Posts Tagged ‘Molecular Psychiatry’

Non deprimersi per rimanere giovani ( Famiglie d’Italia Salute News )

novembre 17, 2013

depressione

Amici, quello che oggi parte da questo blog è un s.o.s. ben preciso e mirato. E’ rivolto a tutti noi che giornalmente siamo  costretti a convivere con l’infinità di vessazioni che il nostro Stato, grazie alla pochezza del suo staff politico, ci impone martoriandoci senza pietà. Insicurezza sul lavoro, tasse assurde ed infinite, strumenti per la raccolta tirannici, nepotismi e favoritismi sfacciati e permanenti, burocrazia irrefrenabile, giustizia opinabile, sottomissione sadomaso continuata degli ultimi governi alle incongruenze e imposizioni Ue, ecc. ecc. Tutto ciò causa in noi la possibilità di un lasciarsi andare definitivamente e precipitare in una forma di depressione cronica galoppante. Ebbene!… Reagiamo in qualche modo ed evitiamo di assecondare questo fine gioco al massacro: potrebbe far parte di un piano oscuro. Come leggerete nel post che segue, la depressione ci fa invecchiare prima: vuoi vedere che per risolvere i problemi di bilancio tendono ad accorciarci l’esistenza? Beh, detto così, può sembrare una burla, però a volte la satira rasenta la realtà più spesso di quello che noi immaginiamo… Lo so che non è facile, ma alle brutture con cui ci bombardano, alziamo lo scudo delle cose migliori che la vita ci offre gratuitamente: il nostro ingegno, l’amore dei nostri cari, la rabbia indomita dentro e quell’ ottimismo innato, tutto italiano, che ci rende un popolo positivo, invidiato e alla fine sempre vincente.

I soggetti depressi rischiano di invecchiare prima. ( fonte: Vita di donna )

La depressione, oltre a causare le difficoltà essenziali tipiche legate ai disturbi dell’umore, porta con sé un altro problema, quello dell’invecchiamento biologico precoce. A sostenerlo è una ricerca olandese.

La ricerca in questione è stata portata a termine dalla Vu University Medical Centre e pubblicata sulla rivista specialistica Molecular Psychiatry.

Per giungere a queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato 2.400 volontari (sia sani che depressi) studiandone in modo specifico i loro telomeri, la regione terminale dei cromosomi.

I telomeri svolgono un ruolo fondamentale per far sì che ad ogni duplicazione dei cromosomi non vi sia perdita di informazioni. In altre parole, se il telomero non esistesse ad ogni replicazione del DNA si verificherebbe una perdita di istruzioni genetiche.

Sono molte le ricerche scientifiche che hanno rivelato che ad ogni ciclo replicativo della cellula si verifica un progressivo accorciamento dei telomeri, fenomeno messo in relazione con l’invecchiamento cellulare.

Nella loro ricerca gli studiosi hanno potuto verificare che nelle persone colpite da depressione i telomeri risultavano più corti, se confrontati con quelli dei volontari che non ne avevano mai sofferto.

Secondo i dati dello studio, un soggetto sano perde normalmente tra le 14 e le 29 coppie di basi del Dna (il parametro che ne misura la lunghezza).

I soggetti affetti da depressione, invece, fanno registrare una perdita di 83-84 coppie di basi. Un dato che, secondo gli studiosi, corrisponde ad una maggiore anzianità delle cellule di 6-8 anni.

La coordinatrice della ricerca, Josine Verhoeven, ha spiegato che “Questo ampio studio fornisce prove convincenti che la depressione è associata a diversi anni di invecchiamento biologico”.

Tuttavia, secondo la scienziata, non è ancora stato accertato il tipo di danno prodotto da questo tipo di invecchiamento e, soprattutto, se questo processo può essere invertito.

IN ARGOMENTO:

Stress, è una delle cause della depressione

Nell’ipotalamo la chiave dell’invecchiamento e della longevità

Vivere più a lungo e in salute, basta cambiare stile di vita. Il ruolo dei telomeri

 

by Vita di donna

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Inquinamento: a rischio polmoni e cervello ( Famiglie d’Italia news )

luglio 8, 2011

 Oggi parliamo di inquinamento e di ulterori danni che esso cagione alla nostra salute: non solo sono più in pericolo il cuore ed i polmoni ma, da un recente studio di alcuni ricercatori statunitensi, risultano gravi anomalie anche e soprattutto al cervello ed alla sfera psichica. Fra i non molti articoli usciti in materia, ne ho scelto uno abbastanza informativo scritto  ieri da Miriam Cesta per conto di  Salute 24

Con l’inquinamento memoria in pericolo e rischio depressione 

Non nuoce solo a cuore e polmoni: l’inquinamento fa male anche al cervello, e può essere responsabile dello sviluppo di depressione, deficit di apprendimento e problemi di memoria. A sostenerlo è uno studio pubblicato su Molecular Psychiatry dai ricercatori della Ohio State University, negli Usa, da cui emerge che le polveri sottili potrebbero causare, a lungo termine, cambiamenti reali nella struttura cerebrale.

Gli studiosi guidati da Laura Fonken hanno sottoposto un gruppo di topi ad aria inquinata da polveri prodotte da automobili e macchine industriali per sei ore al giorno, cinque giorni alla settimana, per 10 mesi. Quantitativi paragonabili, spiegano i ricercatori, a quelli a cui sono esposti gli uomini che vivono o lavorano in aree urbane inquinate, spiegano i ricercatori.

Hanno poi confrontato i loro comportamenti con quelli dei topi del gruppo di controllo che, per lo stesso periodo di tempo, erano stati esposti ad aria pulita: ed è emerso che i topolini che avevano respirato gas inquinanti mostravano tendenzialmente comportamenti più ansiosi e depressivi e peggiori livelli di apprendimento e di memoria (messi in un labirinto mostravano più difficoltà a ritrovare la via d’uscita che era stata loro precedentemente insegnata) rispetto ai loro «colleghi» che avevano respirato aria «buona».

I ricercatori hanno quindi osservato che nei topi «inquinati» l’ippocampo – l’area del cervello associata ad apprendimento, memoria e depressione – presentava dendriti (le fibre che si ramificano a partire dal neurone) e spine dendritiche (responsabili della trasmissione dei segnali nervosi da un neurone all’altro) più corti e, in generale, una conformazione delle cellule nervose di minore complessità.

di Miriam Cesta  (07/07/2011)

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia