Posts Tagged ‘sonno’

Dormire il giusto è salutare ( Famiglie d’Italia Salute News )

febbraio 7, 2015

dormire

Le ore necessarie ad ogni fisico per un  corretto vivere spesso non vengono considerate nel modo adeguato: nel post che riportiamo sotto, da noi pescato nel web, pubblicato da VNews24 – La notizia è giovane, e a voi riproposto, offre una tabella consigliata che troviamo interessante leggere e confrontare con le nostre normali abitudini per trarne le giuste considerazioni.

Dormire, ecco le ore consigliate ad ogni età

Dormire è sicuramente un’attività fondamentale e farlo per il giusto numero di ore è fondamentale per poter godere di buona salute. Ma quanto deve durate il sonno con precisione? Lo spiega una tabella pubblicata da National Sleep Foundation, un ente no profit che negli Usa si occupa della promozione del sonno nell’ambito di un corretto stile di vita. La durata per ogni fascia d’età è possibile visualizzarla sulla rivista Sleep Healt.

Vi riportiamo di seguito quante ore è necessario dormire per ogni fascia d’età e le distinguiamo in quantità di riposo raccomandato, appropriato e non raccomandato.

  • Neonati 0-3 mesi – Per loro è raccomandato dormire dalle 14 alle 17 ore, appropriato dalle 11 alle 13 ore e fino a 18-19 ore. Non è assolutamente raccomandabile che dormano meno di 11 o più di 19 ore.
  • Dai 4 agli 11 mesi – Raccomandate dalle 12 alle 15 ore di sonno, mentre sarebbe appropriato dormire almeno 10-11 ore o 16-18. Non è raccomandato il sonno per meno di 10 o più di 18 ore.
  • Bambini 1-2 anni – Raccomandato un sonno che dura dalle 11 alle 14 ore, appropriato 9-10 e fino a 15-16 ore. Non è raccomandabile farli dormire meno di 9 o più di 16 ore.
  • Bambini 3-5 anni – Raccomandate 10-13 ore, appropriate 8-9 ore fino a 14. Non raccomandate meno di 8 o più di 14 ore.
  • Bambini 6-13 anni – E’ raccomandato un sonno di 9-11 ore, appropriato per 7-8 ore fino a 12. Assolutamente non raccomandato per meno di 7 e più di 12 ore.
  • Ragazzi 14-17 anni – Per loro è raccomandato dormire 8-10 ore, mentre sono appropriate 7 ore fino a 11. Non raccomandato per meno di 7 e più di 11 ore.
  • 18-25 anni – Sono raccomandate 7-9 ore, appropriate 6 fino a 10-11. Non raccomandate meno di 6 e più di 11 ore.
  • 26-64 anni – Il sonno raccomandato deve durare 7-9 ore, appropriato dalle 6 fino alle 10. Non raccomandato dormire meno di 6 o più di 10 ire.
  • 65 anni e oltre – Raccomandato un sonno di 7-8 ore, ma è anche appropriato per 5-6 fino a 9. Non raccomandato riposare per meno di 5 e più di 9 ore.

    Dormire_1

    Dormire

    fonte:  VNews24 – La notizia è giovane

    introduzione a cura di

    Umberto Napolitano

    Famiglie  d’Italia

L’importanza del dormire bene ( Famiglie d’Italia Salute News )

luglio 16, 2013

Insonnia_2253.jpgIl sonno regolare aiuta le performance del cervello.

Le notti in bianco influenzano negativamente l’attività celebrale (fonte: www.italiasalute.it )

Il sonno è un’attività fondamentale per il nostro cervello e per quello dei bambini in particolare. Rispettare degli orari regolari li aiuta infatti a migliorare le proprie performance cognitive, stando alle conclusioni di una ricerca pubblicata sul Journal of Epidemiology and Community Health.
Yvonne Kelly, coordinatrice della ricerca che lavora presso lo University College di Londra, spiega: “nei bambini gli stimoli ambientali durante la veglia portano a cambiamenti plastici nel cervello, e le attività metaboliche associate rendono necessario il sonno, che serve a smaltire l’attività cerebrale del giorno precedente e a prepararsi per apprendere nuove cose il giorno successivo”.
“L’importanza dei ritmi circadiani viene sconvolta se gli orari del riposo sono incostanti. La quantità di sonno necessaria varia da individuo a individuo e, nei bambini di 7 anni si stima che 10-11 ore su 24  siano sufficienti”.

