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L’Italia non c’è più… forse è necessario uno ” tsunami ” che la purifichi!

maggio 12, 2014

tsunami

Ho vissuto la settimana scorsa in uno studio televisivo improvvisato in una storica sala da ballo di Aprilia, il Satiricon, dove ho registrato 15 puntate di un programma musicale, MilleVoci, che andrà in onda l’estate prossima su 250 emittenti private italiane. Per qualche giorno ho rivissuto l’emozione di anni addietro, quando ero, malgrado tutto e tutti, un cantante e autore sulla cresta dell’onda… emozione condivisa con nuovi emergenti e con altri artisti della mia epoca, molti dei quali hanno scritto pagine importanti della storia musicale italiana, ma anche loro relegati ad una promozione secondaria, benché importante, ma molto diversa dalla consistenza ed efficacia di un’azione promozionale portata attraverso la Rai o i Network radiofonici e televisivi nazionali. Ma tutto ciò ormai è impossibile per i più, se non relegati a programmi dove gli artisti di un ” tempo ” vengono presentati come reliquie di un periodo che fu, con poco rispetto e trasparenza di scelta ” zero “, e lo stesso per la maggior parte delle nuove leve, spesso illusi e sfruttati in programmi dove il successo effimero dura un anno si e no: i meriti contano poco e la promozione è in mano ad un potere oscuro ( vedi Sanremo con giurie fantasma che scelgono porcherie che non venderanno un disco e offriranno uno spettacolo sempre più scarso e deludente ); tutto il potere in mano a pochi che decidono... e nel caso della musica leggera decidono male dato che siamo l’unico Paese al mondo dove il mercato discografico è tragicamente crollato… e non solo quello: essere artisti, cantanti, suonatori, attori,etc. è un arte che ormai ti condanna alla non sopravvivenza. D’estate i comuni non hanno soldi per pagare gli artisti nelle feste tradizionali, i locali non hanno pubblico e quindi non possono ingaggiare artisti e orchestre…e così via. Lavorano solo i ” big “, sponsorizzati da poteri politici forti o con spettacoli con biglietti a pagamento, nomi storici che le major o i network sostengono da anni, e, nel caso delle grandi emittenti radiofoniche, queste promuovono nella loro programmazione per lo più gli artisti che controllano come produzioni discografiche ed editoriali… un chiaro caso di ” conflitto di interessi “!

expo_2015_inchiesta_arresti

Ma l’Italia non c’è più non solo per la musica, ma per tutto ciò che è storia e tradizione del suo esistere.

Quanto sta affiorando è sempre più squallido e preoccupante: i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri! Il potere forte approfitta e ingrassa come sta emergendo, ma tanto si immaginava, dagli arresti recenti relativi all’Expo 2015. I politici che noi eleggiamo pensano solo alle loro tasche, come tutti gli uomini di potere…in qualsiasi ramo essi operino. E lo fanno in modo spudorato e senza remora. Siamo entrati nell’ Unione Europea come vittime sacrificali predestinate: con l’Euro mal gestito i nostri stipendi e risparmi si sono dimezzati, le nostre case svalutate.

Impoveriti e senza sbocchi futuri per i nostri figli!… La ” vecchia ” politica non offre più speranze, perché anche il ” nuovo “, presentato come tale, appare invece subito stantio ed avariato appena sbocciato.

Come salvarci allora?…

Come evocato nel titolo, forse solo uno ” tsunami ” ora può salvarci e purificarci… l’avvento di un qualcosa di politicamente ” diverso ” ma efficace che rada al suolo il vecchio e permetta di indicare le soluzioni per ricostruire un Paese migliore sulle rovine, proprio come si fa con i casolari diroccati.

Meditare e decidere qualcosa di producente nella prossima tornata elettorale è la nostra unica arma di difesa: non presentarsi sarebbe un delitto!

Se anche il 25 maggio prossimo rimarremo inerti nessuno ci sottrarrà ad un destino ormai malamente segnato!

Famiglie                        d’Italia

Umberto Napolitano

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

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Febo Conti è morto, con lui se ne va un maestro… un amico

dicembre 17, 2012

febo Conti

Febo Conti ha rappresentato per quelli della mia generazione, sono del 1947, qualcosa di più di un semplice presentatore Tv… è stato un amico, un conduttore di vita. Per me ha rappresentato un punto costante di riferimento nel mio percorso di vita: l’ho conosciuto nel 1958 negli studi della Rai di Torino dove conduceva, insieme ad Enza Sampò, il programma per ragazzi ” Il circolo dei Castori “. Avevo 11 anni e muovevo i primi passi nel mondo dello spettacolo, ero uno dei bambini fissi tra il pubblico che poneva domande, faceva il discolo, insomma creava movimento. Febo rappresentava per noi piccoli di allora più che un papà aggiuntivo, il maestro buono che ci occupava il tempo del pomeriggio, allora non mi ricordo che esistesse il doposcuola, che ci istruiva facendoci scoprire tante cose belle del mondo.

Crescendo, ho ritrovato Febo al compimento del mio 21° anno. Nel frattempo ero diventato un cantautore famoso e con la canzone ” Gioventù ” per due anni, presenziando spesso dal vivo, interpretavo la sigla di chiusura di un altro suo programma ” pietra miliare ” della storia della televisione italiana dedicata ai ragazzi, ovvero ” Gioventù “, con la regia di Cino Tortorella, il famoso Mago Zurlì, personaggio immenso che grandi e bambini non dimenticheranno mai.

Poi le nostre strade si separarono per lungo tempo per incrociarsi nuovamente a fine anni ’90 quando entrambi venimmo ad abitare a Desenzano del Garda… insomma, anche se a tappe, un percorso di vita insieme.

FEBO CONTI CAROSELLO

La sua storia artistica è lunghissima e vi invito a viaggiare a cliccare su  Febo Conti ( L’UOMO DEL GAZZETTINO PADANO E DI. CHISSACHI LO SA. di Massimo Emanuelli )per approfondirla e rendergli almeno la dovuta giustizia  postuma, dagli esordi radiofonici a inizio anni ’50 nella Radio svizzera con un programma durato con successo un’infinità di anni, alle sue performance su Ridolini, rese famose da un famoso spot di Carosello. Comunque una cosa emerge chiaramente: Febo Conti ha rappresentato con il suo sorriso ed il suo modo di raccontare con garbo un punto di riferimento rasserenante, istruttivo ed unico  per molte generazioni, che ora lo ringraziano e lo rimpiangono, ma lo accompagnano con amore nel suo ultimo viaggio, racchiudendoselo nel cuore per l’eternità.

febo conti 2

Ciao Febo, ti vogliamo bene.

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

Retromarcia Rai sui pc… però c’ha provato!

febbraio 22, 2012

Qui c’è qualcuno nelle alte sfere che si è fatta l’idea che noi, popolo italiano ( brava gente, spaghetti e mandolini ) siamo proprio dei c…. con dei portafogli senza fondo, a cui basta un colpo di bacchetta per riempirli e renderli pronti per essere spremuti allegramente e senza ritegno. Il governo permette che i petrolieri aumentino il costo dei carburanti a loro piacimento senza preoccuparsi di ideare interventi calmieranti per evitare che tutta l’economia si sfasci definitivamente per overdose di costi… ed in cambio ci offre un debito pubblico abnorme, perdita di posti di lavoro cronica e servizi pubblici sempre più inefficienti, o meglio, non all’altezza delle esigenze derivanti dai tempi in cui viviamo ( vedi Ospedale Umberto I di Roma ). La Rai, dal canto suo, prova a far la furba ed a trasformare un servizio pubblico spesso inadeguato, nell’ennesimo pozzo di San Patrizio nel quale far convergere denaro sottratto ai già stremati cittadini da usare poi, il più delle volte, per uso personale di ideologie o interessi vari di chi in grado di poter manovrare a suo piacimento nella cabina dei bottoni della programmazione… ed i cambio offre prodotti spesso di livello mediocre e che costano cifre esorbitanti, come l’ultimo Festival di Sanremo, e si lamenta se a volte altri colossi della sua stazza ( la Fiat per esempio ) gliela facciano pagare pretendendo in cambio risarcimenti adeguati alle ” cazzate ” permesse di andare in onda.

Noi cittadini siamo stanchi di tutto ciò, ma non ci vogliamo più limitare a lamentarci o a creare disordini per protestare. Molti di noi hanno capito che è arrivato il momento di spremere i nostri ” cervellini ” ( come tali vengono considerati da coloro che ci vessano ) ed a cominciare a trovarci soluzioni alternative da soli, sempre nel pieno rispetto delle leggi dello Stato. Famiglie d’Italia è una fucina in piena attività e presto offrirà le proprie proposte, non con la pretesa di  erigersi a salvatrice della Patria e del’Europa come quelle del governo Monti, ma almeno… delle nostre tasche.

Umberto Napolitano

Retromarcia Rai, niente canone sui pc

Dopo la denuncia del Giornale la Rai si arrende e si rimangia la gabella del ” canone speciale “, quello destinato alle imprese, a prescindere dal possesso di un tv in ufficio. viale Mazzini leva pure la clausola per lasciare a casa le collaboratrici incinte. L’emittente dovrà pagare sette milioni alla Fiat per un servizio mandato in onda da Anno Zero

di

 
Roma – La Rai si arrende e si rimangia la gabella del «canone speciale», quello destinato alle imprese, a prescindere dal possesso di un tv in ufficio. Dopo un incontro al ministero dello Sviluppo Economico la tv pubblica una nota con cui smentisce se stessa, precisando di non aver richiesto «il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone», ma solo «nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage)».
 
 Lorenza Lei

In realtà nelle lettere spedite a migliaia di aziende italiane si legge che è obbligato al pagamento del canone speciale Rai «chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive al di fuori dall’ambito famigliare, compresi i pc collegati in rete», ma anche le semplici radioline, gli I-Pad, i telefoni con collegamento web e molti altri tipi di apparecchi («indipendentemente dall’uso al quale vengano adibiti come per esempio la visione di filmati, dvd, filmati di aggiornamento ecc…»). Dunque il comunicato Rai è una retromarcia vera e propria dopo la rivolta contro il «canone sui pc», scoppiata in rete ma non solo, anche tra le associazioni d’imprese (da Confartigianato a Confindustria) e dei consumatori, e poi nei partiti. Una retromarcia che fa il paio con quella sulla clausola anti-gravidanza, discriminatoria, che ora il dg Lorenza Lei promette di eliminare: «Nessun contratto Rai è mai stato risolto per gravidanza, ma onde evitare inutili strumentalizzazioni la direzione generale non ha alcuna difficoltà a toglierla dai contratti».

Ma tornando al balzello per le aziende, chi dovrà dunque pagare quella tassa, secondo la Rai? La risposta di Viale Mazzini è che lo devono fare solo i negozi, le aziende o le società che usano il pc come televisore, oltre a quelli che hanno uno o più televisori. Sarà, ma è anche meno chiara, perché non si capisce ancora chi è escluso e chi no (Caparini della Lega e Vita del Pd chiedono a Passera un elenco definitivo e univoco sugli apparecchi che comportano il pagamento del canone). Solo i pc che possono essere usati come televisori? Ma qualunque pc può esserlo, poiché i canali Rai sono visibili in streaming gratuita sul sito della Rai. Quindi? È la stessa Rai a dichiarare l’ambiguità della norma quando, in fondo alla nota, aggiunge «ciò in attesa di una più puntuale definizione del quadro normativo-regolatorio». La legge in effetti è vecchiotta, risale al 1938, e adattarla allo scenario tecnologico di oggi sembra una «assurda forzatura giuridica e un’iniziativa fuori dal tempo» a Stefano Parisi, presidente di Confindustria digitale.

Nell’attesa, però, la Direzione abbonamenti ha mandato a pioggia le richieste di pagamento, senza sapere di quali apparecchi fossero dotate le aziende a cui ha chiesto il canone (con importi da 200 euro fino a 6mila euro). E tra l’altro, cosa faranno quelle società che hanno pagato già il canone speciale anche se, alla luce della nota Rai, non erano obbligate a farlo? Verranno rimborsate? E quando? Insomma, un pasticcio, finito con un dietrofront della Rai.

E non è certo l’unica grana per Viale Mazzini. Un’altra, che vale 7 milioni di euro, è la condanna per diffamazione (insieme al giornalista Corrado Formigli) ai danni della Fiat per un servizio andato in onda durante una puntata di Annozero di due anni fa. Viale Mazzini ha annunciato che impungnerà la sentenza del Tribunale di Torino, mentre Formigli parla di «una cifra devastante» che lo costringerà a «lavorare gratis per la Rai tutta la vita». Ora tocca agli avvocati della Rai. E qui non basta una marcia indietro.

di Paolo Bracalini  ( fonte: IlGiornale.it )

 

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 
 

11/11/11, ascensione planetaria o inizio della fine?… Semplicemente la ” Giornata per la Ricerca sul Cancro

novembre 11, 2011

Oggi è una data speciale, una di quelle date che si verificano una  sola volta ogni 1000 anni. Ma ancor di più lo è stata per  esempio l’11/11 del 1111 alle ore 11 e 11 secondi  con una sequenza di ” 1 ” che non potrà mai più verificarsi. In quella data i catastrofisti evocarono di tutto, ma in realtà non accadde nulla. L ’11/11/11 è un numero palindromo, ovvero che al contrario si legge nello stesso modo, e che la Cabala e gli antichi la classificano come una data ” fatidica ”  dalla quale ci si può aspettare di tutto, specialmente a prestare orecchio ai vari  numerologi, occultisti e sensitivi, divisi tra chi afferma che tale data magica potrebbe rivoluzionare in meglio la vita di molti apportando fortuna e prosperità e chi, al contrario, è convinto che potrebbe rappresentare ” l’inizio della fine “. Io preferisco rimanere sul positivo e ricordare che il valore esoterico del numero 11 è confermato dalla predizione dei Maya secondo i quali stiamo entrando in una  ” fase evolutiva superiore nella coscienza globale “. L’undicesima parola dell’articolo 11 della Costituzione italiana è libertà. C’è chi legge in questo la crisi del Popolo delle Libertà, chi la liberazione da un incubo, ma io preferisco pensare che sia l’inizio di una nuova era dove il concetto di ” libertà ” prenda finalmente e definitivamente il sopravvento su qualsiasi forma di sopruso e vessazione… Una coincidenza strana e legata al numero 11 è rappresentata dal fatto che la lettera Ue all’Italia, in cui si chiedono misure aggiuntive alle manovre varate da Giulio Tremonti, ed è divisa in 11 capitoli, esigendo inoltre una risposta entro l’11 novembre, ovvero oggi. A quanto si racconta Nostradamus aveva previsto una simile coincidenza e per questo si era scelto un nome d’arte composto da 11 lettere… Altra coincidenza relativa all’11 la si rileva nell’undicesimo endecasillabo dell’undicesimo canto dell’Inferno di Dante che contiene una vera profezia:  “sì che s’ausi un poco in prima il senso” , ovvero che ci si riprenda tutti dal cattivo uso che è stato fatto della ragione, che potrebbe valere ad hoc proprio per i nostri politici… Insomma, un’infinità di avvenimenti tra il positivo e il negativo possono essere abbinati a questa magica cifra e diverse sono state le ricorrenze nel passato che hanno visto protagonista il numero 11. L’armistizio della Prima Guerra Mondiale fu firmato all’11cesima ora, dell’11esimo giorno dell’11esimo mese del 1918. Le Torri Gemelle, che somigliavano ad un 11, furono colpite il giorno 11 e il primo aereo che colpì il World Trade Center fu proprio il volo 11. Fu poi l’Apollo 11 a portare i primi uomini sulla Luna. Il recente terremoto del Giappone si è verificato il anch’esso il giorno 11. E, volendo esagerare, si potrebbero elencare una serie di altri avvenimenti che si sono verificati nella data dell’11. Casualità o magia? Certamente un po’ di mistero aleggia intorno a questo numero e, per fortuna, sono di più quelli  che attendono questa data con grande positività, come in Cina e in altri paesi dell’oriente dove moltissime coppie convoleranno a nozze, convinte che questa magia durerà per sempre.

 

Per concludere, per molti l’11/11/2011 sarà un punto di svolta fondamentale per l’intero genere umano, in quanto proprio per oggi sarebbe prevista una sorta di ascensione cosmica. La frequenza vibrazionale del nostro pianeta dovrebbe subire profondi mutamenti, portandoci di conseguenza ad innalzare i nostri sentimenti positivi nei confronti della vita e di tutto ciò che ci circonda. Per quelli che invece si riconoscono nel pensiero disfattista e catastrofico, l’11/11/2011 rappresenta l’inizio della fine dei tempi, il preludio che ci apre la strada verso l’ormai noto e temuto appuntamento del 21/12/2012.

Io, al contrario, preferisco tralasciare qualsiasi tipo di previsione ed attenermi ai fatti odierni. Per me oggi è una data importante perché è  la Giornata per la Ricerca sul Cancro, e, ricordandovi che con ” Un gol per la ricerca” la Nazionale di Calcio sarà stasera in campo in amichevole contro la Polonia a Wroclaw con la maglia dell’Airc per sostenere la ricerca sul cancro, vi invito a leggere sull’argomento un post molto interessante pubblicato dal blog Donna Moderna

 

Giornata per la Ricerca sul Cancro

L’11 novembre la Ricerca sul Cancro incontra le Scuole e alle Università per raccontare ai giovani i progessi della ricerca scientifica, e per rispondere alle loro domande. Margherita Granbassi è testimonial della XIV edizione della Giornata sul Cancro

L’11-11-11 è dedicato ad un appuntamento speciale: la Giornata per la Ricerca sul Cancro,
Il concetto chiave della Giornata è la velocità del viaggio scelto come metafora per esprimere un percorso che va dal cuore della cellula, il DNA, fino al letto del malato. L’accelerazione che ha vissuto negli ultimi dieci anni il progresso della ricerca, e di quella oncologica in particolare, ha infatti accorciato le distanze tra gli studi effettuati in laboratorio e il loro impatto sulla diagnosi e la cura della malattia.
Tutto ciò è avvenuto in particolare grazie al sequenziamento del genoma e alle grandi innovazioni tecnologiche che hanno reso questa procedura sempre più facile e rapida: basta pensare che, solo negli anni ’90, occorrevano mesi per leggere la sequenza di un solo gene e ora invece, in pochi giorni, si può decodificare un intero genoma, composto da migliaia di geni.

Vi è stata una straordinaria diversificazione di scoperte, molto rilevanti nella diagnosi e nella cura dei tumori.

I progressi di questi ultimi 10 anni hanno dimostrato che la ricerca di base in ambito oncologico è indispensabile all’avanzamento delle cure. Altrettanto indispensabile appare la collaborazione tra competenze diverse non solo tra ricercatori di base e clinici ma anche con l’apporto di fisici, ingegneri, biotecnologi che permettono ai primi di sfruttare al meglio le risorse tecnologiche più avanzate.
I temi al centro di questa edizione della Giornata per la Ricerca sul Cancro parlano quindi di progressi concreti, di cui spesso sono protagonisti sulla scena internazionale ricercatori italiani sostenuti da AIRC: un volto positivo del nostro Paese, che deve essere un incoraggiamento per tutti.
La campionessa di scherma Margherita Granbassi ( nella foto in alto a sinistra ) è la testimonial della XIV edizione della Giornata organizzata dall’AIRC.
Da bambina in piazza con mia mamma distribuivo l’Azalea della Ricerca” – ricorda Margherita – “Il legame con AIRC è molto vivo ancora oggi che lo sport mi porta in giro per il mondo.  Ecco perché ho scelto di mettere la mia popolarità al servizio di AIRC per sostenere il lavoro di migliaia di giovani ricercatori italiani, ogni giorno impegnati per rendere il cancro sempre più curabile.”
La novità della XIV edizione della Giornata per la Ricerca sul Cancro è costituita dai progetti rivolti agli studenti della Scuola Secondaria Superiore e dell’Università:
“AIRC entra nelle scuole”, una nuova iniziativa interamente dedicata ai ragazzi del triennio della scuola secondaria di secondo grado, con l’obiettivo di portare direttamente a scuola l’attualità della ricerca sul cancro e di favorire una didattica che preveda il coinvolgimento attivo degli studenti.
In occasione della Giornata, giovedì 10 e venerdì 11 novembre saranno proprio i ricercatori a lanciare il progetto: infatti, 60 di loro lasceranno i laboratori per una mattinata ed entreranno in 60 scuole. Accompagnati da altrettanti volontari, incontreranno gli studenti per raccontare loro la propria esperienza professionale e di vita. Niente lezioni, ma un dibattito reale per rispondere alle curiosità dei ragazzi, per i quali il cancro rappresenta una delle maggiori fonti di preoccupazione per il futuro.
Per rendere il cancro sempre più curabile serve l’aiuto di tutti: la scuola è un luogo privilegiato dove costruire questa consapevolezza, con l’apporto fondamentale dei ragazzi e della loro grande energia.
“Incontri nelle Università”: realizzati grazie all’attiva collaborazione  dei Rettori e dei Presidi di Facoltà, giovedì 10 e venerdì 11 novembre, a Milano al Politecnico, a Roma alla Sapienza e a Napoli alla Federico II.  
Gli studenti delle facoltà scientifiche – non solo di medicina, ma anche di biotecnologie, di ingegneria e di fisica – avranno modo di incontrare l’eccellenza della ricerca oncologica italiana e internazionale. Aprire gli Incontri a studenti di discipline diverse, significa parlare ai futuri ingegneri, fisici e informatici, il cui ruolo per la lotta contro il cancro è già cruciale e lo sarà ancora di più nei prossimi anni.
La Rai si allineerà al tema della Giornata e aprirà le sue trasmissioni radiotelevisive per far parlare i protagonisti della ricerca, non mancheranno le testimonianze di chi ha combattuto la malattia. Il pubblico sarà chiamato a partecipare con una donazione per sostenere il percorso formativo dei nostri migliori giovani ricercatori. Madrina della campagna Antonella Clerici, da molti anni vicina ad AIRC in tutte le sue iniziative.

Donna Moderna

Bene, a questo punto non mi resta che salutarvi ed auguravi un buon 11/11/11 ricco di buoni propositi ed ottime nuove.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
 

 

Da Uno Mattina…Se niente importa, perché mangiamo gli animali ?

marzo 6, 2010

Ieri, ogni telespettatore sintonizzandosi su Uno Mattina ha potuto godere dei privilegi che la Rai è capace di offrire quando svolge il proprio lavoro con attenzione e professionalità, fedele alla verità, indipendentemente dagli interessi che possono essere ” disturbati “. La foto a lato offre un primo piano di Jonathan Safran Foer, giovane scrittore statunitense autore di best seller, nonché l’ultimo e sconvolgente ” Se niente importa, perchè mangiamo gli animali? ” E’ stato ospite in diretta con un collegamento internazionale, durante il quale ha commentato la veridicità di un servizio appena andato in onda nel quale si vedevano animali di tutte le razze nati esclusivamente per il soddisfacimento nutrizionale del nostro corpo, tenuti in cattività in modo crudele e disumano, ammassati l’uno sull’altro, costretti a cibarsi dei propri escrementi o portati ad atti di cannibalismo verso loro simili, colti da crisi di pazzia incontrollabile… una vergogna indescrivibile. Il giovane autore ha spiegato come 55 miliardi di animali destinati al ” consumo ” occupino un terzo del pianeta e siano la causa di oltre il 50% per cento dei gas serra nel mondo ( vedi nostro post del 9 novembre 2009, dal titolo ”  ” ). (more…)

Times: cade la maschera del clown… da che pulpito

giugno 2, 2009

Come se non bastassero gli insulti provenienti dall’Italia, più per interessi personali che politici, a riscaldare gli animi ed a deviare la nostra attenzione dai veri temi della politica nazionale, in vista di consultazioni che dovremmo affrontare serenamente ed obiettivamente, ecco giungere altra spazzatura dall’estero, (more…)

Cos’è la dignità…

dicembre 3, 2008

dignita Alcune sere fa mi sono perso davanti al televisore seguendo la trasmissione L’Infedele, condotta da Gad Lerner. Sorvolando sull’argomento del dibattito, la mia attenzione si è soffermata su due invitati: una casalinga in pensione ed un clochard, suo malgrado.

Ho seguito le loro storie che, purtroppo, come la maggior parte delle storie attuali, raccontano di una vita di lavoro e di speranze e, alla fine, di magri risultati ottenuti: la casalinga si ritrova ad affrontare gli ultimi anni del suo percorso con una pensione che non le permette di sopravvivere  senza l’intervento esterno dell’aiuto dei figli; il clochard, suo malgrado,  da imprenditore affermato si ritrova, per una serie di eventi negativi, in mezzo ad una strada, assistito da  istituti e mense di fortuna, con tre euro in tasca a settimana per sostenersi. Entrambi, chi in un modo chi nell’altro, hanno esternato la loro delusione ed il loro dissenso sui vari argomenti affrontati: su un fatto, però, hanno concordato quando hanno dovuto commentare l’arrivo della social card e dei 40 euro in più al mese per pensionati e famiglie povere, fornendo delle risposte e delle interpretazioni che mi hanno lasciato, un po’ perplesso, ad una lunga meditazione dello spirito e ad una attenta riflessione della mente.

La casalinga ed il clochard, per motivi differenti, pur essendo l’una povera e l’altro poverissimo, non rientravano nella categoria di chi può usufruire del beneficio di tale iniziativa governativa, ma entrambi, in ogni caso, l’avrebbero rifiutata. Infatti, sia l’una sia l’altro si sarebbero vergognati di presentarla alla cassa del supermarket, per non ammettere o far sapere ai cassieri ed ai clienti in coda, del loro stato di povertà: la loro dignità non avrebbe potuto permetterlo!

povertaEd alla parola dignità mi sono soffermato: dignità è sentimento nel considerare importante il proprio valore morale, la propria onorabilità, tutelandone la salvaguardia e la conservazione. Ma è anche autostima delle proprie capacità e della propria identità.

Se io accetto per necessità l’aiuto dei figli che ho cresciuto con amore e sacrifici o l’assistenza e il sussidio di 3 euro settimanali  da parte di uno Stato che ho alimentato in periodi positivi, e di tutto questo, pur soffrendone, non mi vergogno e lo racconto in uno studio televisivo… perché devo sentirmi umiliato nel presentare una social card che mi spetta per ugual diritto?… solo perché gli altri non devono sapere?

Se in una società che si sta impoverendo mi ritrovo ad annoverarmi nel numero degli indigenti non significa che io sia un fallito da guardare con disprezzo e compassione: ho lavorato e non ho rubato, forse sono stato solo sfortunato, ma questo non è un peccato.

Secondo me, e lo dico con umiltà e con l’intenzione di non offendere nessuno, sono altre le cose di cui è doveroso vergognarsi: la disonestà, l’assenteismo, la mancanza di impegno sociale e di solidarietà, e… chi più ne ha ne aggiunga. E questo, per rispetto  verso  tutti  coloro che quei pur pochi e miserevoli 40 euro, anche se i nostri  politici potevano inventarsi  un sistema meno eclatante per distribuirli,  vorrebbero poterli utilizzare, ma che non possono per cavilli e regole  assurde e complicate.

Io non penso che occorra calarsi le braghe di fronte alle difficoltà o sorridere, come a significare ” e chi se ne frega, è normale così “, mentre si chiede l’aiuto degli altri, come si potrebbe erroneamente dedurre dalle immagini riportate a fianco, penso, invece, che bisogna arrabbiarsi e reagire, ma nella misura giusta, senza mai perdere di vista la realtà e l’opinione di colui con cui ci rapportiamo e confrontiamo.

L’associazione Famiglie d’Italia e questo blog sono nati per far incontrare ed aggregare persone che non si accontentano, come già affermato, di essere solo comparse, a volte violente e a volte assenti, di un progetto sociale scritto e diretto soltanto dagli altri, ma che pretendono, invece, e si impegnano a diventare soggetti attivi di un disegno più grande, da realizzare tutti insieme, con una esternazione della dignità nella consapevolezza della propria autostima ed identità, donando ai politici che ci governano le nostre riflessioni critiche e costruttive e, soprattutto, fornendo proposte chiare nella esposizione della consistenza reale delle nostre esigenze, di qualsiasi natura esse siano.

Detto da uno è un sogno, realizzato da tanti è una realtà!

Umberto Napolitano