Archive for the ‘Il potere delle nostre azioni’ Category

Chiude Expo, apre al mondo Muscolo di Grano

ottobre 31, 2015

Enzo

Dopo 6 mesi di attività frenetica, Expo Milano chiude i battenti: Il messaggio che ha cercato di inviare è stato quello dell’indirizzo dell’alimentazione planetaria e del risolvimento della grande piaga della fame nel mondo. Diciamo che, come si era presentato, non è che avesse offerto indicazioni positive, inneggiando agli sponsor principali, fra i quali MC Donald e Eataly hanno avuto la parte del leone. Mc Donald, anche se ha cercato di modificarsi in questi sei mesi nelle sue offerte, aggiungendo un panino vegetariano ed uno con la carne chianina, rappresenta per tradizione il fast food dove qualità e salute non sempre appaiono coniugate al meglio. Eataly, da par suo, ha rappresentato sì il Made in Italy, con prevalenza, però, di quello industriale rispetto al tradizionale che vede nelle piccole aziende familiari la necessità di emergere attraverso la qualità, anche a costo di tanti sacrifici e molte rinunce. Per fortuna, però, questo Expo ha lasciato spazio anche alle innovazioni e da queste sono arrivate le migliori risposte: MUSCOLO DI GRANO ha sbaragliato tutti e meravigliato il mondo ed Enzo Marascio, l’ideatore, insieme alla moglie Marisa ed ai figli Lucia e Domenico, con la loro azienda a gestione familiare attraverso un lungo percorso trentennale, sono arrivati a Expo al top rappresentando degnamente della Calabria, in particolare, e dell’Italia tutta, il meglio dell’ingegno e dell’abnegazione italiana. Hanno dimostrato che non c’è bisogno di chimica di laboratorio per creare un’alternativa alla carne, bensì cogliendo della natura il meglio attraverso la cultura del rispetto e della sana e tradizionale coltivazione. Muscolo di Grano, miscelando farine di grano, non modificato geneticamente, e lenticchie, attraverso una lavorazione particolare che ne racchiude il segreto, ha offerto una carne vegetale fornita di muscolo, pelle e cotenna, facilmente cucinabile, capace di soddisfare sia il palato sia la vista, e, soprattutto, ricca di tutte le proteine necessarie al corpo umano evitandogli completamente l’assunzione di grassi saturi, di conseguenza, zero colesterolo. Da tutto questo si deduce con quanto sentimento sia stato creato Muscolo di Grano, tant’ è che recentemente in un articolo di Sole 24 ore è stato definito ” la carne dell’amore “.

Per permettervi meglio di approfondire la vostra conoscenza di Enzo Marascio il geniale inventore di Muscolo di Grano, vi propongo un post pubblicato ieri dal quotidiano soveratese online L’esuberante , a firma di Teresa Pittella.

Carne sì, ma vegetale. Ora tutti vogliono il “muscolo di grano” inventato a Isca (Cz).

Enzo Marascio con la figlia Lucia (al centro) alla premiazione Expo
Enzo Marascio con la figlia Lucia (al centro) alla premiazione all’Expo

Anni ’50. Isca sullo Ionio (Cz). Una partoriente in sofferenza e un bimbo che rischia di morire prima ancora di nascere. C’è una sola persona che ha la macchina in paese, anche se proprio in quei giorni l’auto non ce l’ha perché ne aspetta una nuova, fiammante, dal concessionario di Catanzaro. Ha mandato l’autista a prenderla, e dovrebbe arrivare a momenti. Ma quando l’autista arriva trova la “sorpresa”: la nuova macchina secondo il suo proprietario deve servire a trasportare immediatamente la puerpera nel capoluogo, e chi se ne importa se rovinerà i sedili nuovi! Pochi chilometri e verso Copanello, tra curve e tornanti, la situazione si sblocca e nasce il bambino. La macchina torna indietro portando il neonato in trionfo: era Enzo Marascio. “Sono venuto al mondo grazie all’altruismo dell’avvocatoSaverio Pittelli e nell’altruismo voglio rimanere: la produzione del muscolo di grano non diventerà una multinazionale, ma deve restare a disposizione della gente, a partire dalla mia terra”, spiega Marascio, inventore del muscolo di grano, alimento identico alla carne anche per aspetto e sapore, oltre che per valore proteico, ma ricavato da frumento e legumi, premiato il 2 ottobre all’Expo di Milano con l’Oscar Green 2015 (come ha ricordato ieri Fabio Guarna sulla rubrica Italians del Corsera). Un brevetto dalle potenzialità enormi, soprattutto in questi giorni di terrore e dibattito dopo il rapporto Oms che dichiara cancerogena la carne rossa lavorata.

Muscolo di Grano isca con onoreDomanda. All’Expo avete sbaragliato 1582 idee innovative a livello mondiale o siete stati premiati dal ministro dell’ambiente Luca Galletti. Com’è nata l’idea del “muscolo di grano”?

Risposta. In maniera casuale come molte grandi idee: già a fine anni ’80 cercavo un alimento che migliorasse le mie condizioni di salute, che un medico di fiducia aveva associato all’alimentazione. Ho iniziato dalla ricetta casalinga del seitan, partendo dalla farina di frumento, ma poi per accorciare i tempi ho aggiunto i legumi, invece di cucinarli a parte come contorno. Ne venivano fuori delle “frittelle” dall’altissimo valore nutritivo, molto gradite anche ai miei bambini (Domenico e Lucia che ora guida l’azienda, ndr). Per fargliele mangiare a scuola al posto del vitello o del pollo della mensa, e non farli sentire emarginati dai compagni, ecco che ho cominciato a studiare il modo di renderle simili a bistecche e hamburger. Da qui gli studi e gli esperimenti che poi hanno portato alla messa a punto della “muscolatura” del grano e al brevetto.

D. Ecco perché il Sole24Ore l’ha definita “la carne nata dall’amore”. Ora però il muscolo di grano sarà richiesto in tutto il mondo. Prevedete un’impennata del giro d’affari per il 2016?

R. Non proprio. Ci stanno cercando tutti, multinazionali statunitensi, australiane, europee e brasiliane. Ma la mia filosofia è diversa: non intendo crescere commercialmente per arricchire me o una grande azienda, voglio che la formula del muscolo di grano serva alle persone. Non è più uno sfizio modaiolo di vegetariani o vegani, ma un’esigenza di salute di tutto il pianeta. Ora che lo dice l’Oms che la carne oggi è “malata” tutti si allarmano, ma da Umberto Veronesi a tanti altri esperti, da tempo si metteva in guardia sui suoi pericoli.

D. Perché non lanciare il muscolo di grano sui mercati mondiali? 

R. Perché voglio che sia patrimonio delle persone e non del business: non ci si può arricchire su una cosa necessaria. Intanto ho due proposte: una sulla Calabria, già avanzata all’assessore Federica Roccisano con la quale abbiamo avviato un confronto. Partendo dall’exploit di vegetariani, circa 50 milioni solo in Europa, il progetto è fare della Regione “la terra del muscolo di grano”, il paradiso veg dove i vegetariani si sentano accolti nelle loro esigenze da ristoranti, hotel, resort e stabilimenti balneari. Il personale delle strutture riceverebbe formazione specifica, valorizzando anche il ruolo dell’istituto alberghiero di Soverato. Non si può ignorare il nuovo orientamento sull’alimentazione a livello mondiale, perché altrimenti si rimane impreparati, sia sul fronte turistico che alberghiero. Il tutto ovviamente armonizzato con la nostra tradizione, che rispetto e apprezzo. Propongo solo di arricchire la nostra tavola, non necessariamente di sostituire.

La seconda proposta?

Il secondo progetto riguarda Isca, il mio paese natale. Propongo una cooperativa di produzione del muscolo di grano, nella quale sia la comunità a lavorare e avere anche gli utili oltre agli stupendi. Isca come centro della lavorazione del muscolo di grano, a servizio del mercato prima di tutto regionale. Possiamo fare di Isca il paese più ricco del mondo! E fare del muscolo un patrimonio del territorio, visto che dalla sapienza dei nonni, della loro vita nei campi e dall’osservazione del loro modo di alimentarsi ha origine la scoperta.

Muscolo di grano Expo cooking
Dimostrazione per le istituzioni e i visitatori durante l’Expo di Milano

In moltissimi chiedono dove trovare i vostri prodotti.

Abbiamo due linee: quella per vegetariani, che va molto bene e vendiamo on line dal nostro sito. E poi la muscolatura di grano, quella che ha fatto impazzire ministri e visitatori all’Expo, e vip in tutto il mondo, daPaul McCartney che l’ha sperimentata a Londra a Bill Gates interessato a trovare la formula, dagli chef comeMarco Bianchi, nostro grande fan, a Roberto Di Mauro che l’ha cucinato per il teatro Alla Scala. Quarti di vitello, pollo, maiale, soppressate, salsiccia: la muscolatura ha la consistenza della carne, il suo profumo (assaggiare per credere ogni sabato pomeriggio nel punto info di Soverato, in via della Vittoria, ndr). Un prodotto unico al mondo, che permette di realizzare il sogno di ricavare la carne dall’agricoltura, di gustarne il sapore senza nuocere a se stessi e al pianeta. Ecco cosa può fare l’ingegno calabrese unito al desiderio di essere utili alle persone, nella ferma convinzione che il cibo sia la nostra medicina.

Teresa Pittelli

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

famigli d'italia

Buone vacanze… si fa per dire

agosto 2, 2014

chiuso

Per la prima volta da quando è nato questo blog, chiudiamo per un paio di settimane per ferie anche noi… o almeno, si fa per dire. Meglio rende l’idea la foto accanto, ma forse sarebbe stato meglio evidenziare un bel ” Chiuso per rottura di… “, ma chi ci conosce sa che difficilmente su Famiglie d’Italia leggerete delle volgarità gratuite, anche se a volte, come amava sottolineare Trilussa… quanno ce vò, ce vò!

Non c’è nulla che funzioni nel mondo di questi tempi, tanto per cambiare… guerre, default di Stati, eventi climatici avversi, ecc. In Europa, poi, è ancora peggio! Siamo in piena terza guerra mondiale dove le bombe sono state sostituite all’inizio da attacchi spread ed ora persistono con politiche assurde che portano i popoli alla perdita di ogni sostanza e, spesso, addirittura alla fame. La Germania, in qualche modo, centra sempre e, come sempre, trova qualche alleatuccio che la sostiene.

In Italia, poi è uno sfacelo totale, dal caos burattinesco giornaliero che va in scena nel nostro parlamento, allo scempio perfino dell’ultimo sogno al quale, spesso i più poveri, potevano aggrapparsi per non soccombere definitivamente alla depressione: sto parlando del gioco del calcio, naturalmente. Politica e calcio vanno a braccetto nella nostra amata, depredata e oltraggiata Italia. Quelli al potere non mollano la poltrona a nessun prezzo: piuttosto muoia Sansone con tutti i filistei! Trovatemi uno Stato dove un personaggio che dovrà rappresentarci nella più alta carica dello sport nazionale, avendo, pur se disgraziatamente, avuto una caduta di stile con frasi improponibili… ditemi dove questo personaggio non chieda subito scusa facendosi anche da parte, ma soprattutto, chi lo sosteneva prima continui anche dopo nella medesima linea fregandosene di tutto e di tutti, anche di trascorsi, come si legge nei giornali, poco chiari…anzi, chiarissimi, ovvero varie condanne che, come alcuni sostengono su qualche blog, da regolamento Figc dovrebbe impedirne addirittura la candidatura. Quest’ultima affermazione non l’ho controllata direttamente per cui faccio ammenda immediata e anticipata se dovesse risultare non fondata, però, eticamente, mi parrebbe una cosa ovvia.

Comunque, tralasciando politica e calcio, questo è quanto ci ritroviamo oggi, 2 agosto 2014… la maggior parte di noi a casa per mancanza di soldi e, peggio ancora, di lavoro e di prospettive e… energie per provare a reagire. Anche il sottoscritto sta scrivendo sempre di meno…le parole ormai non servono più, occorrono fatti. Ho provato a smuovere coscienze ed intelletti, ma ben poco ho raccolto, anche solo come interesse: lamentele un infinità, ma avvisaglie di riscossa provando a reagire ed a cercare soluzioni individuate attraverso confronto fra di noi senza aspettare soluzioni esterne che non arriveranno mai… zero assoluto! Noi italiani siamo ormai in letargo ed i partigiani esistono solo nella memoria storica… ora la guerra la subiamo e basta! Hanno provato i ” forconi ” a farsi sentire…dove sono finiti! Acquistati o spazzati via perché davano fastidio anche a noi creandoci disagi?… Anche i protestatari spagnoli sono spariti, ma almeno qualcosa in spagna si muove… un po’ si sono destati ed hanno imposto un po’ di condizioni a Bruxelles.

renzi_merkel

Noi non siamo in grado di imporre nulla, se non baciare le mani alla Merkel appena conquistata una poltrona o, addirittura, record dei record, come ha fatto il beneamato Renzi, prima ancora di essere eletto alle primarie del suo partito ( la foto accanto è chiaramente un fotomontaggio ironico pescato nel web ). E allora amici, ditemi voi, come fa a venirti la voglia di scrivere se ben poco ti rimane da scrivere? Io quest’anno mi prendo delle ferie  ” intellettuali “, nel senso di mettere a risposo l’intelletto sempre più provato e demotivato. Me ne sto a casa non avendo nemmeno qualche festa in calendario dove andare a cantare ( per chi non mi conosce era la mia attività primaria anni fa ), perché non esistono quasi più feste patronali per mancanza di fondi e…di impresari, la maggior parte dei quali finiti in bolletta per aver anticipato soldi agli artisti per manifestazioni sponsorizzate da province e regioni, ma che non hanno fatto fronte ai loro impegni invocando il famigerato ” patto di stabilità “, che permette alle amministrazioni di essere impuniti debitori alla faccia di tutti coloro che ” saltano ” aggrediti da banche ed Equitalia.

Questa è la situazione attuale e tale rimarrà, peggiorando conseguentemente, fino a che gli attributi non proveranno a ricrescere nei nostri bassi fondali. Bah, buone vacanze, si fa per dire, anche se sarebbe meglio… si dice per fare!

Malati e depredati: non è questa l’Europa che sognavamo

luglio 13, 2014

pazzi crisi-2Noi poveri italiani, alla mercé di politici nazionali ed internazionali alleati in un disegno criminale per spolparci, annientarci e svenderci al miglior offerente. La nostra salute fisica e psichica si appresta al default definitivo  il dramma è che subiamo il tutto con ” rassegnata ” rassegnazione. Nessuno si ribella e chi ci prova, in qualche modo, viene messo a tacere… come ad esempio si è dissolto come neve al sole il movimento di ” forconi “. Ormai non ci resta che piangere… no, le lacrime son finite…allora ammalarci o suicidarci… non ne vale la pena, amici! Siamo in piena terza guerra mondiale con,  a quanto pare, la Germania nuovamente che ci riprova a prendere il comando e ad imporre le regole. Usa armi nuove, raffinate e più terribili. I lagher ce li stiamo costruendo da soli, sfrattati dalle banche e dalle case, destinati all’inedia. Chissà se i cittadini italiani ed europei riusciranno a trasformarsi in nuovi partigiani della libertà e della speranza? Io, per ora, mi limito ad evidenziare qualche post, come quello odierno pubblicato da www.today.it… domani?…boh, forse risveglierò la mia chitarra, ed allora?… 

” Pazzi ” per la crisi: peggiora la salute mentale degli italiani

L’ormai infinito momento di recessione economica peggiora notevolmente lo stato di salute degli italiani: nel Belpaese più di due milioni e mezzo di depressi. E’ allarme per le donne.

ROMA – Crisi e salute. Peggiora una, peggiora l’altra. E’ il dato che emerge con forza dall’indagine Istat “Tutela della salute e accesso alle cure”. “La depressione è il problema mentale più diffuso e riguarda 2,6 milioni, il 4,4% della popolazione, di persone con prevalenze doppie tra le donne in tutte le età”.

Un male che, evidentemente, colpisce sempre più persone. Come dimostra l’indice che definisce la salute mentale che – spiega il documento – “è sceso di 1,6 punti nel 2013 rispetto al 2005, in particolare per i giovani fino a 34 anni, -2,7 punti, soprattutto maschi, e gli adulti tra 45-54 anni, -2,6. Ancora maggiore il calo per la popolazione straniera, dove arriva tra le donne a 5,4 punti. Per quanto riguarda la salute fisica percepita – continua il dossier sullo studio Istat – il dato è sostanzialmente stabile, con il 7,3% delle persone sopra i 14 anni che dichiara di stare male o molto male, in leggero calo rispetto al 7,4% del 2005″.

“Rimangono invariate – sottolinea ancora il rapporto – le disuguaglianze sociali nella salute, nei comportamenti non salutari, nelle limitazioni all’accesso ai servizi sanitari. Permane lo svantaggio del Mezzogiorno rispetto a tutte. Le dimensioni considerate”. Chiari i motivi che portano alla depressione, e quasi tutti collegati all’ormai infinito momento di recessione economica: eventi dolorosi, consapevolezza di avere una grave malattia, la difficoltà di gravi problemi economici, la perdita del lavoro sono le cause di depressione più diffuse.

 Non solo crisi, però. Perché crolla, anche in termini assoluti, lo stato di salute degli italiani. Rispetto al 2005, a parità di età, sono infatti aumentati in Italia i tumori maligni, +60%, le malattie della tiroide, +52%, l’Alzheimer e le demenze senili, +50%, l’emicrania ricorrente, +39%, le allergie, +29%. Queste variazioni nel tempo – precisa l’Istat – riflettono l’impatto di molti fattori, tra cui i progressi della medicina e il miglioramento delle capacità diagnostiche, la migliore consapevolezza e informazione dell’intervistato sulle principali patologie rispetto al passato, i cambiamenti epidemiologici in atto in una popolazione che invecchia e progredisce in termini di istruzione. Una popolazione, comunque, sempre più povera.
(fonte: Today)

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

 

 

Mamme a tutti i costi, ma è così bello adottare un bambino

luglio 5, 2014

provetta

Un buon motivo che, al solito, è un fiume di denaro… Per far nascere un bambino da fecondazione in provetta si fa il sacrificio, cioè la morte, di decine di embrioni, cioè di decine di bambini. Un business da miliardi e miliardi di dollari. Da venticinquemila a quarantamila dollari per comprare il bebè su misura. Diciamo la verità: oggi la scienza e la tecnica ci stanno proprio viziando. Se puoi permettertelo on un volo raggiungi l’altra parte del mondo in poche ore. Puoi parlare con chi vuoi, in qualsiasi istante, usando il telefono cellulare. Puoi cambiare faccia perché la tua non ti piace più con un buon chirurgo estetico. Puoi accedere a milioni di informazioni in pochi secondi navigando in Internet…

… e puoi essere mamma a tutti i costi, anche se hai raggiunto i cinquanta e passa anni, con la fecondazione artificiale. Il menù è estremamente ricco, si può scegliere la donatrice dell’ovulo, il donatore dello sperma, si può scegliere l’utero in affitto, insomma, gli acquirenti non devono fare nulla. Poco importa che il seme impiegato non sia quello del marito. Importa ancora meno se l’utero utilizzato non è quello della mamma vera e propria, ma preso in affitto da una parente o da un’amica, se non da una sconosciuta, come si fa con la casa al mare. Eliminare coloro che sono portatori di una malattia genetica identificabile con questa tecnica diventa necessario.Quello che succede in queste cliniche degli orrori non ha nulla da invidiare ai campi di sterminio nazisti o ai gulag: “Tutti gli embrioni che ad una prima analisi non corrispondono alle richieste fisiche dei clienti, o che rivelano una malattia genetica vengono eliminati”. A parte scegliere, pagare, e ritirare il pacco dopo nove mesi. Con questa risolutiva sembra che tutti facciano la fila per avere il bambino dei loro sogni, perché è questo che vogliono un bambino su misura,per non parlare di quelli che arrivano dall’ estero… infatti ormai il business si è diffuso su larga scala ”tra richiedente e genetisti”. Tutto è possibile, quindi tutto è lecito, dicono. Non c’è da scandalizzarsi, assicurano i  “benefattori della maternità”.

Non è difficile pensare quanto possa fare gola un giro d’affari del genere in Europa. In quanti stanno premendo per l’approvazione di leggi che svincolino definitivamente la fecondazione eterologa e l’eliminazione degli embrioni di scarto? In quanti stanno lavorando dietro le quinte per affermare il “diritto al bambino”, cioè il diritto a comprarsi un essere umano? Dopotutto l’adozione per le coppie omosessuali tende a questo risultato. Alla nascita del pargolo, poi, TV e stampa si precipiteranno a raccontare il miracolo laico, a decantare le virtù di una tecnica che appaga ogni desiderio di maternità, anche in donne non più fertili, a celebrare le doti professionali di quel medico che dispensa felicità alle coppie disperate… Tutto sembra bello, giusto, idilliaco: a guardare quella creatura, concepita tra provette e siringhe, quasi ci si commuove. Oltre a ciò, a costo di dispiacere, si può ricordare che non sta scritto da nessuna parte che è lecito ricorrere ad ogni mezzo pur di avere un figlio. E a costo di dispiacere ancor di più, diciamo con franchezza che spesso, dietro un esasperato desiderio di maternità, non c’è vero amore per la creatura che verrà, come molti sostengono con toni persuasivi e “buonisti”, tanto in voga oggi. Matrimoni gay, adozioni gay, eterologa, reato di omofobia, utero in affitto… sono già realtà in diversi paesi, una realtà che sta cercando di penetrare anche in Italia. 

Elton

E quindi come garantire il diritto al bambino? Semplice, basta importare il metodo americano in Europa, basta passare dal dottor Bentipensa di turno. Cliniche che si fanno pubblicità con Elton John e il suo compagno, che hanno acquistato di recente un secondo bambino,non si pongono scrupoli al BISNESS. Aldilà dell’intelligenza, c’è un’altra legge di vita che domina anche la ragione. È l’affetto per il proprio simile, la difesa del debole, la compassione per quelli che soffrono, e il rispetto senza limitazioni per gli sconosciuti, per coloro che sono lontani, e per coloro che ci sopravviveranno su questa terra.

Di fronte a questo scenario tragico e mostruoso, si alza una sola voce di protesta, seppur derisa e ignorata: quella della Chiesa, da sempre paladina delle cause dei più deboli ed indifesi. E questa voce ci ricorda un dato di una evidenza banale: se una coppia non può avere un figlio proprio, potrà sempre adottarne uno. Perché allora non promuovere lo strumento dell’adozione e fermare quest’ecatombe di embrioni, che silenziosamente, giorno dopo giorno, a centinaia muoiono in fredde provette? Forse perché le adozioni non saranno mai un “business” miliardario, come la fecondazione artificiale? Forse perché i guadagni che ruotano intono a questa tecnica sono troppo alti?

adozione

Oggi, il vero pericolo per l’uomo è nell’ uomo… nello squilibrio sempre più inquietante tra la sua potenza che aumenta, e la sua saggezza che regredisce… Si sta perdendo il lume della ragione, cioè il buon senso che riconosce le evidenze elementari dell’umano in nome dell’individuo avulso dagli altri, solamente preoccupato del proprio benessere.

Sabrina Parini

L’Italia non c’è più… forse è necessario uno ” tsunami ” che la purifichi!

maggio 12, 2014

tsunami

Ho vissuto la settimana scorsa in uno studio televisivo improvvisato in una storica sala da ballo di Aprilia, il Satiricon, dove ho registrato 15 puntate di un programma musicale, MilleVoci, che andrà in onda l’estate prossima su 250 emittenti private italiane. Per qualche giorno ho rivissuto l’emozione di anni addietro, quando ero, malgrado tutto e tutti, un cantante e autore sulla cresta dell’onda… emozione condivisa con nuovi emergenti e con altri artisti della mia epoca, molti dei quali hanno scritto pagine importanti della storia musicale italiana, ma anche loro relegati ad una promozione secondaria, benché importante, ma molto diversa dalla consistenza ed efficacia di un’azione promozionale portata attraverso la Rai o i Network radiofonici e televisivi nazionali. Ma tutto ciò ormai è impossibile per i più, se non relegati a programmi dove gli artisti di un ” tempo ” vengono presentati come reliquie di un periodo che fu, con poco rispetto e trasparenza di scelta ” zero “, e lo stesso per la maggior parte delle nuove leve, spesso illusi e sfruttati in programmi dove il successo effimero dura un anno si e no: i meriti contano poco e la promozione è in mano ad un potere oscuro ( vedi Sanremo con giurie fantasma che scelgono porcherie che non venderanno un disco e offriranno uno spettacolo sempre più scarso e deludente ); tutto il potere in mano a pochi che decidono... e nel caso della musica leggera decidono male dato che siamo l’unico Paese al mondo dove il mercato discografico è tragicamente crollato… e non solo quello: essere artisti, cantanti, suonatori, attori,etc. è un arte che ormai ti condanna alla non sopravvivenza. D’estate i comuni non hanno soldi per pagare gli artisti nelle feste tradizionali, i locali non hanno pubblico e quindi non possono ingaggiare artisti e orchestre…e così via. Lavorano solo i ” big “, sponsorizzati da poteri politici forti o con spettacoli con biglietti a pagamento, nomi storici che le major o i network sostengono da anni, e, nel caso delle grandi emittenti radiofoniche, queste promuovono nella loro programmazione per lo più gli artisti che controllano come produzioni discografiche ed editoriali… un chiaro caso di ” conflitto di interessi “!

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Ma l’Italia non c’è più non solo per la musica, ma per tutto ciò che è storia e tradizione del suo esistere.

Quanto sta affiorando è sempre più squallido e preoccupante: i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri! Il potere forte approfitta e ingrassa come sta emergendo, ma tanto si immaginava, dagli arresti recenti relativi all’Expo 2015. I politici che noi eleggiamo pensano solo alle loro tasche, come tutti gli uomini di potere…in qualsiasi ramo essi operino. E lo fanno in modo spudorato e senza remora. Siamo entrati nell’ Unione Europea come vittime sacrificali predestinate: con l’Euro mal gestito i nostri stipendi e risparmi si sono dimezzati, le nostre case svalutate.

Impoveriti e senza sbocchi futuri per i nostri figli!… La ” vecchia ” politica non offre più speranze, perché anche il ” nuovo “, presentato come tale, appare invece subito stantio ed avariato appena sbocciato.

Come salvarci allora?…

Come evocato nel titolo, forse solo uno ” tsunami ” ora può salvarci e purificarci… l’avvento di un qualcosa di politicamente ” diverso ” ma efficace che rada al suolo il vecchio e permetta di indicare le soluzioni per ricostruire un Paese migliore sulle rovine, proprio come si fa con i casolari diroccati.

Meditare e decidere qualcosa di producente nella prossima tornata elettorale è la nostra unica arma di difesa: non presentarsi sarebbe un delitto!

Se anche il 25 maggio prossimo rimarremo inerti nessuno ci sottrarrà ad un destino ormai malamente segnato!

Famiglie                        d’Italia

Umberto Napolitano

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

La vera ” Amicizia “

marzo 27, 2014

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L’uomo che va dal suo amico di notte, bussa alla sua porta sapendo di disturbarlo e nonostante ciò insiste nel chiedere i pani, crede nella sua bontà ed è sicuro di ottenere quanto gli necessita.L’amicizia non si vanta in giro l’amicizia non si vede si sente è un testo che recita: ti riconoscerò se ti conoscerò e tu mi riconoscerai se mi conoscerai… Gli amici ti conosceranno meglio nel primo minuto dell’incontro di quanto gli estranei possano conoscerti in mille anni.. Una persona non sincera non ha possibilità di avere veri amici, perché è difficile fare affidamento o fidarsi di una persona che non si comporta in modo altruista, coerente e degno di fiducia. La vera amicizia non nasce dalla speranza di entrare in una cerchia di persone o di sfruttare la popolarità di qualcuno. Se provi a essere amico di qualcuno solo per entrare in un determinato gruppo, o perché vorresti conoscere un’altra persona, non si tratta di amicizia, ma di opportunismo, e alla fine ti pentirai . I buoni amici si rispettano l’un l’altro e lo dimostrano sostenendosi apertamente e reciprocamente.

Molto spesso siamo portati a definire “amici” tutte quelle persone con le quali abbiamo dei rapporti frequenti, con cui scambiamo quattro chiacchiere o usciamo il sabato sera e non ci rendiamo conto che in realtà la maggior parte di costoro sono dei semplici conoscenti, l’amico è ben altro: è colui con il quale possiamo sempre e comunque essere noi stessi, senza finzioni,senza interesse, che conosce tutti i nostri pregi ma anche i nostri difetti e nonostante ciò non ci chiede di cambiare; una persona alla quale sentiamo di poter confidare i nostri pensieri, i segreti più intimi, senza timore di essere giudicati; è colui al quale possiamo dare tutta la nostra fiducia sicuri che non ci tradirà mai; all’amico puoi chiedere una mano senza che lui pretenda un interesse personale; è chi ti resta vicino non per cosa hai, ma per chi sei; che prova gioia a stare con te, anche se non condivide necessariamente tutti i tuoi interessi.

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I valori fondamentali dell’amicizia sono la fiducia e l’onestà. Quando una persona, senza esitare, ti guarda negli occhi e può dire “sì, di te mi fido!”, quella è vera amicizia. Penso all’amicizia come ad un qualcosa di eterno, che non nasce e non muore, ma vive all’infinito dentro a ognuno di noi. Gli amici sono il completamento di noi stessi, con i quali si crea una perfetta sintonia per cui anche senza bisogno di grossi discorsi, l’altro sa già cosa vuoi dire, anzi l’amico è colui con il quale puoi anche stare in silenzio. Spesso e volentieri tra incredulità e disorientamento, a volte persino rabbia, ma soprattutto, delusione ci rimangono i voltafaccia che ci fan lievitare i principali stati d’animo che proviamo di fronte alla persona che, fino a un giorno prima, ci cercava con frequenza e condivideva con noi tempo, progetti, amicizia. Poi di colpo e senza spiegazioni cambia atteggiamento e si mostra disinteressata, estranea, talvolta persino offesa. Un’esperienza che ognuno di noi ha fatto almeno una volta nella vita e che può lasciare il segno se non la si affronta nel modo giusto perché contiene due elementi molto insidiosi: l’inspiegabilità e la freddezza.

Quando si parla di rapporti tra persone, si parla sempre di sentimenti in continua evoluzione, quindi anche l’amicizia può trasformarsi, in bene o in male. Rimane sempre una situazione molto delicata e difficile da affrontare da entrambe le parti ma può essere risolta dal grande affetto delle persone e dalla maturità di saper capire che una persona o più che sono importanti, non bisogna mai lasciarle davanti a delle difficoltà, anzi bisogna capire che superandole insieme quelli che inizialmente si presentano come problemi diventeranno ciò che ha reso la relazione più forte e salda di prima. Penso che l’amore che si da non è mai sprecato nel senso che anche se non è corrisposto porta sempre a qualcosa che ti insegna, in un modo o nell’altro, ti fa crescere sempre di più, ti fa imparare. Se l’altro è veramente un amico, capirà la scelta di tutto questo, se non capirà la nostra posizione, avremo la conferma di aver fatto la scelta giusta. L’amore a molte facce ed infinite sfaccettature, non vi è solo quello che unisce un uomo ed una donna. Non dobbiamo mai dimenticarci di donare il nostro amore alle persone che ci vogliono bene, ai nostri genitori, ai nostri amici, a tutti coloro che soffrono dei nostri dolori e gioiscono sinceramente delle nostre gioie, guardiamoci intorno perché queste persone esistono, non rendiamoci conto di quanto esse siano importanti solo quando ormai è troppo tardi. Dimostriamogli il nostro amore ogni giorno, basta poco, anche solo un sorriso, un gesto, uno sguardo. Tutto questo è quello che rende vivo e vivibile il Mondo!

Sabrina Parini

Famiglie d’Italia

 

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Donne manager,donne fragili, donne innamorate: la violenza maschile non fa distinzione

marzo 22, 2014

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Donne negate uccise violate, un argomento che apre quasi quotidianamente i telegiornali. In quasi tutte le società tradizionali le donne rispetto agli uomini hanno sempre vissuto situazioni di subordinazione e discriminazione. Quello che accomuna tutte loro è la violenza subita e la situazione di insicurezza in cui sono costrette a vivere. Donne accomunate da un unico sentimento: l’amore. Non necessariamente l’amore verso il proprio partner, ma anche verso la famiglia e la lotta per i propri ideali. La definizione di violenza contro le donne trova nelle differenti culture e nelle diverse parti del mondo accezioni specifiche, pertanto, non esiste una definizione universalmente accettata della violenza contro le donne.

violenza

Solo nel Medioevo, si rammenta il diritto feudale che prevedeva che la terra si tramandasse per discendenza maschile. Le sole eccezioni nell’antica Babilonia e nell’antico Egitto, dove le donne godevano dei diritti di proprietà, e a Sparta, dove amministravano di fatto l’economia, furono dunque fenomeni isolati. Le donne spesso sono indifese, fragili, in balia della cattiveria degli UOMINI che sfocia in violenza… La violenza verrebbe perpetuata al fine di dominare e controllare le donne limitandone la libertà e l’autonomia, questo uso strumentale al controllo sarebbe appreso dagli uomini all’interno di una società maschilista e patriarcale. In una ineguaglianza che nessuno conosce. Pensano di nascosto perché vogliono urlare la verità che si nasconde dietro le porte chiuse. Schiaffi percosse e tanta paura. Nessuno se ne frega. Tante parole comprensione ma solo chi ha vissuto la violenza sa cosa vuol dire. Lacrime lividi ma ferite sull’anima. Donne con il sesso infibulato, donne senza diritto di vivere, donne non libere, una schiavitù esistente un parlare per sapere e da chiudere gettare e far finta di non averlo sentito. La schiavitù apparentemente non esiste è tristemente resa reale da donne che abbiano imparato che il partire da sé e la condivisione dei propri vissuti sono qualcosa di culturalmente e psicologicamente difficile per il maschile, educato tradizionalmente ad occultarsi dietro l’astrattezza, il potere, la chiusura del proprio mondo emotivo, affettivo e persino corporeo. Sono atti, sì sono atti ripetuti con una sconcertante costanza in tutto il mondo, in ogni contesto sociale, all’interno delle mura domestiche, all’esterno, sui luoghi di lavoro… dovunque la solitudine di una donna lasci spazio alla prevaricazione, al silenzio, alla dolorosa sopportazione. L’invisibilità di questo tipo di violenza e la sua “normalizzazione” vengono fotografate da chi non le vive e non le conosce come routine di cronaca! Un fenomeno ancora sommerso che, forse troppo spesso, rimane chiuso proprio tra le pareti di casa. In realtà situazioni come quelle descritte assolvono alla funzione di negare la soggettività della persona anche con disabilità e di esercitare su di essa un potere oppressivo, di sottoporla a controllo e di mantenerla in una posizione di subordine. Tutto ciò non è “normale”, non è “fisiologico”, non è inevitabile. Tutto ciò è violenza. L’ isolamento, amplifica il rischio di subire violenza la portata delle violenze e le loro conseguenze.

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L’uomo violento non è un malato, costui è un uomo che è cresciuto in un ambiente sociale in cui sono contemplati due soli modelli di genere che prescrivono da una parte la remissività e l’obbedienza alle donne e dall’altra l’esercizio della forza e il dominio agli uomini. Va da sé che costui possa mal tollerare di doversi confrontare con donne che, avendo sviluppato una propria soggettività, non corrispondono alle sue aspettative. Ed è esattamente questo il punto: sono proprio i modelli di genere quelli che andrebbero cambiati moltiplicati e non considerati rigidamente prescrittivi. Ciò al fine di lasciare a ciascun uomo e da ciascuna donna la libertà di scegliere un personale modo di esprimere il proprio essere maschile ed il proprio essere femminile.Se la violenza oramai è un fenomeno culturale, sono i parimenti culturali e alcune delle barriere che ostacolano il suo superamento. In Italia la violenza in genere sulle donne e quella domestica sono diventati reati specifici, dall’altro far sapere alle vittime che esiste una via d’uscita e che non sono solo vittime passive, è dovere non solo di cronaca ma anche Istituzionale. Emerge dunque un dovere tutelare il quale, “in scienza e coscienza”, è chiamato a salvare il proprio paziente, per quanto piccolo, nascosto ed indifeso egli sia. Le tonalità emerse prevalenti da donne colpite sono state la voglia di cambiare le cose e la solidarietà tra loro e non solo. Nella casa delle DONNE, a chi ce l’ha fatta…. echeggia il sussurrare di tornare a casa con la consapevolezza che esistano alternative alla passività e alla rassegnazione in una piccola magia che scalda il cuore.

Sabrina Parini

Famiglie d’Italia

Omicidio stradale: finalmente un disegno di legge utile e ad hoc ( Famiglie d’Italia News )

marzo 20, 2014

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E’ stata una battaglia lunga, ma finalmente il traguardo si avvicina. Come leggerete nel comunicato a seguire, il 25 marzo, alle ore 11, a Roma presso la sala Caduti di Nassiriya del Senato in P.zza Madama 1, verrà presentato il disegno di legge che regolamenta le norme in materia di omicidio e lesioni personali stradali. Una battaglia che ha visto in prima linea, proponendone l’attuazione, le associazioni  Avisl e VALORE DONNA. Mi soffermerò con un breve commento sull’ AVISL, nella quale svolge funzione di legale e presidente l’avv. Domenico MUSICCO ( nella foto ) e del quale mi onoro di essere amico ed in qualche modo del potermi affiancare nell’offrire il mio contributo nella lotta e, soprattutto, nella prevenzione all’ enorme piaga rappresentata dagli incidenti stradali causati spesso, oltre che dall’imprudenza, dall’ abuso di droghe e di bevande alcooliche. Domenico Musicco, offre assistenza gratuita nelle grandi tragedie e mette anche la faccia con una presenza e denuncia continuata, nonché con interventi attenti e mirati nei vari talk-show dove è possibile porre un’attenzione adeguata sull’argomento.

Ritornando all’abuso di droghe e di bevande alcooliche, sono spesso e, purtroppo, i giovani le vittime che, a loro volta,  più causano vittime, mettendosi alla guida in stato alterato di bolidi che diventato inequivocabilmente strumenti di morte e devastazione. Ma le colpe non sono da ricercarsi solo nei giovani, e qui interviene la mia analisi, ma nelle varie piaghe che flagellano la nostra società, quali mancanza di punti di riferimento, di mete da raggiungere… di porte il più delle volte totalmente chiuse alla speranza in futuro migliore… e da qui la disperazione dei giovani, l’oblio e l’abbandono nella ricerca di palliativi, sostanze eccitanti ed alcool, che aiutino in qualche modo a non pensare… a dimenticare.

Sul tema ho scritto una canzone che è stata scelta dall’AVISL come inno ufficiale, ” E non per mettere più“,  che tratta, appunto, del disagio giovanile causato da tutti coloro che speculano sulle debolezze e insicurezze dei giovani portandoli all’autodistruzione. Di questo brano vi posto il video, invitandovi a dare uno sguardo perché, secondo me, ancora una canzone, se scritta col cuore e col buon senso, può offrire un proprio ed appropriato contributo sociale.

Martedì 25 Marzo ore 11.00 presso la sala Caduti di Nassiriya del Senato in P.zza Madama 1 Roma verrà presentato il:

DISEGNO DI LEGGE “Norme in materia di omicidio e lesioni personali stradali”
d’iniziativa del Senatore Claudio Moscardelli, su proposta delle associazioni AVISL e Valore Donna

Modererà l’incontro il giornalista Roberto Poletti.

Di seguito i senatori che hanno firmato il ddl
Vincenzo Cuomo (PD)
Camilla Fabbri (PD)
Francesco Giacobbe (PD)
Donella Mattesini (PD)
Pamela Giacoma Giovanna Orru’ (PD)
Giorgio Pagliari (PD)
Stefania Pezzopane (PD)
Roberto Ruta (PD)
Francesco Scalia (PD)
Maria Spilabotte (PD)
Rosa Maria Di Giorgi (PD)
Bruno Astorre (PD)
Vannino Chiti (PD)
Monica Cirinna’ (PD)
Daniela Valentini (PD)

Per partecipare e’ obbligatorio inviare i propri dati anagrafici all’indirizzo email erina.panepucci@alice.it

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Buona domenica dall’Italia, una Repubblica, trasformata in bisca, fondata sulla carenza di lavoro e su un’infinità di tasse in eccesso. La sovranità apparterrebbe al popolo, ma non sa esercitarla!

gennaio 26, 2014

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Nel titolo c’è tutto: siamo fantocci inermi carnefici di noi stessi! Non ci rendiamo conto che inseguendo sogni incrementiamo la tempesta. Politici, satanassi e serpenti tentatori, ci circondano di offerte di ” Alberi di mele della conoscenza del Bene e del Male “… nelle sale bingo, nei bar, negli autogrill e nei pc. ” Non c’è lavoro, tenta la fortuna ! “… Che delusione! Lo Stato dovrebbe rappresentare il genitore a cui si affidano con fiducia i figli, in realtà ne è il despota che li sfrutta e li asciuga depredandoli, facilitandone l’autodistruzione morale e fisica.

Vorrei dedicare questa domenica alle vittime di tanta violenza ed ingiustizia, cioè a tutti noi… augurandomi che qualcuno o qualcosa sia in grado prima o poi di ispirarci ed aiutarci a ribellarci alle nostre debolezze; qualcuno o qualcosa che sia capace a convincerci che i soldi infilati nelle macchinette o investiti in lotterie varie, se spesi in qualsiasi altro modo, in vestiti, libri, cibo, hobby, regali o aiuto diretto ai meno abbienti… questi soldi verrebbero poi immessi nuovamente sul mercato creando più gioia a noi e più lavoro agli altri.

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Non ho molto da aggiungere se non invitarvi a meditare: io ci provo e vi assicuro che mi viene difficile, specialmente quando programmi come ” Le iene ” ci informano con nomi e cognomi di politici coinvolti in qualche modo nel business del gioco d’azzardo, a cui seguono interrogazioni parlamentari… ma il tutto rimane “ aria ” e molti di noi continuano a incrementarne i profitti, il più delle volte non tassati in modo equo e se , nelle verifiche accertate, “ noi  ”  sanando veniamo condonati solo degli interessi e non delle sanzioni, gli “ altri ” di quasi tutta la totalità dell’evaso dovuto.

Non ci sono vie di mezzo: se la violenza dei ” forconi ” è sconsigliata, il cambio di marcia dei nostri atteggiamenti va esortato. Lo Stato è una macchina vecchia e in avaria che continua la sua marcia per eccesso di olio che noi stessi gli forniamo assicurandone così la rotazione degli ingranaggi. Diminuiamo l’olio e il motore si ingripperà e sarà costretto, se non ad una  sostituzione, almeno ad una revisione totale. Buona domenica!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Signor Presidente Buon Anno… ma, per favore, ascolti il nostro grido di dolore e non offenda più la nostra intelligenza!

gennaio 1, 2014

napolitano

Signor Presidente Giorgio Napolitano, del suo discorso di ieri mi son rimaste impresse poche parole, ma sufficienti a farmi capire la gravità della nostra situazione:

I sacrifici vanno fatti insieme ed è giusto che li facciano anche i politici “.

Lei lo ha sottolineato rispondendo a una lettera di un imprenditore che chiedeva che non fossero solo i “semplici cittadini” a tirare la cinghia.. “Mi sembra – ha proseguito – un proposito e un appello giusto, cui peraltro cercano di corrispondere le misure recenti all’esame del Parlamento in materia di province e di finanziamento pubblico dei partiti “….

Ebbene, con tutto il rispetto che Le è dovuto, signor Presidente,  ” sacrifici ” significa tagliarsi pensioni, stipendi e benefici vari, subito e non fra qualche tempo quando, magari la crisi sarà finita e molti avranno dimenticato. ” Sacrifici ” significa anche togliersi immediatamente il superfluo e condividerlo con chi muore di fame e di incertezze per cui si suicida e fa strage dei propri cari. Non  mi paiono poi dei ” sacrifici” così gravosi, se dei parlamentari, da molti soprannominati vociferanti pivellini, new entry, quelli di 5 Stelle, quindi con i conti personali non ancora gonfiati da anni e anni di politica super pagata, sono riusciti subito a rinunciare a oltre 40 milioni di euro di premio elezioni, ed a mettere a disposizione dei cittadini più di 4 milioni risparmiati in pochi mesi di legislatura. Questi sono fatti, non chiacchiere o buoni propositi! 

Signor Presidente Lei è ormai a capo di una Nazione che fu, perché, a causa del comportamento cieco e sordo della politica che purtroppo Lei rappresenta per il fatto di occuparne la carica più alta, questa Nazione sta perdendo oltre alla sopravvivenza la propria dignità. La Costituzione, che Lei giustamente spesso cita richiamandone i passaggi più sacri e importanti, viene da troppo tempo continuatamente violata proprio nel suo primo articolo, quello più importante perché le dà vita e che solennemente sancisce: ” L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. ” Sì, ma è  proprio in questo primo articolo che la violazione appare più evidente: il lavoro scarseggia e la democrazia è un’utopia se i sacrifici non vengono equamente ripartiti… per cui il suo accenno di ieri alle ” misure recenti all’esame del Parlamento in materia di province e finanziamento pubblico dei partiti ” è suonato per molti di noi come l’ennesima beffa, il solito giro tortuoso di parole, totale mancanza di concretezza e conseguente presa per i fondelli.

Noi italiani comprendiamo che Lei sia stanco e non sappia fino a quando e per quanto tempo ancora potrà sopportare tanta grande e grave responsabilità: Signor Presidente, ascolti il nostro grido di dolore, per l’Italia Lei dovrebbe rappresentare il buon padre di famiglia che vigila e protegge, ma troppi suoi figli si stanno trasformando in carnefici aguzzini e vittime sacrificali. Se non si sente più all’altezza lasci il suo compito a qualcun altro e noi La capiremo. Del resto, qualcosa di nuovo nella politica sembra affiorare all’orizzonte: diamogli il giusto spazio e non tarpiamo, come al solito,  le ali delle sue e delle nostre speranze in un agognato cambiamento e conseguente miglioramento.

