Posts Tagged ‘Ponzio Pilato’

La festa di Santo Stefano

dicembre 26, 2014

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Perché il 26 dicembre si festeggia Santo Stefano

E’ una domanda che in molti si sono posti e di cui pochi conoscono la giusta risposta. Considerato da sempre il giorno in cui si fa  visita ai parenti, è una festa nazionale, oltre che in Italia, anche inAustria, Germania, Irlanda, Danimarca, Catalogna, Croazia, Serbia, Montenegro e Romania. NelRegno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Canada si celebra invece il Boxing Day  ( Festa della buona volontà e dei regali alle persone meno abbienti ) che la maggior parte degli anni coincide con la festa di Santo Stefano, dato che si celebra il primo giorno dopo Natale, a meno che non sia domenica, quindi o il 26 o il 27 dicembre. La ragione di questo giorno festivo non è da ricercare nell’importanza del primo martire del Cristianesimo, ma perché è l’indomani di Natale: allunga quindi le festività natalizie per solennizzare ancora di più la festa della nascita del Salvatore… ma chi era  Stefano?

Grazie a Wikipedia sono in grado di fornirvi delle notizie storicamente precise. Stefano (… – Gerusalemme, 36) è stato il primo dei sette diaconi scelti dagli apostoli perché li aiutassero nel ministero della fede. Era ebreo di nascita. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, è il protomartire cristiano, cioè il primo ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Cristo e per la diffusione del Vangelo. Il racconto del suo martirio ci viene dagli Atti degli Apostoli dove appare evidente sia la sua chiamata al servizio dei discepoli sia il suo martirio, avvenuto per lapidazione e non per crocifissione, alla presenza di Paolo di Tarso (Saulo), prima della sua conversione, e che in seguito  sarà conosciuto in tutto il mondo con il nome di San Paolo. In quel periodo, essendo stato deposto Ponzio Pilato,  per colmare il vuoto amministrativo a comandare in Palestina era  il Sinedrio, che eseguiva le condanne a morte tramite lapidazione, secondo la tradizione locale,. In particolare, nella Bibbiaè scritto che Stefano si inimicò alcuni liberti, così detti probabilmente perché discendenti di quegli Ebrei che Pompeo aveva schiavizzato (69 a.C.) e che poi avevano ottenuto la libertà. Questo fece di Stefano il primo dei martiri cristiani e la sua festa liturgica si celebra il 26 dicembre, cioè immediatamente dopo la nascita di Cristo. Il colore della veste indossata dal sacerdote durante la Messa in questo giorno è il rosso, come in tutte le occasioni in cui si ricorda un martire.

Bene, è tutto e vi rinnovo gli auguri per le festività natalizie, invitandovi, però, a non pensare a rimpinzare esclusivamente le proprie “ panzette “, ma a lasciare e ad offrire un ” qualcosa ” anche a qualcuno che conoscete e ritenete bisognoso.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

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Politici, scendete dal podio e odorate di popolo

marzo 29, 2013

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E’ proprio un venerdì di passione per il mondo, per l’Europa e, soprattutto, per l’Italia. Che peccato!… Un Paese così bello, geniale e pieno di risorse ora così malconcio per colpa di pochi inetti che non vogliono rendersi conto dei reali cambiamenti, del bisogno di condivisione nel bene e nel male necessario per poter continuare e non  rischiare di soccombere tutti insieme. L’immagine di ieri di un Bersani di lungo corso, che con alterigia annuncia il suo fallimento imputando colpe a tutti tranne che a se stesso, contrapposta a quella di un Papa neoeletto, Papa Francesco, che con umiltà lava i piedi ad un giovane carcerato, baciandoglieli, mi ha ricordato quella di un freddo Ponzio Pilato, consapevole del dramma che si stava consumando, che lava le proprie mani lasciando Gesù al martirio della croce, da quest’ultimo accettato con umiltà e con amore. Caro Bersani e cari politici della sua specie, come consiglia Bergoglio, il pastore deve odorare delle sue pecore se vuole condurle e pretendere che queste lo seguano con fiducia. A noi delle vostre finte mani pulite e paletti vari poco importa: scendete dal podio una volta per tutte, sporcatevi e odorate di popolo facendo in modo che questa Pasqua vi illumini e vi riporti sulla strada del buonsenso e dell’umiltà, ma purtroppo le mie parole voleranno nel vento: che Dio vi perdoni e abbia pietà di voi… e di noi!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Ora l’Italia è più forte… non è vero, Presidente Berlusconi!

luglio 16, 2011

 Non è vero che l’Italia sia più forte solo perché una manovra correttiva di circa 70 miliardi di euro nei prossimi 4 anni sia stata approvata con 314 voti a favore e 280 contrari e due Ponzio Pilato astenuti… non è vero signor Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi!… Il popolo forse è più forte, perché costretto a diventarlo per potersi sobbarcare l’ennesima maggior parte dei sacrifici, ma non la Nazione nella sua totalità… perché si è persa anche questa volta da parte della politica l’ennesima occasione per lanciare un messaggio forte che ci facesse capire la sua vicinanza, specialmente nella sofferenza. E invece no! Nessun taglio deciso ai propri emolumenti e favoritismi vari, nessun accenno concreto per le prossime elezioni ad un numero dimezzato di parlamentari, nessuna proposta calmierante delle speculazioni finanziarie perpetuate continuamente ai  nostri danni da vari succhia-sangue assatanati, in primis quelli petroliferi… niente di tutto questo, se non qualche timido accenno e… ed è del tutto inutile che le opposizioni abbiano votato compatte contro questa manovra, perché nemmeno loro, nelle loro continue lamentele, a parte i costi delle province, nulla hanno fatto palesare dell’ essere disposti a sacrificare una bella fetta del proprio tornaconto per il riordino dei conti ed il raggiungimento del pareggio di bilancio, tanto auspicato dal ministro Tremonti. Quindi, onorevole Bersani, è del tutto inutile che lei ci venga a dire che l’Italia per uscire dalla crisi ha bisogno del “ nuovo ” scaturibile attraverso ennesime elezioni… mi dispiace, ma mi pare la solita tiritera di chi ha ben poco di veramente nuovo da proporre. Perché l’Italia sia più forte, occorre che la sofferenza sia condivisa da tutti senza alcun privilegiato. In caso contrario ci sentiamo solo indeboliti ulteriormente e, per di più, umiliati. Lei, signor Presidente del Consiglio, insieme al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quest’ultimo sempre più preoccupato e sempre meno ascoltato perfino dai suoi ex compagni di partito, continua a chiedere l’unità nelle scelte e nelle decisioni importanti… ma entrambi sprecate solo fiato e tempo: l’unità non dovete chiederla ai vostri colleghi, bensì solo ed esclusivamente a noi cittadini, offrendoci però in cambio la certezza di un cambiamento reale, accompagnato anche  dai buoni esempi. Senza questi ultimi, qualsiasi vostra iniziativa perde valore e credibilità… Io sono stanco di ripere e pretendere sempre le stesse cose, mia moglie è stanca, i nostri vicini sono stanchi…l’intero popolo è stanco!

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Perché il 26 dicembre si festeggia Santo Stefano

dicembre 26, 2009

E’ una domanda che in molti si sono posti e di cui pochi conoscono la giusta risposta. Considerato da sempre il giorno in cui si fa  visita ai parenti, è una festa nazionale, oltre che in Italia, anche in Austria, Germania, Irlanda, Danimarca, Catalogna, Croazia, Serbia, Montenegro e Romania. Nel Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Canada si celebra invece il Boxing Day  ( Festa della buona volontà e dei regali alle persone meno abbienti ) che la maggior parte degli anni coincide con la festa di Santo Stefano, dato che si celebra il primo giorno dopo Natale, a meno che non sia domenica, quindi o il 26 o il 27 dicembre. La ragione di questo giorno festivo non è da ricercare nell’importanza del primo martire del Cristianesimo, ma perché è l’indomani di Natale: allunga quindi le festività natalizie per solennizzare ancora di più la festa della nascita del Salvatore… ma chi era  Stefano?

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Francia – Eire: la mano di Henry non è quella di Dio

novembre 20, 2009

Quello che è accaduto è stato visto dal mondo intero tranne che da un arbitro incapace e presuntuoso o… , da non sentire neanche il dovere di interpellare i propri collaboratori. Però suona strano il fatto che dai collegamenti auricolari non siano arrivate informazioni nemmeno dal quarto uomo: il tutto puzza di beffa e di imbroglio. La mano di Maradona fu un caso molto diverso in tempi diversi e con regole diverse da quelle attuali improntate verso il ” fair play “. La “ Mano di Dio ” fu un atto sleale, ma istintivo e geniale nella sua rapidità, tant’è che si nascose perfino ai primi replay, e quasi impossibile da poter essere notato dall’arbitro o da chiunque altro. In Francia Eire, no: tutti hanno visto, tranne chi doveva vedere, che la mano di Henry era proprio un’altra storia. (more…)