Posts Tagged ‘vita’

Stringiamci a coorte, siam pronti alla vita… ma non c’è vita senza amore e buon senso!

febbraio 12, 2013
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E’ un momento brutto nel quale l’uomo sta mostrando tutte le sue debolezze ed incapacità di apprezzare e meritare quanto di meraviglioso Dio, o l’Universo, o il ” caso ” se preferite, ci ha messo a disposizione permettendoci di esser parte, anche solo un piccolo numero, di tanto meraviglioso creato che ci circonda. Il mondo è perfetto, siamo noi che non abbiamo saputo adeguarci a tanta perfezione e meraviglia per poterla apprezzare e goderne in pieno. Non ci siamo accontentati, almeno una parte di noi, ed abbiamo mirato all’eccesso a discapito dei più deboli. Abbiamo esagerato e ci siamo imbruttiti. Abbiamo perso ogni misura e sfoghiamo la nostra perenne insoddisfazione rasentando sempre più l’idiozia e la cattiveria. Critichiamo tutto e tutti e non facciamo esami di coscienza, ce l’abbiamo con tutto e con tutti ma mai con noi stessi… siamo diventati aridi e spenti, disinnamorati della vita. 

Senza amore non si va da nessuna parte! Amore vuol dire rispetto e capacità di offrire prima di pretendere. Urliamo la nostra rabbia ed uccidiamo la speranza… così non si va da nessuna parte, non si progredisce…anzi! Amore significa anche saper guardare il nostro contorno con positività, rimanendo lucidi nelle scelte determinanti. Non serve lamentarsi, occorre prevenire documentandosi e… aprendosi. E invece restiamo chiusi nel nostro baccello, pretendiamo e non offriamo… ci rifiutiamo di migliorare evolvendoci!

Eppure molti segnali ci stanno avvertendo che un cambio di rotta è necessario. In un mondo globalizzato l’interesse personale si disperde se non armonizzato nel mosaico di un meccanismo che pretende chiarezza e solidarietà per non autodistruggersi. Siamo oltre 7 miliardi su questo pianeta, se non condividiamo ci condanniamo.

Amore significa condividere, almeno in parte, per non rischiare di perdere tutto. Amore significa anche rispetto per se stessi per poter meglio rispettare gli altri… amore e rispetto per se stessi insieme fanno “ amor proprio “, senza il quale credo che sia difficile essere in grado di costruire anche il più piccolo mattone di futuro.

Amor proprio pretende di non accettare più di essere manovrati come burattini, però ribellarsi non vuol dire solo creare violenza. Ci si deve ribellare alla propria inerzia e rassegnazione per non permettere più di lasciarci abbindolare dai falsi incantatori e venditori di ideologie che riempiono la bocca ma affamano l’anima.

Amore significa buon senso... guardiamoci dentro e cerchiamo di comprendere il giusto in noi, e comportiamoci di conseguenza.

Stringiamci a coorte ed andiamo a votare!… anche , come ho scritto ieri, turandoci il naso se necessario. Andiamoci con amore e con buon senso. Amore nel perdonare ancora una volta coloro dai quali ci aspettavamo qualcosa di più, concedendo quindi una nuova opportunità… ma con riserva. Andiamoci, però, anche con buon senso, sforzandoci di scegliere solo tra due ” tiranni “, perché troppi che si spartiscono la torta a noi non possono lasciare che briciole, rabbia e rimpianti.

Noi non siamo pronti alla morte, vogliamo sopravvivere con dignità e consapevolezza, quindi… con amore e buon senso!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Trovata su Facebook… una bella storia

gennaio 19, 2013

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IN OSPEDALE 

Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale.
A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo.
Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza. L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra.
L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e dai colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto.
Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza.
Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall’altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena.
In un caldo pomeriggio l’uomo della finestra descrisse una parata che stava passando.
Sebbene l’altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla con gli occhi della sua mente così come l’uomo dalla finestra gliela descriveva.
Passarono i giorni e le settimane.
Un mattino l’infermiera del turno di giorno portò loro l’acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno.
L’infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo.
Non appena gli sembrò appropriato, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra.
L’infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.
Lentamente, dolorosamente, l’uomo si sollevò su un gomito per vedere il mondo esterno.
Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto.
Essa si affacciava su un muro bianco.
L’uomo chiese all’infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra.
L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro.

“Forse, voleva farle coraggio” disse.dolore,felicità

Vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione.
Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.
Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare oggi.
La vita è un DONO, è per questo motivo che si chiama PRESENTE!

Famiglie  d’Italia

Michele Misseri, le sue confessioni nel dramma di un’Italia guardona e sempre più insensibile

giugno 2, 2011

Eccoli lì, uno accanto all’altra, la bestia e la bella, l’orco e la bambina, il carnefice e la sua vittima… uniti nella più squallida rappresentazione di vita e di morte  mai andata in scena. Hanno raccontato di tutto, dalla scomparsa di Sarah Scazzi al ritrovamento del suo piccolo corpo martoriato, dagli appelli di una madre disperata al suo ” stupore ” nell’apprendere in diretta Tv, e proprio nella casa del delitto, il crollare di ogni speranza al cospetto di un’orrenda verità… e i presunti assassini o inimmaginabili complici che l’attorniano e la consolano in una drammatica farsa che neanche il più abile narratore di gialli sarebbe stato in grado di immaginare e di narrare. Hanno ricostruito in scala la casa dello scempio, hanno intervistato e rivoltato tutti i protagonisti, li hanno resi celebri, acclamati e maledetti, ce li hanno infilati nel cervello in modo che non potessimo più fare a meno della loro presenza… cosa pensavano, cosa scrivevano, cosa tramavano. Attraverso le loro voci ci hanno descritto un crimine nelle sue varie ipotesi e sfaccettature, fino all’ultimo orrido racconto di un criminale liberato perché declassato a semplice ” occultatore di cadavere “, che si è sdraiato per terra, si è arrotolato in una corda, ci ha inseriti freddamente nell’ultimo rantolo di una morte assurda… il tutto nell’incalzante contorno euforico di un’ intervistatrice ” abile e  fortunata “, affamata di particolari nella registrazione cinica dell’ennesimo ” scoop ” … che di scoop ha ben poco se rapportato allo schifo del suo solo esistere e della sua messa in onda. E noi?... Noi miserabili guardoni, complici del degrado e dell’ignoranza  di un sadismo galoppante, quale cibo propinatoci e da noi assimilato per saziarci e consolarci di un mondo in rovinosa caduta verso baratri dai quali è sempre più  difficile poter risalire.

Che fine hanno fatto l’amore e la solidarietà?… Sono morti definitivamente con il delitto di Avetrana?… Non permettete oltre che essi siano annientati dalla gelida insensibilità che lentamente ed inesorabilmente ci sta avvolgendo…inghiottendo. Reagiamo, ribelliamoci… cambiamo canale! Non concediamo più a nessuno la possibilità di violentarci  uccidendoci i sogni e oscurandoci la coscienza. Gesù ci ha insegnato ad amare e perdonare:rovistare morbosamente nel pattume delle debolezze umane non serve a nessuno!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

37 anni di matrimonio oggi: Natalina, ti amo come allora

settembre 22, 2010

Chiedo scusa ai lettori se oggi uso il blog per scopi personali. Ma in un mondo di chiacchiere e di pochi fatti sento il dovere di affermare pubblicamente, e senza arrossire, l’essenzialità e la validità di un valore e di un sentimento che è alla base della vita universale: l’Amore. E’ dall’Amore che nasce la vita ed è sull’Amore che la stessa può proseguire serena in ricchezza e in povertà. Io non sono Presidente di un partito che, con il simbolo della croce al centro, afferma di rappresentare la famiglia italiana; certo può farlo, ma senza usare il simbolo della cristianità, perché una famiglia cristiana si fonda sull’indissolubilità del matrimonio… uno e per tutta la vita, nel bene e nel male, nei momenti felici ed in quelli di tensione, nei giorni in cui ti senti di amare di più ed in quelli nei quali pensi di non avere amato mai… (more…)

25 maggio 2010: un grazie di cuore a tutti!

maggio 25, 2010

Scusate se per una volta approfitto del blog per un uso personale, ma oggi è il mio compleanno e sono stato subissato dagli auguri. E’ un’ occasione ghiotta per ringraziare  tutti dal profondo del cuore. Oggi compio 63 anni di una vita intensa e completa che mi ha riservato soddisfazioni e sofferenze, vittorie e sconfitte, fermate e ripartenze… una vita, per la quale non finirò mai di ringraziare abbastanza Dio ed i miei genitori, la famiglia e gli amici che mi hanno accompagnato, gratificato e perdonato. Una vita che ogni giorno è stata diligente maestra nel bene e nel male e che mi ha offerto sempre il privilegio della scelta. Non sempre le scelte sono state quelle giuste… (more…)