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Origini della festa della Befana

gennaio 6, 2016

Oggi è il 6 gennaio, festa dell’Epifania: evito di fare gli auguri alle nostre care amiche che, come da tradizione, ne avranno già ricevuti a iosa. Invece, seguendo un’usanza già adottata da questo blog per le altre feste, anche questa volta ho fatto un giro su Google in cerca di nozioni e notizie a riguardo, e, tra le varie offerte, ho scelto, dopo un’attenta cernita, proprio la prima che mi era  subito apparsa, dal titolo:  La Befana. Un post molto ben fatto e simpatico, che non ho potuto fare a neno di riportarvi,  edito da www.provincia.ps.it

 LA BEFANA PER NOI

La Befana è una vecchietta che vola su una scopa; porta uno scialle sulla testa e i suoi abiti scuri sono strappati e sporchi di fuliggine, perché per entrare nelle case si cala giù dal camino. Questa vecchina, la notte del 5 Gennaio, quando le persone dormono, porta doni ai bambini: bambole, macchinine, libri, giochi vari e dolciumi. Se qualcuno è stato disubbidiente, troverà carbone, cenere, cipolle, aglio. Una settimana prima della festa, i bambini cercano di fare i “buoni” e la sera prima preparano la calza appesa al camino e vanno a letto presto.
Sono emozionati, curiosi di vedere il loro regalo, ansiosi per l’arrivo della Befana e talvolta, un po’ impauriti.

Il giorno della festa sono allegri, contenti del regalo ricevuto o un po’ delusi perché non sono stati accontentati e per il carbone che nelle calze non manca mai.
Molti bambini credono che la Befana sia la moglie di Babbo Natale e che abiti al Polo Sud, mentre il marito vive al Polo Nord. Babbo Natale non sempre riesce ad accontentare i desideri dei bambini e a questo cerca di rimediare la Befana.
Qualche bambino pensa che la Befana esista veramente, cerca di immaginarla e la aspetta con ansia; alcuni non ci credono e pensano che sia la mamma a mettere i regali nelle calze, però fanno finta di non saperlo. Nel nostro paese, l’Amministrazione Comunale ogni anno organizza una piccola festa: una signora vestita da Befana distribuisce a tutti i bambini un pacco di cioccolatini, caramelle, quaderni, matite, penne e gomme.

LA LEGGENDA DELLA BEFANA

Un giorno, i Re Magi partirono carichi di doni (oro, incenso e mirra) per Gesù Bambino.
Attraversarono molti paesi guidati da una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro.
Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all’ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli.

Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani.
Per questo la vecchina non vide Gesù Bambino, né quella volta né mai.
Da allora ella, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù.

 

 

LE NOSTRE RICERCHE SULLA FESTA DELLA BEFANA

La Befana si festeggia il giorno dell’Epifania, una festa religiosa che ricorre il sei Gennaio e ricorda la visita dei Re Magi a Gesù Bambino.
Tre re, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra.
Si incontrarono vicino a Gerusalemme e, pur parlando lingue diverse, si compresero e si accorsero di avere la stessa meta; così proseguirono il viaggio insieme.
Giunti alla grotta offrirono a Gesù i loro doni, lo adorarono e ripartirono.

DOVE E QUANDO E’ NATA LA BEFANA

Non si sa in quale città o regione italiana sia “nata” la Befana, ma di essa si è incominciato a parlare nel milleduecento.
Da allora, questa festa è diventata una delle più importanti e attese dai bambini.
La Befana è una vecchietta brutta e arcigna che intimorisce i bambini e nello stesso tempo è una vecchietta di buon cuore che porta doni ai bambini buoni.
Forse, la vecchietta rappresenta l’anno vecchio che, dopo le feste del periodo natalizio, se ne va lasciando dei doni.
A questo proposito esiste ancora un detto:
“L’Epifania tutte le feste porta via”.

PERCHE’ SI CHIAMA BEFANA

Il suo nome deriva da Epifania, trasformato poi in “Beffania” per ricordare la “Strega di Beffania” che volava sui tetti delle case in quella notte. Col passare del tempo perse le lettere “f” ed “i” e diventò Befana.

LA BEFANA AL TEMPO DEI NONNI

Al tempo dei nostri nonni nelle case si aspettava la Befana appendendo al camino una calza di lana fatta a mano con i ferri dalle mamme o dalle nonne. Essi, da piccoli, credevano molto alla Befana; le scrivevano una lettera esprimendo i loro desideri che, per lo più, non venivano esauditi perché c’era molta povertà. Quando arrivavano i doni della Befana, tutti i bambini erano molto contenti perché era l’unica festa in cui ricevevano dolciumi.

Nella calza i bambini trovavano poca roba: qualche mandarino, caramelle di orzo fatte in casa, castagne, noci e lupini; essi sapevano che dovevano essere buoni almeno due mesi prima della festività, altrimenti avrebbero ricevuto carbone, cenere, cipolla, aglio e carote.
Nella calza non si trovavano giocattoli, se non bamboline di stoffa cucite dalle mamme o dalle nonne. Non si preparavano piatti particolari in quel giorno, ma in alcune famiglie ci si riuniva per mangiare castagne, noci e frittelle. In occasione di questa festa, in alcuni paesi venivano dati dei buoni alle famiglie più bisognose per prendere le cose più necessarie, come pane, pasta, zucchero,…

Attenzione: se cliccate su La Befana troverete anche la versione in inglese.

