Posts Tagged ‘Timon Singh’

Microbolle al servizio delle alghe destinate ai biocarburanti ( Econota 107 )

maggio 31, 2013

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Le microbolle consentono una produzione più efficiente di alghe destinate ai biocarburanti by Timon Singh

I biocarburanti derivati dalle alghe sono uno dei combustibili alternativi più promettenti sul mercato. Lo svantaggio principale finora è stato l’altoi costo di produzione e l’utilizzo di molta energia. Utilizzando un nuovo ” metodo di raccolta” con microbolle, una squadra della University of Sheffield crede di aver trovato un modo per fare delle alghe una fonte di combustibile commercialmente più valida.

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Il problema principale nella produzione di biocarburanti è rappresentato dalla rimozione delle alghe dall’acqua e in modo che possano essere elaborate in modo efficace. Questo richiede di solito un grande investimento di tempo ed energia. Il team ritiene che producendo microbolle in una soluzione contenente alghe queste possano essere fatte galleggiare sulla superficie dell’acqua rendendole facilmente estraibili.

Secondo il  professore Will Zimmerman  il metodo a microbolle utilizza 1000 volte meno energia rispetto ai metodi precedenti e può essere utilizzato a costi inferiori. Il professor Zimmerman ha detto: “Pensavamo di aver risolto un grave ostacolo per le imprese di trasformazione dei biocarburanti da alghe  quando abbiamo usato microbolle far crescere le alghe più densamente”, “Si è scoperto tuttavia che i biocarburanti  da alghe ancora non potevano essere prodotti economicamente sia a causa della difficoltà nella raccolta che nell’alimentazione delle alghe. Abbiamo dovuto sviluppare una soluzione a questo problema e ancora una volta, le microbolle hanno fornito una soluzione. “

Un certo numero di compagnie aeree, tra cui Lufthansa, British Airways, United, e Virgin, stanno già investendo in biocarburanti da alghe  e il mercato è destinato a crescere in modo esponenziale. Infatti, all’inizio di questa settimana Etihad, compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, ha fatto volare sul Golfo il primo volo di linea alimentato a biocarburante. Anche la US Navy sta sperimentando biocarburanti derivati da alghe.

Ulteriori informazioni sulle ricerche del team si trovano nella rivista Biotecnologie e Bioingegneria

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Lo Stato di Washington afferma ufficialmente che i ciclisti emettono più CO2 degli automobilisti e quindi devono essere tassati; potrebbe succedere anche da noi in Italia?by Tafline Laylin e Paolo Broglio

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Photo via Shutterstock

Nel tentativo di raccogliere fondi per un progetto di legge del valore di 10 miliardi dollari per migliorare il trasporto nello stato di Washington, i legislatori vogliono imporre una tassa di $ 25 su tutte le biciclette che costano più di $ 500. Quando i proprietari di attività commerciali locali e i frequentatori del  blog di Bike Seattle Washington hanno contattato  Ed Orcutt , un membro del Comitato Trasporti di Stato, per mettere in discussione la tassa, Orcutt ha affermato che i ciclisti non stanno contribuendo alla circolazione stradale e per la loro elevata respirazione producono emissioni di carbonio maggiori di automobilisti.

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Photo via Shutterstock

“Mi dispiace ma io credo che i ciclisti devono cominciare a pagare per le strade che percorrono  piuttosto che gli automobilisti “, ha detto Dale Orcutt Carlson, proprietario di Bici a Tacoma, in una e-mail. Il che non sembra una cosa così irragionevole.

“A ciclisti [sic] hanno un aumento della frequenza cardiaca e della respirazione”, ha detto Orcutt. “Ciò significa che i ciclisti sono in realtà inquinanti  “

Proprietari di piccole imprese che vendono biciclette sono preoccupati ; ulteriori costi legati alla nuova legge fiscale farà male il loro business. Altri sottolineano che i ciclisti dello stato di Washington State potrebbero contribuire in altri modi.

“I ciclisti già pagano tasse sostanziali per il nostro sistema di trasporto, comprese le imposte sulle vendite, imposte sulla proprietà e tasse federali che insieme coprono i due terzi di tutte le spese di trasporto a Washington”, ha detto Evan Manvel, uno scrittore per Seattle Club Cascade biciclette .

