano e i suoi livelli nel sangue, più alti al mattino, scendono verso sera. Inoltre, la sua produzione può aumentare in seguito a digiuni prolungati  o a pasti iperproteici.  Come affrontare quindi la fame nervosa e rafforzarsi? Semplice: occorrono cibi nutrienti, abbinamenti corretti e cotture adeguate; poi, un menu vario e appagante, con pasti completi e ricette gustose. Per finire, si  anche a qualche piccola trasgressione, come un muffin integrale a colazione o un quadretto di cioccolato fondente verso sera.

La dieta punta sugli alimenti amici del sistema nervoso  (ricchi di vitamina C e del complesso B, calcio magnesio, zinco, selenio, triptofano e omega 3) per contrastare la fame nervosa e rafforzare le difese dell’organismo, aumentando la resistenza psicofisica allo stress. Il risultato è una dieta adatta a tutti, in particolar modo a chi ha difficoltà a seguire schemi molto rigidi e a chi, nonostante qualche rinuncia, non riesce a smaltire i chili di troppo.

La migliore strategia è quella di nutrire soprattutto il cervello. Tra i cibi che vi riescono meglio ci sono i pesci ricchi di omega3 e la frutta oleosa, buona fonte di  acido alfa-linolenico (Ala). Due acidi grassi essenziali  che fortificano la memoria e proteggono il cervello da malattie degenerative. Si, poi a carne bianca e cereali integrali, ricchi di vitamine del gruppo B che convertono carboidrati  e grassi in energia per la mente. Inoltre, ad ogni pasto è prevista una buona dose di vegetali ricchi di vitamina C e di flavonoidi che, oltre a proteggere le cellule cerebrali dai danni dell’ossidazione rigenerano i tessuti regalando prontezza di riflessi e maggiore energia psicofisica.

Alcuni consigli utili per contrastare la fame da stress sono:

-bere due litri di acqua al giorno: l’acqua idrata il fisico e diminuisce la produzione di cortisolo,

-non saltare lo spuntino e la merenda: mangiare poco e spesso  regolarizza il metabolismo  e favorisce l’equilibrio ormonale  e il dimagrimento,

-dopo cena si ad uno spuntino facoltativo  a base di 2 fette di ananas e 1 quadratino di cioccolato fondente (80% di cacao amaro),

-condire con olio extravergine di oliva spremuto a freddo anche da alternare con olio di semi di lino o di girasole: la dose giornaliera è di due cucchiai da tavola,

-non perdere mai la fiducia in se stesse e, anche se qualche volta si sgarra, continuare la dieta.

by admin in salute  fonte: Tra genio e follia

( Famiglie d’Italia Interesting News )

Rubrica a cura di Sabrina Parini

Famiglie                        d’Italia

Cibo spazzatura e cibo buono: a noi la scelta! ( Estate Ecologica News )

settembre 5, 2012

Il cibo spazzatura provoca l’Alzheimer

Sapete cosa succede quando si alimenta un topo per nove mesi con del cibo ad alto contenuto di grassi e di zuccheri? Insomma, quando si alimenta con del cibo spazzatura? Sviluppa i segni del morbo di Alzheimer.

Questo è quello che i ricercatori svedesi hanno scoperto in recenti studi pubblicati dal Karolinska Institutet dell’Alzheimer Disease Research.

I ricercatori stavano cercando di verificare gli effetti dei fast food e del cibo spazzatura su persone con la variante del gene apoE4, che è presente dal 15 al 20 per cento degli esseri umani e cosa hanno scoperto? Che esso favorisce lo sviluppo del morbo di Alzheimer.   

I topi con la variante del gene stesso, utilizzati per l’esperimento, sono stati alimentati per nove mesi con del cibo classico da fast food,e dopo il periodo di tempo indicato, si è notato che essi sviluppavano i grovigli cerebrali anomali e delle modificazioni chimiche indicative della malattia di Alzheimer.In altre parole, fuori dal regno del linguaggio scientifico: i fast food rendono stupidi! O almeno rendono i topi stupidi.

Gli esperimenti umani sono in corso in America fin dagli albori dell’industria del fast food e il fatto che il fast food renda la gente stupida non è esattamente una novità. In altre parole, rimpinzarsi di cibo spazzatura non solo fa ingrassare, ma potrebbe anche portare a demenza, avvelenando il cervello.

Per la precisione grosse quantità di alimenti grassi e zuccherati danneggiano il cervello interrompendo il suo approvvigionamento di insulina. Nel diabete di tipo 2, la forma più comune della malattia, i cibi non sani portano  le cellule del corpo a diventare resistenti all’insulina di cui hanno bisogno per convertire lo zucchero in energia.

La rivista New Scientist, ha dichiarato che qualcosa di simile potrebbe accadere nella malattia di Alzheimer,  dove a causa di una cattiva alimentazione, verrebbe impedito alle cellule del cervello di rispondere adeguatamente all’insulina. L’insulina è necessaria per la regolamentare delle sostanze chimiche del cervello, a loro volta fondamentali per la memoria e l’apprendimento, per fare e rafforzare le connessioni tra le cellule del cervello e per mantenere in salute i vasi sanguigni che alimentano il cervello di sangue e ossigeno.

( di Patrizia Musso: fonte Mamme Oggi )

Cibo e benessere: i capperi

I capperi, pianta tipica delle regioni meridionali  italiane, cresce spontanea nei luoghi aridi  e la si può riconoscere in primavera per la presenza di caratteristici fiori di grand dimensioni  di colore banco tendente al rosato:  sono proprio i fiori ancora chiusi che vengono staccati dalle piante in primavera per essere utilizzati in cucina.

i capperi migliori sono quelli di piccole dimensioni, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, perché sono molto più ricchi di sapore  di quelli più grandi. In commercio si trovano  conservati sotto slae, in salamoia o sott’aceto: sicuramente i migliori sono quelli sotto sale perché questo metodo di conservazione consente  di mantenere inalterato tutto il loro sapore. Bisogna solo fare attenzione  alla quantità di sale da aggiungere nella preparazione, perchè i capperi sono già abbastanza saporiti, specialmente se abbinati  con acciughe sotto sale  o sott’olio e olive.

Con olive epomodori rappresentano uno dei simboli della cucina mediterranea. Grazie alla loro verstilità, conviene tenerne sempre in dispensa un barattolino:  si conservano a lungo senza problemi e possono essere utilizzati  per preparare veloci condimenti per pasta, carni e pesci gustose salsine per verdure e antipasti.

Comunque siano conservati, prima delll’utilizzo vanno  sciacquati bene sotto l’acqua corrente e asciugati con cura. I  capperi vanno aggiunti preferibilmente a fine cottura, in modo che il loro sapore rimanga inalterato, salvo diversamente indicato.

I capperi hanno proprietà digestive, diuretiche e protettive del fegato. Sono consigliati anche a chi sofre di digestione lenta e sonnolenza dopo i pasti.

fonte: Genius Food

Estate Ecologica News

Rubrica a cura di Sabrina Parini

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