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Monti: tirare la cinghia ed abbassare i costi della politica per non fallire… ma se si ricercano equità e giustizia i colpevoli vanno puniti e colpiti nelle tasche!

dicembre 5, 2011

Ieri Mario Monti nel suo discorso alla Nazione ha illustrato i vari provvedimenti presi per far fronte alla crisi ed evitare all’Italia ed all’Europa di fallire. Nel suo riassunto ha evidenziato un punto che poche testate stamattina riportano: la causa della voragine del debito pubblico non è da attribuirsi agli italiani bensì ai politici che li hanno governati. E allora?… Ognuno si assuma le proprie responsabilità! In qualsiasi attività lavorativa chi sbaglia viene licenziato. Allora tutti coloro che hanno sbagliato governando male, e i loro nomi sono scritti nella storia, a questo punto devono essere immediatamente ” licenziati ” dal fare politica e pagare di tasca propria per restituire credibilità alla politica stessa. Altro che taglio dei costi della politica! Chi ha mal governato anteponendo i propri interessi ideologici o personali a quelli dei cittadini oltre a sparire definitivamente dal mondo politico, in modo di evitare che causi danni ulteriori, deve essere privato immediatamente di ogni forma di retribuzione e restituire quanto indebitamente accumulato nel tempo. Altro che pensioni d’oro, neanche un centesimo! Si è sempre detto che i virtuosi vanno premiati ed i colpevoli puniti: quale migliore occasione per essere coerenti! Si allunga l’età per il raggiungimento della pensione ( con nell’annuncio il contorno delle lacrime, probabilmente sincere, del ministro del Welfare Elsa Fornero ), si tassa ancor di più tutto ciò  che già alla fonte è stato più che abbondantemente tassato, si aumentano ulteriormente le accise della benzina, le percentuali dell’IVA, si reintroduce l’ICI, si colpisce la Sanità e chi più ne ha ne metta… e ci si limita solo ad annunciare di tagliare i costi della politica, eh no, non basta proprio!

Monti ha ufficialmente attribuito la colpa dei nostri sacrifici ad una classe politica che nel corso degli anni con un operato maldestro e clientelare ha fatto sì che il nostro debito sprofondasse in una voragine incolmabile: quanto affermato è gravissimo! Se ciò, e non ci sono dubbi in proposito, corrisponde alla verità, come ci si può passare sopra senza costringere a pagare duramente chi del male comune è stato causa principale?…

Carissimo Presidente del Consiglio Mario Monti, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le ha affidato in mano, con il consenso del Parlamento che le ha accordato la fiducia, le sorti del popolo italiano… ed allora si comporti all’altezza del gravoso compito che lei ha accettato con grande responsabilità e faccia seguire alle sue affermazioni delle risposte dure e credibili: costringa chi ha sbagliato ed abusato a fare ammenda ed a restituire il ” maltolto ” nella stessa misura come un falso invalido viene giustamente costretto a restituire quanto ingiustamente recepito. Così agendo lei acquisterà pienamente la fiducia del popolo che con convinzione si sottoporrà, come sempre ha dimostrato in passato di poter fare e sopportare, più serenamente a duri sacrifici pur di salvare la nostra amata Italia. In caso contrario, le sue, come tante altre, e lo dico con il rispetto dovuto alle istituzioni, rimarranno solo chiacchiere da salotto, come lacrime di coccodrillo quelle del suo ministro Fornero!

