Posts Tagged ‘Gesù’

Le origini della Festa della Mamma

maggio 10, 2015
Oggi è il giorno di una delle feste più belle del nostro calendario: la Festa della Mamma. I bambini in questo giorno esprimono l’amore a colei che ha dato loro la vita con piccoli doni per lo più creati dalle loro stesse mani. Famiglie d’Italia vuole rendere onore a questa festa offrendovi  la possibilità di ascoltare una delle canzoni più dolci dedicate alle mamme, quella incisa da una giovane e bellissima Anna Identici, ed un post, pescato in rete,  edito da digilander.libero.it, che racconta del perché e delle origini della festa. Buona festa a tutte le mamme del mondo.

Le origini della festa della mamma

Una mamma molto festeggiata nell’antichità era Rhea, sposa di Crono e madre degli dei greci.
A causa di una profezia, Crono temeva di essere un giorno spodestato da suo figlio. Per impedire alla profezia di avverarsi, ingoiava tutti i figli che Rhea partoriva.
Questi non morivano, perchè gli dei sono immortali, ma rimanevano imprigionati nelle fauci di Crono.
Disperata e incinta Rhea decise di nascondersi in una caverna del monte Ida nell’isola di Creta, dove dette alla luce in gran segreto Zeus.
Quando tornò da Crono gli portò un fagottino contenente una pietra, che Crono ingoiò pensando fosse suo figlio!
I Greci dedicavano a Rhea un giorno di festeggiamenti ogni anno.
Il culto di Rhea si diffuse anche in Asia minore e tra i Romani, che la chiamarono Cibele.
Cibele era ritenuta la madre di Giove, Giunone, Nettuno, Cerere e Plutone.

La dea Cibele

Era la personificazione della Madre Terra, protettrice della vegetazione e dell’agricoltura e veniva raffigurata come una matrona seduta in trono fra due leoni.
Nel mese di maggio i Romani dedicavano un’intera settimana di festeggiameni, detta “Floralia”, a Cibele, alla primavera e ai fiori.

Ntività di Giotto

Come tutte le feste pagane, esse si fusero con le celebrazioni cristiane e Maria, madre di Gesù, divenne presto un importante oggetto di culto.
La sostituzione del culto di Cibele con il culto della Madonna sembra sia avvenuto fin dalla nascita della chiesa cristiana e non a caso oggi il mese dedicato a Maria è proprio il mese di maggio.
In Inghilterra fin dal 1600 si festeggia il “Mothering Sunday” o domenica della mamma la quarta domenica di Quaresima: è una data che cambia ogni anno, ma cade sempre in marzo.
Le origini del Mothering Sunday sono legate al fatto che a quell’epoca molti appartenenti alle classi più povere lavoravano come servitori per le famiglie ricche e nobili.
Spesso essi vivevano nelle case dei loro padroni: durante il Mothering Sunday avevano un giorno libero per tornare a casa e passare un po’ di tempo con le loro madri.
Spesso si preparava un dolce speciale, chiamato mothering cake.
Nel 1914 gli Stati Uniti istituirono la “Giornata nazionale della mamma” su proposta di Anna M. Jarvis (1864-1948). Anna era molto legata alla madre, un’insegnante della Andrews Methodist Church di Grafton, nel West Virginia.

Quando la madre morì, lasciandola sola con la sorella cieca Elsinore, Anna cominciò a scrivere lettere a persone influenti, come ministri, uomini d’affari e membri del Congresso perchè venisse celebrata una festa nazionale dedicata alle madri, in modo che tutti i figli potessero dimostrare attenzione e affetto alla propria mamma mentre questa era ancora viva.
Grazie ai suoi sforzi, la prima Festa della mamma fu festeggiata a Grafton e l’anno dopo a Filadelfia: era il 10 maggio 1908.
Anna Jarvis scelse come simbolo di questa festa il garofano, fiore preferito dalla madre: rosso per le mamme in vita, bianco per le mamme scomparse.
La campagna di Anna Jarvis e dei suoi sostenitori continuò finchè nel 1911 il Mother’s Day fu celebrato in quasi ogni stato dell’Unione.
Nel 1914 il presidente americano Woodrow Wilson decretò il Mother’s Day festa nazionale, che doveva tenersi ogni anno nella seconda domenica di maggio.
Oltre agli Stati Uniti questa data è stata adottata da Danimarca, Finlandia, Turchia, Australia e Belgio.
In Norvegia viene celebrata la seconda domenica di febbraio, in Argentina la seconda di ottobre; in Francia la festa della mamma cade l’ultima domenica di maggio ed è celebrata come compleanno della famiglia.
In Italia la Festa della mamma si festeggia la seconda domenica di maggio, come negli Stati Uniti.

I simboli di questa festa sono il rosso, il cuore e la rosa, che più di ogni altro fiore rappresenta l’amore e la bellezza e sa testimoniare l’affetto e la riconoscenza dei figli.
Oltre ai fiori anche i cioccolatini e i profumi sono un regalo classico per la Festa della mamma!

 

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
famigli d'italia

Perché si festeggia la Pasquetta ( Post rewind )

aprile 6, 2015

Così come ho fatto per il giorno di Santo Stefano, il giorno successivo al Santo Natale, anche per il Lunedì dell’Angelo, o Pasquetta, sono andato a cercare su ” san ” Google informazioni a riguardo e, come al solito, grazie a Wikipedia ho ottenuto le risposte che desideravo e che vi riporto fedelmente.

(Annibale Carracci- Le pie donne al sepolcro)

Festa religiosa

Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salome andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e cercavano di capire cosa fosse successo, quando apparve loro un angelo che disse: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto” (Mt 28,5-6). E aggiunse: “Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli”, ed esse si precipitarono a raccontare l’accaduto agli altri.

Per motivi incomprensibili la tradizione ha spostato questi fatti dalla mattina di Pasqua al giorno successivo. Forse perché i Vangeli indicano “il giorno dopo la Pasqua”, ma evidentemente quella a cui si allude è la Pasqua ebraica, che cadeva di sabato. Non è mai esistito un “lunedì” in cui l’angelo è apparso alle donne, come tutti sappiamo questo è successo la mattina di Pasqua.

Il lunedì dell’Angelo è giorno dell’ottava di Pasqua, ma non è giorno di precetto per i cattolici, cosa che comporterebbe l’obbligo di partecipare alla santa messa.

Festa civile

Civilmente il lunedì di Pasqua è un giorno festivo, introdotto dallo Stato italiano nel dopoguerra, e che è stato creato per allungare la festa della Pasqua, così come è avvenuto per il 26 dicembre, indomani di Natale o il Lunedì di Pentecoste (giorno festivo in Alto Adige e quasi in tutt’Europa.)

Tradizioni

Il lunedì dell’Angelo, in Italia, è un giorno di festa che generalmente si trascorre insieme con parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata, pic-nic sull’erba e attività all’aperto. Una interpretazione di questa tradizione potrebbe essere che si voglia ricordare i discepoli diretti adEmmaus. Infatti, lo stesso giorno della Resurrezione, Gesù appare a due discepoli in cammino verso Emmaus a pochi chilometri da Gerusalemme: per ricordare quel viaggio dei due discepoli si trascorrerebbe, dunque, il giorno di Pasquetta facendo una passeggiata o una scampagnata “fuori le mura” o “fuori porta”.

In questo giorno, secondo la tradizione napoletana, vengono consumati: casatiello, frittata di maccheroni, salame, uova sode, carciofi arrostiti e naturalmente la pastiera.

Nel mondo

Evidenziati in giallo i paesi del mondo nei quali è festivo il lunedì di Pasqua.

Sperando di aver soddisfatto il desiderio di apprendere da parte dei non totalmente ” edotti “, auguro a tutti una bella scampagnata contornata da un tiepido e festoso sole primaverile. Buona Pasquetta a tutti!
 
Umberto Napolitano
famigli d'italia

Sogno di Natale ( I racconti di Natale di Famiglie d’Italia )

dicembre 23, 2014

Pirandello

SOGNO DI NATALE
brano di Luigi Pirandello

Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia come l’impressione d’una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione. Ma l’anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza, dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento, non tanto però che bastasse al bisogno che provavo di rivivere, fors’anche per un minuto, la vita come immaginavo si dovesse in quel punto svolgere in essi.

Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù; innanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena; eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori… E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella, per godere della raccolta festa degli altri; mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo:

– Buon Natale – e sparivo…

Ero già entrato così, inavvertitamente, nel sonno e sognavo. E nel sogno, per quelle vie deserte, mi parve a un tratto d’incontrar Gesù errante in quella stessa notte, in cui il mondo per uso festeggia ancora il suo natale. Egli andava quasi furtivo, pallido, raccolto in sé, con una mano chiusa sul mento e gli occhi profondi e chiari intenti nel vuoto: pareva pieno d’un cordoglio intenso, in preda a una tristezza infinita.