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

famigli d'italia

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Festa di Ognissanti, origine e tradizioni

novembre 1, 2015

 

Come d’abitudine, questo blog nelle ricorrenze festive comincia un suo viaggio sul web alla ricerca di notizie, affidandosi soprattutto a Google e Wihipedia. La festa di oggi, quella di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi (canonizzati e non) ed è anche  è una espressione rituale cristiana per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso  noti o ignoti affinché ci proteggano ed intercedano per noi. La festa cattolica ( Festabant Omnium Sanctorum) cade il 1º novembre, seguita il 2 novembre dalla Commemorazione dei Defunti, ed è una festa di precetto che prevede una veglia e un’ottava nel calendario della forma straordinaria del rito romano.

Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate ad Antiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste. Come data di celebrazione della festività fu scelto il 1º novembre per farla coincidere con il Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno, a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese. Secondo le credenze celtiche durante la celebrazione del Samhain, i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le antiche tribù celtiche erano un tutt’uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo che infatti il 2 novembre celebra i defunti.

 Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata. E l 1º novembre venne decretato festa di precetto anche da parte del re franco Luigi il Pio nell’835 e il decreto f emesso “su richiesta di papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i vescovi”.

 

Dieci pensieri sulla Festa di Tutti i Santi

1. Il 1° novembre è la Solennità di Tutti i Santi. Si tratta di una festa popolare e cristiana, molto sentita dalle nostre popolazioni, che vuole ricordare in un’unica Solennità coloro che ci hanno preceduto nel cammino della fede e della vita, godono la beatitudine eterna e sono cittadini a pieno diritto del ielo, la patria comune di tutta l’umanità di tutti i tempi.

Il giorno di Tutti i Santi si festeggia ormai da circa mille anni. Furono i monaci benedettini di Cluny a diffondere questa Festività.

2. In questa memoria liturgica celebriamo tutti quei cristiani che – dichiarati o no Santi o Beati dalla Chiesa – già godono la visione beatifica di Dio e sono già in Cielo. Di qui il nome: Solennità di Tutti i Santi.

3. Santo è quel cristiano che, conclusa la sua esistenza terrena è già alla presenza di Dio e – per dirla con le parole dell’apostolo Paolo – ha ricevuto “la corona della gloria”.

4. Il santo è il riflesso della gloria e della santità di Dio. Sono modelli di vita per i cristiani e nostri intercessori poiché possiamo chiedere loro aiuto e la loro intercessione presso Dio. Sono così degni di meritare il nostro culto e la nostra venerazione.

5. Il giorno di Tutti i Santi include nella propria celebrazione i santi popolari e conosciuti, straordinari cristiani a cui la Chiesa dedica uno speciale giorno  dell’anno.

6. Ma il giorno di Tutti i Santi è specialmente il giorno dei “Santi anonimi”.  Il giorno di Tutti i Santi è giornata per ricordare opportunamente la chiamata alla santità cui devono tendere tutti i battezzarti cristiani. È l’occasione per prendere coscienza una volta di più della chiamata del Signore a essere perfetti e santi come Dio è perfetto e santo.

7. Se tratta di un impegno fondamentale del cristiano poiché l’universale chiamata alla santità nella Chiesa è compito di tutti e di ogni singolo battezzato, la santità non è patrimonio di alcuni pochi privilegiati. È il destino di tutti, proprio come lo fu per la grande moltitudine di Santi anonimi che oggi ricordiamo e festeggiamo.

8. La santità cristiana consiste nel vivere e osservare i comandamenti e le beatitudini. Il Santo non è un angelo, è un uomo in  carne e ossa. Il santo è colui che vive la propria fede con gioia e fatica, che lotta ogni giorno e vive nell’amore, per amore, per amare. “Il santo è colui che è così affascinato dalla bellezza di Dio e dalla sua perfetta verità da lasciarsene trasformare. Per questa bellezza e verità è disposto a rinunciare a tutto, anche a se stesso. Gli è sufficiente l’amore di Dio, che sperimenta e vive nel servizio umile e disinteressato del prossimo” (Benedetto XVI).

9. La santità si guadagna, si raggiunge e si consegue qui in Terra con l’aiuto della grazia e con l’impegno quotidiano, amando Dio sopra ogni cosa e il prossimo come sé stessi. L’affanno di ogni giorno fa intravvedere e in qualche modo anticipa il volto dell’eternità. Il Cielo non può attendere, è vero. Ma il Cielo/la santità si guadagna qui sulla terra.

10. Il giorno di Tutti i Santi ci parla della vita umana che non termina con la morte; la vita non è tolta ma trasformata e vissuta nella beata eternità di Dio. Il giorno di Tutti i Santi è una giornata di celebrazione e di autentica catechesi dei misteri della nostra fede, i novissimi: morte, giudizio, inferno e Paradiso.

fonte: www.partecipiamo.it Tommytom

Ci sono molti modi per festeggiare questa ricorrenza, ed  ogni regione ha le sue usanze: il modo più semplice è andare a messa e ricordare e pregare i santi nel profondo nel nostro cuore. Buon Ognissanti a tutti da Famiglie d’Italia!

introduzione e commenti di

Umberto Napolitano
famigli d'italia

Perché si festeggia la Pasquetta ( Post rewind )

aprile 6, 2015

Così come ho fatto per il giorno di Santo Stefano, il giorno successivo al Santo Natale, anche per il Lunedì dell’Angelo, o Pasquetta, sono andato a cercare su ” san ” Google informazioni a riguardo e, come al solito, grazie a Wikipedia ho ottenuto le risposte che desideravo e che vi riporto fedelmente.

(Annibale Carracci- Le pie donne al sepolcro)

Festa religiosa

Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salome andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e cercavano di capire cosa fosse successo, quando apparve loro un angelo che disse: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto” (Mt 28,5-6). E aggiunse: “Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli”, ed esse si precipitarono a raccontare l’accaduto agli altri.

