Posts Tagged ‘Sabina Parini’

Invecchiare bene per completarsi meglio

aprile 9, 2014

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Il fenomeno della vecchiaia è realmente universale e riguarda tutti gli uomini in quanto esseri biologici, e quindi trascende ogni distinzione sociale, sessuale, etnica, politica, culturale e istituzionale. L’invecchiamento è un processo inevitabile e incessante, che investe ogni aspetto della vita e impone una modificazione e una sostituzione continua degli attori in ogni contesto. Spesso all’età anagrafica non corrisponde completamente l’età che ci si sente è solo affrontando tale stato della vita in modo creativo, positivo e dinamico che anche situazioni difficili possono mostrare la parte migliore e regalare ancora un forte significato all’esistenza. Un anziano non è in grado di fare ciò che fanno i giovani… ma fa molto di più e meglio: non con la forza, con la rapidità o grazie all’agilità, bensì col senno, con l’esperienza e l’insegnamento si compiono le grandi imprese. Sono queste le doti delle quali la vecchiaia non solo non rimane priva, ma si fa di solito più feconda. Nella vecchiaia si sommano tutti gli errori fatti da noi nell’infanzia, nell’adolescenza, nella giovinezza, nell’età adulta e ad essi se ne aggiungono altri speciali nell’ultima età per cui è certamente più difficile essere felici da vecchi. Il vecchio perde uno dei maggiori diritti dell’uomo: non viene più giudicato dai suoi simili.

Saper invecchiare significa saper trovare un accordo decente tra il tuo volto di vecchio e il tuo cuore e cervello di giovane. Per l’istintiva, universale ripugnanza nei confronti dell’invecchiamento e della morte, per l’influenza della moda e l’importanza quasi ossessiva attribuita oggi alla giovinezza, all’aspetto e ai comportamenti giovanili, la vecchiaia è un argomento impopolare, spesso accantonato e rimosso in quanto deprimente e noioso. Oggi la longevità è una longevità attiva. Le persone non invecchiano con gli stessi ritmi e con le stesse modalità. Ed è un errore immaginare il mondo di domani “come il mondo di oggi con più anziani, perché avere 80 anni fra 20 anni non sarà come avere 80 anni oggi”. Insomma il futuro non sarà popolato da vecchi decrepiti, ma persone prestanti nel corpo e nella mente. Le nostre società stanno diventando più giovani, perché si vive più a lungo e meglio, e non già più vecchie. L’anziano non deve solamente ricevere solidarietà dalla società, deve anche reciprocare solidarietà. Comunque ci si arrivi, la vecchiaia continua a essere contraddistinta da situazioni di fragilità, che si riflettono in altrettante paure, segnali di un’insicurezza che le migliorate condizioni di vita e i progressi della medicina non possono eliminare. Negare all’anziano la possibilità di rendersi utile e sentirsi utile nei confronti degli altri è la più grave pena che gli si può infliggere. Il pianeta anziani, presenta molti aspetti in maniera creativa e originale. Sono portatori di una cultura di solidarietà. Gli anziani svolgono sempre più una pluralità di attività, che hanno un effetto positivo sul benessere individuale. Non si può pensare solo a richieste di socializzazione o del modo di trascorrere il tempo libero. Ci si può prendere cura dell’ambiente, curare i rapporti intergenerazionali, i luoghi collettivi (parchi giochi e verde), orti sociali, accompagnamento a scuola di bambini piccoli, nonni vigili e tanto altro”.

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L’invecchiamento può non spaventare, quindi, se chi ha energie da spendere si rimette in gioco… e non solo per praticare footing o ballo!. L’anziano, avrà oltre a rendersi utile, ci permetterà di arricchire le nostre conoscenze solo a stargli vicino. Il volontariato può dare un senso di soddisfazione e anche un senso di appartenenza a un progetto utile. Ci sono molti modi per cercare un’opportunità di integrarsi e di interagire con una persona anziana; i metodi da adottare son molteplici, partono anche dal tipo di lavoro che si è svolto nella vita. Quali esperienze devono avere? Non sono necessarie specifiche competenze, entusiasmo e disponibilità sono le armi migliori! Molti ruoli che ci si troveranno ad occupare, necessitano di particolari abilità, ma probabilmente le competenze che ciascuno può offrire sono superiori a quanto si pensi. Per esempio se si ha un buon grado di istruzione e un’abilità matematica si potrebbe aiutare i bambini o gli adulti che vogliono imparare. Se si possiede la patente di guida, abilità culinarie o altre abilità si può comunque ricoprire il ruolo di volontario in diversi settori. Smettiamola pertanto di vedere anziano solo perché ormai fa parte del lessico comune pensare che tutti gli anziani siano fragili, poveri, bisognosi, così come si pensa che siano coloro ai quali noi paghiamo le pensioni, che costano tanto in termini di sanità, che richiedono servizi, che pesano sulle reti familiari. Ecco, allora, che gli anziani si sentono messi in un angolo perché additati come quelli che rubano risorse. In realtà, sono tutt’altro che emarginati. In alcuni casi, sono addirittura al centro degli scambi. Credo che per una persona la sofferenza più grande derivi dalla constatazione: “A me nessuno chiede più niente”. Questo non avviene in chi sa anche cambiare ruolo nella vita.

La cultura consente alle persone di scoprire una molteplicità di interessi e di rendersi utili alla società in mille modi. Ciò è essenziale proprio perché la vita si è prolungata e si va in pensione con una prospettiva di vita di 20-30 anni: un tempo che non va sprecato e che può e deve essere utile anche per la società». La società, a sua volta, deve investire meglio per e sugli anziani, per superare i luoghi comuni che danneggiano i nostri vecchi, per offrire loro servizi migliori e per valorizzare il loro bagaglio di memoria, di cultura e anche di professionalità. Un appello sempre importante và esteso ai giovani molti dei quali oggi tristemente “VUOTI” , affinché aiutino a portare un po’ di serenità agli anziani che sentono di più il peso della solitudine: aiutare gli altri fa bene anche a noi stessi!

Sabrina Parini

Famiglie d’Italia

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L’amicizia vera è anche ” gatta “

febbraio 19, 2014
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Dylan ha iniziato la sua toilette, si lava con cura ma, se smetto di scrivere, sospende la sua attività e mi guarda interrogativo. “Pertanto anche le parole che lo riguardano, devono essere dosate perché la discrezione, il tatto, la riservatezza, specie con gli amici che ci sono cari, non devono mai essere eluse o ritenute secondarie “ Mah ! Forse il discorso è prematuro, ma io preferisco “portarmi avanti” ed eventualmente, verificare in seguito, se le mie parole hanno attecchito nel suo terreno.
L’amicizia è un argomento su cui avremmo molto da dire… tuttavia spesso si confonde il concetto di amicizia con altre cose. Riponiamo la nostra fiducia in una persona e poi, nel momento più inaspettato, le persone che fino a quel momento avevamo definito amiche sono le prime a metterci nei guai. 
L’amicizia è un valore molto importante nella mia vita, infatti non riesco ad immaginare quale immenso, piatto deserto possa essere l’esistenza di una donna della mia età senza amici. Attorno a me ci sono persone che si sono dimenticate di queste definizioni e ne abusano con mille parole, tralasciando atti che le dimostrino e soprattutto il loro vero senso. Finti amici che si spacciano tali per chissà quali motivi, che un giorno ci sono e l’altro spariscono; ex datori di lavoro che ti aiutano finchè sei sotto di loro, poi non si ricordano nemmeno che esisti, nonostante a parole siano bravi a dirti “ci sentiamo”, “ci vediamo”, “ci manchi”. Ci illudiamo sempre che negli altri tutto rimanga così com’è e invece … l’amicizia è qualcosa di stupendo, ma allo stesso tempo non c’è nulla di più fragile. Le persone cambiano così come cambia il vento ed è immensamente difficile trovare un amico che creda saldamente nell’amicizia. Tuttavia non bisogna arrendersi… non bisogna credere che ci sia qualcosa di sbagliato nell’avere dei saldi valori morali, anzi… I valori sono quegli elementi che restano nella vita di una persona. Sono l’unica cosa che valorizzi la nostra vita. Molto spesso siamo portati a definire “amici” tutte quelle persone con le quali abbiamo dei rapporti frequenti, con cui scambiamo quattro chiacchiere o usciamo il sabato sera e non ci rendiamo conto che in realtà la maggior parte di costoro sono dei semplici conoscenti, l’amico è ben altro: è colui con il quale possiamo sempre e comunque essere noi stessi, senza veli, senza finzioni, che conosce tutti i nostri pregi ma anche i nostri difetti e nonostante ciò non ci chiede di cambiare; una persona alla quale sentiamo di poter confidare i nostri pensieri, i segreti più intimi, senza timore di essere giudicati; è colui al quale possiamo dare tutta la nostra fiducia sicuri che non ci tradirà mai; all’amico puoi chiedere una mano senza che lui pretenda un tornaconto personale; è chi ti resta vicino non per cosa hai, ma per chi sei; che prova gioia a stare con te, anche se non condivide necessariamente tutti i tuoi interessi. Il processo di conoscenza reciproca è certamente un cammino fatto di prove e di errori: esprimere onestamente che cosa si prova, può occasionalmente ferire l’altro. Ciascuno ha infatti le sue aree di maggiore sensibilità, i suoi punti deboli. Solo però se si è onesti nel comunicare e si rimane aperti sulle proprie zone vulnerabili, si impara a conoscersi e a interagire con l’altro nel modo migliore, sapendolo “prendere” nel modo giusto. In questo modo è possibile costruire un rapporto su basi più solide, senza sentirsi obbligati a mascherare parti di noi e dei nostri sentimenti. La cosa più importante in un rapporto di amicizia, secondo me, è il rispetto unito naturalmente alla sincerità, alla comprensione ed alla reciproca complicità. L’amicizia è un legame profondo e confidenziale che unisce due o più persone, infatti questo sentimento ha un pregio fondamentale: si può distribuire tra molti individui, con varie sfumature, senza che nessuno di essi si senta svalutato. E’ chiaro che frequentandosi regolarmente, quasi giornalmente, ci influenziamo reciprocamente soprattutto in relazione ai gusti musicali, di abbigliamento, di letture ecc. mentre per quanto riguarda la formazione della mia personalità devo ammettere che, ascolto volentieri i consigli “costruttivi” datimi dagli amici, ma poi preferisco fare un po’ di testa mia, avere una certa autonomia di pensiero e di azione. Ed è per questo che dico sempre, che i gatti sono animali verso cui ho il massimo rispetto. I gatti e i non conformisti mi sembrano davvero i soli esseri in questo mondo che abbiano una coscienza pratica e attiva. L’amicizia, caro Dylan, richiede cure particolari. E’ troppo preziosa !” per adesso può bastare, salutiamo, assieme gli amici e andiamo a preparare i bagagli mentre si espande l’invitante profumo del caffè.
 
Sabrina Parini
 

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia