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Festa di Ognissanti, origine e tradizioni

novembre 1, 2015

 

Come d’abitudine, questo blog nelle ricorrenze festive comincia un suo viaggio sul web alla ricerca di notizie, affidandosi soprattutto a Google e Wihipedia. La festa di oggi, quella di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi (canonizzati e non) ed è anche  è una espressione rituale cristiana per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso  noti o ignoti affinché ci proteggano ed intercedano per noi. La festa cattolica ( Festabant Omnium Sanctorum) cade il 1º novembre, seguita il 2 novembre dalla Commemorazione dei Defunti, ed è una festa di precetto che prevede una veglia e un’ottava nel calendario della forma straordinaria del rito romano.

Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate ad Antiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste. Come data di celebrazione della festività fu scelto il 1º novembre per farla coincidere con il Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno, a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese. Secondo le credenze celtiche durante la celebrazione del Samhain, i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le antiche tribù celtiche erano un tutt’uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo che infatti il 2 novembre celebra i defunti.

 Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata. E l 1º novembre venne decretato festa di precetto anche da parte del re franco Luigi il Pio nell’835 e il decreto f emesso “su richiesta di papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i vescovi”.

 

Dieci pensieri sulla Festa di Tutti i Santi

1. Il 1° novembre è la Solennità di Tutti i Santi. Si tratta di una festa popolare e cristiana, molto sentita dalle nostre popolazioni, che vuole ricordare in un’unica Solennità coloro che ci hanno preceduto nel cammino della fede e della vita, godono la beatitudine eterna e sono cittadini a pieno diritto del ielo, la patria comune di tutta l’umanità di tutti i tempi.

Il giorno di Tutti i Santi si festeggia ormai da circa mille anni. Furono i monaci benedettini di Cluny a diffondere questa Festività.

2. In questa memoria liturgica celebriamo tutti quei cristiani che – dichiarati o no Santi o Beati dalla Chiesa – già godono la visione beatifica di Dio e sono già in Cielo. Di qui il nome: Solennità di Tutti i Santi.

3. Santo è quel cristiano che, conclusa la sua esistenza terrena è già alla presenza di Dio e – per dirla con le parole dell’apostolo Paolo – ha ricevuto “la corona della gloria”.

4. Il santo è il riflesso della gloria e della santità di Dio. Sono modelli di vita per i cristiani e nostri intercessori poiché possiamo chiedere loro aiuto e la loro intercessione presso Dio. Sono così degni di meritare il nostro culto e la nostra venerazione.

5. Il giorno di Tutti i Santi include nella propria celebrazione i santi popolari e conosciuti, straordinari cristiani a cui la Chiesa dedica uno speciale giorno  dell’anno.

6. Ma il giorno di Tutti i Santi è specialmente il giorno dei “Santi anonimi”.  Il giorno di Tutti i Santi è giornata per ricordare opportunamente la chiamata alla santità cui devono tendere tutti i battezzarti cristiani. È l’occasione per prendere coscienza una volta di più della chiamata del Signore a essere perfetti e santi come Dio è perfetto e santo.

7. Se tratta di un impegno fondamentale del cristiano poiché l’universale chiamata alla santità nella Chiesa è compito di tutti e di ogni singolo battezzato, la santità non è patrimonio di alcuni pochi privilegiati. È il destino di tutti, proprio come lo fu per la grande moltitudine di Santi anonimi che oggi ricordiamo e festeggiamo.

8. La santità cristiana consiste nel vivere e osservare i comandamenti e le beatitudini. Il Santo non è un angelo, è un uomo in  carne e ossa. Il santo è colui che vive la propria fede con gioia e fatica, che lotta ogni giorno e vive nell’amore, per amore, per amare. “Il santo è colui che è così affascinato dalla bellezza di Dio e dalla sua perfetta verità da lasciarsene trasformare. Per questa bellezza e verità è disposto a rinunciare a tutto, anche a se stesso. Gli è sufficiente l’amore di Dio, che sperimenta e vive nel servizio umile e disinteressato del prossimo” (Benedetto XVI).

9. La santità si guadagna, si raggiunge e si consegue qui in Terra con l’aiuto della grazia e con l’impegno quotidiano, amando Dio sopra ogni cosa e il prossimo come sé stessi. L’affanno di ogni giorno fa intravvedere e in qualche modo anticipa il volto dell’eternità. Il Cielo non può attendere, è vero. Ma il Cielo/la santità si guadagna qui sulla terra.

10. Il giorno di Tutti i Santi ci parla della vita umana che non termina con la morte; la vita non è tolta ma trasformata e vissuta nella beata eternità di Dio. Il giorno di Tutti i Santi è una giornata di celebrazione e di autentica catechesi dei misteri della nostra fede, i novissimi: morte, giudizio, inferno e Paradiso.

fonte: www.partecipiamo.it Tommytom

Ci sono molti modi per festeggiare questa ricorrenza, ed  ogni regione ha le sue usanze: il modo più semplice è andare a messa e ricordare e pregare i santi nel profondo nel nostro cuore. Buon Ognissanti a tutti da Famiglie d’Italia!

introduzione e commenti di

Umberto Napolitano
famigli d'italia
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Perché si festeggia la Pasquetta ( Post rewind )

aprile 6, 2015

Così come ho fatto per il giorno di Santo Stefano, il giorno successivo al Santo Natale, anche per il Lunedì dell’Angelo, o Pasquetta, sono andato a cercare su ” san ” Google informazioni a riguardo e, come al solito, grazie a Wikipedia ho ottenuto le risposte che desideravo e che vi riporto fedelmente.

(Annibale Carracci- Le pie donne al sepolcro)

Festa religiosa

Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salome andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e cercavano di capire cosa fosse successo, quando apparve loro un angelo che disse: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto” (Mt 28,5-6). E aggiunse: “Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli”, ed esse si precipitarono a raccontare l’accaduto agli altri.

Per motivi incomprensibili la tradizione ha spostato questi fatti dalla mattina di Pasqua al giorno successivo. Forse perché i Vangeli indicano “il giorno dopo la Pasqua”, ma evidentemente quella a cui si allude è la Pasqua ebraica, che cadeva di sabato. Non è mai esistito un “lunedì” in cui l’angelo è apparso alle donne, come tutti sappiamo questo è successo la mattina di Pasqua.

Il lunedì dell’Angelo è giorno dell’ottava di Pasqua, ma non è giorno di precetto per i cattolici, cosa che comporterebbe l’obbligo di partecipare alla santa messa.

Festa civile

Civilmente il lunedì di Pasqua è un giorno festivo, introdotto dallo Stato italiano nel dopoguerra, e che è stato creato per allungare la festa della Pasqua, così come è avvenuto per il 26 dicembre, indomani di Natale o il Lunedì di Pentecoste (giorno festivo in Alto Adige e quasi in tutt’Europa.)

Tradizioni

Il lunedì dell’Angelo, in Italia, è un giorno di festa che generalmente si trascorre insieme con parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata, pic-nic sull’erba e attività all’aperto. Una interpretazione di questa tradizione potrebbe essere che si voglia ricordare i discepoli diretti adEmmaus. Infatti, lo stesso giorno della Resurrezione, Gesù appare a due discepoli in cammino verso Emmaus a pochi chilometri da Gerusalemme: per ricordare quel viaggio dei due discepoli si trascorrerebbe, dunque, il giorno di Pasquetta facendo una passeggiata o una scampagnata “fuori le mura” o “fuori porta”.

In questo giorno, secondo la tradizione napoletana, vengono consumati: casatiello, frittata di maccheroni, salame, uova sode, carciofi arrostiti e naturalmente la pastiera.

Nel mondo

Evidenziati in giallo i paesi del mondo nei quali è festivo il lunedì di Pasqua.

Sperando di aver soddisfatto il desiderio di apprendere da parte dei non totalmente ” edotti “, auguro a tutti una bella scampagnata contornata da un tiepido e festoso sole primaverile. Buona Pasquetta a tutti!
 
Umberto Napolitano
famigli d'italia

La festa della donna…e del buon senso

marzo 8, 2015

8 marzo, festa della donna…e del buon senso

festa della donna” Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia. ” ( dal portale Italia Donna, post del 18 febbraio 2010).

Ho voluto aprire questo mio omaggio a tutte le donne del mondo con un breve accenno alle origini tragiche di questo giorno di festa. Per chi poi volesse saperne di più, grazie a Wikipedia ( Giornata Internazionale della Donna – Wikipedia )potrà colmare ogni lacuna…ora però vorrei invitare tutti ad un momento di serena riflessione. Oggi, come accade in ogni data importante che la maggior parte dei calendari del mondo sottolineano per ricordare tappe ” storiche ” dell’evoluzione umana, la ” festa ” sarà contornata anche da  ” comizi e rivendicazioni ” , durante i quali non mancheranno motivi di scontro e di polemica, tendenti ad assegnare l’appartenenza di questo giorno più ad un colore politico che ad un altro.

Ebbene, io preferisco staccarmi dal coro, non voglio più ricordare con “ rabbia ” il passato per le discriminazioni subite dalle donne, ma esaltare il presente che, almeno per il mondo occidentale, ha quasi totalmente colmato questo insulso gap. La mia speranza, per quanto concerne i paesi dove la donna viene ancora umiliata riservandole solo ruoli “ secondari “, è che gli appartenenti a questi paesi, emigrando nei nostri, oltre a goderne i benefici finanziari, colgano l’occasione per ” illuminarsi ” e comprendere chel’uguaglianza dei sessi è un diritto concesso all’uomo dal Dio universale.

Approfitto di questo blog, che curo giornalmente con attenzione, per ringraziare ancora una volta mia moglie Natalina, e con lei tutte le donne, per esserci accanto nei momenti di gioia ed ” avvinghiate ” in quelli di difficoltà, colmandoci di amore, unico carburante insostituibile del motore che smuove ogni attimo della nostra vita. Buon…

… e grazie di esistere!

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Perché si festeggia San Valentino il 14 febbraio

febbraio 14, 2015

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Un viaggio su internet mi ha permesso di trovare le risposte a tante domande che mi hanno accompagnato fin da ragazzino: ma chi era San Valentino e perché si festeggia in nome suo il 14 febbraio la festa degli innamorati, scambiandosi baci  e doni insieme a dolci frasi e promesse di amore eterno ?… Tra le varie risposte una mi è parsa la più interessante:

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“L’usanza di celebrare la festa degli innamorati comincia intorno alla metà del1400 quando il Papa Paolo II decise di distribuire una dote a tutte le donne nubili, con l’intento di aumentare il numero di matrimoni fertili. San Valentino è un martire nato a Terni, in Umbria nel 175 d.C. ed è il Santo più amato dai fidanzati grazie ad episodio che ai suoi tempi suscitò un grande clamore: fu infatti proprio Valentino a celebrare il primo matrimonio tra un legionario pagano ed una giovane cristiana. Da quel momento tutte le coppie desiderarono la sua benedizione. Il 14 Febbraio 273 d.C., Valentino cadde martire e a partire da quel momento tutto il mondo ricorda questa occorrenza per celebrare il Santo dell’Amore.”

Ma vedeiamo meglio, garzie a Wikipedia, chi era San Valentino…

San Valentino detto anche san Valentino da Terni o san Valentino da Interamna (Interamna Nahars, ca. 176Roma, 14 febbraio 273) fu un vescovo e un martire cristiano. Venerato come santo dallaChiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana, è considerato patrono degli innamorati. La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel sec. VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura ad opera dei discepoliProculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura.

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Le sue spoglie furono sepolte sulla collina di Terni, al LXIII miglio della Via Flaminia, nei pressi di una necropoli. Sul luogo sorse nel IV secolo una basilicanella quale attualmente sono custodite, racchiuse in una teca, le reliquie del santo. Le reliquie pare siano state portate nella città dai tre discepoli del filosofo Cratone, Apollonio, Efebo e Procuro, convertiti dal futuro santo, e che per questo trafugamento furono martirizzati. Altre reliquie sono presenti presso svariate chiese. Una parte si trova nella cattedrale di Maria Assunta di Savona. Le reliquie del santo sono conservate inoltre presso la chiesa medievale di San Valentino di Sadali , in Sardegna, in Calabria (Belvedere Marittimo) e nella chiesa Matrice di Vico del Gargano dove viene venerato come protettore della città e degli agrumeti.

Questo è tutto, a proposito … Buon San Valentino a tutti!

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Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

La festa di Santo Stefano

dicembre 26, 2014

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Perché il 26 dicembre si festeggia Santo Stefano

E’ una domanda che in molti si sono posti e di cui pochi conoscono la giusta risposta. Considerato da sempre il giorno in cui si fa  visita ai parenti, è una festa nazionale, oltre che in Italia, anche inAustria, Germania, Irlanda, Danimarca, Catalogna, Croazia, Serbia, Montenegro e Romania. NelRegno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Canada si celebra invece il Boxing Day  ( Festa della buona volontà e dei regali alle persone meno abbienti ) che la maggior parte degli anni coincide con la festa di Santo Stefano, dato che si celebra il primo giorno dopo Natale, a meno che non sia domenica, quindi o il 26 o il 27 dicembre. La ragione di questo giorno festivo non è da ricercare nell’importanza del primo martire del Cristianesimo, ma perché è l’indomani di Natale: allunga quindi le festività natalizie per solennizzare ancora di più la festa della nascita del Salvatore… ma chi era  Stefano?

Grazie a Wikipedia sono in grado di fornirvi delle notizie storicamente precise. Stefano (… – Gerusalemme, 36) è stato il primo dei sette diaconi scelti dagli apostoli perché li aiutassero nel ministero della fede. Era ebreo di nascita. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, è il protomartire cristiano, cioè il primo ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Cristo e per la diffusione del Vangelo. Il racconto del suo martirio ci viene dagli Atti degli Apostoli dove appare evidente sia la sua chiamata al servizio dei discepoli sia il suo martirio, avvenuto per lapidazione e non per crocifissione, alla presenza di Paolo di Tarso (Saulo), prima della sua conversione, e che in seguito  sarà conosciuto in tutto il mondo con il nome di San Paolo. In quel periodo, essendo stato deposto Ponzio Pilato,  per colmare il vuoto amministrativo a comandare in Palestina era  il Sinedrio, che eseguiva le condanne a morte tramite lapidazione, secondo la tradizione locale,. In particolare, nella Bibbiaè scritto che Stefano si inimicò alcuni liberti, così detti probabilmente perché discendenti di quegli Ebrei che Pompeo aveva schiavizzato (69 a.C.) e che poi avevano ottenuto la libertà. Questo fece di Stefano il primo dei martiri cristiani e la sua festa liturgica si celebra il 26 dicembre, cioè immediatamente dopo la nascita di Cristo. Il colore della veste indossata dal sacerdote durante la Messa in questo giorno è il rosso, come in tutte le occasioni in cui si ricorda un martire.

Bene, è tutto e vi rinnovo gli auguri per le festività natalizie, invitandovi, però, a non pensare a rimpinzare esclusivamente le proprie “ panzette “, ma a lasciare e ad offrire un ” qualcosa ” anche a qualcuno che conoscete e ritenete bisognoso.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Perché si festeggia la Pasquetta ( Post Rewind )

aprile 21, 2014

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Così come ho fatto per il giorno di Santo Stefano, il giorno successivo al Santo Natale, anche per il Lunedì dell’Angelo, o Pasquetta, sono andato a cercare su ” san ” Google informazioni a riguardo e, come al solito, grazie a Wikipedia ho ottenuto le risposte che desideravo e che vi riporto fedelmente.

(Annibale Carracci- Le pie donne al sepolcro)

Festa religiosa

Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salome andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e cercavano di capire cosa fosse successo, quando apparve loro un angelo che disse: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto” (Mt 28,5-6). E aggiunse: “Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli”, ed esse si precipitarono a raccontare l’accaduto agli altri.

Per motivi incomprensibili la tradizione ha spostato questi fatti dalla mattina di Pasqua al giorno successivo. Forse perché i Vangeli indicano “il giorno dopo la Pasqua”, ma evidentemente quella a cui si allude è la Pasqua ebraica, che cadeva di sabato. Non è mai esistito un “lunedì” in cui l’angelo è apparso alle donne, come tutti sappiamo questo è successo la mattina di Pasqua.

Il lunedì dell’Angelo è giorno dell’ottava di Pasqua, ma non è giorno di precetto per i cattolici, cosa che comporterebbe l’obbligo di partecipare alla santa messa.

Festa civile

Civilmente il lunedì di Pasqua è un giorno festivo, introdotto dallo Stato italiano nel dopoguerra, e che è stato creato per allungare la festa della Pasqua, così come è avvenuto per il 26 dicembre, indomani di Natale o il Lunedì di Pentecoste (giorno festivo in Alto Adige e quasi in tutt’Europa.)

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Tradizioni

Il lunedì dell’Angelo, in Italia, è un giorno di festa che generalmente si trascorre insieme con parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata, pic-nic sull’erba e attività all’aperto. Una interpretazione di questa tradizione potrebbe essere che si voglia ricordare i discepoli diretti ad Emmaus. Infatti, lo stesso giorno della Resurrezione, Gesù appare a due discepoli in cammino verso Emmaus a pochi chilometri da Gerusalemme: per ricordare quel viaggio dei due discepoli si trascorrerebbe, dunque, il giorno di Pasquetta facendo una passeggiata o una scampagnata “fuori le mura” o “fuori porta”.

In questo giorno, secondo la tradizione napoletana, vengono consumati: casatiello, frittata di maccheroni, salame, uova sode, carciofi arrostiti e naturalmente la pastiera.

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Nel mondo

Evidenziati in giallo i paesi del mondo nei quali è festivo il lunedì di Pasqua.

Sperando di aver soddisfatto il desiderio di apprendere da parte dei non totalmente ” edotti “, auguro a tutti una bella scampagnata contornata da un tiepido e festoso sole primaverile. Buona Pasquetta a tutti!

Famiglie             d’Italia
Umberto Napolitano

 

8 marzo, festa della donna…e del buon senso ( Post Rewind )

marzo 8, 2014

festa della donna” Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia. “ ( dal portale Italia Donna, post del 18 febbraio 2010).

Ho voluto aprire questo mio omaggio a tutte le donne del mondo con un breve accenno alle origini tragiche di questo giorno di festa. Per chi poi volesse saperne di più, grazie a Wikipedia ( Giornata Internazionale della Donna – Wikipedia )potrà colmare ogni lacuna…ora però vorrei invitare tutti ad un momento di serena riflessione. Oggi, come accade in ogni data importante che la maggior parte dei calendari del mondo sottolineano per ricordare tappe ” storiche ” dell’evoluzione umana, la ” festa ” sarà contornata anche da  ” comizi e rivendicazioni ” , durante i quali non mancheranno motivi di scontro e di polemica, tendenti ad assegnare l’appartenenza di questo giorno più ad un colore politico che ad un altro.

Ebbeneio preferisco staccarmi dal coro, non voglio più ricordare con “ rabbia “ il passato per le discriminazioni subite dalle donne, ma esaltare il presente che, almeno per il mondo occidentale, ha quasi totalmente colmato questo insulso gap. La mia speranza, per quanto concerne i paesi dove la donna viene ancora umiliata riservandole solo ruoli “ secondari “, è che gli appartenenti a questi paesi, emigrando nei nostri, oltre a goderne i benefici finanziari, colgano l’occasione per ” illuminarsi ” e comprendere che l’uguaglianza dei sessi è un diritto concesso all’uomo dal Dio universale.

Approfitto di questo blog, che curo giornalmente con attenzione, per ringraziare ancora una volta mia moglie Natalina, e con lei tutte le donne, per esserci accanto nei momenti di gioia ed ”avvinghiate ” in quelli di difficoltà, colmandoci di amore, unico carburante insostituibile del motore che smuove ogni attimo della nostra vita. Buon…

… e grazie di esistere!

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Perché si festeggia San Valentino il 14 febbraio ( Rewind )

febbraio 14, 2014

di

Un viaggio su internet mi ha permesso di trovare le risposte a tante domande che mi hanno accompagnato fin da ragazzino: ma chi era San Valentino e perché si festeggia in nome suo il 14 febbraio la festa degli innamorati, scambiandosi baci  e doni insieme a dolci frasi e promesse di amore eterno ?… Tra le varie risposte una mi è parsa la più interessante:

“L’usanza di celebrare la festa degli innamorati comincia intorno alla metà del 1400 quando il Papa Paolo II decise di distribuire una dote a tutte le donne nubili, con l’intento di aumentare il numero di matrimoni fertili. San Valentino è un martire nato a Terni, in Umbria nel 175 d.C. ed è il Santo più amato dai fidanzati grazie ad episodio che ai suoi tempi suscitò un grande clamore: fu infatti proprio Valentino a celebrare il primo matrimonio tra un legionario pagano ed una giovane cristiana. Da quel momento tutte le coppie desiderarono la sua benedizione. Il 14 Febbraio 273 d.C., Valentino cadde martire e a partire da quel momento tutto il mondo ricorda questa occorrenza per celebrare il Santo dell’Amore.”

Ma vedeiamo meglio, garzie a Wikipedia, chi era San Valentino…

San Valentino detto anche san Valentino da Terni o san Valentino da Interamna (Interamna Nahars, ca. 176Roma, 14 febbraio 273) fu un vescovo e un martire cristiano. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana, è considerato patrono degli innamorati. La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel sec. VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura.

Le sue spoglie furono sepolte sulla collina di Terni, al LXIII miglio della Via Flaminia, nei pressi di una necropoli. Sul luogo sorse nel IV secolo una basilica nella quale attualmente sono custodite, racchiuse in una teca, le reliquie del santo. Le reliquie pare siano state portate nella città dai tre discepoli del filosofo Cratone, Apollonio, Efebo e Procuro, convertiti dal futuro santo, e che per questo trafugamento furono martirizzati. Altre reliquie sono presenti presso svariate chiese. Una parte si trova nella cattedrale di Maria Assunta di Savona. Le reliquie del santo sono conservate inoltre presso la chiesa medievale di San Valentino di Sadali , in Sardegna, in Calabria (Belvedere Marittimo) e nella chiesa Matrice di Vico del Gargano dove viene venerato come protettore della città e degli agrumeti.

Questo è tutto, a proposito … Buon San Valentino a tutti!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il perché della commemorazione dei defunti, le origini

novembre 2, 2013

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In quasi tutte le nostre case in questa ricorrenza i lumini ardono sotto le immagini dei nostri cari defunti. E’ una tradizione, ma anche un forte desiderio, di riallacciare più intensamente il legame con chi abbiamo amato in terra. E’ anche il modo per ricordare a tutti che nulla di quanto abbiamo seminato nella nostra vita andrà perduto, specialmente le opere e i comportamenti buoni. L’amore e la gratitudine non ci abbandoneranno mai e la vita avrà in  ogni caso una sua continuazione. Onorando e ricordando i miei genitori, amici e parenti più stretti, intendo onorare e ricordare anche tutti i defunti ed in particolare quelli di coloro che si soffermano su questo post, offrendo loro delle informazioni su questa ricorrenza attinte sul web.

” La Commemorazione dei defunti (in latino Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum, ossia Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti), è una ricorrenza della Chiesa cattolica. Anticamente preceduta da una novena, è celebrata il 2 novembre di ogni anno. Nel calendario liturgico segue di un giorno la festività di Ognissanti del 1º novembre.

L’idea di commemorare i defunti in suffragio nasce su ispirazione di un rito bizantino che celebrava infatti tutti i morti, il sabato prima della domenica di Sessagesima – così chiamata prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano II – , ossia la domenica che precede di due settimane l’inizio della quaresima, all’incirca in un periodo compreso fra la fine di gennaio ed il mese di febbraio. Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all’abate benedettino sant’Odilone di Cluny nel 998: con la riforma cluniacense stabilì infatti che le campane dell’abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1 novembre per celebrare i defunti, ed il giorno dopo l’eucaristia sarebbe stata offerta “pro requie omnium defunctorum”; successivamente il rito venne esteso a tutta la Chiesa Cattolica. Ufficialmente la festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, appare per la prima volta nell’Ordo Romanus del XIV secolo. In Italia è consuetudine, nel giorno dedicato al ricordo dei defunti, visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari. In molte località è diffusa l’usanza di preparare alcuni dolciumi, chiamati infatti dolci dei morti, per celebrare la giornata. In Sicilai durante la notte di Ognissanti la credenza vuole che i defunti della famiglia lascino dei regali per i bambini insieme alla frutta di Martorana e altri dolci caratteristici. ” ( Fonte Wikipedia )

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Festa di San Valentino il 14 febbraio ( post rewind )

febbraio 14, 2013

Un viaggio su internet mi ha permesso di trovare le risposte a tante domande che mi hanno accompagnato fin da ragazzino: ma chi era San Valentino e perché si festeggia in nome suo il 14 febbraiola festa degli innamorati, scambiandosi baci  e doni insieme a dolci frasi e promesse di amore eterno ?… Tra le varie risposte una mi è parsa la più interessante:

“L’usanza di celebrare la festa degli innamorati comincia intorno alla metà del1400 quando il Papa Paolo II decise di distribuire una dote a tutte le donne nubili, con l’intento di aumentare il numero di matrimoni fertili. San Valentino è un martire nato a Terni, in Umbria nel 175 d.C. ed è il Santo più amato dai fidanzati grazie ad episodio che ai suoi tempi suscitò un grande clamore: fu infatti proprio Valentino a celebrare il primo matrimonio tra un legionario pagano ed una giovane cristiana. Da quel momento tutte le coppie desiderarono la sua benedizione. Il 14 Febbraio 273 d.C., Valentino cadde martire e a partire da quel momento tutto il mondo ricorda questa occorrenza per celebrare il Santo dell’Amore.”

Ma vedeiamo meglio, garzie a Wikipedia, chi era San Valentino…

San Valentino detto anche san Valentino da Terni o san Valentino da Interamna (Interamna Nahars, ca. 176 – Roma14 febbraio 273) fu un vescovo e un martire cristiano. Venerato comesanto dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana, è considerato patronodegli innamorati. La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel sec. VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura.

Le sue spoglie furono sepolte sulla collina di Terni, al LXIII miglio della Via Flaminia, nei pressi di una necropoli. Sul luogo sorse nel IV secolo unabasilica nella quale attualmente sono custodite, racchiuse in una teca, le reliquie del santo. Le reliquie pare siano state portate nella città dai tre discepoli del filosofo Cratone, Apollonio, Efebo e Procuro, convertiti dal futuro santo, e che per questo trafugamento furono martirizzati. Altre reliquie sono presenti presso svariate chiese. Una parte si trova nella cattedrale di Maria Assunta di Savona. Le reliquie del santo sono conservate inoltre presso la chiesa medievale di San Valentino di Sadali , in Sardegna, in Calabria (Belvedere Marittimo) e nella chiesa Matrice di Vico del Gargano dove viene venerato come protettore della città e degli agrumeti.

Questo è tutto, a proposito … Buon San Valentino a tutti!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Cultura come arma di difesa dell’Agroalimentare Made in Italy, attraverso nuovi mezzi di comunicazione.

ottobre 24, 2012

Grande successo a Milano del Convegno su Qualita’ e Tracciabilita’ della filiera Agroalimentare Made in Italy, tenutosi venerdi’ presso l’Aula Magna della Facolta’ di Agraria dell’Universita’. Riportiamo di seguito l’intervento integrale del Segretario Generale di FederFauna Massimiliano Filippi, dal titolo: “La Cultura come arma di difesa dell’Agroalimentare ”Made in Italy” attraverso i nuovi mezzi di comunicazione.”

La Cultura come arma di difesa dell’Agroalimentare “Made in Italy” attraverso i nuovi mezzi di comunicazione.

Perche’ il cane, che da noi e’ considerato un animale d’affezione, in diversi Paesi del Mondo, soprattutto in Asia Orientale e in Oceania, e’ invece consumato come alimento e addirittura allevato appositamente per la macellazione? Perche’ nell’Ebraismo e nell’Islam si osserva la prescrizione di non mangiare carne di maiale, che e’ da noi tra le piu’ consumate? Perche’ in India i bovini vengono considerati animali sacri e gli indiani hanno sviluppato una certa fantasia nel cucinare carni che in Occidente sono molto meno diffuse e presentano una minore varietà di ricette?

Tali scelte, gli usi e i costumi dei Popoli sono dettati dalle diverse Culture, ovvero da quel bagaglio di conoscenze, tradizioni, saperi e pratiche acquisite, ritenute da ciascun Popolo fondamentali, tanto da venir trasmesse di generazione in generazione.

La Cultura nasce da un processo di sedimentazione dell’insieme di tutti questi fattori, inclusi quelli ambientali e climatici e cio’ sta a significare che la Cultura non e’ statica, ne’ riducibile alla dimensione biologica dell’Uomo, ma che si arricchisce di elementi e si evolve con l’Uomo, andando a rappresentare la totalita’ dell’ambiente sociale e fisico che e’ opera dell’Uomo.

In poche parole: noi dipendiamo dalla nostra Cultura, ma la nostra Cultura dipende da noi. Siamo noi che abbiamo il potere di decidere quali conoscenze, tradizioni, saperi, pratiche, siano degne di essere diffuse e tramandate alle generazioni future. Siamo noi che abbiamo il potere di decidere attraverso quali mezzi diffonderle e tramandarle.

E ovviamente bisogna, come diceva Luigi Einaudi: “conoscere per deliberare”. “E’ un cane che si morde la coda” aggiungo io.

Non possiamo permetterci che riguardo al sistema Agroalimentare “Made in Italy” si creino sacche di ignoranza, intesa come non conoscenza della realta’ o scostamento tra la realta’ ed una percezione errata della stessa.

Per Sistema Agroalimentare intendo l’insieme di tutti i settori dell’economia coinvolti nella produzione e distribuzione di prodotti alimentari, dall’Agricoltura, all’Industria che le fornisce i mezzi tecnici, all’Industria della trasformazione dei prodotti, al Settore del commercio e della distribuzione degli alimenti.

Non solo perche’ ne va della stessa sopravvivenza di tale sistema, ma anche per una questione di utilita’ Sociale: per garantire a tutti di poter operare scelte realmente consapevoli.

Non solo “gli ignoranti non possono non odiare, e temere insieme, coloro che si occupano delle cose ch’essi non capiscono”, come disse lo  scrittore e commediografo britannico William Somerset Maugham, scomparso nel 1965, ma come ha osservato piu’ recentemente l’attore statunitense Tom Hanks, “viviamo in una societa’ dove nessuna legge proibisce di guadagnare denaro diffondendo ignoranza o, in qualche caso, stupidita’”.

E’ il caso ad esempio delle produzioni zootecniche, oggi in alcuni casi minacciate addirittura di piu’ dalla propaganda e dalle azioni degli animalisti che non  dello stato di crisi economica in cui versa l’Italia e che ha coinvolto tutti i settori, compreso quello alimentare.

Venerdi’ 28 mi trovavo a Montirone in Provincia di Brescia, ospite di un’azienda agricola che alleva visoni che quel giorno partecipava ad un’ottima iniziativa organizzata dall’AIAV, l’associazione italiana degli allevatori di visone: un Open Day per consentire ai Cittadini di entrare a visitare gli allevamenti e vedere con i propri occhi com’e’ condotta l’attivita’ e come vivono gli animali. Voi non avete idea di quanta gente sia rimasta sorpresa di vedere animali belli, ben tenuti ed in perfetta salute! Alcune persone sono uscite quasi deluse perche’ si aspettavano di vedere immagini da film horror, tante altre soddisfatte e rassicurate dall’aver constatato di persona che acquistare ed indossare una pelliccia prodotta in Italia, oltre a offrire garanzie sulla qualita’ del prodotto, offre anche una garanzia di tutela del benessere animale. E’ rimasto positivamente sorpreso e impressionato anche il Sindaco del Paese che pochi mesi prima, dietro pressione degli animalisti, aveva emesso un’ordinanza di chiusura di quell’allevamento (poi sospesa dal Tar). Prima di allora, lui un allevamento non lo aveva mai visto, e quella sua sacca di ignoranza era stata colmata dalle falsita’ diffuse da una lobby, quella animalista, che ha interessi ben diversi da quello propagandato di difendere gli animali.

Ovvio quindi che per evitare che qualcuno pensi che le vacche siano costrette “a continui stupri e a continui parti” per produrre il latte, come ho sentito sostenere alcuni esponenti di quell’ideologia, o che l’allevamento realmente sottragga cibo alle popolazioni povere del Pianeta (provino loro, questi vegani, a mangiare quello che mangia un bovino), o ancora, magari, che il pollo nasca direttamente nel cellophane al supermercato, dobbiamo diffondere un’informazione corretta, percio’ conoscenza e quindi Cultura.

Stessa cosa dicasi per evitare che qualcuno pensi che la “Fiorentina” sia semplicemente una bistecca tagliata spessa e non un preciso taglio comprensivo dell’osso dalla lombata del vitellone di razza Chianina, o che il “Chianti” sia un vino californiano, oppure che non vi sia alcuna differenza tra una “Mozzarella di Bufala Campana” e la mozzarella blu di cui hanno tanto parlato i media poco tempo fa.

A riguardo e’ da notare che in tutto il Mondo vengono vendute montagne di prodotti alimentari presentati con slogan, nomi, bandiere, immagini, richiami di qualsiasi tipo all’Italia, che spesso non hanno nulla a che fare con l’Italia. Gia’ nel 2009 la Coldiretti aveva stimato in oltre 50 miliardi di euro il mercato mondiale delle imitazioni di prodotti alimentari Made in Italy.

In altre parole, se una maggior conoscenza anche a livello internazionale della realta’ sulle produzioni agroalimentari italiane inducesse nei consumatori scelte tali da determinare il progressivo stop alla contraffazione, che e’ causa di danni economici ma anche di immagine, le esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy potrebbero quadruplicare.

Non mi pare poco, operando solo in ambito culturale, senza pensare a leggi che comunque sarebbero ben difficili da far adottare ed ancor più difficili da far rispettare!…

La Cultura pertanto risulta essere l’arma piu’ efficace per difendere l’Agroalimentare Made in Italy!

Come qualsiasi arma pero’, deve essere usata ed usata nel modo giusto. Oggi ad esempio vi e’ la tendenza a considerare “persone colte” o addirittura “uomini di Cultura” coloro che hanno letto tanti libri, ritenendo erroneamente che la Cultura sia sinonimo di “conoscenza di quanto scritto sui libri”, mentre in Societa’ come la nostra oramai la Cultura non si identifica esclusivamente con le tradizioni scritte, ma con le nuove tecnologie multimediali come ipertesti, e-book, immagini e suoni, e anche per questo i grandi mezzi di comunicazione sono responsabili della Cultura di massa.

E’ indubbio che internet abbia cambiato non solo il modo di comunicare, ma anche quello di informarsi. Solo qualche anno fa, per condurre una ricerca o semplicemente per conoscere il significato di una parola, avremmo iniziato a scartabellare i volumi dell’enciclopedia ber riposta sullo scaffale in salotto o al massimo ci saremmo recati in biblioteca; oggi accendiamo il PC e in un “clic” consultiamo Wikipedia. Probabilmente sui libri non avremmo trovato nemmeno la parola “clic”. La stessa cosa vale per le notizie, siano esse di cronaca, di politica, di economia o di costume, che sempre più spesso leggiamo online anziche’ sui quotidiani cartacei.

L’uso di internet infatti e’ esploso ed e’ in continua espansione, anche perche’ rispetto alla stampa o a radio e televisione, consente una reciprocita’ in cui la fonte e l’utente possono interagire e tutti possono contribuire all’informazione di tutti: in Internet e’ presente tutto, sempre, e’ alla portata di tutti e tutti possono contribuirvi.

In internet si esprimono opinioni, si discute e ci si confronta attraverso i social network, in internet si incontrano produttori e consumatori dei prodotti più disparati attraverso l’e-commerce.

Diventa cosi’ piuttosto facile veicolare qualsiasi informazione anche non presentandola espressamente come tale, e anche se in internet l’informazione sfugge molto di piu’ al controllo dei poteri piu’ o meno forti rispetto che in altri mezzi di comunicazione, tant’e’  che sulla rete circolano molti contenuti censurati altrove, questo non significa che essa sia totalmente priva di controllo. Infatti e’ la stessa liberta’ di contribuire all’informazione che offre internet, che si rivela talvolta un’arma a doppio taglio. Ad esempio, una stessa informazione puo’ venire distorta, oppure ripresa e riciclata all’infinito, creando la falsa sensazione di una “abbondanza” che puo’ essere facilmente scambiata per conferma della sua veridicita’, anche nel caso vera non sia.

A quel punto l’informazione puo’ divenire disinformazione, ed e’ per questo che poc’anzi ho detto che le armi bisogna saper usarle.

Per fare un esempio concreto di uso efficace di internet come mezzo di disinformazione tornero’ a parlare degli animalisti citati prima. Fateci caso: quando navighiamo in internet generalmente non ci soffermiamo mai troppo tempo su una pagina, quantomeno non tanto tempo quanto ci soffermiamo su quella di un libro o di un giornale cartaceo, tant’e’ che le stesse testate giornalistiche normalmente pubblicano on line un riassunto di cio’ che pubblicano sul cartaceo. Cio’ dimostra che la comunicazione su internet deve essere veloce: meglio slogan ed immagini ad impatto. Ecco che gli animalisti, che internet sanno usarlo bene, adottano in genere una propaganda che consiste esclusivamente in slogan e parole ingannevoli ed immagini magari non pertinenti o addirittura false, ma ad elevato impatto emotivo.  L’osservatore e’ indotto a considerare tali immagini come indubitabile realta’ e rappresentative di un settore che magari non c’entra nulla. Oppure gli stessi ripetono il medesimo concetto, magari con parole molto semplici, talmente tante volte da farlo apparire vero anche quando non lo e’, solo perche’ falsamente appare largamente condiviso. Altra tecnica e’ quella di citare spesso fonti, magari roboanti, che poco importa se in realta’ siano inesistenti o le abbia scritte la nonna, tanto in molti casi cio’ che appare conta di piu’ di cio’ che e’. Talvolta basta poco ad offuscare la ragione. E in internet il danno puo’ essere facilmente ingigantito perche’ internet consente l’isolamento ed una realta’ virtuale dove chiunque pur di appartenere a un gruppo sposa delle tesi, oppure pur di sentirsi una persona saccente all’interno di un gruppo, diffonde tali tesi che ha assunto usando male gli strumenti di internet per documentarsi.

Ma ovviamente questo non e’ il nostro caso: noi vendiamo emozioni che nascono dalla realta’, da tutti i cinque sensi, emozioni che si possono toccare, e anche mangiare! Noi rispetto a loro partiamo avvantaggiati: non abbiamo bisogno di fare disinformazione, ci basta fare una corretta informazione su cio’ che e’ vero e oggettivamente constatabile da chiunque. Ecco che i nuovi mezzi di comunicazione, compreso l’e-commerce che viene presentato qui oggi, se impariamo ad usarli bene, possono diventare un eccezionale veicolo per rilanciare e potenziare le nostre eccellenze, un’arma per fare informazione e produrre Cultura, l’arma piu’ efficace per difendere l’Agroalimentare Made in Italy!

Massimiliano Filippi

Famiglie                        d’Italia

Il perché dell’albero di Natale e le sue origini…

dicembre 19, 2011

Il Natale è ormai prossimo e tutti i bambini sono in fermento e, con loro, anche noi genitori e nonni. Il Natale è la festa più amata perché spesso riesce ad infondere amore e propositi buoni anche nei cuori più duri ed è in grado di far dimenticare per un po’ i problemi e le ” storture ” di un mondo che non riesce a convivere in armonia con se stesso. Chiaramente, il termine mondo è usato per significare l’umanità e non la natura, perché essa, se non modificata, è l’esempio più lampante di armonia e amore allo stato puri. Questo è il periodo in cui nelle case si allestiscono Presepi ed Alberi di Natale, e proprio di quest’ultimo e dei suoi componenti oggi vi vogliamo raccontare.

alberaccioL’albero di natale
Molte leggende narrano che l’abete è uno degli alberi dal giardino dell’Eden.
Una narra che l’abete è l’albero della Vita le cui foglie si avvizzirono ad aghi quando Eva colse il frutto proibito e non fiorì più fino alla notte in cui nacque Gesù Bambino.

Un’altra leggenda narra che Adamo portò un ramoscello dell’albero del bene e del male con lui dall’Eden. Questo ramoscello più tardi divenne l’abete che fu usato per l’albero di Natale e per la Santa Croce.

” L’immagine dell’albero come simbolo del rinnovarsi della vita è un tradizionale tema pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale e, in seguito, assimilato anche dal Cristianesimo. L’abete, essendo conifera sempreverde, facilmente richiama il perpetuarsi della vita anche in inverno. La derivazione dell’uso moderno da queste tradizioni, tuttavia, non è stato provato con certezza anche se sembra che sia nata a Tallinn, in Estonia nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, Raekoja Plats, attorno al quale giovani scapoli uomini e donne ballavano insieme alla ricerca dell’anima gemella. Tradizione poi ripresa dalla Germania nel XVI secolo espandendosi in tutto il mondo in un enorme business commerciale, trasformando l’Albero di Natale in un potenziale status symbol. ( fonte Wikipedia) “

stella-fi-natale-2La stella di natale
In un piccolo villaggio messicano viveva una bambina di nome Altea, Giunse la notte di Natale e tutti andarono in chiesa con un piccolo dono per Gesù. Solo Altea rimase a casa perché non aveva nulla da donargli. All’improvviso apparve un angelo. «Perché sei così triste?» chiese alla bambina.

“Perché non ho nulla da portare a Gesù!” rispose Altea. Allora l’angelo le disse: “Tu hai una cosa molto importante da donare a Gesù: il tuo amore. Raccogli le frasche che crescono ai bordi della strada e portale in chiesa. Vedrai, il tuo dono sarà il più bello di tutti.”
Altea fece come le aveva detto l’angelo e depose un mazzo di frasche davanti all’altare. Mentre la bambina pregava le frasche si trasformarono in una pianta meravigliosa con foglie verdi e rosse: era nata la Stella di Natale.

palle-di-nataleLe palle di natale
A Betlemme c’era un artista di strada molto povero che non aveva nemmeno un dono per il Bambino Gesù così egli andò da Gesù e fece ciò che sapeva fare meglio, il giocoliere, e lo fece ridere.
Questo è il perché ogni anno sull’albero di Natale appendiamo le Palle colorate – per ricordarci delle risate di Gesù Bambino.

 

introduzione a cura di
 
Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Il perché della Festa di Ognissanti, le sue origini

novembre 1, 2011

Come d’abitudine, questo blog nelle ricorrenze festive comincia un suo viaggio sul web alla ricerca di notizie, affidandosi soprattutto a Google e Wihipedia. La festa di oggi, quella di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi (canonizzati e non) ed è anche  è una espressione rituale cristiana per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso  noti o ignoti affinché ci proteggano ed intercedano per noi. La festa cattolica ( Festabant Omnium Sanctorum) cade il 1º novembre, seguita il 2 novembre dalla Commemorazione dei Defunti, ed è una festa di precetto che prevede una veglia e un’ottava nel calendario della forma straordinaria del rito romano.

Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate ad Antiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste. Come data di celebrazione della festività fu scelto il 1º novembre per farla coincidere con il Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno, a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese. Secondo le credenze celtiche durante la celebrazione del Samhain, i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le antiche tribù celtiche erano un tutt’uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo che infatti il 2 novembre celebra i defunti.

 Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata. E l 1º novembre venne decretato festa di precetto anche da parte del re franco Luigi il Pio nell’835 e il decreto f emesso “su richiesta di papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i vescovi”.

 

Dieci pensieri sulla Festa di Tutti i Santi

1. Il 1° novembre è la Solennità di Tutti i Santi. Si tratta di una festa popolare e cristiana, molto sentita dalle nostre popolazioni, che vuole ricordare in un’unica Solennità coloro che ci hanno preceduto nel cammino della fede e della vita, godono la beatitudine eterna e sono cittadini a pieno diritto del ielo, la patria comune di tutta l’umanità di tutti i tempi.

Il giorno di Tutti i Santi si festeggia ormai da circa mille anni. Furono i monaci benedettini di Cluny a diffondere questa Festività.

2. In questa memoria liturgica celebriamo tutti quei cristiani che – dichiarati o no Santi o Beati dalla Chiesa – già godono la visione beatifica di Dio e sono già in Cielo. Di qui il nome: Solennità di Tutti i Santi.

3. Santo è quel cristiano che, conclusa la sua esistenza terrena è già alla presenza di Dio e – per dirla con le parole dell’apostolo Paolo – ha ricevuto “la corona della gloria”. 

4. Il santo è il riflesso della gloria e della santità di Dio. Sono modelli di vita per i cristiani e nostri intercessori poiché possiamo chiedere loro aiuto e la loro intercessione presso Dio. Sono così degni di meritare il nostro culto e la nostra venerazione. 

5. Il giorno di Tutti i Santi include nella propria celebrazione i santi popolari e conosciuti, straordinari cristiani a cui la Chiesa dedica uno speciale giorno  dell’anno. 

6. Ma il giorno di Tutti i Santi è specialmente il giorno dei “Santi anonimi”.  Il giorno di Tutti i Santi è giornata per ricordare opportunamente la chiamata alla santità cui devono tendere tutti i battezzarti cristiani. È l’occasione per prendere coscienza una volta di più della chiamata del Signore a essere perfetti e santi come Dio è perfetto e santo. 

7. Se tratta di un impegno fondamentale del cristiano poiché l’universale chiamata alla santità nella Chiesa è compito di tutti e di ogni singolo battezzato, la santità non è patrimonio di alcuni pochi privilegiati. È il destino di tutti, proprio come lo fu per la grande moltitudine di Santi anonimi che oggi ricordiamo e festeggiamo. 

8. La santità cristiana consiste nel vivere e osservare i comandamenti e le beatitudini. Il Santo non è un angelo, è un uomo in  carne e ossa. Il santo è colui che vive la propria fede con gioia e fatica, che lotta ogni giorno e vive nell’amore, per amore, per amare. “Il santo è colui che è così affascinato dalla bellezza di Dio e dalla sua perfetta verità da lasciarsene trasformare. Per questa bellezza e verità è disposto a rinunciare a tutto, anche a se stesso. Gli è sufficiente l’amore di Dio, che sperimenta e vive nel servizio umile e disinteressato del prossimo” (Benedetto XVI).  

9. La santità si guadagna, si raggiunge e si consegue qui in Terra con l’aiuto della grazia e con l’impegno quotidiano, amando Dio sopra ogni cosa e il prossimo come sé stessi. L’affanno di ogni giorno fa intravvedere e in qualche modo anticipa il volto dell’eternità. Il Cielo non può attendere, è vero. Ma il Cielo/la santità si guadagna qui sulla terra. 

10. Il giorno di Tutti i Santi ci parla della vita umana che non termina con la morte; la vita non è tolta ma trasformata e vissuta nella beata eternità di Dio. Il giorno di Tutti i Santi è una giornata di celebrazione e di autentica catechesi dei misteri della nostra fede, i novissimi: morte, giudizio, inferno e Paradiso.

fonte: www.partecipiamo.it Tommytom

Ci sono molti modi per festeggiare questa ricorrenza, ed  ogni regione ha le sue usanze: il modo più semplice è andare a messa e ricordare e pregare i santi nel profondo nel nostro cuore. Buon Ognissanti a tutti da Famiglie d’Italia!

introduzione e commenti di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Nella ” Storia di una ranocchia ” svelato un inganno del quale non tutti ci rendiamo conto…

ottobre 22, 2011

Cari amici, questo fine settimana vi offro l’occasione di una sana e serena riflessione, invitandovi ad aprire un piccolo video clip inviatomi dall’amico Enzo Marascio ( l’inventore del Muscolo di Grano, alimento naturale che non sfigura su una tavola  imbandita, ma ne completa l’offerta) e dedicato ad un breve racconto di Olivier Clerc  (Olivier Clerc – Wikipédia ), scrittore e filosofo che, attraverso la metafora, mette in evidenza le funeste conseguenze della non coscienza del cambiamento, che infetta la nostra salute, le nostre relazioni, l’evoluzione sociale e l’ambiente. Un condensato di vita e di saggezza che ciascuno potrà piantare nel proprio giardino per goderne i frutti. Il racconto si intitola ” Storia di una ranocchia

Miniatura
4:33

Storia di una ranocchia – Olivier Clerc

Guardando questo video non vi sarà sfuggito che nel nome del progresso, della scienza e del profitto si effettuano continui attacchi alle libertà individuali, alla dignità, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla gioa di vivere… lentamente, ma inesorabilmente, con la costante complicità delle vittime, inconsapevoli ed ormai incapaci di difendersi per cui, buon weekend a tutti ma, mi raccomando, non abbassate mai la guardia!

Umberto Napolitano

 
Famiglie  d’Italia

Wikipedia racconta Steve Jobs… e noi non lo dimenticheremo mai

ottobre 7, 2011

Steven Paul Jobs, noto semplicemente come Steve Jobs (San Francisco, 24 febbraio 1955[1]Palo Alto, 5 ottobre 2011), è stato un imprenditore e informatico statunitense così, in modo chiaro e semplice si apre la pagina di Wikipedia alla voce Steve Jobs. In questo doveroso e piccolo omaggio con cui Famiglie d’Italia si unisce al mondo intero per la sua prematura scomparsa, ho pensato doveroso ripercorrere il suo glorioso percorso di vita proprio attraverso le pagine di Wikipedia, in quanto tra i figli prediletti della sua genialità innovativa, invitandovi ad approfondire la vostra conoscenza proprio cliccando, per chi non l’avesse ancora fatto, su Steve Jobs – Wikipedia …

Altre parole non servono, ci ha lasciato il suo corpo ma le sue opere e le sue intuizioni ci accompagneranno e ci saranno utili per l’eternità … GRAZIE STEVE

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Perché si festeggia San Valentino il 14 febbraio

febbraio 14, 2011

Un viaggio su internet mi ha permesso di trovare le risposte a tante domande che mi hanno accompagnato fin da ragazzino: ma chi era San Valentino e perché si festeggia in nome suo il 14 febbraio la festa degli innamorati, scambiandosi baci  e doni insieme a dolci frasi e promesse di amore eterno ?… Tra le varie risposte una mi è parsa la più interessante: (more…)

Perchè si festeggia la Pasquetta

aprile 5, 2010

Così come ho fatto per il giorno di Santo Stefano, il giorno successivo al Santo Natale, anche per il Lunedì dell’Angelo, o Pasquetta, sono andato a cercare su ” san ” Google informazioni a riguardo e, come al solito, grazie a Wikipedia ho ottenuto le risposte che desideravo e che vi riporto fedelmente.

(Annibale Carracci- Le pie donne al sepolcro)

Festa religiosa

Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salome andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato (more…)

8 marzo, festa della donna…e del buon senso

marzo 8, 2010

festa della donna ” Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia. ” ( dal portale Italia Donna, post del 18 febbraio 2010).

Ho voluto aprire questo mio omaggio a tutte le donne del mondo con un breve accenno alle origini tragiche di questo giorno di festa. Per chi poi volesse saperne di più, grazie a Wikipedia ( Giornata Internazionale della Donna – Wikipedia )potrà colmare ogni lacuna… ora però vorrei invitare tutti ad un momento di serena riflessione. (more…)

Perché il 26 dicembre si festeggia Santo Stefano

dicembre 26, 2009

E’ una domanda che in molti si sono posti e di cui pochi conoscono la giusta risposta. Considerato da sempre il giorno in cui si fa  visita ai parenti, è una festa nazionale, oltre che in Italia, anche in Austria, Germania, Irlanda, Danimarca, Catalogna, Croazia, Serbia, Montenegro e Romania. Nel Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Canada si celebra invece il Boxing Day  ( Festa della buona volontà e dei regali alle persone meno abbienti ) che la maggior parte degli anni coincide con la festa di Santo Stefano, dato che si celebra il primo giorno dopo Natale, a meno che non sia domenica, quindi o il 26 o il 27 dicembre. La ragione di questo giorno festivo non è da ricercare nell’importanza del primo martire del Cristianesimo, ma perché è l’indomani di Natale: allunga quindi le festività natalizie per solennizzare ancora di più la festa della nascita del Salvatore… ma chi era  Stefano?

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Pacco bomba alla Bocconi: l’anarchia affiora quando la nave dello Stato affonda

dicembre 17, 2009

  Anarchia – Wikipedia   ” L’anarchia  è una concezione politica basata sull’idea di un ordine fondato sull’autonomia e la libertà degli individui, contrapposto ad ogni forma di Stato e di potere costituito. Tutti gli anarchici sono, cioè, concordi nel considerare l’abolizione dello Stato condizione necessaria per il successo della dottrina anarchica. L’idea di Anarchia prevede, a livello sociale, che individui e collettività scelgano per relazionarsi fra loro un insieme di rapporti non-autoritari.”… E potrei andare avanti, ma preferisco fermarmi lasciando a voi il compito di approfondire utilizzando il link sopra riportato di Wikipedia: una  cosa è certa, però,… il concetto di ” anarchia ” ( dal greco antico ἀν-ἀρχή, senza-governo ), affiora sempre quando nella nave dello Stato si aprono delle falle e comincia ad imbarcare acqua. La bomba della Bocconi è un segnale da non sottovalutare, è come un fiore che spunta striminzito in inverno per annunciarsi, se sopravvivrà, poderoso e prorompente con l’arrivo della primavera.

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