Per motivi incomprensibili la tradizione ha spostato questi fatti dalla mattina di Pasqua al giorno successivo. Forse perché i Vangeli indicano “il giorno dopo la Pasqua”, ma evidentemente quella a cui si allude è la Pasqua ebraica, che cadeva di sabato. Non è mai esistito un “lunedì” in cui l’angelo è apparso alle donne, come tutti sappiamo questo è successo la mattina di Pasqua.

Il lunedì dell’Angelo è giorno dell’ottava di Pasqua, ma non è giorno di precetto per i cattolici, cosa che comporterebbe l’obbligo di partecipare alla santa messa.

Festa civile

Civilmente il lunedì di Pasqua è un giorno festivo, introdotto dallo Stato italiano nel dopoguerra, e che è stato creato per allungare la festa della Pasqua, così come è avvenuto per il 26 dicembre, indomani di Natale o il Lunedì di Pentecoste (giorno festivo in Alto Adige e quasi in tutt’Europa.)

Tradizioni

Il lunedì dell’Angelo, in Italia, è un giorno di festa che generalmente si trascorre insieme con parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata, pic-nic sull’erba e attività all’aperto. Una interpretazione di questa tradizione potrebbe essere che si voglia ricordare i discepoli diretti adEmmaus. Infatti, lo stesso giorno della Resurrezione, Gesù appare a due discepoli in cammino verso Emmaus a pochi chilometri da Gerusalemme: per ricordare quel viaggio dei due discepoli si trascorrerebbe, dunque, il giorno di Pasquetta facendo una passeggiata o una scampagnata “fuori le mura” o “fuori porta”.

In questo giorno, secondo la tradizione napoletana, vengono consumati: casatiello, frittata di maccheroni, salame, uova sode, carciofi arrostiti e naturalmente la pastiera.

Nel mondo

Evidenziati in giallo i paesi del mondo nei quali è festivo il lunedì di Pasqua.

Sperando di aver soddisfatto il desiderio di apprendere da parte dei non totalmente ” edotti “, auguro a tutti una bella scampagnata contornata da un tiepido e festoso sole primaverile. Buona Pasquetta a tutti!
 
Umberto Napolitano
famigli d'italia

Perché e come si festeggia la Pasqua nel mondo ( post rewind )

aprile 5, 2015

 

Cari amici, nell’augurare a tutti Buona Pasqua, dopo il mio solito viaggetto su Google, ho deciso di copiare ed incollare per voi le notizie più interessanti relative a ” perché e come ” si festeggia la Pasqua in Italia e nel mondo. Mentre il Natale di solito lo si trascorre in casa con i propri cari, a Pasqua, se è possibile, si cerca di evadere per qualche giorno dal tran tran quotidiano con escursioni che anticipano in qualche modo gli esodi estivi. Anche noi di Famiglie d’Italia ci prenderemo un paio di giorni di vacanza come da tradizione che ci tramanda un detto tanto caro a tutti: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!

Il perchè della Pasqua ( fonte Wichipedia )

La Pasqua è la principale festività del cristianesimo. Essa celebra la risurrezione di Gesù che, secondo le Scritture, è avvenuta nel terzo giorno successivo alla sua morte in croce. La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, determina anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste.

La Pasqua ebraica, chiamata Pesach, celebra la liberazione degli Ebreidall’Egitto grazie a Mosè.

La parola ebraica pesach significa “passare oltre”, “tralasciare”, e deriva dal racconto della Decima Piaga, nella quale l’Angelo sterminatore vide il sangue dell’agnello del Pesach sulle porte delle case di Israele e “passò oltre”, colpendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone. In questo modo Israele è passato da una condizione di schiavitù (sotto gli egiziani) ad una libertà con Dio verso la terra promessa.

La Pasqua con il Cristianesimo ha perso il suo significato originario, venendo a connotare un “passaggio”, ovvero:

Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione dalla schiavitù d’Egitto.

Pasqua nel mondo: come si festeggia

( Fonte UniversiNet.it ) Va detto che, tra le tante tradizioni, quella dell’ uovo (da mangiare o da dipingere) si ritrova un po’ in tutte le Nazioni, probabilmente perché l’ uovo simboleggia la fecondità e la speranza per il futuro.
Nonostante questa tradizione abbia origini antichissime, fu solo a partire dal XVI secolo che nacque l’usanza di nascondere una sorpresa nell’ uovo.
In Germania, così come in in Svizzera, di dice che le uova vengano nascoste da un coniglietto (simbolo della nuova vita che ritorna ogni primavera) e il giorno di Pasqua i bambini si divertono in una sorta di caccia al tesoro che culmina nel ritrovamento delle uova. Il pranzo pasquale tedesco è a base di agnello e la sera di di Pasqua nelle campagne vengono accesi dei fuochi che simboleggiano la fine dell’ inverno e l’ inizio della primavera.
In Russia la tradizione pasquale esige che le uova sode vengano colorate di rosso e nella tradizione ortodossa viene preparato il Kulitch, un panettone accompagnato da ricotta dolce.
In Inghilterra, invece, la Pasqua viene festeggiata mangiando gli Hot cross buns, piccole ciambelle.

Molto prima di Pasqua i bambini finlandesi piantano dei semi in piccoli vasi e secondo la tradizione, la notte tra il venerdì e la domenica di Pasqua le streghe escono dai loro nascondigli e volano in cielo (una sorta di Halloween finlandese!).
Mentre in Grecia la Pasqua è considerata come la festa più importante dell’ anno ed è celebrata con un pranzo a base di riso alla greca e suopa mayeritsa, in Francia ai bambini viene detto che il venerdì che precede la Pasqua le campane non suonano poiché sono volate verso Roma. Sempre in Francia la tradizione vuole che in passato l’ uovo più grosso deposto dalle galline durante la Settimana Santa spettasse al re.
In questi giorni di festa, in Olanda e in Danimarca domina il colore giallo: gli olandesi mettono in casa dei fiori gialli, mentre i danesi apparecchiano la tavola con un tovaglia e delle candele di questo colore.
In Italia, al di là delle consuete celebrazione religiose, nel periodo pasquale si è soliti mangiare un dolce a forma di colomba, simbolo di pace. Questo dolce fu creato nel 750 a.C da un pasticcere di Pavia che lo diede poi in dono ad Alboino, re dei Longobardi.

