Posts Tagged ‘Petrolio’

Obama dice sì alla Shell, non tutto il mondo è d’accordo

maggio 16, 2015

lupo

Oggi riporto una mail che ho ricevuto nella posta personale da David Sievers per conto di Avaaz: riporto il tutto lasciando ogni considerazione e presa di posizione alla coscienza di ognuno. Abbiamo già tanti problemi climatici che minacciano la nostra terra che aggiungerne altri appare masochistico e irreale. Esistono energie alternative, ma la politica dell’oro nero continua a infliggere profonde ferite giornaliere e noi, spesso, rimaniamo spettatori inermi. 

Cari avaaziani,

Gli Stati Uniti hanno appena dato a Shell, il gigante del petrolio, il via libera a trivellazioni nell’Artico che mettono a rischio l’intero ecosistema dell’oceano. Ma c’è un modo per fermarli.

Prima di raggiungere l’Artico, le mega navi della Shell devono attraccare a Seattle. E lì c’è una persona che può negare alla Shell l’ultimo permesso di cui ha bisogno: il sindaco ambientalista di Seattle Ed Murray, che ha già vietato alle navi l’accesso al porto. Ma Shell ha praticamente dichiarato che a loro non interessa, e che le navi attraccheranno ugualmente, che la città sia d’accordo o meno.

Ora tocca al Sindaco di Seattle scegliere se cedere alla prepotenza della multinazionale o opporsi con tutte le sue forze a queste trivellazioni nell’Artico. Sappiamo che è dalla nostra parte, ma non gli sarà facile mettersi di traverso a una delle più grandi multinazionali al mondo. Ma gli possiamo dimostrare che il mondo intero è dalla sua parte e dalla parte dei cittadini di Seattle, nel fare tutto quello che serve per dire “Fermiamo Shell!” e le trivellazioni nell’Artico, firma subito:

https://secure.avaaz.org/it/shell_drilling_loc/?bPVAgfb&v=58520

Gli esperti dicono chiaramente che trivellare nell’Artico è estremamente pericoloso e fin troppo rischioso per l’equilibrio già critico del nostro clima. La Guardia Costiera più vicina dista più di 1500 chilometri, due volte la distanza tra Venezia e Palermo. Se qualcosa andasse storto, cosa che la stessa Shell ha definito probabile, non ci sarebbe letteralmente nessuno in grado di intervenire.

Ma non è finita qui. La cosa ancora più incredibile è che stanno anche pensando di sperimentare un nuovo di tipo di trivellazioni, che secondo gli scienziati è assolutamente incompatibile con la lotta al cambiamento climatico. Che cos’è più importante, i guadagni della Shell o il clima globale? La scelta dovrebbe essere ovvia.

La tensione a Seattle è altissima. Pochi giorni fa, gli ambientalisti locali hanno convinto il sindaco Murray a dichiarare che i permessi già rilasciati alla Shell non bastano. Ma le navi della Shell sono comunque dirette a Seattle, violando apertamente la legge. Murray è sempre stato dalla parte dell’ambiente, ma ora ha la possibilità di agire per milioni di persone in tutto il mondo e impedire alle piattaforme della Shell di devastare l’Artico. Ora dipende da lui: diamogli il sostegno di cui ha bisogno per fare la cosa giusta. Firma ora:

https://secure.avaaz.org/it/shell_drilling_loc/?bPVAgfb&v=58520

Non si tratta solo di proteggere gli orsi polari e le specie dell’Artico. Qui si tratta di dire chiaramente no alle trivellazioni in uno degli ultimi luoghi incontaminati del pianeta, e di mostrare alla persona che può fermare la Shell che c’è un’intera comunità pronta a sostenerlo. A marzo siamo riusciti a convincere il governo italiano a rallentare con una consultazione pubblica il progetto di trivellazioni nell’Adriatico. Facciamo vedere anche stavolta che siamo pronti a lottare ovunque affinché in tutto il mondo si vada verso il 100% di energie pulite.

Con speranza,

David, Mais, Nataliya, Iain, Alice, Fatima e tutto il Team di Avaaz

Giorni fa gli Stati Uniti hanno dato a Shell il via libera per trivellazioni nell’Artico che metteranno a rischio la vita marina nell’oceano e aggraveranno il cambiamento climatico. Ma una persona può negare alla Shell l’ultimo permesso di cui ha bisogno: il sindaco ambientalista di Seattle Ed Murray. Firma ora per chiedergli di prendere la decisione giusta:

Firma la petizione

Ulteriori informazioni:

Shell potrà trivellare nell’oceano Artico (Il Post)
http://www.ilpost.it/2015/05/12/stati-uniti-shell-petrolio-alaska/

Le critiche al piano della Shell per riprendere le trivellazioni nell’Artico (Internazionale)
http://www.internazionale.it/notizie/2015/05/12/le-critiche-piano-shell-trivellazioni-artico

Alaska, OK di Obama, Shell riprende le perforazioni (Corriere della Sera)
http://www.corriere.it/ambiente/15_maggio_12/alaska-ok-obama-shell-perforazioni-articolo-petrolio-bfb8506e-f88a-11e4-ba21-895cc63d9dac.shtml

Cambiamenti climatici, sempre in prima pagina sul Guardian con una petizione (Lifegate)
http://www.lifegate.it/persone/news/keep-it-in-the-ground-guardian-petizione

E in inglese: Frozen Future: Shell’s ongoing gamble in the US Arctic (Report, Oil Change International)
http://priceofoil.org/content/uploads/2014/02/Frozen-Future.pdf

Keep it in the ground (The Guardian) http://www.theguardian.com/environment/series/keep-it-in-the-ground

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
famigli d'italia
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MANIFESTO dei CIRCOLI dell’AMBIENTE e della CULTURA RURALE

luglio 31, 2012

Con a bordo l’uomo, la navicella spaziale Terra, come dice R. Buckminster Fuller, viaggia nello spazio infinito avvolta da un sottile strato atmosfera che la protegge dalle radiazioni cosmiche e solari. La vita di tutta l’Umanità è legata indissolubilmente alla salute della atmosfera terrestre. La integrità intellettuale dei Circoli dell’Ambiente e della Cultura Rurale si basa su questi punti che impongono il rispetto delle leggi che governano la vita dell’uomo e dell’ambiente in cui vive. La Logica dell’Universo Creato e/o Naturale impone l’etica ecologica ed ambientale per lo sviluppo sostenibile nella atmosfera terrestre e nel rispetto delle leggi naturali, dei paradigmi scientifici e delle leggi sociali per la dignità e per il benessere dell’uomo. L’aumento della popolazione per i prossimi 30-50 anni impone la revisione dei modelli di sviluppo al fine di potere garantire equità e sviluppo sostenibile a tutti i popoli della navicella spaziale Terra.

La qualità della vita in generale e la vita media, le risorse energetiche ed ambientali nei vari Paesi della Terra costituiscono i pilastri dell’ecologia moderna. Il primo scopo del programma ambientale diventa l’abolizione della differenza fra vita media di 40 anni nei Paesi poveri dell’Africa e dell’Asia e la vita media di 80 anni negli USA e in altri Paesi ricchi (Giappone, Europa ecc.). L’insegnamento del passato mette in risalto che l’incremento di popolazione dell’Umanità è sempre stato limitato da guerre, pestilenze e carestie.

L’ecologia moderna, professata in senso razionale, si propone di sconfiggere questi tre flagelli del malpasso della Umanità consentendo lo sviluppo sostenibile a tutti i popoli della Terra. La necessità di garanzia di qualità della vita a tutti popoli richiede un incremento di energia disponibile proporzionale alla incremento di numerosità della popolazione. Così, il progresso della medicina assieme con le innovazioni tecnologiche ha ridotto enormemente gli effetti negativi dei due ultimi flagelli (pestilenze e carestie) ed ha permesso il grande incremento di vita media nei Paesi ricchi. Così, il primo flagello viene o dovrebbe essere mantenuto sotto controllo da grandi Organizzazione internazionali del tipo ONU ecc.