Mi misi per la stessa via; ma a poco a poco l’immagine di lui m’attrasse così, da assorbirmi in sé; e allora mi parve di far con lui una persona sola. A un certo punto però ebbi sgomento della leggerezza con cui erravo per quelle vie, quasi sorvolando, e istintivamente m’arrestai. Subito allora Gesù si sdoppiò da me, e proseguì da solo anche più leggero di prima, quasi una piuma spinta da un soffio; ed io, rimasto per terra come una macchia nera, divenni la sua ombra e lo seguii.

Sparirono a un tratto le vie della città: Gesù, come un fantasma bianco splendente d’una luce interiore, sorvolava su un’alta siepe di rovi, che s’allungava dritta infinitamente, in mezzo a una nera, sterminata pianura. E dietro, su la siepe, egli si portava agevolmente me disteso per lungo quant’egli era alto, via via tra le spine che mi trapungevano tutto, pur senza darmi uno strappo.
Dall’irta siepe saltai alla fine per poco su la morbida sabbia d’una stretta spiaggia: innanzi era il mare; e, su le nere acque palpitanti, una via luminosa, che correva restringendosi fino a un punto nell’immenso arco dell’orizzonte. Si mise Gesù per quella via tracciata dal riflesso lunare, e io dietro a lui, come un barchetto nero tra i guizzi di luce su le acque gelide.
A un tratto, la luce interiore di Gesù si spense: traversavamo di nuovo le vie deserte d’una grande città. Egli adesso a quando a quando sostava a origliare alle porte delle case più umili, ove il Natale, non per sincera divozione, ma per manco di denari non dava pretesto a gozzoviglie.

– Non dormono… – mormorava Gesù, e sorprendendo alcune rauche parole d’odio e d’invidia pronunziate nell’interno, si stringeva in sé come per acuto spasimo, e mentre l’impronta delle unghie restavagli sul dorso delle pure mani intrecciate, gemeva: – Anche per costoro io son morto…

Andammo così, fermandoci di tanto in tanto, per un lungo tratto, finché Gesù innanzi a una chiesa, rivolto a me, ch’ero la sua ombra per terra, non mi disse:

– Alzati, e accoglimi in te. Voglio entrare in questa chiesa e vedere.

Era una chiesa magnifica, un’immensa basilica a tre navate, ricca di splendidi marmi e d’oro alla volta, piena d’una turba di fedeli intenti alla funzione, che si rappresentava su l’altar maggiore pomposamente parato, con gli officianti tra una nuvola d’incenso. Al caldo lume dei cento candelieri d’argento splendevano a ogni gesto le brusche d’oro delle pianete tra la spuma dei preziosi merletti del mensale.

– E per costoro – disse Gesù entro di me – sarei contento, se per la prima volta io nascessi veramente questa notte.

Uscimmo dalla chiesa, e Gesù, ritornato innanzi a me come prima posandomi una mano sul petto riprese:

– Cerco un’anima, in cui rivivere. Tu vedi ch’ìo son morto per questo mondo, che pure ha il coraggio di festeggiare ancora la notte della mia nascita. Non sarebbe forse troppo angusta per me l’anima tua, se non fosse ingombra di tante cose, che dovresti buttar via. Otterresti da me cento volte quel che perderai, seguendomi e abbandonando quel che falsamente stimi necessario a te e ai tuoi: questa città, i tuoi sogni, i comodi con cui invano cerchi allettare il tuo stolto soffrire per il mondo… Cerco un’anima, in cui rivivere: potrebbe esser la tua come quella d’ogn’altro di buona volontà.

– La città, Gesù? – io risposi sgomento. – E la casa e i miei cari e i miei sogni?
– Otterresti da me cento volte quel che perderai – ripeté Egli levando la mano dal mio petto e guardandomi fisso con quegli occhi profondi e chiari.
– Ah! io non posso, Gesù… – feci, dopo un momento di perplessità, vergognoso e avvilito, lasciandomi cader le braccia sulla persona.

Come se la mano, di cui sentivo in principio del sogno l’impressione sul mio capo inchinato, m’avesse dato una forte spinta contro il duro legno del tavolino, mi destai in quella di balzo, stropicciandomi la fronte indolenzita. E qui, è qui, Gesù, il mio tormento! Qui, senza requie e senza posa, debbo da mane a sera rompermi la testa.

(Racconto di Natale di Luigi Pirandello)

 Buone Feste

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Le origini dell’Albero di Natale e dei suoi addobbi

dicembre 19, 2014

 

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L’albero di natale
Molte leggende narrano che l’abete è uno degli alberi dal giardino dell’Eden.
Una narra che l’abete è l’albero della Vita le cui foglie si avvizzirono ad aghi quando Eva colse il frutto proibito e non fiorì più fino alla notte in cui nacque Gesù Bambino.

Un’altra leggenda narra che Adamo portò un ramoscello dell’albero del bene e del male con lui dall’Eden. Questo ramoscello più tardi divenne l’abete che fu usato per l’albero di Natale e per la Santa Croce.

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La stella di natale
In un piccolo villaggio messicano viveva una bambina di nome Altea, Giunse la notte di Natale e tutti andarono in chiesa con un piccolo dono per Gesù. Solo Altea rimase a casa perché non aveva nulla da donargli. All’improvviso apparve un angelo. «Perché sei così triste?» chiese alla bambina.

“Perché non ho nulla da portare a Gesù!” rispose Altea. Allora l’angelo le disse: “Tu hai una cosa molto importante da donare a Gesù: il tuo amore. Raccogli le frasche che crescono ai bordi della strada e portale in chiesa. Vedrai, il tuo dono sarà il più bello di tutti.”
Altea fece come le aveva detto l’angelo e depose un mazzo di frasche davanti all’altare. Mentre la bambina pregava le frasche si trasformarono in una pianta meravigliosa con foglie verdi e rosse: era nata la Stella di Natale.

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Le palle di natale
A Betlemme c’era un artista di strada molto povero che non aveva nemmeno un dono per il Bambino Gesù così egli andò da Gesù e fece ciò che sapeva fare meglio, il giocoliere, e lo fece ridere.
Questo è il perché ogni anno sull’albero di Natale appendiamo le Palle colorate – per ricordarci delle risate di Gesù Bambino.

 Buone Feste

Famiglie  d’Italia

Lo Spirito del Natale ( Famiglie d’Italia Rewind )

dicembre 18, 2014

Spesso gli adulti si dimenticano completamente dello Spirito del Natale, e aspettano ed usano questa festa solo per fare affari e guadagnare più soldi ( vedi i vergognosi ed ingiustificati ulteriori rincari dei carburanti di questi giorni ). Poi si lamentano che la maggior parte degli esseri umani li odino, come borbotta ringhiando il nostro vecchio zio Paperone, o, peggio ancora, restano indifferenti. Pensano soltanto ad accumulare denaro anche se ne posseggono già a iosa, denaro su denaro, poca importa se molti non abbiano un tozzo di pane ne un focolare dove scaldarsi… Così il mondo non può andare avanti e la crisi recente, non ancora passata, ne è la testimonianza più reale. Per fortuna esistono ancora i bambini,… quelli che un giorno saranno adulti, ma che ora sono ancora non del tutto intossicati ed avariati dalle  ” logiche dei grandi “. Ed è proprio tra loro che bisogna spulciare per trovare l’esistenza di messaggi di speranza. I nostri ragazzi, se osservati con amore e non con superficialità, possono indicarci i percorsi che abbiamo scordato, spronarci a ricomporre le regole che abbiamo disintegrato, e, soprattutto a riscoprire quello Spirito di Solidariatà che è l’unico che possa assicurare un futuro alla nostra umanità. Matteo, il giovane figlio di 11 anni di un mio carissimo amico, Stefano Micheli, è l’autore di un tema scolastico scritto poco prima dell’inizio delle vacanze: il padre me lo ha mostrato con orgoglio per la semplicità del contenuto e per i  valori espressi. Attraverso la sua pubblicazione voglio rendere onore alle nuove generazioni affinché siano il faro dei nostri ravvedimenti.

LO SPIRITO DEL NATALE Tra breve sarà Natale, la festività più adorata dai bambini: per loro è un momento magico. Questa festa la ricordo anche io, il 25 dicembre, un momento di armonia e di felicità da condividere con gli altri. Io, però, il 24 dicembre festeggio il mio compleanno e quindi non possono mancare i regali, in abbondanza ma,… il Natale non significa solo questo, vuol dire anche stare vicino ai bisognosi, agli anziani, ai malati e alla famiglia. Prima che arrivi, bisogna preparare ed addobbare la casa con presepi e alberi natalizi ma, bisogna prepararsi anche dentro, con preghiera e meditazione. Non per tutti, però, esiste addobbare la casa, perché sono senza tetto, o stare vicino alla famiglia, perché sono orfani.  Quindi è carino aiutare queste persone per strappargli un sorriso di Buon Natale. Festeggiare il Natale vuol dire anche avere almeno un grande desiderio da esprimere; il mio è che tutti possano essere felici e dire “auguri e buone feste”. Auguro un Buon Natale a tutti ed in particolare alla mia famiglia. Questa festa serve per stare insieme e non è solo Babbo Natale che arriva con i regali: è anche una preparazione di preghiera per la nascita di Gesù bambino. Io spero che questo Natale si possa festeggiare con tanto amore e con la felicità di tutti, perché è una cosa veramente importante, lo so magari non si potrà fare, ma l’importante è che aiutiamo gli altri e che la nostra stella cometa continui a brillare, insieme ai nostri amici, anche a quelli che non ci sono più, come la maestra Rossella che voglio ricordare perché lei ha aiutato noi. Auguri di Buon Natale e Felice anno Nuovo.

Matteo Micheli

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Perché si festeggia la Pasquetta ( Post Rewind )

aprile 21, 2014

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Così come ho fatto per il giorno di Santo Stefano, il giorno successivo al Santo Natale, anche per il Lunedì dell’Angelo, o Pasquetta, sono andato a cercare su ” san ” Google informazioni a riguardo e, come al solito, grazie a Wikipedia ho ottenuto le risposte che desideravo e che vi riporto fedelmente.

(Annibale Carracci- Le pie donne al sepolcro)

Festa religiosa

Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salome andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e cercavano di capire cosa fosse successo, quando apparve loro un angelo che disse: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto” (Mt 28,5-6). E aggiunse: “Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli”, ed esse si precipitarono a raccontare l’accaduto agli altri.

Per motivi incomprensibili la tradizione ha spostato questi fatti dalla mattina di Pasqua al giorno successivo. Forse perché i Vangeli indicano “il giorno dopo la Pasqua”, ma evidentemente quella a cui si allude è la Pasqua ebraica, che cadeva di sabato. Non è mai esistito un “lunedì” in cui l’angelo è apparso alle donne, come tutti sappiamo questo è successo la mattina di Pasqua.

Il lunedì dell’Angelo è giorno dell’ottava di Pasqua, ma non è giorno di precetto per i cattolici, cosa che comporterebbe l’obbligo di partecipare alla santa messa.

Festa civile

Civilmente il lunedì di Pasqua è un giorno festivo, introdotto dallo Stato italiano nel dopoguerra, e che è stato creato per allungare la festa della Pasqua, così come è avvenuto per il 26 dicembre, indomani di Natale o il Lunedì di Pentecoste (giorno festivo in Alto Adige e quasi in tutt’Europa.)

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Tradizioni

Il lunedì dell’Angelo, in Italia, è un giorno di festa che generalmente si trascorre insieme con parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata, pic-nic sull’erba e attività all’aperto. Una interpretazione di questa tradizione potrebbe essere che si voglia ricordare i discepoli diretti ad Emmaus. Infatti, lo stesso giorno della Resurrezione, Gesù appare a due discepoli in cammino verso Emmaus a pochi chilometri da Gerusalemme: per ricordare quel viaggio dei due discepoli si trascorrerebbe, dunque, il giorno di Pasquetta facendo una passeggiata o una scampagnata “fuori le mura” o “fuori porta”.

In questo giorno, secondo la tradizione napoletana, vengono consumati: casatiello, frittata di maccheroni, salame, uova sode, carciofi arrostiti e naturalmente la pastiera.

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Nel mondo

Evidenziati in giallo i paesi del mondo nei quali è festivo il lunedì di Pasqua.

Sperando di aver soddisfatto il desiderio di apprendere da parte dei non totalmente ” edotti “, auguro a tutti una bella scampagnata contornata da un tiepido e festoso sole primaverile. Buona Pasquetta a tutti!

Famiglie             d’Italia
Umberto Napolitano

 

Domenica delle Palme ( Famiglie d’Italia Rewind )

marzo 24, 2013

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Domenica delle Palme… dagli onori al calvario

E’ la domenica in cui Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme in sella ad un asino e la folla, che lo attende festante, ha steso mantelli  e tagliato rami di ulivi per onorarlo e osannarlo… la stessa folla che una settimana dopo ne chiederà la morte per crocifissione preferendo Barabba a Lui. Questa è la vita, così è la vita! Nulla è certo, nulla ti è dovuto! Devi conquistarti ogni piccola o grande cosa con fatica e costanza… e a volte non basta. Perché l’animo umano è mutevole e facilmente condizionabile: oggi ti osanna e domani ti crocifigge!

Ma con questa riflessione non intendo mandare un messaggio negativo, al contrario! Perché se il tuo apporto alla società è sincero e buono, come il buon vino migliorerà invecchiando. Forse potranno pestarti, chiuderti in una botte e dimenticarti in una cantina  per lungo tempo, ma il tuo esempio ed il tuo operato, se sono buoni e genuini come l’anima che li accompagna nel corpo che li avvolge, non saranno stati sprecati e potranno essere ripristinati, risorgere… tornare alla luce ed offrirsi al mondo come un buon bicchiere di vino gratificante e terapeutico.

Gesù, per ognuno di noi, con la sua vita terrena completa in tutte le sue sfaccettature, è il modello a cui attaccarsi in ogni momento di sconforto: la sua parola ed il suo esempio a favore dei deboli e dell’amore si sono spenti su una croce tra mille sofferenze e rinchiusi in un sepolcro senza apparente via di ritorno: ma se il corpo muore, l’anima sopravvive e con essa tutto ciò che di buono ha seminato. Sono passati più di 2000 anni e  Gesù è ancora fra noi per parlare e proporsi a chiunque lo cerchi… nella gioia e nel dolore.

Per notizie più dettagliate sulla Domenica delle Palme vi invito ad approfondire le vostre ricerche su Google a cominciare da  Domenica delle Palme – Wikipedia

Umberto Napolitano

 
Famiglie  d’Italia

Non aver paura” di esprimere “bontà e tenerezza…

marzo 20, 2013

papa

Non aver paura di esprimere  bontà e tenerezza nei confronti degli ultimi, i poveri ed i semplici “. Parole forti di Papa Francesco che ieri hanno echeggiato in tutto il mondo. La Chiesa si sveste degli sfarzi e riprende il compito assegnatole 2000 anni fa da Gesù: amore e tenerezza nei confronti dei più deboli, in una parola… carità cristiana. Molti ” potenti ” cominciano già a tremare, perché il messaggio è universale. Odio e rancore hanno portato solo  distruzione fisica e morale, amore e tenerezza ispireranno nuovi cambiamenti in positivo. La ” fine dei tempi ” tanto temuta altri non è che la fine dell’era dell’odio e della distruzione per aprirsi a quella nuova dove l’amore sia alla base della rinascita e del ricongiungimento spirituale a Dio ed ai suoi insegnamenti inviatici attraverso l’opera e il sacrificio di Gesù. Parole rivolte agli intellettuali, ai politici ai potenti… alla Chiesa stessa.

E già molti, oltre che a temere ed a storcere il naso, cominciano a mettere le mani avanti ed a frapporre dei paletti alla comunicazione gestuale semplice ed incisiva di Papa Bergoglio. Ieri sera ho assistito alla prima parte di ” Porta a Porta ” dove i vari intervenuti, tra cui Giuliano Ferrara, hanno più parlato con sottile ironia delle scarpe nere e grossolane del nuovo pontefice e dei suoi atteggiamenti ritenuti troppo umili e populistici, che del suo reale messaggio lanciato con forza al mondo intero. Non ho retto più di tanto ed ho preferito spegnere la Tv ed abbandonarmi ad un sonno ristoratore e rigeneratore  cercando di analizzare in me quanto  da lui comunicatomi nel pomeriggio dell’insediamento, ed ho cominciato ad intravedere una porta che finalmente sta per riaprirsi al buon senso ed alla speranza…  non esistono al mondo categorie privilegiate, ma solo uomini ognuno uguale davanti a Dio e responsabile delle proprie azioni. Che comincino a ricordarselo una volta per tutte, proprio tutti!… A cominciare appunto  dai rappresentanti di una certa Chiesa per estendersi agli intellettuali snob, ai politici arruffoni ed ai potenti accumulatori di ricchezza e vessatori: un cambio definitivo di marcia verso un futuro costruttivo più logico ed equilibrato.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

L’esaltazione dei gesti nell’umiltà del pontificato di Papa Bergoglio

marzo 15, 2013

Fede

Una svolta, una rivoluzione, un riavvicinarsi della Chiesa al popolo nell’esaltazione dei gesti come messaggio di cambiamento e di esempio per un pontificato che abbandoni gli sfarzi per ricongiungersi ai poveri e soccorrerli spiritualmente e materialmente. Papa Bergoglio lascia il crocifisso d’oro per indossarne uno di ferro che più si avvicini al martirio di Cristo, usa il pulmino per spostarsi e si propone per pagare il conto dell’albergo dove ha alloggiato. Un insieme di gesti come messaggio, d’ora in avanti, di un comportamento più umano  della Chiese che esce dal suo isolamento aureo per riconquistare l’uomo, per accompagnarlo in una preghiera reciproca che serva a riavvicinarci tutti a Dio ed al riuso del buon senso. Papa Francesco  riarma il popolo per aiutarlo a ribellarsi alla schiavitù materialistica, come fece la Compagnia di Gesù con gli indios nella loro rivolta alle repressioni dei conquistadores. Ma questa volta niente più uso della spada, solo il rinnovo della fede nella Croce per ritornare soldati di Gesù e riaffidarsi a Dio e riprendersi la vita.

