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A quanto pare è vero: una mela al giorno leva il medico di torno ( Famiglie d’Italia Salute News )

dicembre 19, 2013

 

mela

Una mela al giorno può salvare 8.500 vite all’anno, parola di scienziato.

Stima dell’Università di Oxford su modello della popolazione inglese

16:36 – “Una mela al giorno leva il medico di torno”, lo dice l’antico adagio e lo confermano gli scienziati nel 2013. Una volta di più la saggezza popolare dimostra di avere un fondamento, almeno in base a una ricerca condotta presso l’Università di Oxford e pubblicata sul British Medical Journal. Per gli esperti, se tutti i 50enni e over-50enni consumassero un pomo al dì, potrebbero essere risparmiate 8.500 vite ogni anno.

Stima su popolazione britannica – Il consumo quotidiano del frutto, per gli esperti, evita decessi per malattie cardiovascolari (principalmente infarto e ictus). Il numero di morti che si potrebbero evitare se tutti gli adulti di più di 50 anni fossero fedeli al proverbio giorno dopo giorno è pari al numero di morti per infarto e ictus che si possono prevenire abbassando il colesterolo con una statina al giorno. 

La stima è stata fatta dai ricercatori usando dei modelli matematici e considerando una vasta mole di dati derivanti da precedenti studi. Gli esperti hanno ipotizzato che sette cinquantenni su dieci in Gran Bretagna fossero fedeli al proverbio e hanno calcolato che con una simile proporzione di consumatori di una mela al dì si potrebbero evitare 8500 decessi l’anno per malattie cardiovascolari. Se tutti questi soggetti assumessero una statina al giorno si eviterebbero 9400 decessi. Ma la mela, a differenza delle statine, non ha effetti collaterali.

fonte: Tgcom24

Famiglie d’Italia

 

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Non sempre la pasta ingrassa ( Famiglie d’ Italia News )

giugno 13, 2013
pastaCarboidrati pasta, sì ma se cotta al dente ( fonte: Tgcom24 )
Meglio del pane per avere ebergia e restare snelli
Quando viene il momento di rimettersi in linea, la prima cosa che si fa di solito è eliminare i carboidrati dalla tavola. Ma gli esperti ammoniscono:
evitarli completamente è sbagliato: l’importante è semmai scegliere quelli giusti per garantire al nostro fisico la “benzina” necessaria alle attività quotidiane. Sono alleati del nostro benessere quelli che vengono assimilati lentamente: la pasta, ad esempio, è perfetta per lo scopo, purché sua di grano duro e sia cotta al dente, decisamente da preferire al pane bianco.  
L’indicazione arriva dai massimi esperti mondali di alimentazione, i quali hanno stilato il primo “Documento di Consenso” internazionale sull’Indice Glicemico (IG) dei carboidrati. L’indice misura la rapidità con cui sale il valore della glicemia nel sangue dopo aver mangiato un alimento contenente 50 grammi di carboidrati e confrontando questo valore con quello che si registra dopo l’assunzione di glucosio, al quale è attribuito convenzionalmente il valore di 100. Vengono considerati carboidrati ad alto Indice Glicemico (IG), quelli dal 70 in su, quelli a medio IG stanno fra 56 e 69 e quelli a basso IG sono inferiori a 56.
Spiega Andrea Poli, direttore scientifico di Nutrition Foundation of Italy: “Per una dieta sana non basta tener conto dei grassi, ma anche dei carboidrati, della loro quantità ma soprattutto della qualità. Da questo punto di vista, il carboidrato che ne esce meglio è la nostra pasta che, se è di grano duro e cotta ‘al dente’ ha un IG di 45, preferibile al pane bianco (70). Ma se la pasta è troppo cotta l’IG sale. Così come sale l’IG dei riso e di tutti i carboidrati contenenti amido se la cottura viene prolungata”.
Le patate si comportano in modo curioso. Se vengono cotte al microonde valgono 117, al vapore 93, bollite 77, se le mangiamo subito dopo la cottura. L’IG scende però sensibilmente se le mangiamo fredde di frigorifero, magari condite con un filo di olio extravergine e prezzemolo.
Il riso, invece, ha un indice altissimo, pari a 104: Va molto meglio il riso basmati (53) o il parboiled (69), sempre che siano cotti al dente.
Aggiunge Livia Augustin del St. Michael’s Hospital di Toronto che l’IG può essere ridotto anche da alti contenuti di fibre: per questo è bene che nella dieta siano presenti cereali non raffinati e legumi come fagioli (21-32), ceci (22-34) e lenticchie (42).

Persino i dolci, se consumati con moderazione, hanno un indice non altissimo, perché in genere sono confezionati con fruttosio (18-22), mentre il saccarosio è a 65, sempre meno del glucosio.

Famiglie  d’Italia

No choosy e banda larga: il governo ci sfotte e ci controlla ( Famiglie d’Italia News Interessanti )

ottobre 25, 2012

Scende in campo l’Italia “no choosy”: decine di offerte per chi non è d’accordo con la Fornero

La provocazione del ministro fa ancora discutere. Decine di mail giunte nella nostra redazione testimoniano un Paese che non è “schizzinoso”. Tgcom24 vuole dare voce a chi sta cercando un’occupazione cercando di offrire un aiuto che viene dalla rete.

