Posts Tagged ‘Vita di Donna Community’

Influenza: prevenire è meglio che curare! ( Famiglie d’Italia Salute News )

gennaio 16, 2012

 Influenza, a febbraio il picco

( fonte: Vita di Donna Community )

Un milione gli italiani costretti a restare a casa a causa dell’influenza. Negli ultimi sette giorni, nella nostra penisola, in ben 169 milasono stati colpiti da febbre, dolori articolari e disturbi intestinali.La regione più colpita il Piemonte, seconda posizione per la Campania. Mentre i bambini al di sotto dei quattro anni sembrano essere i bersagli preferiti dall’influenza.

Questi i dati forniti dall’Istituto Superiore della Sanità e il monitoraggio di Influnet prevede per il prossimo mese un aumento degli ammalti, pur registrando un “numero di casi inferiore rispetto alla scorsa stagione”.Visto l’imminente picco al quale ci stiamo avvicinando, l’invito è quello di ricorrere al vaccino per il quale si è ancora in tempo visto che agisce entro i 10 giorni.

Gli sbalzi termici ai quali siamo sottoposti in questo inverno, con le temperature che cambiano in continuazione, contribuiscono inoltre ad aumentare le forme “simil-influenzali” (raffreddore, problemi gastroenterici, faringiti).

Il presidente di FederAnziani, Roberto Messina, invita dunque a non sottovalutare i rischi dell’influenza soprattutto per le categorie più deboli. Lavarsi spesso le mani e consumare cibi con vitamina B e C, i rimedi che possono aiutare a tenere lontana l’influenza.

Prevenire è meglio che curare!

 
by Arianna Laurenti

Famiglie  d’Italia

 

Cellule di novantenni ringiovanite… oh mamma, torneremo tutti bambini! ( Famiglie d’Italia salute news )

novembre 3, 2011

Cellule di novantenni ringiovanite a livello embrionale

Ci vorrà almeno un decennio e forse più per vederne le applicazioni mediche, ma certo la strada per la cura della giovinezza sembra che sia stata avviata con successo, anche se occorre molta cautela. Parliamo del lavoro dei ricercatori francesi dell’Università di Montpellier che sono riusciti ad invertire il processo di invecchiamento di cellule donate da uomini con età che va dai 74 ai 101 anni.

Lo studio, condotto da Jean-Marc Lemaître e pubblicato sulla rivista scientifica Genes and Development, dimostra che quello dell’invecchiamento cellulare, almeno in laboratorio, non è un processo irreversibile.

Gli scienziati hanno infatti riprogrammato in vitro cellule di età avanzata, prossime alla fine del loro ciclo riproduttivo, ottenendo “staminali pluripotenti indotte” che, come per le staminali embrionali, hanno la caratteristica di riprodursi in continuazione.

I ricercatori francesi hanno seguito il sentiero scientifico utilizzato da molti altri centri di ricerca mondiali, impegnati da anni nel comprendere i fenomeni rigenerativi di tessuti ed organi umani che hanno subito un danno.

L’ultima novità in materia è rappresentata dallo studio portato a termine da  Shinya Yamakanaka nel 2007. Il ricercatore giapponese è riuscito infatti a produrre staminali in grado di dividersi e moltiplicarsi, come quelle embrionali, partendo da cellule adulte.

Lo studio francese fa un passo avanti in questa direzione utilizzando non solo cellule adulte, ma anche quelle molto anziane e prossime alla fine del loro ciclo vitale.

Quello che si è quindi verificato in laboratorio è che il grande sogno, quello del tornare giovani e restarlo per molto tempo, in linea di principio è a portata di mano.

Ma, come appena accennato, è importante frenare ogni entusiasmo. La strada per arrivare ad un’applicazione pratica della scoperta è complessa e piena di ostacoli, non solo tecnici, ma economici ed etici.

fonte: Vita di Donna Community

 
Famiglie  d’Italia

E’ possibile cancellare i brutti ricordi ( Famiglie d’Italia news )

settembre 22, 2011

Brutti ricordi, si potranno cancellare?

Cancellare dalla memoria ricordi e circostanze negative o rinforzare la memoria a breve termine, quella che ci consente di trattenere per circa 20 secondi molte informazioni “di servizio”, quella minacciata dall’Alzheimer. Due obiettivi contrapposti che si potrebbero raggiungere.

Nel corso VII conferenza ‘The future of science’ tenuto a Venezia, sono stati presentati i primi test eseguiti sui topi.

Gli studi, che vengono condotti da un team di ricercatori della Mount Sinai University di New York, coordinato da Cristina Alberini, presentano risultati piuttosto interessanti.

In sostanza, quello che si è capito è che le emozioni, come ad esempio il panico, sono una specie di “colla” per la memoria. Per potersi “fissare” è necessaria l’azione di alcuni ormoni come l’adrenalina e il cortisolo.

Pertanto agendo su questi è possibile percorrere due strade, cancellare un ricordo o fissarlo più saldamente alla memoria.

In sintesi i ricercatori agiscono sulla struttura che serve a “montare” un ricordo nel cervello. La struttura, a seconda degli obiettivi, può essere rinforzata o indebolita.

I campi di applicazione potrebbero essere molti, tra questi la cura delle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

fonte: Vita di Donna Community

Famiglie  d’Italia