Che non succeda come allora quando infine prevalse l’ingordigia dei conquistadores con il ripristino della schiavitù dei poveri indios, ma confidiamo in questo nuovo papa rifuggendo messaggi nefasti di chi tenta di offuscarne, per timore del cambiamento, immagine e propositi riesumando storie vecchie, solo raccontate e non provate, o predizioni nefaste che lo abbinino in qualche modo al temuto avvento di un Papa Nero…  Papa Francesco I si è presentato vestito di bianco per illuminare in pochi attimi le nostre anime e le nostre speranze.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Sogno di Natale ( I racconti di Natale di Famiglie d’Italia )

dicembre 24, 2011

SOGNO DI NATALE
brano di Luigi Pirandello

Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia come l’impressione d’una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione. Ma l’anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza, dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento, non tanto però che bastasse al bisogno che provavo di rivivere, fors’anche per un minuto, la vita come immaginavo si dovesse in quel punto svolgere in essi.

Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù; innanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena; eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori… E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella, per godere della raccolta festa degli altri; mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo:

– Buon Natale – e sparivo…

Ero già entrato così, inavvertitamente, nel sonno e sognavo. E nel sogno, per quelle vie deserte, mi parve a un tratto d’incontrar Gesù errante in quella stessa notte, in cui il mondo per uso festeggia ancora il suo natale. Egli andava quasi furtivo, pallido, raccolto in sé, con una mano chiusa sul mento e gli occhi profondi e chiari intenti nel vuoto: pareva pieno d’un cordoglio intenso, in preda a una tristezza infinita.

Mi misi per la stessa via; ma a poco a poco l’immagine di lui m’attrasse così, da assorbirmi in sé; e allora mi parve di far con lui una persona sola. A un certo punto però ebbi sgomento della leggerezza con cui erravo per quelle vie, quasi sorvolando, e istintivamente m’arrestai. Subito allora Gesù si sdoppiò da me, e proseguì da solo anche più leggero di prima, quasi una piuma spinta da un soffio; ed io, rimasto per terra come una macchia nera, divenni la sua ombra e lo seguii.

Sparirono a un tratto le vie della città: Gesù, come un fantasma bianco splendente d’una luce interiore, sorvolava su un’alta siepe di rovi, che s’allungava dritta infinitamente, in mezzo a una nera, sterminata pianura. E dietro, su la siepe, egli si portava agevolmente me disteso per lungo quant’egli era alto, via via tra le spine che mi trapungevano tutto, pur senza darmi uno strappo.
Dall’irta siepe saltai alla fine per poco su la morbida sabbia d’una stretta spiaggia: innanzi era il mare; e, su le nere acque palpitanti, una via luminosa, che correva restringendosi fino a un punto nell’immenso arco dell’orizzonte. Si mise Gesù per quella via tracciata dal riflesso lunare, e io dietro a lui, come un barchetto nero tra i guizzi di luce su le acque gelide.
A un tratto, la luce interiore di Gesù si spense: traversavamo di nuovo le vie deserte d’una grande città. Egli adesso a quando a quando sostava a origliare alle porte delle case più umili, ove il Natale, non per sincera divozione, ma per manco di denari non dava pretesto a gozzoviglie.

– Non dormono… – mormorava Gesù, e sorprendendo alcune rauche parole d’odio e d’invidia pronunziate nell’interno, si stringeva in sé come per acuto spasimo, e mentre l’impronta delle unghie restavagli sul dorso delle pure mani intrecciate, gemeva: – Anche per costoro io son morto…

Andammo così, fermandoci di tanto in tanto, per un lungo tratto, finché Gesù innanzi a una chiesa, rivolto a me, ch’ero la sua ombra per terra, non mi disse:

– Alzati, e accoglimi in te. Voglio entrare in questa chiesa e vedere.

Era una chiesa magnifica, un’immensa basilica a tre navate, ricca di splendidi marmi e d’oro alla volta, piena d’una turba di fedeli intenti alla funzione, che si rappresentava su l’altar maggiore pomposamente parato, con gli officianti tra una nuvola d’incenso. Al caldo lume dei cento candelieri d’argento splendevano a ogni gesto le brusche d’oro delle pianete tra la spuma dei preziosi merletti del mensale.

– E per costoro – disse Gesù entro di me – sarei contento, se per la prima volta io nascessi veramente questa notte.

Uscimmo dalla chiesa, e Gesù, ritornato innanzi a me come prima posandomi una mano sul petto riprese:

– Cerco un’anima, in cui rivivere. Tu vedi ch’ìo son morto per questo mondo, che pure ha il coraggio di festeggiare ancora la notte della mia nascita. Non sarebbe forse troppo angusta per me l’anima tua, se non fosse ingombra di tante cose, che dovresti buttar via. Otterresti da me cento volte quel che perderai, seguendomi e abbandonando quel che falsamente stimi necessario a te e ai tuoi: questa città, i tuoi sogni, i comodi con cui invano cerchi allettare il tuo stolto soffrire per il mondo… Cerco un’anima, in cui rivivere: potrebbe esser la tua come quella d’ogn’altro di buona volontà.

– La città, Gesù? – io risposi sgomento. – E la casa e i miei cari e i miei sogni?
– Otterresti da me cento volte quel che perderai – ripeté Egli levando la mano dal mio petto e guardandomi fisso con quegli occhi profondi e chiari.
– Ah! io non posso, Gesù… – feci, dopo un momento di perplessità, vergognoso e avvilito, lasciandomi cader le braccia sulla persona.

Come se la mano, di cui sentivo in principio del sogno l’impressione sul mio capo inchinato, m’avesse dato una forte spinta contro il duro legno del tavolino, mi destai in quella di balzo, stropicciandomi la fronte indolenzita. E qui, è qui, Gesù, il mio tormento! Qui, senza requie e senza posa, debbo da mane a sera rompermi la testa.

(Racconto di Natale di Luigi Pirandello)

Famiglie  d’Italia

Il perché dell’albero di Natale e le sue origini…

dicembre 19, 2011

Il Natale è ormai prossimo e tutti i bambini sono in fermento e, con loro, anche noi genitori e nonni. Il Natale è la festa più amata perché spesso riesce ad infondere amore e propositi buoni anche nei cuori più duri ed è in grado di far dimenticare per un po’ i problemi e le ” storture ” di un mondo che non riesce a convivere in armonia con se stesso. Chiaramente, il termine mondo è usato per significare l’umanità e non la natura, perché essa, se non modificata, è l’esempio più lampante di armonia e amore allo stato puri. Questo è il periodo in cui nelle case si allestiscono Presepi ed Alberi di Natale, e proprio di quest’ultimo e dei suoi componenti oggi vi vogliamo raccontare.

alberaccioL’albero di natale
Molte leggende narrano che l’abete è uno degli alberi dal giardino dell’Eden.
Una narra che l’abete è l’albero della Vita le cui foglie si avvizzirono ad aghi quando Eva colse il frutto proibito e non fiorì più fino alla notte in cui nacque Gesù Bambino.

Un’altra leggenda narra che Adamo portò un ramoscello dell’albero del bene e del male con lui dall’Eden. Questo ramoscello più tardi divenne l’abete che fu usato per l’albero di Natale e per la Santa Croce.

” L’immagine dell’albero come simbolo del rinnovarsi della vita è un tradizionale tema pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale e, in seguito, assimilato anche dal Cristianesimo. L’abete, essendo conifera sempreverde, facilmente richiama il perpetuarsi della vita anche in inverno. La derivazione dell’uso moderno da queste tradizioni, tuttavia, non è stato provato con certezza anche se sembra che sia nata a Tallinn, in Estonia nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, Raekoja Plats, attorno al quale giovani scapoli uomini e donne ballavano insieme alla ricerca dell’anima gemella. Tradizione poi ripresa dalla Germania nel XVI secolo espandendosi in tutto il mondo in un enorme business commerciale, trasformando l’Albero di Natale in un potenziale status symbol. ( fonte Wikipedia) “

stella-fi-natale-2La stella di natale
In un piccolo villaggio messicano viveva una bambina di nome Altea, Giunse la notte di Natale e tutti andarono in chiesa con un piccolo dono per Gesù. Solo Altea rimase a casa perché non aveva nulla da donargli. All’improvviso apparve un angelo. «Perché sei così triste?» chiese alla bambina.

“Perché non ho nulla da portare a Gesù!” rispose Altea. Allora l’angelo le disse: “Tu hai una cosa molto importante da donare a Gesù: il tuo amore. Raccogli le frasche che crescono ai bordi della strada e portale in chiesa. Vedrai, il tuo dono sarà il più bello di tutti.”
Altea fece come le aveva detto l’angelo e depose un mazzo di frasche davanti all’altare. Mentre la bambina pregava le frasche si trasformarono in una pianta meravigliosa con foglie verdi e rosse: era nata la Stella di Natale.

palle-di-nataleLe palle di natale
A Betlemme c’era un artista di strada molto povero che non aveva nemmeno un dono per il Bambino Gesù così egli andò da Gesù e fece ciò che sapeva fare meglio, il giocoliere, e lo fece ridere.
Questo è il perché ogni anno sull’albero di Natale appendiamo le Palle colorate – per ricordarci delle risate di Gesù Bambino.

 

introduzione a cura di
 
Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

1 luglio venerdì FESTA DEL SACRO CUORE DI GESU’

luglio 1, 2011

 

Venerdì dopo la domenica del Corpus Domini ( by Movimento per la vita )

La festa del S. Cuore di Gesù è stava voluta da Gesù stesso rivelando la sua volontà a S. Margherita Maria Alacoque. La festa insieme alla Comunione Riparatrice, l’Ora Santa, la Consacrazione,  la venerazione dell’immagine del Sacro Cuore, costituiscono le pratiche che Gesù stesso ha richiesto alle anime tramite l’umile Suora Santa Maria Margherita Alacoque come forme di amore e riparazione al suo Sacratissimo Cuore.

Così ella scrive nella sua autobiografia, nell’ottava della festa del Corpus Domini del 1675: “Una volta, in un giorno dell’ottava, mentre ero da­vanti al santo Sacramento, ricevetti dal mio Dio grazie straordinarie del suo amore e mi sentii tocca­ta dal desiderio di ricambiarlo in qualche modo e di rendergli amore per amore. Lui mi disse: «Non puoi darmi amore più grande che fare quanto già tante volte ti ho chiesto». Allora, rivelandomi il suo Cuo­re divino, aggiunse: «Ecco questo Cuore che ha tan­to amato gli uomini, che non si è mai risparmiato, fino a spossarsi e a consumarsi al fine di testimoniar loro il suo amore. Per riconoscenza ricevo dalla maggior parte degli uomini solo ingratitudini, irrive­renze e sacrilegi, insieme alla freddezza e al disprez­zo che mi usano in questo sacramento d’amore. Ma ciò che mi è ancora più doloroso è che, a trattarmi così, siano cuori che mi sono consacrati. Perciò ti chiedo che il primo venerdì dopo l’ottava del santo Sacramento sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore. In quel giorno ti comuniche­rai e gli tributerai un’ammenda d’onore, per ripara­re le indegnità che ha ricevuto durante il periodo in cui è stato esposto sugli altariTi prometto che il mio Cuore si dilaterà per effondere abbondantemente le grazie del suo divino amore su coloro che Gli renderanno quest’onore e procureranno che anche altri glielo rendano».

Si consiglia di prepararsi alla festa del Sacratissimo Cuore di Gesù:

– con una novena di preghiere, si cerchi in tutti i modi di assistere alla S. Messa tutti i giorni, ricevere con molto amorela S. Comunione, fare almeno mezz’ora di Adorazione Eucaristica, con il proposito di riparare le offese e gli oltraggi al S. Cuore;

– facendo fioretti offrendo in particolare il lavoro e le piccole croci quotidiane in riparazione di questo misericordiosissimo Cuore, sopportando con amore e con il sorriso le piccole croci della vita.

– Facendo spesso durante il giorno atti d’amore e comunioni spirituali tanto graditi dal Cuore dolcissimo di Gesù

Il giorno della festa del Sacratissimo Cuore di Gesù, come richiesto dallo stesso  Signore a S. Margherita occorre assistere alla S. Messa e ricevere la S. Comunione in spirito di riparazione e fare uno o più atti di riparazione per le offese che il Divin Cuore di Gesù riceve dagli uomini, in particolare le offese, gli oltraggi e irriverenze verso il Santissimo Sacramento. A chi gli renderà quest’ onore egli ha promesso: “il mio Cuore si dilaterà per effondere abbondantemente le grazie del suo divino amore su coloro che Gli renderanno quest’onore e procureranno che anche altri glielo rendano”   

“Ho una sete ardente di essere onorato dagli uomini nel santissimo Sacramento:  ma non trovo quasi nessuno che si adoperi ad estinguere la mia sete e corrisponda al mio amore” Gesù a S. Margherita 

 

ATTO DI RIPARAZIONE

Scritto da Sua Santità Pio XI per essere recitato pubblicamente nelle chiese nella festa del Cuore sacratissimo di Gesù

 Si concede l’indulgenza parziale al fedele che recita piamente questo atto di riparazione.

L’indulgenza è plenaria se lo si recita pubblicamente nella solennità del Sacro Cuoredi Gesù. 

Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine ripagato di oblio, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi, prostrati innanzi a te, intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini l’amantissimo tuo Cuore. Memori però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità, e provandone vivissimo dolore, imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia, pronti a riparare con volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che, errando lontano dalla via della salute, ricusano di seguire te come pastore e guida, ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del battesimo, hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge. E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profanazione dei giorni festivi, le ingiurie esecrande scagliate contro te e i tuoi santi, gli insulti lanciati contro il tuo Vicario e l’ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili sacrilegi onde è profanato lo stesso sacramento dell’amore divino, e infine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da te fondata. Ed oh potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti! Intanto come riparazione dell’onore divino conculcato, noi ti presentiamo, accompagnandola con le espiazioni della Vergine tua madre, di tutti i santi e delle anime pie, quella soddisfazione che tu stesso un giorno offristi sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovi sugli altari, promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l’aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l’indifferenza verso sì grande amore con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica, specialmente della carità, e di impedire inoltre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di te, e di attrarre quanti più potremo alla tua sequela. Accogli, te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per l’intercessione della beata Vergine Maria riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi nella tua obbedienza e nel tuo servizio fino alla morte con il gran dono della perseveranza, mediante il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni Dio per tutti i secoli dei secoli.

AMMENDA ONOREVOLE AL CUORE DI GESU’

Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e che dalla maggior parte di essi, e spesso da quelli che Egli ha prediletti, non riceve che ingratitudini ed oltraggi! Noi abbiamo sentito, o Signore i vostri gemiti e le vostre afflizioni. Voi stesso avete rivelato a S. Margherita Mara, discepola del vostro Cuore, che quest’ ingratitudine vi arreca maggior dolore di tutti i patimenti della vostra Passione. Se almeno, come dicevate, gli uomini che tanto amate vi ricambiassero anche  solo in parte del vostro amore, Voi stimereste come un nulla tutto quello che avete sofferto per essi. Noi vogliamo fin d’oggi, o Signore rendervi questo ricambio d’amore, procurando al vostro tenerissimo Cuore un qualche sollievo con la compassione dei nostri cuori riconoscenti. Oh! Potessimo anche noi vivere quella perfetta vita d’immolazione, d’abbandono e di amore, che il vostro Cuore così ardentemente desidera! Con Maria Maddalena, noi vogliamo spargere sui vostri piedi e sul vostro Sacratissimo Capo unguenti fragranti d’amore e di devozione. Con Santa Veronica noi ardentemente desideriamo consolarvi di tutti gli oltraggi da cui siete tanto amareggiato. Con la vostra SS. Madre, con S. Giovanni e con tutti i vostri devoti e fedeli amici del Calvario vogliamo risarcirvi dell’abbandono in cui vi lasciano tante anime a Voi care.Oh, potessimo con nostro zelo apostolico condurre a Voi tutti i cuori degli uomini! Amato sia da per tutto il Sacro Cuore di Gesù! Sia lodato, ringraziato e consolato da per tutto ora e sempre il Cuore adorabile di Gesù! Così sia.  

Genuflessi umilmente innanzi a Te, o Sacro Cuore di Gesù, rinnoviamo la no­stra consacrazione per riparare tutti gli oltraggi con un accrescimento di fedel­tà e d’amore. Quanto più si bestemmieranno i tuoi santi misteri,tanto più noi li crederemo.  Quanto più l’empietà si sforzerà di ra­pirci le nostre immortali speranze, tanto più spereremo in Te, unica speranza degli uomini. Quanto più i cuori ingrati resisteranno alle tue divine attrattive, tanto più noi ti ameremo, o Cuo­re amatissimo di Gesù. Quanto più sarà oltraggiata la tua Divi­na Maestà, tanto più noi la adoreremo. Quanto più le tue sante leggi saranno dimenticate e trasgredite, tanto più con diligenza le osser­veremo. Quanto più le tue adorabili virtù saran­no disconosciute, tanto più ci sforzeremo di prati­carle, o Cuore modello di ogni virtù. Quanto più i Sacramenti saranno di­sprezzati e abbandonati, tanto più li riceveremo con amo­re e con rispetto. Quanto più l’inferno si adoprerà per la rovina delle anime, tanto più ci infiammeremo del desiderio della loro salvezza. Quanto più il sensualismo e l’orgoglio tenderanno a distruggere l’abnegazio­ne e lo spirito di dovere, tanto più ci affezioneremo alla mortificazione e allo spirito di sa­crificio. Quanto più la Tua e nostra cara Madre Maria sarà bestemmiata nei singolari privilegi di cui l’arricchisti, tanto più la onoreremo, invocan­dola Madre nostra e Vergine Im­macolata. Quanto più la Chiesa e il Romano Pon­tefice saranno perseguitati e umiliati, tanto più li venereremo prestan­do loro fedelissima obbedienza.

Concedici, o Cuore di Gesù, di divenire tuoi veri discepoli e apostoli durante tutta la vita ed esser poi partecipi del­la tua gloria e del tuo gaudio nella bea­ta eternità. Amen. 

Amore del Cuore di Gesù, infiamma il mio cuore. Carità del Cuore di Gesù, diffonditi nel mio cuore. Forza del Cuore di Gesù, sostieni il mio cuore. Misericordia del Cuore di Gesù, perdona al mio cuore. Pazienza del Cuore di Gesù, non ti stancare del mio cuore. Regno del Cuore di Gesù, stabilisciti nel mio cuore.Sapienza del Cuore di Gesù, illumina il mio cuore. Volontà del Cuore di Gesù, disponi del mio cuore. Zelo del Cuore di Gesù, consuma il mio cuore. Vergine Immacolata, prega per noi il Sacro Cuore di Gesù.

fonte: Movimento per la vita 

Famiglie  d’Italia

Perché si festeggia la Pentecoste ( Famiglie d’Italia news )

giugno 13, 2011

Ieri ho partecipato nel Duomo di Desenzano del Garda, la mia città di residenza, ad una messa speciale nella quale veniva ricordata e festeggiata la Domenica di Pentecoste. Fin da bambino avevo sentito questo nome e, probabilmente, appreso di più in oratorio nelle lezioni precedenti il giorno della mia Prima Comunione. Però non ricordavo il significato e l’importanza di questa ricorrenza. Ed ho appreso dal parroco nella sua omelia che gli apostoli, dopo la morte di Gesù in croce, temendo una rappresaglia in qualità di suoi discepoli, erano andati a nascondersi per la paura in un luogo più sicuro. Ed è a quel punto che Gesù è riapparso loro per offrire in dono lo Spirito Santo, e con esso il coraggio dato dalla consapevolezza di non essere più soli ma di avere in se perennemente la presenza di Dio. Per meglio ragguagliarvi, con le mie solite ricerche in web, ho trovato un post molto esaustivo che propongo alla vostra lettura ed attenzione.

SPECIALE PENTECOSTE  by Catholic.net Italia

La festa viene celebrata 50 giorni dopo Pasqua, 12 giugno 2011

Etimologia

Dal latino cristiano pentecoste derivato dal greco pentecostè (hemerà) = cinquantesimo (giorno)

Origine

Gli ebrei celebrano una festa di ringraziamento per il raccolto, 50 giorni dopo la Pasqua. Da qui il nome di Pentecoste. Poi il significato della celebrazione è cambiato in rendimento di grazie per la Legge data a Mosè.

In questo caso ricorda il giorno in cui Mosè salì sul monte Sinai e ricevette le tavole della legge. Si celebra l’alleanza dell’Antico Testamento stabilito tra Dio e il suo popolo: Israele si impegna a vivere secondo i comandamenti e Dio promette di essere con loro per sempre.

La gente veniva da molti luoghi al Tempio di Gerusalemme per la festa di Pentecoste.
Nel contesto di questa festa ebraica ha origine la nostra festa cristiana di Pentecoste.

La promessa dello Spirito Santo

Durante l’Ultima Cena, Gesù ha promesso ai suoi apostoli: «Il Padre mio vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di Verità” (Gv 14, 16-17).

Più tardi ho detto: “Ho detto queste cose, mentre io sono con voi, ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto.” (San Giovanni 14, 25-26).

Dopo cena, abbiamo di nuovo fare la stessa promessa: «…è utile per voi che io me ne vada; perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò… Ho ancora molte cose da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. ” (Gv 16, 7-14).

Nel calendario dell’anno liturgico, dopo la festa dell’Ascensione, i cinquanta giorni della risurrezione di Gesù, si celebra la festa di Pentecoste.

Spiegazione della festa:

Dopo l’Ascensione di Gesù, gli apostoli erano riuniti nel cenacolo con la Madre di Gesù e molti discepoli. Fino al giorno di Pentecoste. Avevano paura di uscire e predicare. Improvvisamente si udì un forte vento e lingue di fuoco si posarono su ciascuno di essi.

Furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in lingue.

In quei giorni, c’erano molti stranieri venuti a Gerusalemme da ogni parte del mondo per celebrare la festa ebraica di Pentecoste. Tutti udirono i presenti udirono parlare gli apostoli ciascuno nella propria lingua.

Tutti, da quel giorno, e non ebbero paura e se ne andarono a predicare per il mondo gli insegnamenti di Gesù. Lo Spirito Santo ha dato loro forza per la grande missione: portare la parola di Gesù a tutte le nazioni e fare discepoli e battezzare tutti gli uomini nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
E’ questo il giorno in cui la Chiesa ha iniziato a operare in quanto tale.

Chi è lo Spirito Santo?

Lo Spirito Santo è Dio, è la terza persona della Trinità santissima e beata. La Chiesa insegna che lo Spirito Santo è l’amore che esiste tra il Padre e il Figlio. Questo amore è così grande e così perfetto che è persona. Lo Spirito Santo riempie le nostre anime nel Battesimo e ci dona i suoi santi doni nella Cresima. Con l’amore divino dentro di noi, siamo in grado di amare Dio e il prossimo. Lo Spirito Santo ci aiuta ad essere veri discepoli di Cristo.

I segni dello Spirito Santo

Il fuoco, il vento, la colomba.

Questi simboli rivelano la forza che lo Spirito Santo ci offre: Il vento è una forza invisibile ma reale. Questo è lo Spirito Santo. Il fuoco purifica e incendia. Ad esempio, appiccare il fuoco al campo per rimuovere le erbacce e piantare semi buoni. In medicina per sterilizzare gli strumenti anticamente si usava il fuoco.

Lo Spirito Santo è una forza invisibile e potente dentro di noi e ci purifica dal nostro egoismo per dare modo di amare.

I nomi dello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo ha ricevuto diversi nomi in tutto il Nuovo Testamento, lo Spirito di verità, l’Avvocato, il Paraclito, il Consolatore, lo Spirito di santità.

Missione dello Spirito Santo

    1. Lo Spirito Santo è santificante: per permettergli di svolgere il suo ruolo, abbiamo bisogno di darci totalmente a Lui e di lasciarci guidare docilmente dalle sue ispirazioni, in modo da poter avanzare e crescere ogni giorno nella santità

 

    1. Lo Spirito Santo dimora in noi. In Giovanni 14, 16, si legge: “Io pregherò il Padre di darvi un altro Consolatore che sarà con voi per sempre” Inoltre, in 1 Corinzi 3, 16: “Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito Santo abita in voi?”. E’ per questo motivo che dobbiamo rispettare il nostro corpo. È in noi per agire, perché è “datore di vita” ed è l’amore. Questa azione è subordinata alla nostra accettazione e la collaborazione aperta. Se ci abbandoniamo alla sua azione amorosa e santificatrice, farà meraviglie in noi.

 

    1. Lo Spirito Santo prega in noi: abbiamo bisogno di entrare nel nostro intimo, con silenzio e calma, e una povertà spirituale profonda, per chiedere di pregare nello Spirito Santo. Preghiamo Dio di essere docili allo Spirito. Dio interviene per il bene di coloro che lo amano.

 

  1. Lo Spirito Santo ci conduce alla verità tutta intera, ci rafforza in modo che possiamo essere testimoni del Signore, ci mostra la meravigliosa ricchezza del messaggio cristiano, ci riempie di amore, pace, gioia, fede e speranza.

Lo Spirito Santo e la Chiesa:

Fin dalla fondazione della Chiesa, il giorno di Pentecoste, è lo Spirito Santo che la edifica, anima e santifica, le dà vita e unità e la arricchisce con i suoi doni.
Lo Spirito Santo sta lavorando nella Chiesa in molti modi diversi, ispirando, motivando e incoraggiando i cristiani, singolarmente o in tutta la Chiesa, per proclamare la Buona Novella di Gesù. E’ lo Spirito Santo che dà forza ai martiri e li sostiene.
E’ ancola lo Spirito a guidare il Magistero ordinario e straordianrio del Papa e dei vescovi.