 “welfare,”. Il Ministro Elsa Fornero parla ai giovani italiani, a quella che il presidente del Consiglio Mario Monti ha definito la “generazione perduta”.

I ragazzi si arrabbiano e rispondono sul web, attaccano il ministro. Non ci stanno, non vogliono più sentirsi additare come “bamboccioni” , celebre epiteto di Tommaso Padoa Schioppa, o “sfigati”, come ha fatto più recentemente l’ex viceministro al Welfare Michel Martone.

Se i choosy esistono, inutile negarlo, ci sono anche tanti ragazzi che farebbero qualsiasi lavoro pur di portare a casa la pagnotta. Tgcom24 vuole mettere in contatto i volenterosi con le aziende che offrono lavoro. Sul nostro blog di tgcom24 Missionelavoro le offerte non mancano. Oggi, ad esempio, le proposte arrivano dalla Campania, dove si cercano 100 addetti call center in provincia di Salerno e dall’Emilia Romagna dove c’è posto per 20 persone che lavoreranno in un inventario dell’Humangest Spa a Bologna.

Ci siamo messi in contatto con alcune agenzie interinali per capire quali sono i lavori “non choosy” che il mercato offre. Ma tu cosa saresti disposto a fare per dimostrare che non sei schizzinoso? I nostri lettori hanno già incominciato a scriverci qui. Se anche tu vuoi dimostrare che possono dirti di tutto ma non che tu sia schizzinoso mandaci una mail cliccando qui

Vado a fare l’operaio
Mettendo come parola chiave “operaio” nei primi tre siti di lavoro interinale proposti dai motori di ricerca spuntano, in Italia, 153 offerte di lavoro.

In particolare Adecco offre 70 posti, Obiettivo lavoro 23 posti mentre 51 posti arrivano da Manpower

E nel settore commerciale…

Su Adecco sono ben 256 le posizioni ricercate in diversi ruoli,  100 posti su Obiettivo lavoro e addirittura 560 su Manpower.

Fonte: Tgcom24

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Telefono e Internet, tutti i dati finiranno in mano al Governo

Nel mondo orwelliano di 1984  i prolet erano consci di essere controllati attraverso il televisore sempre acceso (solo gli alti papaveri del partito avevano il diritto di spegnerlo). Nell’incubo beferian-tremontiano da cui nel 2012 non ci si sveglia, i sudditi saranno controllati senza nemmeno saperlo.

Dal 23 prossimo ottobre tutti i dati sul traffico telefonico e internet di tutti i residenti in Italia dovranno essere trasmessi all’Agenzia delle Entrate il cui direttore, il sub-comandante Attilio Befera ha firmato il 6 settembre scorso il provvedimento che rende obbligatorio per tutti gli operatori telefonici, mobili e fissi, di tutti gli internet service provider inclusi quelli in wi fi, l’obbligo legale di comunicare tutte le informazioni su ogni abbonato (che tra l’altro deve fornire il codice fiscale già quando compra una SIM). Per il Grande Fratello non esistono zone franche per la privacy, concetto peraltro borghese, deviazionista o peggio.

Si e’ sempre iniziato in questo modo a introdurre il totalitarismo in forma prima morbida poi sempre più soffocante man mano che gli anticorpi della società venivano indeboliti. Sempre con una scusa plausibile, il nemico esterno, i terroristi, gli speculatori. Si martella i cervelli fino al candeggio totale che si adotta una politica criminale contro la collettivita’ e contro i singoli per il loro bene, in nome dei loro interessi collettivi. Nell’era dei burocrati al governo dipinti come tecnici, la scusa per instaurate il controllo sociale sugli individui è l’evasione fiscale su cui viene montato un lavaggio del cervello mediatico senza tregua. E i cervelli candeggiati dagli spot sull’evasore con la barba lunga e lo sguardo truce subito applaudono contente come le scimmiette ammaestrate.

Una volta che i dati su cosa fai, cosa leggi, cosa compri, quanti soldi spendi, dove vai, con chi parli, saranno a disposizione del governo, della polizia, del pubblico ministero e delle autorità in generale (e ovviamente di chi li comprerà al mercato nero) senza che il cittadino (pardon, il suddito) nemmeno se ne renda conto (almeno in 1984 la gente sapeva di essere sotto osservazione costante attraverso il televisore) il passo per stabilire chi è buono e chi è cattivo e va rieducato è molto breve. Per i Befera di tutto il mondo e in tutti i periodi storici quando si ha un martello in mano tutto il resto ha l’aspetto di un chiodo. E voi che vi illudete di avere ancora una testa (persino pensante) vi accorgerete, tra non molto, che agli occhi di Equitalia si tratta di una ben misera capocchia.

by Fabio Scacciavillani fonte originaslehttp://noisefromamerika.org/articolo/teste-capocchie )

 

( Famiglie d’Italia News Interessanti )

Rubrica a cura di Sabrina Parini

Famiglie                        d’Italia