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Valore ed importanza della Famiglia in un mondo globalizzato ( by Gatenews24 )

febbraio 1, 2014

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Lo Stato si pone solo in una posizione di “ garante “ nell’applicazione delle regole che Esso stesso ha creato per la tutela dei diritti derivanti, ma dati i tempi non è più sufficiente

La Famiglia e lo Stato
Nella cultura occidentale, una famiglia viene definita come “ un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei o legali, come il matrimonio o l’adozione “, la cui funzione primaria è quella di riprodurre la società sia da un punto di vista biologico sia da un punto di vista socio culturale. La Costituzione italiana, riconoscendo e definendo la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, ne riconosce altresì i diritti. Il codice civile dedica alla famiglia il primo libro, “ Delle persone e delle famiglie “, disciplinandone i rapporti familiari in genere e, cioè, parentela e affinità, rapporti personali fra coniugi, rapporti patrimoniali nella famiglia, filiazione, rapporti tra genitori e figli, separazione e divorzio.
Non vorremmo dire delle eresie, ma in quanto sopra affermato manca un elemento importante ed essenziale: un accenno, un riferimento a un qualcosa che regoli direttamente anche i rapporti fra la Famiglia e lo Stato. Lo Stato si pone solo in una posizione di “ garante “ nell’applicazione delle regole che Esso stesso ha creato per la tutela dei diritti derivanti, ma dati i tempi non è più sufficiente, perché lo Stato è rappresentato da politici eletti dal popolo che deliberano a secondo del partito o corrente a cui appartengono e a volte bastano pochi voti per far prevalere un partito o un gruppo sull’altro, per cui capita spesso che una grossa fetta di cittadini venga rappresentata da un opposizione più protestataria che concludente.

Governi delle larghe intese
In alcuni Paesi d’Europa si è adottata la soluzione di governi a maggioranza allargata non solo per le grandi riforme, ma anche e, soprattutto, per il normale legiferare, vedi la Germania: in Italia si sta provando con il Governo Letta, ma per ora i risultati non sono molto rassicuranti, mentre appare sempre più incombente l’esigenza di aprire da parte dei cittadini un filo diretto e trasversale con  lo Stato e i suoi rappresentanti per suggerire le necessità più urgenti. Ovvero, un cittadino più presente, più informato dei problemi del Paese in cui vive, un cittadino che impari a partecipare alla vita politica con più attenzione e più responsabilità soprattutto al momento di esprimere il suo voto.

Ma cos’è veramente una Famiglia moderna ?
La Famiglia, nel suo significato e concetto moderno, non si basa più sul prototipo standard di padre e madre regolarmente sposati davanti ad un prete od un sindaco e con prole conseguente, ma si è allargata conglobando anche le coppie che convivono, indipendentemente dal sesso di appartenenza, in quanto gruppo legato da sentimenti ed interessi affini. Una Famiglia, però, non può essere più considerata soltanto come un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei e legali: è molto di più! E’ prima di tutto un insieme di anime e di cuori, di energie pensanti ed agenti, di amore e di spiritualità, che sono il vero motore che muove una Nazione, in proiezione di un Continente e di tutto il Mondo, intero. “

Umberto Napolitano ( fonte: Gatenews24 ) logo-top

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Il ” bailamme ” Italia visto da Giacomo Carone

gennaio 5, 2012

C’è chi pensa di conoscere i fatti leggendo i quotidiani o guardando la droga con la spina, come amo definire la TV, ma siamo sicuri che ciò che ci fanno credere sia vero?

Ci sono troppe persone in fila come pecoroni a credere alle notizie create a tavolino come fosse oro colato.

Iniziano quando si è ancora piccoli a crearci dei paradigmi che ci annientano poi nella nostra vita da adulti, attraverso l’istruzione e la dottrina. Perchè insegnare alle persone ad essere quanto di meglio sono, nella realtà potrebbe essere un pericolo per coloro che ci abbindolano giorno per giorno. Meglio un popolo beeelante che uno che ragiona con la propria testa.

Le prime cose che ci insegnano sono:
– i concetti relativi al bene ed al male, visti però secondo la loro logica;
– che c’è un Dio che vive lassù nel cielo che ti giudica ed è pronto a scaraventarti nella geenna a bruciare per l’eternità se fai così o colà e ti attacchi alle cose materiali (peccato che coloro che si arrogano il diritto di insegnarti questo, sono ben distanti dall’operare con queste modalità di vita);
– che la politica è l’unica che può governare un popolo nella piena giustizia;
– che lo “status quo” è inviolabile;
– che la globalizzazione è necessaria per la sopravvivenza della razza umana.

Chi mi conosce sa bene che ho il massimo rispetto per le Persone e le Istituzioni e per ciò che esse rappresentano nella società, se però permettono l’evoluzione degli individui e della società stessa, altrimenti, come individuo pensante e dotato di libero arbitrio, mi permetto di dissentire, motivandone debitamente le ragioni, al limite di diventare talvolta pedante.

“Ama le persone ed usa il denaro” è una frase che Bob Proctor utilizza spesso nei suoi seminari e nei suoi scritti, e dovrebbe essere alla base di un’Economia con la “E” maiuscola, invece è il contrario; si mette il denaro davanti alle Persone, spesso famigliari stretti compresi o proprio sè stessi. Vediamo in questo periodo quante separazioni, omicidi e suicidi si verificano nel nome del denaro.

Cos’ha portato la globalizzazione? Schiavitù, lavoro nero a basso prezzo (ma ad alto prezzo di vite umane), distruzione di raccolti e prodotti quali ad esempio il latte in nome di una “quota” stabilita da chi ed a nome di chi, con conseguente impoverimento dei produttori locali.

Ci hanno fatto credere alla sicurezza del mattone, dove si può speculare a dismisura pur avendo una bassa istruzione, con conseguenze catastrofiche per le famiglie, indebitate con le banche per acquistare un edificio strapagato e troppo spesso insicuro (terremoti ed alluvioni varie docet), quando le banche stesse non te le mettono all’asta perchè non riesci a pagare il mutuo. Poi poverine, le banche, ottengono gli aiuti mondiali per “aiutare” i bisognosi, e questo permette loro di attribuire ai soci i dividendi alle spese della società, senza però fornire l’aiuto necessario a chi ne ha bisogno realmente (si trincerano dietro ai vari Basilea 1, 2…n, da loro stessi creati).

Questo dilagare dei giochi d’azzardo legalizzati, ha uno studio preliminare molto accurato a tavolino, che però non è riportato dai quotidiani o dalle tv. Stranamente recentemente qualcuno ha perso lo scranno più ambito in Italia, ma in cambio le sue aziende hanno avuto il monopolio dei sistemi di gioco on-line.

Ci sono sistemi per produrre energia a costi contenuti e fornendo lavoro alle manovalanze locali, ma vengono eluse a favore dei sistemi imposti dal mercato. Guarda caso, chi estrae, trasforma e commercializza tutt’ora prodotti inquinanti come i derivati del petrolio, parallelamente e spudoratamente sotto lo stesso marchio ci propone sistemi “green”, Green, Eco, Certificazioni: questo è il nuovo mercato. Ci lavoro quotidianamente ed anche qui l’economia la fa da padrona: paghi e puoi proporre…. mi fermo qui.

L’autarchia è un reato; denigrare un prodotto locale è da stolti. Ci hanno tolto i raccolti locali in nome degli “aiuti comunitari”; ci hanno tolto una vecchia e malandata moneta in nome del “forte Euro”; la nostra maggiore produttrice di auto, che vive sulle spalle di noi italiani tutti oramai da decenni, va a risanare un capostipite mondiale del settore…

La scuola dovrebbe insegnare come si diventa “individui”, aiutando una persona a maturare ed a crearsi una “indipendenza” a tutti i livelli, per poi poter attivare una funzione di “interdipendenza” con altri individui in forma costruttiva e vantaggiosa per tutti.

Ok; siamo fortunati che ci lasciano la libertà! Permettono alle TV pagate “spintaneamente” da noi Italiani, di far parlare personaggi comici, giornalisti ed opinionisti che danno libero sfogo ad idee analoghe alle nostre. Ma siamo sicuri che non siano al soldo dell’economia per svolgere proprio la funzione di “valvole di sfogo” per il popolo?

La settimana scorsa ero a tavola con mia figlia tredicenne e parlavamo di queste cose e di ciò che Famiglie d’Italia sta preparando come propositi concreti per dare una smossa al “sistema” attualmente imperante, e mi ha colpito la sua domanda: “Ma papà, siete dei rivoluzionari?”. La mia risposta è stata diretta e molto secca: “Vedi Ari, c’è chi fa le rivoluzioni con le armi facendo soffrire altre persone, e chi le fa con progetti fattivi: noi abbiamo scelto la seconda opzione”. Al che le è tronato il sorriso ed ha continuaro a pranzare.

Grazie povera Italia malandata e grazie a coloro che credono in progetti che portino a tutti noi Italiani il benessere che ci meritiamo, ed un doveroso ringraziamento anche ad Umberto Napolitano, presidente di Famiglie d’Italia:

 

 

Giacomo Carone

Mondiali di calcio: l’Italia ha perso una partita, non la sua storia

giugno 25, 2010

Io penso che da questa disavventura sportiva l’Italia, nel senso di Nazione e del suo popolo, possa trarre una lezione salutare e produttiva: una partita di calcio tale è e tale deve rimanere!… Una vittoria non risolve i nostri problemi, nel senso che se la pancia è vuota non si gonfia di conseguenza come una rete violata da un pallone. Sì, può esaltarci, renderci felici per un po’…  ma nulla di più… (more…)