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Dall’acqua di mare il combustibile verde per Jet ( Econota 95 )

novembre 6, 2012

Il processo per trasformare l’acqua di mare in un combustibile verde per Jet ( by Beth Buczynski )

Senti un leggero fastidio ogni volta che si riempie la tua auto per l’elevato prezzo del combustibile? Per fortuna non sei un Militare degli Stati Uniti alla guida di un Let o di un corro armato! Stanca di sprecare gran parte del suo bilancio con combustibili fossili, la US Navy ha condotto una ricerca di alternative più verdi e, possibilmente, economiche. Alcuni ricercatori presso laboratorio navale di ricerca degli Stati Uniti (NRL) hanno sviluppato un processo che può trasformare in abbondante acqua di mare combustibile per jet della Marina. Se la tecnologia si dimostrerà valida i loro sforzi potrebbero avere un impatto enorme; nel 2010 solo il dipartimento della difesa ha sborsato circa $11 miliardi su “energia operativa,” l’energia usata dalle forze militari nell’esecuzione delle loro missioni. Che è l’equivalente di tutto il bilancio dello stato del Tennesseee e non comprende ancora tutta l’energia necessaria ai veicoli militare delle basi.

Secondo un recente annuncio la trasformazione avviene durante un processo unico di gas-liquido che estrae l’anidride carbonica dall’acqua di mare e produce idrogeno utilizzando una cella elettrochimica ad acidificazione. “La riduzione e l’idrogenazione di C02 a idrocarburi viene ottenuta utilizzando un catalizzatore che è simile a quelli utilizzati per la riduzione di Fischer-Tropsch e idrogenazione dell’ossido di carbonio,” ha detto il Dr. Heather Willauer, un chimico di ricerca. “Modificando la composizione superficiale di catalizzatori di ferro nei reattori a letto fisso il sistema ha una migliore efficienza di conversione di C02, fino al 60%.

Al centro  per la corrosione Science & Engineering facility di Key West, in Florida, (NRLKW) un prototipo di “cattura carbonio” è stato testato utilizzando acqua di mare dal Golfo del Messico per simulare le condizioni che verranno incontrate in un processo reale di oceano aperto per catturare la CO2 dall’acqua marina e produrre gas H2. Attualmente si sta lavorando sull’ottimizzazione del processo e verso un scale-up. Una volta che questi sono stati completati gli studi iniziali prevedono che il  combustibile dall’acqua di mare sarebbe costato tra $3 e $6 per il gallone.

La Marina USA starebbe per trasformare l’acqua in una fonte di energia. Come prima cosa è conveniente. La maggior parte della flotta viene distribuita su un oceano in tutto il mondo. In secondo luogo l’acqua di mare è piena di C02, con concentrazioni di oceano circa 140 volte maggiore che in aria. Sebbene il processo di conversione abbia fatto progressi significativi in questi ultimi anni è ben lungi però dall’essere considerata affidabile.Tuttavia, con le forniture di petrolio globale che diminuiscono di giorno in giorno, non sorprende che la Marina stia cercando di pianificare in anticipo il suo futuro energetico.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

A Reggio Emilia gli Stati Generali della Bicicletta ( fonte: Rinnovabili.it )

 

Dal 5 al 6 ottobre 2012 il Comune ha ospitato l’evento nazionale programmato per discutere di mobilità nuova, ciclabilità e qualità urbana. Dalla summit, un Libro di Impegni per le Amministrazioni di ogni livello Il 

La bicicletta è una delle chiavi di volta di una mobilità urbana diversa, innovativa e smart. Per fornire un nuovo impulso alla mobilità dolce e sostenibile si riuniranno a Reggio Emilia gli Stati Generali della Bicicletta, l’iniziativa promossa da Legambiente, ANCI, Fiab e #salvaiciclisti. L’appuntamento si è tenuto il 5 e 6 ottobre, due giornate pensate per avviare un dialogo a livello nazionale su una mobilità nuova e al contempo raccogliere una serie di impegni vincolanti da chi ogni giorno è responsabile dei trasporti nelle nostre città. Gli Stati Generali della Bicicletta chiamando a raccolta amministratori, esperti del settore, associazioni e cittadini con di dare spazio l’obiettivo di proporre soluzioni che siano finalmente più performanti e competitive rispetto all’uso quotidiano dell’automobile favorendo la bicicletta come mezzo di trasporto sicuro, sostenibile, accessibile e dinamico. Gli organizzatori hanno redatto un Manifesto, al quale è possibile aderire on-line, (http://www.comune.re.it/italiacambiastrada), che presenta un quadro sintetico dello status quo della mobilità nostrana, vero e proprio punto di partenza del summit. Al termine della due giorni è stato rilasciato un Libro di Impegni per le Amministrazioni di ogni livello, contenente proposte per il breve periodo dal costo zero, misure a medio periodo dal costo lieve e azioni a lungo periodo dal costo più alto.

“Gli aspetti su cui lavorare sono molteplici, ma siamo convinti che per l’Italia sia davvero giunto il momento di cambiare strada e favorire una mobilità in grado di soddisfare il più possibile le diverse esigenze di spostamento, quelle dei pedoni, dei ciclisti e del trasporto collettivo – afferma Alberto Fiorillo, Responsabile Aree Urbane Legambiente -. In questo senso, abbassare di venti chilometri orari la velocità dei mezzi a motore in città è una priorità che può evitare ogni anno la morte di mille persone tra ciclisti e pedoni. L’introduzione di un limite di velocità più basso, una misura da approvare subito e da rendere operativa in fretta, comporta esclusivamente vantaggi – sottolinea Fiorillo -. Far scendere la lancetta del contachilometri conviene a tutti, dal punto di vista della riduzione della rumorosità, dell’inquinamento atmosferico e dei consumi di carburante”.

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Acqua all’arsenico e zucchero raffinato tossico… Achtung! ( Estate Ecologica News )

luglio 29, 2012

Acqua all’arsenico ancora in 112 comuni italiani

Non sempre l’acqua del rubinetto in Italia è sicura: borio, fluoruri e soprattutto arsenico, in concentrazioni superiori ai valori stabiliti dalla legge, rischiano di danneggiare seriamente la salute dei cittadini. Ed è colpa delle inadempienze, delle omissioni, dei ritardi sugli acquedotti, ma soprattutto delle deroghe.

Questa la denuncia del dossier “Acque in deroga“, realizzato da Legambiente e Cittadinanzattiva, che ricostruisce proprio la questione delle deroghe richieste e concesse ai Comuni italiani dal 2003 ad oggi, facendo il punto sui territori coinvolti e sugli interventi attuati o in programma. Ad un anno dal referendum che ha decretato l’acqua bene comune, rimangono ancora molti i nodi da sciogliere. Scopriamo, così, che nel 2012 sono circa un milione i cittadini di 112 Comuni italiani (90 nel Lazio, 21 in Toscana e 1 in Campania) che non hanno acqua potabile di qualità e conforme alla legge, perché sono ancora in vigore nuove deroghe che consentono di prendere tempo e ripristinare i valori al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge.

Il problema – spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – è che in Italia lo strumento della deroga, entrato in vigore nel 2001 e inizialmente previsto solo come misura transitoria per dare tempo alle autorità competenti di realizzare i giusti interventi necessari, è stato in realtà adottato con leggerezza, trasformandosi in un espediente per prendere tempo ed alzare i limiti di legge rispetto ad alcune sostanze fuori parametro“.

Il dossier si apre con l’analisi delle deroghe chieste dal 2003 al 2010. Ogni deroga ha una durata di tre anni con possibilità di essere rinnovata al massimo per altre due volte: le prime due vengono decise dal Ministero della Salute mentre la terza deve avere il via libera della Commissione europea. In Italia il “pasticcio delle deroghe” è iniziato nel 2003, primo anno in cui ne viene fatta richiesta. Da allora fino al 2009 sono state 13 le regioni che ne hanno fatto richiesta (Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto) e su un totale di 13 parametri (arsenico, boro, cloriti, cloruri, fluoro, magnesio, nichel, nitrati, selenio, solfato, trialometani, tricloroetilene, vanadio).

Dopo sei anni, alcune regioni (Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e Umbria), non avendo ancora ripristinato i valori della qualità della dell’acqua al di sotto dei limiti consentiti, hanno chiesto una terza deroga per arsenico, boro e fluoruri. Nel 2010 laCommissione Europea ne ha concesse alcune, respingendone altre. Una parte dei provvedimenti è scaduta a dicembre 2011, e Lombardia, Umbria e Campania, insieme alle Provincie autonome di Bolzano e Trento hanno completato gli interventi e riportato la qualità dell’acqua al di sotto dei limiti di legge.

Nel frattempo, però, sono scadute anche le deroghe in Sicilia per il vanadio nei Comuni etnei, in Toscana per i trialometani (in 3 comuni) e nel Lazio per vanadio e trialometani (14 e 2 comuni rispettivamente). Ad oggi, quindi, rimangono in vigore deroghe nel Lazio (arsenico, fluoruri), Toscana (arsenico e boro) e in un comune della Campania per il fluoruro.  “Per assicurare la tutela della salute dei cittadini, ai sindaci interessati chiediamo un’operazione di trasparenza per quanto riguarda i dati di qualità dell’acqua, e di garantire una costante informazione alla cittadinanza“, ha concluso Antonio Gaudioso, neo segretario generale di Cittadinanzattiva.

Roberta Ragni ( fonte: Informare Per Resistere )

Tratto da: Acqua all’arsenico ancora in 112 comuni italiani | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/07/28/acqua-allarsenico-ancora-in-112-comuni-italiani-2/#ixzz21zZV3kAY
– Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
 
 
Lo zucchero raffinato ha la medesima tossicità del fumo e dell’alcool

È calorico, fa aumentare la pressione, cambia il metabolismo, provoca problemi al fegato e fa’ gli stessi danni del fumo e dell’alcool: non stiamo parlando dell’ultimo menu lanciato nei fast food, ma – più semplicemente – dello zucchero!

A rivelare la nocività di questo ingrediente è un gruppo di esperti dell’università di San Francisco, che in un articolo pubblicato dalla rivista Nature dal titolo “Sanità pubblica: la verità sulla tossicità dello zucchero” ha messo in evidenza come i danni provocati da questo alimento siano molto simili a quelli dati dall’alcolismo.

“Lo zucchero è molto lontano dall’essere soltanto un fornitore di calorie – hanno spiegato Robert Lustig, Laura Schmidt e Claire Brindis – al livello consumato in occidente cambia il metabolismo, alza la pressione, altera i segnali ormonali e causa danni significativi al fegato. I pericoli per la salute sono largamente simili a quelli che si hanno bevendo troppo alcol, che non a caso deriva dalla distillazione dello zucchero”.

E c’è di più: secondo gli scienziati che hanno condotto lo studio questo ingrediente – così usato e diffuso in tutto il mondo – è uno dei principali responsabili dei 35 milioni di morti l’anno per malattie come il diabete o problemi cardiocircolatori. Naturalmente, come spesso accade, anche in questo caso a fare la differenza sono soprattutto le quantità; un caso su tutti: negli Stati Uniti l’apporto quotidiano di calorie date esclusivamente dallo zucchero è spesso pari o superiore alle 500 unità. Ciò vuol dire che più di un terzo delle calorie ingerite ogni giorno dagli americani deriva solo da questo ingrediente.

Il problema dunque è che nel mondo, e specie in alcuni Paesi ricchi come gli Usa, se ne assume troppo, tanto che negli ultimi 50 anni il consumo medio pro capite è addirittura triplicato. E questo può portare nel tempo a malattie anche gravi, che tendono ad “uccidere lentamente”.

“Non stiamo parlando di proibire lo zucchero – hanno concluso gli esperti – ma questa deve diventare una preoccupazione dei governi. Si dovrebbe rendere il consumo di zucchero meno conveniente, e allo stesso tempo far capire il messaggio alla popolazione”.

Oltre allo zucchero poi, ci sono una serie di altre “varianti” e derivati, come il fruttosio o l’aspartame, presenti comunemente in tanti cibi, che non sono meno pericolosi del classico zucchero. Come confermando gli studiosi, “una crescente mole di prove scientifiche mostra che il fruttosio può innescare processi tossici per il fegato e favorire molte altre malattie croniche”.

E allora come prevenire le pericolose malattie derivanti da un consumo eccessivo di questo ingrediente? Sicuramente limitandone il consumo – imparando a mangiare e bere cibi e bevande meno zuccherate – e cercando di optare comunque per i dolcificanti naturali, come la stevia, finalmente legale anche in Europa, o il miele, che a parità di quantità hanno un potere dolcificante superiore a quello dello zucchero!

Scritto da Wolfman   Martedì 28 Febbraio 2012 09:50  ( fonte: nocensura.com )

Estate Ecologica News

Rubrica a cura di Sabrina Parini

Famiglie                        d’Italia

5 bandiere nere da Lega Ambiente ( Econota 89 )

luglio 12, 2012

Mare: Legambiente assegna 5 bandiere nere 2012 ( By Simone Muscas )

Delle tanto ambite bandiere blu che premiano i mari nostrani abbiamo più volte parlato su Ecoblog, non facendoci mancare proprio nulla: dalla polemica per la mancata assegnazione del fregiato riconoscimento, sino all’ammirazione per quei luoghi incantevoli meritevoli di tale ricompensa. Oggi però parleremo di bandiere nere, ovvero di quei “riconoscimenti simbolici in negativo” che vengono dati a quelle località (i cui Comuni di appartenenza stanno lentamente inquinando e distruggendo) e a quegli imprenditori, politici e rappresentanti vari, che in un modo o nell’altro stanno o hanno già contribuito alla deturpazione dei litorali italiani.

A farsi portatore di questa iniziativa gli attivisti di Legambiente con la nota campagna di sensibilizzazione Goletta Verde attraverso cui, da oltre vent’anni, viene dato tale “riconoscimento”. Quest’anno verranno assegnate 5 bandiere nere, a chi?

Si parte da Francesco Bellavista Caltagirone ovvero l’imprenditore a capo di un impero nel mondo delle costruzioni coinvolto nei progetti dei porti turistici a maggior impatto ambientale in quasi mezza Italia: Imperia, Siracusa, Carrara ed il megaporto della Concordia a Fiumicino. Si premierà poi Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo Economico, per il demerito di aver riattivato, grazie al Decreto Sviluppo, le procedure per la ricerca e l’estrazione di petrolio dai fondali marini che erano bloccate dalla legge approvata nel 2010 dopo l’incidente nel Golfo del Messico. Non poteva mancare il Governatore siciliano degli sprechi Raffaele Lombardo per aver assecondato e non rigettato la proposta di project financing della SIDRA finalizzata alla messa in sicurezza dei tratti di costa in erosione, ma che in realtà prefigura la “svendita” ai privati delle spiagge siciliane.

 Non mancano infine le società di navigazione: oltre alla bandiera nera assegnata alla società Costa Crociere per le sin troppo note vicende dell’affondamento di una delle navi della propria flotta lungo le coste del Giglio, se ne vedrà assegnata una anche la compagnia Grimaldi Lines responsabile, qualche mese fa nei pressi dell’isola di Gorgona (nel Parco nazionale dell’Arcipelago toscano), della perdita di due semirimorchi con un carico di 224 fusti tossici contenenti ciascuno200 kg di cobalto e monossido di molibdeno, per un peso di 45 tonnellate totali.

  Simone Muscas ( Fonte: Ecoblog.it )

 

 La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

Nuova toilette che trasforma i rifiuti organici umani in energia elettrica e riduce l’uso dell’acqua del 90%  ( by Timon Singh )

 

 

Ora gli scienziati dall’Università tecnologica di Nanyang (Singapore) hanno inventato un nuovo sistema di toilette che non solo si trasforma i rifiuti organici umani in elettricità e concimi, ma riduce anche la quantità di acqua necessaria per il lavaggio fino al 90 %!

 www.Lumosity.com

Il sistema è conosciuto come Il WC Energy. La sua tecnologia di aspirazione a vuoto è simile a quelli che si trovano sugli aerei. Il sistema di toilette funziona avendo due alloggiamenti separati i rifiuti liquidi e solidi, così che solo 0,2 litri  di acqua sono necessari per il lavaggio invece dei soliti 4-6 litri. Se questo sistema fosse installatoin modo generalizzato in Italia si è stimato che si risparmierebbero circa 160.000.000 litri all’anno . Il WC Energy devia quindi i rifiuti liquidi ad un impianto di lavorazione dove i componenti utilizzati per i fertilizzanti( azoto, fosforo e potassio) possono essere recuperati. Nel frattempo tutti i rifiuti solidi vengono inviati a un bioreattore dove saranno digeriti e trasformati in biogas. Il gas può essere convertito in elettricità e utilizzato per impianti o in fuel cells.

Le acque “ grigie “  sarà rilasciate nel sistema di drenaggio, dove saranno trattate, mentre qualsiasi alimento rimanente rilevato potrà essere inviato a bioreattori o trasformato in compost e mescolato con il terreno attuando un recupero completo delle risorse.

Il Professore Wang Jing-Yuan ha dichiarato: “l’obiettivo finale non è solo risparmiare acqua ma  avere un completo recupero delle risorse in modo che nessuno elemento sarà sprecato date le risorse scarse di Singapore. Con il nostro sistema innovativo WC, possiamo utilizzare metodi più semplici e meno costosi di raccolta dei prodotti chimici utili e anche produrre combustibile e energia dai rifiuti.” Scopo ultimo del progetto è quello di convertire tutti rifiuti del paese in risorse utili.  Tutto ciò fa parte del Programma di ricerca competitivo National Research Foundation di Singapore, che mira a trasformare le comunità che non sono collegate al sistema di fognatura principale.

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

La Goletta Verde informa: mare… i depuratori lasciano ancora a desiderare ( Econota 70 )

novembre 21, 2011

A cura de Le Rinnovabili

Mare – I depuratori lasciano ancora a desiderare

I prelievi eseguiti dalla squadra di tecnici e studiati da un laboratorio mobile, ha rilevato come situazione diffusa e esistente in molti porti italiani, la presenza di scarichi non depurati direttamente convergenti a mare

La Goletta Verde, la storica campagna itinerante di Legambiente, che ogni estate vigila sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani diffondendo informazione e costruendo sensibilizzazione, comincia a dare i primi segnali relativi alle analisi effettuate sui campioni prelevati nei mari italiani. E Goletta Verde, accompagnata dal lavoro svolto dai biologi di Legambiente, muove le sue denunce a bordo di un laboratorio mobile che, regione per regione, focalizza le analisi alla ricerca di punti critici quali foci di fiumi, torrenti e canali, al fine di esporre un quadro, quanto mai critico, rispetto alla situazione qualitativa delle acque che circondano il nostro Belpaese.

Siamo arrivati a poco più della metà delle regioni italiane esaminate e la situazione riscontrata non è certo felice in molti casi. I prelievi eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente e studiati da un laboratorio mobile grazie al quale è possibile effettuare le analisi chimiche direttamente in situ, esaminando parametri microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità/salinità), ha rilevato, come situazione diffusa e esistente in molti porti italiani, la presenza di scarichi non depurati direttamente convergenti a mare, situazione questa dedotta dall’aver riscontrato valori molto alti di parametri microbiologici.

E in Puglia qual è la situazione evidenziata?

Bene, sono 9 i punti critici emersi, quattro dei quali risultati fortemente inquinati. Sotto accusa foci dei fiumi, canali e scarichi non depurati. Massima allerta per il prelievo effettuato sul lungomare di Trani che anche quest’anno desta serie preoccupazioni per gli altissimi livelli batteriologici riscontrati.

Ma vediamo nel dettaglio le varie zone prese in esame dai biologi di Goletta Verde.

Bene, partendo dalla zona di Brindisi e dei comuni della sua provincia, le analisi sui campioni prelevati hanno evidenziato tre punti critici, di cui due, uno in località La Forcatella, nel comune di Fasano e l’altro in località Torre Guaceto, nel comune di San Vito dei Normanni, risultati fortemente inquinati. I campioni, il primo prelevato nei pressi dello scarico del depuratore civile e il secondo presso la foce del canale Reale, ricordiamo all’interno di un’Area marina protetta, hanno indicato altissimi livelli di inquinamento microbiologico.

Guai anche nella provincia di Taranto; nel comune di Massafra, nella riserva forestale dello Stato, la foce del fiume Patemisco è risultata fortemente inquinata come lo sono risultate, sempre nel Tarantino, le acque prelevate nei pressi del canale dei Cupi, ricadente nel territorio del comune di Lizzano, le quali hanno rilevato una significativa presenza di batteri fecali.

E spostandoci sulla provincia di Foggia, due foci campionate dai biologi di Goletta Verde sono risultate inquinate per i livelli batteriologici riscontrati; stiamo parlando della foce del torrente Carapelle, nel comune di Zapponeta e della foce Fortore, nel comune Serra Capriola in località Torre Mozza.

Ma il punto di prelievo che ha vinto l’oscar dell’inquinamento in Puglia è quello realizzato nel comune di Trani, dove il campione prelevato presso lo scarico di fogna, riporta valori di inquinamento microbiologico talmente alti da risultare non quantificabili.

Alla luce di questi risultati, il responsabile scientifico di Legambiente, Stefani Ciafani, dichiara:

«Anche in Puglia non possiamo che evidenziare la situazione di inquinamento causata da alcune foci, indice di una mancata depurazione nell’entroterra, e da scarichi fognari non a norma o abusivi. Un problema che purtroppo accomuna l’Italia intera. È dal 1998 che il nostro Paese avrebbe dovuto mettersi in regola con i sistemi di depurazione delle acque reflue, come richiede la Direttiva Europea 1991/271/CE ma, ad oggi, la copertura del servizio in Italia arriva appena al 70% degli abitanti, lasciando una ampia parte della popolazione sprovvista di sistemi adeguati di trattamento delle acque. Il termine ultimo per adeguarsi era stato fissato a fine dicembre 2005, ma a molti anni di distanza il “Belpaese” si ritrova con un sistema ancora deficitario e con l’ennesima procedura d’infrazione europea aperta a suo carico. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta Ufficiale europea del 29 gennaio 2011 sono 168 i Comuni che non si sono ancora conformati alla direttiva europea per il corretto trattamento dei reflui urbani e di questi 12 in Puglia».

In definitiva, oltre al danno economico dovuto all’infrazione, anche la beffa di avere gravi ricadute sul sistema ambientale e sanitario. Dove sono le autorità competenti? Legambiente, facendosi portavoce di abitanti che si vedono danneggiare il proprio paesaggio a causa di una mancata applicazione di quanto disposto dai regolamenti comunitari volti a salvaguardare l’ambiente con, semmai, aggravanti economiche nel pagamento di un servizio deficitario e costantemente sanzionato, chiede, alle autorità competenti, di sanare quanto prima queste incresciose situazioni.

Elsa Sciancalepore

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

Studiata la falda acquifera Botanica Sands in Australia.

Un batterio per ripulire le falde acquifere inquinate. (A cura de Le Rinnovabili )

Dall’Australia un nuovo contributo alla ricerca contro l’inquinamento dei siti industriali. La soluzione è affidata ancora una volta alle forme di vita più piccole

 Ancora una volta Madre Natura arriva i soccorso per risolvere un problema tutto umano. Lo studio di gruppo di ricercatori australiani ha dimostrato che i batteri potrebbero svolgere un ruolo di “spazzini” dei siti inquinati a livello terrestre, risanando le aree contaminate con efficienza, velocità e in perfetta sicurezza. La sperimentazione batterica condotta dalla Università del New South Wales ha coinvolto i processi di pulizia dei solventi clorurati che fuoriuscirono molti anni fa da un ex stabilimento chimico dell’Imperial Chemical Industries (ICI) nella falda acquifera Botanica Sands in Australia, contaminando le acque sotterranee. I ricercatori hanno raccolto i batteri naturalmente presenti nella falda e isolato tre ceppi in grado di degradare gli inquinanti, tra cui un microorganismo che processa il cloroformio.
“Con la tecnologia attuale ci sarebbero voluti decenni, o forse secoli, prima che questi solventi tossici venissero rimossi dalla falda acquifera”, ha detto Mike Manefield professore associato che ha guidato la ricerca. “I nostri test hanno dimostrato che questi batteri “respirano” in modo efficace questi inquinanti al pari del nostro modo di respirare ossigeno. Si tratta di un grande passo avanti. Queste culture rappresentano lo strumento più verde ed economico che possiamo usare per ripulire alcuni dei siti contaminati” e sono la dimostrazione che “ volendo si potrebbe fare molto “.

Come più volte abbiamo scritto su questo blog i microrganismi si rivelano come i nostri alleati più efficienti in tema di antinquinamento.

rubrica a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Nessuna tregua per le coste italiane ( Econota 62 )

luglio 22, 2011

Crescono i reati di inquinamento e abusivismo, a rischio biodiversità ed ecosistemi marini: il rapporto annuale sulle illegalità e i nemici del mare torna a segnalare le peggiori minacce che incombono sul patrimonio costiero italiano.Un Oscar per la spudoratezza, uno per la monotonia, uno per la demagogia. Tre ‘riconoscimenti’ assolutamente ironici assegnati oggi da Legambiente in occasione del lancio di Mare Monstrum 2011, il dossier sullo stato di salute dei mari. Ad aggiudicarsi gli Oscar, quelle che l’associazione ambientalista ritiene essere le peggiori minacce alle nostre coste, nuovi e vecchi nemici che ancora perseguitano l’ambiente marino nostrano. La nuova edizione del rapporto, infatti, segnala ancora una volta una situazione di allarme per mare e coste, assediati da cemento e inquinamento e con una crescita delle infrazioni accertate del +32,2% rispetto all’anno precedente (pari a 11.815 infrazioni). Così come in preoccupante crescita sono gli specifici reati di inquinamento e cattiva depurazione: un +44,3% rispetto all’anno precedente (3.781 nel 2010 contro i 2.621 del 2009) che si spalma in maniera omogenea su tutte le regioni.

Tra abusivismo edilizio, rifiuti – la plastica è quello più presente con percentuali che oscillano fra il 60 e il 95% – trivellazioni petrolifere, Legambiente incornicia le situazioni a suo giudizio più gravi, come spiega Sebastiano Venneri, il vice presidente nazionale di Legambiente “per segnalare alcune delle situazioni assurde che continuano a ripetersi in Italia a danno dell’ambiente e della collettività”.

Ecco allora assegnare l’Oscar della spudoratezza al Governo italiano per il provvedimento – ora ritirato – contenuto nel cosiddetto Decreto sviluppo che avrebbe consentito la vendita delle spiagge italiane, a pari merito con l’iniziativa della padovana Est Capital che, recita il comunicato stampa dell’associazione “ha voluto spacciare una lottizzazione in grande stile al Lido di Venezia con relativa costruzione di tre torri alte 20 metri, come un progetto di riqualificazione del Parco della Favorita, come se un Parco, sia pur mal ridotto, potesse mai trarre beneficio da una colata di cemento”. O l’Oscar per la monotonia assegnato “all’ennesimo porto turistico a Montenero di Bisaccia (CB) a ridosso della foce del Trigno e a pochi chilometri da numerosi altri porti turistici per un totale (attuale) di 2.341 posti barca in appena 70 km di litorale, nemmeno fossimo in Liguria!”
E per finire quello per la demagogia virtualmente affibbiato al sindaco di Campobello di Mazara (TP) Ciro Caravà che “meglio di Cetto Laqualunque, ha condotto una campagna elettorale per la sua rielezione prospettando ai concittadini il condono per le loro case abusive sulla costa sulla base di vecchi atti amministrativi senza alcun valore”.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

il Bus Roots di New York, l’autobus con le piante che crescono sul tettuccio

 

Un autobus con il tettuccio verde. Non verniciato: nel senso che sopra ci crescono proprio le piante.
E’ il Bus Roots, l’autobus con le radici che Marco Castro cerca di diffondere a New York. Per ora c’è un prototipo seminato a piante grasse in servizio sperimentale.
L’idea ha raccolto il secondo premio al Deisgnwala Grand Idea Competition ed è in giro (letteralmente) da alcuni mesi. Guardate.
I tetti d’erba hanno un ruolo importante nell’edilizia tradizionale e nella moderna architettura sostenibile. Fungono da isolanti rispetto al caldo e al freddo e conservano l’umidità.


Il tetto verde sull’autobus mette allegria, aggiunge qualcosa alla qualità della vita e aiuta – almeno simbolicamente – a spazzar via un po’ di anidride carbonica dall’aria. E’ un’idea da coltivare…

rubrica a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Premio Ambientalista dell’anno 2010 ( Econota 39 )

novembre 15, 2010

Yassouf Amini, un giovane rifugiato politico dell’Afghanistan che fa volontariato; Giorgio Crepaldi, il portavoce di un comitato cittadino contro la costruzione di una centrale a carbone; Antonio Diana, imprenditore lungimirante che ha saputo investire, con dieci anni di anticipo, nella green economy; Donne contro l’Ilva, le sei donne combattive che hanno deciso di ribellarsi al potere devastante dell’acciaieria più inquinante d’Europa. (more…)

VII Rapporto sulla sicurezza alimentare: come mangia l’Italia ( Econota 34 )

ottobre 9, 2010

Italia a tavola 2010: VII Rapporto sulla sicurezza alimentare

 

Le frodi alimentari si moltiplicano mettendo sempre più a repentaglio la sicurezza e la qualità del cibo italiani. Non solo i casi delle “mozzarelle colorate” ma anche sequestri di latte qualificato come 100% italiano, e in realtà prodotto da una miscela di latte ungherese e italiano, allevamenti dopati con ormoni, vini e prodotti di qualità falsi.
Carni, allevamenti e prodotti lattiero caseari e Made in Italy sono i settori più nel mirino dei contraffattori del cibo. (more…)

Anche i nostri laghi hanno il mal di mare ( Famiglie d’Italia news )

agosto 6, 2010

 

Oggi è con immenso piacere che facciamo la conoscenza di un nuovo blog ecologico, nuovo almeno per noi, dal nome accattivante ed esplicativo: 

ourplanetlife (  www.ourplanet.it il sito ). Invitiamo tutti ad andarlo a visitare ed approfittiamo per proporvi un suo post editato recentemente…

 

Comunicato stampa Legambiente presenta il bilancio finale della Goletta dei Laghi

Maglia nera ai laghi di Como e Iseo, brutte sorprese sul Garda e Maggiore. (more…)

Dal ” regno ” del petrolio: l’energia del futuro è quella pulita ( Econota 8 )

febbraio 27, 2010

Consenso tra i leader mondiali, per l’importanza, l’attualità e l’utilità delle energie rinnovabili, le quali possono contribuire in modo significativo alla lotta ai cambiamenti climatici Si è svolto dal 18 al 21 gennaio 2010, ad Abu Dhabi, il Vertice mondiale sull’Energia Futura (World Future Energy Summit, Wfes), un forum internazionale dedicato alle soluzioni energetiche sostenibili nel futuro alle sfide poste dalla sicurezza energetica e dalla protezione dell’ambiente e del clima, ospitato da Masdar, l’iniziativa sull’energia pulita di Abu Dhabi. Hanno partecipato all’evento circa 3.000 persone, tra rappresentanti della politica internazionale, del mondo industriale, della ricerca, esperti, investitori e giornalisti, provenienti da circa 130 Paesi in Asia, Europa, America, Africa e Medio Oriente. (more…)