La crisi ambientale condiziona e determina i progetti e le realizzazioni delle opere con grandi effetti ambientali [TAV, OGM, Centrali Nucleari, Centrali a carburante fossile (petrolio, carbone, gas), controllo inquinamento ambientale a centro città con conseguente cancerogenesi, gestione dei rifiuti urbani ecc.] di cui l’Umanità ha forte bisogno.

L’ecologia moderna include la scienza dei sistemi biologici e la teoria dei sistemi e quindi include la metodologia galileiana ossia il metodo della ricerca scientifica come prioritario e privilegiato. La visione sistemica consente la realizzazione della visione globale e della visione olistica all’interno della quale l’approccio ambientale assume la vera ed unica dimensione di scienza moderna etica ed illuminata che pervade la politica stessa.

I vari tentativi dei moderni movimenti ecologici di risolvere o mitigare gli effetti negativi ed al limite catastrofici che attanagliano la nostra Terra si moltiplicano giorno per giorno. In vari momenti storici, la Natura della Terra è stata e viene assoggettata a tutta una serie di sollecitazioni ambientali esterne provenienti da attività solari anomali: flares e onde di calore e conseguenti variazioni di campi gravitazionali, che innescano fenomeni termodinamici di innalzamento di temperatura interna nelle varie fasce interne attorno al nucleo centrale raffreddato e solido. La fenomenologia della nascita degli accadimenti sismici è quindi molto più complessa della convizione che il riscaldamento globale e l’inquinamento sinao legati alla crescita dell’anidride carbonica CO 2. Non si può negare la esistenza di una componente antropica al riscaldamento globale negli ultimi 60-70 anni, ma che questa sia la componente più importante o la unica a produrre l’effetto serra e inquinamento è discutibile e non viene accettatata da tutta la Comunità Scientifica.

In questo tentativo di costruire una nuova ecologia, il pensiero si rivolge anche alle nuove istanze di propensione moderna al risparmio. L’esasperata tassazione e la passata la buriana del consumismo, impongono l’approccio al “risparmio”, che qualcuno ha voluto definire: la ”green economy”. Ma il risparmo è stato ed è la chiave di volta dell’Italia che non ha bisogno della nuova invenzione della “green econonomy” presentata come unasorta di panacea che tutto risolve e che farà uscire il popolo dalle secche della crisi economica ed energetica.

La pratica del risparmio è stata e sempre sarà parte integrante della vita di campagna, della vita rurale e contadina. Lo stesso Galileo Galilei amava e rispettava la vera cultura contadina antica come traspare dalla lettura dei suoi scritti. In contrasto alla “green economy” si supporta il valore della economia contadina che appare l’ivariante storico per eccellenza così come il cibo è il vero valore della agricoltura italica sempre rispettosa dell’ambiente oltre che flessibile e ricettiva delle innovazioni scientifiche e tecnologiche.

Questo è l’approccio proposto in modo del tutto compatibile con tutte le forme di energia naturalmente ed industrialmente rinnovabili. GGMQ

Giuseppe Quartieri

Famiglie                        d’Italia

C’è ancora petrolio nel Golfo del Messico ( Econota 66 )

ottobre 1, 2011

C’è sempre più petrolio. Marea nera bis, video girato dall’alto sul Golfo del Messico ( fonte blogeko.iljournal.it )

La situazione peggiora. C’è petrolio, tanto petrolio, sempre più petrolio sul Golfo del Messico vicino al pozzo Macondo, quello da cui uscì la marea nera Bp dell’anno scorso. Trovati non solo bolle o veli iridescenti, ma anche lunghissimi “nastri” fra il grigio e il color cioccolata (foto), quasi come quelli dell’estate scorsa. Bp e Guardia costiera degli Usa smentiscono che il petrolio ci sia: ma sto per farvi vedere il video girato dall’associazione On Wings of Care che ieri ha ispezionato nuovamente il mare da un’aereo. Questa faccenda è importante , anche se si svolge a 9.000 chilometri di distanza dall’italia.