Lo Spirito Santo fa crescere, santifica e dà la vita e l’unità della Chiesa.
Lo Spirito Santo transustanzia il pane e il vino nella celebrazione eucaristica, rendendoli presenza reale di Cristo in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.
Lo Spirito Santo trasforma e santificare noi. Lo fa anche attraverso i suoi sette doni.

I sette doni dello Spirito Santo

Questi doni offerti dallo Spirito Santo, sono per la nostra santificazione e richiedono la nostra collaborazione. Troviamo questi doni enumerati nel Libro del profeta Isaia al capitolo 11 dove parlando del Messia che verrà il profeta dice che sarà ricoperto dello Spirito del Signore che è spirito di Sapienza ecc…

È interessante notare che nell’originale ebraico erano nominati solo sei doni, mancava la pietà, ma nella versione greca chiamata dei settanta (circa un secolo prima di Cristo), è stata introdotta anche la pietà perché nella lingua greca il termine timore di Dio non rendeva la pienezza di significati del corrispondente ebraico.

I sette doni ci sono dati perché nello Spirito Santo portiamo frutti, noi che ora siamo innestati nella vite vera. I frutti dello Spirito Santo li conosciamo da Galati 5,22-23.

Nella sequenza allo Spirito Santo diciamo: “Senza il tuo spirito non c’è nulla nell’uomo senza colpa”. Il Signore vuole darci questi doni ma tocca a noi aprirci. Gv 7,37: “Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno. E diceva questo riferendosi allo Spirito Santo”. Abbiamo dunque la certezza di questi doni.

* La Risurrezione ha realizzato in pienezza il disegno salvifico del Redentore, l’effusione illimitata dell’amore divino sugli uomini. Spetta ora allo Spirito coinvolgere i singoli in tale disegno d’amore. Per questo c’è una stretta connessione tra la missione di Cristo e il dono dello Spirito Santo, promesso agli apostoli, poco prima della Passione, come frutto del sacrificio della Croce. «Lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti» (Rm 8,11) deve abitare in noi e portarci ad una vita sempre più conforme a quella del Cristo risorto. Tutto il mistero della salvezza è evento dell’amore trinitario, dell’amore che intercorre tra Padre e Figlio nello Spirito Santo. La Pasqua ci introduce in questo amore mediante la comunicazione dello Spirito Santo, «che è il Signore e dà la vita». Invochiamo l’intercessione della Vergine Maria perché ci sia dato di comprendere più a fondo i doni dello Spirito Santo (sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timore di Dio), ricordando con fede che su di lei per prima è sceso lo Spirito Santo ed ha steso la sua ombra la potenza dell’Altissimo (cfr. Lc 1,35)

(* Giovanni Paolo II, Regina Coeli, 2 aprile 1989).

 
SAPIENZA: ci permette di capire, sperimentare e gustare le cose di Dio, e di giudicare rettamente.

INTELLETTO: attraverso questo dono, la nostra intelligenza è in grado di comprendere intuitivamente le verità naturali e rivelate e di coglierne il fine soprannaturale. Esso ci aiuta a capire il perché delle cose che Dio ci comanda. (approfondimento)

CONSIGLIO: Offre un discernimento intuitivo e sicuro nelle scelte che facciamo per conoscere la volontà di Dio.

FORTEZZA: rafforza l’anima nell’agire secondo tutte le virtù. Ci abilita a sopportare fatiche e sofferenze ma anche ad affrontare tentazioni e difficoltà. E’ lo spirito dei martiri, di coloro che sono ammalati da tempo e offrono queste sofferenze.

SCIENZA: Dell’intelletto abbiamo detto che ci fa intuire le verità, la scienza ci da la capacità di vedere le cose come le vede Dio. Fa sì che possiamo vedere sempre tutte le creature con gli occhi della fede.

PIETA’: ci fa sperimentare la tenerezza del Padre e ci fa sentire figli prediletti.

TIMOR DI DIO: Non è paura, ma il riconoscere la santità e la trascendenza, la maestà di Dio.

Preghiera allo Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Manda il tuo Spirito Creatore e rinnova la faccia della terra.

VIENI, SANTO SPIRITO

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce!

Vieni, Padre dei poveri, vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori!

Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo; nella calura, riparo;
nel pianto, conforto.

O Luce beatissima, invadi nell’intimo
il cuore dei Tuoi fedeli.

Senza la Tua forza nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina!

Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato!

Dona ai Tuoi fedeli, che solo in Te confidano,
i Tuoi santi doni.

Dona virtù e premio, dona morte santa,
dona gioia eterna. AMEN.

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Michele Misseri, le sue confessioni nel dramma di un’Italia guardona e sempre più insensibile

giugno 2, 2011

Eccoli lì, uno accanto all’altra, la bestia e la bella, l’orco e la bambina, il carnefice e la sua vittima… uniti nella più squallida rappresentazione di vita e di morte  mai andata in scena. Hanno raccontato di tutto, dalla scomparsa di Sarah Scazzi al ritrovamento del suo piccolo corpo martoriato, dagli appelli di una madre disperata al suo ” stupore ” nell’apprendere in diretta Tv, e proprio nella casa del delitto, il crollare di ogni speranza al cospetto di un’orrenda verità… e i presunti assassini o inimmaginabili complici che l’attorniano e la consolano in una drammatica farsa che neanche il più abile narratore di gialli sarebbe stato in grado di immaginare e di narrare. Hanno ricostruito in scala la casa dello scempio, hanno intervistato e rivoltato tutti i protagonisti, li hanno resi celebri, acclamati e maledetti, ce li hanno infilati nel cervello in modo che non potessimo più fare a meno della loro presenza… cosa pensavano, cosa scrivevano, cosa tramavano. Attraverso le loro voci ci hanno descritto un crimine nelle sue varie ipotesi e sfaccettature, fino all’ultimo orrido racconto di un criminale liberato perché declassato a semplice ” occultatore di cadavere “, che si è sdraiato per terra, si è arrotolato in una corda, ci ha inseriti freddamente nell’ultimo rantolo di una morte assurda… il tutto nell’incalzante contorno euforico di un’ intervistatrice ” abile e  fortunata “, affamata di particolari nella registrazione cinica dell’ennesimo ” scoop ” … che di scoop ha ben poco se rapportato allo schifo del suo solo esistere e della sua messa in onda. E noi?... Noi miserabili guardoni, complici del degrado e dell’ignoranza  di un sadismo galoppante, quale cibo propinatoci e da noi assimilato per saziarci e consolarci di un mondo in rovinosa caduta verso baratri dai quali è sempre più  difficile poter risalire.

Che fine hanno fatto l’amore e la solidarietà?… Sono morti definitivamente con il delitto di Avetrana?… Non permettete oltre che essi siano annientati dalla gelida insensibilità che lentamente ed inesorabilmente ci sta avvolgendo…inghiottendo. Reagiamo, ribelliamoci… cambiamo canale! Non concediamo più a nessuno la possibilità di violentarci  uccidendoci i sogni e oscurandoci la coscienza. Gesù ci ha insegnato ad amare e perdonare:rovistare morbosamente nel pattume delle debolezze umane non serve a nessuno!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il perché e le origini della Festa delle Mamme ( Famiglie d’Italia news )

maggio 8, 2011
MiniaturaANNA IDENTICI – UN BENE GRANDE COSì (1966)

Oggi è il giorno di una delle feste più belle del nostro calendario: la Festa della Mamma. I bambini in questo giorno esprimono l’amore a colei che ha dato loro la vita con piccoli doni per lo più creati dalle loro stesse mani. Famiglie d’Italia vuole rendere onore a questa festa offrendovi  la possibilità di ascoltare una delle canzoni più dolci dedicate alle mamme, quella incisa da una giovane e bellissima Anna Identici, ed un post, pescato in rete,  edito da digilander.libero.it, che racconta del perché e delle origini della festa. Buona festa a tutte le mamme del mondo.

Le origini della festa della mamma (more…)

Domenica delle Palme… dagli onori al calvario

aprile 17, 2011

E’ la domenica in cui Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme in sella ad un asino e la folla, che lo attende festante, ha steso mantelli  e tagliato rami di ulivi per onorarlo e osannarlo… la stessa folla che una settimana dopo ne chiederà la morte per crocifissione preferendo Barabba a Lui. Questa è la vita, così è la vita! Nulla è certo, nulla ti è dovuto! Devi conquistarti ogni piccola o grande cosa con fatica e costanza… e a volte non basta. Perché l’animo umano è mutevole e facilmente condizionabile: oggi ti osanna e domani ti crocifigge!

Ma con questa riflessione non intendo mandare un messaggio negativo, al contrario! (more…)

La Serpentina di Schietti… per informarsi, capire e valutare

gennaio 28, 2011

Ieri sera ho notato  un  interessante commento in calce ed in risposta ad un nostro post dell’ 8 settembre 2010, dal titolo Nucleare sì, nucleare no… questo è il dilemma? « Famiglie d’Italia , commento firmato da Domenico Schietti . Commento che mi pare giusto evidenziare meglio oggi, invitandovi ad informarvi su quanto proposto dall’autore con apparenti convinzione ed onestà.

