Posts Tagged ‘italia’

Quando Famiglie d’Italia tace, forse c’è da preoccuparsi

settembre 18, 2015
E’ dall’inizio dell’estate che non aggiungo un articolo … sarà per pigrizia o per mancanza d’ispirazione? … Peggio, per la tristezza nel rendermi conto che tutto ormai è stato detto e nulla più c’è da aggiungere, perché nulla cambia e le parole si sprecano. Mi sono reso conto che i blog ormai servono solo per sfogarsi e ti lasciano sfogare, così ti scarichi e per un po’ ” non rompi ” e sei meno pericoloso. Ma per fortuna l’autunno è prossimo e, di solito, con l’autunno si fanno progetti nuovi. Ci dicono che l’Italia si sta riprendendo e che i posti di lavoro crescono … sarà, ma io vedo ancora intorno a me tanta gente che si muove senza rotta e non ha la certezza nemmeno di quello che accadrà loro fra un’ora. Non voglio cadere nel pessimismo, perché non è nella mia natura … ma almeno ostentare un po’ di perplessità, penso che questo mi sia consentito. Mi consola solo un fatto: noi italiani siamo forti dentro e difficilmente da abbattere. Abbiamo un’infinità di risorse abbinate ad una genialità che ci ha sempre contraddistinto nei secoli, nei millenni … per cui nessuno pensi perché sembriamo assopiti di averci battuti e sottomessi, sarebbe un’errore gravissimo! Molti, come me, stanno solo ” riposando e meditando ” e presto offriranno le loro risposte che, stranamente, come al solito, saranno positive e innovative, perché … L’ITALIA E’ UNO STIVALE CHE SA QUELLO CHE VALE, GRIDIAMOLO A NOI E AL MONDO INTERO!

famigli d'italia

Umberto Napolitano

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Scacciamo i mercanti dal Tempio!… cominciando dai più piccoli

novembre 18, 2014

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La riscossa di un popolo comincia dalle piccole azioni di giustizia, nel non lasciar perdere e cadere nel dimenticatoio fatti apparsi a tutti illegali e sui quali si soprassiede per il cheto vivere, non essendo poi così importanti e sconvolgenti per la propria esistenza. Eppure, anche le cose più insignificanti, con il lungo andare possono nuocere, perché il seme di un torto subito può crescere occupando lo spazio delle faccende irrisolte e lasciate incompiute che, col trascorrere del tempo, possono creare buchi incolmabili nelle nostre certezze, in grado poi di debilitarci nelle decisioni future. La nostra Italia è malata a causa della rassegnazione che è diventata parte integrante della nostra vita; ormai ci siamo lasciati crescere addosso un callo che fa sì che troppi possano approfittare di noi e assimilarci lentamente. Sveglia amici!… Non è un invito a diventare tutti dei Tex Willer, ma a rialzare almeno un po’ la testa e la nostra soglia di vigilanza, cominciando ad imparare ad innalzare attorno a noi i muri della consapevolezza, perché sono quelli che alla fine possono diventare per noi lo scudo di difesa più efficienti ed efficaci. La nostra Italia, come ogni Nazione per chi ci vive dentro, rappresenta il Tempio che Dio ci ha innalzato intorno: non permettiamo più di profanarlo a nessuno con la nostra accondiscendenza. E’ arrivato il momento che tutti impariamo a scacciarne fuori i mercanti… a cominciare dai più piccoli, quelli che possono apparire fin troppo insignificanti.

Buona domenica dall’Italia, una Repubblica, trasformata in bisca, fondata sulla carenza di lavoro e su un’infinità di tasse in eccesso. La sovranità apparterrebbe al popolo, ma non sa esercitarla!

gennaio 26, 2014

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Nel titolo c’è tutto: siamo fantocci inermi carnefici di noi stessi! Non ci rendiamo conto che inseguendo sogni incrementiamo la tempesta. Politici, satanassi e serpenti tentatori, ci circondano di offerte di ” Alberi di mele della conoscenza del Bene e del Male “… nelle sale bingo, nei bar, negli autogrill e nei pc. ” Non c’è lavoro, tenta la fortuna ! “… Che delusione! Lo Stato dovrebbe rappresentare il genitore a cui si affidano con fiducia i figli, in realtà ne è il despota che li sfrutta e li asciuga depredandoli, facilitandone l’autodistruzione morale e fisica.

Vorrei dedicare questa domenica alle vittime di tanta violenza ed ingiustizia, cioè a tutti noi… augurandomi che qualcuno o qualcosa sia in grado prima o poi di ispirarci ed aiutarci a ribellarci alle nostre debolezze; qualcuno o qualcosa che sia capace a convincerci che i soldi infilati nelle macchinette o investiti in lotterie varie, se spesi in qualsiasi altro modo, in vestiti, libri, cibo, hobby, regali o aiuto diretto ai meno abbienti… questi soldi verrebbero poi immessi nuovamente sul mercato creando più gioia a noi e più lavoro agli altri.

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Non ho molto da aggiungere se non invitarvi a meditare: io ci provo e vi assicuro che mi viene difficile, specialmente quando programmi come ” Le iene ” ci informano con nomi e cognomi di politici coinvolti in qualche modo nel business del gioco d’azzardo, a cui seguono interrogazioni parlamentari… ma il tutto rimane “ aria ” e molti di noi continuano a incrementarne i profitti, il più delle volte non tassati in modo equo e se , nelle verifiche accertate, “ noi  ”  sanando veniamo condonati solo degli interessi e non delle sanzioni, gli “ altri ” di quasi tutta la totalità dell’evaso dovuto.

Non ci sono vie di mezzo: se la violenza dei ” forconi ” è sconsigliata, il cambio di marcia dei nostri atteggiamenti va esortato. Lo Stato è una macchina vecchia e in avaria che continua la sua marcia per eccesso di olio che noi stessi gli forniamo assicurandone così la rotazione degli ingranaggi. Diminuiamo l’olio e il motore si ingripperà e sarà costretto, se non ad una  sostituzione, almeno ad una revisione totale. Buona domenica!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Grande Italia, questa politica ci deprime e ci reprime: facciamo conto che non esista e riappropriamoci del nostro talento!

settembre 16, 2013

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Non è possibile! Siamo forse l’unica Nazione al mondo autosufficiente al 95%… e navighiamo nel guano grazie a quattro scellerati, arrivisti e ” scaldatori ” di poltrone alle quali restano incollati da ventenni ( e ultimamente anche quelli appena sedutisi ),  che con le loro lotte di potere ci deprimono e ci reprimono quotidianamente n ogni nostro tentativo di rialzare la testa e provare a respirare aria più salubre.

Ma noi questa aria dobbiamo continuare a cercarla, in noi e fra di noi, nelle nostre famiglie: guardiamoci intorno, non ci manca nulla!... Abbiamo terra, mare, monti e, soprattutto, storia!

Spremiamo il nostro ingegno e recuperiamo la voglia di lottare ed inventare! Siamo troppo legati a degli schemi che ormai non stanno più in piedi. Portare i soldi in banca, per chi può ancora permetterselo, come solamente fonte di risparmio ed investimento, ormai non rende più. Queste ricevono i soldi ma non li rimettono in circolo. Se li tengono stretti, si pagano i loro errori e può succedere un giorno di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, o meglio di ” titoli vari ” di dubbia provenienza! Vi posso raccontare una storia recentemente accaduta, quella di una suocera che ha negato al proprio genero il prestito di una certa cifra per permettergli di intraprendere un’attività nuova, dato che era rimasto senza lavoro, Questi glieli avrebbe restituiti col 5% degli interessi, più una quota degli utili, Lei, invece, ha preferito consegnarli ad una banca in cambio di ” titoli ” ad un rendimento equivalente e presto rivelatisi un flop e una perdita desolata di oltre il 50% del capitale versato…. Morale: il genero è ancora disoccupato e la suocera sta piangendo i suoi risparmi perduti!

Dobbiamo ritrovare la fiducia in noi stessi e nei nostri cari!

Non comportiamoci come quella suocera ancorata a schemi antichi che non funzionano più! I soldi di chi li ha fruttano meglio se usati in casa propria: non nascosti nel materasso o sotto una mattonella, ma impiegati in attività familiari ben congegnate e discusse insieme. Evitiamo di disperdere inutilmente i nostri risparmi. I nostri soldi le banche li vedranno ugualmente, ma solo di passaggio girare, per far fruttare i nostri affari e non i loro.

Il futuro sta nell’agricoltura e negli antichi mestieri.

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Anche se la burocrazia ci massacra, guardandoci intorno e, grazie alle innumerevoli sopracitate risorse del nostro territorio, abbiamo molteplici possibilità per creare reddito e sopravvivenza. Riscopriamo, per esempio, le infinite variabili offerte da un’agricoltura messa troppo frettolosamente da parte nell’illusione di trasformarci in un paese industriale: la terra crea lavoro e, in ogni caso, prodotti da consumare con cui sostenersi… e poi, riscopriamo anche gli antichi mestieri che anch’essi, troppo in fretta, abbiamo lasciato in mano ad altri giunti sul nostro territorio con mezzi di fortuna: lavorare di mano,con sudore e fatica, non è umiliante, anzi! E’ più umiliante vivere di cassa integrazione o sussidi vari che, prima o poi, saranno destinati ad esaurirsi.

La politica e le politiche derivanti ci stanno deprimendo e reprimendo… facciamo conto che non esistano! Facciamocele scivolare addosso, ritroviamo la nostra personalità, o meglio…recuperiamo la nostra identità: con un po’ di buona volontà ed intelligente solidarietà familiare possiamo ancora farcela!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

La Grotta delle Ninfe a Cerchiara di Calabria ( Eccellenze d’Italia)

agosto 24, 2013

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Con la grotta delle Ninfe di Cerchiara di Calabria si apre una nuova pagina dal nome  Eccellenze d’Italia “, che sarà dedicata alle varie Eccellenze che il nostro patrio suolo si vanta di possedere, col compito di informare il mondo e, soprattutto, ricordare a noi stessi che l’Italia è un Paese unico che, grazie alla sua Storia, alle sue Coste e alle sue Montagne, all’Ingegno del suo Popolo, cocktail ineguagliabile di Arte, Cultura e Tradizioni, può vantarsi di essere autosufficiente al 95%. per cui, l’Europa è un grande sogno e una gran realtà… ma che nessuno  dimentichi che senza Italia l’Europa rischia, ma  senza Europa l’Italia vive..

Oggi presentiamo un piccolo comune calabrese, Cerchiara di Calabria, poco distante da Sibari e quasi accanto a Trebisacce, da tanti soprannominata la ” città dell’amore “. Siamo di fronte alla realtà miracolosa di una fonte termale dalle acque e fanghi curativi che sgorga nel cratere di un vulcano spento da milioni di anni e contornato da un mix di mistero, storia e leggende di un angolo magico riconducibile all’antica Magna Grecia: la Grotta delle Ninfe di Cerchiara di Calabria.

grotta delle ninfe 3

Terme di Cerchiara
” Le sorgenti termali calabresi vantano un’antica tradizione che si perde in curiose leggende e miti ancestrali tutti da scoprire.

Una delle sorgenti più interessanti da questo punto di vista è quella che nasce nella Grotta delle Ninfe, situata alle pendici del Monte Pollino, a Cerchiara di Calabria. Secondo la leggenda, la Grotta delle Ninfe Lusiadi era un antro segreto che nascondeva agli occhi dei mortali l’alcova della Ninfa Calipso. Altre leggende raccontano che la stessa caverna fosse la dimora delle Ninfe Lusiadi, che custodivano gelosamente il loro segreto di bellezza eterna, legato all’utilizzo delle acque sulfuree che nascono da questa sorgente termale.

Si tratta di un incantevole antro che, in alto, si apre in una fessura dalla caratteristica forma di mezzaluna, da cui di giorno si insinua la luce del sole. All’interno della suggestiva grotta calcarea, si è creata una piscina di acqua termale che si mantiene costantemente sui 30 gradi centigradi e da cui fuoriesce un ruscello che corre verso il mare, portandosi dietro il suo caratteristico odore sgradevole.. Si tratta infatti di acque sulfuree che, seppure notoriamente non dotate di un buon odore, erano già note agli antichi Sibariti per la cura delle malattie della pelle e di quelle reumatiche.

Le mitiche acque sulfuree alimentano l’omonimo complesso termale, costruito intorno alla grotta, senza intaccare la bellezza naturale del luogo.
Poche piscine ed un ampio spiazzo in cui godere dei raggi del sole, soprattutto in estate, e soprattutto dei fanghi di cui si può liberamente usufruire.

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Grotta delle ninfe
Di grande importanza sono anche le sorgenti della Grotta delle Ninfe, le cui acque sulfuree alimentano l’omonimo complesso termale.

Nella suggestiva grotta, le cui pareti di roccia calcarea si aprono, in alcuni punti, verso il cielo, si è creata una piscina di acqua calda (30 °C), già nota agli antichi Sibariti.

Qui si formano fanghi dalle proprietà terapeutiche. Secondo l’antica leggenda, la Grotta delle Ninfe Lusiadi era l’antro nascosto che custodiva il talamo della mitica Calipso.

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

I giorni della merla son passati… ( ma noi merli resteremo, e chissà per quanto ancora )

febbraio 2, 2013

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E’ un fine settimana sbalorditivo raggelato dalle polemiche politiche relative al caso MPS. Stanno emergendo fatti paradossali specialmente se affiancati ad una situazione finanziaria italiana per noi sempre più assurda ed insostenibile. Si scoprono, o meglio… noi popolo massa scopriamo che i nostri  sacrifici non servono a rilanciare l’economia, bensì a tappare buchi dei quali non abbiamo ne responsabilità ne conoscenze, se non postume. I giorni della merla, coincisi con l’apertura del vaso racchiudente tanto bordello, sono passati con gennaio, ma per noi i loro effetti  li porteremo addosso a lungo, perché se prima era solo un dubbio, oggi abbiamo la certezza che per lo Stato e per chi lo governa, noi siamo solo dei numeri, anzi, dei merli da imbambolare, impallinare e prosciugare di ogni goccia di linfa di sopravvivenza. Paghiamo dei balzelli non riscontrabili altrove e se siamo fortunati riusciamo a sopravvivere del minimo perché il resto lo versiamo nelle casse di chi ne fa un uso distorto. Chi si ribella o si arrangia viene tacciato, parlo dei piccoli, per evasore e ladro del benessere altrui, mentre i grandi evasori hanno risolto i problemi da tempo ed ora godono dei frutti nascondendosi ben radicati nella privilegiata “ stanza dei bottini… pardon…bottoni “. I giorni della merla sono stati raggelanti nel servirci il panorama di un’Italia dei pochi a discapito di quella dei tanti. Mentre il governo tecnico Monti ci sotterrava di tasse e di rigore in nome di una meta da raggiungere che ci avrebbe risarciti un giorno tirandoci fuori dal fallimento nazionale… dall’altra parte elargiva… pardon, prestava, l’esatto corrispondente raccolto da una tassa orrida e iniqua come l’IMU, ad un istituto bancario per porre delle pezze ad una serie di errori ed orrori commessi dai suoi dirigenti, politicamente tutelati ed autorizzati, nei confronti dei propri correntisti. Ma abbiamo scoperto anche che la maggior parte dei nostri sacrifici sono serviti a salvare non solo i fondali dei dirigenti del Monte dei Paschi di Siena ( Banca il cui operato nei confronti dei correntisti per la parte gestionale degli sportelli è stata sempre più che corretta e professionale tant’è che anch’io ne sono cliente da anni e anni ) ma pure quelli della maggior parte delle banche operanti, le quali, però, hanno smesso di svolgere il  servizio per il quale sono state create , raccolta e distribuzione del credito, ma hanno pensato in primis a salvare il proprio orticello lasciando il resto dei ” campi “, i nostri, in totale abbandono per mancanza di approvvigionamenti. Lo Stato, attraverso alcuni suoi interlocutori, sottolinea come quei 4 miliardi di euro siano solo stati dati in prestito, ed ad un tasso più che conveniente, il 9 per cento… ebbene, questo conferma ancor di più che lo Stato ci considera solamente dei merli: un tasso così alto, molto vicino all’usura, presume che l’intero debito difficilmente sarà onorato dall’MPS e che la banca verrà probabilmente nazionalizzata. Quei 4 miliardi sarebbero molto di più serviti a ridare ossigeno a tutti quei piccoli imprenditori che, poveracci, lavorando anche 18 ore al giorno cercano di portare avanti le loro piccole aziende  e a non lasciare senza mezzi di sostentamento intere famiglie. Banche e Stato, che non svolgono in modo corretto ed appropriato il loro compito, non sono di utilità alla comunità.

I giorni della merla son passati solo sul calendario… per noi chissà quanto ancora dureranno!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il governo che verrà…

dicembre 23, 2012

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Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’ “… ma l’anno che sta per finire è stato veramente pesante, per non dire orrido. Siamo stati tutti trattati come un bancomat senza limiti da cui prelevare indiscriminatamente per rimediare ad errori e malefatte altrui. Il nostro caro Monti mentre afferma di aver ridato credibilità all’Italia nei confronti dell’Europa mente con la nostra buona fede in modo spudorato sapendo di mentire. Egli ha solamente rassicurato i suoi ” amici ” riaffermando che noi italiani in fondo siamo sempre “ brava gente, spaghetti e mandolino “, pronti subito a svenarci come pecore su richiesta del primo pastore che ce lo impone. Meno male che l’ultimo ( pastore ) si è dimesso e stasera non ascolterò nemmeno il suo messaggio di fine anno. Il suo governo è stato distruttivo della nostra economia, pressapochista e confusionario, basta vedere i migliaia di esodati in mezzo ad una strada per un conteggio approssimativo fatto da un suo ministro, Elsa Fornero, capace di piangere come i coccodrilli o tapparsi le orecchie come le scimmie che non vogliono sentire, vedere e parlare di fronte ad una realtà più che evidente. Come si fa a cambiare le regole in corso dopo avere invitato e convinto centinaia di migliaia di persone ad anticipare il loro andare in pensione, e non preoccuparsi dei danni causabili? E’ assurdo solo immaginarlo, figurarsi metterlo in atto!

Caro amico ti scrivo, e ti parlo come un normale cittadino a cui resta almeno il diritto di critica. La nostra situazione politica è deprimente: uomini abituati a sperperare il denaro pubblico in modo festoso e spudorato. Addirittura uno che afferma di aver speso migliaia di euro in video giochi per tenere i figli tranquilli durante le sedute consiliari… derubati e presi per i fondelli! Ora ci saranno le nuove elezioni e molti di essi si ricandideranno con il candore e la sfacciataggine di chi, se no, non saprebbe in quale modo poter sopravvivere riuscendo a tenere l’alto tenore di vita a cui si sono abituati. Ci saranno le nuove elezioni all’insegna di partiti che guarderanno solo ai loro interessi nel raggiungere il quorum per potersi incollare per altri cinque anni sulle poltrone di un italico Parlamento sempre più profanato e vilipeso. Un Parlamento che sarà nuovamente nell’impossibilità di poter governare e legiferare tranquillamente perché spezzettato in varie diramazioni difficilmente da mettere d’accordo, un parlamento dove, come Penelope, se la Camera proverà a tessere, il Senato potrà disfare. Un Parlamento dove un Centro tronfio di valori autoconferitosi potrà  rappresentare ulteriormente  l’ago della discordia ed il timone  dell’ingovernabilità.

Caro amico ti scrivo perché sono molto deluso ed anche piuttosto ” disturbato “, specialmente dopo aver letto recentemente un rapporto redatto proprio da un Istituto di ricerca economica  tedesco nel quale si evidenzia che in Europa, pur avendo l’Italia il terzo debito pubblico più alto al mondo ( non certo causato dai suoi cittadini, ma in ogni caso ” invitati ” questi a ripianarlo benché innocenti ), in rapporto alla sua ricchezza globale è in grado di ripianarlo qualcosa come 5 volte, se non erro, ed essa primeggia come garanzie   presenti e future, precedendo di gran lunga la stessa Germania…e allora? La storia dello Spread sembrerebbe proprio che sia una presa in giro, o a dir meglio, una grande truffa! Una storia abilmente scritta per far sì che tanti italiani ” brava gente, spaghetti e mandolino ” abbiano colato sangue, si siano impoveriti per alimentare le casse altrui in un concetto molto approssimativo di unità europea: se io ( Europa ) sbaglio, tu ( Italia ) rimedi!

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Caro amico concludo, perché mi sono rotto un po’, perché so che le lamentele ingrassano ancor di più coloro a cui sono rivolte. Io mi sto adoperando insieme a tanti amici per far sì di rimediare e, come sempre, provare a cavarcela da soli. Per fortuna il nostro territorio e la nostra creatività sono sempre stati nel corso dei secoli l’unica panacea per la sopravvivenza comune. Spero solo che il governo che verrà sia all’altezza dei cambiamenti preannunciati dai Maya e mal interpretati fino all’altro ieri. Il mondo deve veramente migliorarsi ed aprirsi al concetto di amore e solidarietà se vuole sopravvivere e con lui i politici preposti alla sua conduzione. Non chiedo nulla di speciale a questo governo, non chiedo miracoli o cambiamenti repentini…chiedo solo che ci lasci lavorare serenamente, si prenda il dovuto e non ci disfi le tele che con tanta fatica cerchiamo di tessere giornalmente per garantirci la continuità dovutaci presente e futura.

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

STROZZATI DA UN EQUA USURA…

maggio 2, 2012

Ieri, su Facebook echeggiavano auguri di buon 1° maggio provenienti da tutte le parti del mondo. Quasi tutti si assomigliavano, ma tra questi mi è ” caduto l’occhio ” su un messaggio diverso, lanciato da un’amica, la quale spiegava come per lei fosse veramente difficile in quel momento riuscire a formulare spontaneamente un ” Buon 1° Maggio ” tanto roboante quanto inappropriato visto i tempi e la crisi che viviamo. Ma non voglio anticiparvi oltre e lascio spazio alla lettura di queste poche righe, disperatamente semplici e… reali.

” STROZZATI DA UN EQUA USURA… sempre più gente fruga nei cassonetti dell’immondizia; avrei voluto pubblicare delle foto ma che senso avrebbe avuto dimostrare una realtà visivamente ordinaria, mi domando solo… dove possano mai risiedere tutti i ” ricchi ” che dovrebbero affrontare i sacrifici. Mi sorge il dubbio che i provvedimenti del Governo Monti vengano ispirati da una visione limitata. Quella gente che stima la ricchezza pro- capite su di un ristretto campione, che forse oscilla tra i discorsi e case di illustri personaggi… cosa fa nella vita, canta, segue la Formula Uno o l’economia del paese? Nell’aria si respira l’effetto GRECIA, si parla di contaminazione sociale; è palpabile che l’ ITALIA dopo questo governo rimarrà un paese svuotato di garanzie dal lavoro e dalle conquiste sociali e senza alcun certezze per i più deboli che son tanti… non si può sostenere una politica di galera e tasse sfrenate, poiché questi metodi non hanno mai migliorato la vita di un popolo. Nel terzo millennio sono finite le illusioni democratiche e i governi fatti da potenti, da gente non gradita per il 99% non aiutano. Come augurare pertanto buon 1° MAGGIO, ai lavoratori dopo la fotografia di questo scempio sociale, che riesce solo a far bene emergere un messaggio ” chi non approva emigri.  OGGI ( ieri per chi legge ) RIPOSO MEGLIO COSI’ !!!

Sabrina Parini

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

L’Italia dei suicidi e dell’indifferenza

aprile 18, 2012

E’ sempre più difficile per me dissertare su questo blog con serenità ed obiettività. Sono gli argomenti ” nuovi ” che scemano. Oddio, ogni giorno qualcosa capita, anzi, fin troppe cose, ma in una scadenza così di routine che ormai le notizie, anche le più tragiche, ci scivolano addosso. La tragedia è all’ordine del giorno, ma il peggio è che spesso non è una tragedia naturale, bensì annunciata ed in maniera  consequenziale voluta e cercata. La politica è morta e con essa i pochi punti di riferimento che legavano un cittadino al concetto di ” Nazione “. Non esistono più partiti ” vergini “, ma solo uomini alla deriva che evidenziano le proprie debolezze ed i propri errori con incallita disinvoltura, come fossero normali, un fatto dovuto… una conseguenza storica. L’Italia in mano ad un Governo Tecnico, appoggiato da politici che non ne sono più degni per tutto il marcio affiorante nelle loro azioni passate e presenti. Passate, per lo spreco dei soldi che abbiamo loro messo a disposizione… presenti, per la loro innata capacità nel riuscire a rinunciare a nulla di quanto indebitamente acquisito. Siamo tutti nel guano più profondo, ma essi insistono nel reclamare soldi di finanziamenti ormai dimostratisi eccessivi ed ingiustificati… e quel che è peggio è che affamano il popolo ma non si tolgono un euro dal portafoglio: quanta ignobile ingiustizia ed aberrante nostra coglioneria nel permettere ed accettare tutto ciò passivamente! Siamo capaci di scendere in piazza in massa per seguire battaglie idealistiche per ” diritti acquisiti ” in un tempo ormai ” fuori tempo “, perché organizzati e mossi da chi teme più di perdere in potere che in interessi dei cittadini rappresentati… ma non siamo capaci di organizzare da soli alcuna forma di protesta incisiva e credibile  per far mollare l’osso a chi per troppi anni l’ha rosicchiato spudoratamente a causa della nostra totale indifferenza… Sì, un’ indifferenza colpevole che ora ci sta presentando un conto sempre più amaro, un conto che mette la maggior parte di noi con le spalle al muro costringendo i più  ” deboli ” alla fuga nel suicidio … ed i più ” forti ” all’arroccamento nella  sopportazione  galoppante verso un’inedia quasi assoluta di dignità e sostentamento.

Ecco perché mi è sempre più difficile scrivere e dissertare, perché come un disperato sto cercando di reagire sforzandomi di studiare soluzioni alternative, e, nel contempo, mi sento sporco ed inutile nel limitarmi anch’io a lamentarmi solamente, come fanno tutti ormai, sottolineando le brutture, anzi, le schifezze che ci contornano quotidianamente, ma poco o nulla proponendo.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

L’Italia non è quella del Festival di Sanremo

febbraio 16, 2012

L’Italia non è quella che stanno cercando di rappresentare all’Ariston di Sanremo. Come vedete, non uso il termine Festival per rispetto agli artisti ed agli ideatori e promotori che questa manifestazione un tempo hanno reso attesa con trepidazione ogni anno e celebre nel mondo. L’Italia è un’altra, è quella di un popolo sano che cerca di tirarsi fuori dal guano in cui sta precipitando con la forza delle proprie braccia, e, di un popolo solidale e aperto ad ogni tipo di diversità, che proprio questa diversità rispetta rifiutandone l’immagine buffa e baraccona dell’ oltraggio comico andato in onda ieri sera davanti a milioni e milioni di spettatori. La parodia dell’omosessualità e del bacio a Morandi sono stati secondo me un oltraggio grave proprio all’omosessualità e ad ogni forma di amore vero tra due persone e, forse,   il momento più basso nel quale possa cadere qualsiasi forma di spettacolo satirico o culturale che sia. Non amo bacchettare o fare i sermoni celantaneschi, ma reputo di saper guardare in faccia bene le cose e dare ad ognuna di esse il significato che ne traspare. Non critico Morandi, il quale in questo gioco si è calato da professionista dopo aver fatto bene i suoi conti e le sue scelte,  ma critico il messaggio che sta trasparendo da tutto questo Festival … confuso, scontato e destabilizzante del buon senso.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

L’Italia del muro contro muro sulla pelle dei suoi cittadini

febbraio 5, 2012

” L’articolo 18 non si tocca!… E invece si tocca !… No, è un diritto acquisito ( solo per una parte dei lavoratori ) e lo si lascia così com’è!… e allora ci rimettono i lavoratori perché le imprese non investono e non assumono!… La sicurezza dei lavoratori ( di quelli interessati dall’articolo 18 ) non deve mai essere messa in discussione!… Ma il posto fisso è monotono e non può essere assicurato a tutti, meglio la flessibilità… “

... e così via, all’infinito… Amici, come vi potete rendere conto, siamo di fronte ad un muro contro muro dal quale non so chi ne uscirà vittorioso. Non di certo noi! Troppa gente interessata ai nostri interessi, ed io non mi fido più… e molti di voi come me! Ideologie e strategie di potere stanno spartendosi il nostro futuro ed ogni protesta di chi prova a ribellarsi, giusta o ingiusta, non fa altro che ricadere sui più deboli aumentandone disgrazie e difficoltà. Siamo all’alba di grandi cambiamenti, drastici e necessari. L’ideale sarebbe che tali cambiamenti in qualche modo fossero in linea con le nostre esigenze e aspettative… ma noi deleghiamo sempre ” altri ” a decidere per noi, anche se, purtroppo, gli interessi di questi ” altri ”  non sempre coincidono con i nostri. La realtà è che il cittadino conta sempre meno per cui è inutile che spesso venga invitato ad esprimersi in referendum vari… perché il più delle volte il suo responso viene disatteso, cancellato e, praticamente, non preso in considerazione.

Non è un quadro rassicurante, ma non ci deve nemmeno deprimere o affossare: noi abbiamo un infinità di risorse nelle quali spiccano l’ingegno e la voglia di ” faticare “. Abbandoniamo le lusinghe del ” ciò ” che ci è dovuto e creiamoci da soli il “ ciò ” che ci permette di sopravvivere. Ritorniamo in braccio alla realtà che ci circonda: la terra che ci nutre e la bellezza e la storia che da sempre ci accompagnano. E’ in esse il nostro futuro insieme alle molteplici risorse racchiuse. La salvezza dell’Italia sta nell’agricoltura e nel turismo abbinati alle enormi capacità riconosciute al nostro ” made in Italy “. Se lo Stato ci vuole veramente aiutare, ci liberi dalle catene burocratiche frenanti… che al resto, ci penseremo noi. Buona domenica!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il silenzio degli innocenti

gennaio 18, 2012

Come vi sarete senz’altro accorti, e ciò vale soprattutto per coloro che ci seguono fin dalla nostra nascita, questo blog ha sempre più difficoltà giornalmente a proporsi con post che non trattino argomenti che non siano scontati e, il più delle volte, rappresentino il solito insieme di parole e lamentele destinate a disperdersi nel vento e ad aggiungersi ad altre, giuste e spesso giustificate nella rabbia espressa, ma lasciate regolarmente senza risposte o iniziative e proposte risolutrici. E’ sotto gli occhi di tutti la tragica situazione finanziaria nella quale stiamo annaspando grazie a politiche speculative, delle quali noi siamo innocenti… ma ne paghiamo le conseguenze, e, la maggior parte di noi, in silenzio perché le parole e le incazzature sono perdita di tempo e di energie se non supportate adeguatamente da azioni intelligenti e comuni in grado di portare a qualche risultato positivo.

Gli operai hanno i sindacati, molte categorie come tassisti, camionisti, farmaceutici, etc., i mezzi per creare confusione e danno oltre al rumore per far valere le loro ragioni, anche se il più delle volte, ormai, anche queste azioni raramente raggiungono l’effetto sperato… ma la maggior parte dei cittadini, quelli non rappresentati e che giornalmente convivono con restrizioni e disagi, sono costretti a subire ed a vedersi incrementati gli stessi, destinati a convivere con uno stato di difficoltà che per molti si trasforma in povertà e disperazione assoluta.

Ora, il panorama appare abbastanza preoccupante e depressivo per cui, non me la sento di sottolineare ulteriormente una realtà che è sotto gli occhi di tutti: cerco invece, insieme ai miei collaboratori, di studiare e offrire indicazioni per qualche possibilità di sbocco. E’ da tempo che da questo blog si invita tutti a riscoprire il valore, noi addirittura usiamo il termine ” la scienza  del lavoro manuale “… ebbene, alcune notizie positive arrivano; molti italiani si stanno riappropriando, per necessità, di questi mestieri che avevano lasciato troppo frettolosamente solo agli extracomunitari. Noi di Famiglie d’Italia siamo convinti che da questi lavori, specialmente quelli più vicini ai frutti che può darci madre terra, riprenderà il cammino della nostra Nazione… e su questo stiamo preparando delle proposte con progetti abbinati, che speriamo di presentare e mettere in atto al più presto. Ecco, il nostro silenzio sul blog su argomenti inerenti alla delicata fase politica e finanziaria attuale del nostro Paese… non deve essere considerata come il chiudere gli occhi e far finta di niente, bensì l’urlo del silenzio degli innocenti che intendono reagire cavandosela da soli,  ” creando ”  e non ” sprecando ” ulteriori energie in polemiche infruttuose.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il ” bailamme ” Italia visto da Giacomo Carone

gennaio 5, 2012

C’è chi pensa di conoscere i fatti leggendo i quotidiani o guardando la droga con la spina, come amo definire la TV, ma siamo sicuri che ciò che ci fanno credere sia vero?

Ci sono troppe persone in fila come pecoroni a credere alle notizie create a tavolino come fosse oro colato.

Iniziano quando si è ancora piccoli a crearci dei paradigmi che ci annientano poi nella nostra vita da adulti, attraverso l’istruzione e la dottrina. Perchè insegnare alle persone ad essere quanto di meglio sono, nella realtà potrebbe essere un pericolo per coloro che ci abbindolano giorno per giorno. Meglio un popolo beeelante che uno che ragiona con la propria testa.

Le prime cose che ci insegnano sono:
– i concetti relativi al bene ed al male, visti però secondo la loro logica;
– che c’è un Dio che vive lassù nel cielo che ti giudica ed è pronto a scaraventarti nella geenna a bruciare per l’eternità se fai così o colà e ti attacchi alle cose materiali (peccato che coloro che si arrogano il diritto di insegnarti questo, sono ben distanti dall’operare con queste modalità di vita);
– che la politica è l’unica che può governare un popolo nella piena giustizia;
– che lo “status quo” è inviolabile;
– che la globalizzazione è necessaria per la sopravvivenza della razza umana.

Chi mi conosce sa bene che ho il massimo rispetto per le Persone e le Istituzioni e per ciò che esse rappresentano nella società, se però permettono l’evoluzione degli individui e della società stessa, altrimenti, come individuo pensante e dotato di libero arbitrio, mi permetto di dissentire, motivandone debitamente le ragioni, al limite di diventare talvolta pedante.

“Ama le persone ed usa il denaro” è una frase che Bob Proctor utilizza spesso nei suoi seminari e nei suoi scritti, e dovrebbe essere alla base di un’Economia con la “E” maiuscola, invece è il contrario; si mette il denaro davanti alle Persone, spesso famigliari stretti compresi o proprio sè stessi. Vediamo in questo periodo quante separazioni, omicidi e suicidi si verificano nel nome del denaro.

Cos’ha portato la globalizzazione? Schiavitù, lavoro nero a basso prezzo (ma ad alto prezzo di vite umane), distruzione di raccolti e prodotti quali ad esempio il latte in nome di una “quota” stabilita da chi ed a nome di chi, con conseguente impoverimento dei produttori locali.

Ci hanno fatto credere alla sicurezza del mattone, dove si può speculare a dismisura pur avendo una bassa istruzione, con conseguenze catastrofiche per le famiglie, indebitate con le banche per acquistare un edificio strapagato e troppo spesso insicuro (terremoti ed alluvioni varie docet), quando le banche stesse non te le mettono all’asta perchè non riesci a pagare il mutuo. Poi poverine, le banche, ottengono gli aiuti mondiali per “aiutare” i bisognosi, e questo permette loro di attribuire ai soci i dividendi alle spese della società, senza però fornire l’aiuto necessario a chi ne ha bisogno realmente (si trincerano dietro ai vari Basilea 1, 2…n, da loro stessi creati).

Questo dilagare dei giochi d’azzardo legalizzati, ha uno studio preliminare molto accurato a tavolino, che però non è riportato dai quotidiani o dalle tv. Stranamente recentemente qualcuno ha perso lo scranno più ambito in Italia, ma in cambio le sue aziende hanno avuto il monopolio dei sistemi di gioco on-line.

Ci sono sistemi per produrre energia a costi contenuti e fornendo lavoro alle manovalanze locali, ma vengono eluse a favore dei sistemi imposti dal mercato. Guarda caso, chi estrae, trasforma e commercializza tutt’ora prodotti inquinanti come i derivati del petrolio, parallelamente e spudoratamente sotto lo stesso marchio ci propone sistemi “green”, Green, Eco, Certificazioni: questo è il nuovo mercato. Ci lavoro quotidianamente ed anche qui l’economia la fa da padrona: paghi e puoi proporre…. mi fermo qui.

L’autarchia è un reato; denigrare un prodotto locale è da stolti. Ci hanno tolto i raccolti locali in nome degli “aiuti comunitari”; ci hanno tolto una vecchia e malandata moneta in nome del “forte Euro”; la nostra maggiore produttrice di auto, che vive sulle spalle di noi italiani tutti oramai da decenni, va a risanare un capostipite mondiale del settore…

La scuola dovrebbe insegnare come si diventa “individui”, aiutando una persona a maturare ed a crearsi una “indipendenza” a tutti i livelli, per poi poter attivare una funzione di “interdipendenza” con altri individui in forma costruttiva e vantaggiosa per tutti.

Ok; siamo fortunati che ci lasciano la libertà! Permettono alle TV pagate “spintaneamente” da noi Italiani, di far parlare personaggi comici, giornalisti ed opinionisti che danno libero sfogo ad idee analoghe alle nostre. Ma siamo sicuri che non siano al soldo dell’economia per svolgere proprio la funzione di “valvole di sfogo” per il popolo?

La settimana scorsa ero a tavola con mia figlia tredicenne e parlavamo di queste cose e di ciò che Famiglie d’Italia sta preparando come propositi concreti per dare una smossa al “sistema” attualmente imperante, e mi ha colpito la sua domanda: “Ma papà, siete dei rivoluzionari?”. La mia risposta è stata diretta e molto secca: “Vedi Ari, c’è chi fa le rivoluzioni con le armi facendo soffrire altre persone, e chi le fa con progetti fattivi: noi abbiamo scelto la seconda opzione”. Al che le è tronato il sorriso ed ha continuaro a pranzare.

Grazie povera Italia malandata e grazie a coloro che credono in progetti che portino a tutti noi Italiani il benessere che ci meritiamo, ed un doveroso ringraziamento anche ad Umberto Napolitano, presidente di Famiglie d’Italia:

 

 

Giacomo Carone

Etica: la Politica non può parlare di etica ai propri cittadini quando ha trasformato l’Italia in un’enorme bisca

gennaio 4, 2012

Cari amici, il modo corretto di vivere un’esistenza normale e serena dobbiamo costruircelo da soli. Non dobbiamo più assolutamente prendere esempio da quanto ci viene proposto dalle Istituzioni attraverso i suoi rappresentanti politici perché rischiamo di sballare completamente ed appassire in un mondo virtuale, lontano dalla realtà e da quanto ispiratoci dalla nostra morale e dalla nostra tradizione cristiana.

I nostri politici sono esempio di rissa continuata, spesso colti in flagranti reati di peculato, appropriazione indebita, soprusi e favoritismi vari. Ci riempiono di balzelli senza compassione ( la nostra benzina costa quasi il 20 % in più rispetto agli altri Stati dell’Unione Europea ), riducono gli stipendi magri di un popolo depresso, e non toccano un euro dei loro sfarzosi emolumenti… hanno trasformato l’Italia in un’enorme bisca, 24 ore su 24!

Dal vecchio Gioco del Lotto una volta alla settimana, Totocalcio, Totip e qualche Lotteria Nazionale…sono passati ad un Lotto ufficiale 3 volte alla settimana, abbinato al Superenalotto conseguente, più Gratta e Vinci e Lotti istantanei continuati, Bingo e Slot Machines su tutto il territorio e su Internet, e dulcis in fundo… Poker e Casino con Roulette e campione completo di tutti i giochi, grazie ad internet, senza interruzione… a casa tua ed, ora, anche su iPad e cellulari. Giochi tassati alle origini,e, ultimamente, anche sulle vincite. CHE SCHIFO!!! Non invidio il mio omonimo Presidente Giorgio Napolitano, che non so con quale spirito si appresti ogni giorno a rappresentare senza ansia una Nazione in così galoppante degenerazione.

Ma noi nelle Istituzioni dobbiamo continuare a credere perché sono sacre e senza di esse nemmeno esisteremmo!… Come potete vedere io uso sempre le iniziali maiuscole quando le nomino. E’ la generazione politica attuale che le rappresenta che è cariata: gli interessi personali hanno causato una serie di errori che ci hanno portato sull’orlo del default ed i soldi invece di andarli a pretendere prima di tutto da coloro che lo hanno causato ( politici incapaci, troppo accondiscendenti per strategie elettorali, conniventi con finanzieri e bancari speculatori, etc. ), si attaccano senza ritegno e misura su di noi, cittadini inermi e pazienti.

E noi dobbiamo, ancora una volta, dare il buon esempio… e come?

Usiamo il buonsenso e la nostra intelligenza. Riprendiamo fiducia in noi stessi. Non attendiamo inerti le soluzioni da chi dovrebbe darcele e guardiamoci attorno cercando di capire cosa possa esserci utile per sopravvivere e resettarci. E’ una vita che lo scrivo: noi non siamo una Nazione industriale… lo siamo diventati per interessi altrui.I lavoratori di tale settore non sono che una piccola parte: rispettiamoli creando loro delle vie d’uscita, degli sbocchi dove confluire quando gli ammortizzatori sociali non saranno più in grado di sostenerli…e già loro sono fortunati ad averli per un certo periodo, perché la totalità di coloro che sono fuori dai loro settori, la maggior parte dei lavoratori, se perdono il posto non hanno meno diritti e devono risolversi da soli i problemi. Ed allora ritorniamo a ciò che di noi ha fatto un popolo autosufficiente ed emergete. L’Agricoltura, il Turismo e la forza e la qualità del nostro Artigianato! Siamo ancora in tempo: il cibo viene dalla terra e di questa ne abbiamo a iosa; il sole, le montagne, il mare e la Storia ci avvolgono in una coperta ampia e rassicurante, la qualità del nostro ingegno è riconosciuta in tutto il mondo: forza, volgiamo a queste risorse i nostri sguardi, perché esse sono reali.. le altre sono sirene virtuali che oggi ci danno un illusione e nel tempo ci distruggono definitivamente!

 
Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Piove su Genova e sulla nostra dignità

novembre 6, 2011
, con queste parole intitolavo un post di questo blog datato 4 ottobre 2009. Sono passati più di due anni e la situazione nel nostro Paese non è cambiata, anzi è peggiorata. E ciò che fa più rabbia è che qualsiasi catastrofe ci cade addosso e la subiamo quasi passivamente, con rassegnazione. Per risparmiare pochi soldi per interventi preventivi, se ne spendono poi vagonate per ripulire macerie e ricostruire, ma i morti… quelli non li restituirà mai nessuno. Gli abusi edilizi del passato pesano sulle nostre teste come i macigni e i tronchi che intasano fiumi e torrenti all’apparenza inoffensivi; corsi d’acqua deviati e i loro letti naturali violentati da speculazioni edilizie selvagge avallate da politicanti senza scrupoli e cognizione. Ma quello che ancora fa più incazzare è che la maggior parte di coloro che hanno provato a intervenire preventivamente  per ripulire, anche a proprie spese, fiumi apparentemente addormentati di tutte le sporcizie accumulate… sbattono il muso violentemente contro veti e vincoli assurdi che impediscono qualsiasi operazione, perché il mercato degli inerti è sempre appetibile ed ha il sopravvento su qualsiasi logica ecologica. Mi spiego meglio: c’è sempre qualcuno che impedisce di pulire e scavare, se non adeguatamente unto, perché, secondo lui, ciò avviene non per prevenire ma solo per procurarsi ghiaia e sabbia. La burocrazia ha ucciso l’Italia cibandosi di sospetti di illeciti possibili, incrementando quelli veri figli di mazzette e privilegi immeritati.
Nell’articolo del 2009 avevo puntualizzato che mentre l’Italia affondava nel fango, la politica a sua volta affondava nell’odio. Ebbene, anche politicamente la situazione è peggiorata. L’odio si è trasformato in bile e guerra senza esclusione di colpi…da una parte e dall’altra. Negli altri Paesi nei momenti di difficoltà popolo e politici si compattano, da noi si preferisce distruggere, radere al suolo e poi… provare a ricostruire. La maggioranza è indebolita ed  accerchiata, ed ogni suo labile tentativo di rimediare e legiferare si infrange contro il muro di un’opposizione inesistente a livello identità e idee migliori, ma sostenuta solo dal desiderio di eliminare Berlusconi, indipendentemente da chi lo sostituisca…andrebbe bene anche il diavolo. Che schifo! Che situazione schifosa e senza uscita! Siamo prigionieri di un conflitto che si combatte esclusivamente sulla nostra pelle. Le tasche dei nostri politici sono ben rigonfie… le nostre, esauste! Che finisca al più presto, che qualcosa succeda finalmente: che esca fuori un vincitore! Almeno così ci risparmieremo questo quotidiano sfinimento fatto di stress e previsioni funeree e deprimenti. Noi famiglie e cittadini italiani dobbiamo trovare per forza delle soluzioni alternative. Non possiamo più fidarci ciecamente della politica per la nostra sopravvivenza. Non dico che dobbiamo disobbedire e convergere in comportamenti anarchici, ma nemmeno continuare a subire passivamente. Siamo possessori di braccia ed intelletto. Cerchiamo fra noi, nelle nostre alleanza, sbocchi e rassicurazioni. La nostra Italia pullula di artigianato sano, di terra fertile e spiagge e montagne appetibili. Impariamo ad usarli con la nostra testa scambiandoci frutti ed informazioni utili. Ritroviamo la fiducia in noi stessi ed in quelli che ci sono accanto. La fiducia è il solo carburante che ci può risuscitare da questo torpore ed impedirci di lasciarci morire lentamente. 
 
Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
 

Politici, ricollegate al buon senso i vostri cervelli e tagliatevi il 50% dei vostri privilegi… dateci l’esempio, toglieteci l’ansia, ed insieme riprenderemo a volare…

agosto 4, 2011

Oggi prendo spunto da una notizia scientifica che vi proporrò come informazione interessante in coda al post, notizia che annuncia che si è scoperto che quando in zone del nostri cervelli si stacca la comunicazione ecco che in noi nasce l’ansia,… per evidenziare come in noi cittadini l’ansia scatti e perduri quando fra coloro che abbiamo preposto alla nostra guida, i nostri parlamentari, si stacchi completamente la comunicazione.

Ieri in Parlamento abbiamo assistito all’ennesima “ babele ” tra sordi ed individui che parlano lingue differenti. E ‘ inutile che il nostro Presidente Giorgio Napolitano si sgoli ad invocare l’unità nazionale ed inviti ad intercomunicare fra le fazioni avverse in frangenti delicati come quelli attuali, per l’interesse collettivo: no, per loro viene sempre e prima prima quello personale e allora, piuttosto, come al solito… che muoia Sansone con tutti i Filistei. La comunicazione necessaria in questo momento fra le varie forze politiche da noi si è interrotta ormai da tempo.

Il Parlamento, cervello pensante e coordinante di una Nazione che attende soluzioni per districarsi dal guano e riprovare ad emergere per approdare a lidi più solidi e meno pestilenziali, ha completamente staccato i collegamenti fra i propri settori: Berlusconi e la sua maggioranza vanno da una parte e Bersani e l’atra nella direzione opposta, e in noi… cresce l’ansia! Noi siamo stufi e spaventati, ma soprattutto senza rimedi. Se il nostro Stato fallisce questi troveranno il modo per non pagare più pensioni e stipendi sbandierando come alibi  il vessillo del  ” default “… , tanto i loro soldi per sopravvivere agiatamente in attesa di tempi migliori li avranno già accantonati da qualche parte a noi sconosciuta.

Eppure le soluzioni logiche non mancano, ma questi politicanti hanno staccato la comunicazione  nei loro cervelli anche tra la necessità del buon senso di sacrifici comuni fortificati dall’esempio e le loro tasche sempre pronte solo a ricevere emolumenti spropositati. Ed è inutile che noi ci affanniamo sul web a denunciare e a provare ad indire referendum: quelli non molleranno mai l’osso, se non qualche briciola come facevamo i Proci con i loro cani nelle fastose cene organizzate nella casa di Ulisse indebitamente occupata durante la guerra di Troia.

Ecco, in  questo momento di guerra mondiale combattuta nelle ” borse ” invece che nei campi di battaglia, la nostra Italia, una piccola Itaca  in un mondo in evoluzione, globalizzato ed affamato, sembra proprio  una Penelope occupata ed abusata da individui senza idee e senza scrupoli, se non quello di  divorare il tutto lasciando si e no le briciole, sperando che Ulisse, il popolo sovrano, impegnato com’è a combattere la sua grande guerra quotidiana, si perda definitivamente e non sia in grado più di reclamare e riconquistare i propri diritti facendo piazza pulita di chi glieli ha negati appropriandosene e facendone scempio.

La soluzione, dicevo, ci sarebbe e darebbe esempio e spinta mondiale:i nostri politicanti si tagliano in un solo colpo il 50% dei loro inopportuni privilegi ed insieme, uniti per una volta tanto nell’interesse comune, ci indicano la via del rigore e del sacrificio da seguire e noi… italiani, brava gente tutto cuore, spaghetti e mandolino…, ci innamoriamo nuovamente delle nostre istituzioni ed insieme affrontiamo anche la morte, certi di vincere e ricominciare a volare. Questo deve accadere, perché è l’unico esempio tangibile che ci possa rivitalizzare… in caso contrario resteranno solo chiacchiere emesse da bocche guidate da cervelli staccati e non comunicanti, pericolose apportatrici di ansie e malumori spesso causa di eventi incontrollabili e catastrofici.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Ed ora, come promesso, vi pubblico il post preannunciato all’inizio e causa di questa mia riflessione…

Se il cervello “non comunica” scatta l’ansia

Che l’ansia fosse un disturbo mentale lo sapevamo tutti. Quel tarlo che ti impedisce di dormire, che ti spinge a guardare l’orologio mille volte, che ti mette addosso il terrore prima di un viaggio non poteva che provenire dal cervello, centro di ogni emozione. Adesso uno studio italiano lo conferma e spiega anche il perché.

L’Irccs Medea di San Vito al Tagliamento, in collaborazione con le università di Udine e di Verona hanno osservato il comportamento del cervello in soggetti particolarmente ansiosi e hanno notato che l’ansia scatta in particolare per una “mancanza di comunicazione”. Infatti, vi sono aeree del cervello che devono sempre restare in contatto tra loro per trasmettere in modo corretto le informazioni su determinate reazioni a uno stimolo. Si tratta delle zone responsabili della risposta allo stress e le emozioni negative, situate nell’emisfero destro del cervello. Quando scatta l’ansia, si è visto che la comunicazione tra queste aree è stata interrotta.

Non si sa bene ancora perché questa comunicazione si interrompa, da cosa sia causato questo improvviso stop. Ma è certo che ripristinando il passaggio di informazioni tra queste aree, il soggetto non sentirebbe più la preoccupazione e il panico e quindi vivrebbe meglio le situazioni più difficili. Lo studio è ancora in fase di completamento e molte altre novità potrebbero venir fuori a breve. Resteremo tutti in … ANSIOSA attesa di conoscerle!

by BenessereGuidone.it

E’ una domenica di voto: facciamo un voto a Dio affiché ci perdoni e riporti un po’ di senno fra gli uomini

maggio 15, 2011

Oggi si vota in molti comuni d’Italia, l’ennesimo voto di un’Italia in perenne campagna elettorale. Un’Italia sempre in cerca di conferme che evidenziano la mancanza di certezze e di credibilità in se stessi da parte degli uomini che dovrebbero governarla. Una frammentazione che ci porta tutti all’esaurimento e ad un allontanamento e disaffezione nei confronti di una politica sempre più aggressiva, confusa e… vuota. Oggi è anche una domenica di ” prime comunioni “, ovvero un passaggio fondamentale dalla fanciullezza ad un’età contrassegnata da maggiori responsabilità ed, anche attraverso la somministrazione del sacramento, i ragazzi formano la propria personalità e rafforzano il senso d’appartenenza alla comunità religiosa e civile. E’ un rito fondamentale che coinvolge la famiglia, i parenti e gli amici dei ragazzi che sono protagonisti sia nel corso della cerimonia sia della festa che completa il felice giorno. (more…)

Il 25 aprile è passato: liberiamo in noi l’Italia dalle chiacchiere e dalla violenza

aprile 26, 2011

Ogni celebrazione importante, come quella di ieri, è motivo di scontro e di polemica: c’è chi grida ” pace!… ” violentando tutto e tutti, e c’è chi tace indifferente  perché ormai stanco e defilato. C’è chi grida  ” fascista!… ” con i modi del fascismo, ma cosa sia il fascismo nemmeno lui lo sa, gli suona bene e fa tendenza e riassume in un solo motto tutto il suo odio, sempre più profondo e rabbioso per incapacità e debolezza… ma chi gli risponde ” brigatista!… “, lo fa soltanto perché ignaro o dimentico del suo triste significato. Questa è l’Italia, l’Italia di adesso! Una Italia di chiacchiere e di violenze inutili, perché figlie della confusione e della totale assenza di una dignità propria e credibile. Uomini con la pancia piena che predicano sbraitanti a sicari insoddisfatti, per cui drogati e mal pagati, altri con le tasche vuote che assistono e subiscono sempre più impotenti ed annoiati.

Liberiamoci da tutto ciò riappropriandoci di noi stessi. Siamo anime pensanti con testa e cuore indipendenti: la ragione di chi ha torto non varrebbe mai un morto e noi, lentamente, se non ci ribelliamo ai suoni e reagiamo in concretezza, piano piano… moriamo tutti dentro!

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

150 anni d’Italia, per chi la sente e la vive nel cuore con onestà e amore

marzo 17, 2011

Nella ricorrenza dei 150 anni dalla sua nascita, un augurio sincero a tutte le famiglie italiane ed a tutte quelle che in Italia vivono e si sono integrate. L’ ” unità ”  è un sentimento che non può essere imposto, è la conferma spontanea di un’identità e di un’appartenenza ad un territorio comune costruito tutti insieme in anni di sacrifici e di conquiste… un sentimento che non tende a circoscrivere e a limitare, ma che, al contrario, deve rappresentare il trampolino per l’avverarsi di un sogno che coinvolga tutta l’umanità in un’ ” unità ” di intenti e  di amore… totali, universali.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Al Festival di Sanremo 150 anni di un’Italia ufficialmente unita nella sua perenne divisione

febbraio 18, 2011

Quest’anno non ho parlato del Festival di Sanremo ed oggi ne accennerò soltanto. Questa politica maledetta di polemiche e divisioni è sbarcata anche a Sanremo per festeggiare 150 anni , come ho scritto nel titolo di questo post, di unità sulla carta, ma di divisioni come sempre, e quest’anno ancor di più, per un’insieme di nefandezze inutili provocate ed alimentate ad arte anche sul palco dell’Ariston per tenerci sempre sulla corda, belli tesi e sottrarci il pensiero dalle reali problematiche, per poterci poi bastonare con ” carotoni ” ammiccanti, come Morandi, Belen, Canalis, per far finta di alleviarci nel dolore e distruggerci completamente nell’intelletto. Un’ Italia unita nella sue perenni divisioni fin dalla nascita di Roma, nella sua contesa con la confinate  Alba Longa, fra Orazi e Curiazi, fra  Guelfi e ghibellini  nel XII secolo e per 200 anni , fra rossi e neri nell’ultima guerra mondiale, berlusconiani e antiberlusconiani in quella attuale, fra Nord e Sud, se un Nord e un Sud esistono ancora. Divisioni che abbiamo subito con italica pazienza riscaldandoci in apparenza in un tifo da stadio, ma ritrovandoci avviliti nella solitudine delle nostre stanze per il tempo e le occasioni perdute.

La politica ed i suoi conflitti ci accompagnano da sempre e in modo sempre più invasivo, da lunedì a domenica… da Montecitorio a Sanremo. La nostra bandiera composta dai tre colori indicati da Dante nel Paradiso all’apparizione di Beatrice, come ricordato ieri da Roberto Benigni, è bella e splendente, ma condannata a sventolare a mezz’asta fino a che non saremo capaci di evolvere in noi stessi e per noi stessi, dando spazio e credibilità al diritto ad una nostra coscienza libera e culturalmente disinquinata, non più condizionabile da divisioni costruite ad arte per mascherare interessi nascosti, ma proiettata e cosciente nella necessità di unità reale, un’unità di intenti e di azioni nel concetto di una solidarietà universale non solo negli impeti di un sms da 2 euro, ma nel comportamento e nei fatti di un credo e di un obbiettivo sempre comuni. Viva l’Italia… l’Italia che è dentro di noi!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

2011, Anno Nuovo: di qua o di là, per un bimbo da crescere senza più compromessi o insalatone anemiche

gennaio 3, 2011

L’anno nuovo dovrebbe iniziare ufficialmente oggi… e invece no, teniamo il bimbo in standby un’altra settimana. Troppi di noi sono sotto effetto dei non ancora smaltiti bagordi di fine anno, mentre i più fortunati o stanno sfrecciando su qualche pista innevata o si stanno rosolando al sole di qualche esotico paradiso. Quelli che hanno ripreso a lavorare sono, per lo più, alle prese con inventari di vario genere: io ad esempio sto cercando di mettere ordine tra quanto di giusto o sbagliato ho fatto nel 2010, capire quanti traguardi ho raggiunto di quelli programmati e, soprattutto, individuare quelli da impostare per l’anno in corso. Insomma, visto che a quanto dicono sarà un anno povero di ” ponti ” festivi, forse questo prolungato di inizio anno potrebbe non cadere a sproposito. (more…)

Post di fine anno 2010

dicembre 31, 2010

Quando qualcuno esclama disperato… “ vivo in un Paese nel quale non mi riconosco più! “… non esprime esattamente ciò che sente dentro. L’espressione più corretta è …  ” vivo in un Pese bellissimo e pieno di opportunità dove alcuni cercano di rendere il tutto più complicato, e nei quali non mi riconosco più! “…

Ecco, questa deve essere la nostra convinzione ed esclamazione di fine anno, dalla quale partire per offrire al 2011 la giusta spinta per nascere e crescere. Ormai è chiaro a tutti che gli interessi dei nostri rappresentanti politici non sempre coincidono con quelli di noi cittadini e, nostro malgrado, ci troviamo spesso coinvolti in contrasti ideologici che non ci appartengono, non nel senso che noi manchiamo di ideali, anzi… ma perché ci imbattiamo per lo più in battaglie per ideali che ci vengono affibbiati e nei quali, con la scusa che essi rappresentano gli interessi della collettività, il più delle volte, invece, non ci completiamo dato che si limitano a rappresentare solo quelli di una certa elite la quale, purtroppo, non vive, se non per sentito dire, la vera drammaticità delle difficoltà quotidiane in cui si dibatte la maggior parte di noi.

Anno nuovo, vita nuova! Anno nuovo… coscienza politica nuova! Destra o sinistra non importa, l’importante e non vivere più all’esterno di essa o demandare a pochi il fatto di istruirci, ma scendere personalmente nel campo della conoscenza e delle scelte: i nuovi rappresentanti politici, in gamba e meno stantii, esistono da una parte e dall’altra… ma hanno difficoltà ad emergere. Se non possiamo o non vogliamo prenderci responsabilità dirette nella vita politica della nostra Italia, almeno sforziamoci di saperne di più, acculturiamoci il necessario, e scegliamo con cognizione e non per amicizia, simpatia o per sentito dire.

Questo è un invito che spesso emerge da questo blog: l’informazione e la conoscenza sono alla base del nostro futuro.