Tra i dolci pasquali del nostro Paese ricordiamo anche la Pastiera napoletana, i Pardulas sardi , la Schiacciata di Livorno e la Cassata siciliana.

 

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Evviva la befana!… Perché si festeggia la befana

gennaio 6, 2015

Perché si festeggia la Befana
By Famiglieditalia

2517_befana 1Oggi è il 6 gennaio, festa dell’Epifania: evito di fare gli auguri alle nostre care amiche che, come da tradizione, ne avranno già ricevuti a iosa. Invece, seguendo un’usanza già adottata da questo blog per le altre feste, anche questa volta ho fatto un giro su Google in cerca di nozioni e notizie a riguardo, e, tra le varie offerte, ho scelto, dopo un’attenta cernita, proprio la prima che mi era subito apparsa, dal titolo: La Befana. Un post molto ben fatto e simpatico, che non ho potuto fare a neno di riportarvi, edito da http://www.provincia.ps.it

LA BEFANA PER NOI

befana2La Befana è una vecchietta che vola su una scopa; porta uno scialle sulla testa e i suoi abiti scuri sono strappati e sporchi di fuliggine, perché per entrare nelle case si cala giù dal camino. Questa vecchina, la notte del 5 Gennaio, quando le persone dormono, porta doni ai bambini: bambole, macchinine, libri, giochi vari e dolciumi. Se qualcuno è stato disubbidiente, troverà carbone, cenere, cipolle, aglio. Una settimana prima della festa, i bambini cercano di fare i “buoni” e la sera prima preparano la calza appesa al camino e vanno a letto presto.
Sono emozionati, curiosi di vedere il loro regalo, ansiosi per l’arrivo della Befana e talvolta, un po’ impauriti.

Il giorno della festa sono allegri, contenti del regalo ricevuto o un po’ delusi perché non sono stati accontentati e per il carbone che nelle calze non manca mai.
Molti bambini credono che la Befana sia la moglie di Babbo Natale e che abiti al Polo Sud, mentre il marito vive al Polo Nord. Babbo Natale non sempre riesce ad accontentare i desideri dei bambini e a questo cerca di rimediare la Befana.
Qualche bambino pensa che la Befana esista veramente, cerca di immaginarla e la aspetta con ansia; alcuni non ci credono e pensano che sia la mamma a mettere i regali nelle calze, però fanno finta di non saperlo. Nel nostro paese, l’Amministrazione Comunale ogni anno organizza una piccola festa: una signora vestita da Befana distribuisce a tutti i bambini un pacco di cioccolatini, caramelle, quaderni, matite, penne e gomme.

LA LEGGENDA DELLA BEFANA

magi_in_cammino_smallUn giorno, i Re Magi partirono carichi di doni (oro, incenso e mirra) per Gesù Bambino.
Attraversarono molti paesi guidati da una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro.
Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all’ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli.

Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani.
Per questo la vecchina non vide Gesù Bambino, né quella volta né mai.
Da allora ella, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù.

LE NOSTRE RICERCHE SULLA FESTA DELLA BEFANA

magi_small2La Befana si festeggia il giorno dell’Epifania, una festa religiosa che ricorre il sei Gennaio e ricorda la visita dei Re Magi a Gesù Bambino.
Tre re, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra.
Si incontrarono vicino a Gerusalemme e, pur parlando lingue diverse, si compresero e si accorsero di avere la stessa meta; così proseguirono il viaggio insieme.
Giunti alla grotta offrirono a Gesù i loro doni, lo adorarono e ripartirono.

DOVE E QUANDO E’ NATA LA BEFANA

befana3_smallNon si sa in quale città o regione italiana sia “nata” la Befana, ma di essa si è incominciato a parlare nel milleduecento.
Da allora, questa festa è diventata una delle più importanti e attese dai bambini.
La Befana è una vecchietta brutta e arcigna che intimorisce i bambini e nello stesso tempo è una vecchietta di buon cuore che porta doni ai bambini buoni.
Forse, la vecchietta rappresenta l’anno vecchio che, dopo le feste del periodo natalizio, se ne va lasciando dei doni.
A questo proposito esiste ancora un detto:
“L’Epifania tutte le feste porta via”.

PERCHE’ SI CHIAMA BEFANA

Il suo nome deriva da Epifania, trasformato poi in “Beffania” per ricordare la “Strega di Beffania” che volava sui tetti delle case in quella notte. Col passare del tempo perse le lettere “f” ed “i” e diventò Befana.

befana3_smallLA BEFANA AL TEMPO DEI NONNI

Al tempo dei nostri nonni nelle case si aspettava la Befana appendendo al camino una calza di lana fatta a mano con i ferri dalle mamme o dalle nonne. Essi, da piccoli, credevano molto alla Befana; le scrivevano una lettera esprimendo i loro desideri che, per lo più, non venivano esauditi perché c’era molta povertà. Quando arrivavano i doni della Befana, tutti i bambini erano molto contenti perché era l’unica festa in cui ricevevano dolciumi.

Nella calza i bambini trovavano poca roba: qualche mandarino, caramelle di orzo fatte in casa, castagne, noci e lupini; essi sapevano che dovevano essere buoni almeno due mesi prima della festività, altrimenti avrebbero ricevuto carbone, cenere, cipolla, aglio e carote.
Nella calza non si trovavano giocattoli, se non bamboline di stoffa cucite dalle mamme o dalle nonne. Non si preparavano piatti particolari in quel giorno, ma in alcune famiglie ci si riuniva per mangiare castagne, noci e frittelle. In occasione di questa festa, in alcuni paesi venivano dati dei buoni alle famiglie più bisognose per prendere le cose più necessarie, come pane, pasta, zucchero,…

Attenzione: se cliccate su La Befana troverete anche la versione in inglese.