 

Umberto Napolitano

 
Famiglie  d’Italia

 

” Boob tax “, l’imposta del governo Cameron sulla chirurgia estetica ( Famiglie d’Italia Salute News )

ottobre 19, 2011

Inghilterra

Arriva la ” boob tax “, l’imposta sulla chirurgia estetica 

Iniziativa del governo Cameron: ” si ricaverebbero 500 milioni di sterline “. Protestano medici e clienti. ( fonte CORRIERE DELLA SERA.it )

MILANO – “Per apparire bisogna soffrire” anche nel portafoglio. Il proverbio caro alle nostre nonne si adegua alla crisi, perlomeno in Inghilterra: se passerà infatti la proposta della “HM Revenue & Customs”, d’ora in avanti a qualunque intervento di chirurgia meramente estetica (ovvero, non dovuto a ragioni mediche specifiche e accertate) verrà applicata l’IVA del 20%, con conseguente ed in evitabile aumento delle tariffe per la clientela (un esempio per tutti, l’operazione di mastoplastica additiva, la più popolare fra quelle eseguite dai chirurghi d’Oltremanica, passerebbe così da 5 a 6mila sterline). Una mossa che permetterebbe al governo Cameron di raccogliere 500 milioni di sterline l’anno, ma che è stata aspramente criticata dall’industria cosmetica tutta, che ha immediatamente soprannominato il balzello “boob tax” (traducibile con “tassa sulla tetta”).

NON SI PAGA, SE E’ INTERVENTO “MEDICO”- «La proposta avanzata dall’HMRC sarà un potenziale danno per molti pazienti – ha spiegato al “Daily Mail” Fazel Fatah, presidente della “British Association of Aesthetic Plastic Surgeons” – perché implica che qualunque procedura eseguita per correggere l’aspetto fisico non sia una necessità medica. Purtroppo, non c’è stata alcuna discussione con gli organismi direttamente coinvolti prima di arrivare a questa proposta e ora non ci resta che sperare che venga trovato un terreno comune che bilanci l’ovvio bisogno di aumentare le tasse con la sicurezza dei pazienti, perché la chirurgia si occupa direttamente della vita delle persone». Come detto, il solo modo per aggirare la nuova tassa sarà dimostrare che l’intervento viene eseguito per ragioni mediche, accertate da un medico o da uno psicologo. In pratica, il solo fatto di avere più fiducia in se stesse dopo un lifting o di vedersi più belle con un seno nuovo non è sufficiente per chiedere l’esenzione dall’IVA, che viene già comunque applicata per trattamenti estetici minori come il botox e il peeling chimico. «Siamo tutti in subbuglio per questa proposta – ha commentato sempre allo stesso tabloid il chirurgo plastico Douglas McGeorge, ex presidente della BAAPS – che permetterà all’HMRC di raccogliere un sacco di soldi. Ma come si fa a tassare un’operazione come ad esempio la correzione delle orecchie a sventola fatta magari ad un ragazzino per evitare che venga preso in giro dai compagni e sviluppi così problemi psicologici? O ancora, quale livello di asimmetria o anormalità è richiesto per giustificare in termini medici un intervento al seno? In altre parole, qualunque giustificazione alle nostre decisioni in materia di IVA sarà impossibile, a meno che non venga violata la riservatezza del paziente».

ANCHE I CLIENTI PROTESTANO – Ma non sono solo i chirurghi estetici a protestare per la nuova norma, anche i loro clienti non sono affatto disposti a sborsare più del dovuto per le operazioni. «Questa proposta è un vero e proprio attacco a tutte le donne che si sentono incredibilmente vulnerabili in un dato momento della loro vita», è il giudizio della presentatrice di Sky News, Kay Burley, che si è fatta un lifting a 50anni. «Non mi piace l’idea che il governo pensi di pagare i debiti con i soldi della chirurgia cosmetica, penalizzando così le persone che vogliono essere più belle», le fa eco sul “Daily Express” Imogen Thomas, il cui seno finto, taglia XL, ha fatto girare la testa fra gli altri anche al calciatore del Manchester United, Ryan Giggs. Ma l’HMRC difende la “boob tax”, sostenendo che si tratta semplicemente della chiarificazione di una norma precedente e contenuta in un documento del 2007 che stabiliva che «la chirurgia estetica può essere tassata con l’IVA, anche se ogni caso va discusso singolarmente».

Simona Marchetti ( CORRIERE DELLA SERA.it )

Famiglie  d’Italia