Posts Tagged ‘Mosè’

Perché e come si festeggia la Pasqua nel mondo ( post rewind )

aprile 5, 2015

 

Cari amici, nell’augurare a tutti Buona Pasqua, dopo il mio solito viaggetto su Google, ho deciso di copiare ed incollare per voi le notizie più interessanti relative a ” perché e come ” si festeggia la Pasqua in Italia e nel mondo. Mentre il Natale di solito lo si trascorre in casa con i propri cari, a Pasqua, se è possibile, si cerca di evadere per qualche giorno dal tran tran quotidiano con escursioni che anticipano in qualche modo gli esodi estivi. Anche noi di Famiglie d’Italia ci prenderemo un paio di giorni di vacanza come da tradizione che ci tramanda un detto tanto caro a tutti: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!

Il perchè della Pasqua ( fonte Wichipedia )

La Pasqua è la principale festività del cristianesimo. Essa celebra la risurrezione di Gesù che, secondo le Scritture, è avvenuta nel terzo giorno successivo alla sua morte in croce. La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, determina anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste.

La Pasqua ebraica, chiamata Pesach, celebra la liberazione degli Ebreidall’Egitto grazie a Mosè.

La parola ebraica pesach significa “passare oltre”, “tralasciare”, e deriva dal racconto della Decima Piaga, nella quale l’Angelo sterminatore vide il sangue dell’agnello del Pesach sulle porte delle case di Israele e “passò oltre”, colpendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone. In questo modo Israele è passato da una condizione di schiavitù (sotto gli egiziani) ad una libertà con Dio verso la terra promessa.

La Pasqua con il Cristianesimo ha perso il suo significato originario, venendo a connotare un “passaggio”, ovvero:

Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione dalla schiavitù d’Egitto.

Pasqua nel mondo: come si festeggia

( Fonte UniversiNet.it ) Va detto che, tra le tante tradizioni, quella dell’ uovo (da mangiare o da dipingere) si ritrova un po’ in tutte le Nazioni, probabilmente perché l’ uovo simboleggia la fecondità e la speranza per il futuro.
Nonostante questa tradizione abbia origini antichissime, fu solo a partire dal XVI secolo che nacque l’usanza di nascondere una sorpresa nell’ uovo.
In Germania, così come in in Svizzera, di dice che le uova vengano nascoste da un coniglietto (simbolo della nuova vita che ritorna ogni primavera) e il giorno di Pasqua i bambini si divertono in una sorta di caccia al tesoro che culmina nel ritrovamento delle uova. Il pranzo pasquale tedesco è a base di agnello e la sera di di Pasqua nelle campagne vengono accesi dei fuochi che simboleggiano la fine dell’ inverno e l’ inizio della primavera.
In Russia la tradizione pasquale esige che le uova sode vengano colorate di rosso e nella tradizione ortodossa viene preparato il Kulitch, un panettone accompagnato da ricotta dolce.
In Inghilterra, invece, la Pasqua viene festeggiata mangiando gli Hot cross buns, piccole ciambelle.

Molto prima di Pasqua i bambini finlandesi piantano dei semi in piccoli vasi e secondo la tradizione, la notte tra il venerdì e la domenica di Pasqua le streghe escono dai loro nascondigli e volano in cielo (una sorta di Halloween finlandese!).
Mentre in Grecia la Pasqua è considerata come la festa più importante dell’ anno ed è celebrata con un pranzo a base di riso alla greca e suopa mayeritsa, in Francia ai bambini viene detto che il venerdì che precede la Pasqua le campane non suonano poiché sono volate verso Roma. Sempre in Francia la tradizione vuole che in passato l’ uovo più grosso deposto dalle galline durante la Settimana Santa spettasse al re.
In questi giorni di festa, in Olanda e in Danimarca domina il colore giallo: gli olandesi mettono in casa dei fiori gialli, mentre i danesi apparecchiano la tavola con un tovaglia e delle candele di questo colore.
In Italia, al di là delle consuete celebrazione religiose, nel periodo pasquale si è soliti mangiare un dolce a forma di colomba, simbolo di pace. Questo dolce fu creato nel 750 a.C da un pasticcere di Pavia che lo diede poi in dono ad Alboino, re dei Longobardi.

Tra i dolci pasquali del nostro Paese ricordiamo anche la Pastiera napoletana, i Pardulas sardi , la Schiacciata di Livorno e la Cassata siciliana.

 

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
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Buona Pasqua!… Perché e come si festeggia la Pasqua nel mondo

aprile 20, 2014

pasqua

Cari amici, nell’augurare a tutti Buona Pasqua, dopo il mio solito viaggetto su Google, ho deciso di copiare ed incollare per voi le notizie più interessanti relative a ” perché e come ” si festeggia la Pasqua in Italia e nel mondo. Mentre il Natale di solito lo si trascorre in casa con i propri cari, a Pasqua, se è possibile, si cerca di evadere per qualche giorno dal tran tran quotidiano con escursioni che anticipano in qualche modo gli esodi estivi. Anche noi di Famiglie d’Italia ci prenderemo un paio di giorni di vacanza come da tradizione che ci tramanda un detto tanto caro a tutti: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!

Il perchè della Pasqua ( fonte Wichipedia )

La Pasqua è la principale festività del cristianesimo. Essa celebra la risurrezione di Gesù che, secondo le Scritture, è avvenuta nel terzo giorno successivo alla sua morte in croce. La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, determina anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste.

La Pasqua ebraica, chiamata Pesach, celebra la liberazione degli Ebrei dall’Egitto grazie a Mosè.

La parola ebraica pesach significa “passare oltre”, “tralasciare”, e deriva dal racconto della Decima Piaga, nella quale l’Angelo sterminatore vide il sangue dell’agnello del Pesach sulle porte delle case di Israele e “passò oltre”, colpendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone. In questo modo Israele è passato da una condizione di schiavitù (sotto gli egiziani) ad una libertà con Dio verso la terra promessa.

La Pasqua con il Cristianesimo ha perso il suo significato originario, venendo a connotare un “passaggio”, ovvero:

Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione dalla schiavitù d’Egitto.

Pasqua nel mondo: come si festeggia

( Fonte UniversiNet.it ) Va detto che, tra le tante tradizioni, quella dell’ uovo (da mangiare o da dipingere) si ritrova un po’ in tutte le Nazioni, probabilmente perché l’ uovo simboleggia la fecondità e la speranza per il futuro.
Nonostante questa tradizione abbia origini antichissime, fu solo a partire dal XVI secolo che nacque l’usanza di nascondere una sorpresa nell’ uovo.
In Germania, così come in in Svizzera, di dice che le uova vengano nascoste da un coniglietto (simbolo della nuova vita che ritorna ogni primavera) e il giorno di Pasqua i bambini si divertono in una sorta di caccia al tesoro che culmina nel ritrovamento delle uova. Il pranzo pasquale tedesco è a base di agnello e la sera di di Pasqua nelle campagne vengono accesi dei fuochi che simboleggiano la fine dell’ inverno e l’ inizio della primavera.
In Russia la tradizione pasquale esige che le uova sode vengano colorate di rosso e nella tradizione ortodossa viene preparato il Kulitch, un panettone accompagnato da ricotta dolce.
In Inghilterra, invece, la Pasqua viene festeggiata mangiando gli Hot cross buns, piccole ciambelle.

Molto prima di Pasqua i bambini finlandesi piantano dei semi in piccoli vasi e secondo la tradizione, la notte tra il venerdì e la domenica di Pasqua le streghe escono dai loro nascondigli e volano in cielo (una sorta di Halloween finlandese!).
Mentre in Grecia la Pasqua è considerata come la festa più importante dell’ anno ed è celebrata con un pranzo a base di riso alla greca e suopa mayeritsa, in Francia ai bambini viene detto che il venerdì che precede la Pasqua le campane non suonano poiché sono volate verso Roma. Sempre in Francia la tradizione vuole che in passato l’ uovo più grosso deposto dalle galline durante la Settimana Santa spettasse al re.
In questi giorni di festa, in Olanda e in Danimarca domina il colore giallo: gli olandesi mettono in casa dei fiori gialli, mentre i danesi apparecchiano la tavola con un tovaglia e delle candele di questo colore.
In Italia, al di là delle consuete celebrazione religiose, nel periodo pasquale si è soliti mangiare un dolce a forma di colomba, simbolo di pace. Questo dolce fu creato nel 750 a.C da un pasticcere di Pavia che lo diede poi in dono ad Alboino, re dei Longobardi.

Tra i dolci pasquali del nostro Paese ricordiamo anche la Pastiera napoletana, i Pardulas sardi , la Schiacciata di Livorno e la Cassata siciliana.

 introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Perché si festeggia la Pentecoste ( Famiglie d’Italia news )

giugno 13, 2011

Ieri ho partecipato nel Duomo di Desenzano del Garda, la mia città di residenza, ad una messa speciale nella quale veniva ricordata e festeggiata la Domenica di Pentecoste. Fin da bambino avevo sentito questo nome e, probabilmente, appreso di più in oratorio nelle lezioni precedenti il giorno della mia Prima Comunione. Però non ricordavo il significato e l’importanza di questa ricorrenza. Ed ho appreso dal parroco nella sua omelia che gli apostoli, dopo la morte di Gesù in croce, temendo una rappresaglia in qualità di suoi discepoli, erano andati a nascondersi per la paura in un luogo più sicuro. Ed è a quel punto che Gesù è riapparso loro per offrire in dono lo Spirito Santo, e con esso il coraggio dato dalla consapevolezza di non essere più soli ma di avere in se perennemente la presenza di Dio. Per meglio ragguagliarvi, con le mie solite ricerche in web, ho trovato un post molto esaustivo che propongo alla vostra lettura ed attenzione.

SPECIALE PENTECOSTE  by Catholic.net Italia

La festa viene celebrata 50 giorni dopo Pasqua, 12 giugno 2011

Etimologia

Dal latino cristiano pentecoste derivato dal greco pentecostè (hemerà) = cinquantesimo (giorno)

Origine

Gli ebrei celebrano una festa di ringraziamento per il raccolto, 50 giorni dopo la Pasqua. Da qui il nome di Pentecoste. Poi il significato della celebrazione è cambiato in rendimento di grazie per la Legge data a Mosè.

In questo caso ricorda il giorno in cui Mosè salì sul monte Sinai e ricevette le tavole della legge. Si celebra l’alleanza dell’Antico Testamento stabilito tra Dio e il suo popolo: Israele si impegna a vivere secondo i comandamenti e Dio promette di essere con loro per sempre.

La gente veniva da molti luoghi al Tempio di Gerusalemme per la festa di Pentecoste.
Nel contesto di questa festa ebraica ha origine la nostra festa cristiana di Pentecoste.

La promessa dello Spirito Santo

Durante l’Ultima Cena, Gesù ha promesso ai suoi apostoli: «Il Padre mio vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di Verità” (Gv 14, 16-17).

Più tardi ho detto: “Ho detto queste cose, mentre io sono con voi, ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto.” (San Giovanni 14, 25-26).

Dopo cena, abbiamo di nuovo fare la stessa promessa: «…è utile per voi che io me ne vada; perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò… Ho ancora molte cose da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. ” (Gv 16, 7-14).

Nel calendario dell’anno liturgico, dopo la festa dell’Ascensione, i cinquanta giorni della risurrezione di Gesù, si celebra la festa di Pentecoste.

Spiegazione della festa:

Dopo l’Ascensione di Gesù, gli apostoli erano riuniti nel cenacolo con la Madre di Gesù e molti discepoli. Fino al giorno di Pentecoste. Avevano paura di uscire e predicare. Improvvisamente si udì un forte vento e lingue di fuoco si posarono su ciascuno di essi.

Furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in lingue.

In quei giorni, c’erano molti stranieri venuti a Gerusalemme da ogni parte del mondo per celebrare la festa ebraica di Pentecoste. Tutti udirono i presenti udirono parlare gli apostoli ciascuno nella propria lingua.

Tutti, da quel giorno, e non ebbero paura e se ne andarono a predicare per il mondo gli insegnamenti di Gesù. Lo Spirito Santo ha dato loro forza per la grande missione: portare la parola di Gesù a tutte le nazioni e fare discepoli e battezzare tutti gli uomini nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
E’ questo il giorno in cui la Chiesa ha iniziato a operare in quanto tale.

Chi è lo Spirito Santo?

Lo Spirito Santo è Dio, è la terza persona della Trinità santissima e beata. La Chiesa insegna che lo Spirito Santo è l’amore che esiste tra il Padre e il Figlio. Questo amore è così grande e così perfetto che è persona. Lo Spirito Santo riempie le nostre anime nel Battesimo e ci dona i suoi santi doni nella Cresima. Con l’amore divino dentro di noi, siamo in grado di amare Dio e il prossimo. Lo Spirito Santo ci aiuta ad essere veri discepoli di Cristo.

I segni dello Spirito Santo

Il fuoco, il vento, la colomba.

Questi simboli rivelano la forza che lo Spirito Santo ci offre: Il vento è una forza invisibile ma reale. Questo è lo Spirito Santo. Il fuoco purifica e incendia. Ad esempio, appiccare il fuoco al campo per rimuovere le erbacce e piantare semi buoni. In medicina per sterilizzare gli strumenti anticamente si usava il fuoco.

Lo Spirito Santo è una forza invisibile e potente dentro di noi e ci purifica dal nostro egoismo per dare modo di amare.

I nomi dello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo ha ricevuto diversi nomi in tutto il Nuovo Testamento, lo Spirito di verità, l’Avvocato, il Paraclito, il Consolatore, lo Spirito di santità.

Missione dello Spirito Santo

    1. Lo Spirito Santo è santificante: per permettergli di svolgere il suo ruolo, abbiamo bisogno di darci totalmente a Lui e di lasciarci guidare docilmente dalle sue ispirazioni, in modo da poter avanzare e crescere ogni giorno nella santità

 

    1. Lo Spirito Santo dimora in noi. In Giovanni 14, 16, si legge: “Io pregherò il Padre di darvi un altro Consolatore che sarà con voi per sempre” Inoltre, in 1 Corinzi 3, 16: “Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito Santo abita in voi?”. E’ per questo motivo che dobbiamo rispettare il nostro corpo. È in noi per agire, perché è “datore di vita” ed è l’amore. Questa azione è subordinata alla nostra accettazione e la collaborazione aperta. Se ci abbandoniamo alla sua azione amorosa e santificatrice, farà meraviglie in noi.

 

    1. Lo Spirito Santo prega in noi: abbiamo bisogno di entrare nel nostro intimo, con silenzio e calma, e una povertà spirituale profonda, per chiedere di pregare nello Spirito Santo. Preghiamo Dio di essere docili allo Spirito. Dio interviene per il bene di coloro che lo amano.

 

  1. Lo Spirito Santo ci conduce alla verità tutta intera, ci rafforza in modo che possiamo essere testimoni del Signore, ci mostra la meravigliosa ricchezza del messaggio cristiano, ci riempie di amore, pace, gioia, fede e speranza.

Lo Spirito Santo e la Chiesa:

Fin dalla fondazione della Chiesa, il giorno di Pentecoste, è lo Spirito Santo che la edifica, anima e santifica, le dà vita e unità e la arricchisce con i suoi doni.
Lo Spirito Santo sta lavorando nella Chiesa in molti modi diversi, ispirando, motivando e incoraggiando i cristiani, singolarmente o in tutta la Chiesa, per proclamare la Buona Novella di Gesù. E’ lo Spirito Santo che dà forza ai martiri e li sostiene.
E’ ancola lo Spirito a guidare il Magistero ordinario e straordianrio del Papa e dei vescovi.

Lo Spirito Santo fa crescere, santifica e dà la vita e l’unità della Chiesa.
Lo Spirito Santo transustanzia il pane e il vino nella celebrazione eucaristica, rendendoli presenza reale di Cristo in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.
Lo Spirito Santo trasforma e santificare noi. Lo fa anche attraverso i suoi sette doni.

I sette doni dello Spirito Santo

Questi doni offerti dallo Spirito Santo, sono per la nostra santificazione e richiedono la nostra collaborazione. Troviamo questi doni enumerati nel Libro del profeta Isaia al capitolo 11 dove parlando del Messia che verrà il profeta dice che sarà ricoperto dello Spirito del Signore che è spirito di Sapienza ecc…

È interessante notare che nell’originale ebraico erano nominati solo sei doni, mancava la pietà, ma nella versione greca chiamata dei settanta (circa un secolo prima di Cristo), è stata introdotta anche la pietà perché nella lingua greca il termine timore di Dio non rendeva la pienezza di significati del corrispondente ebraico.

I sette doni ci sono dati perché nello Spirito Santo portiamo frutti, noi che ora siamo innestati nella vite vera. I frutti dello Spirito Santo li conosciamo da Galati 5,22-23.

Nella sequenza allo Spirito Santo diciamo: “Senza il tuo spirito non c’è nulla nell’uomo senza colpa”. Il Signore vuole darci questi doni ma tocca a noi aprirci. Gv 7,37: “Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno. E diceva questo riferendosi allo Spirito Santo”. Abbiamo dunque la certezza di questi doni.

* La Risurrezione ha realizzato in pienezza il disegno salvifico del Redentore, l’effusione illimitata dell’amore divino sugli uomini. Spetta ora allo Spirito coinvolgere i singoli in tale disegno d’amore. Per questo c’è una stretta connessione tra la missione di Cristo e il dono dello Spirito Santo, promesso agli apostoli, poco prima della Passione, come frutto del sacrificio della Croce. «Lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti» (Rm 8,11) deve abitare in noi e portarci ad una vita sempre più conforme a quella del Cristo risorto. Tutto il mistero della salvezza è evento dell’amore trinitario, dell’amore che intercorre tra Padre e Figlio nello Spirito Santo. La Pasqua ci introduce in questo amore mediante la comunicazione dello Spirito Santo, «che è il Signore e dà la vita». Invochiamo l’intercessione della Vergine Maria perché ci sia dato di comprendere più a fondo i doni dello Spirito Santo (sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timore di Dio), ricordando con fede che su di lei per prima è sceso lo Spirito Santo ed ha steso la sua ombra la potenza dell’Altissimo (cfr. Lc 1,35)

(* Giovanni Paolo II, Regina Coeli, 2 aprile 1989).

 
SAPIENZA: ci permette di capire, sperimentare e gustare le cose di Dio, e di giudicare rettamente.

INTELLETTO: attraverso questo dono, la nostra intelligenza è in grado di comprendere intuitivamente le verità naturali e rivelate e di coglierne il fine soprannaturale. Esso ci aiuta a capire il perché delle cose che Dio ci comanda. (approfondimento)

CONSIGLIO: Offre un discernimento intuitivo e sicuro nelle scelte che facciamo per conoscere la volontà di Dio.

FORTEZZA: rafforza l’anima nell’agire secondo tutte le virtù. Ci abilita a sopportare fatiche e sofferenze ma anche ad affrontare tentazioni e difficoltà. E’ lo spirito dei martiri, di coloro che sono ammalati da tempo e offrono queste sofferenze.

SCIENZA: Dell’intelletto abbiamo detto che ci fa intuire le verità, la scienza ci da la capacità di vedere le cose come le vede Dio. Fa sì che possiamo vedere sempre tutte le creature con gli occhi della fede.

PIETA’: ci fa sperimentare la tenerezza del Padre e ci fa sentire figli prediletti.

TIMOR DI DIO: Non è paura, ma il riconoscere la santità e la trascendenza, la maestà di Dio.

Preghiera allo Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Manda il tuo Spirito Creatore e rinnova la faccia della terra.

VIENI, SANTO SPIRITO

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce!

Vieni, Padre dei poveri, vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori!

Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo; nella calura, riparo;
nel pianto, conforto.

O Luce beatissima, invadi nell’intimo
il cuore dei Tuoi fedeli.

Senza la Tua forza nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina!

Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato!

Dona ai Tuoi fedeli, che solo in Te confidano,
i Tuoi santi doni.

Dona virtù e premio, dona morte santa,
dona gioia eterna. AMEN.

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Perché e come si festeggia la Pasqua nel mondo ( Famiglie d’Italia news )

aprile 24, 2011

Cari amici, nell’augurare a tutti Buona Pasqua, dopo il mio solito viaggetto su Google, ho deciso di copiare ed incollare per voi le notizie più interessanti relative a ” perché e come ” si festeggia la Pasqua in Italia e nel mondo. Mentre il Natale di solito lo si trascorre in casa con i propri cari, a Pasqua, se è possibile, si cerca di evadere per qualche giorno dal tran tran quotidiano con escursioni che anticipano in qualche modo gli esodi estivi. Anche noi di Famiglie d’Italia ci prenderemo un paio di giorni di vacanza come da tradizione che ci tramanda un detto tanto caro a tutti: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!

Il perchè della Pasqua ( fonte Wichipedia ) (more…)

La Serpentina di Schietti… per informarsi, capire e valutare

gennaio 28, 2011

Ieri sera ho notato  un  interessante commento in calce ed in risposta ad un nostro post dell’ 8 settembre 2010, dal titolo Nucleare sì, nucleare no… questo è il dilemma? « Famiglie d’Italia , commento firmato da Domenico Schietti . Commento che mi pare giusto evidenziare meglio oggi, invitandovi ad informarvi su quanto proposto dall’autore con apparenti convinzione ed onestà.

Una Risposta a “Nucleare sì, nucleare no… questo è il dilemma?” (more…)