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

 

Perché si festeggia la Pasquetta ( Post Rewind )

aprile 21, 2014

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Così come ho fatto per il giorno di Santo Stefano, il giorno successivo al Santo Natale, anche per il Lunedì dell’Angelo, o Pasquetta, sono andato a cercare su ” san ” Google informazioni a riguardo e, come al solito, grazie a Wikipedia ho ottenuto le risposte che desideravo e che vi riporto fedelmente.

(Annibale Carracci- Le pie donne al sepolcro)

Festa religiosa

Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salome andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e cercavano di capire cosa fosse successo, quando apparve loro un angelo che disse: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto” (Mt 28,5-6). E aggiunse: “Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli”, ed esse si precipitarono a raccontare l’accaduto agli altri.

Per motivi incomprensibili la tradizione ha spostato questi fatti dalla mattina di Pasqua al giorno successivo. Forse perché i Vangeli indicano “il giorno dopo la Pasqua”, ma evidentemente quella a cui si allude è la Pasqua ebraica, che cadeva di sabato. Non è mai esistito un “lunedì” in cui l’angelo è apparso alle donne, come tutti sappiamo questo è successo la mattina di Pasqua.

Il lunedì dell’Angelo è giorno dell’ottava di Pasqua, ma non è giorno di precetto per i cattolici, cosa che comporterebbe l’obbligo di partecipare alla santa messa.

Festa civile

Civilmente il lunedì di Pasqua è un giorno festivo, introdotto dallo Stato italiano nel dopoguerra, e che è stato creato per allungare la festa della Pasqua, così come è avvenuto per il 26 dicembre, indomani di Natale o il Lunedì di Pentecoste (giorno festivo in Alto Adige e quasi in tutt’Europa.)

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Tradizioni

Il lunedì dell’Angelo, in Italia, è un giorno di festa che generalmente si trascorre insieme con parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata, pic-nic sull’erba e attività all’aperto. Una interpretazione di questa tradizione potrebbe essere che si voglia ricordare i discepoli diretti ad Emmaus. Infatti, lo stesso giorno della Resurrezione, Gesù appare a due discepoli in cammino verso Emmaus a pochi chilometri da Gerusalemme: per ricordare quel viaggio dei due discepoli si trascorrerebbe, dunque, il giorno di Pasquetta facendo una passeggiata o una scampagnata “fuori le mura” o “fuori porta”.

In questo giorno, secondo la tradizione napoletana, vengono consumati: casatiello, frittata di maccheroni, salame, uova sode, carciofi arrostiti e naturalmente la pastiera.

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Nel mondo

Evidenziati in giallo i paesi del mondo nei quali è festivo il lunedì di Pasqua.

Sperando di aver soddisfatto il desiderio di apprendere da parte dei non totalmente ” edotti “, auguro a tutti una bella scampagnata contornata da un tiepido e festoso sole primaverile. Buona Pasquetta a tutti!

Famiglie             d’Italia
Umberto Napolitano

 

Buona Pasqua!… Perché e come si festeggia la Pasqua nel mondo

aprile 20, 2014

pasqua

Cari amici, nell’augurare a tutti Buona Pasqua, dopo il mio solito viaggetto su Google, ho deciso di copiare ed incollare per voi le notizie più interessanti relative a ” perché e come ” si festeggia la Pasqua in Italia e nel mondo. Mentre il Natale di solito lo si trascorre in casa con i propri cari, a Pasqua, se è possibile, si cerca di evadere per qualche giorno dal tran tran quotidiano con escursioni che anticipano in qualche modo gli esodi estivi. Anche noi di Famiglie d’Italia ci prenderemo un paio di giorni di vacanza come da tradizione che ci tramanda un detto tanto caro a tutti: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!

Il perchè della Pasqua ( fonte Wichipedia )

La Pasqua è la principale festività del cristianesimo. Essa celebra la risurrezione di Gesù che, secondo le Scritture, è avvenuta nel terzo giorno successivo alla sua morte in croce. La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, determina anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste.

La Pasqua ebraica, chiamata Pesach, celebra la liberazione degli Ebrei dall’Egitto grazie a Mosè.

La parola ebraica pesach significa “passare oltre”, “tralasciare”, e deriva dal racconto della Decima Piaga, nella quale l’Angelo sterminatore vide il sangue dell’agnello del Pesach sulle porte delle case di Israele e “passò oltre”, colpendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone. In questo modo Israele è passato da una condizione di schiavitù (sotto gli egiziani) ad una libertà con Dio verso la terra promessa.

La Pasqua con il Cristianesimo ha perso il suo significato originario, venendo a connotare un “passaggio”, ovvero:

Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione dalla schiavitù d’Egitto.

Pasqua nel mondo: come si festeggia

( Fonte UniversiNet.it ) Va detto che, tra le tante tradizioni, quella dell’ uovo (da mangiare o da dipingere) si ritrova un po’ in tutte le Nazioni, probabilmente perché l’ uovo simboleggia la fecondità e la speranza per il futuro.
Nonostante questa tradizione abbia origini antichissime, fu solo a partire dal XVI secolo che nacque l’usanza di nascondere una sorpresa nell’ uovo.
In Germania, così come in in Svizzera, di dice che le uova vengano nascoste da un coniglietto (simbolo della nuova vita che ritorna ogni primavera) e il giorno di Pasqua i bambini si divertono in una sorta di caccia al tesoro che culmina nel ritrovamento delle uova. Il pranzo pasquale tedesco è a base di agnello e la sera di di Pasqua nelle campagne vengono accesi dei fuochi che simboleggiano la fine dell’ inverno e l’ inizio della primavera.
In Russia la tradizione pasquale esige che le uova sode vengano colorate di rosso e nella tradizione ortodossa viene preparato il Kulitch, un panettone accompagnato da ricotta dolce.
In Inghilterra, invece, la Pasqua viene festeggiata mangiando gli Hot cross buns, piccole ciambelle.

Molto prima di Pasqua i bambini finlandesi piantano dei semi in piccoli vasi e secondo la tradizione, la notte tra il venerdì e la domenica di Pasqua le streghe escono dai loro nascondigli e volano in cielo (una sorta di Halloween finlandese!).
Mentre in Grecia la Pasqua è considerata come la festa più importante dell’ anno ed è celebrata con un pranzo a base di riso alla greca e suopa mayeritsa, in Francia ai bambini viene detto che il venerdì che precede la Pasqua le campane non suonano poiché sono volate verso Roma. Sempre in Francia la tradizione vuole che in passato l’ uovo più grosso deposto dalle galline durante la Settimana Santa spettasse al re.
In questi giorni di festa, in Olanda e in Danimarca domina il colore giallo: gli olandesi mettono in casa dei fiori gialli, mentre i danesi apparecchiano la tavola con un tovaglia e delle candele di questo colore.
In Italia, al di là delle consuete celebrazione religiose, nel periodo pasquale si è soliti mangiare un dolce a forma di colomba, simbolo di pace. Questo dolce fu creato nel 750 a.C da un pasticcere di Pavia che lo diede poi in dono ad Alboino, re dei Longobardi.

Tra i dolci pasquali del nostro Paese ricordiamo anche la Pastiera napoletana, i Pardulas sardi , la Schiacciata di Livorno e la Cassata siciliana.

 introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Perché si festeggia la Befana ( replica )

gennaio 5, 2013

6 gennaio, festa dell’Epifania: evito di fare gli auguri alle nostre care amiche che, come da tradizione, ne riceveranno a iosa. Invece, seguendo un’usanza già adottata da questo blog per le altre feste, anche questa volta ho fatto un giro su Google in cerca di nozioni e notizie a riguardo, e, tra le varie offerte, ho scelto, dopo un’attenta cernita, proprio la prima che mi era  subito apparsa, dal titolo:  La BefanaUn post molto ben fatto e simpatico, che non ho potuto fare a neno di riportarvi,  edito da www.provincia.ps.it

 LA BEFANA PER NOI

La Befana è una vecchietta che vola su una scopa; porta uno scialle sulla testa e i suoi abiti scuri sono strappati e sporchi di fuliggine, perché per entrare nelle case si cala giù dal camino. Questa vecchina, la notte del 5 Gennaio, quando le persone dormono, porta doni ai bambini: bambole, macchinine, libri, giochi vari e dolciumi. Se qualcuno è stato disubbidiente, troverà carbone, cenere, cipolle, aglio. Una settimana prima della festa, i bambini cercano di fare i “buoni” e la sera prima preparano la calza appesa al camino e vanno a letto presto.
Sono emozionati, curiosi di vedere il loro regalo, ansiosi per l’arrivo della Befana e talvolta, un po’ impauriti.

Il giorno della festa sono allegri, contenti del regalo ricevuto o un po’ delusi perché non sono stati accontentati e per il carbone che nelle calze non manca mai.
Molti bambini credono che la Befana sia la moglie di Babbo Natale e che abiti al Polo Sud, mentre il marito vive al Polo Nord. Babbo Natale non sempre riesce ad accontentare i desideri dei bambini e a questo cerca di rimediare la Befana.
Qualche bambino pensa che la Befana esista veramente, cerca di immaginarla e la aspetta con ansia; alcuni non ci credono e pensano che sia la mamma a mettere i regali nelle calze, però fanno finta di non saperlo. Nel nostro paese, l’Amministrazione Comunale ogni anno organizza una piccola festa: una signora vestita da Befana distribuisce a tutti i bambini un pacco di cioccolatini, caramelle, quaderni, matite, penne e gomme.

LA LEGGENDA DELLA BEFANA

Un giorno, i Re Magi partirono carichi di doni (oro, incenso e mirra) per Gesù Bambino.

Attraversarono molti paesi guidati da una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro.
Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all’ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli.

Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani.
Per questo la vecchina non vide Gesù Bambino, né quella volta né mai.
Da allora ella, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù.

LE NOSTRE RICERCHE SULLA FESTA DELLA BEFANA

La Befana si festeggia il giorno dell’Epifania, una festa religiosa che ricorre il sei Gennaio e ricorda la visita dei Re Magi a Gesù Bambino.
Tre re, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra.
Si incontrarono vicino a Gerusalemme e, pur parlando lingue diverse, si compresero e si accorsero di avere la stessa meta; così proseguirono il viaggio insieme.
Giunti alla grotta offrirono a Gesù i loro doni, lo adorarono e ripartirono.

DOVE E QUANDO E’ NATA LA BEFANA

Non si sa in quale città o regione italiana sia “nata” la Befana, ma di essa si è incominciato a parlare nel milleduecento.
Da allora, questa festa è diventata una delle più importanti e attese dai bambini.
La Befana è una vecchietta brutta e arcigna che intimorisce i bambini e nello stesso tempo è una vecchietta di buon cuore che porta doni ai bambini buoni.
Forse, la vecchietta rappresenta l’anno vecchio che, dopo le feste del periodo natalizio, se ne va lasciando dei doni.
A questo proposito esiste ancora un detto:
“L’Epifania tutte le feste porta via”.

PERCHE’ SI CHIAMA BEFANA

Il suo nome deriva da Epifania, trasformato poi in “Beffania” per ricordare la “Strega di Beffania” che volava sui tetti delle case in quella notte. Col passare del tempo perse le lettere “f” ed “i” e diventò Befana.

LA BEFANA AL TEMPO DEI NONNI

Al tempo dei nostri nonni nelle case si aspettava la Befana appendendo al camino una calza di lana fatta a mano con i ferri dalle mamme o dalle nonne. Essi, da piccoli, credevano molto alla Befana; le scrivevano una lettera esprimendo i loro desideri che, per lo più, non venivano esauditi perché c’era molta povertà. Quando arrivavano i doni della Befana, tutti i bambini erano molto contenti perché era l’unica festa in cui ricevevano dolciumi.

Nella calza i bambini trovavano poca roba: qualche mandarino, caramelle di orzo fatte in casa, castagne, noci e lupini; essi sapevano che dovevano essere buoni almeno due mesi prima della festività, altrimenti avrebbero ricevuto carbone, cenere, cipolla, aglio e carote.
Nella calza non si trovavano giocattoli, se non bamboline di stoffa cucite dalle mamme o dalle nonne. Non si preparavano piatti particolari in quel giorno, ma in alcune famiglie ci si riuniva per mangiare castagne, noci e frittelle. In occasione di questa festa, in alcuni paesi venivano dati dei buoni alle famiglie più bisognose per prendere le cose più necessarie, come pane, pasta, zucchero,…

Attenzione: se cliccate su La Befana troverete anche la versione in inglese.

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il perché della Festa di Ognissanti, le sue origini

novembre 1, 2011

Come d’abitudine, questo blog nelle ricorrenze festive comincia un suo viaggio sul web alla ricerca di notizie, affidandosi soprattutto a Google e Wihipedia. La festa di oggi, quella di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi (canonizzati e non) ed è anche  è una espressione rituale cristiana per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso  noti o ignoti affinché ci proteggano ed intercedano per noi. La festa cattolica ( Festabant Omnium Sanctorum) cade il 1º novembre, seguita il 2 novembre dalla Commemorazione dei Defunti, ed è una festa di precetto che prevede una veglia e un’ottava nel calendario della forma straordinaria del rito romano.

Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate ad Antiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste. Come data di celebrazione della festività fu scelto il 1º novembre per farla coincidere con il Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno, a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese. Secondo le credenze celtiche durante la celebrazione del Samhain, i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le antiche tribù celtiche erano un tutt’uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo che infatti il 2 novembre celebra i defunti.

 Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata. E l 1º novembre venne decretato festa di precetto anche da parte del re franco Luigi il Pio nell’835 e il decreto f emesso “su richiesta di papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i vescovi”.

 

Dieci pensieri sulla Festa di Tutti i Santi

1. Il 1° novembre è la Solennità di Tutti i Santi. Si tratta di una festa popolare e cristiana, molto sentita dalle nostre popolazioni, che vuole ricordare in un’unica Solennità coloro che ci hanno preceduto nel cammino della fede e della vita, godono la beatitudine eterna e sono cittadini a pieno diritto del ielo, la patria comune di tutta l’umanità di tutti i tempi.

Il giorno di Tutti i Santi si festeggia ormai da circa mille anni. Furono i monaci benedettini di Cluny a diffondere questa Festività.

2. In questa memoria liturgica celebriamo tutti quei cristiani che – dichiarati o no Santi o Beati dalla Chiesa – già godono la visione beatifica di Dio e sono già in Cielo. Di qui il nome: Solennità di Tutti i Santi.

3. Santo è quel cristiano che, conclusa la sua esistenza terrena è già alla presenza di Dio e – per dirla con le parole dell’apostolo Paolo – ha ricevuto “la corona della gloria”. 

4. Il santo è il riflesso della gloria e della santità di Dio. Sono modelli di vita per i cristiani e nostri intercessori poiché possiamo chiedere loro aiuto e la loro intercessione presso Dio. Sono così degni di meritare il nostro culto e la nostra venerazione. 

5. Il giorno di Tutti i Santi include nella propria celebrazione i santi popolari e conosciuti, straordinari cristiani a cui la Chiesa dedica uno speciale giorno  dell’anno. 

6. Ma il giorno di Tutti i Santi è specialmente il giorno dei “Santi anonimi”.  Il giorno di Tutti i Santi è giornata per ricordare opportunamente la chiamata alla santità cui devono tendere tutti i battezzarti cristiani. È l’occasione per prendere coscienza una volta di più della chiamata del Signore a essere perfetti e santi come Dio è perfetto e santo. 

7. Se tratta di un impegno fondamentale del cristiano poiché l’universale chiamata alla santità nella Chiesa è compito di tutti e di ogni singolo battezzato, la santità non è patrimonio di alcuni pochi privilegiati. È il destino di tutti, proprio come lo fu per la grande moltitudine di Santi anonimi che oggi ricordiamo e festeggiamo. 

8. La santità cristiana consiste nel vivere e osservare i comandamenti e le beatitudini. Il Santo non è un angelo, è un uomo in  carne e ossa. Il santo è colui che vive la propria fede con gioia e fatica, che lotta ogni giorno e vive nell’amore, per amore, per amare. “Il santo è colui che è così affascinato dalla bellezza di Dio e dalla sua perfetta verità da lasciarsene trasformare. Per questa bellezza e verità è disposto a rinunciare a tutto, anche a se stesso. Gli è sufficiente l’amore di Dio, che sperimenta e vive nel servizio umile e disinteressato del prossimo” (Benedetto XVI).  

9. La santità si guadagna, si raggiunge e si consegue qui in Terra con l’aiuto della grazia e con l’impegno quotidiano, amando Dio sopra ogni cosa e il prossimo come sé stessi. L’affanno di ogni giorno fa intravvedere e in qualche modo anticipa il volto dell’eternità. Il Cielo non può attendere, è vero. Ma il Cielo/la santità si guadagna qui sulla terra. 

10. Il giorno di Tutti i Santi ci parla della vita umana che non termina con la morte; la vita non è tolta ma trasformata e vissuta nella beata eternità di Dio. Il giorno di Tutti i Santi è una giornata di celebrazione e di autentica catechesi dei misteri della nostra fede, i novissimi: morte, giudizio, inferno e Paradiso.

fonte: www.partecipiamo.it Tommytom

Ci sono molti modi per festeggiare questa ricorrenza, ed  ogni regione ha le sue usanze: il modo più semplice è andare a messa e ricordare e pregare i santi nel profondo nel nostro cuore. Buon Ognissanti a tutti da Famiglie d’Italia!

introduzione e commenti di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Perché e come si festeggia la Pasqua nel mondo ( Famiglie d’Italia news )

aprile 24, 2011

Cari amici, nell’augurare a tutti Buona Pasqua, dopo il mio solito viaggetto su Google, ho deciso di copiare ed incollare per voi le notizie più interessanti relative a ” perché e come ” si festeggia la Pasqua in Italia e nel mondo. Mentre il Natale di solito lo si trascorre in casa con i propri cari, a Pasqua, se è possibile, si cerca di evadere per qualche giorno dal tran tran quotidiano con escursioni che anticipano in qualche modo gli esodi estivi. Anche noi di Famiglie d’Italia ci prenderemo un paio di giorni di vacanza come da tradizione che ci tramanda un detto tanto caro a tutti: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!

Il perchè della Pasqua ( fonte Wichipedia ) (more…)

Perché si festeggia la Befana

gennaio 6, 2011

Oggi è il 6 gennaio, festa dell’Epifania: evito di fare gli auguri alle nostre care amiche che, come da tradizione, ne avranno già ricevuti a iosa. Invece, seguendo un’usanza già adottata da questo blog per le altre feste, anche questa volta ho fatto un giro su Google in cerca di nozioni e notizie a riguardo, e, tra le varie offerte, ho scelto, dopo un’attenta cernita, proprio la prima che mi era  subito apparsa, dal titolo:  La Befana. Un post molto ben fatto e simpatico, che non ho potuto fare a neno di riportarvi,  edito da www.provincia.ps.it (more…)

Fiumi in crisi, una triste realtà da non sottovalutare ( Econota 37 )

ottobre 30, 2010

L’acqua dolce è una risorsa limitata ed esauribile. Nature dedica la copertina ai fiumi in crisi

By Blogeko

Lo so, è difficili rendersi conto che l’acqua dolce è una risorsa limitata ed esauribile. I fiumi, i laghi, la pioggia: dappertutto vediamo acqua dolce.
Aiuta a guardare al di là dell’ingannevole apparenza la copertina della prestigiosa rivista scientifica Nature, che questa settimana recita a caratteri cubitali “Fiumi in crisi” e mette in vetrina lo studio che, per la prima volta, quantifica l’impatto di 23 fattori di stress sui fiumi di tutto il mondo e ne stima lo stato di salute. Perlopiù cattivo. (more…)

Perchè si festeggia la Pasquetta

aprile 5, 2010

Così come ho fatto per il giorno di Santo Stefano, il giorno successivo al Santo Natale, anche per il Lunedì dell’Angelo, o Pasquetta, sono andato a cercare su ” san ” Google informazioni a riguardo e, come al solito, grazie a Wikipedia ho ottenuto le risposte che desideravo e che vi riporto fedelmente.

(Annibale Carracci- Le pie donne al sepolcro)

Festa religiosa

Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salome andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato (more…)

Un bavaglio alla cultura ( …nel gelo tra Google e Cina )

marzo 23, 2010

Nasce in questi giorni una nuova crisi, che potrebbe dare inizio ad una guerra 3.0 Dove le battaglie saranno combattute on-line e attraverso i tribunali internazionali. Famiglie d’Italia da sempre si batte per la divulgazione delle notizie e della cultura; molte volte anche a rischio della propria immagine, perchè lo stile “LIBERO” di Umberto Napolitano, non ammette disinformazione, o bavagli oscurantisti alle notizie scomode. La nostra filosofia è dare le notizie crude, aggiungendo sempre una semplice chiave di lettura, confezionando la cultura in modo che il lettore possa da solo ed in piena autonomia decidere cosa è importante e cosa non lo è!

Forse saremo i primi patrioti di GOOGLE, ma siamo in tanti, e come spesso accade che le notizie da noi pubblicate scalano le classifiche di googlenews, adesso ci sentiamo in obbligo di difendere la libertà del più grande e democratico motore di ricerca, e fautore di cultura. Riassunto dei fatti: (more…)

Caso Bertolaso e annessi… i nostri pensieri

febbraio 12, 2010

Come è mia abitudine, ogni tanto amo dare evidenza a qualche  ” commento ” che mi ha particolarmente ” colpito ” , facendone oggetto di un post, come accade oggi per quello di Giacomo Carone, un giovane imprenditore di Mezzocorona ( Tn ), del quale potrete trovare facilmente notizie su Google, che con impegno e onestà si adopera per apportare il suo contributo operativo tra le mille difficoltà che gli contrappone l’Italia attuale devastata dalla crisi finanziaria e politica.  Il  ” commento ” in oggetto è relativo all’articolo di ieri sul caso di  ” Bertolaso indagato ”  che si apre con la foto di un uomo che da di stomaco sulla tazza di un water.

Mi vedo benissimo nell’immagine che accompagna la notizia “… Ma la realtà è come viene descritta dai giornali, oppure è solo una montatura per chissà quale motivo? (more…)