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Giacomo Carone dice: perché e per chi votare, nonostante tutto

febbraio 16, 2013

carone

In risposta al mio post ” Stringiamci a coorte, siam pronti alla vita… ma non c’è vita senza amore e buon senso! ” pubblicato di recente su questo blog, l’amico Giacomo Carone ha aggiunto in calce un suo commento ” sfogo “, a cui ho reputato giusto e coerente dare un risalto più consono riproponendolo come post del giorno.

” Caro Umberto,

il tuo ragionamento non fa una piega e lo condivido in molti suoi punti.
In passato ne abbiamo parlato e scritto più volte e voglio evitare di essere ridondante sull’argomento. Quei periodi eravamo lontani da elezioni, se non erro se ne parlava un paio di anni or sono.

Comunque sia, da allora si sono aperti molti “vasi di Pandora”, sono usciti molti scandali, si sono fatte e distrutte alleanze strategiche.
Abbiamo visto “primedonne” mettersi a sfidare i “baobab” della politica che avendo radici lunghissime che permettono loro di resistere alla violenza delle tempeste;non li hanno nemmeno sfiorati con il loro operare contro.

Io farò questo, io farò quello.
eliminare le provincie,
metterne di nuove,
abolire i privilegi dei politici,
limitare le auto blu,
far rinascere i capelli ai calvi. A no, scusami. Quella era una pubblicità tra un siparietto e l’altro.

Tutti a fare a gara per posare le ricche chiappe su tutte le sedie possibili ai vari talk-show, come se non bastassero gli scranni che già occupano e che non mollano nemmeno se li schiodi a forza.

Vediamo gatekeepers travestiti da gente del popolo, che grazie a semplici tecniche di PNL (programmazione neurolinguistica) riescono a riempire le piazze come faceva decenni fa la lega con il suo “durismo”. Poche parole che sono sulla bocca di tutti, ben scandite da un palco e ti vedono come uno dei loro.

Il “tecnico”, l’”esperto” che ha tirato su le sorti dell’Italia, a modo suo e sempre secondo i dettami di chi è REALMENTE al potere, promette che toglierà tasse da lui imposte. C’era chi faceva il comico che si è dato alla politica, e chi era bancario a tempo pieno che dopo la politica si mette a fare il comico. Peccato che ride solo lui delle sue battute,

L’unica cosa che mi amareggia, è che non ho sentito negli ultimi vent’anni un programma per l’Italia, per gli Italiani.

Le cavolate di avere gli immigrati per permetterci di pagare le pensioni nostre, sono state dette con l’inganno, perchè tutti loro, quelli che hanno voluto l’Europa Unita, sapevano benissimo che gli immigrati avrebbero spedito i soldi a casa loro, nei loro Paesi, togliendo moneta al nostro. Per forza, dopo c’era la BCE a fornirci il denaro che ci serviva previo pagamento di interessi. E visto che sono stai bravi ed hanno fatto bene il loro lavoro, adesso tutti con le chiappette al sicuro a ricoprire incarichi importanti e ben remunerati.

Sono triste perchè tutti hanno mangiato a piene mani e continuano a farlo.

Le idee che potrebbero ritirarci sù le cassano una dietro l’altra. Certo, è importante sapere che si possono fare le nozze tra gay (è un esempio tra tanti), che possiamo condonare così diventiamo contribuenti, che il nuovo papa magari sarà nero, come predicevano nelle loro profezie Malachia e Nostradamis, che i nostri figli avranno i preservativi gratis nelle scuole, che Belen ha la farfallina tatuata.

Come potremo uscirne? Votando? Questi sono tutti accomunati da una cosa: la passione per la sedia e basta. Votiamoli che tanto non cambierà nulla.

Ci hanno portato a forza senza un nostro parere (menomale che siamo in democrazia) nell’Europa Unita.
Ci hanno offerto “spintaneamente” di adottare una moneta unica che sarebbe diventata più forte del dollaro. Che me ne frega se è più forte e poi non posso nemmeno comprarmi il pane?

L’Italia non avrebbe bisogno di importare quasi nulla.

Abbiamo i migliori prodotti della terra e dobbiamo buttarli in nome dell’Europa.
Abbiamo i migliori siti turistici e dobbiamo svenderli agli stranieri o ai palazzinari.

Nessun politico serio ha fatto proposte in merito a questo. Tutti a parlare di globalizzazione. Sì, permettimi, dei miei “globi”.

Sono i progetti come il tuo, il mio e tanti altri che potrebbero ridare vita a questo Paese meraviglioso, non i politici.

Concludo il mio sfogo, condividendo il tuo pensiero di andare a votare, pur turandosi il naso, e di votare tra chi ha possibilità di governare, senza disperdere il proprio voto in partiti minori.

Grazie “

Giacomo Carone

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Crisi finanziaria: le sue origini, le sue cause raccontate da Giacomo Carone

gennaio 28, 2012

Premetto che non sono un economista, né un laureato o studente in economia; sono un semplice Cittadino Italiano che ha deciso di alzarsi in piedi e studiare varie materie, tra cui l’economia stessa dai suoi albori, per capire con la propria testa (ad ognuno di noi ne è stata fornita una all’atto della nascita) cosa ci ha portato alla catastrofe dei giorni nostri, per poter vedere se ci sono delle vie percorribili per uscire da questa situazione.

“I problemi non possono essere risolti con lo stesso livello di pensiero che li ha generati”. Parto da questa frase di Albert Einstein per dare un mio personale punto di vista al post di oggi.

Per cui vedrei opportuno ragionare in maniera differente da coloro che ci hanno portato a vivere questa condizione a livello planetario, anche se ad alcuni, nel corso degli anni, sono stati consegnati premi importanti quali il Nobel per l’economia e tuttora vengono trattati come “guru” ed invitati nei più disparati programmi o festival in materia.

L’inizio dello scambio di merci era dato dal baratto, cioè un equo scambio di merci tra contraenti. Con il tempo, il baratto ha lasciato posto alla moneta che aveva un valore ben preciso dato dal materiale con la quale era coniata, e dal suo peso. In poche parole, la moneta aveva un valore reale. Ai suoi albori, la moneta veniva coniata prevalentemente in argento. Con la scoperta dell’America e l’importazione di grandi qualità di argento dalle miniere sudamericane, l’Europa, e la Spagna in particolare, poté avere grandi possibilità di produrre moneta.

Il conio delle monete era attività esclusiva dello Stato ed avvenne per distinguere quale Stato le aveva prodotte, in quanto come avevamo visto prima, il valore era dato esclusivamente dal connubio materiale-peso. Da qui si poteva iniziare a riconoscere il problema del disavanzo tra l’import e l’export, vedendo quante monete straniere giravano in un dato Stato. L’altra faccia della medaglia è che se le monete uscivano dallo Stato e non rientravano per mezzo di altre attività di scambio, era necessario coniare altra moneta per avere denaro contante circolante, altrimenti il mercato interno si fermava o non si poteva acquistare beni dall’estero.

Nel corso dei secoli, la ricchezza ed il potere sono sempre andati a braccetto a discapito dei popoli. Regnati ed feudatari basavano ed incrementavano le loro ricchezze a discapito del popolo. Gli artigiani erano persone che facevano parte del tessuto sociale delle comunità, ma il loro ruolo era lavorare per produrre beni o servizi troppo spesso non pagati dai potenti, mentre ai contadini veniva “concesso” di lavorare la terra per poter pagare le tasse e consegnare gran parte dei raccolti ai proprietari terrieri. Da questo si evince che sia gli artigiani che i contadini vivevano al limite della sopravvivenza, mentre un discorso a parte erano i mercanti, i banchieri e gli speculatori, che erano visti dalla Chiesa come peccatori in quanto traevano guadagno tramite il denaro stesso attraverso la compravendita o il prestito con interesse (San Tommaso docet).
Non esisteva per il popolo il concetto di salario, né la possibilità di accesso al denaro, se non attraverso l’usura.

Siccome ci si doveva guadagnare il paradiso, la Chiesa ad un certo punto ha limitato i suoi attriti con queste due categorie consentendo indulgenze a pagamento (!), per cui ci si poteva guadagnare il paradiso “offrendo” loro una quota di denaro, proporzionalmente ai propri possedimenti, come era già in uso per gli aristocratici, i nobili ed i regnanti.