Una Risposta a “Nucleare sì, nucleare no… questo è il dilemma?” (more…)

Lo Spirito del Natale

dicembre 27, 2010

Spesso gli adulti si dimenticano completamente dello Spirito del Natale, e aspettano ed usano questa festa solo per fare affari e guadagnare più soldi ( vedi i vergognosi ed ingiustificati ulteriori rincari dei carburanti di questi giorni ). Poi si lamentano che la maggior parte degli esseri umani li odino, come borbotta ringhiando il nostro vecchio zio Paperone, o, peggio ancora, restano indifferenti. Pensano soltanto ad accumulare denaro anche se ne posseggono già a iosa, denaro su denaro, poca importa se molti non abbiano un tozzo di pane ne un focolare dove scaldarsi… Così il mondo non può andare avanti e la crisi recente, non ancora passata, ne è la testimonianza più reale. Per fortuna esistono ancora i bambini,… (more…)

Perchè si festeggia la Pasquetta

aprile 5, 2010

Così come ho fatto per il giorno di Santo Stefano, il giorno successivo al Santo Natale, anche per il Lunedì dell’Angelo, o Pasquetta, sono andato a cercare su ” san ” Google informazioni a riguardo e, come al solito, grazie a Wikipedia ho ottenuto le risposte che desideravo e che vi riporto fedelmente.

(Annibale Carracci- Le pie donne al sepolcro)

Festa religiosa

Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salome andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato (more…)

Italiani ancora razzisti… con alcuni ” distinguo “

gennaio 12, 2010

Ho voluto aprire con questo manifesto perché sia chiaro che il messaggio dentro racchiuso “ unite against  racism ” valga una volta per tutte, per tutta l’umanità e non solo per una parte di essa.Io accetto e appoggio pienamente l’appello di Benedetto XVI durante la preghiera della domenica in San Pietro. Il Pontefice ha chiesto rispetto per lo straniero“, accoglienza e attenzione per chi sta peggio di noi… ed io penso che ciò accada nella maggior parte del nostro Paese. Io vivo da 10 anni a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, una delle province italiane con la più alta presenza di extracomunitari. Io non ho mai visto atti di razzismo ne contro Rumeni, Albanesi, Ucraini, Musulmani o chicchessia, anzi! 

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Francia – Eire: la mano di Henry non è quella di Dio

novembre 20, 2009

Quello che è accaduto è stato visto dal mondo intero tranne che da un arbitro incapace e presuntuoso o… , da non sentire neanche il dovere di interpellare i propri collaboratori. Però suona strano il fatto che dai collegamenti auricolari non siano arrivate informazioni nemmeno dal quarto uomo: il tutto puzza di beffa e di imbroglio. La mano di Maradona fu un caso molto diverso in tempi diversi e con regole diverse da quelle attuali improntate verso il ” fair play “. La “ Mano di Dio ” fu un atto sleale, ma istintivo e geniale nella sua rapidità, tant’è che si nascose perfino ai primi replay, e quasi impossibile da poter essere notato dall’arbitro o da chiunque altro. In Francia Eire, no: tutti hanno visto, tranne chi doveva vedere, che la mano di Henry era proprio un’altra storia. (more…)

Crocifisso via dalle aule: è successo quel che prima o poi doveva succedere

novembre 5, 2009

crocifissoDopo la sentenza  europea che ci intima di togliere da tutte le aule delle nostre scuole il crocifisso, e con lui un pezzo della nostra storia, i commenti pro e contro si sono sprecati. In riguardo mi astengo di aggiungere altro se non ricordare i colloqui col crocifisso del buon Don Camillo e quelli di Marcellino… pane e vino, apparsi in due film di produzione una italiana e l’altra spagnola. Eravamo a metà degli anni ’50 ed io ero un bambino: don Camillo e Marcellino mi insegnarono a non dire la sera le preghiere come un pappagallo ripetitore, ma a cercare, sotto le coperte del mio lettino, un colloquio con Gesù, col Cristo sulla croce che mai ha creato in me disturbo o pena, ma tanta speranza… perché se ce l’aveva fatto Lui a risorgere da tanto scempio, il suo messaggio d’amore e di speranza mi avrebbero accompagnato per tutta la vita. All’inizio della nascita di questo blog, il 26 novembre 2008, leggendo tra le notizie nascoste della nostra cronaca ne notai una  tristemente premonitrice alla quale accompagnai un articolo, che tale e quale vi ripropongo a distanza di un anno, perché è successo anche da noi quello che…prima o poi doveva succedere.

Prima o poi doveva succedere… (more…)

Parola d’ordine, aiutarsi: firmato Famiglia Leoni

settembre 24, 2009

leoni

Oggi metto da parte le recenti storture e preferisco rinfrescare le idee a chi le ha un po’ troppo confuse , ricordando che nella vita esistono anche molte cose positive e che non tutti sono degli ” alienati ” che campano e si ” rintronano ” ( per non usare i termini volgari ultimamente di moda anche fra alcuni operari del Signore,  tipo don Giorgio de Capitani per essere chiari, per cercare  di apparire  più comprensibili e vicini al popolo ) pendendo esclusivamente dalle decisioni di politici ” corrotti “. Ci sono delle realtà che ti riconciliano col mondo e sconfessano i forieri di immagini catastrofiche, realtà che attraverso l’ ”  Amore “, quello con la A maiuscola insegnatoci da Gesù, parlano con serenità ai propri simili, tralasciando ogni astio o ideologia, mettendo a disposizione le proprie esperienze e che hanno come unica parola d’ordine… aiutarsi!

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Mauro/Berlusconi-Feltri/Boffo…il conflitto degli dei, e il popolo sta a guardare

agosto 29, 2009

CaosNell’articolo da noi pubblicato su questo blog il 14 agosto avevo pregato il buon parroco don Angelo Gornati da Limbiate, di non aggiungere benzina sul fuoco continuando a lamentarsi con l’Avvenire, perché il suo direttore non aveva proseguito abbastanza nella campagna contro i ” presunti “ comportamenti libertini del Premier Berlusconi… e questa mia preghiera era stata giustificata dal fatto che lo stesso Gesù aveva ammonito chiunque a ” non giudicare per non essere giudicato “, cosa che  alla fine si è puntualmente verificata con lo scoppiare del recentissimo caso, noto a tutti, Feltri/Boffo… (more…)

Caro Don Angelo Gornati…ti ci metti anche tu?

agosto 14, 2009

donLettera di don Angelo Gornati, deluso dal silenzio dell’Avvenire …  click on

Io sono un cristiano, credente… benché a volte il tutto è dovuto soprattutto alla mia fede interiore, che è più forte degli esempi che mi arrivano da coloro che questa fede dovrebbero rafforzare in me. Invece, spesso, si impegnano con il loro comportamento a far sì che i dubbi si insinuino dentro come i fiocchi di pioppo fanno a primavera aggredendo le narici degli individui allergicamente predisposti. Sì, perché noi di questi tempi siamo deboli e con difese personali insufficienti. Sono mesi, con tutti i problemi che abbiamo, che veniamo aggrediti giornalmente da fatti privati che poco ci tangono e che impediscono un sereno confronto politico costruttivo. (more…)

Sulla via di Damasco…

giugno 28, 2009

damascoQuesto meraviglioso Caravaggio del 1600, che i fortunati abitanti di Roma possono ammirare nella cappella Cerasi di Santa Maria del Popolo, rappresenta la folgorazione di Paolo di Tarsa, sulla via di Damasco, quando Cristo entrò in lui: ” non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me “. Domani, 29 giugno scadrà l’anno speciale giubilare che il 28 giugno dell’anno scorso Benedetto XVI ha indetto e dedicato a San Paolo. (more…)

La Chiesa, unica opposizione…pare strano!

giugno 26, 2009

canguroEra dal 23 dicembre 2008 che non avevo più notizie  (si fa per dire ) dell’amico australiano Michael Gray: pubblico immediatamente quanto da lui inviatomi!

Dear Umberto,  rispondo all’ ultimo quesito del tuo articolo di ieri ” se il nostro interesse per i fatti politici venisse a mancare definitivamente…in mano a chi lasceremmo il nostro futuro? (more…)

Il perché della disaffezione alla politica

giugno 25, 2009

teatro marIeri il blog è rimasto silente, non per uno sciopero non annunciato, bensì per una giornata dedicata esclusivamente alla meditazione… Mi sono riunito con gli amici che per primi hanno dato vita alla nostra Associazione ed abbiamo  posato l’ attenzione principalmente sulle cose più urgenti da fare … ed il tempo restante ad alcune dissertazioni sui temi attuali, tra i quali il principale: siamo stanchi di assistere agli ultimi spettacoli scadenti offerti dal teatrino della politica. (more…)