Buona fine e buon principio d’anno a tutti!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

La caduta dei valori: il futuro riposa sulle ginocchia di Giove

dicembre 3, 2010

 ” … secondo il mito, Poseidone si era innamorato di Medusa quando ancora era una bellissima fanciulla. Una notte dunque il dio la sedusse (o la violò) nel tempio di Atena. Quest’ultima profondamente irritata dall’affronto subito, aveva trasformato la fanciulla in un orribile mostro: le mani erano state trasformate in pezzi di bronzo; erano state fatte comparire delle ali d’oro e ricoperto il corpo di scaglie; i denti erano diventati simili alle zanne di un cinghiale; i capelli erano stati trasformati in serpenti ed al suo sguardo aveva dato la capacità di trasformare in pietra chiunque la guardasse negli occhi… ” ( nella foto la Medusa di Caravaggio ) (more…)

Tutti contro tutti e tutto: la Seconda Repubblica verso il fallimento

novembre 1, 2010

Quando in un Paese si combatte per distruggere e non per costruire… il suo destino è inesorabilmente segnato. Da quando è nata la Seconda Repubblica ogni più rosea speranza ed aspettativa dei cittadini partecipanti al progetto sono state tradite e vanificate: indipendentemente da chi abbia governato. Riferendosi agli ultimi due governi, quello di Prodi e di Berlusconi, l’esempio di fallimento e tradimento del rispetto degli interessi collettivi a favore di quelli personali appare sempre più evidente… lapalissiano! Il centro sinistra di Prodi è imploso per le rivendicazioni e le lotte delle minoranze interne determinanti per i loro ” no “, il centro destra di Berlusconi si sta disintegrando per gli stessi motivi, con l’aggiunta dell’odio che si porta dietro da 18 anni, odio che sta avvolgendo e dilaniando l’intera Italia. (more…)

Sono innocente, grida Sabrina… ma lo siamo anche noi, che non centriamo nulla

ottobre 20, 2010

E’ molto difficile in questi giorni scrivere qualcosa di sensato ed equilibrato su questo blog senza farsi sopraffare dallo scoramento susseguente a quanto di marcio e violento si sta abbattendo inesorabilmente su di noi: siamo alla mercè di un mondo i cui valori sono in caduta libera e la vita umana conta sempre meno. Si uccide per un nulla… per una lite alla stazione, per un dissidio familiare, per interesse personale, per l’onore infranto da una parola di troppo, per un cagnolino sfuggito al controllo del padrone, per una presa di posizione politica, per nascondere un imbroglio, per egoismo, per gelosia, per desiderio di sopraffazione, per un pugno di euro… (more…)

La politica italiana naviga nel guano: noi prendiamo le distanze

ottobre 4, 2010

Famiglie d’Italia è un’ associazione nata fra poche persone con il fine di crescere e di rivolgersi a tante, possibilmente alla totalità delle famiglie. Un percorso arduo iniziato circa due anni fa e che, piano piano, sta cominciando a delinearsi e ad intravvedere un traguardo meno lontano. Il blog dal quale mi rivolgo giornalmente ha espresso una filosofia: quella di interloquire con le forze politiche contribuendo ad offrire cultura ed informazioni di primaria importanza relative all’ Habitat ed alle sue componenti essenziali ed esigenze comuni. (more…)

La nostra è… ” l’Italia che canta “

settembre 5, 2010

Buona domenica a tutti… e che sia una domenica serena, in famiglia, attorno ad un tavolo con le persone amate. Liberi e senza pensieri, senza penarsi più di tanto per cosa affermerà Gianfranco Fini alla sua prima uscita pubblica, dopo tanto rumore e tanta vacanza. Si è litigato troppo… o meglio l’hanno fatto gli altri, coloro che con l’esempio dovrebbero rasserenarci invece di surriscaldare oltremodo gli animi, paventando futuri oscuri ed innestando violenze incontrollate e meschine nelle loro volgari contestazioni. Tutto ciò aiuta ad alimentare la sciatta immagine di un’ Italia che non è… (more…)

Vince la Spagna, ma anche l’Italia ha il suo campione… e senza aver mai perso una partita

luglio 12, 2010

La Spagna, pur avendo esordito a questo mondiale con una sconfitta con la Svizzera, si è alla fine laureata meritatamente campione del mondo, sradicandoci dalle mani quella coppa tanto amata e che per quattro anni avevamo custodito con orgoglio. La nostra nazionale, a dire il vero, non è che abbia lottato strenuamente per difendere onore e titolo, ma per fortuna ci ha pensato Paul,… (more…)

Fini-Berlusconi, il teatrino è finito: manovre di governo tecnico

luglio 6, 2010

Il sipario è calato ed il teatro della politica chiude i battenti: Berlusconi ha capito che il divorzio con Fini è inevitabile… e, quasi sicuramente, divorzio sarà! All’esterno un’infinità di pretendenti sente il profumo di una poltrona calda da occupare facilmente: l’idea di un governo tecnico, un cocktail eterogeneo all’italiana, è in fase di studio e il nostro Presidente Napolitano, a dire di alcuni, dovrebbe avallarlo per il bene del popolo italiano.

Ma noi,popolo italiano, per nostra fortuna, abbiamo un Presidente che ci tutela più dei nostri  politici, un Presidente onesto che sa che se cade un governo democraticamente eletto, spetta al popolo eleggere il successivo… perché l’ Italia è una Nazione seria e non una torta da spartire!

Qualsiasi parola in più sarebbe superflua.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il New York Times accusa… l’Italia sotto assedio

marzo 26, 2010

Prima l’Inghilterra contro Berlusconi, ora gli Stati Uniti contro Benedetto XVI… l’Italia è oggetto da tempo di una serie infinita di attacchi, che ne stanno minando credibilità e posizionamento a livello mondiale. Siamo ormai considerati definitivamente un Paese di furbetti governato da un Premier-boss, sempre meno affidabili, razzisti e, dulcis in fundo, ora anche protettori… di preti pedofili. Anche se quest’ultima accusa riguarda solo il Vaticano, io la considero ugualmente visto che, in fin dei conti, lo Stato Pontificio sorge proprio nel cuore della nostra  Roma capitale.

Cosa significa tutto ciò? Come mai, improvvisamente, siamo diventati la pecora nera dell’intero mondo occidentale?… Diamo fastidio a qualcuno, o siamo diventati davvero il pericolo numero uno di un sistema che si è scoperto allergico a tutto ciò che riguardi il nostro Bel Paese?… (more…)

Elezioni regionali: l’Italia è nel caos

marzo 10, 2010

Famiglie d’Italia  ” si dissocia” da tutto il caos e fango che si stanno abbattendo su noi cittadini in occasioni di queste ” maledette ” elezioni regionali, lasciandoci vessati ed impotenti di fronte ad una politica i cui giochi non rispettano più ne ruoli ne competenze. Famiglie d’Italia si dissocia da qualsiasi violenza di potere ove manchi il rispetto perfino per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, attaccato e sconfessato continuamente nei suoi tentativi istituzionali di riparare a  ” incongruenze, cavilli e dabbenaggini “ che impediscano a qualsiasi italiano di esercitare il proprio diritto al voto. (more…)

Regionali 2010: in Lazio e in Lombardia un mix di dabbenaggine e di voglia di vincere facile

marzo 3, 2010

In fondo a questa tazza stanno scivolando i nostri diritti e l’ultimo scampolo di credibilità di una nazione, l’Italia, devastata da una guerra di potere che sta degenerando nello squallore più assoluto. Ha ragione Emma Marcegaglia quando afferma “… il dibattito politico è incentrato sul caos delle liste, sui conflitti su maggioranza e opposizione, tra magistratura e politica, mentre c’è grande disattenzione sui temi dell’economia, del benessere, della crescita dei nostri lavoratori “. Ha ragione da vendere!… (more…)

Italia, Paese di bacchettoni e di falsi moralisti

febbraio 16, 2010

L’intervento di oggi sarà molto breve, ma chiaro e preciso. Per tutto l’anno passato e l’inizio di quello nuovo siamo stati legati e quasi obbligati ad ascoltare le tante voci scandalizzate che da ogni parte quotidianamente si alzavano invocando anatemi e galera contro tutto e contro tutti. Voci pudiche e moraliste smentite poco dopo da comportamenti, spesso tenuti da parte degli autori delle stesse, simili o peggiori di quelli lamentati o denunciati. Quante  pietre scagliate da chi non ne ha diritto e quanti giudizi sprecati da  chi dovrebbe prima preoccuparsi di non essere giudicato! Questa è l’Italia attuale, un Paese di bacchettoni e di falsi moralisti... (more…)

Il sistema politico e le sue anomalie

gennaio 28, 2010

Per sistema politico si intende il concetto relativo a un insieme di istituzioni, gruppi, processi politici dotati di un certo grado di interdipendenza reciproca. Il sistema politico della Repubblica Italiana è conforme alle istituzioni di una repubblica parlamentare dove il presidente del Consiglio dei Ministri è il capo del governo che si regge su una maggioranza parlamentare. Il governo esercita il potere esecutivo mentre il potere legislativo è attribuito al Parlamento. La magistratura, indipendente dall’esecutivo e dal potere legislativo, esercita invece il potere giudiziario. Il presidente della Repubblica è la massima carica dello Stato e ne rappresenta l’unità.

Ultimamente qualcosa nel sistema si è inceppato e molti ruoli si sono sovrapposti o confusi; le varie istituzioni, invece di integrarsi in un ” lavoro ” coordinato e rispettoso l’una dell’altra, sono entrate in un conflitto senza ritorno, portando il cittadino a ritrovarsi a sua volta confuso e perso in uno Stato che non lo rassicura, che non gli offre più il conforto del rispecchiarsi e confrontarsi in regole certe e che lo spinge, inesorabilmente, verso soluzioni ed iniziative frutto di ragionamenti personali ed anarchici. (more…)

Riforma fiscale: Bersani, non ci deluda anche lei

gennaio 10, 2010

Caro Bersani, dopo le sue dichiarazioni di ieri, a seguito delle intenzioni di Berlusconi di effettuare una riforma fiscale con la speranza della introduzione di sole due aliquote… ho cominciato a tremare: non si ripeterà per caso la politica perdente e stressante attuata dai suoi predecessori, Veltroni e Franceschini, che erano soliti dire sempre no ad ogni barlume di proposta accennata da parte della maggioranza, senza neanche sapere esattamente quale fosse?… Speriamo di no, perché io ho letto ed ascoltato le ” intenzioni ” del Presidente del Consiglio, propositi  forse anche interessanti, ma nulla di preciso e di concreto che possa essere seriamente discusso, criticato o osannato. Con la sua elezione a Segretario del Pd, Onorevole Bersani, considerandola una persona preparata ed equilibrata, la maggior parte di noi ha sperato che finalmente l’Italia potesse riappropriarsi del diritto  ad una opposizione in grado di colloquiare con la maggioranza, suggerendole le proprie indicazioni migliorative o contrastandola, quando è il caso anche in modo fermo e duro, con proposte alternative reali ad altre reali e non solo ipotizzate. Ora, il sentirla affermare che  ” è una proposta sbagliata perché aiuta i ricchi ”  mi provoca uno stato di disagio perché non ne capisco il significato; lei non approfondisce e si limita a ripetere le solite cose, taglio dell’Irap, lotta all’evasione, studi di settore, etc., che controbattono le ” chiacchiere ” con altre ” chiacchiere “. (more…)

Niente complotti, cade la neve… e l’Italia si ferma

dicembre 22, 2009

Era attesa la neve, puntualmente è arrivata… e l’Italia si è fermata. Dalle Alpi all’Aspromonte, in un fraterno abbraccio lungo 1300 chilometri, ci siamo tutti ritrovati  sotto un manto di disagi. Una volta la neve era gioia, ora è dramma profondo… tutti fermi in attesa che accada qualcosa, che arrivi qualcuno a levarci d’impaccio: lo spazzaneve, il camion del sale o, meglio ancora, l’esercito.  Perché ad usare il badile ed a cambiare le abitudini non siamo più preparati, preferiamo  l’attesa… passiva e rassegnata, che sia in città o in autostrada, in aeroporto e sopra un treno dai finestrini ghiacciati, come il mondo che ci circonda ed il nostro cervello adattato al letargo.  (more…)

Attacco al governo Berlusconi: chiunque vinca, perderà l’Italia

dicembre 5, 2009

Lo spettacolo al quale stiamo assistendo negli ultimi mesi è squallido e devastante. Una lotta senza esclusione di colpi che sta scavando la fossa ad un’intera Nazione. Stiamo perdendo, nei confronti del mondo che ci osserva, faccia e credibilità. Alla fine, se non sarà pareggio, dovranno esserci per forza dei vincitori e dei vinti, e proprio quello sarà il momento che… ci renderemo conto di aver perso tutti.  (more…)

Famiglie d’Italia, per dire chi siamo…2 ( replica )

ottobre 16, 2009

Continua il periodo di festeggiamento del primo anno di vita di questo blog riproponendo un triade di articoli essenziali per i motivi della nostra nascita: la politica ultimamente, a parte le risse dialettiche e non, offre ben poco. Verrebbe da dire… da Anno Zero a Porta a Porta niente di nuovo sul  ” Fronte Italia “

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Famiglie d’Italia,per dire chi siamo! 2

Gennaio 17, 2009

A seguito dell’articolo da noi pubblicato ieri, intendo continuare nell’analisi del significato dell’espressione ” per dire chi siamo “, per cercare di dare delle risposte che  soddisfino le richieste ricevute. Il mio nome è Umberto e il cognome Napolitano; sono nato a Brescia un  paio d’anni dopo la fine della seconda guerra mondiale da padre salernitano e da madre delle isole Eolie, conosciutisi chissà come a Milano e sposatisi, ancor di più chissà come, a Saluzzo: credo che non ci siano dubbi, una famiglia italiana. (more…)

La Ru486 arriva in Italia… il vaticano scomunica

agosto 1, 2009

ru-486Scusate, oggi è il primo agosto e molti in questo momento, quelli che se lo possono permettere, si apprestano a riempire le valige ed a prepararsi ad un periodo di relax, di vacanza… di evasione. Perché scusate?… Perché, in questi momenti, ai fortunati in partenza non frega quasi più nulla di quello che accade intorno, per cui una riflessione, tipo quella che sto per accingermi a fare, potrebbe inculcare dubbi, virus che, in qualche modo, potrebbero inacidire la spensieratezza agognata. Bene, anch’io ho bisogno di relax… l’inverno e la primavera sono stati abbastanza pesanti, nonché l’inizio estate: tra gossip e vaticini di grandi cambiamenti, contornati da polemiche planetarie, la nostra Italia ha vissuto uno dei momenti più squallidi da quando è nata. (more…)

Oggi è il 25 aprile…che sia di tutti!

aprile 25, 2009

Da Famiglie d’Italia a chiunque ci legge.

Oggi è il 25 aprile, una data importante per tutti noi, la data che dovrebbe veramente rappresentare l’inizio di una nuova storia, di una riconciliazione totale…basta con lo stare  ognuno  sulle proprie posizioni, giudicare dall’alto, criticare e  chiudere ad ogni possibilità di dialogo. (more…)

Buone feste…buone nuove 1

dicembre 18, 2008

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Con la gioia nel cuore comunichiamo agli amici che ci seguono, che sta per nascere il primo distaccamento autonomo ( tanto per usare un termine che, in qualche modo, possa rendere l’idea ) di Famiglie d’Italia, per l’operatività inerente al territorio di propria competenza, in questo caso Desenzano del Garda e Basso Lago.

Questo evento permetterà alla nostra associazione di dar via ad una serie di iniziative, contenute nel nostro programma ed approfondimento filosofico, relative alla creazione di servizi reciproci di aggregazione e soccorso.

A presto, con le ulteriori novità previste, probabilmente, per l’anno nuovo.

Famiglie d’Italia

Immigrazione, dal punto di vista di un immigrato privilegiato

novembre 25, 2008

Barcone immigrati

Barcone immigrati

Articolo scritto per Famiglie d’Italia da Michael Gray

 

Il 1978 era un anno molto particolare per l’Italia. Era l’anno del rapimento e dell’ uccisione di Aldo Moro e, nello stesso anno, il Vaticano vedeva succedersi tre pontefici diversi. Ma era anche l’anno in cui l’Italia stava per fare un grande cambiamento economico-sociale.

Ho letto di questo grande cambiamento in un piccolo articolo, proprio quattro righe, su un giornale di Firenze, datato 1978. L’articolo riportava il fatto che il governo italiano aveva deciso di non incoraggiare più l’emigrazione italiana verso l’estero. Le radici di questa decisione stavano sicuramente nella consapevolezza del governo che il bacino di manodopera italiano rischiava di prosciugarsi. L’economia aveva bisogno di una forza lavoro qualificata ed era dispendioso istruire ragazzi per poi lasciarli andare via, com’era nella tradizione italiana, ormai da secoli. Forse, addirittura, era arrivato il momento di dare il via ad un fenomeno inverso, aprendo noi le porte all’ingresso di forze nuove. Era l’inizio di una nuova realtà, di una svolta radicale: non più l’Italia degli emigrati, ma l’Italia degli immigrati.

Anche nel mio paese natale, l’Australia, abbiamo ospitato tanti immigrati. Anzi, si può dire che l’Australia sia una nazione di immigrati (tranne che per il popolo aborigeno, che ha subito un quasi genocidio per opera dei primi colonialisti inglesi e di cui vi racconterò in un altro momento) provenienti da tutto il mondo, Italia inclusa.

Mi ricordo del primo italiano nella mia scuola, si chiamava Frank Moracci. Frank era figlio di un immigrato calabrese, se non erro. Erano gli anni ’60 e, anche se l’immigrazione italiana era già in atto da una quindicina di anni, appariva strano trovare un italiano come vicino di banco. Abitavo in una zona al nord di Sydney che, pur non essendo ricca, era sicuramente benestante. Gli immigrati italiani fino ad allora si erano raggruppati in comunità nel sud e nel west della città. Frank era una novità e… l’abbiamo preso in giro.

Piccolino, con la carnagione scura mediterranea, Frank non parlava inglese e non aveva grandi possibilità. Noi eravamo figli bianchi di ex combattenti che avevano lottato nei deserti del Nord Africa contro i Tedeschi e gli Italiani, oppure nelle giungle della Nuova Guinea contro i Giapponesi. Frank era un figlio del nemico, un wog, un “ terrone “.

Il fatto che Frank non riuscisse a parlare inglese rappresentava già un grande limite alla sua istruzione. Per questo motivo Frank fu messo nell’ultima classe con i ragazzi che noi consideravamo delinquenti. Le possibilità di apprendimento a questo punto erano praticamente zero. C’erano atti di bullismo e mi ricordo gli insulti che gli veniva rivolti. E anche se io non ho partecipato direttamente a questi deplorevoli atti, oggi so di esserne ugualmente responsabile, perché non ho fatto niente per fermarli. Se io avessi dimostrato a Frank un attimo di amicizia, forse avrei portato un po’ di felicità nella sua vita. Anzi, se lo avessimo fatto insieme io e i miei compagni di classe, avremmo contribuito a cambiare o, almeno, a migliorare la sua vita.

La storia di Frank Moracci mette in risalto il fatto che il governo australiano di allora considerava l’immigrazione un fatto di pura pianificazione economica. Il fattore sociale, come l’inserimento nella società, non era per nulla preso in considerazione.

Oggi è tutto diverso. In Australia, al suo arrivo, ogni immigrato può partecipare ad un corso d’inglese di tre mesi a tempo pieno e riceve un sussidio di stato durante il periodo. In questo modo una persona o una famiglia ha un attimo di pace e di sicurezza per pianificare e per prepararsi ad un futuro decente nel paese di adozione.

L’immigrazione deve essere considerata una risorsa e, come qualsiasi risorsa, ha anche i suoi costi per la sua trasformazione in un ritorno utile, in questo caso manodopera produttiva e buoni cittadini. In tal senso, a volte, vedo la gestione dell’immigrazione da parte del Ministero degli Interni italiano un po’ contro produttiva: quando fa di tutta un erba un fascio e mette l’immigrazione quasi esclusivamente nel contesto di un’attività di polizia. Il Ministero degli Interni e i suoi funzionari hanno già un lavoro difficile da svolgere ed i compiti di controllo, spesso mirati eccessivamente in un certo senso, contrastano con il lavoro di assistenza necessario al completamento dell’inserimento sociale.

A parere mio, bisogna creare una struttura assestante per la gestione dell’immigrazione in tutti i suoi aspetti. Perché non guardiamo a cosa fanno le altre nazioni che hanno decine, se non centinaia di anni di esperienza a riguardo, e che hanno imparato dalle esperienze e dagli errori del passato? Certo le realtà americane o australiane saranno ben diverse da quella italiana, ma certe logiche rimangono costanti. Soprattutto se consideriamo che un immigrato, nella maggior parte dei casi, vuole migliorare la propria vita e quella della sua famiglia, cercando di inserirsi nel modo più pacifico e tranquillo possibile.

Immigrato non è un sinonimo di delinquente. Lo dimostrano gli statistici. Tra tutti i gruppi ‘etnici’ nella nostra penisola, compresi gli italiani, sono i Filippini quelli che hanno il più basso livello di carcerazione.

Allora sia dato il benvenuto ai Filippini e ad ogni uomo di buona volontà, da qualsiasi parte egli provenga, ma siano chiuse le porte a tutti gli altri che intendono solo approfittarne per degenerare, Italiani inclusi.

Michael Gray