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La Carovana di Famiglie d’Italia

aprile 4, 2009

Sono passati quasi cinque mesi da quando uscì il mio primo articolo pubblicato su questo blog. L’Associazione Famiglie d’Italia è cresciuta, come è cresciuto in me il desiderio dell’ampliamento del coro che mi accompagna in questo percorso.

 

Oggi, ringraziando gli amici che fin dall’inizio sono saliti sul carro di una carovana che partiva sperando di raggiungere la meta agognata, cioè il ritrovare l’identità perduta di una famiglia che intende compattarsi e riproporsi, e,  ringraziando poi ancor di più tutti coloro che si sono aggiunti durante il cammino, ripropongo la pubblicazione di quel primo articolo per  rinnovare con voce ancor più stentorea e decisa il mio appello a chiunque voglia affiancarci, convinto nell’aggregarsi, consigliarci e sostenerci, perchè …

 

se una voce fa un solista, tante voci fanno un coro !

 

 Nella mia carriera di cantante, durata tra la metà degli anni  ’60 e l’inizio degli anni ’90, ho cantato ” l‘impegno “, finché ho potuto farlo in libertà, e poi l’ ” amore ” , quello antico, quello onesto, finché me l’ha permesso il tempo o il fare finta di non vedere responsabilità che, prima o poi, la vita mi avrebbe messo davanti agli occhi e consigliato di assumermi per intero. ho cantato, ho cantato… tutto quello che ogni giorno mi suggeriva il cuore.

E proprio un giorno, guardando mia moglie ed i figli che lei cresceva anche per me, essendo da molto tempo la mia figura di padre-marito più lontana che presente, confusa e persa fra tournée e sale d’incisione, scoprii improvvisamente di avere una famiglia: la realtà più bella e gratificante, più semplice e più importante di tutto ciò che fino allora mi aveva ammaliato e circondato… sì, la mia famiglia!

E per lei smisi di cantare, avremmo potuto vivere decentemente anche se mi fossi dedicato ad attività meno remunerative, purché non mi portassero lontano e rafforzassero la nostra unità di intenti e di amore. Così ho visto i figli diventare adulti; li ho spiati con discrezione protettiva, soffrendo per le loro ansie, ma riempiendomi di gioia per le loro affermazioni.

Io e mia moglie li abbiamo accompagnati nella costruzione del progetto del loro futuro,senza mai sopraffarli, lasciando loro quella libertà di scelta che ha permesso loro di crescere gradatamente.

Tutto ciò mi ha consentito di conoscere un mondo più reale: tanta gente ” comune “, ma incredibilmente ” grande “, almeno nella sua percentuale maggiore. Tanta gente che ” lavora ” e con fatica raggiunge le proprie ” mete “. Tanta gente che non “ recita “, ma che è ” protagonista ” ogni giorno di una ” fiction ” non scritta, ma costruita personalmente, attimo dopo attimo, sacrificio dopo sacrificio.

 

Non permettiamo ad altri di scrivere la nostra storia secondo un copione che non ci convince! Almeno, non permettiamo di scriverla senza la nostra consulenza e approvazione.

Siamo noi gli attori principali, non dimentichiamolo mai!

I nostri figli si fidano di noi, non ci è permesso deluderli: il loro futuro dipende dalle azioni che avremo intrapreso per garantirne lo sviluppo.

Abbattiamo in noi la cortina che ci mostra i ” politici ” come dei prediletti, degli esseri privilegiati! Sono uomini come noi nei pregi e nei difetti: aiutiamoli a tirare fuori il meglio, mostrando il ” da farsi ” con l’ausilio della nostra voce.

Se ho smesso di cantare per la mia famiglia, cioè per il desiderio di stare vicino e crescere insieme, ora, a distanza di vent’anni, ho deciso di riprendere proprio per cantare e raccontare la ” famiglia “, le sue esigenze, le sue prospettive:

 

… ho bisogno di un coro che mi accompagni, soli… si muore!

Umberto Napolitano