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Caro Luca, ti scrivo…

aprile 11, 2009

Nella tradizione cristiana il Sabato Santo è il giorno in cui i fedeli si preparano a celebrare solennemente la Festa di Pasqua. Tra ceri che si accendono nelle chiese e parroci che si preparano alla messa serale che si concluderà con la lettura di nove brani biblici, si passerà dalla tristezza della sofferenza alla gioia della resurrezione ,quando ogni sacerdote si porterà al centro dell’altare, esattamente al termine della sesta lettura, e a gran voce per tre volte canterà CRISTO SIGNORE E’ RISORTO e il popolo gli risponderà RENDIAMO GRAZIE A DIO. Quest’anno, però, sarà molto difficile vivere pienamente la gioia di questo Santo Avvenimento…troppo fresca la ferita di una terra che si aperta da poco e si inghiottita centinaia di corpi e migliaia di speranze. Però è proprio in questi momenti che molte tue convinzioni vacillano e senti il bisogno di confidarti con qualcuno, meglio se  un amico, ed aprirti alla ricerca di risposte  o di domande, di carezze o di sberle,di conferme o di…vuoti. Ho scelto Luca,  Luca Leoni, il papà di dieci splendidi figlioli, un amico da così poco tempo…che mi pare da sempre, un amico per il quale immagino di  prendere una penna, tenerla ferma fra le dita e cominciare a scrivere…

luca-leoni1 Caro Luca, ti scrivo queste righe, perchè sento il bisogno di scusarmi con te per non avere letto bene il cappello che tu hai fatto quando hai pubblicato il 5 aprile sul tuo blog un mio articolo, parole che dicevano così commentandone il contenuto… ” interventi mirati alla comprensione della società e della vita di oggi, sempre con uno sguardo verso gli ultimi e le famiglie d’Italia … unico modo per uscire dalla crisi, investire su esse…sulle famiglie…

Queste poche righe, semplici, mi hanno confermato, fotografandole chiaramente nella mia mente ieri notte alle  quattro, come tu avessi ben compreso da subito il mio messaggio, il mio impegnoe come io, gratificato dalla tua pubblicazione, non avessi colto immediatamente il tuo affiancarmi e rassicurarmi, dicendomi: vai avanti, sei sulla strada giusta e non sei solo... Perché tutto ciò, detto da te, ha una valenza rilevante per me…vale minimo il doppio:

… io cerco nel mio piccolo di dare una voce ed una dignità alla famiglia che in qualche modo, da tantissime parti, stanno cercando di ridimensionare a tutti i costi…come per toglierci l’ultimo credo, l’ultima soddisfazione, l’ultima nostra proprietà che nessuno può comprarci o venderci…perchè noi la famiglia ce la costruiamo da soli, o meglio, insieme a qualcuno che amiamo e col quale procreiamo. E questo noi lo facciamo con sentimento, con amore…mentre gli altri vogliono farcelo fare in provetta, con cellule telecomandate a farli maschi o femmine, se non addirittura a clonarli. Io combatto e mi oppongo a tutto ciò con la voce…tu, con la  tenacia e con i fatti, con una famiglia numerosa e felice nella sua semplicità. E sono certo delle nostre ragioni, perchè proprio stamattina, mentre durante la messa del funerale delle povere vittime del terremoto d’Abruzzo, scorrevano sul televisore le immagini di tanti volti affranti di padri e di madri, di fratelli, di parenti, di  mogli e mariti, in tanta disperazione emergeva chiara l’immagine di un’ entità sofferente, ma viva: la famiglia!

In un mondo di insicurezze, di falsi miti, di facili costumi, di povertà morale solo la famiglia rappresenta, fra tante sventure e sconfitte, l’unica certezza che ci possa far sentire protagonisti e non comparse. E puoi chiamarla o mascherarla come vuoi…unione di fatto fra un compagno e una compagna, o un single con figli a carico, o single che torna dalla madre…sempre famiglia è perché c’è amore e dove c’è amore, c’è famiglia…tua, e di nessun altro!

Caro Luca, ho cominciato come un solista a cantare sul mio blog i miei pensieri e le mie certezze: piano piano si è aggiunto qualcuno a sostenermi e a rinfrancarmi. Il tuo ingresso è per me uno sprone ancora maggiore… il coro sta prendendo corpo. La famiglia deve riappropriarsi dei propri ruoli. Deve ritornare protagonista. Non deve estraniarsi dai problemi ed accettare senza approfondire le decisioni degli altri. Ognuno pensa ai propri interessi…Guarda cosa è successo in Abruzzo! Case nuove, costruite da poco si sono sgretolate come castelli di sabbia. Non possiamo più nascondere la testa sotto quella sabbia, se no ne veniamo sovrastati, sommersi…asfissiati. Quando acquistiamo o affittiamo una casa, dobbiamo essere certi di come e con cosa sia stata costruita. Non solo entrarci, risparmiare e tapparci il naso e gli occhi… e lo Stato? Deve anch’esso riappropriarsi del proprio ruolo e delle proprie responsabilità: non permettere più, una volta per tutte, tanta incuria e tanto scempio. E questo può farlo soltanto con la nostra partecipazione diretta, non con la nostra indifferenza.

Tu Luca con il tuo darti da fare, col dimostrare di portare avanti dignitosamente una famiglia di due genitori e dieci figli, onesti, istruiti,non drogati, non ladri…dai un grande esempio a tutta la Nazione. Io con le mie parole, con le mie proposte, con il mio espormi serenamente, deciso e fermo, non volgare e sbraitante, voglio rappresentare ed aggregare tutti coloro che ne condividono convinti le esigenze ed i dettami. Insieme, possiamo farcela!

Ciao e a domenica gli auguri, il tuo amico

Umberto Napolitano

p.s.

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La Carovana di Famiglie d’Italia

aprile 4, 2009

Sono passati quasi cinque mesi da quando uscì il mio primo articolo pubblicato su questo blog. L’Associazione Famiglie d’Italia è cresciuta, come è cresciuto in me il desiderio dell’ampliamento del coro che mi accompagna in questo percorso.

 

Oggi, ringraziando gli amici che fin dall’inizio sono saliti sul carro di una carovana che partiva sperando di raggiungere la meta agognata, cioè il ritrovare l’identità perduta di una famiglia che intende compattarsi e riproporsi, e,  ringraziando poi ancor di più tutti coloro che si sono aggiunti durante il cammino, ripropongo la pubblicazione di quel primo articolo per  rinnovare con voce ancor più stentorea e decisa il mio appello a chiunque voglia affiancarci, convinto nell’aggregarsi, consigliarci e sostenerci, perchè …

 

se una voce fa un solista, tante voci fanno un coro !

 

 Nella mia carriera di cantante, durata tra la metà degli anni  ’60 e l’inizio degli anni ’90, ho cantato ” l‘impegno “, finché ho potuto farlo in libertà, e poi l’ ” amore ” , quello antico, quello onesto, finché me l’ha permesso il tempo o il fare finta di non vedere responsabilità che, prima o poi, la vita mi avrebbe messo davanti agli occhi e consigliato di assumermi per intero. ho cantato, ho cantato… tutto quello che ogni giorno mi suggeriva il cuore.

E proprio un giorno, guardando mia moglie ed i figli che lei cresceva anche per me, essendo da molto tempo la mia figura di padre-marito più lontana che presente, confusa e persa fra tournée e sale d’incisione, scoprii improvvisamente di avere una famiglia: la realtà più bella e gratificante, più semplice e più importante di tutto ciò che fino allora mi aveva ammaliato e circondato… sì, la mia famiglia!

E per lei smisi di cantare, avremmo potuto vivere decentemente anche se mi fossi dedicato ad attività meno remunerative, purché non mi portassero lontano e rafforzassero la nostra unità di intenti e di amore. Così ho visto i figli diventare adulti; li ho spiati con discrezione protettiva, soffrendo per le loro ansie, ma riempiendomi di gioia per le loro affermazioni.

Io e mia moglie li abbiamo accompagnati nella costruzione del progetto del loro futuro,senza mai sopraffarli, lasciando loro quella libertà di scelta che ha permesso loro di crescere gradatamente.

Tutto ciò mi ha consentito di conoscere un mondo più reale: tanta gente ” comune “, ma incredibilmente ” grande “, almeno nella sua percentuale maggiore. Tanta gente che ” lavora ” e con fatica raggiunge le proprie ” mete “. Tanta gente che non “ recita “, ma che è ” protagonista ” ogni giorno di una ” fiction ” non scritta, ma costruita personalmente, attimo dopo attimo, sacrificio dopo sacrificio.

 

Non permettiamo ad altri di scrivere la nostra storia secondo un copione che non ci convince! Almeno, non permettiamo di scriverla senza la nostra consulenza e approvazione.

Siamo noi gli attori principali, non dimentichiamolo mai!

I nostri figli si fidano di noi, non ci è permesso deluderli: il loro futuro dipende dalle azioni che avremo intrapreso per garantirne lo sviluppo.

Abbattiamo in noi la cortina che ci mostra i ” politici ” come dei prediletti, degli esseri privilegiati! Sono uomini come noi nei pregi e nei difetti: aiutiamoli a tirare fuori il meglio, mostrando il ” da farsi ” con l’ausilio della nostra voce.

Se ho smesso di cantare per la mia famiglia, cioè per il desiderio di stare vicino e crescere insieme, ora, a distanza di vent’anni, ho deciso di riprendere proprio per cantare e raccontare la ” famiglia “, le sue esigenze, le sue prospettive:

 

… ho bisogno di un coro che mi accompagni, soli… si muore!

Umberto Napolitano