Nel frattempo ecco una domanda: perché si stanno tassando i ciclisti quando le emissioni di carbonio delle auto sono il vero nemico? Cosa succederebbe in Italia ad una simile proposta ?

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Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Desertec Sahara Solar Power: i problemi di un grande progetto ( Econota 102 )

gennaio 21, 2013

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Il progetto Desertec Sahara Solar Power affronta  problemi finanziari e sociali (di Timon Singh ) Foto di energia solare a concentrazione da Shutterstock

L’iniziativa di Desertec ( di cui abbiamo parlato nelle nostre prime Econote ) è un grande progetto solare che mira a utilizzare l’ energia solare nel deserto del Marocco per l’alimentazione elettrica in Europa, il Medio Oriente e Nord Africa. Il progetto su larga scala è stato annunciato nel 2007 e noi abbiamo seguito suoi progressi da allora. Purtroppo, Desertec si trova ad affrontare problemi abbastanza seri. BBC News ha recentemente riferito che due grandi finanziatori industriali (Siemens e Bosch) si sono ritirati e il governo spagnolo ha ritardato firma un accordo per la costruzione di centrali solari in Marocco.

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Se completato, Desertec potrebbe fornire fino al 15% del fabbisogno totale di energia dell’Europa. Obiettivo del progetto era quello di fornire circa 125 gigawatt di energia elettrica per il continente entro il 2050 esportati in vari paesi attraverso cavi di corrente continua ad alta tensione sotto il Mar Mediterraneo.

Purtroppo tale termine non sembra sarà soddisfatto in virtù del ritiro di  ‘Siemens e Bosch. Parlando alla BBC News, Dr Daniel Onofrio Mbi Egbe, professore presso l’Università di Linz, in Austria, ha detto che la loro assenza potrebbe significare il fallimento del progetto. “Siemens e Bosch sono grandi imprese e se non vogliono sostenere questa iniziativa potrebbe essere difficile per Desertec sopravvivere”

Ma che cosa ha causato questa improvvisa mancanza di fede nel progetto? Secondo alcuni, è la recente instabilità politica in Nord Africa ma probabilmente ci sono altri fattori. “I padri della Desertec hanno detto che loro scopo era quello di sfruttare energia dell’africa del Nord per il mercato europeo ma che cosa rimane all’Africa stessa? In molti paesi africani ci sono tagli di elettricità costanti  e quindi se si vuole aiutare l’Africa non  bisogna pensare solo ad esportare in Europa ma di fornire anche l’Africa “

Non è noto come la recente notizia impatterà sulla costruzione di 500 megawatt ($2,8 miliardi ), con un impianto solare a concentrazione (CSP) in Marocco.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

HidrolICE: il motore a combustibile solare che potrebbe ridurre i costi del 75% (da Beth Buczynski)

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Mentre l’idea di una vettura alimentata solare è attraente la realizzazione che l’accompagna di solito è piuttosto deludente: o si tratta di piccole realizzazioni scarsamente significative o installazioni poco estetiche con pannelli solari che spuntano dappertutto. Ma la Energy LLC non è interessata ad andare su questa strada ma stanno mettendo il sole al lavoro attraverso una tecnologia fin troppo familiare : il motore a combustione. Se avrà successo  potrebbe essere la strada per un nuovo brillante futuro in cui il costo dell’energia solare scenderà del 75 per cento.

Trovi difficile immaginare il sistema che permetterebbe al sole di alimentare un motore a combustione convenzionale? Non ti preoccupare, ci vuole un po’ di fantasia. Gli inventori Matt Bellue e Ben Cooper (le menti creative dietro il progetto HydroICE ) dicono che invece di usare benzina per accendere una scintilla e quindi spostare un pistone per creare la potenza, il loro motore potrebbe utilizzare la potenza del sole.

Invece di iniettare gasolio nel motore si inietterebbe olio caldo (scaldato utilizzando collettori solari parabolici a specchio) nel cilindro. Invece di una scintilla si aggiungono alcune microgocce d’acqua. Quando l’acqua contatta l’olio caldo l’energia termica dell’olio viene trasferita all’acqua trasformandosi istantaneamente a vapore. Mentre vi starete chiedendo come questo concetto possa essere integrato in un veicolo, potrebbe avere una più immediata applicazione come fonte di energia elettrica sostituendo i generatori alimentati a gas off-grid.

Sembra fantascienza ma questo motore unico è già in strada per diventare una realtà. Bellue e Cooper hanno convertito un motore a 2 tempi gas da 31cc trasformandolo in un motore HydroICE. Hanno anche collaborato con Missouri State University e la Missouri University of Science e Tecnology per sviluppare tutto l’hardware necessario(ad esempio i collettori solari) e per testare l’efficienza del motore.

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Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Il Marocco si adegua all’energia solare ( Econota 96 )

novembre 10, 2012

Marocco intende produrre il 14% della sua energia dal solare entro il 2020 by Timon Singh

Produrre Energia solare per sfruttare l’abbondante quantità di luce solare che ricevono è un’idea che abbraccia molti paesi nel Medio Oriente e Nord Africa . Agenzia marocchina per energia solare (MASEN) ha recentemente annunciato che sono “molto fiduciosi” di garantire gli investimenti necessari per costruire grandi centrali solari nel deserto delle regioni meridionali del paese. Il paese è sulla buona strada per diventare un produttore mondiale di energia solare  e  prevede di raccogliere il 14% della sua energia dal sole entro il 2020.

Parlando ai giornalisti, in una conferenza a Marrakech, il Vice Ministro dell’energia Mohammed Zniber disse: “il nostro obiettivo è che nel 2020 il 42% della nostra alimentazione verrà da energie rinnovabili tra cui il 14% dal solare. Al momento abbiamo solo un impianto solare, nell’est del Marocco, al Ain Beni Mathar, con una capacità installata di 20 MW”. Tuttavia se il paese riceverà l’investimento che sta perseguendo Zniber predice che Marocco sarà in grado di costruire cinque nuovi impianti solari per i prossimi otto anni, con una capacità di produzione combinata di 2.000 MW e un costo stimato di $9.000.000. “Siamo sicuri che molti investitori saranno interessati a finanziare questi progetti. Siamo molto fiduciosi,ha aggiunto. Come molti paesi del mondo in rapido sviluppo, anche il Marocco sta vivendo un innalzamento della domanda di energia nel 2012 a causa di una crescita della popolazione. Infatti il consumo di energia del paese dovrebbe salire del 10%  nel 2012. Ha anche poca scelta, dal momento che il Marocco non ha riserve di petrolio.  Il Progetto pilota è un ibrido solare e impianto di gas, ma i nuovi impianti saranno esclusivamente solari. Il primo sarà costruito vicino la frontiera desertica città di Ouarzazate e avrà una capacità di produzione di 500 megawatt ( si prevede di completarlo nel 2015 ). “Questo è il progetto più grande del suo genere al mondo, ha detto Obaid Amrane, marocchino dell’Agenzia per l’energia solare (MASEN).

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Dacci oggi il riciclo quotidiano

Il miglior risparmio, si sa, è il riuso. Innanzitutto di beni di grande valore come acqua, calore, energia e luce, ma anche dei rifiuti, il cui trattamento consente, tra l’altro, di risolvere un grave problema, quello dello spazio. Per chi abita in città, l’obbligo della raccolta differenziata impone infatti di avere più contenitori che molto spesso creano problemi di igiene e cattivi odori e che devono essere sistemati o sotto il lavello o sul balcone, sacrificando spazio prezioso e provocando notevoli disagi. La tecnologia può dare un aiuto straordinario, innanzitutto installando sotto il lavello il tritarifiuti elettrico (inventato da InSinkErator), che polverizza i rifiuti organici convogliandoli al tubo di scarico e per il quale occorre solo verificare se il proprio Comune è dotato di depuratore. Oppure ricorrendo al compattatore (Ecobin di Texambiente, 1.400 euro, tutto italiano) che riduce notevolmente e separatamente i rifiuti organici, la plastica, le lattine e simili molto rapidamente. Oppure si può installare Ecodyger (tecnologia e brevetto italiani) che separa i rifiuti organici liquidi da quelli solidi, inviando i primi nello scarico, e i secondi, riducendoli di oltre il 50% e trasformandoli in ottimo compost.

Ancora più interessante è il riuso dell’acqua piovana. È possibile, con un sistema di semplice installazione, ridurre almeno del 50% l’uso di acqua potabile innaffiando e lavando pavimenti e auto. La prima società in Italia specialista in questo campo, Raccoltaacquapiovana (www.raccoltaacquapiovana.it), progetta e realizza impianti, anche di piccole dimensioni, che consentono di ridurre la bolletta idrica famigliare per arrivare in alcune situazioni al 100 per cento. «Nei casi più semplici basta acquistare uno dei nostri serbatoi, collegarlo al tubo dell’acqua piovana – dichiara Alessio Sogliani, termotecnico dell’azienda – e installare il filtro per poi innaffiare le piante, lavare aree pavimentate, l’auto e qualsiasi parte della casa. Condizione essenziale è collegare il serbatoio a un pluviale da cui esce l’acqua piovana da trattare. Ed è possibile farlo anche in città, sul terrazzo, previa autorizzazione del condominio. In alcuni casi è possibile ottenere le agevolazioni del 50%, previste dal Governo, se c’è una sostituzione di gran parte dell’uso dell’acqua potabile, in quanto si tratta di una ristrutturazione e rivalutazione dell’impianto idrico». Il serbatoio, che può raggiungere una capacità di migliaia di litri (il più piccolo, da 300 litri, per terrazzo, costa 400 euro), può venire interrato, servendo più palazzine o più appartamenti. L’utilizzo può essere esteso a tutti gli usi sanitari, anche alla lavatrice e, con adeguato pre-trattamento brevettato da Raccoltaacquapiovana, anche alla lavastoviglie.

Più costoso, ma in evoluzione tecnologica, il sistema di Lef Group che progetta e realizza impianti di trattamento e riutilizzo delle acque grigie, provenienti da lavandini, docce e vasche, trattate con sistemi a filtrazione a membrana. Euro-Control è in grado di rendere riutilizzabili le acque grigie anche con la debatterizzazione tramite raggi Uv. Questi sistemi, è bene sottolinearlo, non danno mai acqua potabile bensì acqua adatta all’80% degli usi domestici, abbattendo di conseguenza la bolletta idrica. Facile da adottare è l’«imbuto di luce», un lucernario che, con tubi speciali guida la luce del sole, riflettendola e aumentandola con materiali hi-tech, verso ambienti ciechi, riuscendo persino a “inviare” la visione del cielo. Consente notevoli risparmi l’impianto di recupero del calore da riscaldamento: quello che Minusenergie importa dalla Svizzera, Seven Air, recupera il 90% del calore che altrimenti si disperderebbe all’esterno, con un costo rapidamente ammortizzabile. Altamente efficiente, grazie a tecnologie e controlli sofisticati, il termo-caminetto che brucia di tutto e non solo legna: può scaldare un’intera casa “divorando” qualsiasi rifiuto, organico e non, disponibile.

APPLICAZIONI TRA IL DIGITALE E IL REALE

01 | TRITARIFIUTI
Sotto il lavello per gli alimentari, oppure il compattatore di tutti i tipi di rifiuti (300-1600 euro)
www.insinkerator.com, www.texambiente.it, www.ecodyger.com

02 | COMPOSTIERA
Sul balcone trasforma i rifiuti alimentari in fertilizzante per le piante (50-70 euro)
www.komposter.com, www.tuttogreen.it, www.ikea.it

03 | ACQUA PIOVANA
Sul terrazzo o in giardino serbatoi per acqua piovana per irrigare e lavare tutto (a partire da 400 €)
www.raccoltaacquapiovana.it

04 | LAVATRICE
Utilizza l’acqua piovana, che serve anche il water, e la riscalda con l’energia dei pannelli solari
www.raccoltaacquapiovana.it

05 | ACQUE GRIGIE
Le acque di vasca, doccia e lavabo, trattate e filtrate, possono irrigare e lavare zone interne ed esterne
www.lef-group.it

06 | TRITACARTA
Riduce l’ingombro della carta, mentre il termo-caminetto speciale “divora” qualsiasi rifiuto
www.rexel.it, www.fellowes.com/it

07 | LUCE SOLARE
Sul tetto un “imbuto luminoso” porta la luce solare nei bagni e negli ambienti poco illuminati
www.solartrading.it, www.lightway.it

08 | ACQUE DI COTTURA
L’acqua di cottura di pasta, riso, verdure e carni è un ottimo fertilizzante per le piante in vaso

09 | CALDO RECUPERATO
Costoso, ma l’impianto di totale recupero del calore taglia i costi del riscaldamento
www.minusenergie.com

10 | TENDE E PARETI ESTERNE
Vaporizzate con acqua piovana, abbassano costantemente la temperatura interna
www.perfectcool.it, www.idromig.com

 

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Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

MIT sviluppa una tecnologia magnetica per separare l’olio dall’acqua ( Econota 93 )

ottobre 5, 2012

MIT sviluppa una tecnologia magnetica per separare l’olio dall’acqua

by Timon Singh

In seguito alla fuoriuscita di petrolio del Golfo del Messico  sono stati esplorati diversi metodi innovativi per separare l’olio dall’acqua. Ora un team del MIT ha sviluppato una nuova tecnica per  separare magneticamente l’olio dall’acqua che potrebbe essere utilizzato per pulire le fuoriuscite di olio in futuro. Il metodo sembra essere così efficace che l’olio recuperato può essere riutilizzato anche per compensare i costi di ripulitura.

La squadra del MIT è formata da Shahriar Khushrushahi (un postdoc in MIT dipartimento di ingegneria elettrica e informatica), Markus Zahn (Thomas e Gerd Perkins professore di ingegneria elettrica) e T. Alan Hatton ( professore di ingegneria chimica).

Durante le loro ricerche hanno usato nanoparticelle di metalli ferrosi idrorepellenti mescolati con l’olio e successivamente i magneti per separare le due fasi. La parte sorprendente è che una volta che le nanoparticelle sono magneticamente rimosse dall’olio possono essere riutilizzate. “C’è una buona dose di precedenti ricerche sulla separazione acqua e i cosiddetti ferrofluidi — fluidi con nanoparticelle magnetiche sospese in loro,” ha detto Zahn. “In genere le ricerche si riferiscono ad una miscela di acqua e ferrofluido attraverso un canale di pompaggio mentre i magneti sono fuori dal canale diretto del flusso di ferro fluido utilizzando una parete perforata.” “Questo approccio può funzionare se la concentrazione del ferrofluido è noto in anticipo e rimane costante. Ma in acqua contaminata da una fuoriuscita di petrolio la concentrazione può variare notevolmente. Si supponga che il sistema di separazione sia costituito da un canale con magneti lungo un lato di ramificazione. Se la concentrazione di olio sarà zero,l’acqua fluirà naturalmente in entrambi i rami. Se la concentrazione di olio è elevata l’acqua finirà in un ramo e l’olio in un altro dotato di magneti.”

Anche se può sembrare semplice, il metodo è altamente efficacia a separare l’olio dall’acqua. Il team crede anche che può essere implementato su scala più ampia e distribuita in mare per giorni o settimane, dove l’energia elettrica è scarsa e servizi di manutenzione limitate.

 La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

Lavatrice a Pedale ( GiraDora ). Non consuma elettricità e costa solo 50 dollari

Nei paesi in via di sviluppo manca  energia elettrica o  fondi per acquistare costose macchine da lavare. Lavare alla vecchia maniera richiede tuttavia un’enorme quantità di tempo e fatica. Alex Cabunoc e Ji A hanno creato il GiraDora – una combinazione di lavatrice e asciugatrice rotante alimentata da un pedale. A solo 50 euro questo aggeggio geniale è un modo economico per aiutare a rompere il ciclo della povertà in molte comunità svantaggiate.

Progettato in particolare per quelli a reddito minimo che vivono nelle nazioni più povere, GiraDora spera di alleviare l’onere del bucato ; un lavoretto che può prendere quasi 6 ore al giorno, 3-5 giorni a settimana. La vasca di plastica portatile può essere riempita con acqua e sapone prima di mettere un coperchio sulla parte superiore che agisce come un sedile. Dopo di che è sufficiente azionate il pedale a molla !

Questo design ergonomico allevia il mal di schiena e l’affaticamento cronico del polso quando si lava e si strizzano i vestiti  lasciando le mani libere per altre attività. I capi di abbigliamento possono essere lavati anche in una sola volta invece di dover fregare i singoli articoli utilizzando meno acqua e sforzo globale. Oltre a evitare problemi di salute associati con lo stress fisico e la muffa che cresce su tessuto bagnato il GiraDora può anche aiutare a generare reddito attraverso la fornitura di servizi di lavanderia, noleggio e vendita diretta. Il GiraDora è attualmente testato sul campo in Perù; ci sono piani per introdurlo in Sud America e India. Il progetto è stato riconosciuto meritorio di riconoscimento da parte di Sfida dell’innovazione sociale Dell  e l’ International Design Excellence Awards.

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Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

La plastica dal guscio delle uova ( Econota 91 )

agosto 25, 2012

La plastica prodotta dal guscio delle uova  ( La ricerca apre prospettive utili anche al setore farmaceutico – fonte: Rinnovabili.it )

Il progetto di ricerca a cui sta lavorando un team di scienziati mira a trasformare il guscio dell’uovo in un materiale molto simile alla plastica

Riciclare i gusci d’uovo attualmente smaltiti in discarica e reimpiegarli in nuove applicazioni.

È questa l’idea alla base del progetto che gli scienziati dell’Università di Leicester e alcuni esperti del settore alimentare stanno mettendo a punto, allo scopo di trasformare il guscio dell’uovo in un materiale molto simile alla plastica e poterlo, quindi, reimpiegare non solo negli imballaggi, ma anche come materiale da costruzione. La ricerca è stata finanziata da iNet, un network che opera per l’innovazione di cibi e bevande; grazie alla somma di denaro che è stata elargita all’università, gli scienziati del dipartimento di chimica, specializzati in materiali sostenibili, stanno cercando di estrarre le proteine che si trovano all’interno del guscio dell’uovo, una ”estrazione” che potrebbe risultare utile anche al settore farmaceutico. Gli scienziati coinvolti nel progetto di ricerca sperano di riuscire a individuare il modo per impiegare questo innovativo materiale come riempitivo e rinforzante per varie tipologie di plastica, da quella per i vassoi per il cibo fino a quella impiegata nella costruzione di particolari attrezzature, oppure utilizzarlo nelle confezioni che proteggono i prodotti a base di uova. Il recupero e il riutilizzo dei rifiuti in modo sostenibile, lo ha ricordato il Prof. Andy Abbot dell’Università del Leicester, è alla base dell’intera attività di ricerca.

 La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

La ruota verde. Un giardino idroponico rotante inventato dalla NASA ( by Timon Singh, )

Mentre la funzione rimane la stessa, il giardino rotante ha subito un massiccio cambiamento evolutivo dal punto di vista estetico. Uno studio milanese ha combinato l’ esperienza di interior design, architettura, product e graphic design per creare un oggetto unico. Il Giardino Idroponico Rotante ( GIR ) consente ai proprietari di casa di produrre una varietà di prodotti agricoli nella propria casa.

La grande area della ruota verde e la particolare illuminazione aiuta a coltivare un maggior numero di piante. Tutte le piante sono disposte intorno alla sorgente di luce che si trova al centro della ruota, aiutando a ridurre il consumo. Nel frattempo l’effetto di gravità provocato dalla ruota aiuta a ottimizzare la produzione vegetale. Costituito da un involucro esterno solido che nasconde un motore che ruota le piante, il giardino rotativo comprende anche un serbatoio d’acqua e la pompa per l’ impianto automatico di irrigazione. All’interno della ruota forata ci sono vasi di copertura, ognuno dei quali contiene fibre di cocco che forniscono il supporto ideale per la pianta e le sue radici.

La ruota è anche semplice da usare con un’interfaccia di controllo intuitivo che può essere gestita tramite un smartphone o tablet. I controlli variabili permettono all’utente di impostare la quantità di illuminazione e di luce, temperatura ed essere informati dei livelli d’acqua, consentendo la crescita di qualsiasi tipo di vegetazione.

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Paolo Broglio Famiglie  d’Italia

5 bandiere nere da Lega Ambiente ( Econota 89 )

luglio 12, 2012

Mare: Legambiente assegna 5 bandiere nere 2012 ( By Simone Muscas )

Delle tanto ambite bandiere blu che premiano i mari nostrani abbiamo più volte parlato su Ecoblog, non facendoci mancare proprio nulla: dalla polemica per la mancata assegnazione del fregiato riconoscimento, sino all’ammirazione per quei luoghi incantevoli meritevoli di tale ricompensa. Oggi però parleremo di bandiere nere, ovvero di quei “riconoscimenti simbolici in negativo” che vengono dati a quelle località (i cui Comuni di appartenenza stanno lentamente inquinando e distruggendo) e a quegli imprenditori, politici e rappresentanti vari, che in un modo o nell’altro stanno o hanno già contribuito alla deturpazione dei litorali italiani.

A farsi portatore di questa iniziativa gli attivisti di Legambiente con la nota campagna di sensibilizzazione Goletta Verde attraverso cui, da oltre vent’anni, viene dato tale “riconoscimento”. Quest’anno verranno assegnate 5 bandiere nere, a chi?

Si parte da Francesco Bellavista Caltagirone ovvero l’imprenditore a capo di un impero nel mondo delle costruzioni coinvolto nei progetti dei porti turistici a maggior impatto ambientale in quasi mezza Italia: Imperia, Siracusa, Carrara ed il megaporto della Concordia a Fiumicino. Si premierà poi Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo Economico, per il demerito di aver riattivato, grazie al Decreto Sviluppo, le procedure per la ricerca e l’estrazione di petrolio dai fondali marini che erano bloccate dalla legge approvata nel 2010 dopo l’incidente nel Golfo del Messico. Non poteva mancare il Governatore siciliano degli sprechi Raffaele Lombardo per aver assecondato e non rigettato la proposta di project financing della SIDRA finalizzata alla messa in sicurezza dei tratti di costa in erosione, ma che in realtà prefigura la “svendita” ai privati delle spiagge siciliane.

 Non mancano infine le società di navigazione: oltre alla bandiera nera assegnata alla società Costa Crociere per le sin troppo note vicende dell’affondamento di una delle navi della propria flotta lungo le coste del Giglio, se ne vedrà assegnata una anche la compagnia Grimaldi Lines responsabile, qualche mese fa nei pressi dell’isola di Gorgona (nel Parco nazionale dell’Arcipelago toscano), della perdita di due semirimorchi con un carico di 224 fusti tossici contenenti ciascuno200 kg di cobalto e monossido di molibdeno, per un peso di 45 tonnellate totali.

  Simone Muscas ( Fonte: Ecoblog.it )

 

 La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

Nuova toilette che trasforma i rifiuti organici umani in energia elettrica e riduce l’uso dell’acqua del 90%  ( by Timon Singh )

 

 

Ora gli scienziati dall’Università tecnologica di Nanyang (Singapore) hanno inventato un nuovo sistema di toilette che non solo si trasforma i rifiuti organici umani in elettricità e concimi, ma riduce anche la quantità di acqua necessaria per il lavaggio fino al 90 %!

 www.Lumosity.com

Il sistema è conosciuto come Il WC Energy. La sua tecnologia di aspirazione a vuoto è simile a quelli che si trovano sugli aerei. Il sistema di toilette funziona avendo due alloggiamenti separati i rifiuti liquidi e solidi, così che solo 0,2 litri  di acqua sono necessari per il lavaggio invece dei soliti 4-6 litri. Se questo sistema fosse installatoin modo generalizzato in Italia si è stimato che si risparmierebbero circa 160.000.000 litri all’anno . Il WC Energy devia quindi i rifiuti liquidi ad un impianto di lavorazione dove i componenti utilizzati per i fertilizzanti( azoto, fosforo e potassio) possono essere recuperati. Nel frattempo tutti i rifiuti solidi vengono inviati a un bioreattore dove saranno digeriti e trasformati in biogas. Il gas può essere convertito in elettricità e utilizzato per impianti o in fuel cells.

Le acque “ grigie “  sarà rilasciate nel sistema di drenaggio, dove saranno trattate, mentre qualsiasi alimento rimanente rilevato potrà essere inviato a bioreattori o trasformato in compost e mescolato con il terreno attuando un recupero completo delle risorse.

Il Professore Wang Jing-Yuan ha dichiarato: “l’obiettivo finale non è solo risparmiare acqua ma  avere un completo recupero delle risorse in modo che nessuno elemento sarà sprecato date le risorse scarse di Singapore. Con il nostro sistema innovativo WC, possiamo utilizzare metodi più semplici e meno costosi di raccolta dei prodotti chimici utili e anche produrre combustibile e energia dai rifiuti.” Scopo ultimo del progetto è quello di convertire tutti rifiuti del paese in risorse utili.  Tutto ciò fa parte del Programma di ricerca competitivo National Research Foundation di Singapore, che mira a trasformare le comunità che non sono collegate al sistema di fognatura principale.

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Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

” Cattedrale ” per l’ inceneritore olandese… ( Econota 40 )

novembre 20, 2010

per trasformare i rifiuti in energia .

L’architetto olandese Erick van Egeraat è stato incaricato dal Consiglio olandese di rifiuti e fornitore di energia KARA / Noveren per progettare un nuovo potere a-line-incenerimento dei rifiuti a Roskilde, in Danimarca. Il contratto è stato vinto da van Egeraat in un concorso nel 2008, dove ha proposto un progetto che abbraccia sia il patrimonio storico e industriale della regione.L’impianto dispone di un nuovo inceneritore splendida facciata forato e ci si aspetta di essere finito nel 2013, quando si inizierà a elaborare grandi quantità di rifiuti locale per produrre elettricità e riscaldamento per la regione.

L’impianto utilizzerà le tecniche più recenti e più efficiente per elaborare 260.000 a 350.000 tonnellate di rifiuti all’anno. A sua volta, questo genererà elettricità sufficiente per 60.000 famiglie ogni anno. Parlando del suo progetto, Erick van Egeraat ha detto, “è una cattedrale contemporanea, in prossimità del suolo si forma l’edificio in modo da riflettere i tetti della fabbrica angolare del immediati dintorni..” Abbiamo poi lasciare l’edificio culmina in una guglia di 100 metro di altezza, che è l’articolazione di un processo affascinante e sostenibile nella creazione di energia “. (more…)

Fiumi in crisi, una triste realtà da non sottovalutare ( Econota 37 )

ottobre 30, 2010

L’acqua dolce è una risorsa limitata ed esauribile. Nature dedica la copertina ai fiumi in crisi

By Blogeko

Lo so, è difficili rendersi conto che l’acqua dolce è una risorsa limitata ed esauribile. I fiumi, i laghi, la pioggia: dappertutto vediamo acqua dolce.
Aiuta a guardare al di là dell’ingannevole apparenza la copertina della prestigiosa rivista scientifica Nature, che questa settimana recita a caratteri cubitali “Fiumi in crisi” e mette in vetrina lo studio che, per la prima volta, quantifica l’impatto di 23 fattori di stress sui fiumi di tutto il mondo e ne stima lo stato di salute. Perlopiù cattivo. (more…)

Il villaggio di Nonna Prisbrey da un milione di bottiglie ( Econota 36 )

ottobre 23, 2010

Una nonna in California costruisce un villaggio riciclando un milione di bottiglie ( By Blogeko )

Un’altra casa di bottiglie, esempio di riciclaggio e creatività. Anzi: un intero villaggio costruito con un milione di bottiglie, il Bottle Village realizzato in California da “nonna” Tressa Prisbrey fra il 1956 (quando aveva già 60 anni) e il 1980 circa.

La donna è morta nel 1988, a 92 anni. Ma la sua opera le sopravvive a Simi Valley. La California considera l’edificio un luogo d’importanza storica. Un’associazione cerca di impedirne il deterioramento. Vogliamo dare un’occhiata?

“Nonna” Prisbrey ha cominciato a costruire con le bottiglie per trovare un luogo in cui collocare la sua collezione di 17.000 matite colorate. (more…)