I mercanti, con le scoperte di nuove terre e nuovi materiali, iniziarono a trattare prodotti che facevano gola a chi possedeva il denaro, ed allora entrarono nelle loro grazie, al punto che presero il sopravvento ed arrivarono in alcuni casi a comandare addirittura la politica, decidendo spesso le sorti di personaggi o addirittura di regni o di Stati.
Un po’ alla volta subentrò la possibilità di maneggiare denaro proprio anche agli artigiani e con grande difficoltà anche per gli agricoltori.
L’unico Paese dove gli agricoltori avevano avuto voce sulle sorti di uno Stato è stata l’anomalia-Francia nella fase pre e post Rivoluzione Francese, creando zone specifiche e prodotti di eccellenza, dai formaggi allo champagne, passando per moltissimi altri prodotti diretti o di trasformazione.
Subentrò l’oro al fianco dell’argento; gli scambi oro argento erano fluttuanti anche per le enormi quantità di argento che arrivavano dalle regioni Sudamericane per cui si decise di adottare come metallo di riferimento l’oro.

Poi nacquero le corporazioni, i dazi, le dogane, le grandi Compagnie che monopolizzarono alcune rotte ed arriviamo ai rapidissimamente ai giorni nostri.
In tutto questo giro, gli Ebrei (inteso come popolazione ad alta prevalenza di attività economiche rispetto alle altre) si erano ritagliati un ruolo importante nel trattare il denaro ed i preziosi, per cui avevano un peso notevole nell’economia dei Paesi e Regioni dove essi operavano, e questo creava dissapori a molti che avrebbero voluto spartirsi anche quel mercato, ed è per questo che spesso erano visti come persone a cui stare attenti ed alla larga (e di seguito condannate al genocidio di massa tramite l’adozione di filosofie demenziali poi appoggiate dai nazisti).

Ad un certo punto, si è visto che era possibile adottare un’altro metodo di scambio al posto di utilizzare le monete e furono inventati i titoli al portatore, chiamate comunemente “banconote”, che erano stampate dallo Stato, depositando un equivalente del loro valore in oro nelle casse dello Stato stesso.
La grande invenzione che ha iniziato a portarci al tracollo è stato l’abbandono di questo sistema e delegando un istituto appositamente creato per questa attività. Peccato che questo istituto era (ed è tuttora) privato compartecipato e non statale, ed ha iniziato a stampare banconote e monete con valore fittizio (non legato al valore vero peso-materiale) a sua discrezione, senza la copertura equivalente in oro… Potevano stamparne a discrezione.
Iniziò la FED Statunitense.
In Italia, la Banca d’Italia, una Spa compartecipata dalle più grandi dinastie nazionali e non, stampava denaro in vece dello Stato, che deteneva solamente il conio delle monete.
Ora la BCE, organo autonomo comandato da chi detiene le redini del potere (!) decide come e se stampare denaro e a chi fornirlo.

Il problema ora è riprendersi il valore della carta straccia che ci hanno propinato negli ultimi anni, per chi ne ha ancora, e permetterci di acquistare i beni ed i servizi che ci occorrono a prezzi equi, e non è una cosa semplice, in quanto anche se si hanno idee fantastiche, bisogna sempre sbattere il naso contro il “mercato”, combattere conto lo status quo che difenderà a spada tratta quanto ha arraffato finora senza lasciare niente agli alti.

La soluzione deve essere un sistema integrato di opzioni differenti.
1. Da un lato approntare un sistema di commercio che permetta un rapporto quanto più diretto produttore-acquirente eliminando intermediari che speculano sulle spalle di entrambi;
2. rendere questo tipo di commercio fruibile da molte persone a livello nazionale;
3. offrire prodotti certificati in tutta la loro filiera;
4. guardare all’ambiente, proponendo quanto più possibile acquisti a km zero o con quantità tali che il loro trasporto pesi il meno possibile (inquinamento, rumore, traffico, ecc.);
5. fornire la certezza che al pagamento segue una fornitura conforme a quanto ordinato, con sistemi di pagamento sicuri ed esenti da frodi.

La politica si deve rivedere in blocco; gli investitori devono rivedere i loro obiettivi a medio-lungo termine e finirla di pensare solamente al domani ed alla loro pancia piena e basta al connubio con banche e politici (e troppo spesso con la malavita). La Chiesa deve rivedere il sistema economico tra stato e stato (Vaticano e Italia) in modo da essere equiparata agli alti Stati e/o agli altri cittadini evitando almeno ingerenze di qualsiasi genere. Noi tutti dobbiamo riprendere la nostra vita in mano e decidere come vogliamo portarla avanti.
Se la politica e l’economia hanno fallito, prima paghino tutti, sia coloro che hanno fatto i danni che coloro che lo hanno permesso, poi vadano a fare parte del popolo senza vitalizi!

by Giacomo Carone

Il ” bailamme ” Italia visto da Giacomo Carone

gennaio 5, 2012

C’è chi pensa di conoscere i fatti leggendo i quotidiani o guardando la droga con la spina, come amo definire la TV, ma siamo sicuri che ciò che ci fanno credere sia vero?

Ci sono troppe persone in fila come pecoroni a credere alle notizie create a tavolino come fosse oro colato.

Iniziano quando si è ancora piccoli a crearci dei paradigmi che ci annientano poi nella nostra vita da adulti, attraverso l’istruzione e la dottrina. Perchè insegnare alle persone ad essere quanto di meglio sono, nella realtà potrebbe essere un pericolo per coloro che ci abbindolano giorno per giorno. Meglio un popolo beeelante che uno che ragiona con la propria testa.

Le prime cose che ci insegnano sono:
– i concetti relativi al bene ed al male, visti però secondo la loro logica;
– che c’è un Dio che vive lassù nel cielo che ti giudica ed è pronto a scaraventarti nella geenna a bruciare per l’eternità se fai così o colà e ti attacchi alle cose materiali (peccato che coloro che si arrogano il diritto di insegnarti questo, sono ben distanti dall’operare con queste modalità di vita);
– che la politica è l’unica che può governare un popolo nella piena giustizia;
– che lo “status quo” è inviolabile;
– che la globalizzazione è necessaria per la sopravvivenza della razza umana.

Chi mi conosce sa bene che ho il massimo rispetto per le Persone e le Istituzioni e per ciò che esse rappresentano nella società, se però permettono l’evoluzione degli individui e della società stessa, altrimenti, come individuo pensante e dotato di libero arbitrio, mi permetto di dissentire, motivandone debitamente le ragioni, al limite di diventare talvolta pedante.

“Ama le persone ed usa il denaro” è una frase che Bob Proctor utilizza spesso nei suoi seminari e nei suoi scritti, e dovrebbe essere alla base di un’Economia con la “E” maiuscola, invece è il contrario; si mette il denaro davanti alle Persone, spesso famigliari stretti compresi o proprio sè stessi. Vediamo in questo periodo quante separazioni, omicidi e suicidi si verificano nel nome del denaro.

Cos’ha portato la globalizzazione? Schiavitù, lavoro nero a basso prezzo (ma ad alto prezzo di vite umane), distruzione di raccolti e prodotti quali ad esempio il latte in nome di una “quota” stabilita da chi ed a nome di chi, con conseguente impoverimento dei produttori locali.

Ci hanno fatto credere alla sicurezza del mattone, dove si può speculare a dismisura pur avendo una bassa istruzione, con conseguenze catastrofiche per le famiglie, indebitate con le banche per acquistare un edificio strapagato e troppo spesso insicuro (terremoti ed alluvioni varie docet), quando le banche stesse non te le mettono all’asta perchè non riesci a pagare il mutuo. Poi poverine, le banche, ottengono gli aiuti mondiali per “aiutare” i bisognosi, e questo permette loro di attribuire ai soci i dividendi alle spese della società, senza però fornire l’aiuto necessario a chi ne ha bisogno realmente (si trincerano dietro ai vari Basilea 1, 2…n, da loro stessi creati).

Questo dilagare dei giochi d’azzardo legalizzati, ha uno studio preliminare molto accurato a tavolino, che però non è riportato dai quotidiani o dalle tv. Stranamente recentemente qualcuno ha perso lo scranno più ambito in Italia, ma in cambio le sue aziende hanno avuto il monopolio dei sistemi di gioco on-line.

Ci sono sistemi per produrre energia a costi contenuti e fornendo lavoro alle manovalanze locali, ma vengono eluse a favore dei sistemi imposti dal mercato. Guarda caso, chi estrae, trasforma e commercializza tutt’ora prodotti inquinanti come i derivati del petrolio, parallelamente e spudoratamente sotto lo stesso marchio ci propone sistemi “green”, Green, Eco, Certificazioni: questo è il nuovo mercato. Ci lavoro quotidianamente ed anche qui l’economia la fa da padrona: paghi e puoi proporre…. mi fermo qui.

L’autarchia è un reato; denigrare un prodotto locale è da stolti. Ci hanno tolto i raccolti locali in nome degli “aiuti comunitari”; ci hanno tolto una vecchia e malandata moneta in nome del “forte Euro”; la nostra maggiore produttrice di auto, che vive sulle spalle di noi italiani tutti oramai da decenni, va a risanare un capostipite mondiale del settore…

La scuola dovrebbe insegnare come si diventa “individui”, aiutando una persona a maturare ed a crearsi una “indipendenza” a tutti i livelli, per poi poter attivare una funzione di “interdipendenza” con altri individui in forma costruttiva e vantaggiosa per tutti.

Ok; siamo fortunati che ci lasciano la libertà! Permettono alle TV pagate “spintaneamente” da noi Italiani, di far parlare personaggi comici, giornalisti ed opinionisti che danno libero sfogo ad idee analoghe alle nostre. Ma siamo sicuri che non siano al soldo dell’economia per svolgere proprio la funzione di “valvole di sfogo” per il popolo?

La settimana scorsa ero a tavola con mia figlia tredicenne e parlavamo di queste cose e di ciò che Famiglie d’Italia sta preparando come propositi concreti per dare una smossa al “sistema” attualmente imperante, e mi ha colpito la sua domanda: “Ma papà, siete dei rivoluzionari?”. La mia risposta è stata diretta e molto secca: “Vedi Ari, c’è chi fa le rivoluzioni con le armi facendo soffrire altre persone, e chi le fa con progetti fattivi: noi abbiamo scelto la seconda opzione”. Al che le è tronato il sorriso ed ha continuaro a pranzare.

Grazie povera Italia malandata e grazie a coloro che credono in progetti che portino a tutti noi Italiani il benessere che ci meritiamo, ed un doveroso ringraziamento anche ad Umberto Napolitano, presidente di Famiglie d’Italia:

 

 

Giacomo Carone

Signor Diego della Valle, c’è posta per lei

ottobre 3, 2011

Giacomo Carone,  carissimo amico, nonché valido project manager ed autore di  libri  ( Il tassello Verde – La Giacomite Powered by Google Documenti ), ogni tanto mi concede l’onore di commentare qualche post di Famiglie d’Italia e, come al solito, ogni suo commento assume a sua volta l’importanza di un post, per cui io non posso fare a meno di pubblicarlo per rendergli la visibilità più consona… come accade oggi per il suo intervento di ieri sul mio post dal titolo ”  L’attacco di Della Valle suona bene… peccato che sia solo una canzone e non un’opera completa “. Grazie Giacomo e a voi…buona lettura. Umberto Napolitano

” Caro Umbi, sai bene quanto questo argomento mi sta a cuore e come la penso in merito.
Siamo da sempre un popolo di navigatori, scopritori, scienziati, musicisti, artisti, inventori, ma il rovescio della medaglia è che c’è una grande massa di gente che ama vivere nel “lago melmoso” come lo ama definire Fabio Marchesi, che vive la vita lamentandosi, vestendo il ruolo di vittima, giudicando tutto e tutti, triste, pessimista e senza obiettivi misurabili e concreti.
Due millenni di “relegazione” ci hanno trasformato in una massa che vive sperando, ha aspettative, lascia il potere nelle mani degli altri, per poi criticare e dare la colpa agli altri che non riescono a renderla felice.
Se esci dal “lago melmoso” perché hai qualche idea di miglioramento, di evoluzione, sei attaccato da tutti perché non fai più parte della massa lamentosa, triste e vittimista. Questo succede a molti, da sempre. Basti pensare all’inquisizione, all’emarginazione nei luoghi di lavoro, alle separazioni in famiglia. Se la pensi diversamente, devi essere “allontanato”.

Oggi il potere è dato dal denaro, dalla visibilità, da quanto riesci ad invischiarti nel “sistema”. Recentemente ho studiato un libro di Napoleon Hill, scritto nei primi decenni del secolo scorso, che parla della ricchezza in tutti i suoi aspetti, non solo economica, e di come la si può raggiungere. Il “sistema” esiste ed è composto da una componente positiva, fortunatamente nella maggior percentuale, ma come tutte le cose ha anche una parte negativa, marcia, ed è quella che i lamentosi, tristi, pessimisti e vittimisti vedono ed evidenziano parlandone di continuo.
Ogni “sistema” ha queste due facce, dal fascismo (es. obbligo di istruzione e bonifiche contro l’adesione al nazismo) alle religioni (es. aiuti umanitari e conforto morale contro pedofilia), dal comunismo (es. dare a tutti il minimo sostentamento contro la massificazione delle persone) al capitalismo (es. proprietà privata e ricchezza individuale contro lo sfrenato peso del denaro rispetto alle Persone), L’attuale sistema Italia non ne è esente.
Mi sono tolto lo sfizio di fare una mappa mentale del Sistema Italia in una minima parte dei suoi componenti, per quello che IO vedo con i miei occhi e le mie competenze, ed è stata un’esperienza istruttiva. Come il sistema di lubrificazione di un motore permette il corretto funzionamento dell’auto, la gestione della ricchezza di una Nazione deve essere studiata oculatamente per dare quanto serve a tutte le sue componenti. Il lubrificante di un “sistema” è il denaro assieme alle competenze, alle risorse, alle Persone e da una miriade di altri componenti più o meno evidenti, ma tutti di fondamentale importanza, come il più piccolo ingranaggio che però permette il funzionamento del tutto.
Nella vita svolgo l’attività di project manager ed il tempo lo passo cercando soluzioni e questo mi permette di vedere le cose da un altro punto di vista che è diametralmente opposto ai lamentosi, tristi, pessimisti e vittimisti.

Il Sig. Dalla Valle ha le caratteristiche che gli permettono di dire qualcosa e di essere ascoltato, perché ha il potere, ha il denaro ed ha la visibilità in ambito nazionale, e non solo.
Vorrei chiedergli personalmente però, se oltre a queste caratteristiche, ha anche delle proposte concrete per aiutare il Paese; vorrei vedere una misera mappa mentale da lui personalmente redatta, un documento di qualche paginetta con indicati i punti salienti di dove intervenire con i tempi corretti, un diagramma di Gantt, un’analisi SWOT miserella miserella con riportati almeno 3-4 voci per settore. Sapere come intende affrontare ad esempio:

– il problema occupazione per i giovani, ma anche per gli over40 e quelli che hanno perso il lavoro alle soglie della pensione;
– come gestire l’istruzione, da quella pubblica a quella privata,
– se ha intenzione di lavorare sulle lobby degli editori che fanno cambiare testi ogni anno o se ha intenzione di cambiare il sistema da cartaceo a digitale (l’ambiente ringrazierebbe per il minor numero di alberi abbattuti e per le energivorissime ed assetatissime cartiere limitate alla stampa del “minimo necessario”). Tutte le persone che perderebbero il posto per questa rivoluzione, potrebbero essere ricollocate nell’ambito “digitale” facendole evolvere dal punto di vista lavorativo da operai di manovalanza (rispettabilissima, sia ben inteso) a impiegati informatici, consulenti, operatori di data entry.
– Edifici più sicuri e meno energivori riqualificati per mezzo di programmi specifici che permetterebbero di specializzare ulteriormente Costruttori e relative maestranze, ma soprattutto Progettisti ed Impiantisti In Italia vediamo solo il fotovoltaico perché… ci sono gli incentivi (mi fermo qui per non essere messo al rogo);
– gestire gli sprechi dovuti a mille enti, Onlus ed associazioni che nascono per occuparsi di qualcosa e che poi con i fondi troppo spesso coprono solo le spese di mantenimento….
– dare e pretendere il rispetto e l’autonomia dalle religioni (tutte) ed affini; siamo uno Stato Laico e tale dobbiamo iniziare ad essere, con tutto ciò che questo concerne;
– gestire la equa tassazione, limitando la tassazione, permettendo di scaricare le spese in modo equo a tutti, attività e cittadini, eliminando tutti i balzelli ed accise ridicole ed antitetiche sui carburanti….

Mi fermo qui e mi pare appena sufficiente il richiedere uno straccio di programma in alternativa alla “lotta alla casta”. Abbiamo già chi da tempo si impegna in tale battaglia, tra uno spettacolo e l’altro.
Per Progetti seri, misurabili e concretizzabili ci vogliono delle “alleanze di cervelli” che mettano in campo le loro competenze ed esperienze e portino ognuno un risultato da mettere poi sul tavolo comune per il bene di tutti.

Il resto è politica… ”

Giacomo Carone

Famiglie  d’Italia

Giacomo Carone, autore de ” Il Tassello Verde – La Giacomite ” commenta un nostro post…

luglio 27, 2011

Giacomo Carone, mio carissimo amico, è un giovane imprenditore specializzato in consulenze in tema di sostenibilità nell’edilizia (green building) e del costruire bene a prezzi corretti. Recentemente ha scritto un libro, IL TASSELLO VERDE – LA GIACOMITE, la cui lettura ha offerto gratuitamente sul web  invitando a cliccare sul seguente link Powered by Google DocumentiGiacomo è anche un attento lettore del nostro blog al quale non fa mancare i suoi ” commenti “, alcuni dei quali, grazie alle sue capacità narrative, sono spesso superiori all’articolo commentato e meritano una collocazione e una visibilità più appropriate. E il caso più recente è proprio relativo al post di ieri  ( Prime pagine quotidiani… ma l’Informazione, che considerazione ha di noi italiani!?! ), al quale ha risposto così…

Giacomo Carone Dice:
luglio 26, 2011 alle 4:37 pm

Riagganciandomi a quanto riportato nell’articolo, ho alcune domande alle quali ultimamente non riesco a dare una risposta:
1. “Esiste una maggioranza ed una opposizione in Italia?”
2. “I politici, specialmente in Italia, lavorano per il bene del Popolo che essi dovrebbero rappresentare?”
3. “Che influenza ha il Vaticano sulla politica e la legiferazione in Italia (a tutti i livelli)?”

Ma la domanda che mi lascia con molti dubbi è:
“Anche se stravolgessimo il sistema politico attuale, saremmo poi in grado di produrre quei cambiamenti che sono necessari per migliorare il nostro Paese?”.

Per 5 anni ho potuto assaporare in prima persona i poteri ed i giochini della politica, motivo per i quali ne sono uscito e non intendo più ritornarci.

E’ facile criticare l’operato di chi ci governa, ma noi Italiani tutti, siamo maturi per guidare un cambiamento con perizia e lungimiranza, che apporti modifiche sostanziali nel mondo del lavoro, al benessere sociale, all’economia, al sistema sanitario ed a quello pensionistico e chi più ne ha, più e metta?

Troppi anni di intrallazzi, di favoritismi, di media guidati come marionette (l’articolo in questione ne è la prova concreta), di mazzette, di soprusi, di gabelle, di favoritismi, di distruzione della sanità ed istruzione pubblica (a favore di quella di altra gestione “estera” o “privata di parte”), di impoverimento strutturale delle Forze dell’Ordine e delle Amministrazioni Comunali, degli investimenti spropositati nel cemento ieri e nel pseudo-green oggi (stranamente chi tirava le fila ieri, se si va a vedere attentamente sono gli stessi di chi le tira oggi), ha mandato in metastasi l’intero sistema-Italia.

Si fa lo “scudo fiscale” e chi ci guadagna?
si fa il “condono edilizio” e chi ci guadagna?
si fanno gli “incentivi ad hoc” e chi ci guadagna?
si pilotano le “crisi” e chi ci guadagna?

L’economia insegnata nelle università ha cannato brutalmente, però vengono ancora fatti i “Festival dell’Economia” assieme alle banche che hanno generato (o perlomeno coadiuvato) il crollo dell’economia stessa a livello mondiale attraverso varie azioni non sempre molto chiare, continuano ad essere supportate economicamente e ad avere sgravi fiscali a livello globale.

A noi cosa resta? Il lamentarci ed il subire.

Con tutto il rispetto per Beppe Grillo, che considero un buon comico, penso che sobillare un popolo già di suo incavolato rischia di far degenerare la situazione.

Sono però convinto che ci siano delle Persone che sono in grado di prendere le redini ed aiutarci a capire come tirare su la testa con criterio, con metodi costruttivi e produttivi; è di queste Persone che l’Italia ha bisogno ora.

Gente indipendente dalla politica e dal Vaticano che sappia gestire problemi complessi ed aiuti tutti noi a rimboccarci le maniche, motivandoci e responsabilizzandoci per una ripresa lenta ma effettiva.

Siamo molto vicini all’”orizzonte degli eventi”, ma non ci siamo ancora dentro.

Famiglie d’Italia lo considero uno strumento, uno dei migliori, per raccogliere questo messaggio, e sono convinto che tra i suoi lettori ci sia qualcuno che come me vuole rimettere in moto questo meraviglioso Paese che Dio ci ha reso la grazia di donarci.
Io sono pronto a rimettermi in gioco, ma non in politica. Voglio lavorare al fianco di altri Italiani che invece di lamentarsi, hanno idee e progetti concreti e concretizzabili.

Giacomo Carone

Giacomo Carone: intervista ad un giovane imprenditore « Famiglie d

Giacomo Carone ci invita a leggere un libro di Sonia Ricotti che

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Giacomo Carone ci invita a leggere un libro di Sonia Ricotti che trasforma la nostra vita in 11 mosse

novembre 4, 2010

Come sempre i commenti di Giacomo Carone ai nostri articoli  sono ” articoli ” a loro volta e ci offrono spesso l’occasione per  pubblicarli come post del giorno dopo:

Una Risposta a “Come eliminare i ricordi dolorosi e vivere felici ( Famiglie d’Italia news )”

 

Ennesima “commodity” che ci verrà propinata promettendoci di risolvere in maniera semplice i nostri guai, arricchendo come sempre le case farmaceutiche. Bene la ricerca, e tanto meglio se questa aiuta quelle persone che non sono in grado in autonomia di “cancellare” i ricordi negativi, ma per tutti gli altri, basta tirarsi su le maniche e fare tesoro proprio di questi eventi negativi, per vedere modo migliore il futuro, anzi, partecipare attivamente al miglioramento del futuro proprio e quello degli altri. (more…)

Una Risposta a “A picco l’euro, a fondo le borse… e gli ingenui sprovveduti”

Mag 16, 2010

Commento di un amico di Famiglie d’Italia, Giacomo Carone, all’articolo di ieri: buona lettura e conseguente riflessione!

Premetto che non sono un economista, ne un analista economico e che non ho l’intenzione di dispensare pillole di saggezza ad alcuno, ma sono un semplice cittadino del mondo che vede con i propri occhi ciò che lo circonda.
Nulla si crea, nulla si distrugge; tutto si trasforma”. Questa legge purtroppo non è più valida per l’attuale economia effimera, virtuale, basata su pochi che gestiscono il denaro di molti. E’ andata alla grande, finché un paio di anni fa qualcuno non è andato a sollevare il coperchio e dal pentolone in piena ebollizione si sono dispersi nel nulla i vapori delle grandi speculazioni.
(more…)

Giacomo Carone: intervista ad un giovane imprenditore

febbraio 25, 2010

 Io, solitamente, pubblico pochi commenti preferendo rispondere personalmente a tutti, via mail. Non so perché, ma è una scelta editoriale che ho adottato fin da principio per evitare ( come accade in vari blog ) probabili e dispiacevoli discussioni fra alcuni lettori di idee contrapposte che sfociano a volte in liti spiacevoli con abuso di scambio di termini volgari. Faccio eccezione per alcuni, quando gli interventi sono educati e mirati, come quello di Giacomo Carone, un giovane imprenditore di Mezzocorona ( Tn ), il cui commento potrete leggere in calce al post di ieri. Per dimostrargli il mio gradimento, pubblico una sua intervista che ho scovato su Google. (more…)

Caso Bertolaso e annessi… i nostri pensieri

febbraio 12, 2010

Come è mia abitudine, ogni tanto amo dare evidenza a qualche  ” commento ” che mi ha particolarmente ” colpito ” , facendone oggetto di un post, come accade oggi per quello di Giacomo Carone, un giovane imprenditore di Mezzocorona ( Tn ), del quale potrete trovare facilmente notizie su Google, che con impegno e onestà si adopera per apportare il suo contributo operativo tra le mille difficoltà che gli contrappone l’Italia attuale devastata dalla crisi finanziaria e politica.  Il  ” commento ” in oggetto è relativo all’articolo di ieri sul caso di  ” Bertolaso indagato ”  che si apre con la foto di un uomo che da di stomaco sulla tazza di un water.

Mi vedo benissimo nell’immagine che accompagna la notizia “… Ma la realtà è come viene descritta dai giornali, oppure è solo una montatura per chissà quale motivo? (more…)