Posts Tagged ‘mare’

Grande Italia, questa politica ci deprime e ci reprime: facciamo conto che non esista e riappropriamoci del nostro talento!

settembre 16, 2013

famiglia al lavoro 2

Non è possibile! Siamo forse l’unica Nazione al mondo autosufficiente al 95%… e navighiamo nel guano grazie a quattro scellerati, arrivisti e ” scaldatori ” di poltrone alle quali restano incollati da ventenni ( e ultimamente anche quelli appena sedutisi ),  che con le loro lotte di potere ci deprimono e ci reprimono quotidianamente n ogni nostro tentativo di rialzare la testa e provare a respirare aria più salubre.

Ma noi questa aria dobbiamo continuare a cercarla, in noi e fra di noi, nelle nostre famiglie: guardiamoci intorno, non ci manca nulla!... Abbiamo terra, mare, monti e, soprattutto, storia!

Spremiamo il nostro ingegno e recuperiamo la voglia di lottare ed inventare! Siamo troppo legati a degli schemi che ormai non stanno più in piedi. Portare i soldi in banca, per chi può ancora permetterselo, come solamente fonte di risparmio ed investimento, ormai non rende più. Queste ricevono i soldi ma non li rimettono in circolo. Se li tengono stretti, si pagano i loro errori e può succedere un giorno di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, o meglio di ” titoli vari ” di dubbia provenienza! Vi posso raccontare una storia recentemente accaduta, quella di una suocera che ha negato al proprio genero il prestito di una certa cifra per permettergli di intraprendere un’attività nuova, dato che era rimasto senza lavoro, Questi glieli avrebbe restituiti col 5% degli interessi, più una quota degli utili, Lei, invece, ha preferito consegnarli ad una banca in cambio di ” titoli ” ad un rendimento equivalente e presto rivelatisi un flop e una perdita desolata di oltre il 50% del capitale versato…. Morale: il genero è ancora disoccupato e la suocera sta piangendo i suoi risparmi perduti!

Dobbiamo ritrovare la fiducia in noi stessi e nei nostri cari!

Non comportiamoci come quella suocera ancorata a schemi antichi che non funzionano più! I soldi di chi li ha fruttano meglio se usati in casa propria: non nascosti nel materasso o sotto una mattonella, ma impiegati in attività familiari ben congegnate e discusse insieme. Evitiamo di disperdere inutilmente i nostri risparmi. I nostri soldi le banche li vedranno ugualmente, ma solo di passaggio girare, per far fruttare i nostri affari e non i loro.

Il futuro sta nell’agricoltura e negli antichi mestieri.

agricoltura_alta

Anche se la burocrazia ci massacra, guardandoci intorno e, grazie alle innumerevoli sopracitate risorse del nostro territorio, abbiamo molteplici possibilità per creare reddito e sopravvivenza. Riscopriamo, per esempio, le infinite variabili offerte da un’agricoltura messa troppo frettolosamente da parte nell’illusione di trasformarci in un paese industriale: la terra crea lavoro e, in ogni caso, prodotti da consumare con cui sostenersi… e poi, riscopriamo anche gli antichi mestieri che anch’essi, troppo in fretta, abbiamo lasciato in mano ad altri giunti sul nostro territorio con mezzi di fortuna: lavorare di mano,con sudore e fatica, non è umiliante, anzi! E’ più umiliante vivere di cassa integrazione o sussidi vari che, prima o poi, saranno destinati ad esaurirsi.

La politica e le politiche derivanti ci stanno deprimendo e reprimendo… facciamo conto che non esistano! Facciamocele scivolare addosso, ritroviamo la nostra personalità, o meglio…recuperiamo la nostra identità: con un po’ di buona volontà ed intelligente solidarietà familiare possiamo ancora farcela!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Dall’acqua di mare il combustibile verde per Jet ( Econota 95 )

novembre 6, 2012

Il processo per trasformare l’acqua di mare in un combustibile verde per Jet ( by Beth Buczynski )

Senti un leggero fastidio ogni volta che si riempie la tua auto per l’elevato prezzo del combustibile? Per fortuna non sei un Militare degli Stati Uniti alla guida di un Let o di un corro armato! Stanca di sprecare gran parte del suo bilancio con combustibili fossili, la US Navy ha condotto una ricerca di alternative più verdi e, possibilmente, economiche. Alcuni ricercatori presso laboratorio navale di ricerca degli Stati Uniti (NRL) hanno sviluppato un processo che può trasformare in abbondante acqua di mare combustibile per jet della Marina. Se la tecnologia si dimostrerà valida i loro sforzi potrebbero avere un impatto enorme; nel 2010 solo il dipartimento della difesa ha sborsato circa $11 miliardi su “energia operativa,” l’energia usata dalle forze militari nell’esecuzione delle loro missioni. Che è l’equivalente di tutto il bilancio dello stato del Tennesseee e non comprende ancora tutta l’energia necessaria ai veicoli militare delle basi.

Secondo un recente annuncio la trasformazione avviene durante un processo unico di gas-liquido che estrae l’anidride carbonica dall’acqua di mare e produce idrogeno utilizzando una cella elettrochimica ad acidificazione. “La riduzione e l’idrogenazione di C02 a idrocarburi viene ottenuta utilizzando un catalizzatore che è simile a quelli utilizzati per la riduzione di Fischer-Tropsch e idrogenazione dell’ossido di carbonio,” ha detto il Dr. Heather Willauer, un chimico di ricerca. “Modificando la composizione superficiale di catalizzatori di ferro nei reattori a letto fisso il sistema ha una migliore efficienza di conversione di C02, fino al 60%.

Al centro  per la corrosione Science & Engineering facility di Key West, in Florida, (NRLKW) un prototipo di “cattura carbonio” è stato testato utilizzando acqua di mare dal Golfo del Messico per simulare le condizioni che verranno incontrate in un processo reale di oceano aperto per catturare la CO2 dall’acqua marina e produrre gas H2. Attualmente si sta lavorando sull’ottimizzazione del processo e verso un scale-up. Una volta che questi sono stati completati gli studi iniziali prevedono che il  combustibile dall’acqua di mare sarebbe costato tra $3 e $6 per il gallone.

La Marina USA starebbe per trasformare l’acqua in una fonte di energia. Come prima cosa è conveniente. La maggior parte della flotta viene distribuita su un oceano in tutto il mondo. In secondo luogo l’acqua di mare è piena di C02, con concentrazioni di oceano circa 140 volte maggiore che in aria. Sebbene il processo di conversione abbia fatto progressi significativi in questi ultimi anni è ben lungi però dall’essere considerata affidabile.Tuttavia, con le forniture di petrolio globale che diminuiscono di giorno in giorno, non sorprende che la Marina stia cercando di pianificare in anticipo il suo futuro energetico.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

A Reggio Emilia gli Stati Generali della Bicicletta ( fonte: Rinnovabili.it )

 

Dal 5 al 6 ottobre 2012 il Comune ha ospitato l’evento nazionale programmato per discutere di mobilità nuova, ciclabilità e qualità urbana. Dalla summit, un Libro di Impegni per le Amministrazioni di ogni livello Il 

La bicicletta è una delle chiavi di volta di una mobilità urbana diversa, innovativa e smart. Per fornire un nuovo impulso alla mobilità dolce e sostenibile si riuniranno a Reggio Emilia gli Stati Generali della Bicicletta, l’iniziativa promossa da Legambiente, ANCI, Fiab e #salvaiciclisti. L’appuntamento si è tenuto il 5 e 6 ottobre, due giornate pensate per avviare un dialogo a livello nazionale su una mobilità nuova e al contempo raccogliere una serie di impegni vincolanti da chi ogni giorno è responsabile dei trasporti nelle nostre città. Gli Stati Generali della Bicicletta chiamando a raccolta amministratori, esperti del settore, associazioni e cittadini con di dare spazio l’obiettivo di proporre soluzioni che siano finalmente più performanti e competitive rispetto all’uso quotidiano dell’automobile favorendo la bicicletta come mezzo di trasporto sicuro, sostenibile, accessibile e dinamico. Gli organizzatori hanno redatto un Manifesto, al quale è possibile aderire on-line, (http://www.comune.re.it/italiacambiastrada), che presenta un quadro sintetico dello status quo della mobilità nostrana, vero e proprio punto di partenza del summit. Al termine della due giorni è stato rilasciato un Libro di Impegni per le Amministrazioni di ogni livello, contenente proposte per il breve periodo dal costo zero, misure a medio periodo dal costo lieve e azioni a lungo periodo dal costo più alto.

“Gli aspetti su cui lavorare sono molteplici, ma siamo convinti che per l’Italia sia davvero giunto il momento di cambiare strada e favorire una mobilità in grado di soddisfare il più possibile le diverse esigenze di spostamento, quelle dei pedoni, dei ciclisti e del trasporto collettivo – afferma Alberto Fiorillo, Responsabile Aree Urbane Legambiente -. In questo senso, abbassare di venti chilometri orari la velocità dei mezzi a motore in città è una priorità che può evitare ogni anno la morte di mille persone tra ciclisti e pedoni. L’introduzione di un limite di velocità più basso, una misura da approvare subito e da rendere operativa in fretta, comporta esclusivamente vantaggi – sottolinea Fiorillo -. Far scendere la lancetta del contachilometri conviene a tutti, dal punto di vista della riduzione della rumorosità, dell’inquinamento atmosferico e dei consumi di carburante”.

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

La Goletta Verde informa: mare… i depuratori lasciano ancora a desiderare ( Econota 70 )

novembre 21, 2011

A cura de Le Rinnovabili

Mare – I depuratori lasciano ancora a desiderare

I prelievi eseguiti dalla squadra di tecnici e studiati da un laboratorio mobile, ha rilevato come situazione diffusa e esistente in molti porti italiani, la presenza di scarichi non depurati direttamente convergenti a mare

La Goletta Verde, la storica campagna itinerante di Legambiente, che ogni estate vigila sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani diffondendo informazione e costruendo sensibilizzazione, comincia a dare i primi segnali relativi alle analisi effettuate sui campioni prelevati nei mari italiani. E Goletta Verde, accompagnata dal lavoro svolto dai biologi di Legambiente, muove le sue denunce a bordo di un laboratorio mobile che, regione per regione, focalizza le analisi alla ricerca di punti critici quali foci di fiumi, torrenti e canali, al fine di esporre un quadro, quanto mai critico, rispetto alla situazione qualitativa delle acque che circondano il nostro Belpaese.

Siamo arrivati a poco più della metà delle regioni italiane esaminate e la situazione riscontrata non è certo felice in molti casi. I prelievi eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente e studiati da un laboratorio mobile grazie al quale è possibile effettuare le analisi chimiche direttamente in situ, esaminando parametri microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità/salinità), ha rilevato, come situazione diffusa e esistente in molti porti italiani, la presenza di scarichi non depurati direttamente convergenti a mare, situazione questa dedotta dall’aver riscontrato valori molto alti di parametri microbiologici.

E in Puglia qual è la situazione evidenziata?

Bene, sono 9 i punti critici emersi, quattro dei quali risultati fortemente inquinati. Sotto accusa foci dei fiumi, canali e scarichi non depurati. Massima allerta per il prelievo effettuato sul lungomare di Trani che anche quest’anno desta serie preoccupazioni per gli altissimi livelli batteriologici riscontrati.

Ma vediamo nel dettaglio le varie zone prese in esame dai biologi di Goletta Verde.

Bene, partendo dalla zona di Brindisi e dei comuni della sua provincia, le analisi sui campioni prelevati hanno evidenziato tre punti critici, di cui due, uno in località La Forcatella, nel comune di Fasano e l’altro in località Torre Guaceto, nel comune di San Vito dei Normanni, risultati fortemente inquinati. I campioni, il primo prelevato nei pressi dello scarico del depuratore civile e il secondo presso la foce del canale Reale, ricordiamo all’interno di un’Area marina protetta, hanno indicato altissimi livelli di inquinamento microbiologico.

Guai anche nella provincia di Taranto; nel comune di Massafra, nella riserva forestale dello Stato, la foce del fiume Patemisco è risultata fortemente inquinata come lo sono risultate, sempre nel Tarantino, le acque prelevate nei pressi del canale dei Cupi, ricadente nel territorio del comune di Lizzano, le quali hanno rilevato una significativa presenza di batteri fecali.

E spostandoci sulla provincia di Foggia, due foci campionate dai biologi di Goletta Verde sono risultate inquinate per i livelli batteriologici riscontrati; stiamo parlando della foce del torrente Carapelle, nel comune di Zapponeta e della foce Fortore, nel comune Serra Capriola in località Torre Mozza.

Ma il punto di prelievo che ha vinto l’oscar dell’inquinamento in Puglia è quello realizzato nel comune di Trani, dove il campione prelevato presso lo scarico di fogna, riporta valori di inquinamento microbiologico talmente alti da risultare non quantificabili.

Alla luce di questi risultati, il responsabile scientifico di Legambiente, Stefani Ciafani, dichiara:

«Anche in Puglia non possiamo che evidenziare la situazione di inquinamento causata da alcune foci, indice di una mancata depurazione nell’entroterra, e da scarichi fognari non a norma o abusivi. Un problema che purtroppo accomuna l’Italia intera. È dal 1998 che il nostro Paese avrebbe dovuto mettersi in regola con i sistemi di depurazione delle acque reflue, come richiede la Direttiva Europea 1991/271/CE ma, ad oggi, la copertura del servizio in Italia arriva appena al 70% degli abitanti, lasciando una ampia parte della popolazione sprovvista di sistemi adeguati di trattamento delle acque. Il termine ultimo per adeguarsi era stato fissato a fine dicembre 2005, ma a molti anni di distanza il “Belpaese” si ritrova con un sistema ancora deficitario e con l’ennesima procedura d’infrazione europea aperta a suo carico. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta Ufficiale europea del 29 gennaio 2011 sono 168 i Comuni che non si sono ancora conformati alla direttiva europea per il corretto trattamento dei reflui urbani e di questi 12 in Puglia».

In definitiva, oltre al danno economico dovuto all’infrazione, anche la beffa di avere gravi ricadute sul sistema ambientale e sanitario. Dove sono le autorità competenti? Legambiente, facendosi portavoce di abitanti che si vedono danneggiare il proprio paesaggio a causa di una mancata applicazione di quanto disposto dai regolamenti comunitari volti a salvaguardare l’ambiente con, semmai, aggravanti economiche nel pagamento di un servizio deficitario e costantemente sanzionato, chiede, alle autorità competenti, di sanare quanto prima queste incresciose situazioni.

Elsa Sciancalepore

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

Studiata la falda acquifera Botanica Sands in Australia.

Un batterio per ripulire le falde acquifere inquinate. (A cura de Le Rinnovabili )

Dall’Australia un nuovo contributo alla ricerca contro l’inquinamento dei siti industriali. La soluzione è affidata ancora una volta alle forme di vita più piccole

 Ancora una volta Madre Natura arriva i soccorso per risolvere un problema tutto umano. Lo studio di gruppo di ricercatori australiani ha dimostrato che i batteri potrebbero svolgere un ruolo di “spazzini” dei siti inquinati a livello terrestre, risanando le aree contaminate con efficienza, velocità e in perfetta sicurezza. La sperimentazione batterica condotta dalla Università del New South Wales ha coinvolto i processi di pulizia dei solventi clorurati che fuoriuscirono molti anni fa da un ex stabilimento chimico dell’Imperial Chemical Industries (ICI) nella falda acquifera Botanica Sands in Australia, contaminando le acque sotterranee. I ricercatori hanno raccolto i batteri naturalmente presenti nella falda e isolato tre ceppi in grado di degradare gli inquinanti, tra cui un microorganismo che processa il cloroformio.
“Con la tecnologia attuale ci sarebbero voluti decenni, o forse secoli, prima che questi solventi tossici venissero rimossi dalla falda acquifera”, ha detto Mike Manefield professore associato che ha guidato la ricerca. “I nostri test hanno dimostrato che questi batteri “respirano” in modo efficace questi inquinanti al pari del nostro modo di respirare ossigeno. Si tratta di un grande passo avanti. Queste culture rappresentano lo strumento più verde ed economico che possiamo usare per ripulire alcuni dei siti contaminati” e sono la dimostrazione che “ volendo si potrebbe fare molto “.

Come più volte abbiamo scritto su questo blog i microrganismi si rivelano come i nostri alleati più efficienti in tema di antinquinamento.

rubrica a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Vacanze: Istruzioni per l’uso

agosto 8, 2009

Per tutti i vacanzieri d’Italia, che amano girare il mondo in libertà e sicurezza, ma soprattutto amano portare ovunque si trovano il loro sito di fiducia “Famiglie d’Italia”  e quindi a tutti: Vacanze – Istruzioni per l’uso.

MARE: la vostra meta è il mare?

on line è consultabile la guida “Mare sicuro“: indicazioni utili per bagnanti e diportisti gestito e curato dalle Capitanerie di porto, con utili informazioni e il meteo che non guasta mai.
PER LE EMERGENZE: è attivo il numero blu 1530 della Guardia costiera.
POSSO FARE IL BAGNO: per conoscere lo stato di balneabilità delle acque è stato attivato il servizio del ministero del Welfare – settore Salute.
MASSAGGI IN SPIAGGIA ATTENZIONE: Ricordatevi poi che una ordinanza vieta per motivi igienici i massaggi sulle spiagge, con relative sanzioni sia chi lo fa, sia chi lo riceve.

(more…)