Signor Presidente, da questo blog parte il mio augurio a tutti i compatrioti per un 2014 migliore, augurio che estendo rispettosamente anche a Lei, ma La prego, proprio per il rispetto che Le è dovuto in quanto capo della nostra amata e tartassata Italia, si adoperi in avvenire di prospettarci proposte più concrete, riconoscibili ed apprezzabili, che portino a dei risultati immediati e reali e che, soprattutto, non offendano più la nostra intelligenza. Con ossequio,

Umberto Napolitano

 Famiglie d’Italia

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Il Buon Natale bisogna meritarlo!

dicembre 25, 2013

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Buon Natale con gioia a tutte le persone, a quelle buone, a quelle umili, a quelle benestanti oneste e a quelle povere, anche loro oneste ma meno fortunate, a quelle che lavorano anche oggi e a quelle che vorrebbero poterlo fare: la comprensione e l’amore di Dio e dei propri cari li gratificheranno e li compenseranno già su questa terra, perché, indipendentemente dalla sazietà dello stomaco, potranno almeno dormire sereni certi dei propri buoni comportamenti e della buona volontà messa in campo.

Buon Natale con riserva anche a chi non lo merita per i comportamenti non del tutto leali nei confronti degli altri per le troppe scorciatoie ricercate, ma non sta a noi giudicare, bensì alle loro coscienze.

Buon Natale, ma solo per non metterci al loro stesso basso livello,  pure  a tutti coloro che dovrebbero rappresentarci nel modo migliore, perché da noi eletti esclusivamente per quel compito, ovvero fare i nostri interessi, ma che ci deludono giornalmente oberandoci di balzelli senza voler rinunciare ad un centesimo dei loro diritti per la maggior parte abusati, fregandosene totalmente dei nostri, sacrosanti.

Buon Natale perché lo spirito natalizio ravveda o almeno ispiri i nostri politici sulla strada del ravvedimento, finché sono ancora in tempo, per il bene comune, perché… passato il Natale ed il suo spirito benevolo votato alla sopportazione ed alla umana comprensione, solo Dio sa, in caso contrario e di perseverante delusione, cosa mai potrà accadere. La ragione rinnega ogni forma di violenza, ma la fame annebbia ogni buona intenzione.

BUON NATALE A TUTTI IN OGNI CASO… MA BISOGNA MERITARSELO!

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Famiglie d’Italia

 

Lo chiamano il Natale dei Forconi, in realtà è il Natale della Resurrezione del Popolo Italiano

dicembre 15, 2013

Albero

C’è qualcosa che non quadra! Più le imposte e la nostra sofferenza aumentano e più le entrate fiscali diminuiscono, da qui un’ unica conclusione: siamo governati da sadici masochisti  incompetenti! Da dopo tangentopoli, con la seconda repubblica, il debito pubblico italiano e quasi triplicato e dall’entrata dell’euro corre verso il raddoppio… e dire che diminuendo gli interessi da pagare da parte dello Stato italiano lo stesso, il debito, sarebbe dovuto diminuire. Ma quello che più mi stupisce è che quando l’Europa e il nostro Presidente ci imposero Mario Monti il debito era  a quota 1.897,946 miliardi di euro e l’Europa ci accusava di ogni tipo di negligenza, di essere totalmente fuori dai parametri di Maastricht, ecc. ecc., nonché  minacciandoci ed opprimendoci con la spada di Damocle di uno spread sproporzionato e ingiustificato… ebbene, ora il debito è salito a 2.086 miliardi, l’Europa ci dice che, anche se per poco, siamo rientrati nei parametri, ma le nostre tasche sono sempre più vuote e la fame e la miseria incombono.

La realtà è che  ” dietro chi appoggia  personaggi prestati alla politica dalla Finanza, tipo Monti, e in genere dietro chi si fa promotore della agenda “europeista” ci sono forze che utilizzano l’Europa per una profonda ridefinizione degli assetti istituzionali, sociali ed economici continentali “.

L’Italia e il suo popolo, vessato e stressato, non accetta più passivo e sta insorgendo. Già lo chiamano il Natale dei Forconi, in realtà è il Natale della Resurrezione, quasi un anticipo della Pasqua, ovvero di una nuova nascita attraverso una morte: la nascita della consapevolezza attraverso la presa di coscienza del Popolo Italiano e la morte della vecchia politica, attraverso la sua cancellazione definitiva. Potrà essere indolore o dolorosa, tutto dipende dall’ultimo briciolo di dignità rimasta alla vecchia politica agonizzante ma ancorata al proprio potere: il potere appartiene al Popolo e la storia l’ha sempre insegnato e dimostrato.

Io sono contrario a ogni tipo di violenza e mi muovo esclusivamente attraverso il ragionamento e la razionalità contrapponendo amore all’odio… ma la fame annebbia e trasforma qualsiasi buona intenzione e questo messaggio deve arrivare ben chiaro ai piani alti. E deve arrivare ben chiaro anche ai piani bassi, cioè a noi. Tra un po’ ci rimanderanno a votare e sarà il nostro unico e democratico modo per far valere le nostre ragioni. E’ arrivato il momento di prenderci in pieno  le nostre responsabilità! Chi non andrà a votare commetterà un delitto nei confronti di chi lo farà. Chi voterà per simpatia o servilismo commetterà un delitto contro chi lo farà con cognizione e conoscenza  di colui sul quale apporrà la crocetta. Chi voterà tanto per votare dovrà vergognarsene per il resto della sua esistenza.

Ricordiamoci che siamo ancora un paese ricco ed autosufficiente, ma la nostra storia e le nostre risorse possono essere cancellate ed assimilate in un istante. Cogliamo i segnali premonitori, ascoltiamo chi ci avverte e ci mostra le vie di uscita, non facciamo come Pinocchio: sta a noi stare all’erta, tenerci informati, reagire, prendere delle posizioni e perseverare.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

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” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Torino urla ” Politici Assassini “… un sintomo serio, un messaggio disperato che questa volta il vento non disperderà!

dicembre 10, 2013

forconi

Come agli albori del ’68 a Torino affiora il malessere che in quegli anni portò ad un grande fermento ed al sogno di una rivoluzione che solo sulla carta si enfatizzò, ma che nella realtà si dissolse nel vento depredata da chi se ne assunse i meriti e che tutto cambiò…perché nulla cambio! Allora era un popolo di giovani studenti insofferenti ad un sistema conservativo e nessuno come me se lo ricorda come fosse ieri, ieri, 9 dicembre 2013,  un popolo eterogeneo di gente povera, stanca ma decisa: studenti accompagnati dai genitori! Ovvero generazioni che convergono sui problemi che globalmente li attanagliano e decidono insieme di mandare al potere un segnale, per ora ” civile “, ma presto mutabile se non interverranno veloci segnali di cambi di rotta per presa coscienza del reale stato di inedia di una grande fascia della nazione che accomuna non solo studenti e genitori ma anche e, soprattutto, operai e padroni.

Mentre scrivo su La7 a Coffee Break scorrono le immagini del solito dibattito mattutino e la conduttrice, sottolineando la civiltà della protesta di Torino,  prova subito a trovare un nesso col grande successo di Renzi alle primarie del Pd, dove la gente è andata a votarlo in massa per desiderio di cambiamento del grande popolo della sinistra… squallido ennesimo tentativo di etichettare politicamente un movimento di protesta solo perché ieri  ” civile ” e nei parametri di una politica di partito dove la civiltà spesso si manifesta solo sulla carta.

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Eh no, cara Tiziana Panella, non ci provare: il movimento di ieri non aveva colore politico, c’era solo la rappresentanza di un popolo che della politica, tutta, ne ha gonfie le sacche scrotali, un popolo che è stato subito etichettato come quello dei forconi, tanto per limitare etichettando, ma che ha dei motivi molto validi per paventare l’uso dei forconi: se la politica non si sveglia e trova delle soluzioni l’uso della forza della rivolta non più ” civile ” diventerà una logica conseguenza.

Mentre continuo a scrivere sullo schermo appare il volto della Polverini che dal microfono di un recente comizio dichiara con enfasi che uscire ora dall’Euro è solo un’utopia… io penso che sia un’utopia pensare di sopravvivere se si resta nell’euro a queste condizioni. O a Bruxelles si decide di stampare euro da destinare a chi ne ha bisogno per rimettere in moto il meccanismo lavorativo e produttivo, come si fa in qualsiasi Nazione nei casi estremi, vedi Stati Uniti e Giappone, o molti Stati verranno cancellati e depredati della loro storia e identità.

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Quindi, uscire dall’Euro non è un’ utopia, ma la triste necessità, se qualcosa non cambia, per cercare di salvare quel che rimane di quanto abbiamo costruito con sacrifici e dignità. Ribellarsi ai progetti dei grandi burattinai internazionali che ci vogliono eliminare assimilandoci è un dovere che il popolo non si arroga, gli è dovuto. E se il popolo si muove, ieri il primo sintomo, nulla lo ferma perché anche la polizia è parte del popolo. Torino urla ” politici assassini ” , io che sono tutto sommato un buono, preferisco tramutarlo in ” politici scimmioni  accondiscendenti”, perché non vogliono vedere, non sanno ascoltare e non sono all’altezza di raccontare il vero.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Alla prima della Traviata manca un minuto di silenzio per l’agonia della ” traviata ” Italia

dicembre 8, 2013

traviata

Mi dispiace, ma l’immagine del fasto mondano fornito ieri sera a Milano dalla politica italiana, plurirappresentata, mentre il popolo fuori manifestava miseria, è stato deprimente ed offensivo. Ci hanno spolpati e depredati con le loro azioni sconsiderate e ancora si permettono di mettersi in mostra in nome di una tradizione che trasforma ogni anno in evento la prima della Scala di Milano. Ma la tradizione da noi non esiste più, è stata violata definitivamente. Il meglio di noi è allo sbando e preda di pirateria internazionale. Avevo smesso da tempo, perché schifato, di parlare di politica, ma ora non posso più limitarmi ad osservare: è in gioco tutto, il nostro passato e il nostro futuro! Devo ricredermi su Beppe Grillo: non accettavo la sua contestazione urlata, volgare e disgregante con carenza di proposte immediate e  reali… ma ha ragione lui e la volgarità è conseguente:  è necessario prima sgretolare, spazzare via e poi proporre soluzioni sensate per ricominciare, perché ogni proposta cade nel vuoto se rivolta a chi non giova recepirla. Questa politica non ha capito la disperazione di gran parte del popolo che rappresenta. Ci ha portato nell’avventura dell’Euro senza usare alcuna precauzione, come andare a prostitute senza usare il preservativo! Ed ora ci terrorizza vietandoci persino l’uso delle ” staminali ” che hanno fatto di noi una Nazione: l’ingegno, la qualità e l’autosufficienza. Si l’autosufficienza, perché siamo l’unico paese al mondo, con le risorse che abbiamo, autosufficiente al 95%. E questo fa paura al mondo, soprattutto alla Germania ed all’ Europa che si è arrogata il diritto di rappresentare. Siamo prigionieri di una moneta, l’Euro, che per noi sta diventando sempre più virtuale… nel senso, mancante concretamente dai nostri portafogli. “ Guai uscire dall’Euro e tornare alla lira, sarebbe la fine! “…la fine di che, più finiti di così! …  ” Aumenterebbero a dismisura benzina e riscaldamento “, ebbene basta uscire dall’ Euro in primavera ed usare di meno la macchina: treni e tram funzionano ancora! Per il resto ci scambiamo quanto creiamo e possediamo, quel Made in Italy che tutti ci invidiano. In quanto a televisori, pc e telefonini ne abbiamo a iosa e se per un po’ non rincorriamo le ultime novità può solo farci del bene. Noi non siamo eurodipendenti!… Questo è il concetto che i nostri politici dovrebbero inculcare nelle teste della Merkel & c., che solo così potrebbero capire di essere arrivati al fondo del barile da grattare e ricomincerebbero a riempirlo, cominciando dal rispetto. Ma la nostra classe politica non esiste, se non quella vecchia ed incollata alla poltrona, ed anche quella nuova è già vecchia prima ancora di proporsi. Ieri sera, nella sfilata di gala, hanno offerto l’ennesima rappresentazione del potere ostentato alla faccia di tutto e di tutti. Opportuno è stato il minuto di silenzio per la morte di Nelson Mandela, appropriato sarebbe stato accostarlo a quello della morte della ” traviata ” Repubblica Italiana, nella quale diritti e doveri sono morti e sepolti ormai da tempo.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

ADOTTIAMO UNA FAMIGLIA IN DIFFICOLTA’: campagna di sensibilizzazione nazionale promossa da Famiglie d’Italia

dicembre 1, 2013

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Cari amici, tutte le maggiori emittenti giornalmente ci invitano a versare dai 2 ai 5 euro per varie iniziative a favore delle persone più deboli ed in difficoltà ( ieri, ad esempio, la raccolta di cibo per le popolazioni colpite recentemente dall’alluvione in Sardegna ). Purtroppo non sempre i nostri piccoli sacrifici raggiungono il loro scopo per colpa di intermediari senza scrupoli, ma noi, per poche squallide persone, non dobbiamo far inaridire i nostri buoni propositi solidali. Famiglie d’Italia ha una sua strategia ( non dare soldi, ma offrire allo stesso costo, invece che una cena in pizzeria, un carrello della spesa ricolmo di generi alimentari, ogni mese, finché sarà necessarioad una famiglia  amica media di 4 persone, in evidente momentanea difficoltà finanziaria, bastante per le necessità di una settimana, di solito l’ultima, quella più difficile da affrontare ) che ha già dato buoni risultati nella sua prima fase di promozione nell’estate del 2009 e che da oggi riparte ufficialmente: un’ iniziativa  che non ha lo scopo di creare un conto corrente dove inviare soldi, ma solo il fine di risvegliare in ognuno di noi il sentimento  di solidarietà nei confronti di amici o conoscenti che stimiamo e che attraversano, ripeto, solo un momento di difficoltà. Quanto andrete a leggere sotto sarà, ogni giorno, aggiunto in calce a qualsiasi articolo pubblicato. Chi può, in base alle possibilità, contribuisca nell ‘agire e nel diffondere il messaggio.

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Il giorno di Thor nell’Italia dei dubbi e della confusione

novembre 28, 2013

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Oggi è un giovedì molto strano, il giorno di Giove per gli antichi Romani o quello dei tuoni e dei fulmini per gli antichi Britanni, da cui Thursday, ovvero il giorno di Thor. Per noi italiani oggi invece è solo il giorno dei dubbi e della gran confusione. Quanto accaduto ieri rimarrà perennemente scritto nei libri di storia: 20 anni di un certo modo di fare politica sono stati defenestrati in modo traumatico  senza se e senza ma. I dubbi che ci rimangono ( per il fatto che nessuno ha saputo chiarirci le idee in modo definitivo, ne i giudici che hanno condannato Silvio Berlusconi senza fornirci evidenti pistole fumanti della sua colpevolezza, ne gli avversari che lo hanno definitivamente eliminato dalla politica con un voto senza appello ) sono dovuti alla mancanza della certezza che l’imputato sia un delinquente conclamato oppure la vittima sacrificale di un potere occulto che pur di vincere calpesta, tutto e tutti, diritti ed ideali. La confusione è nella nostra testa ormai da tempo e, dopo ieri, ancor di più. In mano a chi sono affidate le sorti del nostro futuro? A gente competente e moralmente sana o a  “numeri ” messi lì solo per portare a termine un disegno oscuro che vede la fine della storia di una grande Nazione come la nostra, condannata ad un destino che la vedrà definitivamente invasa e spartita fra barbari d’oltre Alpe e schiere islamiche ottomane alla secolare ricerca di ampliare i propri confini?…

Credo che la risposta migliore stia dentro di noi: nella forza delle nostre braccia e nel risveglio definitivo dei nostri cervelli da troppo tempo dormienti, quasi atrofizzati, per anni di promesse e di razzie sconsiderate nei nostri portafogli. La salvezza e la rinascita sono nelle nostre tradizioni e nella solidità del nostro territorio. Non lasciamolo in mano di gente famelica e bramosa, riappropriamoci della nostra identità riscoprendo la nobiltà e l’orgoglio del lavoro manuale, quello nei campi, nelle botteghe, nelle officine, nei cantieri… il lavoro non è solo dietro ad una scrivania o nel rincorrere la dea bendata nella grande bisca legalizzata che ci hanno costruito intorno: il lavoro è fatica e sudore con consapevolezza ed intelligenza. Io sto lanciando uno slogan… ” vogliamo contadini laureati! “… Cosa significa?… significa che la cultura è un bene che potrà solo apportarci altro bene, in qualsiasi campo opereremo. La cultura farà sì che ogni famiglia potrà trasformarsi in una piccola azienda preparata nella fase creativa, nelle strategie di marketing, nella tutela legale: il mondo ricerca il nostro ingegno e la qualità dei nostri prodotti chiamandoli ” Made in Italy “… teniamolo sempre ben chiaro nella nostra mente come base certa della nostra risalita, cancellando così in modo naturale ed incruento ogni tentativo di assimilarci e schiavizzarci.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

The Conspirator… dall’immaginario alla realtà

novembre 22, 2013

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Ieri sera ho scelto di guardare su Rai 3 il film The Conspirator, un film storico, nel quale si è cimentato come regista il noto attore Robert Redford, che racconta la storia di una donna che ingiustamente viene condannata ed impiccata dopo l’assassinio del presidente degli Stati Uniti Abramo Lincoln. La Nazione è da poco faticosamente nata ed è reduce da una guerra sanguinosa e fratricida. Il Sud ha perso ma molti “ribelli ” ancora non si arrendono e tramano nell’ombra. Sette uomini ed una donna vengono accusati di tale orrendo delitto e l’eco e la rabbia si diffondono in modo esponenziale. Per il potere politico è necessario arrivare immediatamente al verdetto per placare gli animi instaurando un tribunale militare che giudicherà a senso unico infischiandosene delle prove mancanti, soprattutto per quanto riguarda la donna. La donna verrà impiccata innocente per ragioni di Stato!

Al termine della proiezione sono andato a letto ed ho cominciato a meditare su quanto visto arrivando alla conclusione dell’ennesima conferma di quanto noi popolo poco contiamo e di quanti soprusi nel corso dei secoli siamo stati costretti a subire ed ancora subiamo per colpa di un potere politico troppo attaccato alla poltrona che non riesce ad evolvere in egual misura all’evolversi dei tempi. Si è fermato al periodo dei barbari, degli intrighi di corte… altro che uomo nello spazio!

Diamo un’occhiata agli ultimi eventi e traiamo le conclusioni:

– nella Finanza, per lo più falliamo e moriamo perché inadempienti verso lo Stato e verso tutti a causa delle inadempienze dello Stato stesso per il quale abbiamo anticipato, lavorato, pagato dazi e gabelle, senza venire alla fine saldati delle nostre spettanze per un marchingegno sadicamente ideato, dettosi Patto di Stabilità interno fra Regioni e Comuni, per cui, anche se esistono fondi per pagare i propri debiti, questi vengono congelati in attesa di disposizioni dall’alto.

– nel Lavoro, in un’ Italia nella quale proprio il primo articolo della Costituzione ne esalta le fondamenta dichiarandola basata proprio sul lavoro, questo, se considerato nel suo valore più dignitoso, è diventato ormai un lusso a disposizione di pochi eletti…. e per i fortunati arrivati al termine del ciclo lavorativo ultimamente accadono delle sorprese impreviste ed immaginabili, per cui per aver seguito correttamente le disposizioni di un governo precedente, alcuni si ritrovano con quello successivo in una specie di ” limbo ” senza lavoro e senza pensione, praticamente con il sedere per terra!

– nella Giustizia, la confusione e l’ingiustizia regnano sovrane. Assistiamo a casi analoghi considerati e giudicati in modo totalmente opposti, a seconda a quale fazione appartengano gli inquisiti. I casi recenti sono evidenti come evidente ormai appare al cittadino semplice e normale che non sempre la legge sia uguale per tutti.

– nella Comunicazione, ognuno, ed ultimamente ancor di più, dice la sua a seconda dell’umore e delle direttive provenienti dagli alti piani di appartenenza politica dell’editore, facendo passare per cretino chi la pensa in modo opposto… e con questo ho detto tutto.

Mi limito a questi quattro esempi, ma sono infiniti, e tutto questo porta al disorientamento e disgregazione della comunità, con caduta vertiginosa di valori e tradizioni. La Famiglia, quella composta da madre, padre regolarmente sposati davanti a Dio ed allo Stato con relativa prole è in fase di estinzione. Ormai vengono privilegiate le coppie di fatto, miste, libere… ma non protette! Già, non protette, perché se la famiglia regolare andrà sempre più a diminuire, lo Stato probabilmente risparmierà un sacco di soldi (destinandoli ad altri usi) nel calo delle pensioni da retribuire ai coniugi regolari rimasti in vita in caso di decesso di uno dei due. Oddio, il mio è un pensiero assurdo… perché se vero significherebbe cadere ancor di più nel mare dei sospetti alla ricerca del The Conspirator occulto, ma che, ragionandoci sopra, alla fine tanto occulto non è.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il perché della commemorazione dei defunti, le origini

novembre 2, 2013

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In quasi tutte le nostre case in questa ricorrenza i lumini ardono sotto le immagini dei nostri cari defunti. E’ una tradizione, ma anche un forte desiderio, di riallacciare più intensamente il legame con chi abbiamo amato in terra. E’ anche il modo per ricordare a tutti che nulla di quanto abbiamo seminato nella nostra vita andrà perduto, specialmente le opere e i comportamenti buoni. L’amore e la gratitudine non ci abbandoneranno mai e la vita avrà in  ogni caso una sua continuazione. Onorando e ricordando i miei genitori, amici e parenti più stretti, intendo onorare e ricordare anche tutti i defunti ed in particolare quelli di coloro che si soffermano su questo post, offrendo loro delle informazioni su questa ricorrenza attinte sul web.

” La Commemorazione dei defunti (in latino Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum, ossia Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti), è una ricorrenza della Chiesa cattolica. Anticamente preceduta da una novena, è celebrata il 2 novembre di ogni anno. Nel calendario liturgico segue di un giorno la festività di Ognissanti del 1º novembre.

L’idea di commemorare i defunti in suffragio nasce su ispirazione di un rito bizantino che celebrava infatti tutti i morti, il sabato prima della domenica di Sessagesima – così chiamata prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano II – , ossia la domenica che precede di due settimane l’inizio della quaresima, all’incirca in un periodo compreso fra la fine di gennaio ed il mese di febbraio. Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all’abate benedettino sant’Odilone di Cluny nel 998: con la riforma cluniacense stabilì infatti che le campane dell’abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1 novembre per celebrare i defunti, ed il giorno dopo l’eucaristia sarebbe stata offerta “pro requie omnium defunctorum”; successivamente il rito venne esteso a tutta la Chiesa Cattolica. Ufficialmente la festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, appare per la prima volta nell’Ordo Romanus del XIV secolo. In Italia è consuetudine, nel giorno dedicato al ricordo dei defunti, visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari. In molte località è diffusa l’usanza di preparare alcuni dolciumi, chiamati infatti dolci dei morti, per celebrare la giornata. In Sicilai durante la notte di Ognissanti la credenza vuole che i defunti della famiglia lascino dei regali per i bambini insieme alla frutta di Martorana e altri dolci caratteristici. ” ( Fonte Wikipedia )

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Italia grandi saldi: il ” mondo ” fa shopping e forse la crisi si allontana

ottobre 29, 2013

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Ho fatto un sogno strano…  un ometto ancor più strano con bombetta e smoking nero, chissà da dove arrivato, mi ha sussurrato: ” Lazzaro, alzati e torna a camminare, perché ora che lo Stato italiano ha dato definitivamente il via alla dismissione dei ” beni in esubero “, aprendo così un nuovo ciclo di privatizzazioni, la tua crisi finalmente potrà aver termine “. Mi ha rincuorato raccontandomi che il ” Piano ” ormai sta per ottenere il suo scopo, ovvero, tanto sfascio programmato e destabilizzante deciso in alte sfere ( pare anglo americane ) in tempi remoti, sta per raggiungere i propri obbiettivi: a noi con le pezze nel di dietro verrà concesso il privilegio di ricominciare a tirare fuori la testa dal guano che ci ha sommerso ultimamente, con il benevolo consenso dei grandi e occulti manovratori gaudenti e ancor più ricchi, impegnati  a fare shopping in un periodo più che favorevole di grandi saldi…

Mi sono svegliato di soprassalto ed ho subito cercato il contatto di mia moglie… era ancora accanto a me e dormiva serenamente. Ciò mi ha rincuorato, Quanto sognato era già di mia conoscenza, perché se ne parla da tempo ormai ed in calce vi allego un paio di link informativi… quello che non avevo afferrato era il perché della fine imminente della crisi e di una prevista ripresa generale lavorativa ed economica: ma in fondo è tutto fin troppo chiaro! Ora che ci hanno spolpato incamerando ogni nostra risorsa ci permetteranno di ritornare a produrre  per poter meglio godere in seguito di quanto nel frattempo acquisito in un processo di fase fallimentare.

Il contatto di mia moglie mi ha rassicurato perché sono riuscito in tutta questa guerra a salvaguardare almeno gli affetti più cari. Sono rimasto sordo a tutti i tentativi di disintegrare la mia famiglia resistendo alle offerte alternative destabilizzanti di ogni valore. Sono consapevole della caducità della vita specialmente se resa ancor più dura da intrighi e congiure nazionali ed internazionali, ma sono anche certo che le mie convinzioni non sono ne acquisibili ne negoziabili. In questo mondo in caduta libera mi sono aggrappato alle certezza della solidità delle fondamenta della mia famiglia… amore, condivisione, speranza nel futuro e fermezza nel non arrendersi mai!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

La strategia anglo-americana dietro le privatizzazioni in Italia

Italia Spa, la saga delle privatizzazioni – micromega-online

E’ nato l’ Ambetto “… per il colpo di grazia al poveretto!

ottobre 18, 2013

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Ambetto, Vinci Anche se gli vai Vicino: notare le maiuscole al punto giusto per creare l’attenzione sulla nuova sirena che faciliterà ancor di più la strada verso la morte anticipata del poveretto programmata  dallo Stato, attraverso i suoi manovratori , pur di rimediare a decenni di sprechi e di abusi e fare cassa facilmente. Visto che stanno per cambiare la Costituzione, credo che il nuovo articolo 1 potrebbe essere ” l’Italia è una Repubblica basata sul gioco d’azzardo “, ovvero la più grande bisca del mondo che si estende su un territorio di 301.340  km². Casinò ovunque, slot machine per tutti i gusti e per tutte le età… pensate che solo queste ultime generano un flusso di oltre 93 miliardi di euro, cioè oltre 180 mila miliardi delle vecchie lire: e cosa siamo, il bancomat dello Stato?

Vi ricordo  altri continui prelievi attraverso il gioco: bingo, casinò online e televisivi, lotto e super-enalotto 3 volte alla settimana, più estrazioni continuate giornaliere di numeri con frequenza e puntate ogni 5 minuti, gratta e vinci a iosa,senza dimenticare le varie scommesse sportive e qualche lotteria tradizionale, etc,etc.

Non facciamoci più ammaliare da questi biscazzieri scorretti! Tanto, anche se si vince qualche volta, alla fine si perde sempre , e i superfortunati che azzeccano il colpo gobbo della vita… il più delle volte, visto che la vita è un’insieme di situazioni che alla fine si compensano tra loro, spesso al colpo super fortunato segue quello super sfigato.

La vita è amore e lavoro e le scappatoie non esistono! Questo è il messaggio che dovrebbe arrivarci dallo Stato… solo se gli uomini che lo dirigono fossero all’altezza del compito divino loro assegnato.

L’Ambetto è, ripeto, un’ulteriore vergognosa sirena inventata ( se usassero tanto ingegno in modo più eticamente corretto e  produttivo ) per dare il colpo di grazia al poveretto che annaspa aggrappato ad un pezzo di legno in mezzo all’oceano della disperazione e della povertà; non fatevi ammaliare ulteriormente e ricacciatelo negli abissi!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Non mi sento cittadino europeo di un’ Europa così, ma non permetto a nessuno di farmi fuori senza reagire!

ottobre 9, 2013

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Il popolo italiano è governato da una manica di incompetenti  sanguisughe che stanno portando al default un’ intera Nazione. Aumentano scriteriatamente anche l’inimmaginabile con il solo risultato di asciugare le risorse, indurci all’evasione e diminuire le entrate fiscali. Il super bollo che doveva portare più di 180 milioni di euro nelle tasche dell’Erario, ha causato un deficit di oltre 140 rispetto all’anno prima, l’aumento di un punto dell’Iva ha causato a sua volta un mancato introito di oltre un miliardo ed ora hanno aggiunto l’aumento di un ulteriore 1%… e questi non sono che due piccoli esempi. Una gran quantità di aziende ( si parla del 15% ) falliscono per colpa dello Stato che non salda i propri debiti… assurdo, siamo in mano a dei carnefici! Il destino di molti di noi, non essendo in grado di emigrare altrove, è diventare dei barboni o ammazzarsi, come molti purtroppo stanno facendo. Io abito a Desenzano e solo la settimana scorsa ( non lo hanno pubblicizzato ) i treni hanno subito vari ritardi per tre, sottolineo tre, suicidi nei pressi delle stazioni di Desenzano, Peschiera del Garda e Brescia.

Il lutto nazionale viene dichiarato per i poveri morti di Lampedusa ( quello doveva  essere un lutto planetario ), mentre i nostri morti suicidi, disperati almeno come i naufraghi che fuggono da paesi devastati da guerre e povertà, passano ormai inosservati.

Quando si creò l’Europa Unita si gridò al miracolo ed al benessere assicurato: che delusione, che fregatura! Abbiamo perso la nostra identità e il nostro benessere. Siamo sotto scacco matto di nazioni che pensano agli interessi dei propri confini ed attendono la nostra morte per spartirsi i resti con il compiacimento di alcuni nostri politicanti che, invece di insorgere, vanno a leccare loro i posteriori lasciando indifesi i propri e, di conseguenza, i nostri.

No, io non mi sento cittadino europeo di un’Europa così… e prego Dio che un giorno le cose possano migliorare trovando un timoniere in grado di invertire la rotta e provare a ricondurci nei patri porti. Nel frattempo, dato che non amo arrendermi mai, mi adopero con altri che la pensano come me per cercare da soli delle soluzioni alternative dato che il nostro territorio ha molte risorse… per esempio un vecchio camper barattato con un’ altrettanto vecchia automobile se per caso ancora in nostro possesso ( paga molto meno tasse ), un pezzo di terra agricola affittato con la pensione sociale o con gli ultimi spiccioli residui ( se ne trova molta nelle nostre campagne ), un orto da coltivare e qualche gallina o coniglio… C,,,,, IO NON MI FACCIO AMMAZZARE FACILMENTE, E NEMMENO TU PUOI PERMETTERLO!!!!

Vi propongo in calce una mail inviata ad IntermarketAndMore da un imprenditore disperato e agonizzante, nella quale troverete il succo di quanto sopra esposto.

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Carissimo DT,

sono ormai anni che ci scriviamo, ci messaggiamo, ci parliamo. Oggi purtroppo il tono di questa mia missiva è una mistura di delusione, rassegnazione, disperazione, e permettimi il termine, incazzatura.
Tu conosci la mia azienda. Sai benissimo come lavoriamo, sai quante famiglie stipendiamo. Sai come sia impossibile nel mio settore fare anche del nero e quindi sono costretto (se avessi potuto, magari, col senno di poi…) a denunciare tutto.
Insomma, io rappresento il classico imprenditore “modello” per lo Stato, che però alla fine, risulta essere cornuto e mazziato.

Si, cornuto e mazziato. Perché sto per chiudere. Non lo avresti mai detto eh? Invece si. Colpa della crisi penserai tu e tutti quelli che, una volta sentita la notizia, la commenteranno nel bar di paese, scuotendo al testa e alzando le mani in segno di arresa. E invece no. Il giro di affari è buono, ho delle commesse importanti, dei contratti con aziende primarie e molto sane. E allora perché mai dovrei chiudere se io non subisco la crisi più di tanto? Per colpa dello Stato. Si, lo Stato. Quello che ha sempre preteso, che ha sempre incassato, che non mi ha mai aiutato e che ora mi sta facendo fallire. Una situazione al limite del paradossale, se si pensa che questa situazione non è causata da un eccesso di ricorso al debito, ma dai ritardi con cui lo Stato rimborsa alle aziende i crediti Iva.

Tanto per intenderci ed andare al sodo, per il 2011 lo Stato mi deve rimborsare 8 diconsi 8 milioni di Euro. Tu sai cosa significa per il mio giro aziendale 8 milioni di Euro? Se poi devo dirla tutta, per il primo trimestre 2012 ci sarebbero poi da aggiungere altri 5 milioni di Euro. Totale 13 milioni. Nelle mie casse mancano 13 milioni di Euro. Sul tuo splendido blog, che merita tutta la stima e l’attenzione del mondo, hai più volte spiegato una cosa fondamentale. A farti fallire non è il debito.Ma la mancanza di cash. Io ora ho le casse vuote o comunque non sufficientemente piene per pagare le spese di ordinaria amministrazione. Vedasi pagare i creditori, i fornitori, e (giuro, mi piange il cuore) gli stipendi ai dipendenti con cui si faceva squadra e si andava ben oltre al semplice rapporto di manovalanza.

Questo è quanto. L’azienda va bene, ma fallisco. Grazie allo Stato che ha promesso sostegno e crescita e che per l’ennesima volta mi ha fregato perché NON PAGA. Ma lui può farlo, perché è lo Stato. Invece io i miei fornitori, i miei lavoratori DEVO pagarli. Due pesi , due misure. Io ho solo sempre pagato e ora mi vedo rovinato.

Scusa lo sfogo, ma tutto questo mi sta facendo impazzire tanto che sto iniziando a capire quegli imprenditori che ultimamente hanno fatto gesti estremi. Si, lo ammetto, ci ho pensato anche io. Ma non voglio riempire di dolore la mia famiglia, la mia amata E. con i miei tre angioletti a cui non potrò più regalare un futuro.
E come non potrò regalare un futuro a loro, così metterò a disagio quelle famiglie che, con me, portavano avanti un progetto nella mia azienda. Il sogno è finito, è una questione di giorni. 15 giorni. E poi sarà “game over”.
Con tutta la stima del mondo.
G.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Oggi, 22 settembre, 40 anni di matrimonio e non sentirli

settembre 22, 2013

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Oggi per me e mia moglie Natalina ( nella foto in compagnia di amici carissimi ) è un giorno particolare perché entrambi tagliamo un traguardo ambito ed importante, ovvero 40 anni di matrimonio, uniti davanti a Dio e agli uomini dal 22 settembre 1973, quando nella chiesetta di Basiglio ( Mi ) insieme pronunciammo un ” sì “, titubante forse allora, ma diventato  granitico nel tempo trascorso insieme, nell’amore che ci ha uniti nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte.

Gli amici che mi leggono regolarmente da anni forse rimarranno stupiti da questa pagina che per una volta racconta di vita strettamente personale, ma credete… lo faccio con orgoglio ed immensa felicità per rendervi compartecipi di una realtà spesso poco evidenziata: la famiglia creatasi dall’amore di due persone esiste ancora, benché tutto, ed è il collante più forte per tenerci saldamente incollati alla vita e meglio comprenderla per goderne in armonia i pro e i contro.

Con questo non voglio discriminare chi non è sposato regolarmente, per scelte o per eventi incontrollabili della vita, se il suo rapporto col partner e il nucleo del quale è parte integrante è fondato sull’amore, ma voglio solo sottolineare che la famiglia tradizionale, tanto messa in discussione ultimamente, esiste ancora… e come! Come me e mia moglie ogni giorno molte coppie festeggiano convinti e grati anniversari come il nostro, solo che si tende a non evidenziare i lati positivi e le cose buone e corrette della vita, ma si cerca di dar voce stentorea ai fatti più negativi per destabilizzare l’armonia in ognuno di noi e renderci più vulnerabili agli attacchi quotidiani per incanalarci più facilmente in percorsi che meglio possano sfruttarci e trasformarci in marionette spente e mosse da fili ben orchestrati da abili burattinai.

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Ora, proprio in un periodo storico in cui le violenze sulla donna finalmente vengono evidenziate con lo sdegno dovuto, io voglio ringraziare pubblicamente la mia compagna di vita Natalina ( nella foto con il nostro amato ed indimenticabile Ginger , che mi ha reso padre di due splendide creature, Pierluca ed Alessia, e da un po’, per naturale conseguenza, anche nonno del piccolo e dolce Tommaso ) per avermi accompagnato e sopportato in tutti questi anni. Se non l’avessi avuta accanto non so se sarei stato in grado di risollevarmi da solo ogni volta che le bastonate si abbattevano sulle mie spalle. La donna che può sembrare debole rispetto alla fisicità maschile ha in sé determinazione e qualità morali inimmaginabili che ben si abbinano e creano le fondamenta indistruttibili sulle quali la famiglia si assesta e si cementa.

Come ho evidenziato nel post precedente, tempi difficili  ci gravano e debilitano giornalmente, ma penso che possano meglio essere affrontati se alle notizie catastrofiche si affiancano ogni tanto anche quelle positive: spero, con la gioia manifestata da una coppia che oggi festeggia un percorso insieme di ben 40 anni, di donare la speranza di un piccolo spiraglio di porta aperta ad un miglioramento collettivo spirituale e materiale.

Permettetemi ora, senza tacciarmi di smielato ed opportunistico  romanticismo, di chiudere con una frase che senza fatica mi sgorga spontanea dal cuore e non mi vergogno di esternare al mondo:

mia dolce Nati, mia discreta compagna,  buon anniversario, ti amo  come allora, anzi di più, e ti ringrazio per avermi aiutato a crescere, Umbi

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Grande Italia, questa politica ci deprime e ci reprime: facciamo conto che non esista e riappropriamoci del nostro talento!

settembre 16, 2013

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Non è possibile! Siamo forse l’unica Nazione al mondo autosufficiente al 95%… e navighiamo nel guano grazie a quattro scellerati, arrivisti e ” scaldatori ” di poltrone alle quali restano incollati da ventenni ( e ultimamente anche quelli appena sedutisi ),  che con le loro lotte di potere ci deprimono e ci reprimono quotidianamente n ogni nostro tentativo di rialzare la testa e provare a respirare aria più salubre.

Ma noi questa aria dobbiamo continuare a cercarla, in noi e fra di noi, nelle nostre famiglie: guardiamoci intorno, non ci manca nulla!... Abbiamo terra, mare, monti e, soprattutto, storia!

Spremiamo il nostro ingegno e recuperiamo la voglia di lottare ed inventare! Siamo troppo legati a degli schemi che ormai non stanno più in piedi. Portare i soldi in banca, per chi può ancora permetterselo, come solamente fonte di risparmio ed investimento, ormai non rende più. Queste ricevono i soldi ma non li rimettono in circolo. Se li tengono stretti, si pagano i loro errori e può succedere un giorno di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, o meglio di ” titoli vari ” di dubbia provenienza! Vi posso raccontare una storia recentemente accaduta, quella di una suocera che ha negato al proprio genero il prestito di una certa cifra per permettergli di intraprendere un’attività nuova, dato che era rimasto senza lavoro, Questi glieli avrebbe restituiti col 5% degli interessi, più una quota degli utili, Lei, invece, ha preferito consegnarli ad una banca in cambio di ” titoli ” ad un rendimento equivalente e presto rivelatisi un flop e una perdita desolata di oltre il 50% del capitale versato…. Morale: il genero è ancora disoccupato e la suocera sta piangendo i suoi risparmi perduti!

Dobbiamo ritrovare la fiducia in noi stessi e nei nostri cari!

Non comportiamoci come quella suocera ancorata a schemi antichi che non funzionano più! I soldi di chi li ha fruttano meglio se usati in casa propria: non nascosti nel materasso o sotto una mattonella, ma impiegati in attività familiari ben congegnate e discusse insieme. Evitiamo di disperdere inutilmente i nostri risparmi. I nostri soldi le banche li vedranno ugualmente, ma solo di passaggio girare, per far fruttare i nostri affari e non i loro.

Il futuro sta nell’agricoltura e negli antichi mestieri.

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Anche se la burocrazia ci massacra, guardandoci intorno e, grazie alle innumerevoli sopracitate risorse del nostro territorio, abbiamo molteplici possibilità per creare reddito e sopravvivenza. Riscopriamo, per esempio, le infinite variabili offerte da un’agricoltura messa troppo frettolosamente da parte nell’illusione di trasformarci in un paese industriale: la terra crea lavoro e, in ogni caso, prodotti da consumare con cui sostenersi… e poi, riscopriamo anche gli antichi mestieri che anch’essi, troppo in fretta, abbiamo lasciato in mano ad altri giunti sul nostro territorio con mezzi di fortuna: lavorare di mano,con sudore e fatica, non è umiliante, anzi! E’ più umiliante vivere di cassa integrazione o sussidi vari che, prima o poi, saranno destinati ad esaurirsi.

La politica e le politiche derivanti ci stanno deprimendo e reprimendo… facciamo conto che non esistano! Facciamocele scivolare addosso, ritroviamo la nostra personalità, o meglio…recuperiamo la nostra identità: con un po’ di buona volontà ed intelligente solidarietà familiare possiamo ancora farcela!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

8 settembre 1943: Badoglio proclama l’Armistizio

settembre 8, 2013

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In questi giorni venti di guerra soffiano funesti sul nostro futuro già martoriato da irruenti battaglie finanziarie delle quale noi siamo solo le vittime sacrificali. Ieri Papa Francesco ha invitato tutto il mondo e tutte le religioni al digiuno ed alla preghiera nel tentativo di riportare i governanti alla ragione: la guerra non è mai un rimedio di pace, ma il preannuncio di violenze inaudite che puzzano solo di morte e di meschine giustificazioni. Grazie al’aiuto di Google e Wikipedia vi offro uno spaccato di storia, datato 8 settembre, nel quale 3 anni di sofferenza e distruzione mostrano la loro tragica inutilità. l’uomo sbaglia, ma non impara!

badoglio

” Il proclama Badoglio dell’8 settembre 1943, che fece seguito a quello del generale Dwight D. Eisenhower delle 18.30,[1] trasmesso dai microfoni di radio Algeri, fu il discorso letto alle 19.42 dai microfoni dell’EIAR da parte del Capo del Governomaresciallo d’Italia Pietro Badoglio con il quale si annunciava l’entrata in vigore dell’armistizio di Cassibile firmato con gli anglo-americani il giorno 3 dello stesso mese. “

Il proclama letto alla radio

” Il governo italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane.La richiesta è stata accolta.Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza “

Badoglio annuncia l’armistizio dell’Italia( audio originale del messaggio )

E da lì seguì la fuga da Roma dei vertici militari, dello stesso Badoglio, allora capo del governo, del Re Vittorio Emanuele III e di suo figlio Umberto: a quella data, che per molti aveva erroneamente rappresentato la fine della guerra, seguì purtroppo ancora un lungo periodo di confusione, di lutti e di battaglie fratricide, a dimostrare che entrare in guerra è facile… uscirne un’ impresa.

Sono passati 70 anni da allora e ovunque si festeggia, a seguito dell’Armistizio, la nascita della lotta e della Resistenza antifascista che, dopo ulteriori due anni di lotta, sacrifici ed enormi perdite, con l’aiuto delle forze alleate, si arrivò finalmente alla liberazione dell’Italia, il 25 aprile 1945. .. 5 anni di guerra e di sangue versato per ritrovarsi un mucchio di macerie ed un futuro da ricostruire.

Festeggiamo pure l’8 settembre, ma non dimentichiamo mai l’orrore che lo ha preceduto e seguito grazie all’avidità di pochi nei confronti di molti.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Venti di guerra nel mondo…

settembre 5, 2013

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MA ANDATE TUTTI A… E LASCIATECI LAVORARE IN PACE !!!

 

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

 

” Inno alla determinazione! “

giugno 29, 2013

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Inno alla determinazione!

Non c’è molto di buono intorno allora il buono cerchiamolo in noi, nella nostra tenacia nel non voler soccombere, nella convinzione di poter essere al di sopra di ogni iattura programmata ai nostri danni, nel non permettere a nessuno di scaraventarci nei baratri della depressione, nell’imporci di scavarci dentro per tirare fuori il meglio, nell’inventarci le vie di uscita, nel far crescere la certezza di essere invincibili benché tutto e tutti.  Facciamolo con amore e rispetto verso noi, i nostri figli e  le persone care che ci donano energia guardandoci con fiducia! “

Buon fine settimana dal più profondo del cuore.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

C’è qualcosa che non quadra, c’è una strana situazione

giugno 25, 2013

scimmia_dubbiosaCari amici di Famiglie d’Italia devo confessarvi che dopo quanto sta accadendo a Milano molte perplessità stanno affiorando nel mio animo. Sono legato al mio Paese e rispetto la Costituzione, credo nella Giustizia ed accetto le Leggi che lo Stato mi impone ” a salvaguardia “… ma dopo aver seguito in qualche modo il processo ” Ruby ” e seguito le varie testimonianze, pur rimanendo rispettoso dei giudici e di ogni loro sentenza, devo ammettere che da ieri qualche dubbio in più sta lavorando come un tarlo nella mia coscienza e mi fa borbottare fra me e me ed esternare anche a voi ( riprendendo l’inizio del testo della mia ultima proposta musicale “ E non permettere più ” e che,  tratta tutt’altro tema, ma… ) credo che, almeno nella forma,  ” c’è qualcosa che non quadra, c’è una strana situazione! “

Dopo di che non aggiungo altro, lasciando ad ognuno le proprie elucubrazioni in merito.

  1. E non permettere più – Umberto Napolitano (Video ufficiale)

    P.s. Il collegamento tra l’argomento del post e la pubblicazione del video e del suo contenuto sta nel fatto che tante situazioni strane e troppi dubbi causano, specialmente nei giovani, ma non solo, mancanza di fiducia nel futuro, senso di frustrazione, rifugio in rimedi alienanti e conseguente, nei più deboli, inconscio desiderio di autodistruzione… “siamo stanchi di stranezze, c’è bisogno di certezze! 

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Perché la pace è un dono, è amore dal didentro…

giugno 19, 2013

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Cari amici di Famiglie d’Italia che da quasi 5 anni mi seguite su questo blog con attenzione, ma anche con tanta pazienza: ebbene, ho raccontato della famiglia come concetto di gruppo moderno, integrata in una società multietnica, che attraverso il contatto e l’affetto si confronta all’interno e si apre ad altri gruppi per cercare di far fronte a tutte le incombenze della vita, sopravvivere ed evolversi in meglio. Ho parlato di politica, ma sfiorandola e cercando di trattarla sempre in modo trasversale affinché ognuno la potesse interpretare in modo libero e personale, distaccandosi dalla visione superficiale e non aperta di appartenenza ad un qualsiasi partito. Ho parlato di ambiente e salute cercando di riportarvi fedelmente notizie importanti per il nostro star meglio giornaliero, insomma ho cercato di informarvi su tutto ciò che reputavo giusto ed interessante: ma ora mi sono reso conto che ciò non basta ed ho deciso di aprirmi ancor di più e di parlarvi col cuore.

Come molti di voi sapranno mi chiamo Umberto Napolitano, ho 66 anni e per oltre metà della mia vita ho cantato e scritto canzoni… finché un giorno ho deciso di smettere e per più di vent’anni mi sono addentrato nella vita per conoscerla nei vari aspetti e crescere dentro attraverso le esperienze. Un paio di anni fa ho timidamente ripreso il mio discorso comunicativo attraverso la musica, perché mi sono reso conto che è giusto e necessario che chi ha un dono come il mio non debba isolarsi ma aprirsi, anche a rischio di essere frainteso o tacciato di qualunquismo o, peggio ancora, venir liquidato come un  ” povero sognatore ” al di fuori della realtà.

La realtà attuale è confusa e nel contempo molto chiara: siamo a un bivio, o ci evolviamo o ci condanniamo all’autodistruzione.

Cosa vuol dire evolversi?… vuol dire vedere il prossimo attraverso gli occhi dell’amore e della solidarietà, non più come una moda ( negli anni ’60 si proclamava ” fate l’amore e non fate la guerra “, e coloro che lo dicevano, la maggior parte, crescendo hanno dimenticato ) o sistema lava coscienza per rimediare in qualche modo ai continui peccati di arrivismo e desiderio di accumulo sfrenato, bensì come una necessità di sopravvivenza propria e del mondo: io sono solidale con te e ti aiuto perché sei parte del mio mondo e senza te io soccombo e cesso di esistere!

Il discorso è lungo e ricco di riflessioni ed io lo affronterò con voi nel tempo, ma una cosa posso anticiparvi: di pace si parla da sempre, ma il più delle volte nel modo sbagliato. Quando le armi intervengono per riportare la pace lo fanno solo dopo che la guerra ha preso il sopravvento, da cui guerra che scaccia guerra, orrore e distruzione per rimediare ad orrore e distruzione, ingiustizie al confronto dove le ragioni di chi ha torto non varranno mai nemmeno un morto!

Bisogna cominciare a parlare di pace in un nuovo modo, non urlando o imprecando, bensì guardandoci dentro per cominciare a conoscerci meglio ed aprirci a conoscere ancor meglio chi ci sta di fronte: la pace non è un utopia irraggiungibile, è molto di più… ci spetta, è nostra… e può generarsi, per avere valore e futuro, solo attraverso un radicale cambiamento… amare iniziando proprio da se stessi, ringraziando Dio ogni giorno per questa grande opportunità che ci concede, rinnovarci attraverso l’amore per affrontare tutto in modo migliore e sereno, anche la mancanza di lavoro e le incombenti difficoltà attuali per colpa di una generazione politica carente di valori e capacità, visto che rabbia e distruzione poco ottengono e a nulla portano…  perché la pace è un dono, è amore dal didentro!

Volerò, Umberto Napolitano – Video ufficiale.m4v

http://www.youtube.com

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Non permettiamo a nessuno di annientarci! Lottiamo ed appropriamoci della nostra vita come ha fatto Davi, nato dopo soli 4 mesi e mezzo di gestazione

maggio 28, 2013

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In questi giorni le cronache ci inondano di fatti violenti: assassini e suicidi sono diventati il nostro pane quotidiano. La vita sembra avere perso ogni valore e l’uomo tende ad allontanarsi sempre più da Dio. La speranza pare voglia abbandonarci definitivamente o, almeno, qualcuno sotto sotto lavora perché ciò accada in modo da chiuderci tutte le porte e fare di noi dei robot rassegnati ed indifferenti.

Ebbene, io da questo blog voglio urlare che tutto ciò non è vero! La vita è un dono il cui valore è inestimabile, per questo, invitandovi a meditare, vi offro un video di qualche tempo fa che attesta un miracolo sorprendente che capovolge completamente l’effimero disegno di chi tende ad inaridirci. Dedicate 10 minuti del vostro tempo e vedrete scorrere le immagini di un Davi, nato prematuramente dopo poco più di 4 mesi di gestazione, che lotta con tutte le sue forze per sopravvivere e vince la sua battaglia: è un inno alla vita, perché finché c’è vita c’è speranza, la speranza che noi siamo più forti di tutto e di tutti, di quattro politici sgangherati e degli speculatori che li accompagnano.

Prendiamo esempio da quel bimbo nato troppo presto e che sopravvive a varie infezioni e trasfusioni: non demorde, lotta… ed alla fine vince!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

E’ in rete ” Percomprareitaliano.it “

aprile 24, 2013

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In questi giorni, a quattro anni e mezzo dalla nascita di questo blog, da noi  promosso ed attuato, ed a seguito del convegno tenutosi il 12 ottobre 2012 presso l’Aula Magna di Agraria dell’Università di Milano dal titolo ” Dall’Agricoltura le risorse per salvare l’economia “, si apre un sito nel quale sarà proposto il meglio del Made in Italy. Si comincia presentando il meglio dei Sapori di Sicilia con tre confezioni offerte e ciò servirà per collaudare e migliorare il progetto. Poi, nel giro di un mese, l’offerta si aprirà ad altre regioni e ad un carrello spesa ” riassuntivo ” scegliendo tra il meglio dei prodotti offerti dal nostro territorio nazionale.

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 ( Umberto Napolitano e Natalina Torresani, una coppia felice, sposata ed insieme da una vita, orgogliosa della propria appartenenza ad una Nazione in grado di offrire ingegno,qualità e capacità produttiva: l’Italia! )
www.percomprareitaliano.it,  nato da un’idea del cantautore Umberto Napolitano, la cui storia artistica è riscontrabile ovunque, ed affidato per la gestione amministrativa alla moglie Natalina Torresani, ha lo scopo di mettervi in contatto con produttori, consorzi e grossisti primari permettendovi di acquistare direttamente da loro prodotti di alta qualità e tracciabilità esclusivamente italiani. Quindi è un e-commerce che nasce e si sviluppa a livello familiare, che si mette al servizio vostro e delle aziende, che agisce su mandato delle realtà presentate ed offerte, e che proprio alle famiglie è rivolto. L’alta qualità e tracciabilità dei prodotti sono garantiti dalle varie certificazioni di legge degli stessi, supervisionate da ESAE srl, spin-off Università degli Studi di Milano e ecologia applicata srl, Organizzazione scientifica di ricerca ambientale QuESTIO 2012… Quindi, il compito primario di percomprareitaliano.it è quello di favorire l’incontro diretto fra produttori ed acquirenti o almeno di ridurne al massimo i passaggi intermediari. Dopodiché trasferisce “in toto“ gli ordini ed i pagamenti da voi effettuati direttamente alle aziende presentate e da voi scelte, le quali vi invieranno quanto acquistato rispondendo personalmente nei vostri confronti del buon esito completo della trattativa.
Se il progetto godrà della vostra attenzione e fiducia, ci apriremo col tempo ad altri settori, quali abbigliamento, manufatti, turismo ecc. Noi abbiamo lavorato con impegno e serietà e così continueremo sperando di non deludere nessuno.
Famiglie  d’Italia

Signor Bersani, così non va!

aprile 15, 2013

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A volte penso che Grillo non abbia tutti i torti a sottolineare che quasi sempre gli interessi di Palazzo contino molto più dei nostri, umili cittadini vessati ed ingiuriati da comportamenti inammissibili. Il sinor Bersani ha fermato la macchina Italia infischiandosene perfino dei pareri contrari interni al suo partito e di quelli del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che lo invitano ad una riflessione e conduzione coerente della crisi, non in linea con le sue aspettative ma con quelle del popolo italiano. Per non sverniciare la sua faccia sta colorando la nostra sempre più dei colori paonazzi della disperazione dovuta all’incertezza. Ho letto in questi ultimi giorni i commenti inferociti di molti lettori di questo blog, che non pubblico perché il tema è comune e gli improperi eccessivi. Presentano un panorama di gente all’estremo di ogni tipo di sopportazione inneggianti alla rivoluzione e ad assalti al Palazzo con intenzioni pluriomicida.

Io trovo che l’esternazione di questo tipo di reazioni non appartenga ad un comportamento civile, ma reputo anche che alcuni comportamenti della politica istighino il tutto in modo più che naturale.

Signor Bersani, così non va! A noi nulla interessa in questi momenti di azioni coerenti a linee ideologiche personali o di partito, anzi… non ce ne fotte niente! Lei ha preso una manciata di voti in più e dimostri di averli meritati! Il riportarci alle urne rappresenterebbe una sconfitta per tutti noi e… per lei in primis.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Buona Pasquetta, Presidente Napolitano… ci dia una mano!

aprile 1, 2013

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Effettivamente, illustrissimo signor Presidente della Repubblica Italiana, speravamo in Lei ed in una Sua proposta che evidenziasse qualcosa di più efficiente ed immediato per la risoluzione dei nostri problemi. Non è che i ” 10  badanti “, come li chiama Grillo, ci soddisfino e tranquillizzino troppo. Noi, facenti parte del popolo italiano, indipendentemente dalle nostre simpatie politiche, confidavamo che lei avrebbe potuto spingere maggiormente sui due schieramenti più votati per portarli ad un compromesso di convivenza politica per affrontare meglio insieme i problemi più urgenti. Lo so che probabilmente questo avrebbe messo in difficoltà la posizione dell’ on. Bersani, ma forse in seno a quello schieramento avrebbe anticipato l’avvento di un giovane benvisto dalla maggior parte degli elettori italiani, quale il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Illustrissimo e da noi amato e rispettato signor Presidente, ci aiuti Lei ad  intravedere aperto un piccolo spiraglio alla speranza. A noi, più che le sorti dei capi degli schieramenti politici, interessano le nostre e quelle dei nostri figli. Lasci cadere in Lei ogni dubbio ed imponga la soluzione più logica e corretta.

Buona Pasquetta, Presidente Napolitano… ci dia una mano!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Politici, scendete dal podio e odorate di popolo

marzo 29, 2013

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E’ proprio un venerdì di passione per il mondo, per l’Europa e, soprattutto, per l’Italia. Che peccato!… Un Paese così bello, geniale e pieno di risorse ora così malconcio per colpa di pochi inetti che non vogliono rendersi conto dei reali cambiamenti, del bisogno di condivisione nel bene e nel male necessario per poter continuare e non  rischiare di soccombere tutti insieme. L’immagine di ieri di un Bersani di lungo corso, che con alterigia annuncia il suo fallimento imputando colpe a tutti tranne che a se stesso, contrapposta a quella di un Papa neoeletto, Papa Francesco, che con umiltà lava i piedi ad un giovane carcerato, baciandoglieli, mi ha ricordato quella di un freddo Ponzio Pilato, consapevole del dramma che si stava consumando, che lava le proprie mani lasciando Gesù al martirio della croce, da quest’ultimo accettato con umiltà e con amore. Caro Bersani e cari politici della sua specie, come consiglia Bergoglio, il pastore deve odorare delle sue pecore se vuole condurle e pretendere che queste lo seguano con fiducia. A noi delle vostre finte mani pulite e paletti vari poco importa: scendete dal podio una volta per tutte, sporcatevi e odorate di popolo facendo in modo che questa Pasqua vi illumini e vi riporti sulla strada del buonsenso e dell’umiltà, ma purtroppo le mie parole voleranno nel vento: che Dio vi perdoni e abbia pietà di voi… e di noi!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Non aver paura” di esprimere “bontà e tenerezza…

marzo 20, 2013

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Non aver paura di esprimere  bontà e tenerezza nei confronti degli ultimi, i poveri ed i semplici “. Parole forti di Papa Francesco che ieri hanno echeggiato in tutto il mondo. La Chiesa si sveste degli sfarzi e riprende il compito assegnatole 2000 anni fa da Gesù: amore e tenerezza nei confronti dei più deboli, in una parola… carità cristiana. Molti ” potenti ” cominciano già a tremare, perché il messaggio è universale. Odio e rancore hanno portato solo  distruzione fisica e morale, amore e tenerezza ispireranno nuovi cambiamenti in positivo. La ” fine dei tempi ” tanto temuta altri non è che la fine dell’era dell’odio e della distruzione per aprirsi a quella nuova dove l’amore sia alla base della rinascita e del ricongiungimento spirituale a Dio ed ai suoi insegnamenti inviatici attraverso l’opera e il sacrificio di Gesù. Parole rivolte agli intellettuali, ai politici ai potenti… alla Chiesa stessa.

E già molti, oltre che a temere ed a storcere il naso, cominciano a mettere le mani avanti ed a frapporre dei paletti alla comunicazione gestuale semplice ed incisiva di Papa Bergoglio. Ieri sera ho assistito alla prima parte di ” Porta a Porta ” dove i vari intervenuti, tra cui Giuliano Ferrara, hanno più parlato con sottile ironia delle scarpe nere e grossolane del nuovo pontefice e dei suoi atteggiamenti ritenuti troppo umili e populistici, che del suo reale messaggio lanciato con forza al mondo intero. Non ho retto più di tanto ed ho preferito spegnere la Tv ed abbandonarmi ad un sonno ristoratore e rigeneratore  cercando di analizzare in me quanto  da lui comunicatomi nel pomeriggio dell’insediamento, ed ho cominciato ad intravedere una porta che finalmente sta per riaprirsi al buon senso ed alla speranza…  non esistono al mondo categorie privilegiate, ma solo uomini ognuno uguale davanti a Dio e responsabile delle proprie azioni. Che comincino a ricordarselo una volta per tutte, proprio tutti!… A cominciare appunto  dai rappresentanti di una certa Chiesa per estendersi agli intellettuali snob, ai politici arruffoni ed ai potenti accumulatori di ricchezza e vessatori: un cambio definitivo di marcia verso un futuro costruttivo più logico ed equilibrato.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

L’esaltazione dei gesti nell’umiltà del pontificato di Papa Bergoglio

marzo 15, 2013

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Una svolta, una rivoluzione, un riavvicinarsi della Chiesa al popolo nell’esaltazione dei gesti come messaggio di cambiamento e di esempio per un pontificato che abbandoni gli sfarzi per ricongiungersi ai poveri e soccorrerli spiritualmente e materialmente. Papa Bergoglio lascia il crocifisso d’oro per indossarne uno di ferro che più si avvicini al martirio di Cristo, usa il pulmino per spostarsi e si propone per pagare il conto dell’albergo dove ha alloggiato. Un insieme di gesti come messaggio, d’ora in avanti, di un comportamento più umano  della Chiese che esce dal suo isolamento aureo per riconquistare l’uomo, per accompagnarlo in una preghiera reciproca che serva a riavvicinarci tutti a Dio ed al riuso del buon senso. Papa Francesco  riarma il popolo per aiutarlo a ribellarsi alla schiavitù materialistica, come fece la Compagnia di Gesù con gli indios nella loro rivolta alle repressioni dei conquistadores. Ma questa volta niente più uso della spada, solo il rinnovo della fede nella Croce per ritornare soldati di Gesù e riaffidarsi a Dio e riprendersi la vita.

Che non succeda come allora quando infine prevalse l’ingordigia dei conquistadores con il ripristino della schiavitù dei poveri indios, ma confidiamo in questo nuovo papa rifuggendo messaggi nefasti di chi tenta di offuscarne, per timore del cambiamento, immagine e propositi riesumando storie vecchie, solo raccontate e non provate, o predizioni nefaste che lo abbinino in qualche modo al temuto avvento di un Papa Nero…  Papa Francesco I si è presentato vestito di bianco per illuminare in pochi attimi le nostre anime e le nostre speranze.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Papa Francesco: l’amore e l’umiltà si affacciano a San Pietro

marzo 13, 2013

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Laudato sie, mi’ Signore, 

cum tucte le tue creature… 

spetialmente messor lo frate Sole,

lo qual è iorno et allumini noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante cun grande splendore:

de Te, Altissimo, porta significatone.

Uno squarcio di luce in un cielo plumbeo e la Chiesa ha ritrovato il suo faro e  nuovo Vescovo di Roma: Jorge Mario Bergoglio, d’ora in avanti Papa Francesco I. Sono bastati pochi minuti del suono del suo verbo e dolcezza del suo sguardo per far innamorare il mondo intero. Preghiamo per lui, come ci ha chiesto, affinché Dio lo aiuti ad essere più forte di ogni onere e di qualsiasi potere affinché possa imporre il suo cristiano pensiero: amore, umiltà e soccorso ai poveri, cominciando da un esempio concreto e materiale offerto dalla Chiesa in primis. Viva Papa Francesco!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

L’Eurozona è terrorizzata, figuratevi noi!

marzo 5, 2013

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L’Eurozona è terrorizzata per l’avvenire dell’Euro e di tutta la macchina che hanno messo in piedi. Noi lo siamo ancor di più perché a causa della politica del rigore messa in atto per sopperire alle troppe  speculazioni nei confronti delle quali ha vigilato con l’occhio della talpa più cieca, ci siamo trasformati da popolo ridente e rubicondo in una massa di gente triste, affamata e senza prospettive. L’Eurozona pretende la responsabilità dei nostri politici nel mantenere i patti assunti… ma i patti fra i furbi hanno le gambe corte! L’Euro era un progetto importante che hanno sporcato e sminuito in modo volgare: doveva e poteva essere la soluzione dei problemi, in realtà si è rivelato una montagna di problemi aggiuntivi per l’ingordigia dei pochi a danno dei tanti. Ora chiedere ai furbi di fare passi indietro è come chiedere ad una iena di rinunciare alla carcassa che sta rosicchiando. Il potere acceca e logora tutti! Sperare che le varie fazioni vengano ad un accordo per salvare i nostri sederi è una vera utopia. Essi penseranno prima a salvare ognuno il proprio. Bersani preferirà morire piuttosto che salvarsi con Berlusconi accanto e Grillo persevererà  nel suo tsunami purificatore. Che Dio ci aiuti. ma l’Eurozona almeno smetta di affliggerci ulteriormente con il suo stalking continuato… potevano pensarci prima!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

La quiete… prima della tempesta

febbraio 23, 2013

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Siamo alla vigilia del d-day elettorale. Oggi potremo finalmente rilassare le nostre orecchie e i nostri sguardi potranno posarsi su qualcosa di più rasserenante che non sia il volto di coloro che ci pasturano per convincerci sulle loro buone intenzioni. Si, oggi sabato 23 febbraio 2013 è un giorno di quiete ma, a differenza di quello leopardiano, non è dopo, ma prima della tempesta. Sì, perché dopo, qualsiasi evento si verifichi, ci sarà un nubifragio dove sconfitti e vincitori, se mai qualcuno prevarrà, si scaglieranno l’un contro l’altro ancora più armati ed arrabbiati cercando di distruggere fin dal primo vagito ciò che l’altro avrà tentato di ricostruire. Volti nuovi e volti antichi in un cocktail ormai nauseabondo, perché l’appetito nostro da stimolare non è più quello delle chimere inarrivabili  ma quello delle poche realtà possibili e necessarie ad una Nazione la cui costituzione, tanta decantata ultimamente,  parla di fondamenta basate sul lavoro… lavoro che da noi non è più un diritto, bensì un privilegio arduo e complicato.

In questa campagna elettorale abbiamo visto ed ascoltato di tutto, ma le delusioni peggiori sono arrivate non solo dai ” vecchi “. Molti volti nuovi hanno rappresentato ancor di più il nulla e la confusione attuale regnante e… la delusione nello scoprire che alcuni di essi erano già bacati prima di cominciareed altri lo sono diventati per effetto del contagio. Mai come questa volta mi presenterò con certezze così tanto labili nella cabina elettorale, perché il gioco delle parti si è fatto ancor più complicato. I nostri interessi non ” interessano ” solo noi, bensì il gotha della politica europea ed i giochi si sono incattiviti , perché un Italia forte è temuta, e di questo ne sono più che certo. Il nostro spirito di sopportazione unito alle doti riconosciute di intraprendenza e genialità fanno sì che i grandi vampiri ci preferiscano accucciati piuttosto che vivaci e intraprendenti.

Ma di una cosa sono certa: andrò a votare e non disperderò il mio voto ne per ripicca ne per spirito avventuriero. Mai come ora occorrono chiarezza e stabilità! Votare per chi non può incidere, ma solo creare intoppi ulteriori,  non giova ad alcuno. Sceglierò… di qua o di là, chiaro e preciso per non rischiare di cadere fra le braccia del Danton rivoluzionario che tanto sbraita, e a ragion veduta, ma che bene fa se visto come campanello e spia di allarme di un motore in avaria… ma per aggiustarlo e resettarlo… oddio, ci vuole ben altro!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Giacomo Carone dice: perché e per chi votare, nonostante tutto

febbraio 16, 2013

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In risposta al mio post ” Stringiamci a coorte, siam pronti alla vita… ma non c’è vita senza amore e buon senso! ” pubblicato di recente su questo blog, l’amico Giacomo Carone ha aggiunto in calce un suo commento ” sfogo “, a cui ho reputato giusto e coerente dare un risalto più consono riproponendolo come post del giorno.

” Caro Umberto,

il tuo ragionamento non fa una piega e lo condivido in molti suoi punti.
In passato ne abbiamo parlato e scritto più volte e voglio evitare di essere ridondante sull’argomento. Quei periodi eravamo lontani da elezioni, se non erro se ne parlava un paio di anni or sono.

Comunque sia, da allora si sono aperti molti “vasi di Pandora”, sono usciti molti scandali, si sono fatte e distrutte alleanze strategiche.
Abbiamo visto “primedonne” mettersi a sfidare i “baobab” della politica che avendo radici lunghissime che permettono loro di resistere alla violenza delle tempeste;non li hanno nemmeno sfiorati con il loro operare contro.

Io farò questo, io farò quello.
eliminare le provincie,
metterne di nuove,
abolire i privilegi dei politici,
limitare le auto blu,
far rinascere i capelli ai calvi. A no, scusami. Quella era una pubblicità tra un siparietto e l’altro.

Tutti a fare a gara per posare le ricche chiappe su tutte le sedie possibili ai vari talk-show, come se non bastassero gli scranni che già occupano e che non mollano nemmeno se li schiodi a forza.

Vediamo gatekeepers travestiti da gente del popolo, che grazie a semplici tecniche di PNL (programmazione neurolinguistica) riescono a riempire le piazze come faceva decenni fa la lega con il suo “durismo”. Poche parole che sono sulla bocca di tutti, ben scandite da un palco e ti vedono come uno dei loro.

Il “tecnico”, l’”esperto” che ha tirato su le sorti dell’Italia, a modo suo e sempre secondo i dettami di chi è REALMENTE al potere, promette che toglierà tasse da lui imposte. C’era chi faceva il comico che si è dato alla politica, e chi era bancario a tempo pieno che dopo la politica si mette a fare il comico. Peccato che ride solo lui delle sue battute,

L’unica cosa che mi amareggia, è che non ho sentito negli ultimi vent’anni un programma per l’Italia, per gli Italiani.

Le cavolate di avere gli immigrati per permetterci di pagare le pensioni nostre, sono state dette con l’inganno, perchè tutti loro, quelli che hanno voluto l’Europa Unita, sapevano benissimo che gli immigrati avrebbero spedito i soldi a casa loro, nei loro Paesi, togliendo moneta al nostro. Per forza, dopo c’era la BCE a fornirci il denaro che ci serviva previo pagamento di interessi. E visto che sono stai bravi ed hanno fatto bene il loro lavoro, adesso tutti con le chiappette al sicuro a ricoprire incarichi importanti e ben remunerati.

Sono triste perchè tutti hanno mangiato a piene mani e continuano a farlo.

Le idee che potrebbero ritirarci sù le cassano una dietro l’altra. Certo, è importante sapere che si possono fare le nozze tra gay (è un esempio tra tanti), che possiamo condonare così diventiamo contribuenti, che il nuovo papa magari sarà nero, come predicevano nelle loro profezie Malachia e Nostradamis, che i nostri figli avranno i preservativi gratis nelle scuole, che Belen ha la farfallina tatuata.

Come potremo uscirne? Votando? Questi sono tutti accomunati da una cosa: la passione per la sedia e basta. Votiamoli che tanto non cambierà nulla.

Ci hanno portato a forza senza un nostro parere (menomale che siamo in democrazia) nell’Europa Unita.
Ci hanno offerto “spintaneamente” di adottare una moneta unica che sarebbe diventata più forte del dollaro. Che me ne frega se è più forte e poi non posso nemmeno comprarmi il pane?

L’Italia non avrebbe bisogno di importare quasi nulla.

Abbiamo i migliori prodotti della terra e dobbiamo buttarli in nome dell’Europa.
Abbiamo i migliori siti turistici e dobbiamo svenderli agli stranieri o ai palazzinari.

Nessun politico serio ha fatto proposte in merito a questo. Tutti a parlare di globalizzazione. Sì, permettimi, dei miei “globi”.

Sono i progetti come il tuo, il mio e tanti altri che potrebbero ridare vita a questo Paese meraviglioso, non i politici.

Concludo il mio sfogo, condividendo il tuo pensiero di andare a votare, pur turandosi il naso, e di votare tra chi ha possibilità di governare, senza disperdere il proprio voto in partiti minori.

Grazie “

Giacomo Carone

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Stringiamci a coorte, siam pronti alla vita… ma non c’è vita senza amore e buon senso!

febbraio 12, 2013
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E’ un momento brutto nel quale l’uomo sta mostrando tutte le sue debolezze ed incapacità di apprezzare e meritare quanto di meraviglioso Dio, o l’Universo, o il ” caso ” se preferite, ci ha messo a disposizione permettendoci di esser parte, anche solo un piccolo numero, di tanto meraviglioso creato che ci circonda. Il mondo è perfetto, siamo noi che non abbiamo saputo adeguarci a tanta perfezione e meraviglia per poterla apprezzare e goderne in pieno. Non ci siamo accontentati, almeno una parte di noi, ed abbiamo mirato all’eccesso a discapito dei più deboli. Abbiamo esagerato e ci siamo imbruttiti. Abbiamo perso ogni misura e sfoghiamo la nostra perenne insoddisfazione rasentando sempre più l’idiozia e la cattiveria. Critichiamo tutto e tutti e non facciamo esami di coscienza, ce l’abbiamo con tutto e con tutti ma mai con noi stessi… siamo diventati aridi e spenti, disinnamorati della vita. 

Senza amore non si va da nessuna parte! Amore vuol dire rispetto e capacità di offrire prima di pretendere. Urliamo la nostra rabbia ed uccidiamo la speranza… così non si va da nessuna parte, non si progredisce…anzi! Amore significa anche saper guardare il nostro contorno con positività, rimanendo lucidi nelle scelte determinanti. Non serve lamentarsi, occorre prevenire documentandosi e… aprendosi. E invece restiamo chiusi nel nostro baccello, pretendiamo e non offriamo… ci rifiutiamo di migliorare evolvendoci!

Eppure molti segnali ci stanno avvertendo che un cambio di rotta è necessario. In un mondo globalizzato l’interesse personale si disperde se non armonizzato nel mosaico di un meccanismo che pretende chiarezza e solidarietà per non autodistruggersi. Siamo oltre 7 miliardi su questo pianeta, se non condividiamo ci condanniamo.

Amore significa condividere, almeno in parte, per non rischiare di perdere tutto. Amore significa anche rispetto per se stessi per poter meglio rispettare gli altri… amore e rispetto per se stessi insieme fanno “ amor proprio “, senza il quale credo che sia difficile essere in grado di costruire anche il più piccolo mattone di futuro.

Amor proprio pretende di non accettare più di essere manovrati come burattini, però ribellarsi non vuol dire solo creare violenza. Ci si deve ribellare alla propria inerzia e rassegnazione per non permettere più di lasciarci abbindolare dai falsi incantatori e venditori di ideologie che riempiono la bocca ma affamano l’anima.

Amore significa buon senso... guardiamoci dentro e cerchiamo di comprendere il giusto in noi, e comportiamoci di conseguenza.

Stringiamci a coorte ed andiamo a votare!… anche , come ho scritto ieri, turandoci il naso se necessario. Andiamoci con amore e con buon senso. Amore nel perdonare ancora una volta coloro dai quali ci aspettavamo qualcosa di più, concedendo quindi una nuova opportunità… ma con riserva. Andiamoci, però, anche con buon senso, sforzandoci di scegliere solo tra due ” tiranni “, perché troppi che si spartiscono la torta a noi non possono lasciare che briciole, rabbia e rimpianti.

Noi non siamo pronti alla morte, vogliamo sopravvivere con dignità e consapevolezza, quindi… con amore e buon senso!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Turiamoci il naso e andiamo a votare tutti, con intelligenza… o di qua o di là, ma niente più vie di mezzo!

febbraio 11, 2013

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Cari amici, è con grande imbarazzo e tristezza che mi appresto a scrivere questo post. Siamo a meno di due settimane dal voto ed ascoltando i nostri politici che lanciano i loro proclami propagandistici spesso mi viene voglia di spegnere il televisore o, meglio ancora, di trasformarlo nel contenitore di una vasca per pesciolini rossi… Ma non risolverei nulla e, per giunta, sarei costretto ugualmente a pagare il canone perché per lo Stato conta solo averne il possesso e non l’uso che se ne fa. Abbiamo veramente raggiunto il fondo del barile: non siamo che un numero alla mercé di un’infinità di simboli che giocano con i nostri sentimenti e la nostra intelligenza. Troppi partiti e troppe insidie! Troppe coalizioni ibride all’orizzonte, in ognuna delle quali si nasconde l’inganno e l’ingovernabilità. Troppe voci e troppi interessi celati! Sta solo a noi porre fine alla farsa degli inciucci, perché è arrivato il momento di prendere delle decisioni che ci incamminino in un futuro certo dove le responsabilità dei successi o dei fallimenti possano essere precisamente individuate. Hanno ragione Bersani e Berlusconi, secondo me,  a pretendere un voto che assegni ad uno dei due una maggioranza chiara e corposa che permetta loro di governare liberi dai vincoli causati dalle frammentazioni… perché solo così eviteremo loro qualsiasi alibi in caso di fallimento, obbligandoli ad un governo più attento e responsabile e, sempre solo così, potremo finalmente auspicare ad un Parlamento più snello e dimezzato nei costi e nelle presenze.

Cari amici, mai come ora, possiamo essere arbitri del nostro futuro, per cui turiamoci il naso e andiamo a votare tutti, con intelligenza… o di qua o di là, ma niente più vie di mezzo!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

I giorni della merla son passati… ( ma noi merli resteremo, e chissà per quanto ancora )

febbraio 2, 2013

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E’ un fine settimana sbalorditivo raggelato dalle polemiche politiche relative al caso MPS. Stanno emergendo fatti paradossali specialmente se affiancati ad una situazione finanziaria italiana per noi sempre più assurda ed insostenibile. Si scoprono, o meglio… noi popolo massa scopriamo che i nostri  sacrifici non servono a rilanciare l’economia, bensì a tappare buchi dei quali non abbiamo ne responsabilità ne conoscenze, se non postume. I giorni della merla, coincisi con l’apertura del vaso racchiudente tanto bordello, sono passati con gennaio, ma per noi i loro effetti  li porteremo addosso a lungo, perché se prima era solo un dubbio, oggi abbiamo la certezza che per lo Stato e per chi lo governa, noi siamo solo dei numeri, anzi, dei merli da imbambolare, impallinare e prosciugare di ogni goccia di linfa di sopravvivenza. Paghiamo dei balzelli non riscontrabili altrove e se siamo fortunati riusciamo a sopravvivere del minimo perché il resto lo versiamo nelle casse di chi ne fa un uso distorto. Chi si ribella o si arrangia viene tacciato, parlo dei piccoli, per evasore e ladro del benessere altrui, mentre i grandi evasori hanno risolto i problemi da tempo ed ora godono dei frutti nascondendosi ben radicati nella privilegiata “ stanza dei bottini… pardon…bottoni “. I giorni della merla sono stati raggelanti nel servirci il panorama di un’Italia dei pochi a discapito di quella dei tanti. Mentre il governo tecnico Monti ci sotterrava di tasse e di rigore in nome di una meta da raggiungere che ci avrebbe risarciti un giorno tirandoci fuori dal fallimento nazionale… dall’altra parte elargiva… pardon, prestava, l’esatto corrispondente raccolto da una tassa orrida e iniqua come l’IMU, ad un istituto bancario per porre delle pezze ad una serie di errori ed orrori commessi dai suoi dirigenti, politicamente tutelati ed autorizzati, nei confronti dei propri correntisti. Ma abbiamo scoperto anche che la maggior parte dei nostri sacrifici sono serviti a salvare non solo i fondali dei dirigenti del Monte dei Paschi di Siena ( Banca il cui operato nei confronti dei correntisti per la parte gestionale degli sportelli è stata sempre più che corretta e professionale tant’è che anch’io ne sono cliente da anni e anni ) ma pure quelli della maggior parte delle banche operanti, le quali, però, hanno smesso di svolgere il  servizio per il quale sono state create , raccolta e distribuzione del credito, ma hanno pensato in primis a salvare il proprio orticello lasciando il resto dei ” campi “, i nostri, in totale abbandono per mancanza di approvvigionamenti. Lo Stato, attraverso alcuni suoi interlocutori, sottolinea come quei 4 miliardi di euro siano solo stati dati in prestito, ed ad un tasso più che conveniente, il 9 per cento… ebbene, questo conferma ancor di più che lo Stato ci considera solamente dei merli: un tasso così alto, molto vicino all’usura, presume che l’intero debito difficilmente sarà onorato dall’MPS e che la banca verrà probabilmente nazionalizzata. Quei 4 miliardi sarebbero molto di più serviti a ridare ossigeno a tutti quei piccoli imprenditori che, poveracci, lavorando anche 18 ore al giorno cercano di portare avanti le loro piccole aziende  e a non lasciare senza mezzi di sostentamento intere famiglie. Banche e Stato, che non svolgono in modo corretto ed appropriato il loro compito, non sono di utilità alla comunità.

I giorni della merla son passati solo sul calendario… per noi chissà quanto ancora dureranno!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Trovata su Facebook… una bella storia

gennaio 19, 2013

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IN OSPEDALE 

Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale.
A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo.
Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza. L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra.
L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e dai colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto.
Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza.
Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall’altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena.
In un caldo pomeriggio l’uomo della finestra descrisse una parata che stava passando.
Sebbene l’altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla con gli occhi della sua mente così come l’uomo dalla finestra gliela descriveva.
Passarono i giorni e le settimane.
Un mattino l’infermiera del turno di giorno portò loro l’acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno.
L’infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo.
Non appena gli sembrò appropriato, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra.
L’infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.
Lentamente, dolorosamente, l’uomo si sollevò su un gomito per vedere il mondo esterno.
Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto.
Essa si affacciava su un muro bianco.
L’uomo chiese all’infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra.
L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro.

“Forse, voleva farle coraggio” disse.dolore,felicità

Vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione.
Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.
Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare oggi.
La vita è un DONO, è per questo motivo che si chiama PRESENTE!

Famiglie  d’Italia

Perché il 6 gennaio si festeggia l’Epifania

gennaio 6, 2013

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Nel post di ieri, dedicato alla storia ed alle origini della Befana, ho esordito con queste parole ” 6 gennaio festa dell’Epifania ” e poi ho dedicato tutto l’articolo alla Befana che di questa festa, in realtà, è solo un personaggio secondario che porta i doni ai bambini nella notte fra il 5 e il 6 gennaio perché pentita e in qualche modo farsi perdonare per non aver seguito i Re Magi quando questi si dirigevano verso la grotta di Betlemme. Infatti i personaggi principali sono  il Bambino Gesù e i Re Magi. La parola Epifania, tradotta dalla lingua greca, significa ” manifestazione ” e la liturgia celebra il giorno dell’Epifania un momento del periodo natalizio molto significativo, ovvero la manifestazione di Gesù Cristo neonato ai Magi venuti da lontano per conoscerlo e  rendergli onore in rappresentanza di tutte le genti. Questo blog rispetta tutti, dai credenti ai non, qualsiasi sia la sua fede, ma proprio a  quelli che oggi festeggiano l’Epifania nel suo vero significato cristiano voglio dedicare un tratto del Vangelo secondo Matteo che parla dei Magi, sapienti stranieri, guidati verso Betlemme con la luce della stella e le parole del profeta Michea, riconoscono in Gesù il vero re… passaggio che è stato oggetto della messa odierna.

” Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme, e dicevano: < Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo. > All’udire questo il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo.

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Gli risposero: < A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: < E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giudea: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele. > Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo : < Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo: > Udito il re essi partirono. Ed ecco la stella che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunsero e si fermo sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella provarono una gioia grandissima.Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese. “

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Buona festa dell’Epifania a tutti!

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Mario, giovane imprenditore, fallito per avere guadagnato troppo!… Novella di Capodanno

gennaio 2, 2013

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Ieri è iniziato l’anno nuovo… oggi ricomincia la nostra sfida per la sopravvivenza. Il discorso del nostro Presidente Giorgio Napolitano è stato di alto contenuto nella forma ma nella sostanza ben poco ha aggiunto di nuovo. La politica dell’austerità potranno elogiarcela all’infinito ma nulla nasconderà la realtà: al popolo per l’ennesima volta è stato affidato il compito di rimediare alle scelleratezze precedenti di una politica allegra ed approssimativa, per non dire truffaldina.  I buchi enormi creati dai nostri condottieri richiedono solo sangue popolare, quello blu dei governanti non viene intaccato, anzi! la politica dell’austerità riguarda solo noi, un popolo a cui viene chiesto tanto e ridotto di molto l’eventuale reso. Tasse portate all’eccesso, servizi dimezzati ed aumenti di ogni genere per cui diventa ormai quasi impossibile per chiunque provare a dare un cambio di marcia alla propria squallida esistenza. Ed è così che mi è venuta in mente una novella, nella quale ho provato ad immaginare un giovane imprenditore che si inventa un modo geniale per arricchire onestamente… e leggete che cosa gli accadrà alla fine dei giochi…

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Mario, giovane imprenditore, fallito per avere guadagnato troppo!

” Mario, ragazzo intraprendente e mago del pc si inventa un sistema semplice ma efficace in grado di creare una rete telematica capace mettere in contatto varie persone interessate allo scambiarsi il superfluo ottenendone un vantaggio reciproco e riservando ognuna delle parti una giusta commissione al ragazzo, un tot indipendentemente dall’entità del valore dell’operazione. Esempio: il signor A ha un vecchio motorino in cantina che non usa da tempo e il signor B un paio di sci ancora efficienti ma da tempo dimenticati in un angolo. Ebbene i due decidono di scambiarsi i beni inutilizzati e pagano al ragazzo, dietro ricevuta o fattura, entrambi una commissione di 5 euro cadauno… Il giochino è interessante ed ottiene in breve un discreto successo, poi un successone, anche internazionale, per cui si arriva presto a migliaia di scambi giornalieri. Il ragazzo è felicissimo, decine di migliaia di euro incassati ogni giorno e regolarmente annotati e non nascosti al fisco. Siccome è un sistema che non produce costi, alla fine del primo anno il giovane imprenditore si ritrova con un utile di oltre 10 milioni di euro. Evviva, il ragazzo ha risolto i problemi della sua vita!… E invece no amici, in quel momento inizia la sua rovina! Il suo commercialista gli prepara la dichiarazione dei redditi e lui si ritrova per un giochetto magico i suoi 10 milioni più che dimezzati, diciamo a spanne che deve dare al fisco 6 milioni… beh, gliene rimangono altri 4 e, direi, più che sufficienti per sentirsi appagati e comprarsi una casa, una bella macchina, etc. E invece ancora no, non è così!… Una machiavellica legge che impedisce di creare nuovi ricchi, quelli vecchi si sono organizzati in tempo, chiede al contribuente di versare a breve in anticipo il 90 per cento di quanto appena pagato. Il povero ragazzo deve versare il 90% di 6 milioni, ovvero 5, 4 milioni ulteriori. Ma a lui ne sono rimasti solo 4 se non si è comprato ne casa ne auto di lusso, come fare?… Ebbene, ricorre ad un prestito bancario di 1,4 milioni rimandando all’anno prossimo i propri sogni di agiatezza: l’aver creato nel primo anno un utile netto di 10 milioni, in realtà gli ha causato un grosso debito nei confronti della banca che ” amorevolmente ” gli è giunta in soccorso visto il positivo andamento della sua azienda… Nel frattempo, però, altri imprenditori , quelli scafati, hanno capito la genialità del suo sistema e si sono immessi a loro volta nel mercato, migliorandolo e pubblicizzandolo al massimo, fino ad oscurare quello del suo ideatore, fino a cancellarlo completamente dal mercato. Il giovane non incassa più quanto sperava e non riesce quindi a far fronte alle richieste della banca che pretende il rientro delle sue esposizioni e… patatrak, il fallimento è servito! Il neo imprenditore ritorna nell’anonimato, segnato a vita come cattivo pagatore, con un credito di imposta che lo Stato a suo piacere nel tempo gli restituirà, quando potrà, se potrà e, se possibile… alla memoria. “

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( Buon Anno Nuovo )

 

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

Buon Natale 2012… ma al prossimo dobbiamo presentarci tutti più equilibrati e meno ingordi

dicembre 25, 2012

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Buon Natale, amici. Buon Natale 2012! Il mondo continua e molti, anche se avranno fatto finta di niente, hanno tirato un recente sospiro di sollievo alla faccia dell’ennesima predizione catastrofica. Però, il sospiro di sollievo potrebbe rimanere tale se… se non decidiamo una volta per tutte di dare un senso alla nostra vita programmando un repentino cambiamento di rotta collettivo in meglio. In questi giorni dappertutto i nostri politici, e quelli mondiali, stanno proponendo le loro buone intenzioni e panacee contro le sofferenze dovute alla crisi finanziaria perdurante… ebbene, ma le loro purtroppo restano parole… ammalianti,ben auguranti, ma sempre e solo parole.

Non esistono formule magiche personali, ma solo, e lo ripeto sottolineandolo, buone intenzioni seguite da azioni migliorative intraprese collettivamente dalla massa, dal popolo della terra che, finalmente, capisce che quattro scalcinati messi da noi al timone non possono obbligarci ulteriormente ad incattivirci dentro e a portarci a compiere atti insulsi e violenti, figli del malessere e dell’incomprensione generali.

Ieri sera ho rivisto per l’ennesima volta il cartone animato Bambi, un film di Walt Disney nato prima di me ed io, come tanti e tanti altri, cresciuto insieme a lui scoprendone ad ogni tappa della mia esistenza il significato ed il messaggio reale contenuto: l’ingordigia e l’esagerazione, cause primarie del disequilibrio conseguente. Nella storia di questo piccolo capriolo in mezzo a tanti avvenimenti meravigliosi che la vita gli offre, quali la nascita e la scoperta giornaliera di tante cose belle ed emozioni, quali la convivenza in fratellanza di gruppi eterogenei ed il primo innamoramento, esistono anche le difficoltà e la continua lotta per la sopravvivenza, come il doversi nascondere per difendersi dall’attacco dell’uomo cacciatore. E tutto ciò fa parte del nostro percorso che accomuna sia l’uomo sia l’universo che lo circonda… ma dove il tutto precipita?…

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Ad un certo punto il padre di Bambi, nel frattempo il piccolo cresciuto indipendentemente dalla morte della madre ed ora insieme ad una compagna con cui condividere presente e futuro, vedendolo sorpreso nel guardare il fumo proveniente da un grande accampamento eretto ai margini del bosco… gli urla nelle orecchie invitandolo a scappare: quelli sono gli uomini, sono tornati per noi, ma questa volta sono troppi!… Veramente troppi, una massa inferocita che non si accontenta più di procurarsi lo stretto necessario, ma che attacca ed uccide indiscriminatamente per arraffare il più possibile, rompendo gli equilibri e causando il disastro. Piccole creature che corrono impazzite non più perché inseguite dai cacciatori, ma da un fuoco distruttivo causato dalla furia cieca di quest’ultimi. Ingordigia ed esagerazione e disequilibrio conseguente!

Ed è ciò che accade quotidianamente nel nostro mondo, ma se prima poteva in qualche modo essere assorbito e superato, ora diventa sempre più difficile… perché l’uomo, o meglio, alcuni uomini sembrano non porsi dei limiti nella loro onnipotenza ed insaziabile cupidigia. Per questo stiamo vedendo l’esaurirsi sistematico delle nostre risorse. Ma questi saccheggiatori non capiscono che così procedendo saranno la causa della loro stessa estinzione, perché quando la natura si ribella, e nella natura ci metto tutto, quindi gli uomini stessi, quelli soggiogati e sfruttati, allora arriva il fuoco distruttore che non guarda in faccia nessuno e… in qualche modo purifica. Ciò, come accaduto e visto nel film di Bambi, lascerà gli animali a sopravvivere per un periodo negli stenti e gli stessi uomini a non poter cacciare, finché poi la vita riprenderà il sopravvento e tutto tornerà come prima. Ma per quante volte e per quanto tempo ancora?

Ogni giorno che passa l’uomo inventa qualcosa di nuovo e, spesso, sempre più distruttivo sia a carattere fisico sia psicologico e finanziario: occorre un cambio di rotta repentino, prima di tutto nella consapevolezza di poter ricevere e poter rielaborare da parte delle nostre coscienze. Non si può più demandare agli altri senza essere certi di conoscere a fondo colui a cui si sta demandando le sorti del nostro futuro. Non si può più sperare solamente che la prossima volta sarà meglio. e siccome per demandare si deve votare, io invito per una volta tutti prima di guardare avanti a voltarsi indietro ed analizzare quanto accaduto precedentemente. Se qualcuno ti ha picchiato sonoramente fino a ieri non pensare che possa accontentarsi e questa volta cominciare a donarti carezze. Ingordigia ed esagerazione tendono sempre ad aumentare e mai a decrescere! 

Buon Nat

Io auguro a tutti un Natale sereno, ma soprattutto auguro in questa giornata Santa a provare a leggersi dentro in un modo meno approssimativo. Prendere coscienza della propria capacità nel determinare il futuro può sensibilizzarci e portarci a responsabilizzarci meglio nella crescita e nelle scelte importanti che verranno.

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

Il governo che verrà…

dicembre 23, 2012

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Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’ “… ma l’anno che sta per finire è stato veramente pesante, per non dire orrido. Siamo stati tutti trattati come un bancomat senza limiti da cui prelevare indiscriminatamente per rimediare ad errori e malefatte altrui. Il nostro caro Monti mentre afferma di aver ridato credibilità all’Italia nei confronti dell’Europa mente con la nostra buona fede in modo spudorato sapendo di mentire. Egli ha solamente rassicurato i suoi ” amici ” riaffermando che noi italiani in fondo siamo sempre “ brava gente, spaghetti e mandolino “, pronti subito a svenarci come pecore su richiesta del primo pastore che ce lo impone. Meno male che l’ultimo ( pastore ) si è dimesso e stasera non ascolterò nemmeno il suo messaggio di fine anno. Il suo governo è stato distruttivo della nostra economia, pressapochista e confusionario, basta vedere i migliaia di esodati in mezzo ad una strada per un conteggio approssimativo fatto da un suo ministro, Elsa Fornero, capace di piangere come i coccodrilli o tapparsi le orecchie come le scimmie che non vogliono sentire, vedere e parlare di fronte ad una realtà più che evidente. Come si fa a cambiare le regole in corso dopo avere invitato e convinto centinaia di migliaia di persone ad anticipare il loro andare in pensione, e non preoccuparsi dei danni causabili? E’ assurdo solo immaginarlo, figurarsi metterlo in atto!

Caro amico ti scrivo, e ti parlo come un normale cittadino a cui resta almeno il diritto di critica. La nostra situazione politica è deprimente: uomini abituati a sperperare il denaro pubblico in modo festoso e spudorato. Addirittura uno che afferma di aver speso migliaia di euro in video giochi per tenere i figli tranquilli durante le sedute consiliari… derubati e presi per i fondelli! Ora ci saranno le nuove elezioni e molti di essi si ricandideranno con il candore e la sfacciataggine di chi, se no, non saprebbe in quale modo poter sopravvivere riuscendo a tenere l’alto tenore di vita a cui si sono abituati. Ci saranno le nuove elezioni all’insegna di partiti che guarderanno solo ai loro interessi nel raggiungere il quorum per potersi incollare per altri cinque anni sulle poltrone di un italico Parlamento sempre più profanato e vilipeso. Un Parlamento che sarà nuovamente nell’impossibilità di poter governare e legiferare tranquillamente perché spezzettato in varie diramazioni difficilmente da mettere d’accordo, un parlamento dove, come Penelope, se la Camera proverà a tessere, il Senato potrà disfare. Un Parlamento dove un Centro tronfio di valori autoconferitosi potrà  rappresentare ulteriormente  l’ago della discordia ed il timone  dell’ingovernabilità.

Caro amico ti scrivo perché sono molto deluso ed anche piuttosto ” disturbato “, specialmente dopo aver letto recentemente un rapporto redatto proprio da un Istituto di ricerca economica  tedesco nel quale si evidenzia che in Europa, pur avendo l’Italia il terzo debito pubblico più alto al mondo ( non certo causato dai suoi cittadini, ma in ogni caso ” invitati ” questi a ripianarlo benché innocenti ), in rapporto alla sua ricchezza globale è in grado di ripianarlo qualcosa come 5 volte, se non erro, ed essa primeggia come garanzie   presenti e future, precedendo di gran lunga la stessa Germania…e allora? La storia dello Spread sembrerebbe proprio che sia una presa in giro, o a dir meglio, una grande truffa! Una storia abilmente scritta per far sì che tanti italiani ” brava gente, spaghetti e mandolino ” abbiano colato sangue, si siano impoveriti per alimentare le casse altrui in un concetto molto approssimativo di unità europea: se io ( Europa ) sbaglio, tu ( Italia ) rimedi!

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Caro amico concludo, perché mi sono rotto un po’, perché so che le lamentele ingrassano ancor di più coloro a cui sono rivolte. Io mi sto adoperando insieme a tanti amici per far sì di rimediare e, come sempre, provare a cavarcela da soli. Per fortuna il nostro territorio e la nostra creatività sono sempre stati nel corso dei secoli l’unica panacea per la sopravvivenza comune. Spero solo che il governo che verrà sia all’altezza dei cambiamenti preannunciati dai Maya e mal interpretati fino all’altro ieri. Il mondo deve veramente migliorarsi ed aprirsi al concetto di amore e solidarietà se vuole sopravvivere e con lui i politici preposti alla sua conduzione. Non chiedo nulla di speciale a questo governo, non chiedo miracoli o cambiamenti repentini…chiedo solo che ci lasci lavorare serenamente, si prenda il dovuto e non ci disfi le tele che con tanta fatica cerchiamo di tessere giornalmente per garantirci la continuità dovutaci presente e futura.

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

21 12 2012: quanti timori e quanta confusione in una data

dicembre 19, 2012

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Siamo vicini all’appuntamento Maya e, mancando solo tre giorni alla fatidica data, sento l’impulso di dire anch’io la mia, con serenità e il più possibile buon senso. Ho navigato su Google alla ricerca di informazioni ed ho appreso che per  alcuni ci troviamo nel bel mezzo del più grande ciclo di trasformazione, uno di quelli che si verificano solo una volta ogni 25.920 giorni, periodo che rappresenta la durata dell’   ” anno galattico o platonico “. Secondo il Calendario Maya, estremamente preciso con un margine di errore di soli 0,0002 giorni, il punto più critico di tale ricambio energetico coinciderebbe con la data del 12 12 2012, ” in questa data dai Maya sarebbe stato individuato un ri-allineamento tra il Sole e la stella Sirio, di cui il Sole sembrerebbe esserne Satellite, ma in realtà non abbiamo nessuna certezza sull’esattezza delle misurazioni temporali successivamente adottate, dapprima con l’adozione del Calendario Giuliano, e poi con l’ingresso del Calendario Gregoriano, il sistema di misurazione temporale attualmente in vigore in gran parte del mondo ” ( fonte:  L’Età dell’Oro – Atlantide – 21.12.2012 ).

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Alcuni affermano che il 21 dicembre 2012 segnerà la data dell’entrata dell’uomo nell’Era dell’Acquario, ma in realtà ciò dovrebbe essere accaduto già il 14 febbraio del 2009, infatti all’alba di quel giorno dedicato a San Valentino, santo patrono dell’Amore, la Luna in Bilancia è entrata nella settima casa delle relazioni. Giove e Marte si sono allineati in Acquario, nella dodicesima casa, quella della trasformazione spirituale … proprio come profeticamente annunciato più di quarant’anni fa dalle parole di una canzone intitolata Aquarius, che fecero entrare nella coscienza collettiva il concetto di “alba di una nuova era”:

“When the moon is in the Seventh House  ( Quando la Luna entrerà nella Settima Casa )

and Jupiter aligns with Mars   ( E Giove si allineerà con Marte )

Then peace will guide the planets  Allora la pace guiderà i pianeti )

And love will steer the stars”  ( E l’amore governerà le stelle” )

Ebbene amici, al catastrofismo di chi prevede che  il nostro pianeta sarà interessato da un processo di torsione che invertirà i poli terrestri sconvolgendo la crosta terrestre e producendo enormi cataclismi, tsunami, eruzioni vulcaniche; o che che dal sole verranno dei veri e propri campi infuocati che coinvolgeranno l’intero pianeta distruggendo tutta la superficie terrestre,  proponendo come soluzione il costruire dei bunker sotterranei; o di chi consiglia suicidi di massa preventivi…  io preferisco pensare che il 21 12 2012 sicuramente dovrebbe segnare un cambiamento epocale, ma non la fine del mondo come alcuni credono, ma un nuovo inizio di pace che durerà secoli come quanto  predetto anche dal famoso veggente Nostradamus, se ben interpretato. Quindi, ” fine dei tempi ” sì, ma solo per quanto concerne quelli dell’odio, del sangue e della distruzione che ci hanno tristemente accompagnato negli ultimi millenni.

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Umberto Napolitano

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Febo Conti è morto, con lui se ne va un maestro… un amico

dicembre 17, 2012

febo Conti

Febo Conti ha rappresentato per quelli della mia generazione, sono del 1947, qualcosa di più di un semplice presentatore Tv… è stato un amico, un conduttore di vita. Per me ha rappresentato un punto costante di riferimento nel mio percorso di vita: l’ho conosciuto nel 1958 negli studi della Rai di Torino dove conduceva, insieme ad Enza Sampò, il programma per ragazzi ” Il circolo dei Castori “. Avevo 11 anni e muovevo i primi passi nel mondo dello spettacolo, ero uno dei bambini fissi tra il pubblico che poneva domande, faceva il discolo, insomma creava movimento. Febo rappresentava per noi piccoli di allora più che un papà aggiuntivo, il maestro buono che ci occupava il tempo del pomeriggio, allora non mi ricordo che esistesse il doposcuola, che ci istruiva facendoci scoprire tante cose belle del mondo.

Crescendo, ho ritrovato Febo al compimento del mio 21° anno. Nel frattempo ero diventato un cantautore famoso e con la canzone ” Gioventù ” per due anni, presenziando spesso dal vivo, interpretavo la sigla di chiusura di un altro suo programma ” pietra miliare ” della storia della televisione italiana dedicata ai ragazzi, ovvero ” Gioventù “, con la regia di Cino Tortorella, il famoso Mago Zurlì, personaggio immenso che grandi e bambini non dimenticheranno mai.

Poi le nostre strade si separarono per lungo tempo per incrociarsi nuovamente a fine anni ’90 quando entrambi venimmo ad abitare a Desenzano del Garda… insomma, anche se a tappe, un percorso di vita insieme.

FEBO CONTI CAROSELLO

La sua storia artistica è lunghissima e vi invito a viaggiare a cliccare su  Febo Conti ( L’UOMO DEL GAZZETTINO PADANO E DI. CHISSACHI LO SA. di Massimo Emanuelli )per approfondirla e rendergli almeno la dovuta giustizia  postuma, dagli esordi radiofonici a inizio anni ’50 nella Radio svizzera con un programma durato con successo un’infinità di anni, alle sue performance su Ridolini, rese famose da un famoso spot di Carosello. Comunque una cosa emerge chiaramente: Febo Conti ha rappresentato con il suo sorriso ed il suo modo di raccontare con garbo un punto di riferimento rasserenante, istruttivo ed unico  per molte generazioni, che ora lo ringraziano e lo rimpiangono, ma lo accompagnano con amore nel suo ultimo viaggio, racchiudendoselo nel cuore per l’eternità.

febo conti 2

Ciao Febo, ti vogliamo bene.

Umberto Napolitano

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La strage degli innocenti: un emulo di Erode replica nel Connecticut

dicembre 15, 2012

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E’ un triste fine settimana ma presto arriverà Natale e, speriamo, sia foriero finalmente di amore e buone nuove. Quanto accaduto ieri nella scuola del Connecticut si commenta tristemente da solo: il mondo ha aggiunto l’ennesimo gradino all’acme della follia umana. Non voglio approfondire cosa sia passato nella mente del folle omicida e di chi lo ha accompagnato, la realtà è che sempre più spesso questi fatti accadono ed ogni spiegazione sembra illogica… anche se una logica comune credo che ci sia: questo mondo dove il consumismo estremo ha preso il sopravvento vengono offerte troppe aspettative che spesso rimangono insoddisfatte, da cui noia e disperazione sono conseguenti… ed entrambe portano ad atti orrendi, dimostrativi e liberatori. L’io che non riesce a prendere il sopravvento si sfoga sull’indifeso per colpire  il nemico e colpisce nel mucchio, alla cieca…  come fece Erode più di 2000 anni fa.

Io cerco sempre di vedere, se esiste, anche il più piccolo barlume di lato positivo… alla strage di Erode che seguì alla nascita del bambino Gesù, il Salvatore che avrebbe cambiato il corso della storia allontanando l’umanità dal materialismo del paganesimo per introdurre l’uomo in un percorso  di spiritualità e amore: ebbene, spero che Adam Lanza, il giovane armato fino ai denti che ha causato tanto scempio non sia solo uno strumento diabolico, l’ultimo colpo di coda di chi a tale percorso si è sempre opposto con tutti i mezzi, bensì la calata di un sipario che si chiude definitivamente su un’era troppo funestata da odio e sangue… per riaprirsi ad un mondo migliore,  unica e logica spiegazione della tanto temuta profezia Maya, se proprio vogliamo appiccicarci  un nesso. Un mondo migliore dove l’amore e la solidarietà non rappresentino solo un’esigenza sciacqua coscienze per lavarsi dei peccati commessi, bensì la consapevolezza che amare  sia l’elemento necessario di sopravvivenza, per cui diventi naturale comprendere che condividere significa proseguire e, come amo cantare nel mio brano Volerò ( del quale vi aggiungo il link in calce ), ancor meglio comprendere ” la differenza fra chi ama e un’anima senza “.

Umberto Napolitano

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Saremo mai liberi di essere noi stessi?… Asia Noreen Bibi lo sogna da una cella senza finestre

dicembre 11, 2012

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Se mi convertissi sarei libera, preferisco morire cristiana

Scrivo da una cella senza finestre ( fonte: Avvenire )

Mi chiamo Asia Noreen Bibi. Scrivo agli uomini e alle donne di buo­na volontà dalla mia cella senza finestre, nel modulo di isolamen­to della prigione di Sheikhupura, in Pakistan, e non so se leggerete mai questa lettera. Sono rinchiusa qui dal giugno del 2009. Sono stata con­dannata a morte mediante impiccagione per blasfemia contro il profe­ta Maometto.

Dio sa che è una sentenza ingiusta e che il mio unico de­­litto, in questo mio grande Paese che amo tanto, è di essere cattolica. Non so se queste parole usciranno da questa prigione. Se il Signore miseri­cordioso vuole che ciò avvenga, chiedo agli spagnoli (il 15 dicembre, il marito di Asia ritirerà a Madrid il premio dell’associazione HazteOir, n­dr ) di pregare per me e intercedere presso il presidente del mio bellissi­mo Paese affinché io possa recuperare la libertà e tornare dalla mia fa­miglia che mi manca tanto. Sono sposata con un uomo buono che si chiama Ashiq Masih. Abbia­mo cinque figli, benedizione del cielo: un maschio, Imran, e quattro ra­gazze, Nasima, Isha, Sidra e la piccola Isham. Voglio soltanto tornare da loro, vedere il loro sorriso e riportare la serenità. Stanno soffrendo a cau­sa mia, perché sanno che sono in prigione senza giustizia. E temono per la mia vita. Un giudice, l’onorevole Naveed Iqbal, un giorno è entrato nel­la mia cella e, dopo avermi condannata a una morte orribile, mi ha of­ferto la revoca della sentenza se mi fossi convertita all’islam. Io l’ho rin­graziato di cuore per la sua proposta, ma gli ho risposto con tutta one­stà che preferisco morire da cristiana che uscire dal carcere da musul­mana. «Sono stata condannata perché cristiana – gli ho detto –. Credo in Dio e nel suo grande amore. Se lei mi ha condannata a morte perché amo Dio, sarò orgogliosa di sacrificare la mia vita per Lui».

Due uomini giusti sono stati assassinati per aver chiesto per me giusti­zia e libertà. Il loro destino mi tormenta il cuore. Salman Taseer, gover­natore della mia regione, il Punjab, venne assassinato il 4 gennaio 2011 da un membro della sua scorta, semplicemente perché aveva chiesto al governo che fossi rilasciata e perché si era opposto alla legge sulla bla­sfemia in vigore in Pakistan. Due mesi dopo un ministro del governo na­zionale, Shahbaz Bhatti, cristiano come me, fu ucciso per lo stesso mo­tivo. Circondarono la sua auto e gli spararono con ferocia.

Mi chiedo quante altre persone debbano morire a causa della giustizia. Prego in ogni momento perché Dio misericordioso illumini il giudizio delle nostre autorità e le leggi ristabiliscano l’antica armonia che ha sempre regnato fra persone di differenti religioni nel mio grande Pae­se. Gesù, nostro Signore e Salvatore, ci ama come esseri liberi e credo che la libertà di coscienza sia uno dei tesori più preziosi che il nostro Creatore ci ha dato, un tesoro che dobbiamo proteggere. Ho provato u­na grande emozione quando ho saputo che il Santo Padre Benedetto XVI era intervenuto a mio favore. Dio mi permetta di vivere abbastan­za per andare in pellegrinaggio fino a Roma e, se possibile, ringraziarlo personalmente.

Penso alla mia famiglia, lo faccio in ogni momento. Vivo con il ricordo di mio marito e dei miei figli e chiedo a Dio misericordioso che mi per­metta di tornare da loro. Amico o amica a cui scrivo, non so se questa lettera ti giungerà mai. Ma se accadrà, ricordati che ci sono persone nel mondo che sono perseguitate a causa della loro fede e – se puoi – prega il Signore per noi e scrivi al presidente del Pakistan per chiedergli che mi faccia ritornare dai miei familiari. Se leggi questa lettera, è perché Dio lo avrà reso possibile. Lui, che è buono e giusto, ti colmi con la sua Grazia.

Asia Noreeen Bibi – Prigione di Sheikhupura, Pakistan​ 

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Le bombe ora si chiamano Spread: l’Italia si ripara nei prelievi coatti ed io… costretto alla disobbedienza!

dicembre 8, 2012

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Poveri noi… siamo alla mercé di tutto e di tutti, invasi e depredati ancora una volta ed abbandonati a noi stessi sotto un fuoco incrociato micidiale dove ogni bomba che cade solleva  una polvere distruttiva e terrorizzante soprannominata ” spread ” che si insinua famelica nelle nostre tasche martoriate , come un Attila devastante,  succhiandoci  insaziabile anche l’ultimo euro. Dall’Europa  ci bombarda una Germania sempre più ingorda e prudente, dal Medio Oriente ci invade di lusinghe e petro-euro un emiro del  Qatar, nababbo e lungimirante.

asino

Il governo Monti sta cadendo, morto un governo se ne fa un altro!… ma se moriamo noi, chi governerà il nuovo governo? L’ultimo ha fatto bella figura con il mondo, come un ottimo primo della classe, ma ci ha resi agonizzanti. Se ne è sbattuto serenamente i fondali dell’enorme disagio procurato: il suo scopo era toccare quota spread 287. Pensa un po’ a che mani ci hanno affidato!… Per raggiungere quota 287 ha massacrato l’economia e ci ha spento la luce, ogni giorno una prelievo nuovo, una sorpresa dietro l’altra. Non le elenco tutte, tanto sono note. Mi permetto solo di evidenziare l’ultima novità prevista nella legge di stabilità, ovvero “… le catene da neve non servono più, devono essere rottamate e sostituite da gomme da neve da montare e smontare a secondo dei tragitti invernali “… A parte il problema dei costruttori di catene da neve costretti a chiudere bottega, trovo che il tutto sia machiavellico e sadico, proprio un provvedimento del ” put “! Ma questi credono che noi stampiamo euro come fossero noccioline?! A questo punto, essendo per giunta sotto Natale, credo proprio che mio malgrado mi costringeranno alla disobbedienza: io non comprerò mai inutilmente gomme da neve, ne getterò le catene acquistate l’anno scorso! E nemmeno le consigliate gomme ricoperte che costano meno… sono mica un pezzente, suicida?…. Se mi faranno la multa, non la pagherò e se mi manderanno Equitalia, amen… chissà se riusciranno a trovare ancora qualche euro nelle mie tasche che non sia stato prima speso per la sopravvivenza mia e delle mie persone amate… perché pezzente mi hanno fatto diventare. Andateci voi a vendere il fondo schiena, io no!

Sfogo di un cittadino ex ceto medio appartenete.

Umberto Napolitano

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La vera bellezza sa andare oltre ( Famiglie d’Italia News Interessanti )

dicembre 5, 2012
 Mullins_AimeeDIVERSAMENTE BELLE: IL SUCCESSO DELLE DONNE DISABILI ( fonte: Cervelliamo )

Oggi vi proponiamo nella rubrica curata da Sabrina Parini un interessantissimo post da lei scovato in un blog veramente interessante (Cervelliamo) e che vi invitiamo ad andare a visitare con continuità ed a consigliarlo ai vostri amici.

Loro non sono famose come Belen Rodriguez, Elisabetta Canalis o Nicole Minetti, solo per citare alcuni stereotipi di bellezza conosciuti qui nel nostro Paese.
Ma sono altrettanto belle: anzi, forse lo sono ancora di più perchè rappresentano la dimostrazione che la vera bellezza sa andare oltre, oltre l’aspetto fisico ed esteriore…una bellezza che è stata capace di lottare nel corso della propria vita contro handicap che, spesso, avrebbero fatto desistere chiunque da quella voglia di emergere e di fare sentire la propria importante presenza.

shannon murrayC’è, per esempio, Connor Boss, legalmente cieca ed arrivata lo scorso luglio quinta al concorso di Miss Florida-USA 2013; l’inglese Shannon Murray ( foto a destra ), su sedia a rotelle dall’età di 14 anni, modella per la catena di grandi magazzini inglese Debenhams.

AIMéè
E ancora la celebre Aiméè Mullins ( foto a sinistra e in alto ), che ha subito l’amputazione di entrambe le gambe ad appena un anno di vita, musa dell’artista visionario Matthew Barney e annoverata dalla rivista People, tra le 50 donne più belle del mondo; poi Kelly Knox, nata senza un braccio e salutata dalla BBC “nuovo volto della moda”: queste sono solo alcune delle donne che hanno dimostrato che la bellezza non conosce limiti e che anche donne con disabilità possono diventare icone di stile uniche e non omologabili.
Eccezioni che confermano la regola? Sicuramente anche in Italia, dove – a parte Annalisa Minetti, ( foto in basso a destra ) finalista a Miss Italia 1997 e prima non vedente a sfilare, lo stesso anno, su una passerella di alta moda per la maison Gattinoni – sono rari gli eventi e le campagne pubblicitarie che riconoscono e valorizzano l’immagine di donne disabili o che decidono di scommettere su testimonial non convenzionali.
Annalisa MinettiNumerose, invece, le iniziative dal basso che stanno sfidando i luoghi comuni, per affermare che le barriere non devono esistere, in nessun ambito, neanche nella moda. Tra queste c’è la straordinaria esperienza di Cinzia Rossetti, disabile motoria di Brescia, affetta da tetrapatia spastica, che è riuscita a creare un vero e proprio casting dal basso di modelle diversamente abili e fotografi, reclutati grazie al social network Facebook, con l’intento di restituire la giusta dimensione dell’immaginario femminile e scardinare lo stereotipo sociale e culturale che vede la donna con limitazioni fisiche non come donna, ma semplicemente come disabile.
( fonte: Cervelliamo )
Famiglie d’Italia News Interessanti 

Rubrica a cura di Sabrina Parini

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L’Arte Italiana ha fatto le valige

dicembre 1, 2012

foto[1]

L’Arte italiana sta emigrando all’estero, perché?

Ieri sera ad Arcore al Bar IL PICCOLO, durante il caffè letterario “Sognando il mare”, la discussione si è animata, quando l’artista ospite della serata, Alessandro Stucchi, spiegando il suo personale viaggio nella pittura, ha sottolineato che i suoi quadri vanno spediti a Londra in una galleria d’Arte moderna gestita da italiani, oppure vengono acquistati in stock e portati in Svizzera.

Possibile che i nostri critici d’Arte non sono in grado di percepire la potenza dell’arte presente nei nostri artisti contemporanei? Qui non è solo commercio, è un pezzo della nostra storia che se ne va.

Usare una penna, un pennello, per scrivere un libro, una canzone, un articolo di giornale, o semplicemente un disegno della realtà che viviamo tutti i giorni, significa scolpire nella storia un ricordo indelebile, una visione attraverso la vista del pittore o scrittore. A volte l’artista, proprio perché guarda con occhi nuovi, forse più sensibili, riesce a cogliere le sfumature che raccontano dove si sposterà il futuro.

Londra, la mia città preferita, sono sempre in anticipo di 12 mesi rispetto all’Italia, per moda, arte e tendenze. Acquisti un capo di vestiario, e in Italia ti guardano come un extraterrestre, allora lo riponi nell’armadio, e dopo un anno esatto tutti i negozi più in voga, mettono in vetrina a costi elevatissimi, i capi di vestiario che hai nell’armadio.

Così anche per la pittura a quanto sembra, visto che a Londra i quadri vengono apprezzati, acquistati da collezionisti e gente comune.

A volte la critica prende abbagli, di luce birichina, che offusca i nostri autori contemporanei, e la nostra arte espatria, si muove e non ritorna più.

Speriamo che i sogni dei nostri artisti non coincidano con l’offerta estera, altrimenti vedremo un esodo di tante menti creative.

Una nota di merito agli artisti come Alessandro Stucchi, che pur di diffondere l’arte sa l’umiltà, piedi per terra e prezzi giusti per ogni opera e ogni collezionista. Abbiamo bisogno di gente così, che rappresenti l’Italia, le nostre famiglie, ma sopratutto i nostri sogni, che sono il futuro delle prossime generazioni.

Andrea Ben Leva

Famiglie                        d’Italia

Ragionamenti sul web

novembre 30, 2012
che
Postato  sulla nostra pagina Fb da un’amica e riportato integralmente.
Oggi (ieri) c’è un post, un articolo, chiamatelo come volete che è stato letto da 48.000 persone. C’è una foto del Che che metto anch’io, per ripetere un ragionamento che faccio da anni.
Fonte: Informare per Resistere
Mentre noi ci azzuffiamo sui partiti, la destra, la sinistra e con quelli che dicono che destra e sinistra non esistono balza in tutta evidenza che è proprio una politca di sinistra che manca, direi rivoluzionaria ed anticapitalista di sinistra.
Da anni vado scrivendo che il problema non è il Pd simil socialdemocratico o il Pdl simil fascista, il problema o la soluzione non sono nemmeno i movimenti che hanno sepolto la politica e non credono alla destra ed alla sinsitra.
Il problema è il capitalismo. Il capitalismo evoluto che da produttore e sfruttatore di persone, proletari, si è fatto ancora più feroce diventando capitalismo finanziario speculatore e parassita.
Lo scrivo da anni e sono contento perchè le mie parole rimarranno nel web all’infinito e tra 20, 50, anni magari qualcuno le leggerà.
Tanto è vera la mia tesi che il nuovo capitalismo finanziario parassita non ha più nemmeno bisogno di finanziare le guerre, distruggere mezzo mondo per poi ricostruire e fare profitti.
Adesso riescono ad ucciderci tutti, a condizionarci tutti con il debito pubblico degli Stati, ne ammazzano di più con il fondo monetario internazionale che con tutti i caccia, messi insieme, della seconda guerra mondiale.
E’ solo un sistema più lento, più lento delle camere a gas e non devono nemmeno sporcarsi le mani.
Semplicemente danno un ordine ad un ragazzo di vent’anni che siede davanti ad un pc a Wall Street o a Strasburgo quello clicca invio e fallisce un paese, lasciando milioni di vittime innocenti.
Intanto che aspettano la soluzione finale che, non avendo necessità di bombe o missili lascerà intatti i loro capitali, si godono l’autentica guerra tra poveri che sono le nostre misere discussioni tra sinistra, centrosinistra, movimenti e generazioni in lotta tra di loro. Loro hanno messo genitori contro figli, nonni contro nipoti e si godono le nostre dispute che non porteranno a nulla per il semplice fatto che chiunque vinca le elezioni non metterà in discussione il capitalismo.
Al massimo metteranno in discussione il modello di sviluppo, giusto per avere un altro secolo o due di discussioni inutili perchè, comunque, avverranno nel cortile del carcere che il capitalismo ha costruito intorno a noi.
Grazie a noi, alla nostra indifferenza.
Tav si, Tav no, ponte si ponte no, sono tutte cazzate se decidiamo di abbattere il capitalismo e ripartire da capo.
Ovvio che ci sono dei bravi capitalisti, non sono tutti banditi o evasori ma è il capitalismo il cancro e non basta che alcuni di loro facciano i bravi, si lavino la coscienza.
Buffett: “Ok a tassa sui ricchi. Ma sopra 500mila dollari”
E’ una presa per il culo se è in malafede, una fesseria se è in buona fede. Cambierebbe poco o nulla.
Mentre Grillo pensa che il problema sia Bersani e Bersani e gli altri pensano che il problema sia Grillo e la sua antipolitica i capitalisti, l’alta finanza, gli speculatori, aspettano che si vada a votare per continuare come prima e più di prima a fare i loro interessi.
Per la pace sociale basteranno le solite briciole e le classi intermedie che si accolleranno il compito, insieme a tutta l’informazione di regime, tutti i giornali, di farci la predica che il sistema capitalista è il migliore perchè abbiamo visto i mali che il comunismo reale ha fatto nel mondo.
Il comunismo reale ha poco più di cento anni, il capitalismo almeno sei volte di più.
Cosa ha creato il capitalismo se non una moltiplicazione di poveri vittime dello stesso consumismo iniettato dal capitalismo per fare profitti?
Ma davvero pensiamo che la soluzione del problema sia la crescita infinita? Dovremmo prendere i nostri mobili, i nostri elettrodomestici, i nostri pc, le nostre televisioni a mazzate per creare nuovi consumi?
O affideremo tutto alle mode, all’ultimo modello, tanto avremo il cervello talmente spappolato dal mercato che anche i precari, i disoccupati, faranno debiti per comprare l’ultimo modello di telefonino.
Magari con la pensione del nonno.
Se, come io ritengo, il problema è il capitalismo allora è necessario che ci sia una sinistra forte, unita, veramente rivoluzionaria che pensi all’uomo del futuro e non alle nuove carte di credito.
Se i movimenti, chiunque siano i loro ideologi, vi dicono che sono il nuovo, il futuro e disconoscono gli unici ideali che hanno fatto progredire il lavoratore, la massa, portandola dalla schiavitù dei secoli scorsi ai diritti degli anni settanta e cioè la sinistra diffidate.
Sono i nuovi fiancheggiatori del capitalismo.
Se noi lottiamo e ci azzuffiamo nel cortile concesso, bontà sua, dal capitalismo globale che deciderà quando darci o toglierci il pallone, inteso come pane, sappiate che i nuovi ideologi negazionisti della destra e della sinistra non sono altro che i nuovi lacchè del capitalismo globale.
Se non si discute di lavoro, di futuro del proletariato, delle persone e dei loro diritti non cambierà niente.
Chiudo con la solita domanda ai politici vecchi e nuovi: capitalismo si o capitalismo no?
Questo è il punto.
Nel tempo che ho impiegato per scrivere il post i lettori dell’altro post saranno più di 50.000, bene, mi auguro che abbiano letto bene e non messo mi piace perchè c’è la foto del Che.
Non l’ho trovata nel web, sono 40 anni che l’ho nel portafogli.
dollaro

Pubblicato da il 29 novembre 2012.

L’articolo Oggi (ieri) c’è un post, un articolo, chiamatelo come volete che è stato letto da 48.000 persone. C’è una foto del Che che metto anch’io, per ripetere un ragionamento che faccio da anni. appartiene alla categoria Autori,Bacheca,Slasch16.
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” Angeli dell’eternità ” accompagnano Egizia Russo nella pubblicazione del suo primo libro

novembre 25, 2012

” Sembra irreale Umbi, invece è tutto vero! Il giorno 5 Dicembre 2012 ci sarà la presentazione , presieduta dal Sindaco del mio Comune, del mio primo libro ” IO EGIZIA” . E’ già in vendita su internet… spero che tu possa darmi una mano a sponsorizzare il link e a vendere più copie. “

Ecco fatto: ” www.libritalia.net“. Qui potrete acquistare il libro della mia cara amica di faceboock, Egizia Russo. Lei mi chiama Umbi, come usano appellarmi tutti gli amici di fb. La nostra amicizia nasce in modo spontaneo e ognuno segue con interesse e discrezione l’attività dell’altro, in modo semplice e senza invasioni, godendo l’uno del successo dell’altro. Egizia scrive delle poesie, o meglio… trasforma in poesie pensieri ed emozioni. E qui mi fermo, perché io non sono un critico, bensì un lettore che si lascia affascinare da tutto ciò che sgorga puro dall’animo di chi non ha paura di esternare sentimenti e sensazioni che la vita è in grado di donare a chi sa apprezzarla ed amarla, nella gioia e nella sofferenza.

Prima della prefazione di ” Io Egizia “, firmata da Gastone Cappelloni, vi offro un assaggio della sua arte genuina con una poesia che a me piace molto e che parla di Angeli… Angeli dell’eternità che l’accompagnano  e vi aiuteranno a conoscerla un po’ di più.

Umberto Napolitano

Angeli dell’eternità

L’amore elargisce
le sue ali con morbide ..piume
Avvolge paure sconforto dolore
nella grande magnificenza
del Creato
Irrequieto sobrio gaio
duetta un canto
a passi di danza
Non vi è sconfitta
non vi è disfatta
sotto le stelle di un Angelo bruno
alla luce di un Angelo biondo
Essi sono Angeli
al percorso della vita
perenne.

” Io Egizia “

LA PREFAZIONE DEL LIBRO

Le poesie di Egizia, evocative e nostalgiche, catturano con la genuina spontaneità l’attenzione del lettore, sono la panacea del cuore, della mente. In esse vivono i racconti della quotidianità, dell’assoluta certezza dell’incertezza, il grido velato dell’orgoglio e della “compostezza”. L’autrice si racconta con la semplicità dell’umiltà, della sofferenza, con la caparbietà e l’orgoglio di chi, come lei, ha saputo e voluto combattere contro le avversità di una vita in salita, con quella dignità che a ben pochi appartiene. I suoi versi sono perle di rara autenticità, perché dettate dal vissuto, della rinascita del proprio Io, senza andare oltre il sentimento del Tempo. Quel tempo che in lei non si è mai concretato, se non con il soffermarsi nel rammarico del non aver respirato appieno le gioie, che ci appartengono. La morte del padre, traumatica e lacerante, ci ha “consegnato” un’autrice e una Poetessa, caparbiamente matura, purtroppo, soprattutto grazie, alla sofferenza, consegnate con decorosa dignità della lettura.
Scrive Egizia: < … le mie Poesie sono l’irrinunciabile viaggio di chi ha nel sentimento del ricordo il profumo di tempi lontani e di mondi semplici, e che del passato avrebbe voluto “assaporare almeno l’aria”. Ecco, il motivo perché il lettore attento e sensibile, dovrebbe entrare nel mondo di Egizia, e della sua quieta carica di dolce
umanità!

Gastone Cappelloni

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L’Euro è il nulla, è virtuale!

novembre 22, 2012

Ebbene sì, per l’ennesima volta la Germania rimanda una sua decisione di conferma di aiuti alla Grecia ed i mercati vanno puntualmente in fibrillazione facendo risalire lo spread delle nazioni più in difficoltà, aggiungendo di conseguenza problemi ai problemi. Sistema metodico e chirurgico per sgretolare ogni possibilità di uscire dalla crisi: l’Europa è finalmente ai suoi piedi e con le chiappe spalancate ad un’azione invasiva moderna, senza spargimento di sangue… in quanto il sangue viene prelevato preventivamente goccia a goccia. Chi ha sognato un’Europa Unita e moderna non penso abbia immaginato l’epilogo poi rivelatosi. Se prima uno Stato era in difficoltà, questi poteva ” tranquillamente ” fallire e cercare poi di risalire con politiche di rinnovamento come una fenice dalle proprie polveri. Ora non è più possibile, perché se lo Stato salta, si porta nel suo tracollo più di mezza Europa… e gli avvoltoi in attesa stanno a guardare pregustando libidinosi il banchetto: non ci sono dubbi, siamo in piena terza guerra mondiale!

L’Italia non è messa meglio. Monti con l’azione del suo governo ha messo in atto una politica che ci mette in buona luce agli occhi dell’Europa: ma quale Europa, quella che si sta pregustando il lauto banchetto finale?... Noi potevamo permetterci un debito pubblico ” sostanzioso ” ( grazie agli scellerati politici che ci hanno governato ) perché ampiamente bilanciato dalla nostra operosità, creatività e propensione al risparmio. Ebbene: i nostri risparmi si stanno esaurendo! Il fisco ci propone un nuovo redditometro perché molte famiglie spendono più di quanto incassano… Per favore, non abusate della nostra intelligenza!... Anche un cretino capirebbe che la maggior parte di noi sopravvive cercando di non abbassare troppo il livello della propria esistenza indebitandosi ulteriormente e attingendo ai propri risparmi o a quello dei parenti più stretti, sperando in un evolversi futuro con prospettive migliori.

Ma questi risparmi si stanno esaurendo: il padre ha aiutato i figli, ed il padre del padre i figli e i nipoti: stiamo per capitolare!…

Famiglie all’occhio, prepariamoci a soluzioni alternative confrontandoci e cooperando fra di noi: non chiudiamoci nei nostri problemi ma apriamoci a vie di uscita alternative. Ricordo sempre che le nostre risorse principali stanno nella terra che amorevolmente ci ospita, terra agricola e storica, con belle montagne e tanto mare.Teniamo duro… e visto che tutti dicono la loro cazzeggiando più o meno, provo a farlo anch’io aggiungendo la mia: speriamo che anche questa volta vengano a salvarci gli americani, se non altro per salvaguardare le proprie basi nel Mediterraneo in una Nazione allo sbando e facilmente aggredibile se sacrificata a tavolino nel progetto di una spartizione globale, magari annettendoci come 51° Stato degli USA. Pensate, potremmo passare al Dollaro e dimenticarci di questo Euro maledetto che tanto ci fa dannare… perché il Dollaro, anche se non è la nostra vecchia e rimpianta Lira, almeno è reale in quanto sostenuto da una banca che interviene a sostegno quando occorre, mentre l’Euro… l’Euro è il nulla, è virtuale!

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

Rafael Correa: “L’esempio dell’Ecuador di fronte alla crisi del debito in Europa”

novembre 17, 2012

Debito estero, ovvero quel concetto “rivoluzionario” per attuare una economia sociale e solidale veramente utile per un paese. ( Nella foto, Rafael Correa Presidente della Repubblica dell’Ecuador )

Stiamo vivendo tempi molto difficili legati a tutto quello che la crisi finanziaria e la recessione economica si trascinano tristemente sempre dietro ma, anche per la profonda crisi dei valori che dovrebbero essere alla base della coscienza di ogni essere umano e che trova nelle vicende della nostra politica ,sempre più spesso di cronaca nera, l’esempio più eclatante.

Siamo sempre più disarmati nel vedere come venga metodicamente ed impunemente annientata  la ricchezza pubblica e con essa anche la più piccola speranza di un poter avere un futuro aggravata dall’assenza totale di un qualcuno che possa essere in grado di guidarci verso un totale risanamento materiale e morale.

In un contesto generale di questo tipo dove tutti i partiti sono indistintamente occupati nelle operazioni di plastica facciale non può certo passare in secondo piano l’intervento che pochi giorni fa il Presidente dell’Ecuador Rafael Correa ha tenuto nella sua veste di economista nell’aula magna dell’Università Bicocca di Milano davanti ad una  platea gremita di studenti,molti dei quali ecuadoriani giunti anche da altre città d’Italia.

Una lectio magistralis insolita dal titolo “L’esempio dell’Ecuador di fronte alla crisi del debito in Europa” nella quale ha spiegato come il suo paese, stretto in passato nella morsa del debito estero e delle politiche finanziarie stabilite dal Washington Consensus e Fmi, abbia deciso di interrompere questa spirale negativa bloccando i pagamenti e dirottando le risorse su investimenti per nuove infrastrutture,assolutamente indispensabili per uscire da una crisi che aveva generato oltre due milioni di immigrati e per il rilancio economico e sociale della sua nazione, come del resto sta avvenendo.

Replicare questo modello nel nostro paese sottoposto ai vincoli dell’Eurozona appare di improbabile attuabilità ma, quanto avvenuto in Ecuador deve servici come spunto di approfondita riflessione, non dimentichiamoci infatti che molti dei paesi latinoamericani hanno pesantemente  pagato lo scotto delle politiche protezioniste ma soprattutto di quelle del già menzionato Washington Consensus che erano state concepite con la rigidità ed ottusità di poter rappresentare un unica  ricetta per le difficoltà economiche di qualsiasi  paese, senza tenere assolutamente in considerazione le diverse situazioni   economiche e sociali e provocando invece un forte aumento delle diseguaglianze e dei livelli di povertà.

La riduzione del debito deve essere  accompagnata da misure a sostegno del reddito,diversamente si innesca un meccanismo devastante come lo stesso Fmi ha finalmente ora ammesso, basti pensare che negli ultimi quattro anni il reddito della Grecia si è ridotto di un quarto e  l’impossibilità  da parte dello stato e dei cittadini di poter fronteggiare per esempio le spese per le medicine e le cure sta provocando un incremento dei decessi delle persone malate, proprio come avveniva ai tempi del Washington Consensus, ora la cosa fa più ovviamente più scalpore perché parliamo non di un paese al di la dell’Atlantico come se si trattasse di un pianeta molto distante da noi ma, di una nazione che è stata la culla della cultura e della civiltà anche se situata alla periferia dell’Europa ed in tutti sensi molto ma molto vicina e simile a noi.

Stefano Micheli

Famiglie  d’Italia

Elezioni Regionali In Sicilia: hanno perso tutti, la politica non ha più la maggioranza!

ottobre 30, 2012

Che nessuno si monti la testa o canti vittoria: in  Sicilia hanno perso tutti! La maggioranza dei siciliani, oltre il 50%, si è rifiutata di andare alle urne  in un referendum naturale dove il quorum dai partiti non è stato raggiunto! Troppi scandali sono emersi ultimamente, troppo sperpero e troppa corruzione sono stati svelati e non si è salvato nessuno… perfino la Lega è apparsa ladrona… quindi tutti, chi più o chi meno, ma proprio tutti e in ogni luogo, dalle Alpi al Tavolato, isole comprese. 

Per cui invitiamo i portavoce degli ” in ogni caso eletti ” siciliani ad evitare proclami o ad annunciare cambiamenti repentini: un po’ di dignità, vi prego, e più rispetto per la nostra intelligenza! Invitiamo, inoltre, tutti i segretari di partito a riunirsi, a confrontarsi e a farsi collettivamente un bell’ esame di coscienza preventivo prima di obbligarci nuovamente a sperperare tempo e denaro in  consultazioni inutili, se carenti di volti nuovi e di programmi, una volta per tutte, realmente seri.

Siamo stanchi ed affamati, ma, soprattutto, con i ” bassi fondali ” in perenne movimento rotatorio.

Con educato rispetto,

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

Il sorriso dell’inganno e delle beffe

settembre 27, 2012

Gli ultimi fatti del Lazio ed i sorrisi-sberleffi, sia colpevole o innocente poco conta, di Fiorito mentre gli mostrano in tv i suoi cospicui guadagni, svelano desolatamente il vero volto di un’Italia a due marce: quella di un popolo disfatto dallo stress in cerca perenne di uno straccio di lavoro e di qualche certezza, in cambio di pochi euro… e quella di una gran parte della massa dei politici che la mal governano in cambio di lusso e privilegi acquisiti ed ormai ostentati serenamente con la sfrontatezza di chi si sente forte ed invincibile.

Ho ben poco da aggiungere se non invitare i miei compatrioti a non lasciarsi andare ed a cercare vie alternative a quelle indicate dalle strategie di governo per sopravvivere. Io continuo ad indicare nella madre terra le risorse più concrete ed immediate alle quali ricorrere per provare ad uscire dal tunnel con le proprie forze… Ai politici sfrontati e sfarzosi ricordo che proprio non molto tempo fa anche un certo Gheddafi sbarcava a Roma ostentando scorta, oro e cavalli: il finale lo conosciamo tutti,  perché il popolo sopporta e rispetta… ma solo fino a un certo punto!

La morte fisica, però, per certa gente è il male minore, per cui non mi permetterei di augurarla nemmeno al mio peggior aguzzino, dato che interrompe tutto ed elimina i problemi… ma da noi, che per fortuna vige ancora il rispetto, se non altro fisico, per la vita umana, un bel calcio nel deretano improvviso e lo spoglio totale di ogni sfarzo immeritato, con annesso invito a ritornare a zappare la terra insieme a noi umili mortali … ebbene sì, per chi abituato a fare ” nulla “, sarebbe molto, ma molto peggio di una pena capitale.

Politici, tornate sulla terra finché siete in tempo… voi siete solo quello che noi ancora vi permettiamo di essere!

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

CINEMA & RAGAZZI – Il disagio giovanile visto dalla psicologa Chiara Collovà

settembre 13, 2012

“Non buttare via ciò che hai di più prezioso: la tua identità”. Citando Vittorio  Andreoli inizia l’intervista con la psicologa Chiara Collovà. Disagio, droga, società .. il mondo dei giovani ed il cinema il focus del suo dire.

chiara_collov_2E’ con queste prime battute che la dottoressa Collovà, rispondendo all’invito di alcune associazioni, intervien  in un dibattito relativo alla presentazione di un Progetto cinematografico sul disagio giovanile.

Un modo per approcciarsi al problema per poi proseguire con una disamina puntuale sul fenomeno del Disagio Giovanile

Alcuni progetti cinematografici – dice la Collovà – possono essere utilizzati per trasmettere ai ragazzi  messaggi più facilmente comprensibili, offrire momenti di riflessione, dati anche dal potere evocativo delle immagini, diverse chiavi di lettura, aperture, possibilità di rispecchiamento, possibili soluzioni, occasioni di dialogo e confronto.

Quando  più spesso i contesi musicali ed artistici promuovono modelli ai quali si associano comportamenti di uso e di abuso di sostanze, che, insieme al modo di vestire, allo stile ed alle abitudini di consumo, inneggiano a comportamenti di abuso di alcool e droghe pesanti e leggere. (Mode generazionali).

Bisogna stare attenti ai messaggi che indirizzano fortemente i giovani , in questo caso avviando un progetto cinematografico di tale portata è necessario, avviare una riflessione critica, una riflessione, per evitare che film come questi, fuori da un contesto educativo di attenzione discussione e prevenzione, possano diventare messaggi da emulare.”

L’Ultima L’una, – il film oggetto e punto di partenza del dibattito con la presenza a Brolo di Umberto Napolitano promotore dell’associazione Famiglie d’Italia  – oltre ad essere un film di denuncia sociale,  vuole, al contempo,  lanciare un messaggio di speranza: esiste sempre per ognuno la possibilità di risollevarsi e riprendere a volare con le proprie ali.

chiara_collov_3Interessante il comunicato stampa degli autori:

“Il mondo per progredire ha bisogno dei giovani, come i giovani hanno bisogno del mondo…..e vogliamo che tutti lo ricordino sempre, perché solo così, alzando gli occhi al cielo, potremo rassicurarci ammirando una splendida Luna, e non temere mai che possa essere per noi… “ L’Ultima Luna “ .

Il progetto è sostenuto dal Comune di Peschiera e dall’Istituto centrale di Formazione del Dipartimento di Giustizia Minorile.

Ma cosa si intende oggi con la denominazione Disagio Giovanile?

E la dottoressa Collovà risponde:

Con questo termine si fa riferimento ad una “sindrome esistenziale che porta un individuo a non sentirsi motivato al lavoro scolastico, a non accettare piu’le regole della vita collettiva, a rifiutare la vita quotidiana, ad assumere comportamenti disfunzionali al proprio bene e a quello degli altri”ed ancora Melucci lo definisce come una domanda, non patologica (o non ancora tale) inerente i bisogni psicologici ed affettivi, le difficolta’ familiari e di relazione, le difficolta’ scolastiche, il piu’ generale malessere esistenziale connesso agli squilibri che il processo di costruzione dell’identita’ produce”.

E’ allarmante pensare che secondo recenti dati del Censis in Italia esistono 370 mila giovani disagiati, sono 5.803 quelli di eta’ inferiore ai 19 anni segnalati alle autorita’ giudiziarie per consumo di stupefacenti.

disagio-giovanileMentre, sempre nella stessa fascia di età, sarebbero 4.310 i ragazzi in trattamento sanitario presso i Sert. Ciò vuol dire di questi 5800, 4300 sono in trattamento presso i servizi per le tossicodipendenze.

Questi dati ci fanno riflettere sul fatto che una delle maggiori espressioni del disagio è l’abuso di sostanze, quali alcoo e droghe.

Alla luce di questi elementi dobbiamo prendere atto che il nostro intervento deve essere indirizzato verso la prevenzione e la formazione, agendo soprattutto sul sistema scolastico.

Comunque è necessario precisare che con il termine disagio giovanile non si fa sempre riferimento ad uno stato patologico, ma spesso viene indicata una condizione di malessere esistenziale che ha a che fare con una dimensione della crescita, con un difficile passaggio dall’adolescenza all’età adulta con le incertezze le paure, la ricerca di senso e di d’identità che caratterizzano questi anni della crescita.

Certo è arduo stabilire una netta linea di demarcazione tra le due condizioni esistenziali

chiara_collov_323 Piu’ corretto, dunque, interpretare il disagio giovanile non come uno stato, ma come un processo, un percorso tra le difficolta’, che va gestito mettendo a frutto le proprie risorse e le opportunita’ offerte dall’ambiente.

All’interno del largo, dunque, spettro del Disagio giovanile … contempliamo tutta una serie di comportamenti ed atteggiamenti che vanno da una condizione transitoria ed esistenziale di malessere a comportamenti disfunzionali per Sé e per gli altri, che includono condotte a rischio, abuso di sostanze stupefacenti, condotte devianti, disagio psichico, fino ad arrivare a situazioni di disagio cronico e conclamato.

Per la dottoressa maria Chiara Collovà, tra i FATTORI DI RISCHIO possiamo rintracciare più frequentemente

Problematiche familiari

Dispersione scolastica

Educazione “abdicata”

Marginalita’ socio-economica

Carenti offerte di aggregazione

Gruppo dei pari devianti

Degrado urbano

Società “tossicomanica”

Nei giovani i sintomi che fanno pensare ad una situazione di disagio, possono essere condizioni di :Isolamento, apatia, ansia condotte auto-lesionistiche (comportamenti rischiosi, disturbi alimentari, consumo di droghe ed alcool..)

Bullismo (rapporto vittima-carnefice)

Devianza (violenza quasi sempre collettiva)

Bisogna soffermarsi sul fatto che spesso il disagio si associa ad una condizione d’insuccesso scolastico  ed è in questo senso che i sintomi del disagio possono coincidere con un malessere da scuola”: caratterizzato da assenteismo , demotivazione, malesseri fisici.

I ragazzi che vivono situazioni d’insuccesso a scuola, difficoltà di apprendimento e scarso rendimento scolastico entrano in un circolo vizioso che li conduce verso una condizione di frustrazione, scarsa autostima, disagio, fino a fenomeni di abbandono e di dispersione.

Così come lo scarso rendimento scolastico spesso rappresenta l’espressione di un disagio sottostante che attiva lo stesso circuito di cui sopra.

E’ in questo contesto che mi sembra importante che la scuola offra sempre più la possibilità di sviluppare le diverse risorse dei giovani, le diverse potenzialità individuali al fine di promuovere, sempre più, accanto alle conoscenze, abilità di vita e strumenti per affrontare le situazioni critiche di fronte alle quali spesso la nostra società li mette .

Tra gli altri segnali di allarme – prosegue la dottoressa, cui dobbiamo prestare attenzione vi sono la tristezza, il pianto, l’apatia,l’aumento o diminuzione di sonno; l’aumento o diminuzione dell’appetito,; cambiamenti repentini di umore, irritabilità; litigiosità, mutismo,

disagiogiovanile_2I SEGNALI  DI ALLARME NELL’ADOLESCENTE

Sensi di colpa

Riduzione dell’autostima

Assenza di progettualità

Allusioni alla morte nei temi e in altri scritti

Diminuzione della capacità di concentrarsi e prendere decisioni.

Noia, calo dell’attenzione.

E’ importante precisare che accanto a Comportamenti di abuso

Dipendenze da sostanze,dipendenze da farmaci si registrano nuove tendenze e nuovi comportamenti di abuso:dipendenze da internet, da videogiochi, gioco d’azzardo,  (gambling), shopping compulsivo che non vanno sottovalutati, ma che entrano a vario titolo nelle dipendenze.

A questo punto è necessaria una precisazione:

Per droghe o sostanze comunemente intendiamo sostanze psicotrope ossia che danno alterazioni psicofisiche, agendo sul sistema nervoso.
(possono essere stimolanti, allucinogene etc.)

Con il termine droga si indica ogni sostanza capace di alterare, gli equilibri dei diversi, ma interconnessi, livelli su cui può rappresentarsi il nostro essere: il livello biologico, quello psicologico e quello sociale.  Anche un farmaco antinfiammatorio , o analgesico, può diventare una droga nella misura in cui se ne abusa o si diventa dipendenti dallo stesso.

Gli equilibri  sui quali può agire la droga sono:

Alterazione dell’equilibrio fisiologico: le droghe interferiscono con i processi biochimici finalizzati al mantenimento delle condizioni normali dell’organismo e soprattutto agiscono sui meccanismi delle funzioni cerebrali, interferendo sugli eventi biologici che sono alla base delle normali attività delle cellule nervose: la trasmissione e l’elaborazione di impulsi nervosi, cioè a dire di segnali ed informazioni.

Alterazioni del livello psicologico costituiscono : le droghe compromettono o addirittura annullano gli equilibri psicologici e quindi la capacità di adattamento dell’individuo e le possibilità che esso ha di far fronte a situazioni di disagio intrapsichico, ambientale o interpersonale.

Le droghe condizionano le possibilità d’inserimento sociale dell’individuo, minando da un lato le sue capacità adattive e dall’altro determinando una reazione di emarginazione da parte del tessuto sociale. Gli equilibri del livello sociale sono legati alle condizioni dei due livelli precedenti, ma, a sua volta, il livello sociale influenza e vincola la dimensione psicologica e quella biologica.

Definizione di “abuso di sostanze”

Per abuso di sostanze si intende l’assunzione di sostanze per scopi diversi da quelli terapeutici, al fine di produrre una sorta di “alterazione dello stato mentale”. Comprende sia l’impiego di sostanze illegali, sia l’uso di sostanze legali in modo diverso da quello consentito. Spesso comporta l’assunzione di una sostanza in quantità eccessive.

Alcuni dei rischi correlati all’abuso di sostanze comprendono:

Rischi per la sicurezza personale (pericolo di morte o infortunio per overdose, incidente o aggressione)

Rischi per la salute (danni cerebrali, insufficienza epatica, disturbi mentali ecc.)

Conseguenze legali (rischio di carcerazione, multe e fedina penale sporca).

Comportamento distruttivo (nei propri confronti, della famiglia o di altri).

Secondo l’Associazione degli Psichiatri Americani (APA) una persona può essere diagnosticata “dipendente da sostanze” quando il suo uso di alcol o droghe procura disturbi clinici significativi per 12 mesi consecutivi in almeno 3 delle seguenti 7 aree:

tolleranza

astinenza

perdita di controllo

tentativi inefficaci di controllo dell’uso

preoccupazione

riduzione delle attività personali

conseguenze avverse

Un breve cenno sugli effetti delle droghe : le droghe agiscono sul cervello procurando alterazioni dei neurotrasmettitori (sostanze che permettono alle nostre cellule nervose di funzionare correttamente): dopamina, serotonina, endorfine, danneggiano le aree della memoria, dell’attenzione, delle funzioni cognitive

A livello cerebrale vengono interessate principalmente L’amigdala, l’area orbito-frontale,l’ippocampo. Addirittura alcuni studi hanno rilevato che el cervello di soggetti che hanno abusato di droghe si possono trovare solchi neuronali, simili a quelli riscontrati nelle demenze senili.

Le are intaccate risultano fondamentali per l’apprendimento,interessano aree decisionali,di pianificazione , di controllo,  appannaggio della sfera razionale del cervello. Determinando uno squilibrio tra funzioni cerebrali.

Visto che ogni area del cervello è preposta a funzioni psichiche particolari, l’interessamento  neurochimico e neurofisiologico di tali aree comporta lo sviluppo di danni Psichici che riguardano: disturbi dell’apprendimento, della memoria alterazioni e distorsioni percettive alterazioni della personalità, disturbi del comportamento, impulsività , perdita del controllo, psicosi indotte da sostanze etc.

Tra gli altri danni fisiologici ricordiamo danni cardiovascolari, forti sbalzi pressori, aumento delle possibilità di sviluppare ictus, aneurismi, infine danni gastrointestinali quali  cirrosi, malattie epatiche,ulcere.

Detto questo , visto l’importanza e la ricaduta individuale e sociale di tale fenomeno. Risulta indispensabile avviare azioni di prevenzione a vari livelli.

Per risolvere o, meglio ancora, prevenire le situazioni di disagio è importante investire sulle relazioni..la relazione deve essere un rapporto forte, qualificante tra due o più persone. Dov’è al centrà c’è la persona con le proprie peculiarità ed i propri bisogni

Il giovane è già una persona con tutti i bisogni, le aspettative e le potenzialità di un adulto. Non rendersene conto, vuol dire non porre la basi per un rapporto costruttivo e ricco di valore. Non basta commentare i risultati del campionato di calcio per avere una vera relazione con un figlio.

Non basta sedersi insieme davanti alla tv, per stabilire un dialogo. Così come non basta fare la media dei voti per giudicare uno studente. Bisogna tener conto del potenziale, delle capacità e delle competenze che se non valorizzate si traducono in una visione negativa, in una sorta di abbandono, in un vero e proprio disagio.

I giovani esprimono in modo forte il bisogno primario di essere ascoltati, di avere interlocutori consapevoli che si aiutino reciprocamente .
La relazione è qualcosa di vivo, di appassionante, che deve coinvolgere le emozioni e superare gli strati superficiali di indifferenza che solitamente avvolgono i rapporti tra persone.

Tra le proposte di Prevenzione, dobbiamo tener conto del tessuto individuale e sociale a cui si rivolgono gli interventi. Nell’adolescenza, il più delle volte, nella ricerca di un Sé individuale e Sociale (Chi sono, cosa mi piace , cosa desidero, in cosa credo) si avverte un vuoto di senso, mancano modelli  d’identificazione sani, positivi, ideologie, motivazioni,valori, progetti (Tutto e troppo precario).

Spesso il vuoto di senso e di significato, l’assenza di soggetti d’identificazione, il bisogno di condivisione, il bisogno di appartenenza tipico e umano di questi giovani sono riempiti da comportamenti a rischio ed anche da comportamenti di uso e di abuso di sostanze che il più delle volte hanno il compito transitorio di riempire spazi vuoti, assenza di pensiero, di progettualità, anestetizzare il dolore, rifugiarsi in un mondo evanescente ed in soluzioni transitorie. Importante è ancora, offrire abilità sociali,promuovere modelli sani e positivi

Incentivare spazi e luoghi di aggregazione (sportivi, culturali, artistici, religiosi, educativi, di volontariato) rafforzare la presenza di punti di riferimento, di ascolto:
Educatori, esperti, compagni adulti, educatori di strada, religiosi, laici, allenatori, docenti (formati che attivino relazioni sane, positive, costruttive, reciproche), assistenti sociali ed infine non ultimo la formazione delle forze dell’ordine, che non devono solo avere il compito di vigilanza e di repressione, ma anche di dialogo, di esempio, di vicinanza, di prevenzione

E’ indispensabile attivare interventi coerenti di alleanza tra scuola – famiglia –  istituzioni

Ed infine dovremmo avvicinarmi ai giovani con un messaggio diretto, con uno stile chiaro, coinvolgendoli ed instaurando rapporti veri e autentici, che non vuol dire assoluzione o comprensione, o assenza di regole; le regole vanno date, perchè rappresentano costellazioni di senso e chiari riferimenti  con cui confrontarsi, ma va unita una comprensione empatica dei loro bisogni e dei loro sentimenti.

Vorrei concludere raccogliendo l’esempio del Dr Andreoli che ai giovani si  rivolge così, con uno stile chiaro, diretto ed affettivo, in una lettera che indirizza proprio a loro

Carissimo amico…, “Non buttare via ciò che hai di più prezioso: la tua identità. E ricordati che non c’è gioia nella droga. Io mi occupo di sentimenti e so che basta un momento di abbandono, un lutto, una ferita che abbia distrutto la propria autostima per perdersi nella droga e non tornare più indietro”.  – Vittorino Andreoli

Il contest dove si è svolto l’intervento della psicola brolese maria Chaira Collovà si è svolto giovedì 6 settembre, a Brolo.

DSC_0864_2-001Nella salal multimediale era presente il cantautore Umberto Napolitano che presentava il progetto ” il cinema contro il disagio giovanile” a Promuovere l’evento (una tre giorni tra Gioiosa marea, Capo d’Orlando, Brolo e Torrenova)  l’associazione “Peppino Impastato” di Brolo,  la consulta giovanile di Torrenova, l’Acib di Brolo,  “Gioiosa Giovane” e l’Acio di capo d’Orlando.

……………………………………

collov_maria_chiaraMaria Chiara Collovà è esperta in Psicologia e Psicopatologia dell’Adolescenza ed è stata Responsabile per diversi anni del servizio di psicologia scolastica delle scuole. Oggi con il suo curriculum può considerasi tra gli esperti di problematiche giovanili . E’ stata Psicologo Scolastico nell’ambito del Progetto: “Psicologo in rete nuove alleanze per una scuola di qualità”. Ha svolto Consulenze psicologiche alunni, Consulenze tecniche psico-pedagogiche con  genitori, insegnanti. Orientamento Scolastico, Programmazione strategico funzionale, interventi di psicologia scolastica (educazione socio-affettiva, analisi dinamiche relazionali e del gruppo classe, analisi ed intervento comportamenti problematici in classe, proposte d’intervento. Implementando la sua attività  attraverso strumenti, metodologie e tecniche psicologiche il benessere psicofisico  delle popolazioni scolastiche, gli atteggiamenti positivi verso la scuola e relazioni tra i diversi attori. Nel tempo è stata relatrice nell’ambito di vari incontri sui: “Fattori psicologici nell’obesità” – “Psicologo in rete nuove alleanze per una scuola di qualità  Argomento della relazione: Servizi di Psicologia Scolastica: un’azione di prevenzione del disagio e promozione del benessere a Scuola” – “Formazioni dei Genitori sulle Tematiche del Disagio scolastico
Comunicazione Genitori- Figli” – “Comunicare, Condividere , Crescere insieme” Percorso di educazione alla socio-affettività” ……

fonte: http://www.scomunicando.it

Famiglie  d’Italia

L’ estate sta finendo insieme agli ultimi rantoli di una politica ” che fu “

settembre 3, 2012

E’ stata un’estate strana, diversa dalle solite durante le quali la politica si prendeva gli onori delle cronache tartassandoci mediaticamente anche sulle spiagge o nelle passeggiate montane. I giorni trascorsi hanno evidenziato al massimo il solito tartassamento delle nostre finanze chiamate in soccorso di quelle di uno Stato a suo tempo saccheggiato a piene mani per anni ed anni proprio da questa politica che per pudore, ora, non ha quasi più nulla da proporre se non le solite manfrine parolaie. Le mie disamine sul tema sono diminuite, anzi, direi estinte. Infatti è inutile parlare di ciò che non esiste più o, almeno, non ci intriga più, non ci interessa, ci scivola addosso. In questi giorni la politica sta chiedendo soccorso a Grillo per battere un colpo sull’attenzione dei cittadini, ma la diatriba fra l’artista ed il politicante Bersani fa più rumore sulle pagine che nei nostri cuori. Grillo si sente attaccato ingiustamente, solo per essere fatto fuori ed impedire al suo M5S di portare avanti il proprio programma: ma questo nuovo termine, M5S, è davvero identificabile con un programma politico che non sia solo di  ” rottura ” in tutti i suoi significati attribuibili? Forse ha ragione il Beppe quando si lamenta che chi lo avversa lo fa senza approfondire le sue intenzioni e proposte… ma a me, umile numero di un popolo forse disattento, questo programma appare solo per sentito dire e non per avvenuta presa di coscienza.

Ma il leader del Pd appare in difficoltà anche per la pressione su di lui esercitata da un  Renzi arrembante e ” simpaticamente ” proponibile; un giovane sveglio che qualcosa di nuovo sembra effettivamente voglia proporre, ovvero una sana rottamazione di un passato in putrefazione che inutilmente cerca ancora di alimentarsi del sangue di chi sangue non ha più da offrire… per manifesta caduta di ideali… Ma  ecco, nel più scontato degli ” arrivano i nostri ” affrettarsi accorrere in soccorso del  ” vecchio ” un Pier  Ferdinando Casini in motivata apprensione per l’incalzare del giovane ruspante, informandoci che la vittoria del ” nuovo ” dividerebbe il partito: patetico tentativo di salvare le chiappe ed il proprio ruolo di ago di una bilancia tarata spudoratamente a favore del ” vecchio “, per farla pendere in primis ancora ed esclusivamente dalla sua parte!

La vittoria del ” nuovo ” rigenererebbe invece il partito e l’intera politica, risvegliando anche un centrodestra assopito e non più sostenuto dalle ” sirene ” ormai in pensione di una Lega ridimensionata in toto ed in  ” autorottamazione ” naturale.

Che peccato, che squallore… noi boccheggiamo ed essi litigano sulle nostre carcasse. Cari amici, scusate l’intromissione, ma io preferisco tornare nella mia fucina silenziosa di Famiglie d’Italia, dove meno si parla più tempo resta per guardarsi attorno e cercare soluzioni concrete di sopravvivenza. Qualcosa sta per accadere ed io vi preannuncio, senza enfatici proclami, che il prossimo 12 ottobre, se qualcuno non ci metterà la coda, dall’Aula Magna dell’ Università di Agraria di Milano qualcosa di tangibile verrà presentato dalla nostra associazione riguardo ad iniziative alimentari programmate nel tentativo di recupero di attività sane, fruttuose e troppo frettolosamente abbandonate, come quelle che può offrire un’intelligente politica rurale di recupero delle immense risorse che la nostra agricoltura può ancora metterci a disposizione, permettendoci di sopravvivere al devastante tsunami della Finanza farlocca.

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

Federfauna denuncia: 3000 bambini abbandonati in Italia ogni anno, ma pochi lo sanno

luglio 15, 2012

Il 27 giugno su questo blog era apparso un annuncio accorato contro l’abbandono dei cani che si incrementa con l’approssimarsi delle vacanze e stive ( Non lasciamoli soli… ( Famiglie d’Italia S.O.S. Estate 2012 ) Oggi, in questa terza domenica di luglio, mi pare giusto dare voce ad un altro annuncio, ancora più accorato, lanciato da Federfauna per evidenziare un’ assurda ed ingiustificata disparità di comunicazione fra due notizie solo apparentemente simili nella finalità del messaggio: a poca distanza di tempo dalla presentazione in pompa magna della campagna 2012 del Ministero della Salute ( On. Renato Balduzzi ) contro l’abbandono dei cani, con tanto di spot televisivo sulle reti Rai, ora è la Societa’ Italiana di Neonatologia (Sin) che ci invita a riflettere sulla tragica realtà che in Italia circa 3mila bambini ogni anno vengono abbandonati e solamente 400 di loro in ospedale… e tutto ciò, spesso, nella disinformazione e indifferenza più  totali. ” 

Famiglie d’Italia ricorda che amare gli animali non significa disinteressarsi dei propri simili: l’amore sincero è universale e non ammette distinzioni!


 

Ogni anno in Italia 3mila bambini abbandonati, ma il Ministero fa lo spot contro l’abbandono dei cani

Ogni anno in Italia 3mila bambini abbandonati, ma il Ministero fa lo spot contro l’abbandono dei cani.

Due notizie che destano scalpore, soprattutto se lette una vicino all’altra. Proprio a poca distanza di tempo dalla presentazione in pompa magna della campagna 2012 del Ministero della Salute contro l’abbandono dei cani, con tanto di spot televisivo sulle reti Rai, e’ la Societa’ Italiana di Neonatologia (Sin) che mette in guardia sul fatto che in Italia sono circa 3mila i bambini che ogni anno vengono abbandonati e solamente 400 di loro in ospedale.

Eppure, durante quella presentazione nella sede di Lungotevere Ripa, accompagnato dalla direttrice generale della sanita’ animale e del farmaco veterinario del Ministero Gaetana Ferri (immancabile alle iniziative animaliste), e’ stato lo stesso sottosegretario Adelfio Elio Cardinale a dire, parlando di cani, che “Occorre dare un ulteriore contributo a questa battaglia culturale e di civilta’.”

Come se questo gia’ non bastasse per porsi qualche domanda, proprio a cavallo tra una notizia e l’altra, Michele Visone, Segretario Generale di Assocanili, ha segnalato che dai dati assunti dalle societa’ che si occupano di accalappiamento, su tutto il territorio nazionale, si evince che la percentuale dei ritrovamenti di cani vaganti a ridosso dei periodi estivi aumenti di non piu’ del 10% rispetto al resto dell’anno e che tale aumento sia dovuto piu’ a fattori climatici ed ambientali che agli abbandoni.

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

Non lasciamoli soli… ( Famiglie d’Italia S.O.S. Estate 2012 )

giugno 27, 2012

ABBANDONO CANI: OLTRE 500MILA I RANDAGI IN ITALIA ( di Roberta Ragni, fonte: greenMe.it )

Quando arriva l’estate, tempo di sole, di mare, di vacanze e, purtroppo, anche tempo di abbandoni, il guinzaglio può trasformarsi in un cappio al collo. Per ricordare agli italiani che abbandonare un cane equivale a condannarlo a morte, il Ministero della Salute ha lanciato una campagna di sensibilizzazione e prevenzione del randagismo, con uno spot esplicativo e duro in cui la cordicella a cui è legato un cane si trasforma in un mortale cappio, che andrà in onda fino al 10 luglio sulle reti Rai.

In Italia si stima ci sia un numero di cani randagi che oscilla tra i 500 mila e 700 mila animali. “I cani randagi non sono aumentati, ma non vengono denunciati– ha spiegato il sottosegretario alla Salute con delega alla Sanità pubblica veterinaria Adelfio Elio Cardinalela campagna contro il randagismo è un contributo alla cultura di civiltà. Se riusciremo a salvare anche un solo animale dall’abbandono avremo raggiunto un risultato. E non bisogna dimenticare che si tratta di un reato“.

Non tutti gli animali “vaganti” –così vengono chiamati in gergo tecnico i pelosi senza padrone, sono veri randagi ma molti di essi un proprietario ce l’hanno o lo hanno avuto: “nella maggior parte dei casi un cane randagio è un cane che è stato abbandonato. La ‘maglia nera’ in questo caso spetta alla Campania“, dove ci sono circa 66.500 cani randagi. Davvero troppi rispetto, ad esempio, ai 500 della Toscana. Secondo Cardinale, “la sensibilità nei confronti di questo tema sta cambiando negli ultimi anni in Italia, ma occorre dare un ulteriore contributo a questa battaglia culturale, di civiltà. Il ministero si è attivato istituendo un tavolo con le associazioni animaliste e con questa campagna, ma c’è bisogno di un lavoro di sistema per ottenere dati certi e iniziare una collaborazione fattiva per difendere i diritti di chi non ha voce, come gli animali“.

Sono, invece, quasi 6 milioni (5.815.727 per l’esattezza, dato che comprende anche i cani ospitati nei 915 canili/rifugi nazionali e iscritti a nome dei Comuni) i cani di proprietà iscritti all’anagrafe nazionale degli animali d’affezione. Ma, in realtà, i numeri potrebbero essere molto più alti, visto che “circa il 50% dei proprietari potrebbe non aver registrato il proprio animale all’anagrafe e questo è un problema rilevante“, ha detto Cardinale. A tal proposito, Gaetana Ferri, direttrice generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari, ha ricordato che “il possesso di un animale comporta responsabilità e l’abbandono è un reato“. Quanto ai canili sanitari, ha detto la Ferri, il loro numero “è troppo elevato e le strutture sono sovraffolate. Questo dimostra che il problema del randagismo esiste: è necessaria una azione di sensibilizzazione forte contro l’abbandono dei cani“.

In attesa di vedere in tv lo spot del Ministero, tra i numerossisimi video girati negli anni per combattere questa orrenda abitudine estiva degli italiani, vi lasciamo con il simpatico ed efficace corto realizzato dalla Ferrafilm, «L’abbandono di un cane», vero e propio viral con oltre 600.000 visite su youtube. Con ironia velatamente misogena, ecco perché non abbandonare un cane è meglio di continuare a tenersi che una fidanzata che ti stressa:

 

 
Roberta Ragni ( greenMe.it )

 

Famiglie  d’Italia

Buon weekend in famiglia

maggio 11, 2012

COS’E’ UNA FAMIGLIA ( Ripasso )

Nella cultura occidentale, una famiglia viene definita come “ un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei o legali, come il matrimonio o l’adozione “, la cui funzione primaria è quella di riprodurre la società sia da un punto di vista biologico sia da un punto di vista socio culturale.

La Costituzione italiana, riconoscendo e definendo la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, ne riconosce altresì i diritti.

Il codice civile dedica alla famiglia il primo libro, “ Delle persone e delle famiglie “, disciplinandone i rapporti familiari in genere e, cioè, parentela e affinità, rapporti personali fra coniugi, rapporti patrimoniali nella famiglia, filiazione, rapporti tra genitori e figli, separazione e divorzio.

Non vorremmo dire delle eresie, ma in quanto sopra affermato manca un elemento importante ed essenziale: un accenno, un riferimento a un qualcosa che regoli direttamente anche i rapporti fra la Famiglia e lo Stato. Lo Stato si pone solo in una posizione di “ garante “ nell’applicazione delle regole che Esso stesso ha creato per la tutela dei diritti derivanti.

Certo, lo Stato è rappresentato da politici che noi abbiamo eletto, a loro volta facenti parte di nuclei familiari, che, a seconda del partito o corrente a cui appartengono al momento e delle ideologie che professano, deliberano a favore di cittadini non eletti.

Però, negli equilibri della politica moderna, a volte bastano pochi voti per far prevalere un partito o un gruppo sull’altro, per cui capita spesso che una grossa fetta di cittadini venga rappresentata da un opposizione più protestataria che concludente.

In alcuni Paesi d’Europa si è adottata la soluzione di governi a maggioranza allargata non solo per le grandi riforme, ma anche e, soprattutto, per il normale legiferare, vedi la Germania: in Italia non è così e noi, di Famiglie d’Italia, non ci sentiamo sereni e totalmente rappresentati, governino le sinistre oppure le destre.

La nostra associazione è nata spontaneamente non con l’intento di voler formare un partito, quelli che ci sono bastano e ci rappresentano ampiamente, ma con il desiderio di riassumere la voce e le esigenze di tutti e di aprire un filo diretto e trasversale con  lo Stato e i suoi rappresentanti per suggerire le nostre necessità più urgenti, perché  “la famiglia non è soltanto un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei e legali… è molto di più! E’ un insieme di anime e di cuori, di energie pensanti ed agenti, di amore e di spiritualità, che sono il motore di una Nazione, in proiezione di un Continente e del Mondo intero. “ 

Umberto Napolitano 

Famiglie  d’Italia

1° Maggio, la sua storia ( Famiglie d’Italia News )

aprile 30, 2012

Perché si festeggia il 1° maggio

( replica ) Come al solito è mio gradito compito viaggiare su Google, cliccare su Wikipedia e cercare notizie interessanti da riportarvi pari pari… perché uno dei compiti di questo blog è ” fare comunicazione di popolo “, ma non di gossip, bensì di cultura… da quella ambientale, a quella alimentare, a quella storica: ovvero su tutto ciò che è ” essenza di vita “, fisica e spirituale. Quindi cultura conoscitiva per completare un’offerta mediatica più propensa all’esaltazione del ” fumo ” che alla consacrazione della ” sostanza “. Oggi, come ogni giorno seguente a qualche festa importante, vi informerò dell’origine e del perché della festa del 1° maggio.

” Più precisamente, con essa si intendono ricordare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867 nell’Illinois (USA). La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.

L’origine della festa risale ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro (Knights of Labor, associazione fondata nel 1869) a New York il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un’analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l’evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all’Internazionale dei lavoratori – vicine ai movimenti socialisti ed anarchici – suggerirono come data della festività il primo maggio.

Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.

L’allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un’opportunità per commemorare questo episodio. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo a favore del nascente socialismo, stornò l’oggetto della festività sull’antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro.

La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872.

In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo.

In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista – che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma – ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.

Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA) quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.

I sindacati italiani CGIL, CISL e UIL organizzano annualmente a Roma un concerto per celebrare il primo maggio dall’anno 1990 (vedi Concerto del Primo Maggio a Roma a cui partecipano annualmente centinaia di migliaia di persone). “ ( Fonte Wikipedia )

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

L’Italia dei suicidi e dell’indifferenza

aprile 18, 2012

E’ sempre più difficile per me dissertare su questo blog con serenità ed obiettività. Sono gli argomenti ” nuovi ” che scemano. Oddio, ogni giorno qualcosa capita, anzi, fin troppe cose, ma in una scadenza così di routine che ormai le notizie, anche le più tragiche, ci scivolano addosso. La tragedia è all’ordine del giorno, ma il peggio è che spesso non è una tragedia naturale, bensì annunciata ed in maniera  consequenziale voluta e cercata. La politica è morta e con essa i pochi punti di riferimento che legavano un cittadino al concetto di ” Nazione “. Non esistono più partiti ” vergini “, ma solo uomini alla deriva che evidenziano le proprie debolezze ed i propri errori con incallita disinvoltura, come fossero normali, un fatto dovuto… una conseguenza storica. L’Italia in mano ad un Governo Tecnico, appoggiato da politici che non ne sono più degni per tutto il marcio affiorante nelle loro azioni passate e presenti. Passate, per lo spreco dei soldi che abbiamo loro messo a disposizione… presenti, per la loro innata capacità nel riuscire a rinunciare a nulla di quanto indebitamente acquisito. Siamo tutti nel guano più profondo, ma essi insistono nel reclamare soldi di finanziamenti ormai dimostratisi eccessivi ed ingiustificati… e quel che è peggio è che affamano il popolo ma non si tolgono un euro dal portafoglio: quanta ignobile ingiustizia ed aberrante nostra coglioneria nel permettere ed accettare tutto ciò passivamente! Siamo capaci di scendere in piazza in massa per seguire battaglie idealistiche per ” diritti acquisiti ” in un tempo ormai ” fuori tempo “, perché organizzati e mossi da chi teme più di perdere in potere che in interessi dei cittadini rappresentati… ma non siamo capaci di organizzare da soli alcuna forma di protesta incisiva e credibile  per far mollare l’osso a chi per troppi anni l’ha rosicchiato spudoratamente a causa della nostra totale indifferenza… Sì, un’ indifferenza colpevole che ora ci sta presentando un conto sempre più amaro, un conto che mette la maggior parte di noi con le spalle al muro costringendo i più  ” deboli ” alla fuga nel suicidio … ed i più ” forti ” all’arroccamento nella  sopportazione  galoppante verso un’inedia quasi assoluta di dignità e sostentamento.

Ecco perché mi è sempre più difficile scrivere e dissertare, perché come un disperato sto cercando di reagire sforzandomi di studiare soluzioni alternative, e, nel contempo, mi sento sporco ed inutile nel limitarmi anch’io a lamentarmi solamente, come fanno tutti ormai, sottolineando le brutture, anzi, le schifezze che ci contornano quotidianamente, ma poco o nulla proponendo.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Perchè sfrattare i centurioni dal Colosseo? Da questo blog parte un appello: non togliete il pane di bocca a chi con dignità ed ingegno non elemosina e, soprattutto, non delinque!

aprile 6, 2012

Con tutti i problemi che affannano il nostro Paese sembrerebbe ” sciocco ” e superficiale soffermare l’attenzione su un manipolo di cittadini che sbarcano il lunario con un mestiere che si sono inventato da molti anni ormai. Eppure qui, secondo me, affiora proprio il nocciolo che meglio spiega perché in Italia sia così difficile sopravvivere per chi onestamente cerchi di sopperire alle carenze di offerte lavorative e sostegno da parte di uno Stato che raccoglie soldi a palate attraverso un sistema di prelievo fiscale che lo vede primeggiare in tutto il mondo per vessazione e spreco. In Italia una certa parte politica che ci amministra, invece di risolvere i vecchi, cerca di aggiungere problemi nuovi ed aumentare le percentuali dei persone ridotte alla fame e costrette a delinquere per sopravvivere. Il degrado ambientale della zona antistante il Colosseo è una scusa banale e figlia di chi il piatto a mezzogiorno l0 ha sempre ricolmo e può permettersi di inventarsi ” cazzate ” per riservarsi uno spazio mediatico e, nel contempo, rompere i ” cosiddetti ” ad un cane che tranquillamente dorme perché sereno per aver risolto il problema della sopravvivenza quotidiana. Ma quale degrado!… forse qualche bancarella abusiva di troppo, ma non alcuni poveracci ingegnosi che con il caldo e con il freddo si adattano a farsi fare qualche fotografia, a donare un sorriso ed a far rivivere per qualche istante i tempi dell’antica Roma  in modo perfettamente complementare al luogo in cui offrono il proprio servizio. Sì, servizio!… Forse è geloso il Comune di Roma per non averci pensato per primo?… Può ancora rimediare: assuma i centurioni, li metta in regola e li stipendi, ma non si ” ingegni ” a mandarli via ed a causare fallimento ed inedia di ulteriori famiglie. Attraverso questo blog provo ad offrire il mio contributo lanciando un monito ed un allarme ed invito tutti, usando i mezzi che il web offre, a diffondere questo ” pensiero “, perché salvando questi pochi centurioni dall’ingiusto ” licenziamento “… forse riusciamo ad accendere uno spiragli0o per il ritorno alla ragione di chi abbiamo troppo superficialmente delegato a governarci.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Buona domenica, con un atto d’amore per Rebecca

marzo 25, 2012

Ho appena letto su facebook l’appello accorato di un nostro carissimo amico, Stefano Micheli , che spesso è autore sul nostro blog di interessantissimi articoli che spaziano dalla cultura ad azioni dirette su argomenti di interesse collettivo. In un mondo arido nel quale gli interessi materiali hanno spesso il sopravvento, anche il solo pensiero rivolto ad una bambina sofferente e ad una madre in ansia merita il nostro  obbligo di soffermarsi qualche attimo e cercare di capire  se  e in quale modo possiamo intervenire per offrire il nostro contributo personale. Nel messaggio di Stefano emergono solo un immenso stato di disagio ed un grande pudore nel non addentrarsi in particolari pietosi… però spicca una mail stefano-micheli@alice.it chi volesse saperne di più può mettersi in contatto ed approfondire.

AIUTAMO REBECCA – BELLISSIMA BAMBINA CHE LOTTA DA 9 ANNI PER SOPRAVVIVERE.
pubblicata da Stefano Micheli su fb il giorno sabato 24 marzo 2012 alle ore 7.27 •

Ieri ho ricevuto una lettera a dir poco straziante dalla mamma di una bambina bellissima che da poco ha compiuto 9 anni e che vive a Busto Arsizio in Prov di Milano. Rebecca da quando è nata ha iniziato ad entrare ed uscire in continuazione da tante strutture ospedaliere in un vero e proprio calvario, lei piccola e splendida anima dagli occhi dolcissimi e profondi che ti penetrano nel profondo del cuore, ha continuato in tutti questi anni a subire innumerevoli esami,sottoponendosi ad una serie interminabile di test clinici, di trattamenti farmacologici e di tentativi che hanno debilitato costantemente il suo gracile corpicino, tralascio i dettagli delle sofferenze inimmaginabili che questa bimba ha subito ed ancor più enormemente pesanti e sproporzionati se pensiamo alla sua tenera eta. Appena ho ricevuto la lettera, ho sospeso immediatamente quello che stavo facendo e come adesso ho iniziato a veicolare il messaggio ad amici, professionisti, medici ecc perchè ho capito che non ci può essere nulla di più importante e meravigliosamente nobile e bellissimo per ciascuno di noi di cercare di poter salvare in ogni modo questa meravigliosa bambina. Dobbiamo riappropriarci del significato più profondo di essere uomini e donne degni di questo nome e degni di portare su questa terra quando occorre anche la Croce di Nostro Signore Gesù Cristo, dobbiamo riscoprire il significato profondo dell’amore cristiano, dell’aiuto agli ammalati nella carne e nell’anima, dobbiamo avere una smisurata carità cristiana,dobbiamo amare il nostro prossimo come faremmo con noi stessi, dobbiamo farci tutti una profonda analisi di coscienza per essere degni di vivere degnamente su questa terra. Ogni giorno siamo subissati da notizie negative, omicidi, violenze, guerre e quasi queste cose non ci fanno nemmeno più effetto, tanto siamo sommersi in questa enorme negatività planetaria mentre si sente parlare molto poco di cose belle come i valori più profondi del nostro animo, basterebbe azionare l’amore ..quello vero,senza condizionamenti,senza tornaconto personale come ci è stato insegnato da oltre 2000 anni, la nostra salvezza è in questa parola. Quell’amore che in silenzio ogni giorno milioni di persone donano ad altre come bambini o adulti ammalati,anche gravemente in un dolore straziante e silenzioso che ci convive accanto ogni giorno ma, di qui’ facciamo finta di non accorgerci spesso liquidandolo con una alzata di spalle o con frasi qualunquiste prive di ogni significato umano e spirituale. Termino…ringrazio di cuore tutti coloro che per quanto nelle loro personali possibilità e conoscenze si adopereranno per diffondere questa richiesta accorata di aiuto per Rebecca, non è un modo di riempire le nostre giornate vuote di valori ma, un modo meraviglioso di sentirci tutti veramente fratelli e sorelle senza distinzione di età,sesso e religione. Che Dio benedica ciascuno di voi, anche coloro che cestineranno questa mia nota. Per i puri di cuori lascio invece la mia mail personal per ogni comunicazione, stefano-micheli@alice.it. Grazie di cuore a tutti.

Stefano Micheli

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Massimiliano Tresoldi, in coma “irreversibile” per 10 anni, abbraccia i giocatori della Roma

marzo 13, 2012

 Per dovere di cronaca, mi permetto di riportare il seguente post, pubblicato da UCCR | Unione Cristiani Cattolici Razionali, e che mi è stato inviato dall’amico Andrea di Movimento per la Vita. Siccome ci sono chiari riferimenti al caso Eluana Englaro, non mi permetto di giudicare le scelte differenti del padre di Eluana rispetto a quelle della madre di Massimiliano Tresoldi, ma nulla mi impedisce di soffermarmi e riflettere, nonché gioire per il ritorno alla vita di Massimo

 

In coma “irreversibile” per 10 anni, oggi abbraccia i giocatori della Roma

12 marzo, 2012

«Un tronco morto», dicevano i medici, un «senza speranza», Umberto Veronesi ha parlato di persone come lui come «penosa presenza di questi morti viventi». Eppure Massimiliano Tresoldi -dopo 10 anni di coma cosiddetto (erroneamente) “irreversibile”- si è risvegliato nel 2001 e nei giorni scorsi è andato a Trigoria a salutare i campioni di calcio romanisti, accompagnato da mamma Lucrezia, papà Ernesto e Bruno Conti, bandiera romanista e oggi responsabile del settore giovanile giallorosso.

Anche Massimiliano era un calciatore, poi il 15/8/91, a vent’anni, l’incidente in autostrada tornando dal mare, dieci lunghissimi anni di stato vegetativo “irreversibile”, il cervelletto è tranciato e tanti consigliano subito di staccare il respiratore artificiale a quell’essere vegetale. Ma mamma Ezia è una donna forte e non si è mai lasciata abbindolare dai gufi della morte, dai radicali di Emma Bonino. Contro tutto e contro tutti lo ha portato a casa Massimiliano e tutto il paese di Carugate (Mi) si è stretto attorno alla famiglia. Ogni giorno Ezia prendeva la mano di suo figlio per fargli fare il segno della croce, poi una sera, un momento di sconforto: «Gli ho proprio detto: adesso basta, questa sera non ce la faccio. Se vuoi farti il segno della croce, te lo fai da solo. Era una frase buttata lì, rivolta più a me stessa che a lui», ha raccontato. Improvvisamente Massimiliano ha alzato la mano e si è fatto il segno della croce da solo. Da quel momento, giorno per giorno, ha iniziato il risveglio, lento e faticoso, fino ad arrivare a scrivere e pronunciare le prime parole.

Max ha da subito ripescato dal fondo della memoria un linguaggio “segreto” fatto di gesti con la mano, lo aveva imparato alle elementari per “parlare” coi compagni senza farsi beccare dalla maestra. Aveva ascoltato tutto durante quei lunghi dieci anni, sapeva perfino del passaggio dalla lira all’euro.

Guardando la televisione, nel 2009, ha anche seguito la triste storia di Eluana Englaro, con trepidazione e sgomento. Avrebbero voluto parlare a Beppino, raccontargli la sua esperienza. Una sera su un foglio di carta ha scritto: «Sono felice. Povera Eluana». In un altro messaggio, prima di partire per Lourdes, ha scritto alla Madonna: «Dai la forza a mia mamma per vivere ancora a lungo». La settimana scorsa a Trigoria, emozionato, ha salutato e abbracciato Francesco Totti, mentre Bruno Conti nascondeva gli occhi umidi, scuotendo la testa incredulo.

 

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Sem Galbiati, sindaco di Cavenago di Brianza: comunicato stampa dell’8 marzo

marzo 10, 2012

In data 21 gennaio questo blog aveva pubblicato un comunicato stampa relativo ad una proposta del Sindaco Sem Galbiati per l’accorpamento dei comuni sotto i 15.000 abitanti indirizzata al Presidente del Consiglio On. Mario Monti. ( vedi  ).Ora, a distanza di circa 2 mesi, la sua proposta è giunta a ” destinazione “, per cui mi pare interessante, giusto e doveroso mettervi a conoscenza anche dell’ultimo suo comunicato stampa per rimarcare ulteriormente l’opera di un sindaco adeguato ai tempi che non si accontenta di eseguire ma, anche e soprattutto, si adopera per proporre. E noi di Famiglie d’Italia ci impegneremo a sostenerlo sempre affinché il suo esempio venga recepito ed imitato.

 

COMUNICATO STAMPA [8 Marzo 2012]

Ufficio Comunicazione  ( Piazza Libertà 18 | 20873 Cavenago di Brianza (MB) )

Codice Fiscale 01477970154 | Partita IVA 00714490968 Tel 0295241491 Fax 02.95241455 comunicazione@comune.cavenagobrianza.mb.it

OGGETTO: Lettera del Sindaco Sem Galbiati ai sindaci dei comuni limitrofi in merito alla proposta di accorpamento dei comuni sotto i 15.000 abitanti.

 

Negli scorsi giorni ho ricevuto con piacere la risposta alla lettera che qualche tempo fa avevo inviato al Presidente del Consiglio On. Mario Monti in cui indicavo nell’accorpamento dei comuni inferiori ai 15.000 abitanti una strada per ridurre la spesa pubblica e contribuire alle misure messe in atto per dare termine al periodo di crise economica italiana.

La Segreteria del Presidente della Camera mi ha informato che la mia missiva è stata trasmessa alla commissione parlamentare competente. Ho subito deciso di far seguire all’idea espressa  una serie di iniziative sul territorio; sono solito pensare che a buoni propositi vadano fatte seguire azioni concrete che diano l’avvio a processi tangibili sul territorio. Innanzitutto ho scritto ai miei colleghi sindaci dei comuni confinanti, nello specifico Agrate Brianza, Cambiago, Ornago, Burago Molgora, Basiano Masate al fine di proporre un primo momento di riflessione sul tema e l’avvio di un confronto profiquo che possa valorizzare al meglio la sinergia territoriale che è a fondamento della mia proposta. Da un lato mi è parso imprescindibile sottolineare la positività e importanza dellle esperienze di convenzionamento dei servizi già messe in atto, dall’altro ho evidenziato il carico innovativo di una proposta che oltre l’integrazione amministrativa degli enti locali ne determini anche un’integrazione politica.

Mi auguro che la mia lettera sia da stimolo ad una prima riflessione sul tema e che i sindaci chiamati in causa si facciano portatori nei rispettivi Consigli Comunali di una discussione costruttiva sulla mia proposta. In uno dei prossimi Consigli Comunali convocati a Cavenago di Brianza mi farò personalmente promotore di una discussione sulle specifiche della proposta e nei prossimi mesi mi impegnero, con la mia Amministrazione a organizzare una giornata assembleare, aperta ad amministratori locali della zona e cittadini in cui approfondire e delineare l’idea anche grazie al supporto di tecnici. Ritengo che in un momento strategicamente così importante per il rinnovamento e la creazione di un modo nuovo di intendere la politca degli enti locali anche la partecipazione attiva al dibattito di cittadini e realtà territoriali contribuisca ad arricchire, rimodellare e rendere ancorà più specifica la mia idea.