In Gran Bretagna il Millennium Cohort Study ha analizzato le abitudini di 11.178 bambini fra il settembre del 2000 e il gennaio del 2002, attraverso delle visite a domicilio periodiche, la prima delle quali al compimento dei 9 mesi, e poi a 3, 5 e 7 anni. Ai genitori sono stati somministrati dei questionari sulle loro condizioni socio-economiche, le caratteristiche demografiche e le abitudini riguardanti il riposo e l’ambiente psicosociale circostante.
Al compimento dei 7 anni, i ricercatori hanno effettuato una valutazione cognitiva, dalla quale è emerso che i bambini che andavano a letto in orari irregolari o dopo le 9 di sera venivano nella maggior parte dei casi da ambienti sociali svantaggiati e mostravano punteggi più bassi per quanto riguarda i vari aspetti cognitivi: “ciò suggerisce che tre anni è un’età cruciale per lo sviluppo cerebrale e che, almeno da qui in poi, il ritmo sonno veglia va rispettato il più possibile per evitare ripercussioni sulla salute per tutta la vita”, conclude Kelly.
Passare notti tormentate a causa della mancanza di sonno ha effetti negativi sulla materia grigia del cervello anche degli adulti, peggiorandone sensibilmente le prestazioni per ciò che riguarda la memoria, la capacità di concentrazione, le abilità linguistiche e la lucidità complessiva.
È questo in sintesi il risultato di una ricerca pubblicata sulla rivista Biological Psychiatry secondo cui l’insonnia rientra a buon diritto tra i fattori di rischio per il nostro cervello, alla stregua di una depressione, di situazioni di stress cronico o post-traumatico.
Lo studio è a firma di un gruppo di ricercatori dell’Istituto olandese di neuroscienze che ha misurato le dimensioni del cervello nelle persone affette da insonnia cronica. L’innovativa tecnica utilizzata dalla dott.ssa Ellemarije Altena e dal dott. Ysbrand van der Werf per giungere ai risultati ottenuti prende il nome di “voxel-based morphometry”, che ha consentito loro di scoprire negli insonni una percentuale di materia grigia inferiore nelle zone del cervello legate al piacere e alla condizione di rilassamento e di riposo.
La minor densità di materia grigia nelle aree interessate al piacere complica le cose in quanto rende più problematico per il soggetto il riconoscimento di una situazione di benessere che potrebbe essere legata a uno stadio immediatamente precedente al sonno, creando così un circolo vizioso al quale è difficile sottrarsi.
L’editore della rivista Biological Psychiatry, John Krystal, ha così commentato: “l’insonnia è una caratteristica comune a quasi tutte le condizione psichiatriche. Un sintomo comune di disturbi psichiatrici o alti livelli di stress nella vita quotidiana, in generale”.
<!– –>Leggi altre informazioni
15/07/2013 Andrea Piccoli

Dormire bene tiene lontano l’Alzheimer

febbraio 20, 2012

Famiglie d’Italia è sempre vigile e pronta ad offrirvi informazioni utili alla salute. Oggi vi propone uno studio della Washington University School of Medicine St. Louis sulle conseguenze negative di un dormire disordinato sullo sviluppo della malattia dell’Alzheimer, studio proposto da un post a firma Francesca Mancuso e pubblicato da NextMe

Alzheimer: dormire bene aiuta a prevenirlo

Il sonno fa bene alla salute e ci tiene lontani anche dall’Alzheimer. Ne sono certi gli scienziati della Washington University School of Medicine St. Louis, secondo i quali, dormire poco e male aumenta il rischio di sviluppare la malattia neurodegenerativa.

Essi hanno infatti scoperto che le persone con un sonno disturbato avevano un maggiore accumulo di placche amiloidi, ossia ammassi di proteine che sono un indicatore chiave del morbo di Alzheimer. Il team ha monitorato per 14 notti il sonno di 100 volontari sani di età compresa tra i 45 e 80. Metà di essi avevano una storia familiare di Alzheimer. Dagli esami è emerso che coloro che si svegliavano più di cinque volte all’ora avevano una maggiore probabilità di accumulo di placche amiloidi nel cervello, rispetto invece a quelli che non si erano svegliati.

Il dottor Yo-El Ju, autore principale dello studio, ha spiegato: “Un sonno turbato sembra essere associato all’accumulo di placche amiloidi, un marker distintivo della malattia di Alzheimer, nel cervello di persone senza problemi di memoria.

Sembra dunque che la perdita di sonno, o comunque un ritmo non regolare, possano influire nello sviluppo della malattia. Ma si tratta ancora di ipotesi da verificare ulteriormente. “Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare perché questo accada e se le modifiche del sonno possono predire il declino cognitivo” ha spiegato Ju. “L’associazione tra il sonno interrotto e placche amiloidi è interessante, ma le informazioni tratte da questo studio non sono ancora in grado di determinare un rapporto di causa-effetto”.

Gli autori dello studio, che presenteranno la ricerca presso l’incontro dell’American Academy of Neurology a New Orleans nel mese di aprile, hanno aggiunto che le loro scoperte potrebbero però fornire le basi per indagare se modificare il ritmo del sonno di una persona potrebbe rallentare o prevenire l’Alzheimer.

by Francesca Mancuso ( fonte NextMe )

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia