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Funghi e batteri al servizio dell’ umanità ( Famiglie d’Italia News Interessanti )

novembre 7, 2012

Contro il riscaldamento globale i fungi champignon

È notizia di ieri che l’Istituto nazionale francese per la ricerca in agricoltura (Inra) ed il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti sono riusciti a mappare completamente il DNA del fungho Champignon, il più coltivato e consumato. Ma perché?

L’uso di questo fungo non potrebbe essere relegato al solo scopo alimentare, a quanto pare gli champignon si comporterebbero infatti come efficienti spazzini in grado di ripulire le foreste e l’atmosfera dalla Co2.

I  funghi infatti sono organismi che crescono di notte, nei sottoboschi, e per crescere riconvertono l’anidride carbonica e decompongono le sostanze organiche. I ricercatori hanno sequenziato due varieta’ di questo fungo, il cui nome scientifico e’ Agaricus bisporus: una coltivata e una selvatica. Il lavoro mostra che lo champignon, rispetto agli altri funghi, possiede geni che gli conferiscono una maggiore capacita’ di metabolizzare miscele complesse di derivati di lignina e di altri polimeri. ”La possibilita’ di utilizzare le proteine prevalenti nel suolo conferisce un vantaggio agli champignon rispetto ad altri funghi spazzini” ha osservato uno degli autori, Francis Martin, dell’Inra. E’ la prima volta, spiega l’esperto che si dimostra che questo fungo e’ capace anche di decomporre il legno e non solo le foglie del sottobosco.

Gli champignon potrebbero infatti rappresentare un ottimo alleato nella lotta al fenomeno del riscaldamento globale. I funghi crescono di notte nei sottoboschi, e la loro maturazione passa attraverso processi di riconversione dell’anidride carbonica e di decomposizione delle sostanze organiche. Gli enzimi  potrebbero fornire nuovi metodi per neutralizzare e catturare il carbonio contenuto nel terreno.

Inoltre, questi particolari enzimi già utilizzati nelle bioraffinerie per degradare residui vegetali ricchi di lignina ed ottenere nuovi prodotti chimici ad alto valore, potrebbero avere ulteriori importanti applicazioni a livello industriale.

Fonte: Ansa Gaianews

Il batterio che crea l’oro, trovata la pietra filosofale?
by Roberto Cicchetti  
I ricercatori della Michigan University (Usa) hanno trovato l’anello di congiunzione tra scienza e alchimia. Il batterio metallidurans Cupriavidus sarebbe capace di trasformare il cloruro d’oro in pepite da 24 carati. Ma non c’è da illudersi, il procedimento è più costoso dell’oro prodotto, almeno per ora. Quindi niente febbre dell’oro o fabbrichette casalinghe di gioielli e monili.

“Abbiamo creato l’alchimia microbica trasformando in oro qualcosa che non ha alcun valore se non solido”,ha detto Kazem Kashefi, assistente professore di microbiologia e genetica molecolare.

Lui e Adam Brown , professore associato di arte elettronica e intermedia, hanno trovato questo batterio resistente ad altissime concentrazioni tossiche di cloruro d’oro, un sale presente in natura normalmente utilizzato per dorare porcellane o cornici dei quadri e anche in elettronica. In circa una settimana la colonia di Cupriavidus trasforma le tossine del cloruro in una pepita d’oro da 24 carati.

I ricercatori ne hanno fatto un’opera d’arte: The Great Work of the Metal Lover, un laboratorio portatile trasparente che permette di contemplare tutti i processi chimici. Un microscopio elettronico a scansione scatta a intervalli delle foto alla colonia di batteri così da analizzarne i progressi.

“È la neo-alchimia. Ogni parte, ogni dettaglio del progetto è un incrocio tra moderna microbiologia e alchimia, ” Ha detto Brown “La scienza cerca di spiegare il mondo fenomenologico. Come artista, sto cercando di creare un fenomeno. L’arte ha la capacità di spingere la ricerca scientifica.”

( fonte: Michigan University )

Famiglie d’Italia News Interessanti 

Rubrica a cura di Sabrina Parini

Famiglie                        d’Italia

Estate ecologica ( Famiglie d’Italia Green News )

luglio 27, 2012

Il catamarano fotovoltaico che ha fatto il giro del mondo senza carburante

Di Roberto Cicchetti | 26.07.2012 17:01 CEST

( Il catamarano ormeggiato a Las Palmas )

Ci ha messo due anni percorrendo 60mila km alla velocità di 15 nodi (27 km/h), però l’ha fatto senza utilizzare una sola goccia di carburante. Sfruttando i 537 mq di pannelli fotovoltaici che occupano tutto il ponte ha prodotto 260mila KWh di energia. È il Turanor, il catamarano svizzero di 35 metri comandato da Eric Dumont che ha attraccato ieri a Cagliari dopo aver compiuto il giro del mondo. “Sono contento che siamo riusciti a dimostrare che si può navigare attorno al mondo per più di due anni – dice il comandante – senza consumare un solo litro di carburante, rispettando l’ambiente e utilizzando solo l’energia solare. La nostra unica pecca è la velocità, 15 nodi, 27 km all’ora, ma il messaggio è quello che deve arrivare in prospettiva del 2050, quando non ci sarà più petrolio. Pensiamoci adesso”

Per Piergiorgio Massidda, presidente della Port Authority cagliaritana ”è l’occasione che sognavo: trasformare lo scalo in green port, dopo la presentazione dell’Air pod, auto ad aria compressa, che con un litro d’aria compressa percorre oltre 100 chilometri a Cagliari vogliamo tracciare una nuova strada per la navigazione”.

 

Ritenzione idrica: 5 rimedi naturali

( Creato Giovedì, 26 Luglio 2012 17:34 Scritto da Marta Albè. Fonte: greenMe.it )

 

Rimedi naturali per la ritenzione idrica– Sono numerose le donne che lamentano di soffrire di ritenzione idrica, un disturbo che spesso si accompagna alla comparsa della cellulite. Le regole di base per contrastare la formazione della ritenzione idrica, anche nel caso in cui essa sia già presente, consistono nello svolgere un’attività fisica regolare e nel seguire un’alimentazione che preveda un’ingente consumo di frutta e verdura e che limiti dolciumi e snack confezionati poco salutari. Oltre a bere almeno 2 litri di acqua al giorno, possibilmente la mattina.

Il fenomeno spesso comporta, oltre alla ritenzione di liquidi, un accumulo di tossine che l’organismo non si rivela in grado di eliminare in tempi brevi, per via di problemi che possono essere legati sia alla circolazione sanguigna che linfatica.

In alcune donne il problema della ritenzione idrica si acuisce nei momenti del ciclo interessati da un innalzamento del livello degli estrogeni. Con l’aiuto del medico e dell’erborista sarà possibile individuare i rimedi naturali più adatti per alleviare i disturbi legati ad essa. Eccone alcuni.

1) Succo di mirtillo

Se la ritenzione idrica è legata a problemi di circolazione, che non è in grado di funzionare a dovere per una completa ed efficace eliminazione delle tossine, è bene arricchire la propria alimentazione con del succo di mirtillo puro, adatto ad agire positivamente sulle funzionalità dei capillari. Al succo di mirtillo possono essere abbinati il consumo degli stessi frutti da cui esso è ricavato e l’impiego di integratori fitoterapici a base di estratto di mirtillo, da scegliere su suggerimento del medico e dell’erborista.

2) Alimentazione iposodica

In alcuni casi la ritenzione idrica può essere causata da un‘alimentazione eccessivamente ricca di sodio per via dell’utilizzo smodato del comune sale da cucina o per la consuetudine di consumare snack salati in maniera troppo frequente. Si potrebbe dunque provare ad eliminare per un po’ la saliera dalla tavola da pranzo e a ridurre la quantità di sale utilizzato durante la cottura delle pietanze. Esso verrà sostituito dall’impiego di spezie e di erbe aromatiche. E’ inoltre consigliabile diminuire il consumo di zucchero e di dolci confezionati in generale, oltre che di alimenti dall’eccessivo contenuto di grassi saturi.

3) Foglie di betulla

Le foglie di betulla vengono utilizzate per la preparazione di infusi, spremute, estratti, oli da massaggio e rimedi fitoterapici adatti a combattere la ritenzione idrica nel caso essa sia legata ad eccessi alimentari, come il consumo di alimenti troppo grassi o salati, oppure a problemi di circolazione.

L’estratto di betulla è un rimedio ottenuto dalla macerazione alcolica delle foglie e, come la spremuta di betulla, può essere preparato dall’erborista.

L’infuso invece può essere preparato autonomamente versando in una scodella colma d’acqua bollente due cucchiai di foglie di betulla essiccate e filtrando successivamente.

4) Gambo d’ananas

Il gambo d’ananas è ritenuto un’eccellente aiuto naturale per combattere la ritenzione idrica. Esso viene utilizzato per la preparazione di integratori fitoterapici in capsule, estratti in polvere o tinture madri. E’ considerato adatto a contrastare il problema della ritenzione idrica per via delle sue proprietà amtiedematose, che facilitano cioè il drenaggio dei liquidi, favorendo inoltre la circolazione, anche nel caso in cui si tema il pericolo di formazione di coaguli di sangue, e l’eliminazione delle tossine accumulate dall’organismo.

5) Tarassaco

Il tarassaco rappresenta il rimedio ideale per chi soffre di problemi di ritenzione idrica e desidera aiutare il proprio organismo a depurarsi. Con foglie e radici di tarassaco acquistabili in erboristeria, o da raccogliere in zone collocate lontano dal traffico e da lasciare essiccare, può essere preparato un infuso diuretico da consumare alla mattina o alla sera secondo le indicazioni fornite dall’erborista o dal medico.

L’estratto di tarassaco si trova inoltre in vendita in forma liquida o di compresse fitoterapiche, la cui assunzione potrebbe variare a seconda dell’entità del problema.

Marta Albè

Rubrica a cura di Sabrina Parini

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