Posts Tagged ‘violenza sulle donne’

Donne manager,donne fragili, donne innamorate: la violenza maschile non fa distinzione

marzo 22, 2014

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Donne negate uccise violate, un argomento che apre quasi quotidianamente i telegiornali. In quasi tutte le società tradizionali le donne rispetto agli uomini hanno sempre vissuto situazioni di subordinazione e discriminazione. Quello che accomuna tutte loro è la violenza subita e la situazione di insicurezza in cui sono costrette a vivere. Donne accomunate da un unico sentimento: l’amore. Non necessariamente l’amore verso il proprio partner, ma anche verso la famiglia e la lotta per i propri ideali. La definizione di violenza contro le donne trova nelle differenti culture e nelle diverse parti del mondo accezioni specifiche, pertanto, non esiste una definizione universalmente accettata della violenza contro le donne.

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Solo nel Medioevo, si rammenta il diritto feudale che prevedeva che la terra si tramandasse per discendenza maschile. Le sole eccezioni nell’antica Babilonia e nell’antico Egitto, dove le donne godevano dei diritti di proprietà, e a Sparta, dove amministravano di fatto l’economia, furono dunque fenomeni isolati. Le donne spesso sono indifese, fragili, in balia della cattiveria degli UOMINI che sfocia in violenza… La violenza verrebbe perpetuata al fine di dominare e controllare le donne limitandone la libertà e l’autonomia, questo uso strumentale al controllo sarebbe appreso dagli uomini all’interno di una società maschilista e patriarcale. In una ineguaglianza che nessuno conosce. Pensano di nascosto perché vogliono urlare la verità che si nasconde dietro le porte chiuse. Schiaffi percosse e tanta paura. Nessuno se ne frega. Tante parole comprensione ma solo chi ha vissuto la violenza sa cosa vuol dire. Lacrime lividi ma ferite sull’anima. Donne con il sesso infibulato, donne senza diritto di vivere, donne non libere, una schiavitù esistente un parlare per sapere e da chiudere gettare e far finta di non averlo sentito. La schiavitù apparentemente non esiste è tristemente resa reale da donne che abbiano imparato che il partire da sé e la condivisione dei propri vissuti sono qualcosa di culturalmente e psicologicamente difficile per il maschile, educato tradizionalmente ad occultarsi dietro l’astrattezza, il potere, la chiusura del proprio mondo emotivo, affettivo e persino corporeo. Sono atti, sì sono atti ripetuti con una sconcertante costanza in tutto il mondo, in ogni contesto sociale, all’interno delle mura domestiche, all’esterno, sui luoghi di lavoro… dovunque la solitudine di una donna lasci spazio alla prevaricazione, al silenzio, alla dolorosa sopportazione. L’invisibilità di questo tipo di violenza e la sua “normalizzazione” vengono fotografate da chi non le vive e non le conosce come routine di cronaca! Un fenomeno ancora sommerso che, forse troppo spesso, rimane chiuso proprio tra le pareti di casa. In realtà situazioni come quelle descritte assolvono alla funzione di negare la soggettività della persona anche con disabilità e di esercitare su di essa un potere oppressivo, di sottoporla a controllo e di mantenerla in una posizione di subordine. Tutto ciò non è “normale”, non è “fisiologico”, non è inevitabile. Tutto ciò è violenza. L’ isolamento, amplifica il rischio di subire violenza la portata delle violenze e le loro conseguenze.

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L’uomo violento non è un malato, costui è un uomo che è cresciuto in un ambiente sociale in cui sono contemplati due soli modelli di genere che prescrivono da una parte la remissività e l’obbedienza alle donne e dall’altra l’esercizio della forza e il dominio agli uomini. Va da sé che costui possa mal tollerare di doversi confrontare con donne che, avendo sviluppato una propria soggettività, non corrispondono alle sue aspettative. Ed è esattamente questo il punto: sono proprio i modelli di genere quelli che andrebbero cambiati moltiplicati e non considerati rigidamente prescrittivi. Ciò al fine di lasciare a ciascun uomo e da ciascuna donna la libertà di scegliere un personale modo di esprimere il proprio essere maschile ed il proprio essere femminile.Se la violenza oramai è un fenomeno culturale, sono i parimenti culturali e alcune delle barriere che ostacolano il suo superamento. In Italia la violenza in genere sulle donne e quella domestica sono diventati reati specifici, dall’altro far sapere alle vittime che esiste una via d’uscita e che non sono solo vittime passive, è dovere non solo di cronaca ma anche Istituzionale. Emerge dunque un dovere tutelare il quale, “in scienza e coscienza”, è chiamato a salvare il proprio paziente, per quanto piccolo, nascosto ed indifeso egli sia. Le tonalità emerse prevalenti da donne colpite sono state la voglia di cambiare le cose e la solidarietà tra loro e non solo. Nella casa delle DONNE, a chi ce l’ha fatta…. echeggia il sussurrare di tornare a casa con la consapevolezza che esistano alternative alla passività e alla rassegnazione in una piccola magia che scalda il cuore.

Sabrina Parini

Famiglie d’Italia

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NON ABBASSIAMO LA TESTA DAVANTI AL CRIMINALE STUPRATORE

febbraio 20, 2009

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Si sta cercando di fare polemica, come sempre, per creare un bel polverone, una di quelle nuvole dense, che nasconde ai più la reale verità, e la strada che si sta percorrendo per arginare o fermare il problema.
Mi riferisco al fatto che c’è qualche extracomunitario, che si sta indignando perchè viene tacciato, additato come uno stupratore. Amico: se hai la coscienza pulita, sei regolare, quindi cittadino italiano, di cosa ti preoccupi?
Prova ad immedesimarti per un attimo nella ragazza, mi verrebbe da dire BAMBINA, quattordicenne, che festeggia felice con il suo primo morosino la festa di San Valentino, nel silenzio del parco, per poter cogliere ogni sentimento di quei gesti, semplici, che ricorderà per tutta la vita. Forse il primo bacio, forse il primo amore. Forse anche noi pensandoci, riusciamo a ricordare: una panchina, un’onda che si frange sulla sabbia, una radio che suona, gli occhi di chi amiamo davanti a noi, e le sue labbra così vicine da tendere leggermente il collo, per sentirsi in paradiso.

stuprobig-thumbInvece no! no abbiamo sbagliato tutto, oggi c’è CSI CRIME, RIS 5-6-7-ECC. e quindi il nostro attimo nascosto d’amore non può rimanere illeso, deve per forza trasformarsi in un inferno, nel thriller più scatenato. Dai cespugli, escono di corsa due energumeni, lerci, sudati, cattivi, perchè erano lì fermi in agguato per tanto tempo. Come due leoni affamati, scattano tenendo fissi gli occhi sulla preda. Le mani avvolgono il più forte e reattivo, il BAMBINO cade di schiena, lo immobilizzano, calci e pugni volano, si rompe un labbro, esce il sangue, mentre tutto questo accade, la BAMBINA impietrita urla a squarciagola, aiuto…aiuto….Fermateli AIUTOOOO…..

Niente… Silenzio…non è successo niente, il BAMBINO è annullato per terra, trema per lo shock e le botte ricevute, la BAMBINA viene raggiunta da uno dei MOSTRI, che ha tutte le intenzioni di distruggerle il bellissimo ricordo del San Valentino, catapultandola verso il futuro, costringendola con la brutale forza, a diventare donna, SENZA POSSIBILITA’ DI SCELTA, SENZA AFFETTO NE CAREZZE MA BOTTE, DISTRUGGENDO LA SUA COSCIENZA, TRAMUTANDOLA IN UNA DONNA FERITA, CHE NON POTRA’ PIU’ RIVIVERE IL MOMENTO DELLA PRIMA VOLTA, CHE RICORDERA’ PER SEMPRE COME UNA COLTELLATA IL RICORDO DELLE DUE BELVE CHE LE HANNO STRAPPATO LA VERGINITA’.
stupro3-thumbAMICO ti senti ancora indignato? ma chi se ne frega!, davanti a questa violenza non esiste giustizia alcuna. Basta! essere schiavi dei media, di questo buonismo sconsiderato verso il prossimo, perchè il prossimo a cui noi tutti vogliamo bene, vogliamo aiutare, vogliamo inserire nella comunità: NON E’ UN MOSTRO CHE STUPRA I NOSTRI BAMBINI.
Per gli Amici che si sentono in dovere di difendere o di schierarsi con campagne a favore di chi STUPRA i nostri figli, noi rispondiamo NO! a prescindere dalla razza o dalla religione, l’Italia che noi VOGLIAMO, che noi VIVIAMO, non è: il campeggio d’Europa, dove chiunque si ferma fa i suoi sporchi comodi, sporca, stupra, delinque, e poi se ne va via, lasciando agli Italiani, il compito di pulire, aiutare chi è stato danneggiato, pagare per tutti.

STRANIERO, se vuoi essere cittadino italiano, unisciti a noi contro i delinquenti, hai solo da guadagnare, diventare parte di uno Stato che da generazioni, e questo possiamo GRIDARLO, perchè sono i nostri avi che lo hanno fatto, SI BATTE IN DIFESA DEI POPOLI E DEI DEBOLI, FACENDO GUERRE CHE NON SONO LE NOSTRE. Purtroppo, e c’è un purtroppo; i nostri soldati vanno a morire in Pakistan, Afghanistan, Iran, Iraq, Serbia, ecc. ma non combattono mai per le guerre che i cittadini italiani, i nostri figli, vivono quotidianamente sul suolo italiano.

ATTENZIONE, non prendete queste parole per RAZZISMO, perchè non lo sono, sono il riassunto degli ultimi 12 stupri in 10 giorni fatti sempre da CLANDESTINI, ed in special modo Rumeni.
Se vi sentite indignati pensate ai vostri figli, provate ad immaginare di dovervi svegliare al mattino, con un solo pensiero: come consolare vostra figlia guardandola negli occhi, cosa potrete dirle per dimenticare? NIENTE perchè il male si ricorda per sempre, ed è per questo che indistintamente quando accadono fatti di tale gravità, bisogna creare un paese nuovo, e non polemizzare sempre sulle nuove leggi, o se i militari dovranno girare a fare le ronde, L’OBIETTIVO E’ DI GARANTIRE LA SICUREZZA DEI NOSTRI BAMBINI, a tutti i costi, e con tutti i mezzi a nostra disposizione.

Mai avrei pensato di dover aprire il Gruppo su FACEBOOK con parole così pesanti da annientare tutti i buoni propositi, ma Famiglie d’Italia nasce per dare aiuto, e quindi mi perdonerete se accendendo la tv, ho visto di nuovo altri due occhi di bambina, che domani dovrà fare i conti con la propria vita, perchè la sua vita da bambina, questo pomeriggio è stata uccisa da l’ennesimo stupratore, e quindi domani il suo numero verrà sommato a quello delle donne stuprate in Italia.
Affinché non rimanga solo un numero, invito tutti voi ad informare di questo gruppo le vostre amiche ed amici, perchè da domani il nostro Presidente, Umberto Napolitano, formerà il Comitato DONNE di Famiglie d’Italia, e la vostra voce sarà la colonna sulla quale migliaia di donne che hanno vissuto lo stupro, si sorreggeranno per guardare avanti, cercando una luce per continuare a vivere nella nostra Bella Italia.

ANDREA BEN LEVA