Un anno fa, quando si è prodotto l’incidente, Bp e Guardia costiera inizialmente affermavano che non c’erano perdite di petrolio. Ma la potenziale gravità era già chiara: un pozzo imbizzarrito con l’imboccatura situata sotto 1500 metri di mare e che si spinge giù nelle viscere della terra. Poi si è anche appurato che gli idrocarburi ne uscivano con una spaventosa pressione, e voci anche istituzionali hanno parlato di fratture apertesi nel fondale. Ecco le immagini, ora che il quadro è definito.

On Wings of Care non ha trovato il petrolio esattamente sopra il pozzo Macondo, ma a circa 20 chilometri verso Nord Est. A riprova della bontà delle sue segnalazioni valga il fatto che i goccioloni di petrolio affioranti a circa due chilometri da Macondo (un dato perfettamente compatibile con la corrente sottomarina) individuati in un precedente sorvolo sono stati effettivamente reperiti da giornalisti giunti sul posto in barca.

I campioni sottoposti ad analisi hanno rivelato una corrispondenza pressochè totale (e non solo indicativa, come ho scritto l’altra volta) con il petrolio uscito da Macondo un anno fa. Durante il sorvolo, l’aereo ha individuato e contattato una nave che ha affermato di essere incaricata di prelevare campioni per la Bp. Ha anche incontrato una nave oceanografica del Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration) alle prese non con l’area coperta di petrolio ma con i goccioloni che continuano ad affiorare poco più in là.

Sta indagando le perdite naturali di gas dal fondale (nel Golfo del Messico se ne verificano spesso, come anche di petrolio: ma quella filmata è davvero un po’ grossa); le bolle però di solito si dissolvono prima di venire a galla; sospettano che stavolta arrivino in superficie perchè coperte da un velo di petrolio.

Non c’è alcuna prova che il petrolio stia uscendo proprio dal pozzo Macondo (la Bp eliminerebbe tutte le illazioni se rendesse pubblico il video dell’ispezione subacquea effettuata qualche giorno fa), ma il petrolio c’è.

Lo ha scritto perfino Scientific American: i ricercatori hanno appurato che da Macondo, o da un punto assai prossimo, si sprigiona un pennacchio subacqueo di idrocarburi monoaromatici del petrolio quotidianamente alimentato da una fuoriuscita pari ad almeno 5.500 chili, e doppia rispetto all’intero volume di perdite naturali di idrocarburi monoaromatici che si verificano nel settore Nord dei fondali del Golfo del Messico. Gli idrocarburi monoaromatici rappresentano solo circa l’1% del petrolio della Louisiana. I dati pubblicati da Scientific American sono aggiornati a giugno, quando nessuno aveva ancora notato in superficie i goccioloni di petrolio, e tanto meno i “nastri” ripresi ora dalle immagini.

Blogeko.it

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 “Agosto 2011- Marea Nera in Scozia: continua la fuoriuscita di petrolio in mare”

Come già riportato dalla stampa e da alcune agenzie per il disastro DeepWater nel Golfo del Messico noi proponiamo un rimedio semplice, facile da applicare e relativamente poco costoso (12.000-18.000 $ per ettaro di mare trattato ): i “batteri mangiapetrolio” ( blend di microrganisni NON MANIPOLATI GENETICAMENTE ). Abbiamo fornito al governo USA ( per DeepWater ) e alla Shell ( per il recente oil-spill Scozzese ) pubblicazioni, filmati, report e certificazioni ma non abbiamo avuto ( ne ora ne ieri ) nessuna risposta salvo qualche attestato di stima ( Sole24ore ). E’ visibile su youtube (http://www.youtube.com/watch?v=LSK_rI1H3dw ) un video girato nel 2010 presso l’Università di Milano – Facoltà di Agraria alla presenza di curiosi, giornalisti, studenti in cui è stata dimostrata la possibilità di trasformate, in poche ore, il petrolio greggio in mono-di e tri gliceridi ( praticamente sapone! ) solubile in acque di mare e utilizzabile come cibo dai pesci. Non abbiamo amici influenti, non conosciamo politici, non abbiamo contatti con confraternite occulte ma siamo solo docenti e ricercatori con l’aggravante di non essere abili nel marketing. Se vorrete mettervi in contatto con noi utilizzate l’indirizzo indicato o paolo.broglio@guest.unimi.it. Grazie per l’attenzione e per la diffusione.

Paolo Broglio e Roberto Blundo ( profili su Linkedin attivi )

rubrica a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

La famiglia è minacciata, bisogna sostenerla

gennaio 10, 2011

Oggi, 10 gennaio, possiamo affermare che il 2011 fa il suo ingresso ufficiale nella nostra vita proiettandoci verso le speranze che solitamente porta l’arrivo di un nuovo anno,  ed è compito nostro far sì che tali speranze, per ora racchiuse in una sfera di cristallo, si trasformino al più presto in piacevoli realtà. Le feste si sono allungate con un ponte aggiuntivo di tre giorni, a parziale risarcimento di un anno che ne vedrà pochissimi per una serie di scherzi del calendario. Quando inizia un nuovo anno il nostro corpo solitamente si rigenera di spinte ed intenzioni positive: dimentichiamoci del passato e proiettiamoci nel futuro con lena e nuove aspettative. I messaggi di auguri ci hanno inondato le vacanze, quasi tutti con poesiole ben auspicanti, e, uniti a questi, anche qualche consiglio e qualche monito più serio… come quello di ieri del nostro Papa, Benedetto XVI. (more…)

I coralli del Golfo del Messico sembrano sani ( Econota 43 )

dicembre 18, 2010

UNA ECONOTA POSITIVA: i coralli della zona che è stata soggetta a oil spill ( fuoriuscita di petrolio dal pozzo BP ) nel Golfo del Messico sembrano sani. ( di Brian Skoloff ) (more…)

Rilevato petrolio nel profondo delle acque del Golfo e nella catena alimentare. I batteri marini naturali salvano dal disastro ? ( Econota 32 )

settembre 23, 2010

I ricercatori della University of  South Florida hanno trovato petrolio nel plancton nella parte settentrionale del Golfo. Il Plancton è formato da piccolissimi organismi che molte specie di grandi dimensioni ( es. i pesci ) consumano come cibo; per tale ragione ci potrebbe essere un impatto accumulativi su tutte le specie che da essi dipendono. Uno degli scienziati dell’Università,  David Hollander , ha detto: “L’idea che questo potrebbe avere un impatto sulla rete alimentare e sul sistema biologico è certamente una realtà”. (more…)

Il punto della situazione Deepwater Horizon Oil Spill disaster ( Econota straordinaria )

giugno 21, 2010

Obama si arrabbia e  l’amministratore delegato di Bp, Tony Hayward, che fa?…  partecipa ad una prestigiosa regata velica di fine settimana in Inghilterra, mentre nel golfo del Messico il petrolio…

continua a fuoriuscire e ad inquinare il mondo!!!

Famiglie d’Italia oggi vi offre un articolo  dell’ amico Paolo Broglio, che si apre ponendosi una domanda molto seria: (more…)

Una Risposta a “A picco l’euro, a fondo le borse… e gli ingenui sprovveduti”

maggio 16, 2010

Commento di un amico di Famiglie d’Italia, Giacomo Carone, all’articolo di ieri: buona lettura e conseguente riflessione!

Premetto che non sono un economista, ne un analista economico e che non ho l’intenzione di dispensare pillole di saggezza ad alcuno, ma sono un semplice cittadino del mondo che vede con i propri occhi ciò che lo circonda.
Nulla si crea, nulla si distrugge; tutto si trasforma”. Questa legge purtroppo non è più valida per l’attuale economia effimera, virtuale, basata su pochi che gestiscono il denaro di molti. E’ andata alla grande, finché un paio di anni fa qualcuno non è andato a sollevare il coperchio e dal pentolone in piena ebollizione si sono dispersi nel nulla i vapori delle grandi speculazioni.
(more…)

A Ballarò si discute su Berlusconi e Fini, a Bari con Asita si parla di scelte energetiche e di compatibilità ambientale.

dicembre 2, 2009

 ” In Puglia, nodo nevralgico del commercio e dei contatti politico-culturali con l’Est e il Mediterraneo, sede e crocevia di antiche civiltà, ASITA celebra quest’anno la tredicesima Conferenza. Nessuna sede può, meglio di Bari, interpretare l’esigenza di internazionalizzare le attività scientifiche e culturali; da Bari parte la sfida per dare al nostro Paese il ruolo che gli compete nel Mediterraneo. “… Come Famiglie d’Italia, noi siamo presenti dall’1 al 4 dicembre con la Consulta Geodomotica Lombarda e con Fare Ambiente Lombardia ( grazie a  Giorgio Pastorino, Paolo Francesco Rodogna e Mauro Langfelder ) in tre sessioni poster delle ventitrè previste. Il che per confermare che non tutti in Italia si limitano a presenziare a dibattiti e polemiche televisive, tipo quelle di ieri sera a Ballarò, per non tralasciare Porta a Porta ( caso Brenda-Marrazzo ) e Matrix ( no a nuovi minareti in Svizzera ), bensì esiste, per fortuna, una parte attiva che lavora e si adopera per trovare soluzioni a problemi che ci riguardano immediatamente o che lo faranno in un futuro molto prossimo. (more…)

Benvenuto raggio di sole…( Ferruccio Jarach )

novembre 28, 2009

Come vi avevo promesso, questo fine settimana sarà dedicato al ” disinquinamento culturale “. Attraverso uno scritto di Ferruccio Jarach vi introdurrò in un mondo di ” perché ? ” ed in uno di ” logiche risposte “… le vostre riflessioni.

” Una volta mentre il sole stava per tramontare mi è capitato di fare il bagno. Il sole sembrava essere appoggiato sul mare ed io sembravo essere riscaldata dal suo calore. Il mare era diventato rosso e la spiaggia sembrava magica. ” – Valentina, 10 anni  (Desenzano, Italia, aprile 2000)(more…)

L’OCSE accusa: l’Italia non ha un suo piano energetico

ottobre 22, 2009

Il 20 ottobre alle ore 16 presso la sede del Collegio degli Ingegneri ed Architetti di Milano, in corso Venezia 16, si è riunita la Consulta GeoDomotica Lombarda su richiesta del Presidente di Fare Ambiente Lombardia, ing. Mauro Langfelder. Scopo della riunione individuare delle linee guida atte alla creazione di quanto l‘OCSE( Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ) ci accusa di totale carenza: un piano energetico  in grado di permetterci di affrontare le esigenze future del nostro Paese. Infatti, grazie a politiche sconsiderate sotto l’avallo di organizzazioni ecologiste non all’altezza del compito loro assegnato, l’Italia si ritrova nell’affanno continuo di acquistare altrove ciò che avremmo potuto produrre noi, riscoprendoci, inoltre, discarica consenziente di scorie internazionali altamente inquinanti. (more…)

Ora ci vuole un po’ di ” Pepe “: Libero rende giustizia a ” Fare Ambiente “

settembre 13, 2009

vincenzo pepeNell’edizione dell’11 settembre, il quotidiano Libero, ora condotto da Maurizio Belpietro, ha reso giustizia, se si può usare questo termine, ad una grossa lacuna evidenziata nella puntata di Uno Mattina dell’ 8 settembre, quando gli autori liquidarono in poco più di dieci minuti l’  ” argomento ambiente ” e, soprattutto, l’intervento del professor Vincenzo Pepe, Presidente dell’Associazione riconosciuta dallo Stato “ Fare Ambiente “. Come dicevo, nell’edizione di Libero dell’altro ieri, in un articolo firmato da Paolo Feliciotti, si è potuto approfondire il tema appena accennato nella trasmissione, i cambiamenti climatici. (more…)

Chi ha interesse di fare la Guerra?

gennaio 6, 2009

mappaconflitti_piccolaRiassumo le ultime guerre per avere un punto di partenza, per non dimenticare, e poter dare una definizione di dove ci troviamo oggi.

 

 

 

 

1. Iraq   80 mila morti dal 2003
2. Israele-Palestina   5 mila morti dal 2000
3. Libano   1.200 dal 2006
4. Turchia-Kurdistan   40 mila morti dal 1984
5. Afghanistan   25 mila morti dal 2001
6. Pakistan-Waziristan   3 mila dal 2004
7. Pakistan-Balucistan   450 morti dal 2005
8. India-Kashmir   90 mila morti dal 1989
9. India-Nordest   50 mila morti dal 1979
10. India-Naxaliti   6 mila morti dal 1967
11. Sri Lanka-Tamil   68 mila morti dal 1983
12. Birmania-Karen   30 mila morti dal 1988
13. Thailandia-Sud   2 mila morti dal 2004
14. Filippine-Mindanao  150 mila morti dal 1971
15. Filippine-Npa  40 mila morti dal 1969
16. Russia-Cecenia   250 mila morti dal 1994
17. Georgia-Abkhazia   28 mila morti dal 1992
18. Georgia-Ossezia   2.800 morti dal 1991
19. Algeria   150 mila morti dal 1991
20. Costa d’Avorio   5 mila morti dal 2002
21. Nigeria   11 mila morti dal 1999
22. Ciad   50 mila morti dal 1996
23. Sudan-Darfur   250 mila morti dal 2003
24. Rep.Centrafricana   2 mila morti dal 2003
25. Somalia   500 mila morti dal 1991
26. Uganda   20 mila morti dal 1986
27. Congo R.D.   4 milioni di morti dal 1998
28. Colombia   300 mila morti dal 1964
29. Haiti   1.500 morti dal 2004

TOTALE 6.081.030 morti in 54 anni

 

Allego una bella mappa http://it.peacereporter.net/upload/immagini/img1/mondo/MappaConflitti.jpg

 

Possibile che il sentimento di saggezza che dovrebbe farci imparare dagli sbagli commessi in precedenza, non ha generato coscienze pacifiche, evitando nuovi conflitti?

 

Sono ormai diversi mesi che mi confronto con molti colleghi e ribadisco che stiamo vivendo una situazione di grave crisi planetaria, che non troverà sbocchi, l’unico modo per rilanciare l’economia è fare guerra! Perché? Per il semplice fatto che facendo guerra si crea prodotto interno, per tutti i settori coinvolti. Sembra un paradosso, ma è quello che si sta avverando in questi giorni. Ci si dovrebbe chiedere perché, “i soldi fanno la guerra, le guerre fanno fare i soldi”.

Come fa un paese distrutto, che non riesce a sfamare il suo popolo, ad avere i missili da sparare contro Israele, e se non può permetterseli, chi ha interesse a fornirli, chi è il “foraggiatore” e perché? Proviamo a guardare la geostrategia e a immaginare a chi potrebbe fare comodo, nel mucchio delle scelte potremmo anche centrare nel segno.

Proviamo a ragionare, l’America taglia i tassi e il prezzo del petrolio crolla, inizia la guerra israelo-palestinese e il petrolio schizza al rialzo.

Basta farsi beffe della gente, a chi conviene che il prezzo salga?

 

Analizziamo un altro grafico e qui vi lascio riflettere da soli, perché se incrociate i dati delle guerre e dei morti con i rialzi dei futures del petrolio, il dato è perfettamente quadrato.

 petrolio1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Vi lascio come mia abitudine con una perla di saggezza:

  

Il male non sta nel capitale in quanto tale; sta nel suo uso errato. Il capitale, in una forma o nell’altra, sarà sempre necessario.

 

Mahatma Gandhi

 

 

                                   Andrea Ben Leva

dicembre 18, 2008