Penso che una parte importante nel percorso di questa idea possano svolgerla anche gli organi di comunicazione che presentando ad un pubblico più ampio queste idee frutto della mia esperienza sul territorio possano favorire un confronto costruttivo ad opera di quella rete territoriale fatta di cittadini, associazioni, imprenditori che ha, in questo momento, la responsabilità attiva di costruire il nuovo futuro del nostro paese.

Vi chiedo quindi, per quanto possibile, di farvi portatori di questo messaggio e resto a vostra disposizione per un incontro in cui approfondire e dettagliare al meglio le specifiche di questa nuova proposta.

Saluti

Il Sindaco di Cavenago di Brianza

Sem Galbiati

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Lucio Dalla farà sempre parte della vita, perché gli artisti non muoiono mai

marzo 2, 2012

Caro Lucio, la maggior parte di noi ora sta piangendo per te, come prima ha pianto per De André, Battisti, Gaber e tanti altri. Ebbene, quando un individuo termina il suo percorso terreno, egli rimane vivo nel cuore e nel ricordo dei propri cari per il tempo necessario ad accantonarsi in un angolo del cuore ed a farsene una ragione… ma per gli artisti ed i grandi personaggi che in questa vita terrena con il loro comportamento non si sono esposti limitatamente alla cerchia delle persone care, bensì hanno vissuto esprimendosi in modo universale, la morte distruttiva ed obliante… in realtà non esisterà mai. Essi sopravvivranno in eterno quali maestri di emozioni ed insegnamenti di vita da tramandare alle generazioni future. Lucio, tu sei uno di questi eletti: buon viaggio nel tuo ” secondo tempo “, sperando che anche lì tu possa continuare ad esprimerti con la poesia e il buon umore che ti hanno sempre accompagnato.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Retromarcia Rai sui pc… però c’ha provato!

febbraio 22, 2012

Qui c’è qualcuno nelle alte sfere che si è fatta l’idea che noi, popolo italiano ( brava gente, spaghetti e mandolini ) siamo proprio dei c…. con dei portafogli senza fondo, a cui basta un colpo di bacchetta per riempirli e renderli pronti per essere spremuti allegramente e senza ritegno. Il governo permette che i petrolieri aumentino il costo dei carburanti a loro piacimento senza preoccuparsi di ideare interventi calmieranti per evitare che tutta l’economia si sfasci definitivamente per overdose di costi… ed in cambio ci offre un debito pubblico abnorme, perdita di posti di lavoro cronica e servizi pubblici sempre più inefficienti, o meglio, non all’altezza delle esigenze derivanti dai tempi in cui viviamo ( vedi Ospedale Umberto I di Roma ). La Rai, dal canto suo, prova a far la furba ed a trasformare un servizio pubblico spesso inadeguato, nell’ennesimo pozzo di San Patrizio nel quale far convergere denaro sottratto ai già stremati cittadini da usare poi, il più delle volte, per uso personale di ideologie o interessi vari di chi in grado di poter manovrare a suo piacimento nella cabina dei bottoni della programmazione… ed i cambio offre prodotti spesso di livello mediocre e che costano cifre esorbitanti, come l’ultimo Festival di Sanremo, e si lamenta se a volte altri colossi della sua stazza ( la Fiat per esempio ) gliela facciano pagare pretendendo in cambio risarcimenti adeguati alle ” cazzate ” permesse di andare in onda.

Noi cittadini siamo stanchi di tutto ciò, ma non ci vogliamo più limitare a lamentarci o a creare disordini per protestare. Molti di noi hanno capito che è arrivato il momento di spremere i nostri ” cervellini ” ( come tali vengono considerati da coloro che ci vessano ) ed a cominciare a trovarci soluzioni alternative da soli, sempre nel pieno rispetto delle leggi dello Stato. Famiglie d’Italia è una fucina in piena attività e presto offrirà le proprie proposte, non con la pretesa di  erigersi a salvatrice della Patria e del’Europa come quelle del governo Monti, ma almeno… delle nostre tasche.

Umberto Napolitano

Retromarcia Rai, niente canone sui pc

Dopo la denuncia del Giornale la Rai si arrende e si rimangia la gabella del ” canone speciale “, quello destinato alle imprese, a prescindere dal possesso di un tv in ufficio. viale Mazzini leva pure la clausola per lasciare a casa le collaboratrici incinte. L’emittente dovrà pagare sette milioni alla Fiat per un servizio mandato in onda da Anno Zero

di

 
Roma – La Rai si arrende e si rimangia la gabella del «canone speciale», quello destinato alle imprese, a prescindere dal possesso di un tv in ufficio. Dopo un incontro al ministero dello Sviluppo Economico la tv pubblica una nota con cui smentisce se stessa, precisando di non aver richiesto «il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone», ma solo «nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage)».
 
 Lorenza Lei

In realtà nelle lettere spedite a migliaia di aziende italiane si legge che è obbligato al pagamento del canone speciale Rai «chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive al di fuori dall’ambito famigliare, compresi i pc collegati in rete», ma anche le semplici radioline, gli I-Pad, i telefoni con collegamento web e molti altri tipi di apparecchi («indipendentemente dall’uso al quale vengano adibiti come per esempio la visione di filmati, dvd, filmati di aggiornamento ecc…»). Dunque il comunicato Rai è una retromarcia vera e propria dopo la rivolta contro il «canone sui pc», scoppiata in rete ma non solo, anche tra le associazioni d’imprese (da Confartigianato a Confindustria) e dei consumatori, e poi nei partiti. Una retromarcia che fa il paio con quella sulla clausola anti-gravidanza, discriminatoria, che ora il dg Lorenza Lei promette di eliminare: «Nessun contratto Rai è mai stato risolto per gravidanza, ma onde evitare inutili strumentalizzazioni la direzione generale non ha alcuna difficoltà a toglierla dai contratti».

Ma tornando al balzello per le aziende, chi dovrà dunque pagare quella tassa, secondo la Rai? La risposta di Viale Mazzini è che lo devono fare solo i negozi, le aziende o le società che usano il pc come televisore, oltre a quelli che hanno uno o più televisori. Sarà, ma è anche meno chiara, perché non si capisce ancora chi è escluso e chi no (Caparini della Lega e Vita del Pd chiedono a Passera un elenco definitivo e univoco sugli apparecchi che comportano il pagamento del canone). Solo i pc che possono essere usati come televisori? Ma qualunque pc può esserlo, poiché i canali Rai sono visibili in streaming gratuita sul sito della Rai. Quindi? È la stessa Rai a dichiarare l’ambiguità della norma quando, in fondo alla nota, aggiunge «ciò in attesa di una più puntuale definizione del quadro normativo-regolatorio». La legge in effetti è vecchiotta, risale al 1938, e adattarla allo scenario tecnologico di oggi sembra una «assurda forzatura giuridica e un’iniziativa fuori dal tempo» a Stefano Parisi, presidente di Confindustria digitale.

Nell’attesa, però, la Direzione abbonamenti ha mandato a pioggia le richieste di pagamento, senza sapere di quali apparecchi fossero dotate le aziende a cui ha chiesto il canone (con importi da 200 euro fino a 6mila euro). E tra l’altro, cosa faranno quelle società che hanno pagato già il canone speciale anche se, alla luce della nota Rai, non erano obbligate a farlo? Verranno rimborsate? E quando? Insomma, un pasticcio, finito con un dietrofront della Rai.

E non è certo l’unica grana per Viale Mazzini. Un’altra, che vale 7 milioni di euro, è la condanna per diffamazione (insieme al giornalista Corrado Formigli) ai danni della Fiat per un servizio andato in onda durante una puntata di Annozero di due anni fa. Viale Mazzini ha annunciato che impungnerà la sentenza del Tribunale di Torino, mentre Formigli parla di «una cifra devastante» che lo costringerà a «lavorare gratis per la Rai tutta la vita». Ora tocca agli avvocati della Rai. E qui non basta una marcia indietro.

di Paolo Bracalini  ( fonte: IlGiornale.it )

 

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 
 

Il Festival è finito, fu vera gloria?…

febbraio 19, 2012

 

Celentano ha predicato l’ amore di Gesù, ma forse con troppa rabbia e astio per cui, nel bel mezzo, è  stato contestato

Emma, dal suo canto, ha interpretato e urlato con impegno ” parole grandi ” di un testo serio, forse troppo; parole che lei stessa spera non rimangano alla fine, come quelle di Noemi, soltanto parole… ma, almeno, ha vinto!

Il Festival, dunque, è finito: ” fu vera gloria?… Ai posteri l’ardua sentenza “, ma nel frattempo…

… rituffiamoci nella realtà quotidiana contando, come sempre, sulle nostre forze e sulle scelte dettate dal nostro buon senso!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

 

L’Italia non è quella del Festival di Sanremo

febbraio 16, 2012

L’Italia non è quella che stanno cercando di rappresentare all’Ariston di Sanremo. Come vedete, non uso il termine Festival per rispetto agli artisti ed agli ideatori e promotori che questa manifestazione un tempo hanno reso attesa con trepidazione ogni anno e celebre nel mondo. L’Italia è un’altra, è quella di un popolo sano che cerca di tirarsi fuori dal guano in cui sta precipitando con la forza delle proprie braccia, e, di un popolo solidale e aperto ad ogni tipo di diversità, che proprio questa diversità rispetta rifiutandone l’immagine buffa e baraccona dell’ oltraggio comico andato in onda ieri sera davanti a milioni e milioni di spettatori. La parodia dell’omosessualità e del bacio a Morandi sono stati secondo me un oltraggio grave proprio all’omosessualità e ad ogni forma di amore vero tra due persone e, forse,   il momento più basso nel quale possa cadere qualsiasi forma di spettacolo satirico o culturale che sia. Non amo bacchettare o fare i sermoni celantaneschi, ma reputo di saper guardare in faccia bene le cose e dare ad ognuna di esse il significato che ne traspare. Non critico Morandi, il quale in questo gioco si è calato da professionista dopo aver fatto bene i suoi conti e le sue scelte,  ma critico il messaggio che sta trasparendo da tutto questo Festival … confuso, scontato e destabilizzante del buon senso.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Cosa pensi del Festival di Sanremo?…

febbraio 15, 2012

Mi sono arrivate molte telefonate da amici che chiedevano il mio parere sull’edizione del Festival di Sanremo di quest’anno: cosa posso dirvi?… non molto… credo, però, che non sia troppo etico e giustificato da parte dello Stato insistere nel promuovere il pagamento del canone televisivo, sottolineando il termine ” tributo “, con l’aggiunta di una sovrattassa entro fine febbraio, dopo uno spot negativo e assurdo come quello andato in onda ieri sera su Rai Uno… un programma chiamato Festival di Sanremo, ma che di festival della canzone italiana ha ormai ben poco… canzoni arrivate sul palco selezionate da chi?… Non certo da giurie qualificate, ma da decisioni di pochi eletti attraverso meccanismi “ strani ” e discriminanti per quasi tutti  gli altri artisti… canzoni non credo rappresentanti il meglio della produzione italiana, con melodie e testi ancor più strani, contornati da atmosfere non certo miranti al ” positivo ” … però c’è stato il mega-show di Adriano Celentano, la cui coerenza nel lungo intervento non sempre mi è stato facile seguire… ma mi sono consolato nel sapere che, per fortuna, qualcuno beneficerà del suo oneroso compenso… compenso ricavato dai tributi dei cittadini e giustificato dalla possibilità incontrollata di un grande artista al quale è stato permesso di porsi al di sopra di ” tutto e di tutti “, consentendogli anche di dare del deficiente, se non ho sentito male, davanti a milioni e milioni di persone, al giornalista Aldo Grasso che, in quel momento, non poteva certo replicare… ma in ogni caso difeso e rivalutato in qualche modo dal disagio e dal rossore mio e di molti altri come me nel sentire proprio ” quel deficiente ” rintronare nell’aria…

Cosa penso del Festival di Sanremo?… A parte, a proposito di moralità, il dissentire dalle espressioni volgari eccessive sentite in un programma di prima serata con molti ragazzini all’ascolto… penso che ho cose molto più serie a cui pensare, per cui non penso proprio niente, ma aggiungo, però, che  l’ho seguito solo su internet perché il televisore l’ho ” piombato ” personalmente già da tempo, rinunciando al decoder del digitale da apporre al mio televisore di non ultima generazione, senza aspettare, quindi, che lo facciano un giorno coloro che verranno a reclamare il mio pagamento del canone!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

L’Italia del muro contro muro sulla pelle dei suoi cittadini

febbraio 5, 2012

” L’articolo 18 non si tocca!… E invece si tocca !… No, è un diritto acquisito ( solo per una parte dei lavoratori ) e lo si lascia così com’è!… e allora ci rimettono i lavoratori perché le imprese non investono e non assumono!… La sicurezza dei lavoratori ( di quelli interessati dall’articolo 18 ) non deve mai essere messa in discussione!… Ma il posto fisso è monotono e non può essere assicurato a tutti, meglio la flessibilità… “

... e così via, all’infinito… Amici, come vi potete rendere conto, siamo di fronte ad un muro contro muro dal quale non so chi ne uscirà vittorioso. Non di certo noi! Troppa gente interessata ai nostri interessi, ed io non mi fido più… e molti di voi come me! Ideologie e strategie di potere stanno spartendosi il nostro futuro ed ogni protesta di chi prova a ribellarsi, giusta o ingiusta, non fa altro che ricadere sui più deboli aumentandone disgrazie e difficoltà. Siamo all’alba di grandi cambiamenti, drastici e necessari. L’ideale sarebbe che tali cambiamenti in qualche modo fossero in linea con le nostre esigenze e aspettative… ma noi deleghiamo sempre ” altri ” a decidere per noi, anche se, purtroppo, gli interessi di questi ” altri ”  non sempre coincidono con i nostri. La realtà è che il cittadino conta sempre meno per cui è inutile che spesso venga invitato ad esprimersi in referendum vari… perché il più delle volte il suo responso viene disatteso, cancellato e, praticamente, non preso in considerazione.

Non è un quadro rassicurante, ma non ci deve nemmeno deprimere o affossare: noi abbiamo un infinità di risorse nelle quali spiccano l’ingegno e la voglia di ” faticare “. Abbandoniamo le lusinghe del ” ciò ” che ci è dovuto e creiamoci da soli il “ ciò ” che ci permette di sopravvivere. Ritorniamo in braccio alla realtà che ci circonda: la terra che ci nutre e la bellezza e la storia che da sempre ci accompagnano. E’ in esse il nostro futuro insieme alle molteplici risorse racchiuse. La salvezza dell’Italia sta nell’agricoltura e nel turismo abbinati alle enormi capacità riconosciute al nostro ” made in Italy “. Se lo Stato ci vuole veramente aiutare, ci liberi dalle catene burocratiche frenanti… che al resto, ci penseremo noi. Buona domenica!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Crisi finanziaria: le sue origini, le sue cause raccontate da Giacomo Carone

gennaio 28, 2012

Premetto che non sono un economista, né un laureato o studente in economia; sono un semplice Cittadino Italiano che ha deciso di alzarsi in piedi e studiare varie materie, tra cui l’economia stessa dai suoi albori, per capire con la propria testa (ad ognuno di noi ne è stata fornita una all’atto della nascita) cosa ci ha portato alla catastrofe dei giorni nostri, per poter vedere se ci sono delle vie percorribili per uscire da questa situazione.

“I problemi non possono essere risolti con lo stesso livello di pensiero che li ha generati”. Parto da questa frase di Albert Einstein per dare un mio personale punto di vista al post di oggi.

Per cui vedrei opportuno ragionare in maniera differente da coloro che ci hanno portato a vivere questa condizione a livello planetario, anche se ad alcuni, nel corso degli anni, sono stati consegnati premi importanti quali il Nobel per l’economia e tuttora vengono trattati come “guru” ed invitati nei più disparati programmi o festival in materia.

L’inizio dello scambio di merci era dato dal baratto, cioè un equo scambio di merci tra contraenti. Con il tempo, il baratto ha lasciato posto alla moneta che aveva un valore ben preciso dato dal materiale con la quale era coniata, e dal suo peso. In poche parole, la moneta aveva un valore reale. Ai suoi albori, la moneta veniva coniata prevalentemente in argento. Con la scoperta dell’America e l’importazione di grandi qualità di argento dalle miniere sudamericane, l’Europa, e la Spagna in particolare, poté avere grandi possibilità di produrre moneta.

Il conio delle monete era attività esclusiva dello Stato ed avvenne per distinguere quale Stato le aveva prodotte, in quanto come avevamo visto prima, il valore era dato esclusivamente dal connubio materiale-peso. Da qui si poteva iniziare a riconoscere il problema del disavanzo tra l’import e l’export, vedendo quante monete straniere giravano in un dato Stato. L’altra faccia della medaglia è che se le monete uscivano dallo Stato e non rientravano per mezzo di altre attività di scambio, era necessario coniare altra moneta per avere denaro contante circolante, altrimenti il mercato interno si fermava o non si poteva acquistare beni dall’estero.

Nel corso dei secoli, la ricchezza ed il potere sono sempre andati a braccetto a discapito dei popoli. Regnati ed feudatari basavano ed incrementavano le loro ricchezze a discapito del popolo. Gli artigiani erano persone che facevano parte del tessuto sociale delle comunità, ma il loro ruolo era lavorare per produrre beni o servizi troppo spesso non pagati dai potenti, mentre ai contadini veniva “concesso” di lavorare la terra per poter pagare le tasse e consegnare gran parte dei raccolti ai proprietari terrieri. Da questo si evince che sia gli artigiani che i contadini vivevano al limite della sopravvivenza, mentre un discorso a parte erano i mercanti, i banchieri e gli speculatori, che erano visti dalla Chiesa come peccatori in quanto traevano guadagno tramite il denaro stesso attraverso la compravendita o il prestito con interesse (San Tommaso docet).
Non esisteva per il popolo il concetto di salario, né la possibilità di accesso al denaro, se non attraverso l’usura.

Siccome ci si doveva guadagnare il paradiso, la Chiesa ad un certo punto ha limitato i suoi attriti con queste due categorie consentendo indulgenze a pagamento (!), per cui ci si poteva guadagnare il paradiso “offrendo” loro una quota di denaro, proporzionalmente ai propri possedimenti, come era già in uso per gli aristocratici, i nobili ed i regnanti.

I mercanti, con le scoperte di nuove terre e nuovi materiali, iniziarono a trattare prodotti che facevano gola a chi possedeva il denaro, ed allora entrarono nelle loro grazie, al punto che presero il sopravvento ed arrivarono in alcuni casi a comandare addirittura la politica, decidendo spesso le sorti di personaggi o addirittura di regni o di Stati.
Un po’ alla volta subentrò la possibilità di maneggiare denaro proprio anche agli artigiani e con grande difficoltà anche per gli agricoltori.
L’unico Paese dove gli agricoltori avevano avuto voce sulle sorti di uno Stato è stata l’anomalia-Francia nella fase pre e post Rivoluzione Francese, creando zone specifiche e prodotti di eccellenza, dai formaggi allo champagne, passando per moltissimi altri prodotti diretti o di trasformazione.
Subentrò l’oro al fianco dell’argento; gli scambi oro argento erano fluttuanti anche per le enormi quantità di argento che arrivavano dalle regioni Sudamericane per cui si decise di adottare come metallo di riferimento l’oro.

Poi nacquero le corporazioni, i dazi, le dogane, le grandi Compagnie che monopolizzarono alcune rotte ed arriviamo ai rapidissimamente ai giorni nostri.
In tutto questo giro, gli Ebrei (inteso come popolazione ad alta prevalenza di attività economiche rispetto alle altre) si erano ritagliati un ruolo importante nel trattare il denaro ed i preziosi, per cui avevano un peso notevole nell’economia dei Paesi e Regioni dove essi operavano, e questo creava dissapori a molti che avrebbero voluto spartirsi anche quel mercato, ed è per questo che spesso erano visti come persone a cui stare attenti ed alla larga (e di seguito condannate al genocidio di massa tramite l’adozione di filosofie demenziali poi appoggiate dai nazisti).

Ad un certo punto, si è visto che era possibile adottare un’altro metodo di scambio al posto di utilizzare le monete e furono inventati i titoli al portatore, chiamate comunemente “banconote”, che erano stampate dallo Stato, depositando un equivalente del loro valore in oro nelle casse dello Stato stesso.
La grande invenzione che ha iniziato a portarci al tracollo è stato l’abbandono di questo sistema e delegando un istituto appositamente creato per questa attività. Peccato che questo istituto era (ed è tuttora) privato compartecipato e non statale, ed ha iniziato a stampare banconote e monete con valore fittizio (non legato al valore vero peso-materiale) a sua discrezione, senza la copertura equivalente in oro… Potevano stamparne a discrezione.
Iniziò la FED Statunitense.
In Italia, la Banca d’Italia, una Spa compartecipata dalle più grandi dinastie nazionali e non, stampava denaro in vece dello Stato, che deteneva solamente il conio delle monete.
Ora la BCE, organo autonomo comandato da chi detiene le redini del potere (!) decide come e se stampare denaro e a chi fornirlo.

Il problema ora è riprendersi il valore della carta straccia che ci hanno propinato negli ultimi anni, per chi ne ha ancora, e permetterci di acquistare i beni ed i servizi che ci occorrono a prezzi equi, e non è una cosa semplice, in quanto anche se si hanno idee fantastiche, bisogna sempre sbattere il naso contro il “mercato”, combattere conto lo status quo che difenderà a spada tratta quanto ha arraffato finora senza lasciare niente agli alti.

La soluzione deve essere un sistema integrato di opzioni differenti.
1. Da un lato approntare un sistema di commercio che permetta un rapporto quanto più diretto produttore-acquirente eliminando intermediari che speculano sulle spalle di entrambi;
2. rendere questo tipo di commercio fruibile da molte persone a livello nazionale;
3. offrire prodotti certificati in tutta la loro filiera;
4. guardare all’ambiente, proponendo quanto più possibile acquisti a km zero o con quantità tali che il loro trasporto pesi il meno possibile (inquinamento, rumore, traffico, ecc.);
5. fornire la certezza che al pagamento segue una fornitura conforme a quanto ordinato, con sistemi di pagamento sicuri ed esenti da frodi.

La politica si deve rivedere in blocco; gli investitori devono rivedere i loro obiettivi a medio-lungo termine e finirla di pensare solamente al domani ed alla loro pancia piena e basta al connubio con banche e politici (e troppo spesso con la malavita). La Chiesa deve rivedere il sistema economico tra stato e stato (Vaticano e Italia) in modo da essere equiparata agli alti Stati e/o agli altri cittadini evitando almeno ingerenze di qualsiasi genere. Noi tutti dobbiamo riprendere la nostra vita in mano e decidere come vogliamo portarla avanti.
Se la politica e l’economia hanno fallito, prima paghino tutti, sia coloro che hanno fatto i danni che coloro che lo hanno permesso, poi vadano a fare parte del popolo senza vitalizi!

by Giacomo Carone

Oggi è il giorno della memoria: che non lo dimentichi mai l’Europa… tutta!

gennaio 27, 2012

In questo momento noi siamo in guerra. Non facciamoci illusioni, siamo in guerra! Una guerra diversa, senza cannoni e baionette, ma in guerra! Ciò che non ha fatto Hitler con le sue divisioni, l’ha fatto un’ azione studiata a tavolino e coordinata con l’arguzia di un ragno che tesse abilmente la sua tela ed un manipolo di mosche autolesioniste che si sono offerte ingenuamente in pasto. Dal crollo del muro di Berlino è partita l’offensiva:  ” uniamo l’Europa e poi conquistiamola soggiogandola economicamente “… L’Europa unita attuale è un insulto a Mazzini ed ai suoi sogni. Caro Prodi, sarai anche un valido professore, ma la realtà, come vedi, nella pratica è assai differente dalla teoria. L’Euro ci ha  uccisi! Ci ha tolto identità ed ogni briciolo di illusione di potercela cavare da soli in qualche modo. MA COME SI FA A CREARE UNA MONETA NUOVA SENZA UN ORGANO, UNA BANCA CENTRALE REALE, NON SOLO SULLA CARTA, CHE SIA IN GRADO AUTONOMAMENTE DI CONTROLLARLA E SOCCORRERLA NEI MOMENTI DI DIFFICOLTA’ ?… come regolarmente accade per gli Stati titolari di una moneta propria e come accadeva con la nostra tanto bistrattata lira. L’Euro doveva risolvere i problemi dei debiti pubblici gravati da interessi eccessivi a causa delle svalutazioni galoppanti delle proprie monete… E ACCADUTO ?.. NO !!! , anzi i debiti sono aumentati perché speculatori e politici accondiscendenti ne hanno approfittato in modo volgare e delinquenziale. Risultato: TUTTO E’ RADDOPPIATO, TRANNE IL CONTROVALORE DEGLI STIPENDI DEI PIU’ INDIFESI!

La Germania ora fa la voce grossa e ci ammonisce con aria paternalistica… POTETE FARCELA DA SOLI… e già, i nostri politici non sono stati furbi come i vostri… i nostri pensavano all’uovo giornaliero mentre i vostri all’intera gallina del domani. E’ questo paternalismo che ci fa incazzare, perché ci umilia oltremodo: ma da che pulpito parlano questi! Hanno nel dna il desiderio di essere i primi della classe: il loro sogno è sempre stato quello di dominare l’Europa e visto che non sono bastate due guerre all’insegna dei lutti e delle azioni più aberranti, ora si è scelta la linea meno cruenta e più efficace… attendere la disfatta finanziaria delle Nazioni per poi  acquisirle per pochi spiccioli.

 

MA, BADATE BENE, NON STO ACCUSANDO LA GERMANIA, LA QUALE FA CON ARGUZIA E PROFESSIONALITA’ GLI INTERESSI DEL SUO POPOLO, ALTRETTANTO EFFICIENTE… MA SOPRATTUTTO L’ ACCONDISCENDENZA DI STUPIDI POLITICI CHE, INVECE DI FARE GLI INTERESSI DEGLI STATI RAPPRESENTATI, SI SONO FATTI ABBINDOLARE E SOGGIOGARE… LA FRANCIA CREDE DI ESSERE PRIVILEGIATA, MA SE NE ACCORGERA’ ANCHE LEI COL TEMPO.

Io non sono un politico e ringrazio Dio per questo, ma sono uno a cui sta a cuore non solo la propria sopravvivenza in modo onesto e dignitoso, ma anche quella di tutti coloro con i quali condivide il tran tran quotidiano. Ho dato vita all’associazione Famiglie d’Italia sperando, attraverso il confronto di più teste, di provare a proporre qualcosa di vantaggioso per la comunità e non solo per pochi eletti… Ragiono con una testa non deviata da interessi particolari, per cui a volte vedo le cose con occhi meno infettati e giungo a delle conclusioni che possono apparire troppo semplicistiche, se non addirittura utopistiche. La realtà è che tutti questi guai che ci stanno piovendo addosso ci stanno togliendo la lucidità di ragionare: urliamo le nostre proteste rischiando solo di aggravare le nostre condizioni. Il giorno della memoria deve servire a farci riflettere con più ragione e meno istinto: il passato deve essere letto nella sua totalità, in modo da poterne cogliere anche i sintomi comparativi con quelli dei momenti attuali, per poter provare a ” ripararsi ” in tempo. I nostri politici  ” di destra e di sinistra ” si sono resi conto del fallimento delle loro politiche ed hanno nominato un curatore fallimentare, il Governo Monti per cercare di raddrizzare la baracca: non è Monti che dobbiamo contestare… lui fa il lavoro sporco per il quale è stato chiamato e, come in ogni fallimento, ci sono dei creditori più privilegiati di altri, per cui, quelli ” meno “, o si mangiano sta minestra o si buttano dalla finestra. Adesso è tardi per fare le rivoluzioni, i forconi servono a destabilizzarci ancor di più ed a farci ancor più male da noi stessi, perché il comando delle operazioni non è nelle nostre mani… e nemmeno in quelle di coloro che abbiamo eletto per rappresentarci. RIPETO, siamo in pieno fallimento e dobbiamo cercare di perdere il meno possibile per poter riprenderci e ricominciare a ” volare con le nostre ali “, da soli!… Lo ripeto alla nausea, ma il futuro è nelle nostre mani se ben usate sul nostro territorio. Riappropriamoci dei nostri antichi mestieri artigianali, quelli che hanno fatto del ” made in Italy ” il marchio più pregiato al mondo. Restituiamo braccia alla terra per ricoglierne i frutti che non ci ha mai negato, riappropriamoci del nostro territorio per la sua storia ed il turismo che è in grado di offrire al mondo intero: il futuro è nella nostra volontà di capire che non esistono lavori di serie A e serie B, perché intelletto e lavoro fisico sono complementari… senza l’uno non ha ragione di esistere l’altro.  Ritroviamo la ragione delle soluzioni semplici perché evidenti, miglioriamoci migliorando la nostra classe politica futura: in caso contrario, la nostra lingua, l’italiano, possiamo già prepararci a considerarla come uno dei tanti e tanti dialetti locali.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Sem Galbiati, il sindaco di Cavenago di Brianza, scrive al Presidente del Consiglio e propone…

gennaio 21, 2012

Presa visione solo ora di questo comunicato stampa, Famiglie d’Italia reputa importante portarlo alla vostra conoscenza. Seguiamo con interesse il Sindaco Sem Galbiati ormai da tempo e siamo convinti che onori al meglio il suo mandato con proposte e fatti sempre innovativi.

 

COMUNICATO STAMPA [17 gennaio 2012]

Segreteria particolare del Sindaco Piazza Libertà 18 | 20873 Cavenago di Brianza (MB). Codice Fiscale 01477970154 | Partita IVA 00714490968
Tel 0295241492 Fax 02.95241455 nadia.angeloni@comune.cavenagobrianza.mb.it

OGGETTO: Proposta del Sindaco Sem Galbiati per l’accorpamento dei comuni sotto i 15.000 abitanti indirizzata al Presidente del Consiglio On.Mario Monti

In questo momento difficile per l’economia italiana mi trovo, come sindaco, a sentire molto forte la responsabilità del compito che svolgo al servizio del mio paese; ogni giorno mi confronto direttamente con le esigenze dei miei cittadini, e, in questi mesi, è sempre più forte la percezione della drammatica e pesante ricaduta della crisi economica sulla popolazione.
Già nel 2009 io e la mia giunta avevamo percepito la problematicità incombente della situazione e con una manifestazione simbolica, spostando il comune in piazza, sotto le tende, avevamo cercato di lanciare un primo appello alle istituzioni centrali per segnalare come i continui tagli agli enti locali stavano pesantemente inficiando le possibilità del comune di intervenire a favore dei cittadini in difficoltà e bisognosi di un sostegno economico e di servizi da parte dell’Amministrazione comunale.
Il mio appello, come altri lanciati da diversi sindaci italiani era caduto inascoltato e la realtà, anche a causa dell’aggravarsi della crisi economica europea si è rivelata peggiore di quanto si prospettasse.
Nello spirito di servizio che ha sempre mosso la mia attività politica e amministrativa mi sono domandato come, in prima persona, avrei potuto contribuire al risanamento della situazione in stretta collaborazione e con profondo rispetto per il nuovo governo che si sta muovendo per cercare soluzioni efficaci.
Dopo un attenta e profonda rilfessione, alla luce di confronti con la mia giunta e approfondimenti sulla realtà economica italiana ed europea mi sono convinto che la strada migliore da percorrere in questo momento critico sia quella di un convinto rinnovamento della realtà dei comuni e di un profondo mutamento degli stessi che trasformi l’ente pubblico locale con una nuova concezione ancora più vicina ai principi di efficacia, effiicienza ed economicità.
Di qui la mia proposta di accorpare i comuni più piccoli e di portare a 15.000 abitanti la soglia minima per la costituzione di un ente locale. Ho dapprima comunicato questa idea ai miei cittadini con gli auguri natalizi e ora ho inviato una lettera al Primo Ministro Monti nella convinzione che la rinascita del paese possa partire anche dal contributo delle piccole realtà locali che costituiscono il cuore pulsante della vita politica nazionale.
Mi rendo conto che la proposta possa risultare, di primo acchito, molto impopolare; viviamo in una realtà nazionale storicamente frammentata e in alcuni casi campanilista ma la mia proposta non fa altro che accelerare e palesare modalità operative già in essere quali la gestione di servizi in convenzione che molti comuni stanno attuando già da alcuni anni.
Nei prossimi giorni provvederò a contattare i miei coleghi sindaci in modo da illustrare anche a loro la proposta nel tentativo di creare un movimento globale e importante che si proponga “dal basso” come motore di questo rinnovamento.
In conclusione chiedo anche a voi giornalisti la collaborazione al fine di spiegare e diffondere l’idea ai cittadini e mi rendo da subito disponibile per incontrarvi e discutere insieme le specifiche del mio discorso.
Ringraziandovi per la preziosa collaborazione e la disponibilità vi saluto cordialmente.

Il Sindaco di Cavenago di Brianza
Sem Galbiati

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il silenzio degli innocenti

gennaio 18, 2012

Come vi sarete senz’altro accorti, e ciò vale soprattutto per coloro che ci seguono fin dalla nostra nascita, questo blog ha sempre più difficoltà giornalmente a proporsi con post che non trattino argomenti che non siano scontati e, il più delle volte, rappresentino il solito insieme di parole e lamentele destinate a disperdersi nel vento e ad aggiungersi ad altre, giuste e spesso giustificate nella rabbia espressa, ma lasciate regolarmente senza risposte o iniziative e proposte risolutrici. E’ sotto gli occhi di tutti la tragica situazione finanziaria nella quale stiamo annaspando grazie a politiche speculative, delle quali noi siamo innocenti… ma ne paghiamo le conseguenze, e, la maggior parte di noi, in silenzio perché le parole e le incazzature sono perdita di tempo e di energie se non supportate adeguatamente da azioni intelligenti e comuni in grado di portare a qualche risultato positivo.

Gli operai hanno i sindacati, molte categorie come tassisti, camionisti, farmaceutici, etc., i mezzi per creare confusione e danno oltre al rumore per far valere le loro ragioni, anche se il più delle volte, ormai, anche queste azioni raramente raggiungono l’effetto sperato… ma la maggior parte dei cittadini, quelli non rappresentati e che giornalmente convivono con restrizioni e disagi, sono costretti a subire ed a vedersi incrementati gli stessi, destinati a convivere con uno stato di difficoltà che per molti si trasforma in povertà e disperazione assoluta.

Ora, il panorama appare abbastanza preoccupante e depressivo per cui, non me la sento di sottolineare ulteriormente una realtà che è sotto gli occhi di tutti: cerco invece, insieme ai miei collaboratori, di studiare e offrire indicazioni per qualche possibilità di sbocco. E’ da tempo che da questo blog si invita tutti a riscoprire il valore, noi addirittura usiamo il termine ” la scienza  del lavoro manuale “… ebbene, alcune notizie positive arrivano; molti italiani si stanno riappropriando, per necessità, di questi mestieri che avevano lasciato troppo frettolosamente solo agli extracomunitari. Noi di Famiglie d’Italia siamo convinti che da questi lavori, specialmente quelli più vicini ai frutti che può darci madre terra, riprenderà il cammino della nostra Nazione… e su questo stiamo preparando delle proposte con progetti abbinati, che speriamo di presentare e mettere in atto al più presto. Ecco, il nostro silenzio sul blog su argomenti inerenti alla delicata fase politica e finanziaria attuale del nostro Paese… non deve essere considerata come il chiudere gli occhi e far finta di niente, bensì l’urlo del silenzio degli innocenti che intendono reagire cavandosela da soli,  ” creando ”  e non ” sprecando ” ulteriori energie in polemiche infruttuose.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Anno nuovo vita nuova: cambio di rotta repentino nelle nostre abitudini!

gennaio 2, 2012

Cari amici si apre il nuovo anno e deve essere subito ben chiaro in noi che qualcosa deve cambiare nei nostri comportamenti. Ormai siam0 diventati l’oggetto preferito di un salasso continuato e senza ritegno. I media hanno comunicato recentemente che con l’ingresso dell’euro il potere di acquisto delle famiglie è diminuito negli ultimi 9 anni del 40 % ma, benché tutto questo, la finanza continua a picchiare ed a spremerci come se le nostre risorse fossero infinite. Ho analizzato questa perdita di potere d’acquisto e ci ho ragionato sopra, giungendo ad alcune considerazioni inconfutabili. Chi ha incamerato questo 40 % ?…

I lavoratori, i contadini e gli artigiani non di certo, anzi!… Nella produzione del latte i ricavi si sono ridotti all’osso, tanto per fare un esempio, ma il costo dei gelati, sempre per insistere nell’ esempio, è quasi raddoppiato: perché?… Nell’agricoltura poi, un chilo di pomodori con cultura biologica che esce a 60 centesimi, lasciando pochissimi margini di utile, quintuplica quando arriva sui bancali: perché?… e potrei andare avanti all’infinito. Quindi, ci guadagnano sopra, speculando, una serie di parassiti che aggiungono costi inutili e spropositati nei vari passaggi, senza parlare del costo del carburante che aumentando in continuazione, pesa sempre più sul trasporto dei prodotti dal produttore al consumatore… Come rimediare?…

Per il carburante, per una volta tanto, mi sento di concordare con un Grillo che finalmente non si limita ad incazzarsi e a denunciare, ma tira fuori il meglio di sé e ci regala una proposta seria e molto funzionale: ”  scegliere di evitare per un po’ di fare il pieno alla Esso o alla Shell ( mi paiono queste le compagnie da lui suggerite ), in modo da mandarle in crisi di domanda e metterle nelle condizioni di cominciare loro per prime a dare il buon esempio abbassando il prezzo d’acquisto “. Sono convinto che sia un consiglio geniale che io sto già mettendo in pratica estendendolo ai miei amici e familiari.

Per quanto concerne gli acquisti, consiglio alle famiglie di cominciare a guardarsi meglio attorno alla ricerca più accurata e responsabile di soluzioni alternative. La fretta e il farsi troppo condizionare dalle offerte ultra promozionate ci impigrisce e ci rende vulnerabili. Non accontentarsi solo di aspettare con ansia la stagione dei saldi, ma ingegnarsi, come un lavoro retribuito dal risparmio, alla ricerca di chi offre soluzioni di acquisto alternative più convenienti. Famiglie d’Italia, in materia, tra un po’ proporrà a sua volta una soluzione  interessante; la stiamo studiando e occorre ancora qualche mese prima di poterla presentare ufficialmente… ma nel frattempo, sulla rete, esistono già delle offerte molto convenienti. Il potere predominante di monopolio in qualsiasi ramo commerciale, per minarlo e metterlo in difficoltà, bisogna indebolirlo proprio nella sua convinzione di essere inattaccabile perchè insostituibile. Non è vero!!!

Quindi, con l’anno nuovo, il cambio di rotta per sopravvivere meglio sta in primis in noi: cominciamo ad acculturaci maggiormente allargando le nostre conoscenze alla ricerca più accurata di informazioni a noi più utili… non quelle evidenziate dalla macchina pubblicitaria, bensì quelle celate, ma esistenti, funzionali ed essenziali. Buon anno nuovo!

 
Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Tanti auguri… e niente sermoni

gennaio 1, 2012

 

Semplicemente: BUON 2012!!!…     A domani!

 
Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Museo d’Arte Contemporanea di Luzzana ( Donazione Alberto Meli )

dicembre 29, 2011

 Qualche sera fa poco prima di Natale ho avuto la fortuna di partecipare ad un bellissimo evento culturale dal titolo Arte: Un incontro nel tempo che è stato organizzato a Luzzana ,paesino  a pochi km ad est di Bergamo, nella bellissima Chiesa  Parrocchiale di  San Bernardino da Siena .

La particolarità direte voi ? Ebbene  posso rispondere …non il solito evento culturale ma, una circostanza veramente molto bella e particolare organizzata in occasione del  90° anno dalla nascita del grande scultore ed illustre concittadino Alberto Meli che nacque in questo bel paesino della Val Cavallina nell’agosto del 1921 e dove poco più di cent’anni prima nel 1816 nasceva un altro Meli, Giosuè che è stato uno dei più grandi scultori di impronta classica dell’ottocento.

      Meli poco prima di morire nel 2003 donò al Comune oltre 250 sue opere che, come ha tenuto a ricordare Ivan Beluzzi –sindaco di Luzzana, sono ora ospitate  nel museo intitolato al grande maestro che è stato ricavato all’interno del Castello Giovannelli,un bel  maniero di origine medioevale trasformato poi in palazzo civile alla fine del 500 dai Conti che lo acquistarono e di cui porta il nome.

      Lo scultore Alberto Meli, lo ricordo brevemente,a soli 16 anni iniziò a frequentare il laboratorio di un altro grandissimo scultore bergamasco Gianni Remuzzi, dal quale apprese i segreti dell’uso della pietra, delle sue caratteristiche e delle modalità di lavorazione passando poi dal 47 al53 afrequentare l’Accademia Carrara.

      In seguito dopo aver ottenuto diversi premi  e prestigiosi attestati come per esempio il Premio Biennale alla Permanente di Milano e il riconoscimento del Presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, il fervore artistico e soprattutto la voglia di ricercare nuove soluzioni  lo porteranno a Locarno in Svizzera e quì nell’atelier di Remo Rossi diverranno fondamentali alcuni incontri con diversi artisti, tra questi Fischer, Richter, Beninger,Probst, Max Bill ma in particolare con Hans Jean Arp del quale per oltre un decennio (1957-1966) diventerà il più stretto collaboratore.

      Proprio la collaborazione con Arp sarà essenziale per sviluppare  il proprio personale percorso artistico e nel 1966 dopo aver partecipato ad una mostra collettiva accanto a Rossi,Ritcher,Guttuso,Cantatore,Borlotti ed anche Arp , Meli rientrerà nella sua amata Luzzana.

Gli anni che seguiranno saranno anni di grande fervore e  creatività artistica, con la sperimentazione e l’uso di materiali diversi come pietra, marmo, bronzo,piombo,legno ma, anche materiali sintetici e di recupero e soprattutto con l’attenta osservazione della natura , di quella natura a volte incantata e magica della Val Cavallina che custodisce  nelle sue rocce, negli alberi, nel fluire delle acque o nel respiro del vento il significato stesso dell’arte.

L’icona di questo periodo può  senza dubbio considerarsi a mio avviso il bellissimo documentario realizzato negli anni 80 che è stato proiettato nel corso della serata , dal titolo “Trasfigurazioni Ecologiche” nel quale con una sapiente regia sono stati filmati non solo i momenti di creatività artistica anche en plein air dello scultore Meli e del grande artista ed amico Cesare Benaglia  ma, soprattutto quella storica mostra d’arte del 1979 nella galleria La Roggia di Palazzolo dove, come riferito dallo stesso Benaglia, la sorpresa più grande fu quella di scoprire osservando le opere scultoree e pittoriche che le loro visioni artistiche erano identiche svelando cosi’ due vere e proprie anime gemelle,il tutto ha trovato sublimazione nelle splendide note che hanno fatto da sottofondo, eseguite al pianoforte dal maestro Alessandro Fabiani che da tempo ha assunto la veste di ambasciatore della cultura del Museo Meli di Luzzana proprio per far conoscere un grande scultore di grandissima levatura al pari dei contemporanei Minguzzi o Manzu’.

Per concludere nel  castello di Luzzana c’è pertanto  un vero e proprio tesoro, ancora purtroppo non adeguatamente conosciuto come meriterebbe  ma, che proprio per questo merita di essere scoperto,valorizzato apprezzato ed anche aiutato,il bellissimo obiettivo che si è posto il Museo è quello di avvicinare non solo le nuove generazioni all’arte contemporanea ma anche alla Cultura Bergamasca della tradizione proprio attraverso le opere che l’artista ci ha lasciato siano queste astratte e collocate quindi oltre la realtà in mondi fantastici e fortemente simbolici alla continua ricerca di nuove forme espressive oppure figurative nelle quali Meli ha saputo raggiungere l’apice dell’essenza umana e delle sue componenti psicologiche e soprattutto spirituali.

info@museoluzzana.it  www.museoluzzana.it

 

Stefano Micheli

Famiglie  d’Italia

Il dono di Natale ( I racconti di Natale di Famiglie d’Italia )

dicembre 22, 2011

IL DONO DI NATALE
brano di Grazia Deledda

 

I cinque fratelli Lobina, tutti pastori, tornavano dai loro ovili, per passare la notte di Natale in famiglia.

Era una festa eccezionale, per loro, quell’anno, perché si fidanzava la loro unica sorella, con un giovane molto ricco.

Come si usa dunque in Sardegna, il fidanzato doveva mandare un regalo alla sua promessa sposa, e poi andare anche lui a passare la festa con la famiglia di lei.

E i cinque fratelli volevano far corona alla sorella, anche per dimostrare al futuro cognato che se non erano ricchi come lui, in cambio erano forti, sani, uniti fra di loro come un gruppo di guerrieri.

Avevano mandato avanti il fratello più piccolo, Felle, un bel ragazzo di undici anni, dai grandi occhi dolci, vestito di pelli lanose come un piccolo San Giovanni Battista; portava sulle spalle una bisaccia, e dentro la bisaccia un maialetto appena ucciso che doveva servire per la cena.

 Il piccolo paese era coperto di neve; le casette nere, addossate al monte, parevano disegnate su di un cartone bianco, e la chiesa, sopra un terrapieno sostenuto da macigni, circondata d’alberi carichi di neve e di ghiacciuoli, appariva come uno di quegli edifizi fantastici che disegnano le nuvole.

Tutto era silenzio: gli abitanti sembravano sepolti sotto la neve.
Nella strada che conduceva a casa sua, Felle trovò solo, sulla neve, le impronte di un piede di donna, e si divertì a camminarci sopra. Le impronte cessavano appunto davanti al rozzo cancello di legno del cortile che la sua famiglia possedeva in comune con un’altra famiglia pure di pastori ancora più poveri di loro. Le due casupole, una per parte del cortile, si rassomigliavano come due sorelle; dai comignoli usciva il fumo, dalle porticine trasparivano fili di luce.
Felle fischiò, per annunziare il suo arrivo: e subito, alla porta del vicino si affacciò una ragazzina col viso rosso dal freddo e gli occhi scintillanti di gioia.

– Ben tornato, Felle.
– Oh, Lia! – egli gridò per ricambiarle il saluto, e si avvicinò alla porticina dalla quale, adesso, con la luce usciva anche il fumo di un grande fuoco acceso nel focolare in mezzo alla cucina.

Intorno al focolare stavano sedute le sorelline di Lia, per tenerle buone la maggiore di esse, cioè quella che veniva dopo l’amica di Felle, distribuiva loro qualche chicco di uva passa e cantava una canzoncina d’occasione, cioè una ninnananna per Gesù Bambino.

– Che ci hai, qui? – domandò Lia, toccando la bisaccia di Felle. – Ah, il porchetto. Anche la serva del fidanzato di tua sorella ha già portato il regalo. Farete grande festa voi, – aggiunse con una certa invidia; ma poi si riprese e annunziò con gioia maliziosa: – e anche noi!

Invano Felle le domandò che festa era: Lia gli chiuse la porta in faccia, ed egli attraversò il cortile per entrare in casa sua.

In casa sua si sentiva davvero odore di festa: odore di torta di miele cotta al forno, e di dolci confezionati con buccie di arancie e mandorle tostate. Tanto che Felle cominciò a digrignare i denti, sembrandogli di sgretolare già tutte quelle cose buone ma ancora nascoste.

La sorella, alta e sottile, era già vestita a festa; col corsetto di broccato verde e la gonna nera e rossa: intorno al viso pallido aveva un fazzoletto di seta a fiori; ed anche le sue scarpette erano ricamate e col fiocco: pareva insomma una giovane fata, mentre la mamma, tutta vestita di nero per la sua recente vedovanza, pallida anche lei ma scura in viso e con un’aria di superbia, avrebbe potuto ricordare la figura di una strega, senza la grande dolcezza degli occhi che rassomigliavano a quelli di Felle.
Egli intanto traeva dalla bisaccia il porchetto, tutto rosso perché gli avevano tinto la cotenna col suo stesso sangue: e dopo averlo consegnato alla madre volle vedere quello mandato in dono dal fidanzato. Sì, era più grosso quello del fidanzato: quasi un maiale; ma questo portato da lui, più tenero e senza grasso, doveva essere più saporito.

– Ma che festa possono fare i nostri vicini, se essi non hanno che un po’ di uva passa, mentre noi abbiamo questi due animaloni in casa? E la torta, e i dolci? – pensò Felle con disprezzo, ancora indispettito perché Lia, dopo averlo quasi chiamato, gli aveva chiuso la porta in faccia.

Poi arrivarono gli altri fratelli, portando nella cucina, prima tutta in ordine e pulita, le impronte dei loro scarponi pieni di neve, e il loro odore di selvatico. Erano tutti forti, belli, con gli occhi neri, la barba nera, il corpetto stretto come una corazza e, sopra, la mastrucca.

Quando entrò il fidanzato si alzarono tutti in piedi, accanto alla sorella, come per far davvero una specie di corpo di guardia intorno all’esile e delicata figura di lei; e non tanto per riguardo al giovine, che era quasi ancora un ragazzo, buono e timido, quanto per l’uomo che lo accompagnava. Quest’uomo era il nonno del fidanzato. Vecchio di oltre ottanta anni, ma ancora dritto e robusto, vestito di panno e di velluto come un gentiluomo medioevale, con le uose di lana sulle gambe forti, questo nonno, che in gioventù aveva combattuto per l’indipendenza d’Italia, fece ai cinque fratelli il saluto militare e parve poi passarli in rivista.

E rimasero tutti scambievolmente contenti.

Al vecchio fu assegnato il posto migliore, accanto al fuoco; e allora sul suo petto, fra i bottoni scintillanti del suo giubbone, si vide anche risplendere come un piccolo astro la sua antica medaglia al valore militare. La fidanzata gli versò da bere, poi versò da bere al fidanzato e questi, nel prendere il bicchiere, le mise in mano, di nascosto, una moneta d’oro.

Ella lo ringraziò con gli occhi, poi, di nascosto pure lei, andò a far vedere la moneta alla madre ed a tutti i fratelli, in ordine di età, mentre portava loro il bicchiere colmo.
L’ultimo fu Felle: e Felle tentò di prenderle la moneta, per scherzo e curiosità, s’intende: ma ella chiuse il pugno minacciosa: avrebbe meglio ceduto un occhio.

Il vecchio sollevò il bicchiere, augurando salute e gioia a tutti; e tutti risposero in coro.
Poi si misero a discutere in un modo originale: vale a dire cantando. Il vecchio era un bravo poeta estemporaneo, improvvisava cioè canzoni; ed anche il fratello maggiore della fidanzata sapeva fare altrettanto.
Fra loro due quindi intonarono una gara di ottave, su allegri argomenti d’occasione; e gli altri ascoltavano, facevano coro e applaudivano.

Fuori le campane suonarono, annunziando la messa.

Era tempo di cominciare a preparare la cena. La madre, aiutata da Felle, staccò le cosce ai due porchetti e le infilò in tre lunghi spiedi dei quali teneva il manico fermo a terra.

– La quarta la porterai in regalo ai nostri vicini – disse a Felle: – anch’essi hanno diritto di godersi la festa.
Tutto contento, Felle prese per la zampa la coscia bella e grassa e uscì nel cortile.
La notte era gelida ma calma, e d’un tratto pareva che il paese tutto si fosse destato, in quel chiarore fantastico di neve, perché, oltre al suono delle campane, si sentivano canti e grida.

Nella casetta del vicino, invece, adesso, tutti tacevano: anche le bambine ancora accovacciate intorno al focolare pareva si fossero addormentate aspettando però ancora, in sogno, un dono meraviglioso.
All’entrata di Felle si scossero, guardarono la coscia del porchetto che egli scuoteva di qua e di là come un incensiere, ma non parlarono: no, non era quello il regalo che aspettavano. Intanto Lia era scesa di corsa dalla cameretta di sopra: prese senza fare complimenti il dono, e alle domande di Felle rispose con impazienza:

– La mamma si sente male: ed il babbo è andato a comprare una bella cosa. Vattene.

Egli rientrò pensieroso a casa sua. Là non c’erano misteri né dolori: tutto era vita, movimento e gioia. Mai un Natale era stato così bello, neppure quando viveva ancora il padre: Felle però si sentiva in fondo un po’ triste, pensando alla festa strana della casa dei vicini.
Al terzo tocco della messa, il nonno del fidanzato batté il suo bastone sulla pietra del focolare.

– Oh, ragazzi, su, in fila.

E tutti si alzarono per andare alla messa. In casa rimase solo la madre, per badare agli spiedi che girava lentamente accanto al fuoco per far bene arrostire la carne del porchetto.

I figli, dunque, i fidanzati e il nonno, che pareva guidasse la compagnia, andavano in chiesa. La neve attutiva i loro passi: figure imbacuccate sbucavano da tutte le parti, con lanterne in mano, destando intorno ombre e chiarori fantastici. Si scambiavano saluti, si batteva alle porte chiuse, per chiamare tutti alla messa.
Felle camminava come in sogno; e non aveva freddo; anzi gli alberi bianchi, intorno alla chiesa, gli sembravano mandorli fioriti. Si sentiva insomma, sotto le sue vesti lanose, caldo e felice come un agnellino al sole di maggio: i suoi capelli, freschi di quell’aria di neve, gli sembravano fatti di erba. Pensava alle cose buone che avrebbe mangiato al ritorno dalla messa, nella sua casa riscaldata, e ricordando che Gesù invece doveva nascere in una fredda stalla, nudo e digiuno, gli veniva voglia di piangere, di coprirlo con le sue vesti, di portarselo a casa sua.

Dentro la chiesa continuava l’illusione della primavera: l’altare era tutto adorno di rami di corbezzolo coi frutti rossi, di mirto e di alloro: i ceri brillavano tra le fronde e l’ombra di queste si disegnavano sulle pareti come sui muri di un giardino.

In una cappella sorgeva il presepio, con una montagna fatta di sughero e rivestita di musco: i Re Magi scendevano cauti da un sentiero erto, e una cometa d’oro illuminava loro la via.
Tutto era bello, tutto era luce e gioia. I Re potenti scendevano dai loro troni per portare in dono il loro amore e le loro ricchezze al figlio dei poveri, a Gesù nato in una stalla; gli astri li guidavano; il sangue di Cristo, morto poi per la felicità degli uomini, pioveva sui cespugli e faceva sbocciare le rose; pioveva sugli alberi per far maturare i frutti.
Così la madre aveva insegnato a Felle e così era.

– Gloria, gloria – cantavano i preti sull’altare: e il popolo rispondeva:
– Gloria a Dio nel più alto dei cieli.
E pace in terra agli uomini di buona volontà.

Felle cantava anche lui, e sentiva che questa gioia che gli riempiva il cuore era il più bel dono che Gesù gli mandava.
All’uscita di chiesa sentì un po’ freddo, perché era stato sempre inginocchiato sul pavimento nudo: ma la sua gioia non diminuiva; anzi aumentava. Nel sentire l’odore d’arrosto che usciva dalle case, apriva le narici come un cagnolino affamato; e si mise a correre per arrivare in tempo per aiutare la mamma ad apparecchiare per la cena. Ma già tutto era pronto. La madre aveva steso una tovaglia di lino, per terra, su una stuoia di giunco, e altre stuoie attorno. E, secondo l’uso antico, aveva messo fuori, sotto la tettoia del cortile, un piatto di carne e un vaso di vino cotto dove galleggiavano fette di buccia d’arancio, perché l’anima del marito, se mai tornava in questo mondo, avesse da sfamarsi.

Felle andò a vedere: collocò il piatto ed il vaso più in alto, sopra un’asse della tettoia, perché i cani randagi non li toccassero; poi guardò ancora verso la casa dei vicini. Si vedeva sempre luce alla finestra, ma tutto era silenzio; il padre non doveva essere ancora tornato col suo regalo misterioso.
Felle rientrò in casa, e prese parte attiva alla cena.

In mezzo alla mensa sorgeva una piccola torre di focacce tonde e lucide che parevano d’avorio: ciascuno dei commensali ogni tanto si sporgeva in avanti e ne tirava una a sé: anche l’arrosto, tagliato a grosse fette, stava in certi larghi vassoi di legno e di creta: e ognuno si serviva da sé, a sua volontà.

Felle, seduto accanto alla madre, aveva tirato davanti a sé tutto un vassoio per conto suo, e mangiava senza badare più a nulla: attraverso lo scricchiolìo della cotenna abbrustolita del porchetto, i discorsi dei grandi gli parevano lontani, e non lo interessavano più.
Quando poi venne in tavola la torta gialla e calda come il sole, e intorno apparvero i dolci in forma di cuori, di uccelli, di frutta e di fiori, egli si sentì svenire: chiuse gli occhi e si piegò sulla spalla della madre. Ella credette che egli piangesse: invece rideva per il piacere.

Ma quando fu sazio e sentì bisogno di muoversi, ripensò ai suoi vicini di casa: che mai accadeva da loro? E il padre era tornato col dono?
Una curiosità invincibile lo spinse ad uscire ancora nel cortile, ad avvicinarsi e spiare. Del resto la porticina era socchiusa: dentro la cucina le bambine stavano ancora intorno al focolare ed il padre, arrivato tardi ma sempre in tempo, arrostiva allo spiedo la coscia del porchetto donato dai vicini di casa.

Ma il regalo comprato da lui, dal padre, dov’era?

– Vieni avanti, e va su a vedere – gli disse l’uomo, indovinando il pensiero di lui.

Felle entrò, salì la scaletta di legno, e nella cameretta su, vide la madre di Lia assopita nel letto di legno, e Lia inginocchiata davanti ad un canestro.
E dentro il canestro, fra pannolini caldi, stava un bambino appena nato, un bel bambino rosso, con due riccioli sulle tempie e gli occhi già aperti.

– È il nostro primo fratellino – mormorò Lia. – Mio padre l’ha comprato a mezzanotte precisa, mentre le campane suonavano il “Gloria”. Le sue ossa, quindi, non si disgiungeranno mai, ed egli le ritroverà intatte, il giorno del Giudizio Universale. Ecco il dono che Gesù ci ha fatto questa notte.

( Racconto di Natale di Grazia Deledda )

Famiglie  d’Italia

 

I figli di Babbo Natale ( I racconti di Natale di Famiglie d’Italia )

dicembre 20, 2011

Racconto di Italo Calvino ( ventesimo ed ultimo della serie Marcovaldo )

Non c’è epoca dell’anno più gentile e buona, per il mondo dell’industria e del commercio, che il Natale e le settimane precedenti. Sale dalle vie il tremulo suono delle zampogne; e le società anonime, fino a ieri freddamente intente a calcolare fatturato e dividendi, aprono il cuore agli affetti e al sorriso. L’unico pensiero dei Consigli d’amministrazione adesso è quello di dare gioia al prossimo, mandando doni accompagnati da messaggi d’augurio sia a ditte consorelle che a privati; ogni ditta si sente in dovere di comprare un grande stock di prodotti da una seconda ditta per fare i suoi regali alle altre ditte; le quali ditte a loro volta comprano da una ditta altri stock di regali per le altre; le finestre aziendali restano illuminate fino a tardi, specialmente quelle del magazzino, dove il personale continua le ore straordinarie a imballare pacchi e casse; al di là dei vetri appannati, sui marciapiedi ricoperti da una crosta di gelo s’inoltrano gli zampognari, discesi da buie misteriose montagne, sostano ai crocicchi del centro, un po’ abbagliati dalle troppe luci, dalle vetrine troppo adorne, e a capo chino dànno fiato ai loro strumenti; a quel suono tra gli uomini d’affari le grevi contese d’interessi si placano e lasciano il posto ad una nuova gara: a chi presenta nel modo più grazioso il dono più cospicuo e originale.

Alla Sbav quell’anno l’Ufficio Relazioni Pubbliche propose che alle persone di maggior riguardo le strenne fossero recapitate a domicilio da un uomo vestito da Babbo Natale.
L’idea suscitò l’approvazione unanime dei dirigenti. Fu comprata un’acconciatura da Babbo Natale completa: barba bianca, berretto e pastrano rossi bordati di pelliccia, stivaloni. Si cominciò a provare a quale dei fattorini andava meglio, ma uno era troppo basso di statura e la barba gli toccava per terra, uno era troppo robusto e non gli entrava il cappotto, un altro troppo giovane, un altro invece troppo vecchio e non valeva la pena di truccarlo.
Mentre il capo dell’Ufficio Personale faceva chiamare altri possibili Babbi Natali dai vari reparti, i dirigenti radunati cercavano di sviluppare l’idea: l’Ufficio Relazioni Umane voleva che anche il pacco-strenna alle maestranze fosse consegnato da Babbo Natale in una cerimonia collettiva; l’Ufficio Commerciale voleva fargli fare anche un giro dei negozi; l’Ufficio Pubblicità si preoccupava che facesse risaltare il nome della ditta, magari reggendo appesi a un filo quattro palloncini con le lettere S. B. A. V.
Tutti erano presi dall’atmosfera alacre e cordiale che si espandeva per la città festosa e produttiva; nulla è più bello che sentire scorrere intorno il flusso dei beni materiali e insieme del bene che ognuno vuole agli altri; e questo, questo soprattutto – come ci ricorda il suono, firulí firulí, delle zampogne -, è ciò che conta.
In magazzino, il bene – materiale e spirituale – passava per le mani di Marcovaldo in quanto merce da caricare e scaricare. E non solo caricando e scaricando egli prendeva parte alla festa generale, ma anche pensando che in fondo a quel labirinto di centinaia di migliaia di pacchi lo attendeva un pacco solo suo, preparatogli dall’Ufficio Relazioni Umane; e ancora di più facendo il conto di quanto gli spettava a fine mese tra ” tredicesima mensilità ” e ” ore straordinarie “. Con qui soldi, avrebbe potuto correre anche lui per i negozi, a comprare comprare comprare per regalare regalare regalare, come imponevano i più sinceri sentimenti suoi e gli interessi generali dell’industria e del commercio.

Il capo dell’Ufficio Personale entrò in magazzino con una barba finta in mano: – Ehi, tu! – disse a Marcovaldo. – Prova un po’ come stai con questa barba. Benissimo! Il Natale sei tu. Vieni di sopra, spicciati. Avrai un premio speciale se farai cinquanta consegne a domicilio al giorno.
Marcovaldo camuffato da Babbo Natale percorreva la città, sulla sella del motofurgoncino carico di pacchi involti in carta variopinta, legati con bei nastri e adorni di rametti di vischio e d’agrifoglio. La barba d’ovatta bianca gli faceva un po’ di pizzicorino ma serviva a proteggergli la gola dall’aria.

La prima corsa la fece a casa sua, perché non resisteva alla tentazione di fare una sorpresa ai suoi bambini. ” Dapprincipio, – pensava, non mi riconosceranno. Chissà come rideranno, dopo! “
I bambini stavano giocando per la scala. Si voltarono appena. – Ciao papà.
Marcovaldo ci rimase male. -Mah… Non vedete come sono vestito?
– E come vuoi essere vestito? – disse Pietruccio. – Da Babbo Natale, no?
– E m’avete riconosciuto subito?
– Ci vuol tanto! Abbiamo riconosciuto anche il signor Sigismondo che era truccato meglio di te!
– E il cognato della portinaia!
– E il padre dei gemelli che stanno di fronte!
– E lo zio di Ernestina quella con le trecce!
– Tutti vestiti da Babbo Natale? – chiese Marcovaldo, e la delusione nella sua voce non era soltanto per la mancata sorpresa familiare, ma perché sentiva in qualche modo colpito il prestigio aziendale.
– Certo, tal quale come te, uffa, – risposero i bambini, – da Babbo Natale, al solito, con la barba finta, – e voltandogli le spalle, si rimisero a badare ai loro giochi.
Era capitato che agli Uffici Relazioni Pubbliche di molte ditte era venuta contemporaneamente la stessa idea; e avevano reclutato una gran quantità di persone, per lo più disoccupati, pensionati, ambulanti, per vestirli col pastrano rosso e la barba di bambagia. I bambini dopo essersi divertiti le prime volte a riconoscere sotto quella mascheratura conoscenti e persone del quartiere, dopo un po’ ci avevano fatto l’abitudine e non ci badavano più.
Si sarebbe detto che il gioco cui erano intenti li appassionasse molto. S’erano radunati su un pianerottolo, seduti in cerchio. – Si può sapere cosa state complottando? – chiese Marcovaldo.
– Lasciaci in pace, papà, dobbiamo preparare i regali.
– Regali per chi?
– Per un bambino povero. Dobbiamo cercare un bambino povero e fargli dei regali.
– Ma chi ve l’ha detto?
– C’è nel libro di lettura.
Marcovaldo stava per dire: ” Siete voi i bambini poveri! “, ma durante quella settimana s’era talmente persuaso a considerarsi un abitante del Paese della Cuccagna, dove tutti compravano e se la godevano e si facevano regali, che non gli pareva buona educazione parlare di povertà, e preferì dichiarare: – Bambini poveri non ne esistono più!
S’alzò Michelino e chiese: – È per questo, papà, che non ci porti regali?
Marcovaldo si sentí stringere il cuore. – Ora devo guadagnare degli straordinari, – disse in fretta, – e poi ve li porto.
– Li guadagni come? – chiese Filippetto.
– Portando dei regali, – fece Marcovaldo.
– A noi?
– No, ad altri.
– Perché non a noi? Faresti prima..
Marcovaldo cercò di spiegare: – Perché io non sono mica il Babbo Natale delle Relazioni Umane: io sono il Babbo Natale delle Relazioni Pubbliche. Avete capito?
– No.
– Pazienza -. Ma siccome voleva in qualche modo farsi perdonare d’esser venuto a mani vuote, pensò di prendersi Michelino e portarselo dietro nel suo giro di consegne. – Se stai buono puoi venire a vedere tuo padre che porta i regali alla gente, – disse, inforcando la sella del motofurgoncino.
– Andiamo, forse troverò un bambino povero, – disse Michelino e saltò su, aggrappandosi alle spalle del padre.
Per le vie della città Marcovaldo non faceva che incontrare altri Babbi Natale rossi e bianchi, uguali identici a lui, che pilotavano camioncini o motofurgoncini o che aprivano le portiere dei negozi ai clienti carichi di pacchi o li aiutavano a portare le compere fino all’automobile. E tutti questi Babbi Natale avevano un’aria concentrata e indaffarata, come fossero addetti al servizio di manutenzione dell’enorme macchinario delle Feste. E Marcovaldo, tal quale come loro, correva da un indirizzo all’altro segnato sull’elenco, scendeva di sella, smistava i pacchi del furgoncino, ne prendeva uno, lo presentava a chi apriva la porta scandendo la frase:
– La Sbav augura Buon Natale e felice anno nuovo,- e prendeva la mancia.
Questa mancia poteva essere anche ragguardevole e Marcovaldo avrebbe potuto dirsi soddisfatto, ma qualcosa gli mancava. Ogni volta, prima di suonare a una porta, seguito da Michelino, pregustava la meraviglia di chi aprendo si sarebbe visto davanti Babbo Natale in persona; si aspettava feste, curiosità, gratitudine. E ogni volta era accolto come il postino che porta il giornale tutti i giorni.
Suonò alla porta di una casa lussuosa. Aperse una governante. – Uh, ancora un altro pacco, da chi viene?
– La Sbav augura…
– Be’, portate qua, – e precedette il Babbo Natale per un corridoio tutto arazzi, tappeti e vasi di maiolica. Michelino, con tanto d’occhi, andava dietro al padre.

La governante aperse una porta a vetri. Entrarono in una sala dal soffitto alto alto, tanto che ci stava dentro un grande abete. Era un albero di Natale illuminato da bolle di vetro di tutti i colori, e ai suoi rami erano appesi regali e dolci di tutte le fogge. Al soffitto erano pesanti lampadari di cristallo, e i rami più alti dell’abete s’impigliavano nei pendagli scintillanti. Sopra un gran tavolo erano disposte cristallerie, argenterie, scatole di canditi e cassette di bottiglie. I giocattoli, sparsi su di un grande tappeto, erano tanti come in un negozio di giocattoli, soprattutto complicati congegni elettronici e modelli di astronavi. Su quel tappeto, in un angolo sgombro, c’era un bambino, sdraiato bocconi, di circa nove anni, con un’aria imbronciata e annoiata. Sfogliava un libro illustrato, come se tutto quel che era li intorno non lo riguardasse.
– Gianfranco, su, Gianfranco, – disse la governante, – hai visto che è tornato Babbo Natale con un altro regalo?
– Trecentododici, – sospirò il bambino – senz’alzare gli occhi dal libro. – Metta lí.
– È il trecentododicesimo regalo che arriva, – disse la governante. – Gianfranco è cosí bravo, tiene il conto, non ne perde uno, la sua gran passione è contare.
In punta di piedi Marcovaldo e Michelino lasciarono la casa.
– Papà, quel bambino è un bambino povero? – chiese Michelino.
Marcovaldo era intento a riordinare il carico del furgoncino e non rispose subito. Ma dopo un momento, s’affrettò a protestare: – Povero? Che dici? Sai chi è suo padre? È il presidente dell’Unione Incremento Vendite Natalizie! Il commendator…
S’interruppe, perché non vedeva Michelino. Michelino, Michelino! Dove sei? Era sparito.
” Sta’ a vedere che ha visto passare un altro Babbo Natale, l’ha scambiato per me e gli è andato dietro… ” Marcovaldo continuò il suo giro, ma era un po’ in pensiero e non vedeva l’ora di tornare a casa.
A casa, ritrovò Michelino insieme ai suoi fratelli, buono buono.
– Di’ un po’, tu: dove t’eri cacciato?
– A casa, a prendere i regali… Si, i regali per quel bambino povero…
– Eh! Chi?
– Quello che se ne stava cosi triste.. – quello della villa con l’albero di Natale…
– A lui? Ma che regali potevi fargli, tu a lui?
– Oh, li avevamo preparati bene… tre regali, involti in carta argentata.
Intervennero i fratellini. Siamo andati tutti insieme a portarglieli! Avessi visto come era contento!
– Figuriamoci! – disse Marcovaldo. – Aveva proprio bisogno dei vostri regali, per essere contento!
– Sí, sí dei nostri… È corso subito a strappare la carta per vedere cos’erano…
– E cos’erano?

– Il primo era un martello: quel martello grosso, tondo, di legno…
– E lui?
– Saltava dalla gioia! L’ha afferrato e ha cominciato a usarlo!
– Come?
– Ha spaccato tutti i giocattoli! E tutta la cristalleria! Poi ha preso il secondo regalo…
– Cos’era?
– Un tirasassi. Dovevi vederlo, che contentezza… Ha fracassato tutte le bolle di vetro dell’albero di Natale. Poi è passato ai lampadari…
– Basta, basta, non voglio più sentire! E… il terzo regalo?
– Non avevamo più niente da regalare, cosi abbiamo involto nella carta argentata un pacchetto di fiammiferi da cucina. È stato il regalo che l’ha fatto più felice. Diceva: ” I fiammiferi non me li lasciano mai toccare! ” Ha cominciato ad accenderli, e…
-E…?
– …ha dato fuoco a tutto!

Marcovaldo aveva le mani nei capelli. – Sono rovinato!
L’indomani, presentandosi in ditta, sentiva addensarsi la tempesta. Si rivesti da Babbo Natale, in fretta in fretta, caricò sul furgoncino i pacchi da consegnare, già meravigliato che nessuno gli avesse ancora detto niente, quando vide venire verso di lui tre capiufficio, quello delle Relazioni Pubbliche, quello della Pubblicità e quello dell’Ufficio Commerciale.
– Alt! – gli dissero, – scaricare tutto; subito!
” Ci siamo! ” si disse Marcovaldo e già si vedeva licenziato.
– Presto! Bisogna sostituire i pacchi! – dissero i Capiufficio. – L’Unione Incremento Vendite Natalizie ha aperto una campagna per il lancio del Regalo Distruttivo!
– Cosi tutt’a un tratto… – commentò uno di loro. Avrebbero potuto pensarci prima…
– È stata una scoperta improvvisa del presidente, – spiegò un altro. – Pare che il suo bambino abbia ricevuto degli articoli-regalo modernissimi, credo giapponesi, e per la prima volta lo si è visto divertirsi…
– Quel che più conta, – aggiunse il terzo, – è che il Regalo Distruttivo serve a distruggere articoli d’ogni genere: quel che ci vuole per accelerare il ritmo dei consumi e ridare vivacità al mercato… Tutto in un tempo brevissimo e alla portata d’un bambino… Il presidente dell’Unione ha visto aprirsi un nuovo orizzonte, è ai sette cieli dell’entusiasmo…
– Ma questo bambino, – chiese Marcovaldo con un filo di voce, – ha distrutto veramente molta roba?
– Fare un calcolo, sia pur approssimativo, è difficile, dato che la casa è incendiata…

Marcovaldo tornò nella via illuminata come fosse notte, affollata di mamme e bambini e zii e nonni e pacchi e palloni e cavalli a dondolo e alberi di Natale e Babbi Natale e polli e tacchini e panettoni e bottiglie e zampognari e spazzacamini e venditrici di caldarroste che facevano saltare padellate di castagne sul tondo fornello nero ardente.
E la città sembrava più piccola, raccolta in un’ampolla luminosa, sepolta nel cuore buio d’un bosco, tra i tronchi centenari dei castagni e un infinito manto di neve. Da qualche parte del buio s’udiva l’ululo del lupo; i leprotti avevano una tana sepolta nella neve, nella calda terra rossa sotto uno strato di ricci di castagna.
Usci un leprotto, bianco, sulla neve, mosse le orecchie, corse sotto la luna, ma era bianco e non lo si vedeva, come se non ci fosse. Solo le zampette lasciavano un’impronta leggera sulla neve, come foglioline di trifoglio. Neanche il lupo si vedeva, perché era nero e stava nel buio nero del bosco. Solo se apriva la bocca, si vedevano i denti bianchi e aguzzi.
C’era una linea in cui finiva il bosco tutto nero e cominciava la neve tutta bianca. Il leprotto correva di qua ed il lupo di là.
Il lupo vedeva sulla neve le impronte del leprotto e le inseguiva, ma tenendosi sempre sul nero, per non essere visto. Nel punto in cui le impronte si fermavano doveva esserci il leprotto, e il lupo usci dal nero, spalancò la gola rossa e i denti aguzzi, e morse il vento.
Il leprotto era poco più in là, invisibile; si strofinò un orecchio con una zampa, e scappò saltando.
È qua? È là? no, è un po’ più in là?
Si vedeva solo la distesa di neve bianca come questa pagina.

(Racconto di Natale di Italo Calvino)

Famiglie  d’Italia

Il perché dell’albero di Natale e le sue origini…

dicembre 19, 2011

Il Natale è ormai prossimo e tutti i bambini sono in fermento e, con loro, anche noi genitori e nonni. Il Natale è la festa più amata perché spesso riesce ad infondere amore e propositi buoni anche nei cuori più duri ed è in grado di far dimenticare per un po’ i problemi e le ” storture ” di un mondo che non riesce a convivere in armonia con se stesso. Chiaramente, il termine mondo è usato per significare l’umanità e non la natura, perché essa, se non modificata, è l’esempio più lampante di armonia e amore allo stato puri. Questo è il periodo in cui nelle case si allestiscono Presepi ed Alberi di Natale, e proprio di quest’ultimo e dei suoi componenti oggi vi vogliamo raccontare.

alberaccioL’albero di natale
Molte leggende narrano che l’abete è uno degli alberi dal giardino dell’Eden.
Una narra che l’abete è l’albero della Vita le cui foglie si avvizzirono ad aghi quando Eva colse il frutto proibito e non fiorì più fino alla notte in cui nacque Gesù Bambino.

Un’altra leggenda narra che Adamo portò un ramoscello dell’albero del bene e del male con lui dall’Eden. Questo ramoscello più tardi divenne l’abete che fu usato per l’albero di Natale e per la Santa Croce.

” L’immagine dell’albero come simbolo del rinnovarsi della vita è un tradizionale tema pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale e, in seguito, assimilato anche dal Cristianesimo. L’abete, essendo conifera sempreverde, facilmente richiama il perpetuarsi della vita anche in inverno. La derivazione dell’uso moderno da queste tradizioni, tuttavia, non è stato provato con certezza anche se sembra che sia nata a Tallinn, in Estonia nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, Raekoja Plats, attorno al quale giovani scapoli uomini e donne ballavano insieme alla ricerca dell’anima gemella. Tradizione poi ripresa dalla Germania nel XVI secolo espandendosi in tutto il mondo in un enorme business commerciale, trasformando l’Albero di Natale in un potenziale status symbol. ( fonte Wikipedia) “

stella-fi-natale-2La stella di natale
In un piccolo villaggio messicano viveva una bambina di nome Altea, Giunse la notte di Natale e tutti andarono in chiesa con un piccolo dono per Gesù. Solo Altea rimase a casa perché non aveva nulla da donargli. All’improvviso apparve un angelo. «Perché sei così triste?» chiese alla bambina.

“Perché non ho nulla da portare a Gesù!” rispose Altea. Allora l’angelo le disse: “Tu hai una cosa molto importante da donare a Gesù: il tuo amore. Raccogli le frasche che crescono ai bordi della strada e portale in chiesa. Vedrai, il tuo dono sarà il più bello di tutti.”
Altea fece come le aveva detto l’angelo e depose un mazzo di frasche davanti all’altare. Mentre la bambina pregava le frasche si trasformarono in una pianta meravigliosa con foglie verdi e rosse: era nata la Stella di Natale.

palle-di-nataleLe palle di natale
A Betlemme c’era un artista di strada molto povero che non aveva nemmeno un dono per il Bambino Gesù così egli andò da Gesù e fece ciò che sapeva fare meglio, il giocoliere, e lo fece ridere.
Questo è il perché ogni anno sull’albero di Natale appendiamo le Palle colorate – per ricordarci delle risate di Gesù Bambino.

 

introduzione a cura di
 
Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Caro Adriano, ” facciamo finta che sia vero ” e… che tu abbia scherzato

dicembre 10, 2011

E’ uscito il nuovo album di Adriano Celentano e nelle radio imperversa ” Non so più cosa fare “…  “ mi fa schifo anche il mare e   un poquito anche te  ( ? )”… ( forse un poquito la fede in Dio o in Dio stesso … speriamo di no e che sia solo una mia interpretazione sbagliata causata dalla confusione, mia….anche mia ).

Nel bene e nel male Adriano Celentano ci accompagna da oltre mezzo secolo… ecco lui forse è il volto più rappresentativo dell’italiano vero… sveglio e intraprendente, che capisce e conosce i mali del mondo, ci sguazza dentro, cerca di evitarli…anzi ti avverte anche… ma quasi sempre non va oltre!… Evidenzio alcuni passaggi:  ” sento che sto precipitando in un acquario senza pesci “… ” e laggiù la pace ancora non c’è “… ed è colpa della ” Radio ” che racconta sempre le stesse cose ” ( ma non solo lei, Adriano )… ” e non so più cosa fare, non so più  cosa  sono “… però,  “ non fare il mutuo e non cercare di comprare quello che non puoi, i debiti uccidono ”  ( anche l’insoddisfazione uccide )… ” sento che stai precipitando in un acquario senza pesci ” … ” e il cuore è un serbatoio pieno di rabbia e di pietà ” … per cui… ” mi fa schifo anche il mare e d un poquito anche te ( ? ) “… e, con mie parole riassuntive, concludo con ” facciamo finta che sia vero che vi dica… ma è giusto essere governati… anche se siamo nel peggior stile di vita nelle mani di insensati governanti che si danno il turno mentre navighiamo senza più comando in preda alla tempesta… quando ero giovane sognavo….  ecc… com’era bella Milano negli anni ’60…  sognavo, etc… “

Eh no Adriano… belle parole, musica e arrangiamenti con monologhi suggestivi… ma non basta più!…Cambia il mondo “… e sta cambiando davvero. Io ti adoro come artista, sei stato un innovatore e mi hai ispirato ed accompagnato per quasi tutto il percorso della mia vita, nel senso che c’eri e nessuno poteva e può negarlo… da ” Rock around the clock ” al ” Il ragazzo della via Gluck ” a ” Un albero di 30 piani ” a ” Joan Lui “… forse il tuo figlio prediletto, ma il più ingrato, per arrivare………………. ( il tuo percorso è lunghissimo ) a ” Facciamo finta che sia vero “… Però qui, mi pare che, come in Joan Lui, forse tu sia andato oltre… cioè…oltre quello che vorresti veramente esprimere… non ho capito bene cosa  ” volasse su Milano negli anni ’60 “, sinceramente potrebbero essere Ufo o bombe atomiche, ripeto… non ho capito, ma so, forse anche se non centra nel contesto, che MILANO NON ERA BELLA NEGLI ANNI  ’60… il ’68 non è stato bello, perché è stato un sogno ed anche un fallimento… noi giovani siamo stati illusi… ci hanno permesso di dire belle parole e proporre grandi cambiamenti e poi, noi stessi, crescendo, abbiamo permesso che tutto ciò si perdesse nel vento… ed ora, alcuni di noi, figli di quel ” quanto era bella Milano, o l’Italia, o il mondo negli anni ’60 ” comandano, peggio dei predecessori combattuti, questa Milano, questa Italia, questo mondo… totalmente dimentichi di quanto predicato, diventati anche noi ” servi del potere e di quattro soldi “

Grazie Adriano, sei stato un grande e sincero predicatore, ma oggi non basta più predicare! L’uomo non ha più bisogno di prediche, ma di esempi e fatti reali. Tu dici, proprio in quest’ultimo tuo album, che non sei un qualunquista…e allora, devi dimostrarlo davvero… non basta più lanciare il sasso ed osservare, dire  che bisogna svegliarci e reagire… devi anche provare a sforzarti e a dirci come… perché non è ancora troppo tardi!  Con degli esempi!… quali?… beh, ti devi ingegnare…

… tu, noi… dobbiamo cominciare ad istruire le nuove generazioni e creare alternative ad un mondo che procede solo mosso da fili ben comandati da abili burattinai… occorre andare avanti, guardando indietro e recuperando il meglio. Rimandare, per esempio, il nuovo ragazzo della via Gluck in campagna, dove viveva Serafino, e, rispiegargli l’importanza della terra ed insegnargli a coltivarla, anche se nel frattempo è diventato un dottore… ma se non trova lavoro come dottore, vuol dire che non ha eccelso negli studi per cui ora, se non raccomandato, non emerge rispetto a chi si è impegnato di più ( è già dura per lui )… allora, la cultura e ciò che ha appreso, non gli faranno mai male e non saranno andate del tutto perse, perché gli faranno meglio comprendere e coltivare la terra, o essere un migliore lavoratore manuale… sì, manuale, perché anche quello serve e fa progredire… dobbiamo riproporre la scienza del lav0ro fisico e non solo di quello pensante, perché non è inferiore o cosa di cui ci si debba vergognare ( affermo ciò perché l’ho provato personalmente sulla mia persona dal giorno in cui 20 anni fa ho smesso di fare il cantante e di scrivere canzoni… ed ora posso permettermi di riprovarci, sentendomi completato e migliorato ). Bisogna smettere di illudere la gente che il mondo possa cambiare solo schiacciando un interruttore, spegnendo una luce per accenderne un’altra! Il nostro risveglio sta nel prendere prima di tutto in considerazione la forza e la volontà che è in ognuno di noi. Sforzarci di offrire alternative mettendo in piedi iniziative senza aspettare un movimento di filo che venga dall’alto... occorre essere consapevoli di poter diventare i burattinai di noi stessi!

Ecco Adriano, questo è quanto volevo dirti da questo blog che con serenità porto avanti da tempo. Sono ben consapevole di non essere ” il verbo ” ne di avere la certezza delle risposte in mano, ma sono anche conscio ed orgoglioso delle mie riflessioni quando affermo che di parole se ne sono dette e se ne dicono troppe, e quando immagino quel che tu potresti dire e dare ancora di più. Le parole e gli sfoghi senza spiragli di soluzioni  alternative positive “ ci  riempiono il cuore di rabbia e di pietà ” … mentre il nostro cuore deve essere rigonfio di amore, di speranza, di buona volontà e soprattutto di… fiducia in noi stessi e nel Creato che ci circonda.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Urluck Contenitore Arti-stico… scopriamolo insieme

dicembre 6, 2011

Nei giorni scorsi, dal 22 al 30 novembre, lo Spazio Concept di Milano ha ospitato una seconda versione aggiornata e riveduta di Contenitore Arti-stico, un progetto di Urluck, realizzato per la prima volta nel settembre 2009 presso la Sala Pergolesi (in passato biblioteca delle Ferrovie dello Stato e sede dei movimenti sindacalisti) della Stazione Centrale di Milano, progetto che ruota attorno al concetto dell’immisurabilità dell’arte. Famiglie d’Italia ha deciso di riprendere l’avvenimento da poco conclusosi offrendovi delle considerazioni informative  di Urluck Contenitore Arti-stico che ha avuto l’onore di ricevere scritte di proprio pugno direttamente da Maurizio Cipolla e Giovanni Maioli, gli ideatori di questo nuovo e innovativo movimento artistico. 

http://www.cronacamilano.it/milano-gratis/20052-mostra-urluck-milano-22-30-novembre-2011-spazio-concept-ingresso-gratuito-orari-info.html (informazioni sull’evento )

 http://www.tvnmediagroup.it/download/URLUCK-22_11_11.mov.zip ( interviste )

Considerazioni relative alla conclusione dell’evento Urluck ( by Maurizio Cipolla & Giovanni Maioli )

Il concepimento e l’evoluzione della nostra arte parte  dal luogo che ha ospitato gli Urluck per più di un anno, la sala Pergolesi della Stazione Centrale di Milano, ex biblioteca del DLF  che nella sua decadente immobilità  è stata capace di stuzzicare la nostra creatività artistica, la storia parla di uomini dai trascorsi diversi accumunati dal sogno di dare nuova energia alla loro esistenza pianificata dalla routine  e che perseguendo un obbiettivo comune sono stati capaci di creare un microcosmo artistico evolutivo, provocatorio e conturbante, estetico e riflessivo. La sala Pergolesi negli anni 70 è stata per lungo tempo teatro  di vita dei ferrovieri che in quegli anni vivevano, lavoravano, lottavano con il  sindacato in un panorama burrascoso ora invece ha dato vita ad una bella sfida intellettuale ed estetica,  si è concessa a noi ed è stata trasformata da luogo storico in un concept  artistico evolutivo unico nel suo genere,  un’opera d’arte  dal nome Contenitore Arti-stico. Questa avventura è testimoniata da un piccolo libricino e romanzo dal nome molto esplicativo  “Contenitore Arti-stico”, autoprodotto con immaginabili sacrifici economici,  questo racconto mette a nudo gli intrecci  caratteriali ed i tormenti creativi dei componenti  degli Urluck.

Quello che abbiamo cercato di realizzare  è una provocazione di fatto al mondo dell’arte stessa, il volumetto è volutamente stato scritto in maniera semplice e non in “artenese”  lingua aimè ai più amena, lo abbiamo scritto proprio per avvicinare le persone alla comprensione dei tormenti creativi degli artisti e per mettere in evidenza alcuni concetti dell’arte contemporanea.

Quello che abbiamo constatato in questi anni è un atteggiamento di distacco delle persone all’arte perché non la comprendono sino infondo e la giudicano soltanto con dei parametri estetici legati alla tradizione centenaria  e rinascimentale, quello che abbiamo cercato di fare è di farli appassionare agli artisti per poi avvicinarsi ai suoi linguaggi, in questo modo si  avrebbero degli strumenti adeguati di comprensione per  analizzare alcuni aspetti della contemporaneità con occhi artistici, siamo tutti d’accordo che l’arte di Michelangelo, Caravaggio o Rembrandt  è eccelsa e lo rimarrà in eterno ma l’arte di quel tempo parla in una lingua legata al suo momento storico e che l’ha concepita e per tutti  rimane puro piacere dell’occhio e dell’animo, in questo momento l’artista  chiede alla sua arte  di stimolare la comprensione del mondo che ci circonda e di metterlo in discussione, di smuovere le coscienze inaridite  e di cercare di dare alla gente dei mezzi  capaci di innescare  un analisi obbiettiva ed apolitica.  Questo compito in  molti casi non è esaustivo, i linguaggi utilizzati dagli artisti sono criptici e si rivolgono ai soli vicini di casa, l’arte spesso è un mondo che si alimenta di se stesso e da vita alla sterilità, all’autoerotismo di pochi eletti. 

Che cosa è il concept del Contenitore Arti-stico?

Il Concept che abbiamo concepito si muove sullo spunto della concezione filosofica  del  TAO, il  contenitore evolutivo per eccellenza, esso utilizza le cromie estreme del bianco e del nero capaci di contenere il tutto, ma a differenza del concetto di duttilità curvilinea del Tao stesso, utilizza la linearità e le geometrie dei  luoghi che lo ospitano, diviene preciso e lineare creando  un effimero equilibrio degli spazi, questo equilibrio  innesca  il paradosso dell’ordine astratto. Astrattismo lineare simile alle ricerche estetiche e di equilibrio di Mondrian, ma al posto di avere solo sfondi bianchi abbiamo utilizzato l’intersezione di campiture nere e bianche con linee nere e bianche, un gioco di cromie e spazi. Non paghi di questa ricerca ci siamo avventurati in una ulteriore provocazione legata alla situazione economica contemporanea.

 Abbiamo concepito ciò basandoci su delle sensazioni percepite dagli andamenti politici, economici e sociali che dal settembre 2001 hanno condizionato le sorti dell’evoluzione culturale del pianeta e che pian piano si stanno lentamente svelando nella loro essenza, il sistema si sta auto fagocitando nella sua ingordigia e mostra la sua subdola natura.  Il gioco che abbiamo innescato con il Contenitore Arti-stico mette in contatto la soggettività artistica con l’oggettività delle 8 unità di misura creative ed estetiche  che abbiamo inventato , questo contatto avviene con lo sviluppo delle nostre “Quadriografie”  (radiografie artistiche che immortalano gli arti di noi artisti  diventando unità di misura). Queste unità di misura giocano nello spazio della sala Pergolesi sezionando le campiture bianche e nere e come enormi “righelloni” che si incrociano tra di loro danno vita all’astrattismo numerico, equilibri di campiture  astratte ed astrattismo numerico, nel vedere il concept in evoluzione  si ha la sensazione dell’equilibrio e della semplicità ma in realtà è pura estetica astratta, numeri grandi e piccoli, bianchi e neri che si incrociano senza un senso logico ma eseguono il paradosso e nella metafora accomunando molti sistemi di controllo tra i quali,  quelli finanziari a quelli mediatici…

L’arte in questo caso diviene metafora di un sistema che utilizza il controllo dei numeri per subordinare alla propria mercé centinaia di anni di evoluzioni culturali ed illuministiche, l’evoluzione intellettuale dell’uomo succube del prodotto interno lordo…tutto ciò che le millenarie culture hanno sempre ripudiato.

Questi malesseri artistici hanno dato vita ad opere quadri e sculture  dal nome “Sizes” ,“ Assolo” ,”Spiragli”, “Ruler”, “O Ring”, ed  al nostro gigantesco “Medio eretto” opera scultorea in polistirene dipinto di bianco micalizzato o di nero laccato, che è estetico ed edonistico come il nostro sistema ed è un monito elegante esprimente il nostro dissenso. Esso si ricollega al fidanzamento ideologico (video You Tube.. LOGO 5/7) avvenuto il 14 febbraio scorso, giorno di S. Valentino e dell’amore universale  con quell’opera  L.O.V.E di Maurizio Cattelan, quel famoso dito che si erge difronte a Palazzo  Mezzanotte,  mai nome fu più azzeccato.

Che sensazioni avete avuto  dopo il vostro evento del 22.11.2011?

L’analisi del dopo evento di presentazione di questo modo di fare arte è in sostanza positivo, le persone si sono espresse favorevolmente nei nostri confronti, hanno trovato le opere ed il concept “Bello ed Interessante,” qualcuno ha azzardato “Geniale” soprattutto riferendosi ai nostri “Reperti Archeologici Contemporanei”, ma per noi Urluck è solo il primo step, altri tasselli si stanno aggiungendo a questa evoluzione contenitrice, se riusciremo ad avere un minimo di credibilità anche a livello istituzionale vorremmo coinvolgere qualche fondazione a collaborare con noi nella realizzazione di un’opera multimediale capace di coinvolgere il “popolo del Web” per la realizzazione fisica della stessa, un’opera modulabile capace di contenere ed essere contenuta, di  creare oppressione e libertà, di congiungersi e separarsi, un’opera capace di portarti in un dedalo e di liberarti da un’ossessione,  l’opera è già scritta e documentata  ma per ora rimane nel cassetto pronta a svelarsi appena vi saranno le condizioni favorevoli.

Cosa sia il Contenitore Arti-stico nel presente per l’arte non è ancora quantificabile per ora segue il suo percorso e si muove accumunando concetti  filosofici, estetici, paradossi, riflessioni sul presente, tormenti artistici, e voglia di condivisione con il prossimo.

 

Il “dito” di Maurizio Cattelan  in piazza Affari a Milano, in questa foto con un anello grazie ad una performance notturna fatta a San Valentino dal gruppo Urluck autori di un “contenitore artistico .

 

MANIFESTO DICHIARAZIONE URLUCK

Essere Urluck vuol dire amare l’arte che non lusinga, che non crea ammiccamenti estetici, che non si concede con facilità a sguardi superficiali.

A te o arte chiederemo di viaggiar con noi nelle sinapsi della comunicazione ed insieme senza fissa dimora stilistica,  trasformarci in lente di ingrandimento sociale.

Ti suggeriremo di essere ostica così come di divenire nervo dolente, ti imporremo di non dipendere da un unico medium espressivo e  ti supplicheremo di diffidare del cliché tecnico e stilistico, poiché noi crediamo nella nostra forza espressiva, nella vitalità e nella capacità di una comune evoluzione. 

La contaminazione a cui ci assoggetteremo insieme, vive nell’intersezione dei tuoi precedenti linguaggi filosofici, stilistici, estetici, e creeremo con te giochi lessicali, riflessioni contemporanee e provocazioni intellettive.

Noi con  te o arte non avremo remore a lesinar lo sforzo fisico, e da questa fisicità intellettuale nasceranno Opere, Scritti, Performance, in ogni forma espressiva perché smodatamente, visceralmente, ti amiamo e non possiamo confinarci nell’amor celebrale.

Fedeli a te ed al motto latino “mens sana in corpore sano” praticheremo, nella nostra incessante ricerca evolutiva il “brain bulding”.

Forse, o Arte, esigi più di codesta supplica, ma essa rappresenta un sentimento potente ed un intento assoluto, tutto ciò che ora possiamo corrisponderti è una dichiarazione  sincera e della sincerità vorremmo che anche tu ci corrispondessi.

Urluck. 

Maurizio Cipolla & Giovanni Maioli

( videi informativi per prepararsi all’impatto con gli Urluck )

http://www.youtube.com/watch?v=AUjJ19Gz1d0

http://www.youtube.com/watch?v=QTh2Ref2V20
 
http://www.youtube.com/watch?v=RNaBuFq6lUM&feature=related
 
http://www.youtube.com/watch?v=nfOHPiI1Y_U&feature=related
 
http://www.youtube.com/watch?v=J5ebukjx6c8&feature=related
 
( La serie completa dei video Urluck )

http://www.youtube.com/watch?v=1s583hteU-U

http://www.youtube.com/watch?v=m3vb_RIoqNE

http://www.youtube.com/watch?v=AUjJ19Gz1d0&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=N-ts3O8AC8c&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=GQehaMVH92I&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=8QhKD0DcpBM&feature=related

http://www.youtube.com/user/contenitoreartistic1?feature=watch#p/u/5/RNaBuFq6lUM

http://www.youtube.com/user/contenitoreartistic1?feature=watch#p/u/6/QTh2Ref2V20

http://www.youtube.com/user/contenitoreartistic1?feature=watch#p/u/7/J5ebukjx6c8

http://www.youtube.com/user/contenitoreartistic1?feature=watch#p/u/8/nfOHPiI1Y_U

 

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Monti: tirare la cinghia ed abbassare i costi della politica per non fallire… ma se si ricercano equità e giustizia i colpevoli vanno puniti e colpiti nelle tasche!

dicembre 5, 2011

Ieri Mario Monti nel suo discorso alla Nazione ha illustrato i vari provvedimenti presi per far fronte alla crisi ed evitare all’Italia ed all’Europa di fallire. Nel suo riassunto ha evidenziato un punto che poche testate stamattina riportano: la causa della voragine del debito pubblico non è da attribuirsi agli italiani bensì ai politici che li hanno governati. E allora?… Ognuno si assuma le proprie responsabilità! In qualsiasi attività lavorativa chi sbaglia viene licenziato. Allora tutti coloro che hanno sbagliato governando male, e i loro nomi sono scritti nella storia, a questo punto devono essere immediatamente ” licenziati ” dal fare politica e pagare di tasca propria per restituire credibilità alla politica stessa. Altro che taglio dei costi della politica! Chi ha mal governato anteponendo i propri interessi ideologici o personali a quelli dei cittadini oltre a sparire definitivamente dal mondo politico, in modo di evitare che causi danni ulteriori, deve essere privato immediatamente di ogni forma di retribuzione e restituire quanto indebitamente accumulato nel tempo. Altro che pensioni d’oro, neanche un centesimo! Si è sempre detto che i virtuosi vanno premiati ed i colpevoli puniti: quale migliore occasione per essere coerenti! Si allunga l’età per il raggiungimento della pensione ( con nell’annuncio il contorno delle lacrime, probabilmente sincere, del ministro del Welfare Elsa Fornero ), si tassa ancor di più tutto ciò  che già alla fonte è stato più che abbondantemente tassato, si aumentano ulteriormente le accise della benzina, le percentuali dell’IVA, si reintroduce l’ICI, si colpisce la Sanità e chi più ne ha ne metta… e ci si limita solo ad annunciare di tagliare i costi della politica, eh no, non basta proprio!

Monti ha ufficialmente attribuito la colpa dei nostri sacrifici ad una classe politica che nel corso degli anni con un operato maldestro e clientelare ha fatto sì che il nostro debito sprofondasse in una voragine incolmabile: quanto affermato è gravissimo! Se ciò, e non ci sono dubbi in proposito, corrisponde alla verità, come ci si può passare sopra senza costringere a pagare duramente chi del male comune è stato causa principale?…

Carissimo Presidente del Consiglio Mario Monti, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le ha affidato in mano, con il consenso del Parlamento che le ha accordato la fiducia, le sorti del popolo italiano… ed allora si comporti all’altezza del gravoso compito che lei ha accettato con grande responsabilità e faccia seguire alle sue affermazioni delle risposte dure e credibili: costringa chi ha sbagliato ed abusato a fare ammenda ed a restituire il ” maltolto ” nella stessa misura come un falso invalido viene giustamente costretto a restituire quanto ingiustamente recepito. Così agendo lei acquisterà pienamente la fiducia del popolo che con convinzione si sottoporrà, come sempre ha dimostrato in passato di poter fare e sopportare, più serenamente a duri sacrifici pur di salvare la nostra amata Italia. In caso contrario, le sue, come tante altre, e lo dico con il rispetto dovuto alle istituzioni, rimarranno solo chiacchiere da salotto, come lacrime di coccodrillo quelle del suo ministro Fornero!

 

Umberto Napolitano

 
Famiglie  d’Italia

 

Ieri “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”… oggi dedichiamo loro questo weekend

novembre 26, 2011

Questa giornata è stata voluta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare su una triste piaga sociale che, secondo stime Onu, nel mondo vede una donna su cinque  vittima di violenza o di un tentativo di violenza almeno una volta nella sua vita. Al di là delle cifre, è chiaro che ogni donna che subisce violenza non ne è mai responsabile… eppure ci sono molti Paesi dove questa è ancora un’onta che a volte viene per giunta punita con la vita. Ma ci sono anche Paesi, e il nostro non può esimersene, dove la mentalità porta a far sì che la donna si senta addirittura colpevole di quanto accaduto e spesso si isoli o venga costretta ad isolarsi. Questa purtroppo è una amara considerazione che evidenzia quanto ancora sia lontana la piena uguaglianza dei sessi.

Per rimediare in qualche modo, propongo a tutti gli amici di Famiglie d’Italia di dedicare alle proprie donne questi due giorni di weekend, comportandosi meno egoisticamente, cercando di pretendere un po’ di meno e di coccolarle un po’ di più, regalando loro un fiore, un po’ più di dolcezza e… tanto amore.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Buon weekend a tutti dalla neonata Associazione Famiglie d’Italia Onlus

novembre 19, 2011

Carissimi amici, quando nacque tre anni fa il progetto, quattro amici si ritrovarono davanti ad un commercialista per dar vita ad una Associazione privata dal nome Famiglie d’Italia. Le idee e la voglia di contribuire positivamente al miglioramento dello status familiare erano tante e molte di esse sono state messe nel frattempo in atto, altre saranno ora facilitate dalla crescita dell’Associazione e dalla sua trasformazione in Onlus mediante atto pubblico. Nell’ultimo post ho pubblicato uno stralcio dello Statuto evidenziandone lo scopo sociale, in quello di oggi pubblico un altro passaggio dove riassume i motivi per cui l’Associazione è nata, ovvero:

” Essa intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale nell’osservanza di quanto indicato all’articolo 10, comma 2 del D.lgs. n°460/1997.

Scopo dell’Associazione è lo svolgimento di attività nel settore di promozione della assistenza sociale e promozione della cultura.

A tal fine, l’Associazione si propone di promuovere e divulgare, facendo leva sull’opinione pubblica e sulla coscienza morale e civile di ogni singolo soggetto, l’armonia della famiglia sulla base di cinque punti essenziali:

–          unione nell’italianità, ma integrazione nel resto del mondo;

–          riconoscenza dell’appartenenza alla cultura cristiana, ma rispetto del pensiero e della religiosità altrui;

–          apertura al confronto ed all’aggregazione multietnica costruttiva;

–          disponibilità alla prestazione di servizi di utilità reciproca e di mutuo soccorso,  favorendo se del caso la visibilità di altri enti che abbiano nello scopo sociale finalità  contraddistinte dall’identico spirito costruttivo;

–          presenza, critica e trasversale nella partecipazione alle attività e alle politiche dello Stato, per il miglioramento della vita sociale, di cui l’Associazione si riconosce parte integrante al di là delle singole appartenenze politiche, anche mediante la partecipazione a centri di dialogo su temi di vitale importanza, quali la cultura, l’informazione, l’ambiente, la difesa ed i rapporti internazionali. “

Ringraziandovi per l’attenzione che da anni offrite a questo blog, vi auguro un buon weekend, il primo apparentemente sereno dopo tanto tempo e augurandoci che non sia l’ultimo, senza quella continua, assidua e isterica violenza psicologica da parte di quattro politici inadeguati ai tempi, che hanno avuto il bisogno di un soccorso tecnico esterno da parte di una fetta di  “ cittadini colti “, per poter attuare quelle correzioni dolorose che nessuno di loro aveva il coraggio di porre in essere in modo bipartisan per paura di perdere elettorato. Forse quest’ultimo non lo perderanno, ma la faccia e la credibilità… quella l’hanno persa ormai da lungo tempo. Speriamo, visto che nessuno Stato può prescindere dalla Politica, che le nuove leve in materia migliorino evitando gli sbagli dei propri predecessori.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Famiglie d’Italia diventa Associazione Onlus

novembre 17, 2011

Ieri pomeriggio alle ore 16 a Milano, presso lo studio notarile Rescio, Famiglie d’Italia si è costituita per atto pubblico come Associazione Onlus. Ricordandovi quanto preannunciato nel post   dell’11 gennaio 2011, il progetto accelera e si appresta a passare dalla fase filosofica a quella attiva del proporre e dell’agire. Ringraziando di cuore tutti gli amici che hanno partecipato alla costituzione e che saranno anima e corpo dell’ Associazione, pubblico uno stralcio dello Statuto ieri approvato e relativo allo scopo sociale:

” Per il raggiungimento dei suoi fini l’Associazione intende promuovere varie attività, in particolare:

–          facilitare lo scambio di informazione tra i soci, realizzare aggregazione tra i soci stessi con lo sviluppo di servizi di utilità reciproca e consulenza gratuita o convenzionata in Italia;

–          proporre la realizzazione di strutture, provvedimenti e politiche che facilitino ed incentivino l’apertura di nuovi luoghi o punti di ritrovo per le famiglie italiane

–          organizzare convegni, eventi, mostre, corsi, attività di formazione, attività culturali nelle scuole, progetti educativi scolastici ed extra–scolastici, produrre audiovisivi e multimediali o quanto altro sia utile per favorire l’approfondimento o divulgare la conoscenza ad un più vasto pubblico di tutti gli argomenti relativi alle finalità dell’Associazione;

–          favorire i propri soci e quelli delle Associazioni collegate nello scambio e acquisto di materiali e beni di consumo, promozionando e facilitando anche metodi alternativi, quali il baratto in forma tradizionale o moderna in modo che possa offrire ulteriori opportunità di compiere operazioni, anche commerciali, dando la possibilità agli associati di migliorare il proprio status economico in maniera etica e costruttiva;

–          rapportarsi ed aprire un filo diretto e trasversale con lo Stato e i suoi rappresentanti politici per suggerire le necessità fisiche, psichiche e morali più urgenti, affermando e confermando che la famiglia non è soltanto un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei e legali, ma anche un insieme di anime e di cuori, di energie pensanti ed agenti, di amore e di spiritualità che sono il motore della Nazione Italia ed in proiezione del Continente Europa e del Mondo intero;

–          promuovere e pubblicare la rivista “ Famiglie d’Italia “ e altre pubblicazioni periodiche e non, utili e necessarie al fine di divulgare in maniera massiva il pensiero e l’attività dell’Associazione;

–          promuovere, con la stessa motivazione sopra espressa, il portale internet http://www.famiglieditalia.it, il forum, il blog e ogni altro strumento multimediale collegato presente e futuro e ad esso collegare quanto  di interessante e formativo venga ritenuto in “ linea “ con gli stessi principi del presente Statuto;

–          Promuovere altre attività connesse o diverse che rispettino gli scopi associativi, per cui l’Associazione può anche gestire attività di carattere sociale, culturale, ed economico coerenti con gli obiettivi associativi, anche in collaborazione con altre Associazioni, Enti nazionali e esteri, gruppi di lavoro, Istituti ed Università che svolgano attività analoghe o accessorie all’attività sociale. “

E’ con orgoglio e gioia che vi ho annunciato quanto sopra, confermandovi che è solo un evento di ulteriore  ” partenza ” che mi sprona ad intensificare d’ora in avanti mpegno e dedizione per il raggiungimento e l’ampiamento dei fini prefissati.

Il Presidente

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Oggi è il giorno di Mario Monti, ma anche l’occasione per una nuova Italia in un mondo sempre in guerra,e allora… facciamo la guerra, ma con amore!

novembre 16, 2011

Fra qualche ora dovremmo saperne di più e dovrebbe iniziare l’era Monti… ma più che ” era Monti ” preferirei appellarla con un’altro nome: l’era del grande rinnovamento politico.

Quale occasione migliore per dare un taglio al passato e, con tutti gli onori, mandare in meritata pensione una serie di grandi nomi della politica che ci hanno accompagnati nel bene e nel male, più in quest’ultimo purtroppo, per varie generazioni?… Il mondo è cambiato, o meglio, il mondo cambia e si rinnova a velocità siderali e per stargli dietro e non farsi sopraffare e distanziare, è giunto il momento di lasciare da parte un bel po’ di ideologie trascorse ed affidarsi con meno diffidenza alle nuove regole, quelle dettate ormai soprattutto dalla logica e dal buon senso. Qualcuno dice: la finanza ci ha portati alla miseria ed ora pretende di imporci i rimedi obbligando gli Stati a determinate scelte senza alternative!… Ebbene, un governo tecnico io non lo vedo come un governo imposto ( infatti come potete constatare anche in queste ore non è che le contrattazionin delle borse ci premino, anzi… ), bensì come un governo del popolo colto, preparato tecnicamente perché i suoi componenti hanno studiato, il qual crea in modo naturale e meno indolore, quel compromesso storico necessario per creare un mix opportuno per prendere decisioni inderogabili per ritornare sui binari e riprendere una corsa adeguata verso un futuro ancora disegnabile in modo accettabile.

La globalizzazione è figlia dei tempi che hanno preceduto questo momento di rottura: l’abbiamo pretesa ed incoraggiata ed ora è parte di noi, noi come umanità globale e non più come elite predestinata. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, dobbiamo adattarci a esigenze diverse ed allargate, conviverci e…sopravvivere.  Non può più esistere un tipo di politica che cerchi di favorire il proprio elettorato a discapito dell’altro, perché non esiste più il prototipo di un elettorato perennemente schierato. Le nuove generazioni hanno altre esigenze, il tempo dei figli dei fiori è finito, il grande sogno è finito!… Fate l’amore e non fate la guerra va in pensione, perché la guerra fa parte del mondo da quando questo esiste, e non è solamente guerra di cannoni e bombe atomiche, ma è guerra di vita dal primo vagito quando ti impegni al massimo per respirare. E’ guerra di sopravvivenza fisica, intellettuale e spirituale! Da quando vai a scuola e combatti con la tua poca voglia di apprendere se rapportata a quella più allettante di giocare, a quando ti innamori e combatti tra il tuo desiderio di libertà e la naturale esigenza di crearti una famiglia; è guerra in ogni tua giornata lavorativa per cercare di adempiere al tuo dovere, portare a casa un compenso e nel contempo migliorare le prospettive future; è guerra nel confronto con i propri figli nel cercare di mediare la propria volontà con lo spirito di ribellione di chi cresce e vuole farlo a modo proprio; è guerra quando si invecchia combattendo e convivendo con i malanni che ti affliggono e rendono impotente… è guerra sempre, in ogni istante della nostra vita. Secondo me insieme alla vecchia politica, devono andare in pensione anche i vecchi proclami… se io potessi, cambierei il vecchio slogan con: fate la guerra, ma con amore!

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

11/11/11, ascensione planetaria o inizio della fine?… Semplicemente la ” Giornata per la Ricerca sul Cancro

novembre 11, 2011

Oggi è una data speciale, una di quelle date che si verificano una  sola volta ogni 1000 anni. Ma ancor di più lo è stata per  esempio l’11/11 del 1111 alle ore 11 e 11 secondi  con una sequenza di ” 1 ” che non potrà mai più verificarsi. In quella data i catastrofisti evocarono di tutto, ma in realtà non accadde nulla. L ’11/11/11 è un numero palindromo, ovvero che al contrario si legge nello stesso modo, e che la Cabala e gli antichi la classificano come una data ” fatidica ”  dalla quale ci si può aspettare di tutto, specialmente a prestare orecchio ai vari  numerologi, occultisti e sensitivi, divisi tra chi afferma che tale data magica potrebbe rivoluzionare in meglio la vita di molti apportando fortuna e prosperità e chi, al contrario, è convinto che potrebbe rappresentare ” l’inizio della fine “. Io preferisco rimanere sul positivo e ricordare che il valore esoterico del numero 11 è confermato dalla predizione dei Maya secondo i quali stiamo entrando in una  ” fase evolutiva superiore nella coscienza globale “. L’undicesima parola dell’articolo 11 della Costituzione italiana è libertà. C’è chi legge in questo la crisi del Popolo delle Libertà, chi la liberazione da un incubo, ma io preferisco pensare che sia l’inizio di una nuova era dove il concetto di ” libertà ” prenda finalmente e definitivamente il sopravvento su qualsiasi forma di sopruso e vessazione… Una coincidenza strana e legata al numero 11 è rappresentata dal fatto che la lettera Ue all’Italia, in cui si chiedono misure aggiuntive alle manovre varate da Giulio Tremonti, ed è divisa in 11 capitoli, esigendo inoltre una risposta entro l’11 novembre, ovvero oggi. A quanto si racconta Nostradamus aveva previsto una simile coincidenza e per questo si era scelto un nome d’arte composto da 11 lettere… Altra coincidenza relativa all’11 la si rileva nell’undicesimo endecasillabo dell’undicesimo canto dell’Inferno di Dante che contiene una vera profezia:  “sì che s’ausi un poco in prima il senso” , ovvero che ci si riprenda tutti dal cattivo uso che è stato fatto della ragione, che potrebbe valere ad hoc proprio per i nostri politici… Insomma, un’infinità di avvenimenti tra il positivo e il negativo possono essere abbinati a questa magica cifra e diverse sono state le ricorrenze nel passato che hanno visto protagonista il numero 11. L’armistizio della Prima Guerra Mondiale fu firmato all’11cesima ora, dell’11esimo giorno dell’11esimo mese del 1918. Le Torri Gemelle, che somigliavano ad un 11, furono colpite il giorno 11 e il primo aereo che colpì il World Trade Center fu proprio il volo 11. Fu poi l’Apollo 11 a portare i primi uomini sulla Luna. Il recente terremoto del Giappone si è verificato il anch’esso il giorno 11. E, volendo esagerare, si potrebbero elencare una serie di altri avvenimenti che si sono verificati nella data dell’11. Casualità o magia? Certamente un po’ di mistero aleggia intorno a questo numero e, per fortuna, sono di più quelli  che attendono questa data con grande positività, come in Cina e in altri paesi dell’oriente dove moltissime coppie convoleranno a nozze, convinte che questa magia durerà per sempre.

 

Per concludere, per molti l’11/11/2011 sarà un punto di svolta fondamentale per l’intero genere umano, in quanto proprio per oggi sarebbe prevista una sorta di ascensione cosmica. La frequenza vibrazionale del nostro pianeta dovrebbe subire profondi mutamenti, portandoci di conseguenza ad innalzare i nostri sentimenti positivi nei confronti della vita e di tutto ciò che ci circonda. Per quelli che invece si riconoscono nel pensiero disfattista e catastrofico, l’11/11/2011 rappresenta l’inizio della fine dei tempi, il preludio che ci apre la strada verso l’ormai noto e temuto appuntamento del 21/12/2012.

Io, al contrario, preferisco tralasciare qualsiasi tipo di previsione ed attenermi ai fatti odierni. Per me oggi è una data importante perché è  la Giornata per la Ricerca sul Cancro, e, ricordandovi che con ” Un gol per la ricerca” la Nazionale di Calcio sarà stasera in campo in amichevole contro la Polonia a Wroclaw con la maglia dell’Airc per sostenere la ricerca sul cancro, vi invito a leggere sull’argomento un post molto interessante pubblicato dal blog Donna Moderna

 

Giornata per la Ricerca sul Cancro

L’11 novembre la Ricerca sul Cancro incontra le Scuole e alle Università per raccontare ai giovani i progessi della ricerca scientifica, e per rispondere alle loro domande. Margherita Granbassi è testimonial della XIV edizione della Giornata sul Cancro

L’11-11-11 è dedicato ad un appuntamento speciale: la Giornata per la Ricerca sul Cancro,
Il concetto chiave della Giornata è la velocità del viaggio scelto come metafora per esprimere un percorso che va dal cuore della cellula, il DNA, fino al letto del malato. L’accelerazione che ha vissuto negli ultimi dieci anni il progresso della ricerca, e di quella oncologica in particolare, ha infatti accorciato le distanze tra gli studi effettuati in laboratorio e il loro impatto sulla diagnosi e la cura della malattia.
Tutto ciò è avvenuto in particolare grazie al sequenziamento del genoma e alle grandi innovazioni tecnologiche che hanno reso questa procedura sempre più facile e rapida: basta pensare che, solo negli anni ’90, occorrevano mesi per leggere la sequenza di un solo gene e ora invece, in pochi giorni, si può decodificare un intero genoma, composto da migliaia di geni.

Vi è stata una straordinaria diversificazione di scoperte, molto rilevanti nella diagnosi e nella cura dei tumori.

I progressi di questi ultimi 10 anni hanno dimostrato che la ricerca di base in ambito oncologico è indispensabile all’avanzamento delle cure. Altrettanto indispensabile appare la collaborazione tra competenze diverse non solo tra ricercatori di base e clinici ma anche con l’apporto di fisici, ingegneri, biotecnologi che permettono ai primi di sfruttare al meglio le risorse tecnologiche più avanzate.
I temi al centro di questa edizione della Giornata per la Ricerca sul Cancro parlano quindi di progressi concreti, di cui spesso sono protagonisti sulla scena internazionale ricercatori italiani sostenuti da AIRC: un volto positivo del nostro Paese, che deve essere un incoraggiamento per tutti.
La campionessa di scherma Margherita Granbassi ( nella foto in alto a sinistra ) è la testimonial della XIV edizione della Giornata organizzata dall’AIRC.
Da bambina in piazza con mia mamma distribuivo l’Azalea della Ricerca” – ricorda Margherita – “Il legame con AIRC è molto vivo ancora oggi che lo sport mi porta in giro per il mondo.  Ecco perché ho scelto di mettere la mia popolarità al servizio di AIRC per sostenere il lavoro di migliaia di giovani ricercatori italiani, ogni giorno impegnati per rendere il cancro sempre più curabile.”
La novità della XIV edizione della Giornata per la Ricerca sul Cancro è costituita dai progetti rivolti agli studenti della Scuola Secondaria Superiore e dell’Università:
“AIRC entra nelle scuole”, una nuova iniziativa interamente dedicata ai ragazzi del triennio della scuola secondaria di secondo grado, con l’obiettivo di portare direttamente a scuola l’attualità della ricerca sul cancro e di favorire una didattica che preveda il coinvolgimento attivo degli studenti.
In occasione della Giornata, giovedì 10 e venerdì 11 novembre saranno proprio i ricercatori a lanciare il progetto: infatti, 60 di loro lasceranno i laboratori per una mattinata ed entreranno in 60 scuole. Accompagnati da altrettanti volontari, incontreranno gli studenti per raccontare loro la propria esperienza professionale e di vita. Niente lezioni, ma un dibattito reale per rispondere alle curiosità dei ragazzi, per i quali il cancro rappresenta una delle maggiori fonti di preoccupazione per il futuro.
Per rendere il cancro sempre più curabile serve l’aiuto di tutti: la scuola è un luogo privilegiato dove costruire questa consapevolezza, con l’apporto fondamentale dei ragazzi e della loro grande energia.
“Incontri nelle Università”: realizzati grazie all’attiva collaborazione  dei Rettori e dei Presidi di Facoltà, giovedì 10 e venerdì 11 novembre, a Milano al Politecnico, a Roma alla Sapienza e a Napoli alla Federico II.  
Gli studenti delle facoltà scientifiche – non solo di medicina, ma anche di biotecnologie, di ingegneria e di fisica – avranno modo di incontrare l’eccellenza della ricerca oncologica italiana e internazionale. Aprire gli Incontri a studenti di discipline diverse, significa parlare ai futuri ingegneri, fisici e informatici, il cui ruolo per la lotta contro il cancro è già cruciale e lo sarà ancora di più nei prossimi anni.
La Rai si allineerà al tema della Giornata e aprirà le sue trasmissioni radiotelevisive per far parlare i protagonisti della ricerca, non mancheranno le testimonianze di chi ha combattuto la malattia. Il pubblico sarà chiamato a partecipare con una donazione per sostenere il percorso formativo dei nostri migliori giovani ricercatori. Madrina della campagna Antonella Clerici, da molti anni vicina ad AIRC in tutte le sue iniziative.

Donna Moderna

Bene, a questo punto non mi resta che salutarvi ed auguravi un buon 11/11/11 ricco di buoni propositi ed ottime nuove.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
 

 

11 settembre… ieri, oggi, domani

settembre 11, 2011

E’ un post datato 11 settembre 2011, ora gli anni volati sono chiaramente 12.

Sono passati 10 anni, anzi… sono volati 10 anni. E come se da quel giorno il corso della vita abbia assunto un’accelerazione improvvisa, veemente… un’accelerazione che ha portato ad un susseguirsi di cambiamenti inimmaginabili prima e paragonabili solo a quelli innestatisi 11 anni prima con la caduta del muro di Berlino, avvenuto sì il 9 novembre 1989, a causa della sua inutilità, dopo lo smantellamento della cortina di ferro da parte dell’Ungheria (23 agosto 1989) , ma cominciato con il successivo esodo (attraverso il paese danubiano) dei tedeschi dall’Est proprio a partire dall’11 settembre dello stesso anno. Quindi, un numero ed una data che si ripetono con scadenze precise, come parte di un disegno superiore ed inarrestabile. E l’anno prossimo scadranno  anche gli 11 anni ciclici dei grandi cambiamenti ( 1989, 2001,2012 ) che coincideranno proprio con la fatidica data del 21 dicembre  della profezia Maya di cui tanto si parla…  e se, per voler provare ad addentrarci ulteriormente nel complicato gioco dei numeri, proviamo a sommare il 21 al 12 ( cifra corrispondente al mese di dicembre ) otteniamo il totale di 33, che diviso per i 3 cicli  considerati… porta al solito  e persecutorio risultato di 11…. Ebbene, io  non voglio allinearmi all’allarmismo terroristico che imperversa ormai da tempo, e ammetto onestamente che questo ultimo calcolo l’ho un po’ tirato per i capelli, ma ciò non toglie che non possa esimermi da una considerazione molto realistica: il mondo sta precipitando in un vortice autodistruttivo dove valori e buon senso hanno lasciato il posto a speculazioni egoistiche  e cabale insulse figlie di superstizioni pagane. Tutte le ultime guerre sono la conseguenza logica di speculazioni internazionali ancor più accentuate ed evidenti rispetto a quelle del millennio precedente, perché il tavolo dei pretendenti alla spartizione delle risorse si è allargato in modo esponenziale a causa di una globalizzazione che ne ha accentuato esigenze e carenze. Ciò ha portato ad un diminuire costante di ogni fede e speranza rivestendo di paure e di dubbi la corsa sfrenata ad un materialismo esasperato… Siamo tutti diventati  spettatori inermi di eventi al cui tragico epilogo sembriamo quasi rassegnati, e questo è il pericolo più incombente… la rassegnazione. No!,No!!! Io trovo che questo sia l’atteggiamento più stupido che ognuno di noi possa accettare. Se i destini del mondo sono in mano a pochi è perché la maggior parte di noi si ostina a conoscere e ad interessarsi solo di tutto ciò che accade entro i confini del proprio orticello. Questa è pigrizia deleteria ed autodistruttiva! Come accennato all’inizio gli ultimi avvenimenti hanno portato il mondo ad un’accelerazione repentina di ogni evento per cui continuare ad ignorare è come rinunciare a lottare per sopravvivere ed aspettare inerti lo tsunami che travolgerà inesorabilmente gli sprovveduti. Bisogna informarsi e lottare, cercare alleanze  con chi persegue i nostri stessi intenti e necessità, affinché noi piccoli possiamo crescere e diventare grandi unendoci nell’alleanza delle conoscenze condivise: ciò magari non contribuirà immediatamente a portare a cambiamenti positivi di rotta, ma contribuirà certamente a creare i presupposti per nuove generazioni più preparete e responsabili, capaci di proporre condottieri politici migliori di quelli attuali. Solo così paure, superstizioni e paganesimo, pane dei poveri ignoranti di spirito e nozioni, piano piano potranno diradarsi per lasciare il posto a comportamenti più concreti e sereni.

La mia forse è stata una considerazione troppo futuristica, filosofica ed utopistica, per cui, cosciente di ciò, ritorno al presente e vi offro una visione più reale della situazione mondiale attuale, pubblicandovi un post molto interessante ed esaustivo edito dall’Agenzia di stampa Ascarelativo all’11 settembre ed a tutte le sue ombre passate e future.

L’11 SETTEMBRE SI COMMEMORA ALL’OMBRA DELLE NUOVE MINACCE

Le principali citta’ degli Stati Uniti hanno iniziato la drammatica commemorazione del decimo anniversario degli attacchi dell’11 settembre 2011 ma, sullo sfondo delle iniziative, incombe una nuova minaccia terroristica di Al-Qaeda. Anche se le possibilita’ della presenza di autobombe a New York e Washington restano scarse, un funzionario americano ha sottolineato che la minaccia e’ credibile.

Secondo il New York Times, l’ipotesi di complotto e’ arrivata alle orecchie degli ufficiali dei servizi segreti degli Stati Uniti grazie a un informatore che si trova nella regione di confine tra l’Afghanistan e il Pakistan.

L’informatore, mercoledi’, aveva riferito che due cittadini americani di origine araba avevano lasciato l’Afghanistan, attraversando altri paesi, e raggiungendo gli States la scorsa settimana. Secondo il giornale il rapporto dell’informatore conterrebbe anche una descrizione fisica dei due uomini.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, costantemente aggiornato sulle minacce, e’ tornato a ribadire il suo ordine alle agenzie di sicurezza: ”Raddoppiare” gli sforzi e prendere tutte le precauzioni necessarie, come riferito dal suo portavoce Jay Carney.

In ogni caso, nessun cambio di programma sulla sua partecipazione alle cerimonie a Ground Zero, a New York, e a Shanksville, in Pennsylvania.Barack Obama

OBAMA, AL QAEDA E’ SULLA STRADA DELLA SCONFITTA

”Oggi l’America e’ forte e Al-Qaeda e’ sulla strada della sconfitta”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel suo consueto discorso settimanale alla radio, alla vigilia del decimo anniversario degli attacchi dell’11 settembre 2001. Il presidente ha riflettuto su come gli Stati Uniti abbiano ottenuto ”giustizia”.

”Dobbiamo guardare avanti, al futuro che costruiamo insieme” e questo vuol dire anche ”rimanere forti e sicuri di fronte a qualsiasi minaccia”, ha aggiunto riferendosi al pericolo terroristico che in questi giorni e’ tornato a popolare la preoccupazione degli americani.

Il presidente Usa ha ricordato la battaglia degli Stati Uniti durante gli ultimi due anni e l’uccisione del leader di Al Qaeda Osama bin Laden.

L’appello a ”tenere alto lo stato di vigilanza” dello stesso Obama e’ poi stato diffuso da una nota della Casa Bianca.

Il presidente ha sollecitato la sua squadra di sicurezza nazionale a ”perseguire vigorosamente” tutti i dati di intelligence su quello che i funzionari americani descrivono come una ”minaccia credibile” di attentato dinamitardo in coincidenza con l’anniversario di domani. Obama ha inoltre sottolineato che il Paese ”non deve rilassarsi” nel suo atteggiamento anti-terrorismo nelle prossime settimane.

BENEDETTO XVI SCRIVE: TRAGEDIA AGGRAVATA DALLA PRETESA DI AGIRE IN NOME DI DIO

Papa Benedetto XVI ha inviato una lettera a mons. Timothy Michael Dolan, arcivescovo di New York, e presidente dei vescovi Usa, in occasione del decimo anniversario degli attentati dell’11 settembre.

”In questo giorno – scrive il pontefice – i miei pensieri tornano ai tristi eventi dell’11 settembre 2011, quando le vite di cosi’ tanti innocenti vennero perse in un attacco brutale alle Torri Gemelle del World Trade Center e in altri attacchi a Washington e in Pennsylvania. Mi unisco a voi nel raccomandare le migliaia di vittime alla infinita misericordia di Dio Onnipotente e nel chiedere al Padre Nostro che e’ nei cieli di continuare a consolare coloro che piangono la perdita dei loro cari”.

”Ancora una volta – scrive ancora Benedetto XVI – , deve essere inequivocabilmente affermato che nessuna circostanza puo’ mai giustificare atti di terrorismo”.

”La tragedia di quel giorno – osserva il pontefice – e’ aggravata dalla pretesa degli attentatori di agire in nome di Dio”. ”Ogni vita umana – prosegue il messaggio – e’ preziosa agli occhi di Dio e non va risparmiato alcuno sforzo nel tentativo di promuovere nel mondo un genuino rispetto per i diritti inalienabili e la dignita’ delle persone e dei popoli dovunque essi siano”.

Il papa loda il popolo americano ”per il coraggio e la generosita’ che ha dimostrato nelle operazioni di soccorso e per la sua prontezza nell’andare avanti con speranza e fiducia”. Quindi eleva la sua ”fervente preghiera” affinche’ ”un fermo impegno per la giustizia e una cultura globale di solidarieta’ contribuisca a liberare il mondo delle rivendicazioni che cosi’ spesso danno luogo ad atti di violenza” e nello stesso tempo ”crei le condizioni per una maggiore pace e prosperita’, offrendo un futuro piu’ luminoso e piu’ sicuro”.
– L’11 SETTEMBRE SI COMMEMORA ALL’OMBRA DELLE NUOVE MINACCE
– SCUOLA: LUNEDI’ IL RITORNO AI BANCHI. FINO AL 9 GIUGNO
– CRISI: SI FERMA LA RIPRESA DELL’OCCUPAZIONE NELL’UE
– CALCIO: FINALMENTE RIPARTE LA SERIE A.
E’ CACCIA AL MILAN

– AGROALIMENTARE: ISTAT, ITALIA PRIMA IN EUROPA PER RICONOSCIMENTI DI QUALITA’
– STRASBURGO RICHIAMA L’ITALIA, POLITICI RINUNCINO A SLOGAN RAZZISTI
– CORNO D’AFRICA: QUASI CENTOMILA BAMBINI SOMALI RIFUGIATI IN ETIOPIA
– CRISI: INDUSTRIALI BOCCIANO LA MANOVRA
– CRISI: INDUSTRIALI BOCCIANO LA MANOVRA
– GARIBALDI: SULL’ASPROMONTE FERITO DA FUOCO AMICO
– SCUOLA: OLTRE 670 MILA ALUNNI STRANIERI IN ITALIA
– SCUOLA: AL VIA NUOVO ANNO, TORNANO SUI BANCHI 7,8 MILIONI DI STUDENTI
– USA: BERNANKE, CRESCITA MIGLIORERA’ NEL SECONDO SEMESTRE
– DISOCCUPAZIONE GIOVANILE, ITALIA LA PEGGIORE IN EUROPA
– MANOVRA BIS: 30 ANNI DI SPESA PUBBLICA SEMPRE IN CRESCITA
– CRISI: ALLARME GIOVANI FAMIGLIE, SOLO 28% RIESCE A RISPARMIARE

by Agenzia di stampa Asca

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
Famiglie  d’Italia

Giovani, non temete il mondo e il futuro: cambiatelo in meglio!

agosto 21, 2011

Quasi due milioni di giovani provenienti da tutte le parti del mondo si sono radunati all’aeroporto di Cuatro Vientos, alla periferia di Madrid, per la Veglia di preghiera nella Giornata Mondiale della gioventù. Due milioni di giovani festanti apportatori di un messaggio di pace e di speranza in un immagine così diversa rispetto a poche centinaia di black block che incutono terrore e devastano tutto ciò che incontrano in nome di una giustizia che solo loro conoscono e professano. Ma queste poche centinaia di disperati contornati da fumo e fuoco, sangue e vetrine infrante riescono a concentrare l’attenzione dei media di tutto il mondo per giorni e giorni, creando l’immagine di una gioventù alla sfascio e dilaniata dall’odio.

 

I giovani festanti di ieri, invece, erano quasi due milioni, riuniti nella giornata mondiale della gioventù per la  XXVI edizione dell’incontro internazionale dei giovani cattolici, radunatisi per affrontare insieme a Benedetto XVI  Il tema dell’incontro, ovvero  “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” . I loro sguardi erano sereni e gioiosi e mai, ne ieri ne nei giorni precedenti, nessun incidente è venuto a funestare l’evento… neanche un terribile temporale abbattutosi  sulla folla ha creato panico o incidenti, se non sette contusi, ed è scivolato interrompendo la festa ed il discorso del Papa solo per pochi minuti.

Questa è la realtà della gioventù di oggi e non quella rappresentata dai black block! I ragazzi di Madrid sono consapevoli delle difficoltà della vita e le affrontano con amore in un progetto personale ed allargato di fede… gli altri sono quattro gatti rabbiosi che scelgono la via della violenza, perché la più semplice e meno faticosa. Se di quei quattro ci si spaventa e se ne parla per giorni e giorni, di questi due milioni di ” innamorati della vita ” si dovrebbero appendere manifesti indelebili e ricordarne il messaggio in ogni giorno della nostra futura esistenza…, perché qui sta di casa la verità!

I nostri giovani sono il patrimonio del futuro della terra e della sua sopravvivenza e non sono affatto, come alcuni vogliono farli apparire, un manipolo di sbandati rabbiosi e senza idee: i giovani di oggi sono coscienti dell’importanza e della responsabilità del loro essere giovani. Si parla molto delle azioni sbagliate di pochi e quasi niente dell’impegno di molti per dare un senso ed uno sviluppo migliore al futuro del nostro pianeta. Un’infinità di ragazzi professano amore e solidarietà impegnandosi in attività associative a favore dei disagiati e contro la violenza delle le mafie del potere e dei loro soprusi, come ad esempio l’Associazione Peppino Impastato di Brolo (ME), presieduta dall’ amico di FaceBookSonny Foschino : ma di loro si parla poco, non fanno odiens!

Ebbene giovani, prendete  forza e vigore dal messaggio che ieri vi ha mandato il nostro Papa Benedetto XVI… egli ha detto: ” Oggi che la cultura relativista dominante rinuncia alla ricerca della verità e disprezza la verità che è l’aspirazione più alta dello spirito umano, dobbiamo proporre con coraggio e umiltà il valore universale di Cristo, come salvatore di tutti gli uomini e fonte di speranza per la nostra vita “… Io vi ricordo che Cristo si è fatto uomo e come tale è vissuto e morto per lasciarci anche un altro grande messaggio: la volontà di ognuno di noi può abbattere qualsiasi difficoltà e cambiare il corso della storia, può farci tornare a volare  ogni qualvolta che ci abbattiamo al suolo senza forze convinti di non poterci più risollevare, la volontà  e l’amore sono un’arma letale contro qualsiasi ingiustizia e menzogna, per cui… giovani, non temete il mondo e il futuro: cambiatelo in meglio a vostra immagine e somiglianza!

Umberto Napolitano

 
Famiglie  d’Italia

Giacomo Carone, autore de ” Il Tassello Verde – La Giacomite ” commenta un nostro post…

luglio 27, 2011

Giacomo Carone, mio carissimo amico, è un giovane imprenditore specializzato in consulenze in tema di sostenibilità nell’edilizia (green building) e del costruire bene a prezzi corretti. Recentemente ha scritto un libro, IL TASSELLO VERDE – LA GIACOMITE, la cui lettura ha offerto gratuitamente sul web  invitando a cliccare sul seguente link Powered by Google DocumentiGiacomo è anche un attento lettore del nostro blog al quale non fa mancare i suoi ” commenti “, alcuni dei quali, grazie alle sue capacità narrative, sono spesso superiori all’articolo commentato e meritano una collocazione e una visibilità più appropriate. E il caso più recente è proprio relativo al post di ieri  ( Prime pagine quotidiani… ma l’Informazione, che considerazione ha di noi italiani!?! ), al quale ha risposto così…

Giacomo Carone Dice:
luglio 26, 2011 alle 4:37 pm

Riagganciandomi a quanto riportato nell’articolo, ho alcune domande alle quali ultimamente non riesco a dare una risposta:
1. “Esiste una maggioranza ed una opposizione in Italia?”
2. “I politici, specialmente in Italia, lavorano per il bene del Popolo che essi dovrebbero rappresentare?”
3. “Che influenza ha il Vaticano sulla politica e la legiferazione in Italia (a tutti i livelli)?”

Ma la domanda che mi lascia con molti dubbi è:
“Anche se stravolgessimo il sistema politico attuale, saremmo poi in grado di produrre quei cambiamenti che sono necessari per migliorare il nostro Paese?”.

Per 5 anni ho potuto assaporare in prima persona i poteri ed i giochini della politica, motivo per i quali ne sono uscito e non intendo più ritornarci.

E’ facile criticare l’operato di chi ci governa, ma noi Italiani tutti, siamo maturi per guidare un cambiamento con perizia e lungimiranza, che apporti modifiche sostanziali nel mondo del lavoro, al benessere sociale, all’economia, al sistema sanitario ed a quello pensionistico e chi più ne ha, più e metta?

Troppi anni di intrallazzi, di favoritismi, di media guidati come marionette (l’articolo in questione ne è la prova concreta), di mazzette, di soprusi, di gabelle, di favoritismi, di distruzione della sanità ed istruzione pubblica (a favore di quella di altra gestione “estera” o “privata di parte”), di impoverimento strutturale delle Forze dell’Ordine e delle Amministrazioni Comunali, degli investimenti spropositati nel cemento ieri e nel pseudo-green oggi (stranamente chi tirava le fila ieri, se si va a vedere attentamente sono gli stessi di chi le tira oggi), ha mandato in metastasi l’intero sistema-Italia.

Si fa lo “scudo fiscale” e chi ci guadagna?
si fa il “condono edilizio” e chi ci guadagna?
si fanno gli “incentivi ad hoc” e chi ci guadagna?
si pilotano le “crisi” e chi ci guadagna?

L’economia insegnata nelle università ha cannato brutalmente, però vengono ancora fatti i “Festival dell’Economia” assieme alle banche che hanno generato (o perlomeno coadiuvato) il crollo dell’economia stessa a livello mondiale attraverso varie azioni non sempre molto chiare, continuano ad essere supportate economicamente e ad avere sgravi fiscali a livello globale.

A noi cosa resta? Il lamentarci ed il subire.

Con tutto il rispetto per Beppe Grillo, che considero un buon comico, penso che sobillare un popolo già di suo incavolato rischia di far degenerare la situazione.

Sono però convinto che ci siano delle Persone che sono in grado di prendere le redini ed aiutarci a capire come tirare su la testa con criterio, con metodi costruttivi e produttivi; è di queste Persone che l’Italia ha bisogno ora.

Gente indipendente dalla politica e dal Vaticano che sappia gestire problemi complessi ed aiuti tutti noi a rimboccarci le maniche, motivandoci e responsabilizzandoci per una ripresa lenta ma effettiva.

Siamo molto vicini all’”orizzonte degli eventi”, ma non ci siamo ancora dentro.

Famiglie d’Italia lo considero uno strumento, uno dei migliori, per raccogliere questo messaggio, e sono convinto che tra i suoi lettori ci sia qualcuno che come me vuole rimettere in moto questo meraviglioso Paese che Dio ci ha reso la grazia di donarci.
Io sono pronto a rimettermi in gioco, ma non in politica. Voglio lavorare al fianco di altri Italiani che invece di lamentarsi, hanno idee e progetti concreti e concretizzabili.

Giacomo Carone

Giacomo Carone: intervista ad un giovane imprenditore « Famiglie d

Giacomo Carone ci invita a leggere un libro di Sonia Ricotti che

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia